 |
|
 |
| Primavera fredda,
fioritura in ritardo
per gli ulivi |
|
 |
| Fioritura in ritardo per gli ulivi della Lombardia. La mancata stabilizzazione del tempo e le temperature troppo basse rispetto al periodo stanno rallentando l’apertura delle gemme un po’ in tutte le zone olivicole della Regione: dal Garda all’Iseo, dal lago di Como alla Bergamasca. Il dato emerge dall’ultimo monitoraggio effettuato dalla Coldiretti Lombardia e dall’Aipol (associazione dei produttori) su un comparto che l’anno scorso ha permesso di raccogliere 48 mila quintali di olive e di produrre quasi 800 mila litri di olio (extravergine e Dop) per un valore che sfiora gli 8 milioni di euro di fatturato.Dal monitoraggio sul territorio – spiega la Coldiretti Lombardia – emerge che il freddo primaverile ha reso difficile la “mignolatura” (l’apertura delle gemme) in particolare su alcune varietà come il Leccino, mentre su altre come Casaliva e Frantoio, appare buona. Inoltre le gelate di questo inverno hanno defogliato diverse piante e in alcune c’è stata addirittura la rottura dei vasi linfatici. Nella stagione 2011-2012 – aggiunge la Coldiretti Lombardia - la produzione registrò un calo del 20 per cento rispetto alla precedente, mentre quest’anno molto dipende da come andrà la fioritura di giugno e dai danni che potrebbero causare sia le eventuali grandinate che la “mosca olearia”, un parassita.“Gli oli lombardi – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – sono tra i migliori del mondo. Per tutti risulta strategica l’etichetta d’origine: deve essere chiara, completa e leggibile perché i consumatori hanno il diritto di poter scegliere. Il consumatore lombardo è fra i più attenti ed è significativo che il 33 per cento degli oli Dop e Igp venduti attraverso la Grande distribuzione venga acquistato proprio in questa Regione. Per rispondere a una richiesta di chiarezza che arriva dai produttori e dalle famiglie, quindi, non basta scrivere sulle confezioni olio comunitari o extracomunitari, bisogna indicare Paese e zona d’origine e poi non si deve essere costretti a usare la lente d’ingrandimento per leggere queste informazioni essenziali ai fini di una scelta consapevole”. Anche perchè oggi la maggioranza delle bottiglie di olio confezionate in Italia sono ottenute in realtà da olive straniere senza che questo sia noto ai consumatori.L’arrivo in Italia di olio di oliva straniero – spiega la Coldiretti - ha raggiunto nel 2011 il massimo storico di 584mila tonnellate e ha superato la produzione nazionale, in calo a 483mila tonnellate: l’Italia è il primo importatore mondiale di olio che per il 74% viene dalla Spagna, il 15% dalla Grecia e il 7% dalla Tunisia. Nel 2011 – continua Coldiretti - si è verificato un ulteriore aumento del 3% nelle importazioni di olio di oliva dall’estero, quasi triplicate negli ultimi 20 anni (+163 per cento). Gli oli di oliva importati in Italia vengono mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri dove sono state esportate 364mila tonnellate nel 2011. |
|
|
 |
|
 |
| Riso, la rivolta degli
agricoltori lombardi: |
|
 |
| “Gli ogm non c’entrano nulla con il Carnaroli, come può dire una cosa del genere?” queste le prime reazione degli agricoltori lombardi raccolte dalla Coldiretti regionale dopo l’uscita del ministro dell’Ambiente Clini che ha citato una delle varietà più pregiate di riso fra quelle che avrebbero subito modificazioni genetiche.A differenza di quello che dichiara l’esponente del Governo, l’ingegneria genetica e la transgenesi - sottolinea la Coldiretti - non centrano niente con il riso Carnaroli, il pomodoro San Marzano, la Cipolla Rossa di Tropea o la vite nero d’Avola, che subiranno gravi danni economici da queste dichiarazioni superficiali ed inopportune, bisogna conoscere la differenza tra gli incroci e gli ibridi rispetto all’ingegneria genetica.“Il ministro come può sostenere una cosa del genere? - dice Angelo Fedeli, produttore di riso alla cascina Battivacco a Milano, con 150 ettari coltivati di cui 130 a riso -. Il Carnaroli è una varietà di riso tipicamente italiana. Il Carnaroli non può essere frutto di modificazioni genetiche semplicemente perché è stato selezionato quando ancora non esisteva questa scienza. Con queste affermazioni il ministro rischia di rovinare l'immagine dei nostri prodotti”.Il Carnaroli è fra le varietà più apprezzate dai consumatori e in Lombardia è coltivato su quasi 10 mila ettari di territorio per una produzione di circa mezzo milione di quintali. In provincia di Pavia a questo riso pregiato sono dedicati oltre7.300 ettari (2.368 in Lomellina e 4.947 nel resto del territorio, nel Milanese gli ettari sono 1.487, a cui si aggiungono i 756 ettari di Lodi, i 7,53 di Bergamo e i 291 di Mantova.“Le dichiarazioni del ministro– afferma Tiziano Curti, risicoltore cinquantenne di Bascapè (Pavia), produttore di Carnaroli – dimostrano una superficialità spaventosa che confonde la manipolazione genetica con la selezione e gli incroci naturali. Il Carnaroli come le altre specialità nascono in campagna con la cura degli agricoltori e portano con sé il valore di territori unici che non hanno niente a che vedere con i laboratori. L’apertura del Ministro nei confronti degli OGM induce a pensare che non abbia capito quali siano i motivi del NO agli OGM da parte della gente e da parte dei produttori. Inoltre, la posizione del Ministro è superata: ci sono paesi che in una prima fase avevano adottato le coltivazioni OGM e ora le hanno abbandonate, o lo stanno facendo, come la Francia, la Germania e persino gli Stati Uniti, patria di quelle multinazionali che, uniche tra tutti, trarrebbero vantaggio dall’introduzione degli organismi geneticamente modificati”.Antonio Negri, risicoltore della cascina Bordona a Sant’angelo Lodigiano (Lodi) con 65 ettari coltivati di cui 3,5 a Carnaroli, aggiunge: “Ho delle pubblicazioni molto antiche in cui si parla già del riso Carnaroli e questo dimostra che non può essere frutto dell'ingegneria genetica. Non sta in piedi la tesi del ministro: io coltivo a Carnaroli 3,5 ha ed è un riso italiano e naturale”.Patrizia Parise, dell'azienda agricola “CASTELLETTO” di Porto Mantovano (Mantova), con 6 ettari a Carnaroli e 19 a Vialone Nano, spiega: "Noi siamo contrari all'impiego di sementi ogm nelle nostre coltivazioni. Noi produciamo riso da generazioni, e vendiamo direttamente il nostro prodotto certificato NO OGM, nei mercati di Campagna Amica. Ai consumatori garantiamo una produzione completamente naturale che parte dalla selezione delle sementi per arrivare al prodotto finito, passando per un controllo in tutta la nostra filiera produttiva. Siamo contrari agli ogm per il semplice motivo che, non essendoci chiarezza in termini di sicurezza alimentare, preferiamo continuare come abbiamo sempre fatto".Se si considerano tutte le varietà di riso (oltre al Carnaroli, per esempio, ci sono l’Arborio, il Vialone Nano, il Roma, il Baldo ecc) in Lombardia – spiega la Coldiretti regionale - ci sono oltre duemila produttori su più di 104 mila ettari, contro gli 86 mila della provincia di Vercelli i 35.500 ettari di quella di Novara. Fra Milano, Lodi Pavia e il Piemonte – conclude la Coldiretti – viene coltivato oltre il 90 per cento del riso italiano. |
|
|
 |
|
 |
| 65 milioni di euro per la
riqualificazione energetica
di 400 scuole e
edifici pubblici |
|
 |
| 65 milioni di euro destinati alla riqualificazione energetica di 400 edifici pubblici e istituti scolastici dei Comuni del Milanese. La Banca europea degli investimenti ha approvato il programma di finanziamento, proposto dalla Provincia di Milano, finalizzato a sostenere, attraverso un maxiprestito erogato dall’Istituzione Ue, l’ammodernamento di stabili di amministrazioni locali che hanno aderito al Patto dei sindaci.La somma, che costituisce il 75% del valore complessivo degli interventi (90 milioni di euro), sarà concessa, mediante gare d’appalto curate da Palazzo Isimbardi e monitorate dalla Bei, a società di servizi, che dovranno non solo garantire il restante 25% di equity ma consegnare anche alla provincia strutture più adeguate ed efficienti.I Comuni interessati dal vasto piano promosso da Via Vivaio saranno, poi, chiamati a sottoscrivere contratti di prestazione, che consentiranno alle amministrazioni di estinguere il debito attraverso quote di risparmio prodotte dall’efficientamento energetico. Gli interventi consentiranno, infatti, ai Comuni una riduzione fino al 30% dei consumi di combustibile e di energia elettrica. Sul versante dell’assistenza tecnica, la Provincia si avvarrà, dal canto suo, dello «European local energy assistance» (Elena), un progetto della Commissione europea, gestito dalla Bei, destinato a co-finanziare la predisposizione della documentazione e dei passaggi burocratici necessari (definizione criteri di selezione delle società, stesura di capitolati e di bandi di gara, definizione del sistema di valutazione delle offerte, partecipazione alle commissioni di selezione, monitoraggio dei risultati).«L’Amministrazione ha varato un vasto piano di efficientamento energetico – ha dichiarato il presidente della Provincia di Milano, On. Guido Podestà, già vicepresidente del Parlamento europeo -. Dopo aver dotato ben 51 edifici scolastici di impianti fotovoltaici, la Giunta ha, infatti, ricevuto il benestare dalla Bei in merito al programma di finanziamento che consentirà non solo di risparmiare ma anche di ridurre drasticamente i consumi di combustibile. Questa circostanza dimostra, ancora una volta, l’impegno concreto sui versanti della qualità dell’aria e delle rinnovabili.Considero questo programma come la naturale prosecuzione dell’attività di coordinamento dei 134 Comuni del Milanese assunta nel quadro dei tavoli antismog. Sono, infatti, consapevole che politiche così cruciali, come quelle ambientali, debbano essere pianificate attraverso azioni coordinate e globali.L’Amministrazione, che già persegue una “prospettiva metropolitana”, guarda, dunque, con interesse anche all’Europa nell’ottica di condurre azioni realmente efficaci a beneficio dei nostri cittadini». |
|
|
 |
|
 |
| GIOVANI LOMBARDIA
Un punto di incontro
su Facebook |
|
 |
| "Un nuovo progetto social per favorire l'incontro tra giovani e istituzioni". Annuncia così l'assessore allo Sport e Giovani di Regione Lombardia Monica Rizzi la nascita del progetto 'Giovani Lombardia', la pagina facebook finalizzata a divenire il nuovo punto d'incontro tra giovani e istituzioni, pensata per la divulgazione di iniziative riguardanti il tempo libero, lo studio, l'impresa e il lavoro."Questa iniziativa - prosegue l'assessore - che ho voluto con la Direzione Giovani del mio Assessorato, nasce in risposta alle istanze presentate dai ragazzi che, nell'ambito delle iniziative a loro dedicate, ho avuto occasione di incontrare in questo primo anno e mezzo di mandato. Oggi, in uno scenario di forte cambiamento nell'approccio alla comunicazione, le istituzioni stanno investendo sempre più sul web, per amplificare e diffondere il flusso delle informazioni grazie agli straordinari strumenti che offre la rete".L'assessore Rizzi sottolinea come la Lombardia sia la prima Regione a dotarsi di questo sistema innovativo. "L'Assessorato allo Sport e Giovani - ribadisce Monica Rizzi - ha accolto la sfida ed oggi, grazie a questo progetto, la Lombardia è la prima Regione ad avere un sistema di informazione e comunicazione innovativo ed efficace come questo. Un sistema dedicato ai giovani lombardi che sempre più spesso sono sul web e attraverso di esso comunicano, chattano, studiano, approfondiscono, raccontano di sé, condividono foto, immagini, video, pensieri, informazioni e fanno circolare musica".Grazie ad un meccanismo di raccolta delle fonti, veicolato da un complesso strumento di ascolto delle informazioni online, questo progetto conferma la sua vocazione per una comunicazione ancora più efficace, garantendo una migliore reperibilità delle notizie in rete. A partire da Facebook e attraverso una fitta rete di contatti 'Giovani Lombardia' promette di segnalare tutto il meglio della Lombardia, rendendo possibile lo scambio di informazioni e di idee per creare anche nuove sinergie. |
|
|
 |
|
 |
| Con il bollino blu
via all'operazione
'Caldaie pulite' |
|
 |
| Un bollino blu per tutte le caldaie, un deciso "no" a provvedimenti spot e quindi nuovo vigore ai provvedimenti strutturali già messi in campo da alcuni anni e un radicale cambio di mentalità.Questa, in sintesi, la strada indicata dall'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Reti Marcello Raimondi, cheb ha presieduto il Tavolo aria, per combattere efficacemente l'inquinamento atmosferico.L'assessore ha anche ricordato come, negli ultimi 10 anni, "Regione Lombardia abbia messo in campo 101 misure concrete per la lotta all'inquinamento, per oltre 1 miliardo di euro investito. I risultati sono tangibili, tanto è vero che sono state eliminate dall'atmosfera gran parte delle sostanze più velenose.Regione Lombardia intende dunque concentrarsi ora sull'inquinamento prodotto dal riscaldamento degli edifici, sui quali è possibile intervenire in tempi rapidi e con risultati certi"."Anche se bloccassimo tutto - ha spiegato Raimondi - e cioè traffico, attività agricola e industriale, ci troveremmo comunque a dover affrontare una situazione particolare dovuta alla peculiarità del nostro territorio. Questo significa che nell'atmosfera rimarrebbe comunque un fondo di Pm10 pari ad almeno 20 microgrammi per metro cubo". Per questo Regione Lombardia ha deciso di investire in ricerca e di adottare tutti quei provvedimenti che possano garantire risultati a partire da un approccio scientifico al problema. "Abbiamo scelto di adottare provvedimenti strutturali - ha proseguito - di lungo termine che garantiscono una diminuzione costante del particolato. E' vero, sono ancora tanti i giorni di superamento del limite di 50 mc imposto dall'Unione europea, ma negli anni i valori delle concentrazioni sono costantemente diminuiti". "Voglio anche ricordare - ha precisato Raimondi nell'illustrare le misure - che quelle che abbiamo adottato sono le più vaste esistenti in Europa".
BOLLINO BLU E RISCALDAMENTO - Anche il rapporto del Jrc (Joint research center) di Ispra, recentemente presentato, ha dimostrato che i riscaldamenti incidono sul totale dell'inquinamento prodotto per il 29 per cento circa. Per questo Regione Lombardia ha deciso di introdurre un bollino blu anche per le caldaie. Si tratta di uno strumento semplice, che permette al cittadino di verificare se è in regola con la manutenzione della propria caldaia e quindi di risparmiare, perché un impianto che rispetta la normativa permette di riscontrare velocemente benefici in bolletta. Ogni anno si stima che i Vigili del fuoco debbano fare circa 10.000 interventi per incendi causati da cattive manutenzioni. Questo processo sarà accompagnato dallo sviluppo del sistema informatico regionale - Curit - in grado di mappare capillarmente lo stato delle cose.
OBBLIGO DI TERMOREGOLAZIONE - Dal 1 agosto 2012 in tutta la regione scatta l'obbligo della termoregolazione e contabilizzazione autonoma del calore nei condomini anche per gli impianti esistenti.
LA CERTIFICAZIONE ENERGETICA - A breve verrà adottata la disciplina sui controlli sulla certificazione energetica che dovrà essere la più precisa possibile così da avere un sempre maggiore livello di efficienza energetica negli edifici, con minore spreco di energia e calore e minori emissioni.
TELERISCALDAMENTO E NUOVO PIANO CASA - Sarà ulteriormente incentivata la diffusione del teleriscaldamento. Ad oggi sono stati raggiunti i 97 milioni di metri cubi di volumetria tele riscaldata, pari al 46 per cento del valore nazionale. Il nuovo Piano casa prevede il raddoppio bonus volumetrico (dal 5 al 10 per cento), se si aumenta la percentuale di fonti rinnovabili che approvvigionano l'edificio. Agli impianti industriali più inquinanti (più di 1500 già assoggettati) dovranno essere applicate le migliori tecnologie disponibili, che permetteranno di rispettare limiti emissivi particolarmente rigidi. Continuerà il processo di rinnovamento del parco centrali esistente, che ha già consentito un miglioramento complessivo del 10 per cento del rendimento.
LA PIU' GRANDE LOW EMISSION ZONE D'EUROPA - La Lombardia è già riuscita a creare la Zona a basse emissioni più grande d'Europa. Perfino Londra, che spesso viene presa come esempio virtuoso, ha una zona a basse emissioni più piccola. La zona A1 della Lombardia comprende infatti 209 Comuni, 2.600 chilometri quadrati e 4.700.000 residenti, mentre quella della "grande Londra" si estende su 1.580 chilometri quadrati ed entrerà in vigore solo a partire dal 3 gennaio prossimo.
LE LIMITAZIONI ALLA CIRCOLAZIONE - Dal 15 ottobre 2011 al 15 aprile 2012 saranno nuovamente in vigore i provvedimenti di blocco per alcune categorie di veicolo. Dal lunedì al venerdì (escluse anche le giornate festive infrasettimanali) dalle 7.30 alle 19.30 è previsto il fermo programmato dei mezzi più inquinanti (autoveicoli benzina e diesel Euro 0, diesel Euro 1, diesel Euro 2). Il provvedimento si applica alla Zona critica A1.
NO BLOCCO EURO 3 DIESEL - In Lombardia circolano 995.996 auto diesel Euro 3 e un loro eventuale fermo comporterebbe un miglioramento, in termini emissivi, pari solo all'11 per cento circa. E si andrebbe a incidere su veicoli legittimamente venduti fino a 5 o 6 anni fa. Gli studi comunque dicono chiaramente che, se anche si bloccassero, non si rientrerebbe comunque nei limiti né in fase acuta, né per quanto riguarda la concentrazione media annuale. "Se ci sono Comuni che intendono introdurre misure più stringenti - ha sottolineato Raimondi - noi non ci opporremo, ma non si può negare il grosso costo sociale di operazione come queste e la scarsa incidenza in termini di miglioramento della qualità dell'aria".
FERMI MOTORINI EURO 0 - Una delle grandi novità del blocco che scatterà sabato 15 ottobre riguarda ciclomotori e moto Euro 0 a due tempi. Per loro - e sono circa 400.000 in tutta la regione - il blocco sarà di 24 ore, 7 giorni su 7. Questo perché studi scientifici hanno dimostrato che un vecchio motorino inquina ben più di un'auto a benzina.
65 MILIONI PER LA MOBILITÀ - Regione Lombardia ha stanziato 65 milioni di euro solo per la mobilità pubblica e di cantiere. Con questi fondi verrà incentivata la sostituzione dei mezzi più vecchi e inquinanti e l'installazione dei filtri antiparticolato.
FERMI GLI AUTOBUS PIÙ VECCHI - Sempre dal 15 ottobre e per 6 mesi, dal lunedì alla domenica, dalle 00.00 alle 24.00, su tutto il territorio regionale sarà in vigore anche il fermo permanente degli autobus M3 (adibiti al trasporto pubblico locale) di classe Euro 0, Euro 1 ed Euro 2 diesel. Il divieto di circolazione vige anche per la classe Euro 2 diesel dei veicoli per trasporti specifici e per uso speciale.
SPEGNIMENTO MOTORI - La legge prevede anche l'obbligo di spegnere i motori degli autobus nella fase di stazionamento ai capolinea e dei veicoli merci durante le fasi di carico/scarico.
I CONTROLLI - La Regione ha stanziato 2 milioni di euro da destinare a Comuni e Province come contributo straordinario per incrementare i controlli sui veicoli e sugli impianti di riscaldamento che, purtroppo, vengono eseguiti in pochissimi casi.
LEGNA E OLIO COMUSTIBILE - Rimangono in vigore anche i provvedimenti già adottati negli scorsi anni, vale a dire il divieto di utilizzo di apparecchi obsoleti alimentati a biomassa legnosa (camini e stufe nelle zone A1 e nei Comuni sotto i 300 metri slm) e il divieto di utilizzo dell'olio combustibile per impianti di riscaldamento civile in tutta la Lombardia.
L'AGRICOLTURA - Si stanno portando avanti politiche innovative per il trattamento termico dei liquami, la produzione biogas ed energia e sistemi di copertura e contenimento dei liquami in attesa di trattamento, tutti fattori che contribuiscono notevolmente all'innalzamento di elementi particolarmente inquinanti come l'ammoniaca in atmosfera.
L'INDUSTRIA - Da un decennio sono stati introdotti limiti molto avanzati. La Lombardia è l'unica regione italiana ad avere completato, già nel 2007, il rilascio delle nuove Aia (Autorizzazioni integrate ambientali), importanti per ridurre le emissioni di industria e allevamento. In Lombardia inoltre, le emissioni dei maggiori impianti industriali sono misurate, in rete, in via continua. |
|
|
 |
|
 |
| ABBIATEGRASSO
Le contravvenzioni
si pagano online |
|
 |
| Pagare le multe via web, in qualunque orario, evitando le code agli sportelli o in banca: da qualche tempo tutto questo è possibile anche per quanto riguarda le contravvenzioni emesse dalla Polizia Locale di Abbiategrasso.“Una sanzione amministrativa è, ovviamente, un debito poco piacevole da saldare - osserva l’assessore alla Viabilità e Sicurezza Stradale Nicola Ninno – Per facilitare i cittadini, e tutti gli automobilisti che incorrono in una contravvenzione al Codice della Strada sul nostro territorio, abbiamo scelto di attivare in convenzione con Poste Italiane questo servizio innovativo, che permette ai correntisti e ai titolari di carta PostePay di pagare in tutta sicurezza e comodità, in qualunque momento della giornata.” Si tratta, quindi, di un’iniziativa che può migliorare sicuramente la qualità della vita e dei servizi urbani, e rientra pertanto a pieno titolo tra le politiche a favore della conciliazione dei tempi.Accedere al servizio è molto semplice: basta collegarsi al sito di Poste Italiane www.poste.it e selezionare la voce “Pagamento bollettini”. Dopo essersi registrati, è sufficiente inserire nome utente e password e cliccare su “Compila bollettino”: a questo punto, è necessario inserire tutti i dati richiesti e scegliere la modalità di pagamento preferita (carta PostePay oppure addebito sul proprio conto corrente BancoPosta). A seguito del pagamento, l'utente riceverà un messaggio di notifica sulla propria casella di posta elettronica Postemail, che viene creata automaticamente da Poste Italiane in seguito alla procedura di registrazione.Chiaramente, è sempre possibile continuare a pagare le contravvenzioni con i sistemi già in vigore, ovvero presso gli sportelli della tesoreria comunale – Banca Popolare di Milano (agenzia di piazza Marconi) oppure con il più tradizionale bollettino postale cartaceo.“Inoltre, - conclude l’assessore - stiamo valutando anche la possibilità di estendere i servizi di pagamento online, e di rendere disponibile in futuro anche la modalità con carta di credito". |
|
|
 |
|
 |
| REGIONE
Alcol e droghe,
4 azioni per la
lotta a dipendenze |
|
 |
| Coordinamento multilivello degli interventi e della programmazione intersettoriale, estensione dell'impatto delle azioni di prevenzione, coinvolgimento attivo dei cittadini nelle iniziative della Rete regionale di Prevenzione, sviluppo delle competenze di professionisti e amministratori locali.Sono questi i quattro assi che caratterizzano le indicazioni operative 2011-2012 elaborate da Regione Lombardia per l'attuazione delle azioni di prevenzione del consumo di sostanze che provocano dipendenza come droghe e alcol.La strategia che Regione Lombardia intende promuovere - contenuta in una delibera approvata dalla Giunta su proposta dell'assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli - recepisce i principi del Piano d'Azione Ue in materia di lotta alla droga 2009-2012, le disposizioni del Piano Socio-Sanitario Lombardo 2010-2014, che enfatizza l'impegno nel contrasto al diffondersi di atteggiamenti di tolleranza verso l'uso di droghe, e i provvedimenti approvati su questa materia dalla Giunta regionale negli ultimi quattro anni.Tra questi, l'ultimo in ordine di tempo, inserisce anche una serie di azioni di prevenzione tra gli obiettivi assegnati ai Direttori Generali delle ASL e della Aziende Ospedaliere."L'attuale mercato delle droghe e delle sostanze d'abuso - spiega Boscagli - ha assunto caratteri di tipo intergenerazionale e interculturale: in Lombardia sono stati rotti i confini del disagio e dell'emarginazione perché i fenomeni oggi riguardano trasversalmente ampie fasce di popolazione"."L'uso di sostanze cosiddette 'performanti' come la cocaina e le anfetamine - aggiunge l'assessore - risulta essere più compatibile con la vita quotidiana, anche lavorativa, e di conseguenza c'è una minore percezione del rischio. Alcune droghe come la cannabis, ad esempio, sono percepite, in particolare dalle persone più giovani, come innocue, così come accade per l'alcol".Di qui la proposta di una strategia regionale per il contenimento e la riduzione del consumo di sostanze illegali in tutto il territorio regionale introducendo modelli di contrasto più aderenti ai nuovi bisogni."E' indispensabile - aggiunge Boscagli - che l'azione preventiva superi la tradizionale concezione che ne vede la progettazione e la programmazione quasi esclusivamente confinate nell'ambito del Sistema dei Servizi socio-sanitari per le Dipendenze. Al contrario, vogliamo valorizzare una varietà di risorse e di responsabilità sociali, culturali, educative, politiche, presenti in regione".In questo quadro il Dipartimento Dipendenze assume il ruolo di nodo e snodo della rete territoriale di settore.L'integrazione tra i Servizi dell'area consultoriale e quelli che fanno capo al Dipartimento Dipendenze diventa lo strumento per migliorare la capacità preventiva dell'intero sistema di intervento; i Piani di Zona e i Piani Integrati per la Promozione della Salute si incrociano e qualificano la loro capacità di integrarsi anche grazie alle conoscenze scientifiche e sociologiche elaborate e messe a disposizione dall'ORED (Osservatorio Regionale Dipendenze).Il luogo tecnico a supporto dell'elaborazione delle strategie e delle partnership presenti sul territorio sarà la Rete Regionale per la Prevenzione insieme alle Reti Locali promosse da ciascuna Asl.La Rete Regionale Prevenzione potrà contare sul lavoro del Tavolo Tecnico Regionale Prevenzione dipendenze (TTRP), su quello del Gruppo di Approfondimento Tematico (GAT), di prossimo avvio, sul rafforzamento delle interazioni previste dall'accordo di collaborazione con l'Ufficio Scolastico Regionale e sulla sperimentazione del Modello lombardo delle Scuole che promuovono salute. |
|
|
 |
|  |
|
 |
| Senza voucher duro
colpo all’occupazione |
|
 |
| “Togliere i voucher sarebbe un duro colpo all’occupazione. La riforma così come è stata concepita non va bene: è poco funzionale e non sarà più possibile per centomila pensionati, studenti e cassintegrati italiani arrotondare il proprio reddito nelle campagne di raccolta di frutta, verdura, olive o vendemmia, come hanno fatto negli ultimi quattro anni” così commenta Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia dopo l’iniziativa di sensibilizzazione a Roma davanti al Senato, durante la quale un migliaio di imprenditori, studenti e pensionati provenienti da tutte le Regioni d’Italia hanno manifestato per evitare la cancellazione di uno strumento che concilia le esigenze di semplificazione, legalità e trasparenza con la possibilità di garantire un sostegno alle classi sociali che più sentono la crisi.Dall’agosto 2008 al dicembre 2011 in Lombardia sono stati utilizzati oltre 3 milioni e mezzo di voucher, di cui quasi 400 mila assorbiti dal settore agricolo. Solo nel 2011, sono stati oltre 96 mila i voucher usati in agricoltura in Lombardia. Le province che hanno adottato di più questo sistema per il lavoro nei campi, sempre l’anno scorso, sono state: Brescia (49.004), Bergamo (12.971), Mantova (11.003). A seguire: Pavia (6.100), Milano (4.110), Sondrio (3.527), Cremona (3.460), Lecco (2.170), Varese (1.567), Lodi (1.313), Como (1.265). “Si tratta di un numero importante – spiega Prandini – che dice chiaramente quale potrebbe essere il danno occupazionale nel caso di una cancellazione di fatto di questo strumento”. Il grosso dei buoni lavoro – spiega la Coldiretti – è concentrato al nord: oltre alla Lombardia, anche in Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Veneto, Trentino e Toscana.La vigente legislazione sui voucher consente alle imprese agricole di avvalersi, solo per attività stagionali, del contributo di limitate categorie di soggetti che si trovano fuori dal mercato del lavoro come appunto, dal primo giugno, per i ragazzi dai 16 ai 25 anni di età regolarmente iscritti ad un ciclo di studi. Ora l’emendamento presentato dai relatori al ddl di riforma del mercato del lavoro del Ministro Elsa Fornero cancella di fatto i voucher in agricoltura poiché limita l’uso dei buoni alle sole imprese di autoconsumo, senza contabilità, sotto i 7.000 euro di fatturato. |
|
|
 |
|
 |
| Risaie lombarde addio:
meno terreni |
|
 |
| Si “prosciugano” le risaie. Secondo una rilevazione di Coldiretti Lombardia sulle aziende agricole del settore, per quest’anno si stima un trend in calo del 7 per cento sul totale delle superfici da seminare, pari a oltre 7 mila ettari a livello regionale, che significa un crollo di circa quattrocentomila quintali di riso in meno nel prossimo raccolto.“L’industria paga troppo poco, i costi di gestione sono aumentati e da quest’anno non c’è più neppure il sostegno specifico della Ue alla coltura - spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia - così gli agricoltori sono stati in parte costretti a puntare su altre produzioni, come ad esempio frumento e mais”. Fra Pavia, Milano, Lodi e nelle aree di Novara e Vercelli del Piemonte si coltiva più del 90 per cento del riso italiano. Soltanto a Pavia – spiega la Coldiretti regionale - nel 2011 c’erano 87.625 ettari di risaie che, se il trend verrà confermato, si ridurranno a poco più di 81 mila quest’anno con una perdita di 370 mila quintali di raccolto, fra cui quello di varietà di pregio come il Carnaroli, il Vialone e l’Arborio.Per rafforzare il settore e valorizzare meglio il prodotto, la Coldiretti ha creato una società di scopo, la “FIR” (Filiera Italiana Riso), che a livello nazionale, attraverso accordi di filiera con l’industria e la grande distribuzione, ha l’obiettivo di pianificare le produzioni evitando brusche oscillazioni dei prezzi che danneggiano sia gli agricoltori che i consumatori. |
|
|
 |
|
 |
| Formigoni: più lavoro con
i contratti territoriali |
|
 |
| A Fieramilanocity Formigoni presenta il programma d'azione della Lombardia, mettendo al primo posto il progetto di legge sul lavoro con la promozione, tra l'altro, della contrattazione territoriale e di nuove forme di contratto locale. "Nel pieno rispetto dell'autonomia delle parti sociali - dice alla platea degli imprenditori - vogliamo favorire intese a livello regionale tra sindacati e imprese, per introdurre nuove iniziative riguardo l'accesso al mondo del lavoro, il welfare aziendale, l'organizzazione del lavoro e le politiche di ricollocazione".
SERVE SCATTO DI CORRESPONSABILITÀ - Alla platea di Confindustria Formigoni richiama la necessità di una "corresponsabilità". Dalla crisi si esce con il confronto e la collaborazione tra istituzioni, associazioni imprenditoriali e parti sociali: solo così è possibile attuare riforme profonde, che hanno bisogno del più ampio sostegno e di un consenso sociale diffuso. Il riferimento è al lavoro del Governo che, dopo aver agito per garantire la sostenibilità della finanza pubblica, "deve riuscire a varare provvedimenti che dovranno favorire la crescita".
TUTELA DEI LAVORATORI - Il processo di riforma del lavoro - spiega Formigoni - "deve coinvolgere necessariamente anche la tutela dei lavoratori". Il riferimento è all'utilizzo delle risorse per gli ammortizzatori sociali in deroga, differenziandole in relazione alle diverse situazioni aziendali e personali dei lavoratori. Ciò vuol dire concepire gli ammortizzatori sociali "non più come parcheggio per la disoccupazione, ma come uno strumento per favorire una nuova formazione e il reingresso dei lavoratori dopo un percorso di formazione e di riqualificazione". È il caso del sistema delle Doti introdotto in Regione Lombardia.
LE PRIORITÀ PER GLI IMPRENDITORI - Non c'è solo la riforma del mercato del lavoro. Regione Lombardia è vicina agli imprenditori con un'ampia serie di azioni. Formigoni cita quelle sulla facilitazione dell'accesso al credito come l'accordo con la BEI per finanziamenti complessivi di mezzo miliardo, sollecitando altresì le banche, affinché i prestiti ottenuti dalla BCE siano diretti all'"economia reale" e alla proposizione di "tassi ragionevoli". Il presidente cita anche l'Accordo di programma con il Ministero della Ricerca da 150 milioni di euro, per sostenere l'innovazione così come la riduzione dei tempi di pagamento ai fornitori di beni e di servizi del servizio sanitario regionale.
EXPO 2015 OCCASIONE DI RILANCIO - Nel percorso di rilancio del sistema Italia tappa fondamentale è l'Expo: Formigoni sollecita il sempre maggiore ricorso, accanto alle risorse pubbliche, di quelle private. "L'intero sistema produttivo saprà sfruttare al massimo l'occasione che un appuntamento planetario di questo tipo offre in termini di investimenti sull'intero territorio italiano e sul fronte internazionale". Conclusione dedicata al percorso senza incertezze già avviato: "Tutte le infrastrutture previste stanno procedendo regolarmente, siamo ottimisti: posso confermare che i progetti e i cantieri stanno procedendo nel rispetto dei tempi di avanzamento previsti e i lavori saranno ultimati entro il 2015". Per la prima volta - conclude Formigoni - "l'Italia non è in ritardo". |
|
|
 |
|
 |
| Agricoltura, deroga
nitrati: record
di richieste |
|
 |
| Pronte a scommettere sulla deroga alla Direttiva Nitrati ci sono 1033 aziende agricole lombarde, di cui 950 sono allevamenti. A conti fatti, secondo i dati della Direzione generale Agricoltura, è questo il totale delle domande di deroga che sono pervenute entro il 15 febbraio, scadenza imposta dall'Unione Europea. Con la deroga viene introdotta la possibilità di innalzare, nelle zone vulnerabili ai nitrati di origine zootecnica, la quantità di azoto spandibile sui campi da 170 a 250 kg/ha l'anno. "A differenza di altre regioni più fredde ad accogliere la deroga come un'opportunità, - ha commentato l'assessore regionale all'Agricoltura Giulio De Capitani -, la risposta lombarda può considerarsi un record assoluto. Quello dei nitrati è un problema che, in Lombardia, e in particolare in pianura, dove si concentrano la maggior parte degli allevamenti, è particolarmente sofferto. Con oltre 1000 domande, le nostre aziende zootecniche ci stanno dicendo che non vogliono privarsi di questa opportunità". "Non è una strada in discesa - ha spiegato l'assessore -. L'applicazione della deroga impone alle aziende agricole anche nuovi e impegnativi vincoli, necessari a garantire la massima tutela delle acque. La presentazione della domanda è quindi solo un primo passo, ma conferma che la volontà dei nostri allevatori è quella di provare a sperimentare la deroga nella gestione degli effluenti. Un risultato di cui essere soddisfatti e che premia soprattutto lo sforzo notevole che abbiamo condotto sul fronte dell'informazione". "Dallo scorso novembre - ha concluso De Capitani -, oltre ai canali di comunicazione istituzionali, abbiamo promosso molti incontri sul territorio per spiegare le novità normative entrate in vigore con la deroga. Anche grazie alla preziosa collaborazione delle Province, delle Organizzazioni professionali, dell'Associazione Regionale Allevatori (ARAL), di Ersaf e dell'Università di Milano abbiamo aiutato i nostri agricoltori a fare luce sugli aspetti più complessi". I tempi di applicazione non sono immediati. Le aziende hanno tempo fino a giugno per presentare il piano di fertilizzazione e realizzare gli interventi tecnici necessari per adeguarsi ai nuovi criteri. |
|
|
 |
|
 |
| Banda ultra larga, intesa
Regione-Metroweb-F2i |
|
 |
| Regione Lombardia stringe un forte e innovativo accordo di collaborazione pubblico-privato con due colossi della fibra ottica e del mondo imprenditoriale - Metroweb e F2i - per avviare su vasta scala la diffusione della banda ultra larga.La firma è stata apposta dal presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, dal presidente di Metroweb, Franco Bassanini e dall'amministratore delegato del Fondo F2i, Vito Gamberale. Presente l'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Reti, Marcello Raimondi."Una firma di grande importanza - ha detto Formigoni - destinata a far fare un forte e veloce passo avanti alla realizzazione delle infrastrutture per diffondere la connessione super veloce nella nostra regione. Al nostro tavolo abbiamo chiamato la più importante realtà infrastrutturale nel settore dello sviluppo di reti di nuova generazione".
METROWEB E F2i - L'accordo di collaborazione è finalizzato allo studio di un percorso comune di cablaggio da svilupparsi nei principali capoluoghi di provincia. "L'esperienza maturata da Metroweb a Milano - ha spiegato Formigoni - primo grande progetto organico realizzato in Italia nell'ambito delle reti di nuova generazione, le eccellenti performance di F2i in ambito infrastrutturale, unitamente alla capacità di Regione Lombardia di fare da cerniera con i Comuni, le Province e le altre istituzioni del territorio, daranno impulso allo sviluppo del progetto per individuare la strada per rivoluzionare l'accesso al web e ai servizi che esso offre". E' un percorso che la Lombardia ha iniziato già nel 2010, cercando di capire quale sarebbe stato il modo migliore per realizzare un'infrastruttura passiva in fibra ottica secondo un modello "Fibra a Casa" (FTTH, Fiber To The Home) per 167 comuni ovvero 4,2 milioni di cittadini lombardi, per un investimento complessivo di 1,2 miliardi di euro. "Nel luglio del 2011 - ha detto ancora Formigoni - abbiamo verificato l'inopportunità di avviare un progetto unico con tutti gli operatori delle telecomunicazioni e abbiamo dunque deciso di seguire questa nuova strada".
LA DIGITALIZZAZIONE - L'accordo - come ha ricordato Raimondi - si colloca in un quadro di impegno a tutto campo di Regione Lombardia per la digitalizzazione che è partito dall'eliminazione del digital divide (entro l'anno tutti i cittadini lombardi avranno l'accesso all'adsl) e sta proseguendo ora lungo 3 direttrici: - l'inserimento della digitalizzazione e della banda ultra larga nel progetto di legge sullo sviluppo e la ripresa economica, che la Giunta ha appena varato; - il lancio dell'Agenda Digitale Lombarda per rendere sempre più accessibili via web i servizi della Pubblica amministrazione; - il piano di potenziamento dell'infrastrutturazione del territorio tramite fibra, valorizzando le sperimentazioni già avviate, o pronte a partire, in alcune aree della Lombardia. In particolare sul lato infrastrutturale, la strategia lombarda prevede di avviare quattro piste di collaborazione con il privato per definire modelli di intervento che siano poi replicabili a largo raggio.
RETE FISSA E MOBILE - Per questo sarà ulteriormente implementata la convergenza tra rete fissa e rete mobile tramite la diffusione delle nuove tecnologie LTE (Long Term Evolution, o di quarta generazione) sui cellulari.
FIBRA OTTICA - E' in fase avanzata di studio un progetto pilota per procedere alla sostituzione, completa e graduale, dalla rete in rame con una nuova rete in fibra ottica.
AREA INDUSTRIALE - Inoltre è già stata individuata un'area industriale dove promuovere lo sviluppo di una rete in fibra ottica che possa supportare da un lato le imprese a migliorare la propria produttività e competitività e dall'altro consentire al territorio di diventare sempre più attrattivo. Le associazioni di categoria e le imprese chiedono infatti un intervento che possa dare nuovo impulso all'economia e che possa consentire di competere con le aree più industrializzate dell'Europa e del mondo.
INTERNET SUPERVELOCE - Tutto ciò evidentemente non può prescindere dalla messa a disposizione di una infrastruttura che consenta comunicazioni super veloci e sicure e la possibilità di rendere disponibili servizi che possano aumentare la produttività e diminuire i costi di gestione. "L'obiettivo - hanno sintetizzato Formigoni e Raimondi - è quello di strutturare i nostri molteplici interventi così che possano essere replicati in altri territori lombardi per assicurare ai cittadini il miglior servizio possibile di connessione, alle imprese di avere una carta in più per competere sui mercati europei e a noi tutti di raggiungere i traguardi dell'Agenda Digitale Europea".
MODELLO DA REPLICARE - Entusiasta del progetto presentato oggi a Palazzo Lombardia anche il presidente di Metroweb, Franco Bassanini, che ha definito "prototipo di estrema importanza per la crescita dell'intero Paese" l'accordo sottoscritto, auspicando quindi che possa fungere "da modello anche per le altre regioni". Bassanini ha anche lodato la suddivisione dei ruoli e competenze spiegando che "pubblico e privato non solo collaborano, ma lo fanno nel pieno rispetto dei rispettivi ruoli. Al privato è chiesto di fare un lavoro di gestione e realizzazione; al pubblico di creare il contesto, le regole e di accompagnare il percorso". Da parte sua il presidente del Fondo F2i, Vito Gamberale, ha tenuto a sottolineare come non sia vero che "l'Italia è così indietro nella banda ultra larga, anzi. La Lombardia e Milano rappresentano le realtà più avanzate e di questo bisogna andare molto fieri". |
|
|
 |
|
 |
| In farmacia per
smettere di fumare |
|
 |
| Regione Lombardia sottoscriverà a breve con le associazioni dei farmacisti e con la Società Italiana di Tabaccologia un accordo per offrire ai cittadini un servizio di consulenza motivazionale da parte dei farmacisti, che aiuti in particolare a smettere di fumare.L'intesa per il nuovo servizio di "counselling motivazionale", che sarà messo a disposizione nelle farmacie, è solo una delle iniziative che Regione Lombardia realizza per contrastare il tabagismo. "In Lombardia - ha ricordato Formigoni - ci sono 49 Centri per il Trattamento del Tabagismo, strutture territoriali che hanno l'obiettivo di offrire possibilità concrete a coloro che intendono smettere di fumare. I Centri sono in tutte le province (29 nelle Asl e 20 negli ospedali). Il numero di persone che si affida ai nostri operatori specificamente formati è in costante aumento. Nel corso di dieci anni infatti, dal 2000 al 2010, la crescita del numero dei casi trattati è stata di oltre il 250 per cento". |
|
|
 |
|
 |
| COLDIRETTI:
VALORIZZARE CENTRI ASSISTENZA
DELLE IMPRESE |
|
 |
| La lotta alla burocrazia, una legge regionale (dopo quella già approvata a livello nazionale) per l’etichettatura d’origine obbligatoria dei prodotti, la difesa del suolo agricolo e regole precise per le energie rinnovabili. Sono questi alcuni punti salienti della relazione che il Direttore della Coldiretti Lombardia, Eugenio Torchio, ha tenuto davanti all’ottava commissione del consiglio della Lombardia per la discussione sul Testo unico regionale in materia di agricoltura.“La parola chiave di questa legislatura è “semplificazione” – ha spiegato il Direttore della Coldiretti regionale - e quindi chiediamo che vi sia davvero una sincronia tra i documenti richiesti dai singoli enti pubblici. E’ giusto che il SIARL (Sistema informatico regionale, ndr.) rinforzi il ruolo di detentore ufficiale di quei dati che potrebbero essere facilmente incrociati, alleggerendo così di molto la burocrazia e dematerializzando effettivamente il carico di richieste che vengono presentate alle aziende agricole”.Inoltre sul fronte della semplificazione, sostiene la Coldiretti Lombardia, i CAA (Centri di assistenza alla imprese agricole) rappresentano un’occasione che la Regione Lombardia non può lasciarsi sfuggire: “Nell’era della semplificazione possono rappresentare la svolta: tutte le informazioni presenti nel fascicolo aziendale, potenziabile con ulteriori documenti aggiuntivi che potranno completare la fotografia dell’azienda agricola di cui si tratta, saranno a portata di click. Il punto d’arrivo potrebbe essere: rafforzare il ruolo del fascicolo aziendale, elevandolo a strumento reale di sintesi e validazione di tutte le informazioni relative alle caratteristiche e alle attività svolte dalle aziende agricole”. Il CAA è un’occasione su cui investire – aggiunge Coldiretti Lombardia - Il silenzio-assenso lo renderebbe assolutamente in linea con gli attuali orientamenti giurisprudenziali e con le costituende Agenzie delle Imprese, rappresentando appieno la sussidiarietà e la semplificazione amministrativa.Per quanto riguarda la difesa del suolo, servono “norme cogenti per gli enti locali che dovranno applicare sul territorio, prevedendo meccanismi di disincentivazione di nuove opere urbanistiche” puntando al tempo stesso sul “recupero e la riutilizzazione di fabbricati e strutture esistenti, tanto in aree agricole quanto in aree urbane, commerciali e industriali”. Mentre sulle energie rinnovabili, ha spiegato il Direttore della Coldiretti Lombardia “urge una forte presa di posizione della Regione, per costruire un percorso che preservi i suoli dalle mire di imprenditori lontani dall’agricoltura e pronti a tutto pur di ottenere guadagni a breve termine. La nostra preoccupazione per il territorio agricolo è rivolta a evitare un paesaggio impoverito da estensioni di mais destinato agli impianti di biogas e “coltivazioni” di pannelli per il fotovoltaico e dall’altro alla tutela ed al sostegno della categoria imprenditoriale che rappresentiamo, affinchè gli agricoltori continuino a coltivare la propria terra”. |
|
|
 |
|
 |
| REGIONE
82,5 milioni per azioni
a favore della famiglia |
|
 |
| Usare al meglio le risorse disponibili per gli interventi sociali, individuando nella famiglia e nei suoi diversi bisogni il cardine della politica regionale.E' questo il senso del provvedimento approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli, che riunisce e riorganizza le diverse azioni regionali a favore della famiglia, stanziando complessivamente 82,5 milioni di euro: 70 milioni sono destinati al Fondo sociale e saranno distribuiti ai distretti delle Asl per finanziare gli interventi a favore di disabili, minori e anziani; 6 milioni è la quota di finanziamento, sempre ripartita tra le Asl, per i progetti di sostegno alla famiglia su tre linee di intervento (educazione, reti di mutuo aiuto, natalità); 5 milioni verranno utilizzati per un bando che sosterrà progetti di conciliazione messi in atto dalle piccole e medie imprese; 1,5 milioni serviranno a realizzare in alcuni Comuni la sperimentazione di un nuovo sistema di calcolo delle spese da sostenere per i servizi sociali che tenga conto della situazione complessiva in cui la famiglia si trova, con l'introduzione di un correttivo (il cosiddetto 'fattore famiglia')."Grazie ad un impegno e ad uno sforzo straordinario di tutta la Giunta - afferma il presidente Roberto Formigoni - siamo riusciti ad annullare per il 2011 i tagli per le politiche sociali riportando i fondi a livello del 2010. Da sempre infatti poniamo al centro della nostra politica la persona, la famiglia, i bisognosi, orientando le nostre azioni in un'ottica di politica sussidiaria che ci ha permesso di valorizzare lo straordinario e formidabile impegno di chi lavora come volontario nelle associazioni"."Il principio che sta alla base di questo provvedimento - spiega l'assessore Boscagli - è quello di spostare l'attenzione dal finanziamento dei servizi e delle strutture alla risposta ai veri bisogni delle famiglie. La conoscenza e la considerazione di questi bisogni determinerà l'effettiva erogazione dei finanziamenti. Infatti, a tutte le Asl e ai distretti sarà chiesto di elaborare a livello territoriale dei progetti in base ai quali saranno determinate le priorità di intervento con i relativi fondi. Non è dunque la Regione a determinare preventivamente e centralmente la destinazione dei finanziamenti. L'obiettivo di questo provvedimento è dare risposta puntuale alle necessità di ogni singola realtà"."Il fatto di aver accorpato in un'unica delibera i principali interventi a favore della famiglia - aggiunge Boscagli - ha anche l'obiettivo di utilizzare in maniera più efficace le risorse disponibili evitando sovrapposizioni e razionalizzando l'intero sistema. D'altra parte il sistema tradizionale di welfare non è più in grado di reggere. E' necessario ripensare le politiche, come Regione Lombardia sta facendo, ragionando in un'ottica di rete e di coinvolgimento di tutti gli attori sociali".
FONDO SOCIALE - I 70 milioni del Fondo sociale saranno ripartiti tra i diversi distretti delle Asl per il 50% su base storica e per il 50% su base capitaria. Tre le aree di intervento: non autosufficienza e disabilità (comunità alloggio, centri socio educativi, assistenza domiciliare, ecc); minori (affidi, assistenza domiciliare, comunità educative e familiari, asili nido, servizi diurni, ecc); anziani (assistenza domiciliare e alloggi protetti).
LEGGE FAMIGLIA - Tre le linee di intervento su cui si svilupperanno i progetti finanziati complessivamente con 6 milioni di euro: rafforzamento delle competenze educative genitoriali; creazione di reti di mutuo aiuto volte a sostenere la famiglia nei diversi momenti di difficoltà del ciclo della vita; tutela della maternità e promozione della natalità. Potranno partecipare al bando e richiedere i contributi associazioni di solidarietà familiare, organizzazioni di volontariato, associazioni di promozione sociale, cooperative sociali, enti privati o ecclesiastici, associazioni femminili, Centri di Aiuto alla Vita, soggetti gestori dei consultori.
CONCILIAZIONE - Grazie ad uno stanziamento di 5 milioni di euro, saranno finanziati progetti di conciliazione famiglia-lavoro da realizzare nelle piccole e medie imprese lombarde. Tra gli altri interventi finanziabili, servizi per l'infanzia, dopo scuola, centri estivi, servizi per liberare tempo (come lavanderia o spesa a domicilio), assistenza sanitaria o fondi pensione integrativi, servizi assistenziali o di trasporto e accompagnamento. |
|
|
 |
|  |
|
 |
| Aziende agricole nella
morsa del credito |
|
 |
| Tassi raddoppiati e tempi allungati: è questa la morsa del credito che sta strozzando le aziende agricole. Secondo una rilevazione di Coldiretti Lombardia, le imprese del settore hanno visto salire il costo dei finanziamenti “chiavi in mano” (euribor più lo spread delle banche) dal 3 per cento dell’inizio dell’anno scorso al 6 per cento attuale, con punte anche del 7 per cento, con tempi di attesa per l’approvazione della richiesta che prima erano di 30 giorni mentre adesso si allungano fino a 6 mesi. Inoltre 6 imprese agricole su dieci hanno difficoltà ad accedere al credito, a fronte di un costo del denaro che è superiore del 30 per cento rispetto a quello medio del settore industriale. Per fare il punto della situazione CreditAgri Coldiretti, lSMEA – SGFA e la DG Agricoltura della Regione Lombardia, hanno organizzato un convegno sul tema: “Credito e agricoltura - nuovi strumenti per fare impresa nell’attuale congiuntura economica” che si terrà nell’Auditorium della BCC Treviglio domani, giovedì 19 aprile, alle ore 9.45. Verranno presentati i nuovi strumenti finanziari proposti da CreditAgri e da ISMEA/SGFA (il Fondo Credito, il Fondo di Investimento nel capitale di rischio, la garanzia a prima richiesta di ISMEA) per facilitare l’accesso al credito.Intanto – aggiunge Coldiretti - sono stati divulgati i dati di Unioncamere su aperture e chiusure di imprese nel primo trimestre del 2012 e la riduzione del numero di attività in Italia è dovuta per oltre la metà al calo di 13.335 unità registrare in agricoltura, dove a pesare insieme alle difficoltà di mercato, sono proprio la stretta creditizia e l’aumento dei costi. Tanto che a marzo i prezzi pagati agli agricoltori - sottolinea la Coldiretti - sono scesi del 2,3 per cento rispetto allo scorso anno mentre si è verificato un aumento delle spese di produzione, a partire dal gasolio che è rincarato del 44 per cento. |
|
|
 |
|
 |
| Pedemontana, Milano
e Sempione: ecco dove
vivere è più rischioso |
|
 |
| Si è concluso il convegno sul rischio integrato in Lombardia, promosso da Fondazione Lombardia per l’Ambiente e Regione Lombardia.Le ricerche sono state finanziate nell'ambito dell'Accordo tra Ministero dell'Ambiente e della tutela del Territorio e del Mare e Regione Lombardia "per la condivisione delle conoscenze e la sperimentazione di metodologie nel settore della prevenzione e del controllo dei rischi di incidenti rilevanti”.In questo ambito, Fondazione Lombardia per l’Ambiente ha presentato il progetto PRIM 2007-2010: il programma di gestione del rischio integrato della Regione Lombardia. Obiettivo porre le basi per la fondazione di un sistema integrato di sicurezza su scala regionale.“Il progetto PRIM – commenta il professore Antonio Ballarin Denti (FLA e Università Cattolica – nasce per andare oltre le politiche sparse di governance del rischio, dando una visione integrata di tutti i rischi ambientali”.Sono quattro i criteri con cui sono stati individuati i rischi sul territorio.Il primo è l’importanza d’impatto sulla salute dell’uomo, sull’ambiente e sull’economia. Il secondo è il livello di percezione sociale. Mentre il terzo e il quarto sono rispettivamente l’essere stato oggetto di politiche precedenti e l’esistenza di dati.I rischi individuati si dividono in rischi maggiori perché dall’impatto più significativo e incidenti o eventi socialmente rilevanti. I rischi maggiori possono essere naturali o tecnologici. Il rischio tecnologico prevalente è quello rappresentato dalle industrie soggette alla direttiva europea Seveso, in quanto esposte a rischi di incidente rilevante (esplosioni, incendi, rilascio di sostanze tossiche nell’ambiente). I rischi naturali sono rischio idrogeologico, rischio sismico, rischio industriale, rischio meteorologico, rischio incendi boschivi. Tra gli eventi socialmente rilevanti: incidenti stradali, incidenti sul lavoro, sicurezza urbana.
I rischi indicati sono stati considerati sia in sé che con le connessioni reciproche per arrivare a individuare potenziali livelli di pericolosità per specifiche aree territoriali.Dalla mappa del rischio integrato in Lombardia emerge che le aree maggiormente a rischio sono: Milano e zona nord della provincia, Brescia, Lecco, Bergamo e Asse Sempione. Queste aree sono più a rischio per la convergenze di diversi fattori: alta densità della popolazione, concentrazione dei trasporti, grossi insediamenti industriali e rischi naturali.Il programma di gestione del rischio integrato ha previsto per queste aree critiche lo sviluppo di appositi piani d’area che hanno consentito di quantificare le popolazioni esposte al rischio e le probabilità di occorrenza degli eventi più gravi come presupposto per la realizzazione di politiche mirate di mitigazione. A titolo di esempio per l’area di Brescia si è potuto stimare che il 100% della popolazione (più di 700.000 abitanti) è soggetto al rischio sismico con elevate probabilità di esposizione: l’area di Brescia è infatti la più sismica dell’intera regione. Se si prende a riferimento invece il rischio da trasporto di merci pericolose e il rischio idrogeologico queste percentuali si riducono al 37% e al 6%. |
|
|
 |
|
 |
| Crisi, pagamenti lunghi
da parte dei comuni:
colpito oltre il 50 per cento
dei vivai lombardi |
|
 |
| A volte passa quasi un anno e mezzo prima di vedere i soldi. Oltre il 50 per cento delle 2.800 aziende florovivaistiche della regione – spiega Coldiretti Lombardia su stime di Assofloro – ha problemi a incassare dai Comuni il pagamento di lavori già realizzati: se nelle manutenzioni di solito il tempo medio di saldo oscilla fra i 60 e i 90 giorni, per altre tipologie di interventi, come ad esempio il rifacimento di giardini o la sostituzione di piante, i vivai rischiano di restare nel limbo per oltre un anno.“Una situazione insostenibile – spiega Fulvio Saldini, Presidente di Assofloro Lombardia – soprattutto in un momento in cui ogni risorsa è importante e le aziende non si possono permettere di avere scoperti consistenti”. Anche perché – spiega Coldiretti Lombardia – nonostante le buone intenzioni, le banche fanno fatica a concedere finanziamenti o prestiti ponte. Per resistere – commenta la Coldiretti regionale - alcune aziende sono costrette a diminuire il personale, gli investimenti e, nei casi peggiori, a vendere terreni o strutture. E’ assolutamente necessario – aggiunge la Coldiretti - far tornare i tempi di pagamento della pubblica amministrazione a un livello di fisiologico buonsenso.“Alla fine si cerca di arrangiarsi – racconta Fernando Fiori, vivaista di Varese e presidente della Coldiretti provinciale – c’è chi ha preso a gennaio i soldi dell’anno scorso. I tempi sono lunghi e ogni Comune fa un po’ quello che vuole”. C’è l’amministrazione che ha problemi di bilancio, quella che ha dovuto spostare su altri settori fondi già stanziati per il verde o quella che ha tutto bloccato per i vincoli del patto di stabilità. “E’ una giungla” ammette Fiori. “I funzionari pubblici – aggiunge Angelo Vavassori, direttore di Assofloro regionale – hanno anche un atteggiamento comprensivo, ma quando si chiede il saldo delle fatture, ti dicono: vorremmo ma non possiamo, dobbiamo rimandare. Prima del 2009 succedeva, ma non era così frequente. Poi la cosa è peggiorata sempre di più”.Alla fine – spiega la Coldiretti Lombardia – si innesca una reazione a catena che non risparmia neppure chi si limita a fornire le piante ai giardinieri. “Se chi fa manutenzione non viene pagato, a sua volta non può saldare il debito con le nostre aziende – spiega Giancarlo Ghilotti, vivaista e vice presidente del Distretto Florovivaistico Cannetese (Mantova) – si può arrivare ad aspettare anche un anno”. |
|
|
 |
|
 |
| Agricoltura, anticipo
di 200 milioni
a 31.000 aziende |
|
 |
| Nonostante le ristrettezze generali della crisi, Regione Lombardia ha deciso di anticipare a luglio, per le 31.000 aziende agricole interessate, la metà dei fondi comunitari che Bruxelles erogherà a dicembre. Una liquidità di 200 milioni di euro che passeranno come linfa dalle casse regionali a quelle dei nostri coltivatori. E' questa la decisione saliente che il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni ha annunciato insieme all'assessore all'Agricoltura Giulio De Capitani, al termine di un vertice con i presidenti delle organizzazioni lombarde degli agricoltori (Mario Lanzi, Cia; Nino Andena, Coldiretti; Renato Giavazzi, Confagricoltura e Roberto Cavaliere, Copagri).Verrà dunque portato al più presto al vaglio della Giunta regionale un provvedimento che stabilisce l'anticipo alle aziende agricole del 50 per cento dei contributi relativi al Regime di Pagamento Unico, disciplinati dal Regolamento CE 73/2009, per la campagna 2012. "E' una grande soddisfazione - ha commentato il presidente Formigoni - poter confermare anche quest'anno l'anticipo della PAC ai nostri agricoltori. Nonostante le oggettive difficoltà dettate dai tagli delle risorse alle Regioni, che limitano gli interventi del pubblico a favore delle imprese, la Lombardia ha voluto dare un segnale forte di continuità alle politiche di sostegno al settore".Formigoni e De Capitani hanno anche confermato l'impegno a proseguire con il Governo nazionale la trattativa per abbattere l'onere, giudicato insostenibile, dell'IMU sulle strutture agricole, improvvisamente imposto alle aziende del settore. Il tema è già stato portato dall'assessore De Capitani all'attenzione della Commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni; ne è sortita una nota ufficiale indirizzata al governo dalla Conferenza dei Presidenti delle Regioni. |
|
|
 |
|
 |
| Defibrillatori salva-vita
nei luoghi pubblici |
|
 |
| Regione Lombardia lancia un grande progetto per la diffusione e l'utilizzo dei defibrillatori semiautomatici esterni (DAE) nei luoghi pubblici e per la formazione e l'informazione sulle manovre di rianimazione cardiopolmonare. Grazie ad un finanziamento complessivo di quasi 1,3 milioni messo a disposizione dal Ministero della Salute, Regione Lombardia, attraverso AREU (Azienda Regionale Emergenza Urgenza), realizzerà nei prossimi 24 mesi "A prova di cuore", un vasto programma di prevenzione in più fasi che ha l'obiettivo fondamentale di ridurre i decessi causati dagli arresti cardiocircolatori. Il progetto dettagliato, predisposto da AREU, è stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani.
I DATI - Ogni anno in Italia circa 60.000 persone muoiono in conseguenza di un arresto cardiaco. La letteratura scientifica ha ampiamente dimostrato che in questi casi un intervento di primo soccorso, tempestivo e adeguato, contribuisce a salvare fino al 30% in più delle persone colpite. I dati del 118 dicono che in Lombardia avvengono ogni anno circa 1.400 arresti cardiaci in luoghi pubblici e luoghi di lavoro. Di questi, circa 700 sono dovuti a patologie traumatiche o avvengono nelle strutture sanitarie.
GLI OBIETTIVI - "Per ridurre la mortalità per arresto cardiocircolatorio - spiega l'assessore Bresciani - è molto importante diffondere la presenza dei DAE nei luoghi in cui siano realmente utili (aree a maggior rischio o a maggior affluenza di pubblico) ma soprattutto diffondere presso i cittadini la conoscenza delle manovre di rianimazione cardiopolmonare, in modo che più persone possano intervenire adeguatamente non solo nei posti pubblici ma soprattutto nella abitazioni private dove avvengono la maggior parte degli arresti cardiaci".
LE FASI DEL PROGETTO - Nell'arco dunque di 24 mesi, verranno realizzate diverse azioni. Queste le principali: definizione dei criteri di distribuzione dei DAE, delle caratteristiche e del numero dei DAE da acquistare; definizione delle modalità di gestione e manutenzione dei DAE; acquisto dei DAE; distribuzione dei DAE; identificazione del numero e della tipologia di persone da formare; pianificazione e preparazione degli interventi formativi; effettuazione degli interventi formativi; predisposizione del registro regionale DAE e delle persone formate; campagne informative rivolte alla popolazione; monitoraggio e verifica della attività svolte. |
|
|
 |
|
 |
| REGIONE
Dimezzati in 10 anni
i morti sulle strade |
|
 |
| La Lombardia ha già quasi raggiunto l'obiettivo europeo di ridurre la mortalità stradale del 50 per cento rispetto al 2001: - 47,3 per cento. E' questo il dato principale emerso dalla prima Giornata regionale per la Sicurezza stradale che si è celebrata stamani a Palazzo Lombardia. A fare gli onori di casa il presidente Roberto Formigoni che, nel salutare i numerosi esponenti dei Corpi si Polizia locale, soggetti pubblici e privati, associazioni no profit e istituti scolastici intervenuti, ha sottolineato come "ben cinque province, Lodi (-68 per cento), Brescia (-55,7 per cento), Sondrio (-55,3 per cento) Monza e Brianza (-55,4 per cento) e Como (-52,1 per cento) abbiano già raggiunto e superato il traguardo verso il quale anche tutte le altre stanno compiendo enormi passi avanti facendo registrare una riduzione media complessiva del 47,3 per cento". Questo grazie anche a progetti e iniziative che "vengono dal basso". Degli oltre cento arrivati, Regione Lombardia ne ha scelti 7, premiandoli proprio per i risultati concreti che stanno favorendo.Con il 47,3 per cento in meno di decessi a seguito di incidenti stradali, la Lombardia, seconda solo alla Liguria, è quella con i più bassi livelli di gravità e mortalità da incidentalità stradale. Anche il guadagno di vita è percentualmente più significativo qui che nel resto d'Italia che invece si ferma al 42,4 per cento. Anche per quanto riguarda gli effetti sociali i risultati sono significativi. Se fossimo rimasti ai valori del 2001, nel decennio si sarebbero registrati in più 74.000 incidenti, 2.450 decessi e 126.500 feriti, con costi umani, sociali e sanitari imponenti.
IL DETTAGLIO - Di seguito, provincia per provincia, le variazioni (percentuali e cifre assolute) del numero di incidenti, di feriti e di morti dal 2001 al 2010.
BERGAMO - incidenti: -5,3% (da 3.375 a 3.195) - feriti: -6,5% (da 4.706 a 4.401) - morti: - 44,3% (da 115 a 64)
BRESCIA - incidenti: -18,1% (da 4.500 a 3.685) - feriti: -19,1% (da 6.569 a 5.313) - morti: -55,7% (da 185 a 82)
COMO - incidenti: -26,5% (da 2.308 a 1.697) - feriti: -28,1% (da 3.294 a 2.370) - morti: -52,1% (da 48 a 23)
CREMONA - incidenti: -22,6% (da 1.584 a 1.226) - feriti: -24,2% (da 2.214 a 1.678) - morti: -31,7% (da 63 a 43)
LECCO - incidenti: -12,3% (da 1.232 a 1.080) - feriti: -20,6% (da 1.770 a 1.406) - morti: -46,9% (da 32 a 17)
LODI - incidenti: -23,4% (da 723 a 554) - feriti: -18,5% (da 1.064 a 867) - morti: -68,4% (da 38 a 12)
MANTOVA - incidenti: - 24,8% (da 1.739 a 1.308) - feriti: -26,5% (da 2.418 a 1.778) - morti: -48,8% (da 82 a 42)
MILANO - incidenti: -33,2% (da 27.361 a 18.266) - feriti: -34,5% (da 37.901 a 24.813) - morti: -42,4% (da 245 a 141)
MONZA E BRIANZA - incidenti: -24,9% (da 4.199 a 3.155) - feriti: -31,6% (da 5.692 a 3.891) - morti: -54,4% (da 57 a 26) PAVIA - incidenti: -19% (da 2.232 a 1.808) - feriti: -20,1% (da 3.275 a 2.617) - morti: -46,4% (da 97 a 52)
SONDRIO - incidenti: -54,5% (da 954 a 434) - feriti: -56,2% da (1.455 a 637) - morti: -55,3% (da 38 a 17)
VARESE - incidenti: -24,6% (da 3.864 a 2.914) - feriti: -26,5% (da 5.493 a 4.035) - morti: -37% (da 73 a 46)
TOTALE LOMBARDIA - incidenti: -27,3% (da 54.071 a 39.322) - feriti: -29,1% (da 75.851 a 53.806) - morti: -47,3% (da 1.073 a 565)
TOTALE NAZIONALE - incidenti: -19,6% (da 263.100 a 211.404) - feriti: -18,9% (da 373.286 a 302.735) - morti: -42,4% (da 7.096 a 4.090) |
|
|
 |
|
 |
| Persone con disabilità,
parte la campagna
sul piano regionale |
|
 |
| "Liberi di essere": è questo il titolo dell'opuscolo informativo realizzato dalla Regione per rendere noti a tutti i cittadini scopi e contenuti del "Piano d'azione regionale 2010-2020 per le persone con disabilità", presentato ufficialmente lo scorso mese di febbraio. La pubblicazione - che sarà distribuita a tutti i cittadini lombardi attraverso diversi canali (Asl, ospedali, Sedi territoriali regionali, reti comunali, reti delle associazioni, terzo settore, diffusione via web, ecc) ed è già stata messa a disposizione dei partecipanti di "Fai il pieno di cultura 2011" - è disponibile da ieri anche sul portale www.regione.lombardia.it. "La campagna di comunicazione - ha spiegato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni, in una conferenza stampa tenuta insieme all'assessore alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale, Giulio Boscagli e a Mario Melazzini, coordinatore del Gruppo di Approfondimento Tecnico regionale - è solo una delle molte iniziative previste dal 'Piano d'azione regionale 2010-2020 per le persone con disabilità'.Questo programma decennale, che ha visto la partecipazione di tutte le Direzioni Generali della Regione, è nato per realizzare un coordinamento forte delle politiche a favore dei disabili, per assicurare a ciascuno pari opportunità di realizzazione e garantire elevati standard di qualità della vita". In Lombardia, secondo le ultime stime, ci sono circa 365.000 persone con disabilità, di cui 27.000 circa in età scolare. Ogni anno regione Lombardia stanzia 400 milioni di euro per realizzare interventi a favore di questi cittadini. Tra gli interventi già in fase di realizzazione, Formigoni ha ricordato "la creazione, in almeno un ospedale per ogni Asl, di percorsi dedicati ai disabili per le cure, sulla scorta di quanto già messo in atto al San Paolo di Milano" e l'istituzione di un Gruppo di lavoro "per potenziare l'utilizzo della CRS e facilitare l'accesso ai servizi". "Grazie a questo piano - ha aggiungo Boscagli - tutte le politiche regionali sono coordinate per rispondere ai bisogni delle persone con disabilità. Il fascicolo 'Liberi di essere' si rivolge a tutti i cittadini lombardi e non certo solo a quelli già colpiti da una qualche forma di disabilità e serve a far capire quello che Regione Lombardia fa per venire incontro alle esigenze. La sfida è abbattere le barriere di ogni genere e creare un ambiente favorevole che dia la possibilità a tutte le persone di vivere con la stessa libertà di scelta". Entro pochi giorni, ha ricordato Boscagli, sarà attivato un sito internet dedicato www.liberidiesserelombardia.it mentre dal 15 ottobre in quattro stazioni del Passante ferroviario sarà attivato un nuovo servizio di annunci sonori a favore dlele persone con disabilità sensoriale.GLI OBIETTIVI - Gli obiettivi principali del Piano sono: garantire piena dignità di esistenza a tutti i cittadini, promuovendo un ambiente favorevole che coinvolga tutti i settori della società (sanità, educazione, lavoro, mondo dell'impresa, terzo settore, enti e istituzioni locali, trasporti, tempo libero, ecc); realizzare un ambiante sempre più capace di sostenere concretamente la volontà delle persone con disabilità di perseguire la propria realizzazione personale e sociale. E' inaccettabile infatti avallare l'idea che alcune condizioni di salute o di disabilità rendano indegna la vita e trasformino il malato o la persona con disabilità in un peso sociale.A sette mesi dalla presentazione ufficiale del Piano sono già diverse le azioni intraprese sui diversi fronti. Ecco una rapida panoramica.
SEMPLIFICAZIONE - E' stato costituto un gruppo di lavoro per l'aggiornamento della CRS-SISS con dati di carattere quantitativo e qualitativo sulle condizioni delle persone con disabilità per la semplificazione dell'accesso ai servizi. Sono stati individuati gli ambiti di intervento più significativi per la semplificazione e l'adeguamento della legislazione regionale agli obblighi derivanti dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità.
SALUTE - Nella delibera delle regole 2011 è stata prevista la realizzazione di accessi e di percorsi dedicati alle cure ospedaliere delle persone con disabilità in almeno una AO per ASL (a partire dall'esperienza dell'AO San Paolo di Milano).
ACCOMPAGNAMENTO - E' stato costituito un gruppo di lavoro per la definizione e la sperimentazione del case manager quale figura chiave nel rapporto tra le persone con disabilità, le loro famiglie e il sistema dei servizi. Sono state avviate le sperimentazioni su Brescia e Milano del Centro personalizzato per la vita autonoma e indipendente.
TRASPORTI - In collaborazione con la DG Infrastrutture e con Trenord sono state redatte le "Condizioni generali di trasporto", in particolare la sezione relativa ai passeggeri con Mobilità Ridotta e con disabilità. E' stato realizzato il nuovo sistema di annunci sonori nel Passante ferroviario di Milano che renderà più accessibile il servizio alle persone con disabilità sensoriale. E' in fase di costituzione un tavolo di lavoro con i gestori dei servizi di trasporto ferroviario e con i gestori delle stazioni per il miglioramento dell'accessibilità e fruibilità delle stazioni e dei treni. In collaborazione con SEA si sta partecipando alla certificazione di accessibilità degli aeroporti di Linate e Malpensa.
COMUNICAZIONE - È stato realizzato un opuscolo di presentazione del Piano d'Azione Regionale ed è in fase di realizzazione un libro per approfondire metodo di lavoro e contenuti del PAR. E' in fase di sviluppo il "Marchio Lombardia Semplice", previsto dall'Agenda Lombardia Semplice, anche in coerenza con altri percorsi "di certificazione" previsti dal PAR (marchi/certificazioni/sistemi di premialità) legati alla promozione di servizi a favore della disabilità.
EXPO 2015 - A maggio 2011 è stato siglato un protocollo di intesa tra Regione Lombardia, Expo spa e Ledha per l'inserimento lavorativo delle persone con disabilità in Expo 2015. Si sta lavorando, in collaborazione con l'IRCCS - Fondazione Istituto Neurologico BESTA, ad un progetto per l'analisi dei bisogni delle persone con disabilità allo scopo di fornire indicazioni per l'accessibilità e fruibilità totale dell'Expo 2015.
EDUCAZIONE/FORMAZIONE - E' stato costituito il Gruppo di Lavoro Interistituzionale Regionale (GLIR) che coinvolge l'Ufficio Scolastico Regionale, Regione Lombardia (DG IFL, DG Famiglia, DG Sanità), UPL, Anci Lombardia, Ledha e FAND Lombardia. Il GLIR ha funzioni di coordinamento per l'integrazione degli alunni con disabilità. E' stato costituito un tavolo di lavoro ristretto interassessorile per la revisione dei percorsi personalizzati per studenti con disabilità. E' stata avviata un'indagine conoscitiva dei servizi e degli strumenti messi a disposizione degli studenti con disabilità da parte delle Università lombarde.
TEMPO LIBERO - Nell'ambito del turismo sociale, l'Istituto Nazionale Ricerche Turistiche e Unioncamere hanno allo studio il testo di un disciplinare, integrativo dell'esistente relativo al Marchio Q per le strutture ricettive, che comprenda requisiti di accessibilità per le fasce di utenza debole. E' in corso una ricognizione sull'accessibilità e fruibilità degli impianti sportivi lombardi. Sono stati previsti contributi regionali per lo sviluppo dell'impiantistica sportiva attraverso la riqualificazione gli impianti esistenti (sono previste premialità per l'abbattimento delle barriere architettoniche) e la realizzazione di nuovi impianti sportivi. E' stata realizzata una convenzione tra Regione Lombardia e Comitato Italiano Paralimpico Lombardia per ampliare l'offerta di attività sportive integrate ed incrementare la partecipazione degli studenti con disabilità alle attività motorie e sportive in ambito scolastico favorendone l'inclusione sociale.
LAVORO - E' in fase di implementazione il Protocollo di intesa tra Regione Lombardia e Associazioni di rappresentanza delle cooperative per la Promozione e lo sviluppo della cooperazione sociale per l'assegnazione del 5% degli affidamenti a terzi da parte di Regione Lomabrdia a cooperative che inseriscono persone svantaggiate.
CULTURA - E' stato avviato un censimento delle strutture accessibili alle persone con disabilità e delle iniziative concrete che favoriscono la fruibilità del patrimonio culturale da parte delle stesse, allo scopo di giungere alla pubblicazione di una vera e propria guida strutturata. E' stato predisposto un bando per la ristrutturazione e l'adeguamento delle sale dello spettacolo, che prevede una premialità per i progetti che facilitano l'accesso e la fruibilità a categorie svantaggiate di utenza con allestimenti specificatamente pensati per pubblico con disabilità visiva e uditiva. |
|
|
 |
|  |