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| "Lavoro,famiglia e mobilità cittadina,incluse le periferie,
sono le tre priorità assolute per la città.Di Albetti non
condivido assolutamente il suo stile nel far politica.
Uno stile teso a garantirsi il consenso
e non rivolto alle esigenze dei cittadini" |
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| di ALBERTO NEGRI
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- Arrara,per iniziare una domanda che certamente si pone l’elettorato del centro-sinistra . Perché non vi siete messi nella stessa coalizione, prima delle primarie e perché non pensate di allearvi prima delle elezioni? Insieme la vittoria contro Albetti sarebbe quasi certa e si restituirebbe Abbiategrasso al centro-sinistra?
"Personalmente da 5 anni mi adopero per ricucire i rapporti all’interno del centrosinistra abbiatense, dopo le elezioni del 2007. In parte ciò è avvenuto: da più di un anno si è formata una coalizione che insieme a singoli cittadini, ad associazioni e a partiti ha elaborato le Linee Guida, base programmatica per le primarie.Quindi il centrosinistra si presenta unito alle elezioni. L’ingresso di Finiguerra nella corsa per l’Amministrazione di Abbiategrasso è stato anche caratterizzato dalle sue immediate dichiarazioni di rifiuto della coalizione, definita anche come emblema di un vecchio modo di far politica. Nonostante ciò qualche approccio per convincere Finiguerra a partecipare alle primarie c’è stato, ma con un netto rifiuto da parte sua.Purtroppo un simile atteggiamento può davvero dare qualche chance ad Albetti. Ce ne dispiace, ma non possiamo essere indicati come responsabili di questa situazione".
- Se diventerà sindaco quali sono le tre priorità, cioè le tre cose che ritiene più importanti fra le tante del programma?
"Le priorità della nuova amministrazione sono rappresentate dai problemi del lavoro, della famiglia e della mobilità cittadina, incluse le periferie. Queste priorità possono essere riassunte come segue:
a) Per quanto concerne il LAVORO, pur consapevole che un ente locale non può far molto, sono convinto che, in un tempo in cui le industrie hanno in parte abbandonato il nostro territorio e il commercio fatica a sostenere il confronto con la grande distribuzione, l’amministrazione debba mettere in campo tutti gli strumenti a disposizione per difendere e sviluppare il lavoro. Pertanto ritengo sia necessario predisporre, in collaborazione con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, oltre che con le scuole e gli istituti professionali, un progetto di formazione al lavoro e di cultura di impresa per favorire nuove realtà imprenditoriali, artigianali, commerciali e agricole. In particolare l’agricoltura dovrebbe essere riformulata come risorsa da sfruttare agendo soprattutto sul canale della commercializzazione, accorciando una filiera di vendita diventata ormai insostenibile e incentivando il mercato a km 0 che si svolge il lunedì al Golgi. Questo mercato potrebbe diventare itinerante servendo più zone della città. Altrettanto importante credo sia continuare a credere nel valore dei servizi alla persona, investendo e sostenendo le attività già esistenti in città (ospedale, istituto Golgi, Hospice, Casa di riposo, Anffas), incentivando la collaborazione con le più qualificate associazioni e agenzie di volontariato del territorio per sviluppare precisi programmi utili a dar vita a forme imprenditoriali destinate ad avere nelle prestazioni socio-assistenziali la loro funzione primaria. Sempre a sostegno del lavoro ritengo sia utile rivalorizzare l’Amaga quale azienda cittadina preposta a diventare punto di riferimento per un piano energetico del territorio, favorendo una sinergia tra pubblico e privato che possa rilanciare l’azienda in un progetto di risparmio energetico nelle attività produttive, negli stabili comunali e nell’edilizia in genere. Ed infine credo sia utile sperimentare concretamente il Credito Cooperativo in città a sostegno di artigiani e commercianti.
b) Dopo il lavoro, ritengo che anche la politica per la FAMIGLIA debba essere prioritaria per l’Amministrazione, in modo che al centro di ogni scelta amministrativa ci sia la “persona” come componente di una famiglia. Questo deve avvenire attraverso scelte concrete:
-Introduzione del “fattore famiglia” come strumento che permetta di rivedere le tariffe non solo in base al reddito ma anche alla composizione del nucleo famigliare
-Creazione di una rete di servizi destinati alle giovani coppie con figli, favorendo la gestione degli asili nido, sia pubblici che privati
- Sostegno alla “risorsa anziani”, potenziando il servizio di assistenza domiciliare
- Incremento del fondo di solidarietà per il sostegno delle famiglie in difficoltà economica
- Cura particolare per i bambini: individuazione di percorsi protetti in città, manutenzione costante degli edifici scolastici, riassetto completo dei parchi cittadini. Per esempio un Parco della Fossa con più giochi, più luce, più accessibilità ed una Tensostruttura fissa che possa diventare uno spazio per manifestazioni per i più piccoli, ma anche luogo di interventi teatrali o musicali. Un Parco di Villa Sanchioli reso più visibile alla città e più fruibile con maggiore arredamento ed illuminazione; una risistemazione dell’Allea per farla diventare un’area attrezzata per giovani e non.
- Impegno con i giovani perché Abbiategrasso possa diventare una proposta viva in termini di cultura e sport, con nuovi spazi e valorizzazione di quelli esistenti.
c) Per quanto riguarda infine la MOBILITÀ cittadina e le PERIFERIE, penso che la nuova Amministrazione debba continuare a battersi per risolvere la questione della ferrovia, risolvendo il problema dei passaggi a livello, pensando anche concretamente ad una soluzione per il collegamento veloce con la stazione della Bruciata. Sarà inoltre necessario garantire una mobilità sicura, perché Abbiategrasso non diventi una città pericolosa per chi si muove in essa; e bisognerà anche ristabilire una gerarchia della mobilità: prima a piedi, poi in bici, poi con i mezzi pubblici ed infine con l’auto. Dovrà pertanto essere preparato un serio piano di piste ciclabili cittadine, percorsi protetti e sicuri che permettano di collegare il centro alle periferie in tutta sicurezza, trovando anche le risorse per una pista ciclo-turistica che dall’alzaia del Naviglio attraversi la città e porti fino alle sponde del Ticino. Penso poi si debba migliorare il trasporto pubblico cittadino per disincentivare l’uso dell’auto.Deve poi essere messa in atto una vera politica per le aree periferiche della città, curando l’ arredo urbano anche in queste zone, migliorandone l’illuminazione, e dando vita in ogni rione a delle piazze che diventino centri di aggregazione. Bisogna cioè ribaltare il concetto fin qui portato avanti, che dava grossa rilevanza al centro rispetto alle periferie, invertendo la prassi : prima interventi concreti nei quartieri periferici e poi anche in centro".
- Qual è la critica principale che fa alla giunta Albetti?
"Dell’amministrazione Albetti non ho assolutamente condiviso lo stile del fare politica. Uno stile teso a garantirsi il consenso e non rivolto ai problemi dei cittadini, uno stile dove la priorità è sempre stata l’immagine, la pubblicità per eventi che spesso erano di “ordinaria amministrazione” ed erano trasformati in eventi eccezionali con tanto di autorità al seguito.In secondo luogo l’indecisione e l’incapacità politica di prendere decisioni definitive su una serie di problemi che sono rimasti in attesa di una risposta per 5 anni:
- L’Annunciata, inaugurata pochi mesi prima dall’insediamento della nuova giunta, è rimasta per 5 anni senza un ruolo, senza identità, senza un futuro, una struttura ancora in cerca della sua vocazione, un bene prezioso “ereditato” sul quale si sono spese soltanto belle parole
- Tutte le problematiche legate alle infrastrutture sono rimaste nel cassetto: strade, ferrovia, viabilità cittadina: dopo aver cancellato quasi tutte le piste ciclabili in città, è stato presentato solo pochi giorni fa il Piano del Traffico.
- Non è stata fatta una reale battaglia al fianco dei pendolari per garantire ai cittadini un trasporto non dico di eccellenza ma almeno degno di una città del XXI secolo, e tanto meno è stato preso a cuore il problema del lavoro. Non bastano due incontri con le categorie per poter dire “ci abbiamo pensato”.
- L’indecisione imbarazzante e dilettantistica con la quale è stato affrontato il problema del mercato in città, cercando di accontentare tutti e alla fine facendo arrabbiare tutti..
- L’indecisione sulle scelte e la mancanza di progettualità in tema di sviluppo e di nuova politica energetica ( specialmente per quanto riguarda l’uso di energie alternative, le biomasse, il fotovoltaico, il teleriscaldamento, ecc.) ha determinato la perdita di un notevole contributo regionale pari a circa 4.000.000 di euro da investire in un settore che poteva dare un po’ di futuro alla nostra città. Ritengo che questa sia stata una grave responsabilità per l’amministrazione Albetti.
- La strada di raccordo con Via S. Pellico, un’arteria che poteva essere una risposta concreta al traffico cittadino, è rimasta chiusa per 5 anni per problemi burocratici.
Essere alternativi a questo stile vuol dire prendere decisioni, confrontarsi con la gente ma poi avere il coraggio di decidere, a costo anche di perdere qualche consenso.
E saremo sicuramente alternativi alla politica urbanistica di questa amministrazione che ha come obiettivo quello di usare lo strumento di piano territoriale (PGT) per un’espansione esagerata, con un significativo consumo di suolo per una previsione azzardata di nuovi insediamenti (8500 abitanti); per un aumento considerevole del perimetro IC, con la costruzione della strada parco che consumerà nuovo territorio nel parco del Ticino creando un danno paesaggistico evidente, ed infine una concezione fortemente espansiva del commercio (nuovi centri commerciali): insomma una visione esagerata e utopistica che stravolge la nostra idea di città. No la nostra idea di città è decisamente alternativa a quella di Albetti".
- Le strade: no a tutte quelle di cui si parla nella giunta Albetti o qualche infrastruttura serve?
"Il problema della mobilità su Milano esiste, è innegabile. A questo proposito ritengo necessario favorire interventi che limitino il consumo di suolo, ma risolvano problemi viabilistici che penalizzano ormai da anni la nostra zona, quindi pensiamo siano necessarie:
-la realizzazione a raso della circonvallazione sud di Abbiategrasso, alternativa a via Dante (la strada più trafficata della città) per il collegamento con Vigevano
-il potenziamento della Milano-Baggio, con il raddoppio fino a Cusago e l’eliminazione dei semafori
-la revisione globale del progetto Anas per la strada Abbiategrasso-Magenta.
-l’eliminazione della strada Parco e la realizzazione (molto più economica) di un percorso solo ciclo-pedonale".
- Può indicarci un punto di forza politico –amministrativo del suo avversario Finiguerra?
"Penso che Finiguerra possa avere numerose idee positive per la nostra città, ha esperienza, ha una visione positiva di sviluppo e di “non consumo” del territorio: idee da mettere al servizio di un confronto politico con le altre forze che si pongono in alternativa all’attuale amministrazione di centro-destra".
- Qual è il limite principale, sempre in senso politico-amministrativo,del suo avversario?
"Non conosco il suo programma e credo non spetti a me indicare i limiti di Finiguerra".
- Tutti e due siete esperti di amministrazione (come sindaco Finiguerra e come assessore al bilancio Arrara). Come pensate di far fronte ai tagli imposti dal Governo in questi anni ? Si dovrà aumenterà l’IRPEF comunale o il costo di altri servizi?
"Innanzi tutto sarà importante vedere il Bilancio che Albetti presenterà alla città e quali decisioni prenderà in riferimento all’introduzione dell’IMU. Sicuramente il primo atto a livello finanziario sarà quello di rivisitare completamente la spesa corrente in tutte le sue componenti al fine di recuperare più risorse possibili, se poi sarà necessario intervenire sulla leva fiscale lo faremo nel modo più equo possibile (ad esempio pensando aliquote IRPEF differenziate in relazione agli scaglioni di reddito). Certamente per poter fare investimenti significativi si dovranno rimettere in moto le alienazioni che questa amministrazione ha bocciato"
- Come pensa di affrontare la lotta all’evasione fiscale anche dal punto di vista locale?
"Prima di rispondere devo premettere che, con questa, inizia una serie di domande che riguardano direttamente il programma elettorale. Ma poiché questo è in fase di preparazione e di confronto con parecchie realtà cittadine, quanto segue è costituito solo da idee personali che, in parte, devono ancora essere confrontate con il resto della coalizione.Detto questo ritengo sia molto importante il ruolo che ogni Comune deve svolgere nell’attività di accertamento fiscale, in stretta collaborazione con l’agenzia delle entrate. Mi risulta che ANCI Lombardia ha messo a punto (insieme all’Agenzia delle entrate) un manuale per gli accertamenti a cui hanno aderito già 250 comuni. Come Amministrazione di Abbiategrasso ci muoveremo il più presto possibile per aderirvi ed approfondire in modo concreto questi interventi.La partecipazione dei Comuni alla lotta all’evasione è una questione di cultura e di coscienza civica, che ogni amministratore deve fare emergere. Ma è anche un dovere, perché l’evasione è il più evidente atto di ingiustizia; inoltre la lotta all’evasione fornisce una possibilità di ritorno finanziario per lo stesso comune. Questa lotta all’evasione deve essere vista innanzi tutto come presidio della legalità, come percorso che conduce all’equità sociale. Fare il sindaco vuol dire amministrare con giustizia, quindi non si può prescindere dallo svolgere anche questo ruolo. Questa affermazione potrebbe apparire come motivo di perdita di consensi, ma io sono convinto che chi fa il giusto fa anche il bene della gente, tutto il resto non è importante".
- Come pensa di affrontare il discorso sicurezza, affinché non sia un argomento lasciato solo alla destra, anche perché i furti di solito colpiscono soprattutto le famiglie meno ricche?
"Noi vogliamo assolutamente che Abbiategrasso sia una città sicura, e faremo tutto il possibile per attenuare la percezione di insicurezza che, in questi anni, tanti politici hanno cercato di alimentare.Dovremo sconfiggere il sentimento di paura, e questo non lo faremo utilizzando le ronde o l’esercito, anche se riteniamo fondamentale che lo Stato dia gli strumenti e le risorse economiche alle forze di polizia per poter operare in modo adeguato.Per noi Abbiategrasso sarà più sicura quando sarà piena di attività, in tutti i rioni, quando le nostre strade saranno più illuminate, quando sarà colmato il degrado ambientale che ha assegnato ad alcune zone della nostra città l’etichetta di quartiere pericoloso e insicuro; quindi ci impegneremo a promuovere interventi che possono ridare vitalità a strade, piazze e quartieri, coinvolgendo il movimento associativo della nostra città che ha la possibilità di riappropriarsi di questi spazi, e metteremo in atto una serie di iniziative mirate alla prevenzione dell’uso di alcool e di droghe da parte dei giovani".
- Come pensa di affrontare il discorso occupazionale del territorio, i disoccupati sono in aumento costante , i suicidi per la crisi anche. Molte aziende chiudono. Come stimolare una crescita eco-sostenibile del territorio?
"Come già indicato in risposta alla prima domanda, il discorso occupazionale rappresenta la nostra priorità più importante, e quindi non ripeto quanto già detto. Credo anche che quanto affermato nelle risposte precedenti dimostri come la nostra sia una politica che facilita una crescita ecosostenibile, senza ricorrere a strombazzamenti e bandiere che generalmente vengono sventolate su questo tema".
- Quali sono le sue proposte per valorizzare finalmente la città dal punto di vista turistico- culturale?
"Sicuramente il mantenimento e la valorizzazione delle iniziative che trovano maggior consenso in città; penso si debbano evitare iniziative sporadiche, creando invece un percorso culturale che si sviluppi durante tutto l’anno e non si concentri solamente in momenti particolare (vedi mese di Dicembre). Stiamo lavorando a una proposta per l’Annunciata, importante patrimonio usato in modo non continuativo e disorganico, alla valorizzazione del Cinema “il Corso” e, attraverso forme di collaborazione con la Parrocchia S. Maria, stiamo pensando a una soluzione per il recupero del Cinema Teatro Nuovo (Abbiategrasso non può non avere un teatro). E’ anche necessario sperimentare nuovi spazi da individuare nel contesto urbano (piazze, cortili, parchi cittadini) per poter dar vita a iniziative culturali nuove e favorire così in modo concreto tutte le associazioni che creano cultura, con un lavoro di coordinamento e di supporto tecnico per l’organizzazione e per il superamento di tutti i problemi burocratici.Sarà necessario rimettere ordine tra Ufficio cultura, la Fondazione per la promozione dell’Abbiatense , la Biblioteca e la Pro Loco.Per il turismo pensiamo di collegare in modo ciclabile le alzaie del naviglio con il Ticino (ridando un ruolo alla Gabana e alla colonia Enrichetta), proponendo itinerari mirati che oltre a far attraversare la città con indicazione dei monumenti principali (che devono rimanere aperti durante i giorni di festa), permettano di avvicinarsi ai ristoranti abbiatensi. Crediamo infine si debba favorire lo sviluppo dell’Agriturismo attualmente non presente in Abbiategrasso.Infine dovrebbe essere sempre più valorizzato “Abbiategusto”, non solo come fiera ma come riferimento del “gusto” e della “eccellenza” della zona, facendo rete con tutti i paesi della nostra zona, perché saremo più forti se riusciremo a far sinergia con le bellezze di Morimondo, Robecco, Cassinetta, ecc.".
- Come può crescere una città nel rispetto dell’ambiente ? Quali sono le sue idee?
" Abbiamo la fortuna di vivere in una città che può vantare la presenza di un parco, di un giardino, di una piazza pubblica in quasi tutte le zone dell’abitato e in più siamo a pochi passi dal Parco del Ticino (cosa scontata ma che dà sicuramente una qualifica di eccellenza alla nostra città).Quindi se da un lato siamo consapevoli che l’ambiente in cui viviamo è parte fondamentale della bellezza della nostra città, non possiamo non considerare la questione dell’ambiente una priorità. Non basterà preservare l’esistente, ma bisognerà trovare qualunque forma per migliorarlo.
- Se si va al ballottaggio con Albetti, ipotesi più probabile, Arrara appoggerà Finiguerra o i veti della lista Ceretti saranno più forti?
"Attualmente non conosco il programma di Finiguerra né i suoi più vicini collaboratori (visto che corre senza nessuna forza politica sarà importante sapere quale sarà la sua squadra), quindi è difficile dare una risposta adesso; sicuramente deciderò in piena autonomia senza nessun veto da parte di altri".
- Se la sente di fare delle previsioni in termini percentuali per il primo turno?
"Non son mai riuscito a fare previsioni elettorali, quindi meglio evitare, soprattutto questa volta in cui sono coinvolto".
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| "Il lavoro è la priorità assoluta.Basta con le vecchie
ricette finora utilizzate dalla giunta Albetti.Dobbiamo
sfruttare le enormi potenzialità che il nostro territorio
ci offre per creare nuovi posti di lavoro" |
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| di MARIO SCOTTI
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- Domenico Finiguerra,a chi si rivolge il suo messaggio politico? Nel senso: da quali serbatoi pensa di attingere i voti necessari per la sua elezione a sindaco di Abbiategrasso?
"La mia,anzi la nostra proposta politica da alcuni può essere vista come una proposta radicale.Molto spesso viene detto che io sono un No-Tav,un No-Tangenziale,eccetera,e chi propone questo modello alternativo viene etichettato come estremista e radicale.Nell'attuale contesto,io mi ritengo paradossalmente un moderato su questioni molto importanti come il consumo del territorio e la salvaguardia dell'ambiente.Sono più estremista io o chi ritiene di dover sperperare denaro in grandi opere che non produrrebbero nulla? Dove spero di ottenere i voti? Non è questo il punto,oggi,ad Abbiategrasso.Non siamo di fronte a due coalizioni,cioè a due ipotesi alternative più Finiguerra:nell'attuale situazione politica cittadina esiste un modello Arrara-Albetti e un modello alternativo rappresentato dalla nostra proposta che i cittadini stanno dimostrando di aver recepito.Noi non siamo quattro gatti,siamo in tanti e stiamo lavorando alacremente ad una proposta di programma,frutto del pensiero di centinaia e centinaia di persone abbiatensi.Credo pertanto che già questo sia di buon auspicio".
- Perchè mai non è entrato a far parte della Coalizione per l'Alternativa? E perchè mai non pensa di entrarvi a far parte prima delle elezioni della prossima primavera? Tutti insieme,una vittoria contro Albetti non sarebbe pressochè sicura e restituirebbe la città al centrosinistra?
"Quando comunicai la mia volontà di impegnarmi per Abbiategrasso,Ceretti mi rispose subito in maniera molto trash,e mi augurò che il Naviglio non tracimasse...e poi dichiarò:Finiguerra è il benvenuto ma deve dire sì alla strada.Siccome possiedo un valore non-negoziabile,ossia la coerenza,ho lasciato perdere.In realtà Ceretti aveva ben capito il senso della mia uscita,in quanto io terminavo il mio comunicato scrivendo "affinchè Abbiategrasso cambi davvero".In quella frase c'era il pre-annuncio di voler spazzare via i vecchi sindaci,i dirigenti e i responsabili della vecchia politica fallimentare del centrosinistra ad Abbiategrasso.Se avessi ambito a una semplice poltrona,mi sarei accomodato alle Primarie con qualche chanches di vittoria,ed anche se le avessi perse avrei poi potuto rivendicare un cadreghino qualsiasi.Ma per cambiare davvero Bià occorre un repulisti generale e un ricambio complessivo dell'attuale classe dirigente".
- Nel caso venisse eletto sindaco,ci dica le tre cose più importanti che farà.
"Il lavoro innanzitutto.Creare nuove opportunità non certamente tramite le solite ricette finora utilizzate dalla giunta Albetti,cioè crescere,far girare l'economia,consumare,centri commerciali,eccetera eccetera e bla bla bla.Risultato: la situazione occupazionale del territorio abbiatense è sotto gli occhi di tutti.Io vorrei invece far fruttare le enormi potenzialità del nostro territorio,penso ad esempio all'agricoltura e al turismo.Esistono intere regioni d'Europa che vivono di turismo e il nostro territorio non ha nulla da invidiare ai castelli della Loira,ad esempio.E poi la cultura,che in città deve essere rilanciata per creare valore aggiunto e posti di lavoro anche attraverso la cura dell'ambiente.La seconda cosa che farei è ricostruire una nuova comunità abbiatense:negli ultimi anni,complici fenomeni sovracomunali,si sono create tante persone-particelle atomizzate ed è importante che un Comune metta in campo politiche di integrazione,di rivitalizzazione e di ricostruzione di legami sociali.Faccio un esempio:se in città un anziano rimane solo e non c'è una rete sociale di protezione,questo anziano diventerà un costo aggiuntivo per l'amministrazione comunale.La mia terza priorità saranno i bambini.Noi vogliamo costruire una città a misura di bambino:daremo quindi priorità alla mobilità sicura,alla mobilità dolce,alle piste ciclabili,ai marciapiedi e ai percorsi in sicurezza,alla sicurezza delle scuole e degli ambienti in cui i bambini vivono.Il tutto senza pregiudicare l'ambiente circostante".
- Qual è la critica principale che muove all'amministrazione Albetti?
"La giunta Albetti non ha un'idea sua,non ha un'idea autonoma della città.Al contrario,ha un'idea basata esclusivamente in virtù delle proprie pseudo relazioni e "agganci",tipo Formigoni,Cattaneo,Comunione e Liberazione,eccetera.Da tutti questi "agganci",Albetti non ne ha ricavato un ragno dal buco.Se fossero stati così bravi,l'autostrada l'avrebbero già cantierata,invece hanno dimostrato di non saper neppure realizzare ciò in cui credono fortemente.Dopodichè credo che Abbiategrasso sia una città priva di anima,di identità,non è protagonista nel territorio,non ha costruito una rete di relazioni con i Comuni della zona che si lamentano.Tutte cose che noi sicuramente faremo".
- Abbiategrasso deve diventare un polo distaccato di Milano? Ossia esportare quanto di meglio la metropoli può offrire in tutti i settori?
"Non condivido assolutamente questa ipotesi.Sono i nostri "saperi" locali che andrebbero recuperati.Perchè rincorrere gli altri pur sapendo di non poter competere? Dobbiamo valorizzare la nostra di originalità.Potremmo al contrario diventare un territorio che si dà da mangiare da solo,coltivandoci in proprio tutto il cibo.In tal senso,e non è un sogno,noi vogliamo creare ad Abbiategrasso un laboratorio nazionale".
- Strade:no a tutte quelle di cui si parla nella giunta Albetti oppure qualche infrastruttura serve?
"Servono innanzitutto infrastrutture a basso costo e occorre eliminare alcuni intoppi:l'attraversamento della città,l'eliminazione di un sacco di semafori e blocchi.Se si mettesse in campo un pò di tecnologia con una sperimentazione reale,si eliminerebbe una buona percentuale di traffico in città.E se,in aggiunta,investissimo in piste ciclabili,creeremmo anche nuovi posti di lavoro.Perchè Albetti non ha costruito la sua parte di pista ciclabile Bià-Cassinetta? Se quella pista fosse ultimata,quanti cittadini di Cassinetta che adesso prendono l'auto per recarsi a Bià ci andrebbero invece su due ruote? Per quanto riguarda la Milano-Baggio e la 494 Vigevanese,sarebbe più che sufficiente allargarle un pò ed eliminare molti semafori,senza fare del Parco del Ticino un Far West come invece Albetti vorrebbe fare".
- Finiguerra,qual è il limite principale,dal punto di vista politico-amministrativo,del suo avversario Arrara? E,di seguito,qual è invece il suo punto di forza?
"Il suo punto debole è,allo stesso tempo,il suo punto di forza.Nel senso che vedo un punto debole in Arrara nel fatto che non può essere lui il rappresentante del nuovo e del cambiamento ad Abbiategrasso.Lui ha già fatto parte di chi ha amministrato in passato la città,addirittura come consigliere di maggioranza nella giunta Agosti...Ha quindi molte posizioni pregresse con le quali fare i conti.Arrara è il punto di mediazione con chi viene considerato il detentore del potere politico di Bià nel centrosinistra:Fossati,Ceretti e compagnia,un gruppo che ha già dimostrato di non essere esattamente ciò di cui la città ha bisogno per cambiare l'andazzo".
- Se verrà eletto sindaco,come pensa di far fronte ai tagli imposti dal governo in questi ultimi anni?
"Come ho fatto a Cassinetta.Stabilendo delle priorità ben precise per quanto riguarda le spese dell'amministrazione comunale.Esempio:io non avrò portavoce,non avrò addetti stampa,non avrò nessuno staff,useremo soltanto le risorse interne dell'amministrazione,cercheremo nuove entrate,investiremo nelle energie rinnovabili,razionalizzeremo le poche risorse che ci sono per poterle rendere più efficaci.Ci sono decine di bandi che necessitano di progetti credibili.Noi a Cassinetta abbiamo avuto accesso a decine di contributi a fondo perduto per realizzare tutto ciò che abbiamo realizzato.Un'altra cosa: chi oggi è possessore di una casa vuota ad Abbiategrasso,ha interesse che io vinca le elezioni;se vincono gli altri e si continua a costruire,quella casa non si venderà mai,perchè il mercato è saturo.Lancio un appello:costruttori di Abbiategrasso,votate per Finiguerra".
- Lotta all'evasione fiscale,come pensa di affrontarla ed eventualmente vincerla?
"Mi rifaccio all'importante esperienza appena vissuta dal sindaco di Milano,Pisapia:il protocollo di intesa con l'Agenzia delle Entrate.Sarà questo il primo strumento che utilizzerò:incrocio dei dati e verifica puntuale grazie anche la censimento della popolazione che sta per concludersi.In questo modo si avrà l'esatta fotografia della popolazione abbiatense".
- Discorso sicurezza in città,finora lasciato sempre alla destra.Quali sono le sue proposte in merito?
"Per affrontare questo discorso,il Comune dev'essere ben consapevole di qual è il suo ruolo.La sicurezza attiene alle forze dell'ordine e di polizia locale che,però,hanno un compito ben più importante,ossia quello di garantire la corretta viabilità,la corretta assegnazione degli spazi,vedi il mercato,garantire la corretta gestione dell'uscita dei bambini da scuola,eccetera.I vigili urbani sono importanti ma non devono essere investiti di compiti di sicurezza.La vicenda dei militari in città mi ricorda tanto quella delle Guardie Padane e delle ronde;pagliacciate di facciata.Il vero problema nostro è che di notte esiste una sola pattuglia di carabinieri,nonostante Albetti si sia messo le stellette e stia facendo il brillante in materia di sicurezza.Dovrebbe esserci una richiesta al Ministero dell'Interno da parte di tutti i sindaci del nostro territorio affinchè vengano assegnate più risorse e persone alla nostra stazione dei carabinieri,altro che militari in città i quali non possono effettuare alcun tipo di operazione.Un'operazione di puro marketing elettorale,una boutade di Albetti che anzichè accrescere la percezione di sicurezza,la diminuisce.Molte persone anziane di Abbiategrasso che ho incontrato mi hanno chiesto se per caso fossimo in guerra...".
- Occupazione nel territorio.Qual è la prima cosa che farà una volta eletto sindaco allo scopo di stimolare la ricrescita del territorio?
"Premesso che in sindaci hanno pochi poteri in questo senso,una cosa che certamente farò è quella di coinvolgere tutte le realtà produttive e parti sociali per fare il punto della situazione.Ma soprattutto per capire quali possono essere gli ambiti e ii settori di economia reale nei quali il Comune può intervenire.Nel senso: decidiamo insieme che il puntare sull'agricoltura di qualità è uno dei punti in cui investire? Bene,lo faremo.Ci sono anche degli investimenti che si possono fare nel campo delle energie rinnovabili,possiamo puntare anche sul micro-idroelettrico,l'agiotermia...Ci sono diversi ambiti nei quali il Comune può indirizzarsi.Io non sono un fanatico del libero mercato,penso che si debba andare verso il ritorno all'iniziativa pubblica.Dove sono tutti gli imprenditori illuminati del nostro territorio? Vengano allo scoperto con delle proposte.I cicli economici non sono controllati dal sindaco,ma un'amministrazione comunale può tracciare la rotta per cambiare le cose.Non esistono altre vie".
- Le sue proposte turistico-culturali per valorizzare la città?
"La realtà dice che ad Abbiategrasso manca un teatro,ossia uno spazio idoneo per proporre cultura di qualità ed per intessere rapporti culturali con altre città e paesi.Negli ultimi anni Abbiategrasso ha subito un'impennata incredibile di consumo di territorio e a questo ampliamento non ha fatto seguito una dotazione di infrastrutture culturali e ricreative adeguata.Pensi che i bambini di Cassinetta ospitano nella nostra scuola materna i bambini di Abbiategrasso...Con tutti i soldi degli oneri di urbanizzazione che sono entrati nelle casse del Comune di Bià,il fatto di non essere riusciti a fornire alla città nuovi spazi culturali,nuove scuole materne,un teatro,una rete di piste ciclabili,una rete di marciapiedi...è indice di indubbia incapacità politico-amministrativa".
- Come può crescere Abbiategrasso nel totale rispetto dell'ambiente?
"Innanzitutto fermando il consumo di territorio.Io non trasformerò un solo metro quadrato di terra agricola in terra edificabile.E su questo non transigerò,è un punto fondamentale.Abbiategrasso ha un paesaggio meraviglioso,un parco bellissimo,siamo in un contesto in cui l'ambiente va preservato come nostra importante risorsa.Io vorrei mettere proprio lì,nell'ambiente,i nuovi posti di lavoro,penso ad esempio alla Gabana e alla Colonia Enrichetta.Pensi che c'è gente che si sciroppa chilometri a piedi con lo zaino sulle spalle alla ricerca di una foresteria in cui vivere nella natura.Un turismo responsabile ed ambientalmente compatibile che crea una buona qualità della vita.Ecco,occorre introdurre questo modello.Dopodichè credo che occorra a tutti i costi ridurre il numero di automobili che giornalmente attraversano e scorazzano in città.Come? Mettendo in campo interventi,magari anche leggeri,per favorire invece l'uso della bicicletta e su questo da tempo sta lavorando il nostro gruppo che si occupa di mobilità.Infine,la chiusura totale del centro storico,magari ascoltando e coinvolgendo i commercianti.Basti dire che se oggi a Milano qualcuno andasse a dire ai commercianti di piazza Duomo che da domattina riapriamo il traffico alle auto,i commercianti stessi sarebbero i primi ad incazzarsi...A Bià,in questo senso,non è mai esistito un progetto credibile.Noi faremo insomma ciò che serve alla città".
- Chiudere totalmente il centro storico senza uno straccio di iniziativa a sostegno?
"Esatto,ed è quello che farò,far diventare il centro storico di Abbiategrasso un polo di attrazione nel quale tutti i sabati e le domeniche si svolgano spettacoli per bambini,iniziative per gli adulti...un vero e proprio centro sociale,un centro di vita e non di morte com'è adesso.Quante volte i cittadini di Bià sono andati a Vigevano a fare un giro in Piazza Ducale? Abbiategrasso,come Vigevano,deve diventare famosa per la sua piazza centrale e per il suo centro storico vivibile senza auto,moto e motorini fra i piedi.Oggi,invece,in piazza Marconi non si ha la percezione della tranquillità e della sicurezza;se mi siedo fuori nei tavolini del Besuschio,vedo la auto che transitano in corso XX Serttembre e in Corso Italia...Vuole scommettere che in questo i commercianti del centro storico saranno i miei primi alleati? A loro non interessano le auto,a loro interessa che la gente entri nei loro negozi ad acquistare...e se la gente ci va in auto,in bici o a piedi per i commercianti non fa alcuna differenza.Tutto questo sarà un'ottimo antidoto per i malintenzionati,e qui mi riallaccio al tema sicurezza.Oggi,girare per Bià sia alle 3 del pomeriggio sia la sera,lo si fa in una città deserta.Perchè? Le persone dove sono? Stanno in casa,oppure si rintanano in qualche centro commerciale..perchè in centro città non c'è assolutamente nulla,che ci vanno a fare?".
-Senta Finiguerra,tornando al discorso politico,se Arrara dovesse andare al ballottaggio con suo zio Albetti,ipotesi probabile,lei che farà? Apppoggerà Arrara oppure no?
"Questo non lo posso decidere io.A parte il fatto che quell'ipotesi non si verificherà mai,poichè sarò io ad andare al ballottaggio con Albetti.Se non vinco addirittura al primo turno!".
- La sua previsione,in termini percentuali,per il primo turno delle elezioni?
"Me lo sto domandando quasi quotidianamente.Devo dire che la risposta che sto avendo da parte dei cittadini abbiatensi è molto,ma molto al di sopra delle mie aspettative.Ho una sensazione molto simile a quella che ho vissuto a Cassinetta quando mi sono candidato sindaco,non avendo mai messo piede prima di allora in paese.Nel senso che la gente che mi incontra per strada è molto ben disposta nei confronti miei e del mio gruppo di lavoro.La gente insomma mi conosce e ripone nel mio programma molte delle sue speranze di cambiamento.Soprattutto ha capito che non sto affatto scherzando.La mia non è una lista di disturbo per la sinistra o comunque una lista civica che al massimo potrà arrivare ad ottenere l'1-2% dei consensi,ma è una proposta politica tremendamente seria.E in maniera molto naturale,non forzata.Basti dire che attualmente nel mio gruppo vanto più attivisti io che tutti i partiti della Coalizione per l'Alternativa messi insieme...".
- A proposito di programma elettorale,quando pensa di ultimarlo e di renderlo noto?
"Ci stiamo alacremente lavorando,e verrà ultimato e reso noto nel corso di una conferenza stampa non prima della metà del mese di febbraio".
Con quest'ultima risposta,ci congediamo dall'ufficio di Domenico Finiguerra al primo piano dello stabile comunale di Cassinetta di Lugagnano,ufficio con vista parco e soprattutto con vista Naviglio,dalle cui acque,mesi fa,Finiguerra si fece "trascinare" fino al ponte di Castelletto,destinazione Abbiategrasso.
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"Dopo decenni di dibattiti sterili, di veti incrociati, di annunci roboanti e smentite sottovoce, Abbiategrasso, finalmente, avrà la sua isola pedonale.Vera, grande e libera dalle auto".Parola di Domenico Finiguerra.
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