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ABBIATEGRASSO CITTA’ “SLOW”?
UN MODO DI DIRE, MA NON DI FARE |
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO
Fa tendenza definire Abbiategrasso “città slow”. Nei fatti, sembra proprio che per la Giunta Albetti sia l’ultimo dei pensieri. Per essere tale infatti si presuppone vi siano anzitutto infrastrutture adeguate per far camminare i cittadini in sicurezza e per permettere ai ciclisti di muoversi agevolmente in città usufruendo di piste ciclabili protette. Ma non è così.Le fotografie ne sono solo alcuni esempi che evidenziano in modo palese le contraddizioni quanto livelli di pericolosità.
• È il caso di via Matteotti, dove la segnaletica indica in modo evidente che sarebbe prevista una pista ciclabile con tanto di ulteriore cartello, in prossimità del castello, che ne decreta la fine. In realtà la pista non esiste: neppure una striscia per terra a demarcare la possibilità di un passaggio in contromano. O si vuole indurre i ciclisti a viaggiare con le proprie bici sul marciapiede zigzagando fra i pedoni e sfiorando le porte dei negozi? D’altro canto, il fatto che questi cartelli siano previsti, legittimano il ciclista a considerare la possibilità di andare contromano sulla via. Ma l’automobilita che proviene in senso contrario non è tenuto a sapere. E se vi fosse un incidente? Di chi sarebbe la responsabilità? Forse del ciclista che ha osservato i cartelli? O dell’automobilista ignaro – in quanto non esiste alcuna evidenza - che il ciclista viene in senso contrario? O forse ancora – il che è verosimile – dell’ente pubblico che ha fissato cartelli non adeguati segnalando una pista ciclabile che non esiste? Inutile sottolineare che, essendo centralissima e portando alla stazione, via Matteotti è mediamente una delle vie più affollate di biciclette.
• E i marciapiedi? Per chi viene da fuori colpisce la carenza di marciapiedi o, quando esistono, l’inadeguatezza degli stessi. Anche qui alcuni esempi. Se percorrete via Annoni, vi renderete conto che il marciapiede non esiste. Soprattutto nella parte terminale, in direzione del centro, dove le auto conservano la possibilità di parcheggiare, la strada si stringe. I pedoni – sempre numerosi su quella via – spesso si fanno sfiorare da auto. La via risulta peraltro disordinata: perché non prevedere strisce di parcheggio sul lato destro della strada? O percorrete via Ticino con una carrozzina per disabile o un passeggino con bambini: vi troverete costretti a scendere dal marciapiede poiché in diversi punti non è abbastanza ampio sfidando le auto che sfilano spesso a forte velocità sulla via (ma perché non pensare a dissuasori? O, con triste ritualità, ci si ritroverà a dire - qualora succedesse qualcosa – che si poteva evitare?).
• O parliamo di buche. Nella centralissima piazza Cavour se volete attraversare la strada verso via Ticino in caso di pioggia rischiate una doccia. Eh sì perché da anni c’è una pozza – come dimostra una foto allegata – che non consente di attendere al ciglio della strada il proprio turno per attraversare in quanto ogni auto che passa inevitabilmente produce copiosi schizzi. In aggiunta in quel punto si sono logorate ormai da lungo tempo le strisce pedonali. Attraversate via Serafino dell’Uomo da piazza Cavour verso via Ticino e ve ne renderete conto. Strisce sostanzialmente invisibili. Per un passaggio tra i più importanti della città. Che evidenzia una mancanza di manutenzione ordinaria importante. O vogliamo parlare delle buche di via Verbano e davanti alla Casa del guardiano delle acque, a Castelletto? Ma – ne siamo certi – con l’approssimarsi delle elezioni vi sarà un restyling in vista…
• E i cantieri? Assume i toni del ridicolo il cantiere di via Cardinala. All’altezza della Cappelletta i reticolati giacciono da anni. Promesse, ma la strada permane chiusa. Enorme spreco di danaro pubblico.
• Parliamo di parchi? Giochi per bambini obsoleti, c’è la necessità di un riordino generale che deve rientrare poi in un piano di manutenzione ordinaria. Alcuni giochi sono anche pericolosi o posizionati in modo tutt’altro che sicuro. E non sono previsti spazi adeguati e distinti per cani. Un senso di civiltà dovrebbe altresì favorire la previsioni di giochi per disabili, che tutti possono utilizzare, per rendere più a misura d’uomo una città che ha grandi potenzialità.
• Parcheggi? Guardate, soprattutto la sera, piazza Castello e via Cantù: le auto parcheggiate invadono ogni spazio disponibile nonostante evidenti cartelli di divieto di sosta/rimozione forzata. Sulla carta, evidentemente. E questi sono solo alcuni esempi di “disordini cittadini”. Dunque, Abbiategrasso Città slow, a misura ? Solo per salamelle e feste? Noi di ZYME pensiamo che Abbiategrasso abbia bisogno di un colpo d’ala, di una nuova cultura dell’amministrare. Tranquilli. Tra un po’ ci saranno le elezioni e la Giunta Albetti si premurerà di far apparire la città più ordinata. Qualche fiore qua e là, senza un piano organico e strutturato, qualche striscia bianca ricalcata sull’asfalto, e magari anche qualche pezzetto di marciapiede in una città che ha bisogno da anni di una revisione strutturale del piano della mobilità. Non è questo che la nostra città si merita. È tempo di cambiare con cultura nuova e mani libere. E noi di ZYME faremo la nostra parte.
ZYME – Associazione politico-culturale in Abbiategrasso
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