 |
|
 |
|
 |
| HABIATE web
diretto da MARIO SCOTTI
**************************************
QUOTIDIANO ONLINE INDIPENDENTE DI COMUNICAZIONE,INFORMAZIONE,ATTUALITA',OPINIONI
E COMMENTI DI ABBIATEGRASSO E TERRITORIO
****************************
INDIRIZZI EMAIL
habiateweb@virgilio.it
mscotti@alice.it
****************************
TELEFONI REDAZIONE
02 58104783
393 0597821
****************************
HABIATE WEB E' PRESENTE ANCHE SU FACEBOOK,
CHIEDI LA SUA AMICIZIA E DIVENTA AMICO
****************************** |
|
|
 |
|
 |
| I giovani a sostegno
di Gigi Arrara |
|
 |
| SEGUE DALLA HOME PAGE
EMANUELE GRANZIERO,28 anni,gestore di immobili.Ho condiviso cinque anni della passata amministrazione con Gigi in consiglio comunale e ho avuto modo di conoscerlo bene.Da subito ho condiviso con lui la sua candidatura perchè lo ritengo una persona molto valida.Il suo posto è quello di sindaco.E' uno che sa ascoltare e stare in mezzo alla gente per poi ragionare cercando le soluzioni.Dicono che la nostra coalizione non rappresenta il nuovo? Noi siamo riusciti a portare in consiglio comunale quattro giovani under 30:un'innovazione anagrafica di tutto rispetto.Una nostra peculiarità come coalizione per l'alternativa è quella del rinnovamento anagrafico e delle idee.Di tutto ciò potrà giovarsene la città.
FRANCESCA,20 anni,studentessa di Lingue all'Università.Ho cominciato relativamente tardi a partecipare attivamente alla campagna elettorale di Gigi perchè non credevo di trovare un ambiente così giovane ed accogliente.Non credevo che ci fossero giovani disposti a impegnarsi,a far parte attivamente del programma.La città,per svilupparsi,deve ripartire da noi.Siamo un crogiolo di esperienze diverse e importanti per qualsiasi città.Io mi sono impegnata anche se Abbiategrasso non è la mia città.
Abbiamo poi chiesto un commento alla campagna elettorale e le prospettive di Gigi Arrara secondo i suoi giovani e possibili eletti.
STEFANO COLOMBO: la campagna elettorale è stata estremamente lunga siamo partiti da settembre, ottobre, addirittura da giugno quando ci trovavamo alla Rinascita per decidere cosa fare della vita politica della città. Ci si confrontava, si decideva il percorso quindi è quasi un anno che siamo in ballo a far campagna elettorale.Quella ufficiale è iniziata con la vittoria di Gigi alle primarie, ci ha chiamato tutti e ci ha chiesto il nostro impegno non soltanto di facciata ma anche attivamente, infatti tanti di noi si sono candidati e qualcuno sicuramente sarà eletto. Secondo me, il nostro apporto a questa campagna elettorale è stato importante perché noi eravamo ovunque, quando c'era da far qualcosa c'eravamo sempre, supplendo a qualche mancanza di chi chi doveva fare cose più importanti; siamo riusciti a rafforzare l'organico della coalizione.Quello che ha detto Gigi in questi giorni, di voler affiancare un giovane ad ogni assessore è molto importante perché adesso non esistono più, come 30 anni fa le scuole di partito dove ti insegnavano come fare il mestiere di politico; c'è qualcuno che te lo deve insegnare ma spesso questo qualcuno non c'è; per cui essere a fianco di un amministratore ti aiuta a capire come funziona la macchina, perché è facile dire facciamo, facciamo, ma se non sai come funziona, non puoi farlo.
STEFANO BALZAROTTI: la campagna elettorale è stata lunga e faticosa, ma ci ha regalato molte soddisfazioni e credo sia stata per tutti noi una bellissima esperienza che ci ha formato e ha contribuito a creare la nostra personalità e un bagaglio che ci porteremo dietro sempre. Quindi, senz'altro un campagna elettorale positiva, sobria in cui ho imparto personalmente a stare in mezzo alle persone ad incontrale e a capire quali sono i loro i loro problemi. E' importante per avvicinare quello che è il Consiglio Comunale alla città e alla quotidianità; solo così si possono capire le difficoltà dei cittadini e solo così si può migliorare.Senz'altro, l'idea di affiancare un giovane ad un assessore è interessante e innovativa, ce ne saranno altre che faremo con Gigi dopo le votazioni, se andranno bene, idee che ci aiuteranno nel nostro piccolo a ridare fiducia nella politica ad una cittadinanza che l'ha completamente persa. Credo che Gigi con la sua umiltà, la sua passione ha ridato passione alla città e credo si potrà fare un bel percorso dopo le votazioni.
PAOLO PORATI: in caso di vittoria credo che ci sia una sfida e una scommessa da fare. Credo che mantenere un gruppo di persone come il nostro sia importante ma per niente scontato; quindi la possibilità che di portare a termine questo compito sarà, sicuramente, uno dei risultati positivi che si potranno ottenere. Si investe sul futuro della città non si tratta solo di governare, ma di avere persone che si impegnano direttamente nella politica. E' stata una campagna elettorale e un messaggio fondati principalmente sul rinnovamento e quindi non si ferma tutto il 22 maggio, ma deve andare avanti fino al 22 maggio del 2017.Come riuscite a collaborare pur venendo da interessi ed aree politiche diverse?Per collaborare bisogna prima di tutto essere ben disposti a farlo altrimenti se si parte con i preconcetti non si riesce, evidentemente c'era una disponibilità da parte di tutti, anche di coloro – nostri coetanei - che cinque anni fa sostenevano un altro candidato sindaco.
NICOLA CAPELLO: l'hanno già detto ma voglio ribadire che la campagna elettorale è stata lunga e faticosa, ma io credo che ricomincerei tutto da capo. E' stato un mettersi a disposizione della città a tutto tondo; ha voluto dire mettere da parte serate, appuntamenti per dare alla città. Abbiamo fatto una campagna elettorale mai contro ma sempre pro. Abbiamo sempre risposto, a qualunque attacco, con le nostre idee e la nostra passione. Quello che ci ha contraddistinto è lo stile; avevamo con noi un candidato in cui crediamo, un programma fatto da noi e da persone che reputiamo oneste, sincere e preparate. Non c'erano armi migliori per andare in giro a testa alta sicuri di essere dalla parte giusta. Siamo sicuri di quello che siamo ma non abbiamo mai ritenuto che l'altro non fosse degno di rispetto; essere predisposti al dialogo, all'ascolto e pensare che le idee dell'altro meritano lo stesso rispetto che meritano le tue. Non demonizzando nessuno, il programma parla da solo.
K.C. - M.S. |
|
|
 |
|  |
|  |
|  |
|  |
|
 |
| Il mattone produce
più guadagno dei parchi? |
|
 |
| di ALBERTO NEGRI
**************************************
La Regione Lombardia ha approvato recentemente la legge regionale n.76 sui parchi. Abbiategrasso naturalmente si sente coinvolta, se n’è parlato in consiglio comunale, perché il Parco del Ticino rappresenta non un ostacolo, come molti affaristi immobiliari vorrebbero far credere, bensì un valore aggiunto alla nostra città, il cui territorio è compreso nei confini di questo parco regionale fluviale. Se di un possibile sviluppo turistico, agrituristico e culturale si può parlare riguardo in nostro territorio, ebbene in buona parte questo sviluppo è possibile grazie ai vincoli e alla tutela dell’essere considerati città nel e del parco del Ticino. Il progetto di valorizzazione delle città slow e dei canali d’acque in vista dell’Expo,rientra in questo discorso. L’essere collocati in un parco non ha permesso che nella nostra zona avvenisse lo scempio paesaggistico, che si è invece avuto in altri territori limitrofi a Milano.In seguito ad alcuni emendamenti presentati dal PD regionale alla fine si è deciso di non modificare i confini del parco e di non abolire i vincoli paesaggistici per le costruzioni all’interno del parco, come volevano inizialmente, i partiti della maggioranza di centro-destra.Sì perché il partito del mattone è sempre attivo in Italia. Non c’è tangentopoli che tenga. La questione Penati docet. Chi infatti pagava all’ex- sindaco di Sesto le tangenti, se non immobiliaristi desiderosi di appalti e di compravendite di terreni edificabili.E’ proprio vero che il partito del mattone non ha colore politico.In un’intervista recente al sito “Affari.it” l’architetto Stefano Boeri, assessore alla Cultura del Comune di Milano nonché ex-candidato sindaco alle primarie per il PD, afferma una verità che detta da lui in quanto professionista del settore è davvero illuminante ed è certamente valida non solo per Milano. Una verità su cui tutti i politici, a partire da quelli che si definiscono di centro-sinistra dovrebbero riflettere.“C'è un punto che riguarda tutta la cultura politica italiana non solo il Pd o il Centrosinistra – dice Boeri nell’intervista- continuiamo a pensare che il principio maestro per poter valorizzare un terreno sia l'investimento e la finalità immobiliare.Questo è il punto su cui dobbiamo ragionare a Milano. E' qui infatti che si è depositata l'idea metrocubista per cui dare valore alla terra significa indirizzare l'investimento sulle potenzialità volumetriche e immobiliari. Sono un architetto e conosco bene le grandi potenzialità e le giuste ambizioni che le costruzione devono avere e le difendo. Sono un tecnico che fino a un mese fa lavorava con il cemento, le pietre, l'acciaio ma credo che siamo rimasti indietro rispetto a una visione della valorizzazione economica e del potenziale che può dare un terreno.Ovvero fattori di scambio commerciale, di costruzione di conoscenza, di diffusione del sapere e di valorizzazione di altre tecnologie. La politica a Milano e non solo del Pd è vecchia, anacronistica [...]. Dobbiamo ribaltare la situazione e l'Expo è l'occasione giusta. Quando si parla di un investimento pubblico sull'area Expo che va trasformata in metri cubi potenziali si fa un errore. Nel mondo oggi questo non è più un requisito, un criterio di valutazione del valore di un investimento. La redditività su un luogo non si può più fare sui metri cubi [...].Si confrontano due idee di politica: da un lato i terreni dall'altro i valori economici. La prima riconosce il valore solo in base ai metri cubi che costruisce. L'altra sulla base della fertilità economica dove si può produrre conoscenza, sapere e valore aggiunto. Quest'ultimo è uno dei caratteri sostanziali e delle politiche di investimento pubblico in tutte le città del mondo. Noi siamo fermi al Medioevo. In Lombardia abbiamo la maggior parte delle industrie che lavorano sulle energie rinnovabili e hanno un fatturato di 55 miliardi, un quinto del Pil. Invece di puntare sul valore Expo ci perdiamo a discutere e a ragionare sui metri quadri di uffici e residenze che dovranno sorgere sulle aree Expo".Boeri parla di fertilità economica di un luogo, di un terreno, di un parco, di una città. Uno spazio ha valore non in base ai metri cubi di costruzione che può realizzare. In realtà i partiti che governano la Regione, come affermano anche i responsabili di Legambiente, hanno un progetto in testa: quello di mettere in discussione l’esistenza stessa dei parchi, che con i loro vincoli rappresentano un intralcio alla politica vera che sta a cuore ai nostri amministratori: cemento libero, ovunque e in ogni modo. Così le casse dei Comuni godrebbero dei benefici finanziari derivati dagli oneri di urbanizzazione e così molti politici potrebbero continuare a ricevere tangenti sulle compravendite immobiliari, senza vincoli paesaggistici che sono solo un disturbo.Da tempo, anche in ambienti vicini al PD politici illuminati parlavano con fastidio della presenza di funzionari di partito che non fanno politica ma di politica vivono e fanno vivere il loro partito. Ora come sarebbe possibile vivere di politica se non ci fossero i costruttori edili piccoli e grandi e gli immobiliaristi di turno pronti a foraggiare la politica, intesa come professione e non come passione.Già il piano casa di Berlusconi sta permettendo a molte villette di trasformarsi in palazzine di due o tre piani, così come molti giardini, quindi spazi verdi seppur privati, si trasformano in seconda casa, come in un gioco di scatole cinesi. In pratica compri una villa e poi la raddoppi o in altezza o in larghezza utilizzando il tuo giardino. In questo modo si produce un raddoppio sistematico della densità di superficie cementificata. Basta fare un giro nelle periferie di Abbiategrasso con occhio attento per cogliere questa trasformazione lenta ma sistematica.Intanto il fiume Ticino che è alla radice dell’idea stessa di parco fluviale inesorabilmente muore, come ben sanno i pescatori e i frequentatori abituali. Quantità di liquido non identificato con tanto di schiuma maleodorante si buttano nel Ticino ogni giorno. Un canale di questi si trova in località “Castagnolino”. Qui all’interno di un bosco privato c’è una roggia che si getta nel Ticino, raccogliendo le acque provenienti da questo collettore situato sotto terra e di cui non si conosce la provenienza. Basta anche qui andare sul posto e vedere e sentire i miasmi. E per fortuna che abbiamo un ente Parco preposto alla tutela. Il canale Scolmatore aumenterà la sua portata e quindi nei gironi di pioggia intensa anche la quantità di liquami fognari di Milano aumenterà. Una vera manna per l’ex-fiume azzurro.E che dire, per esempio, della cava di sabbia al servizio del movimento terra situata in fondo a strada Prabalò e che da anni porta via terra in pieno territorio del parco. Ma questi sono solo alcuni esempi della nostra zona a cui se ne potrebbero aggiungere, purtroppo, a decine. E il governo della Regione che cosa fa? Cerca di smantellare l’esistente per dar via libera a chi? A questo punto tirare le conclusioni è facile. Abbiamo visto dianzi cui prodest. |
|
|
 |
|
 |
| Con la crisi,sono ridiventati
tantissimi i cercatori d'oro |
|
 |
| (M.S.) - Con la crisi e con la necessità di "fare cassa",sono diventati tantissimi.Sparsi fra Pavia,Vigevano,Abbiategrasso e fra ogni paese lambito dalle acque dell'ex fiume azzurro.Prendono su i loro attrezzi, salgono in macchina o in treno e, soli soletti, si dirigono verso un argine dove secondo un intuito affinato da lunghe frequentazioni, potrebbe esserci dell'oro. Nessuno pensi alle pepite che resero famoso il Klondike dove, a fine Ottocento, si svolse una delle più intense gold rush, corse all'oro, della storia americana. «Qui nel Ticino - confida un appassionato - sono presenti solo piccole scaglie, pagliuzze quasi microscopiche». Tanto che riuscire a setacciare mezzo grammo di minerale in una sola giornata è una delle più grandi aspettative dei cercatori. Per noi profani, apprendere che il minerale preferito da Paperon de' Paperoni è così a portata di mano è comunque una sorpresa. «In Lombardia - svela un cercatore - tutti i fiumi sono più o meno auriferi perchè i sedimenti di questo metallo provenienti dall'arco alpino, sono stati trascinati a valle al termine delle glaciazioni». Anche Lambro e Olona, a detta degli esperti, porterebbero nel loro umilissimo grembo tracce del prezioso minerale. C'è oro anche nel Po, ma è il Ticino il sito aurifero lombardo per eccellenza: fino a una quarantina di anni fa i fidanzati del Vigevanese avevano l'abitudine di cercare proprio sui suoi argini il prezioso metallo per la vera nuziale. Abbastanza generosi anche alcuni torrenti del Varesotto e l'Agogna, che dalla provincia di Novara attraversa parte della Lomellina. L'Adda, infine, sarebbe molto ricco di luccicanti promesse, ma gli appassionati lo considerano un «paradiso perduto» a causa del divieto di ricerca posto nel territorio del Parco dalle autorità. I giovani che praticano questa attività sono tantissimi, nonostante la fatica che comporta stare piegati in due per ore e ore con un setaccio in mano e l'acqua ai polpacci. L'oro in natura emoziona gli under 30 quanto i rispettivi nonni. Ma almeno si riesce a diventare ricchi? «Di solito, quello che si spende tra benzina e autostrada per raggiungere un sito aurifero è di gran lunga superiore al valore del minerale che si riesce a portare a casa,ossia 36 euro al grammo".Per trovare i punti giusti bisogna guardare bene la conformazione dell'argine: se la sponda è erosa da una piena recente e sono visibili tracce nere di ferro e tracce rosse di granato, vuol dire che in quel punto la corrente ha depositato materiale pesante e, probabilmente, anche dell'oro.Gli attrezzi del mestiere sono umili: una zappa per smuovere il terreno; un badile per riempire di terriccio un secchio da muratori dotato di setaccio e il piatto che gli esperti chiamano batea al centro del quale, alla fine di pazienti irrorazioni e filtraggi, rimangono imprigionate le scaglie d'oro.Oro che per i cercatori vale moltissimo in tempi di crisi come questo. |
|
|
 |
|  |
|
 |
| CAPANNONI - Solo
cattedrali di cemento |
|
 |
| di ALBERTO NEGRI
**************************************
A chi servono i nuovi capannoni che sorgone come funghi sulla strada che da Abbiategrasso porta a Morimondo?E’ vero,nel PGT questo territorio è segnato sulla carta come zona industriale. Quindi non c’è niente di abusivo o di fuorilegge in questa nuova ennesima cementificazione. Ma la domanda a cosa servono ritorna con insistenza. Se pensiamo che già esistono grandi edifici non utilizzati e che spesso giacciono in condizioni indecenti . E per di più sempre in questa zona. Basta vedere la costruzione che ospita “Il Globo” ( un tempo un Gs che ha fatto le valigie in fretta perché troppo vicino all’Esselunga). Ebbene oltre al Globo tutte il resto dell’edificio nei piani superiori e in quelli adiacenti al magazzino di vestiti, da tempo, cioè da quando è stato costruito, giace in stato di abbandono, mai utilizzato. Idem per la costruzione di via Puecher, che oggi, dopo diverse prove di supermercati collocati al piano terra e costretti a chiudere per mancanza di clientela, ospita solo gli uffici dell’Agenzia delle Entrate al primo piano. Si dirà che un conto sono gli spazi commerciali e un conto quelli industriali.Ma al di là delle distinzioni resta il fatto che metri cubi e metri cubi di cemento non solo non hanno creato occupazione, ma neppure sono stati in qualche modo riutilizzati con qualche finalità. E’ lecito quindi chiedersi che senso ha programmare in zona nuovi spazi per costruire parallelepipedi di cemento, in attesa di aziende che non si sa quando verranno e se mai verranno.E’ ora di finirla con l’argomentazione-giustificazione secondo cui la devastazione del paesaggio e dell’ambiente si farebbe non per il profitto di pochi, ma per mantenere o accrescere l’occupazione e lo sviluppo produttivo di un territorio. Le aziende, le industrie, le piccole e medie imprese, aprono nuove sedi o costruiscono nuovi impianti in territori dove le infrastrutture ci sono e funzionano. Come possiamo pretendere che un’impresa scelga l’abbiatense se per raggiungere Milano, le tangenziali, le autostrade (e non Malpensa) bisogna infilarsi in interminabili code che fanno perdere tempo e quindi soldi.Il tempo che i dipendenti trascorrono in coda a a causa del traffico per un’azienda è un tempo assolutamente improduttivo e antieconomico. Meglio quindi collocarsi vicino alle grandi arterie di scorrimento.Solo un intreccio tra produzione agricola tipica del territorio e industrie ad essa collegate può attirare investimenti e imprenditoria. Ma questo richiede progettazione anche da parte dell’Amministrazione. Una progettazione concertata con i rappresentanti di categoria, al fine di comprendere che tipo di produzione industriale possa meglio funzionare da noi e quindi procedere con incentivi ad hoc, che non siano la semplice messa a disposizione di terreni a uso industriale e quindi di capannoni.Anche l’argomento di voler mantenere l’occupazione nel settore edilizio è una scusa perché la mano d’opera può benissimo essere riconvertita su filiere più lungimiranti che vanno nella direzione del risparmio energetico abitativo o su investimenti più produttivi come l’allevamento e l’agricoltura di qualità.Basta con speculatori e costruttori che in nome del loro profitto individuale inondano città e campagne di nuove costruzioni con il permesso di amministrazioni di tutti i colori politici. Ogni volta che un terreno agricolo viene strappato a questa funzione e cementificato si produce un impatto devastante e irreversibile sull’ambiente, perché tornare indietro è possibile solo al prezzo di enormi costi di bonifica del terreno oggi impensabili perché non sostenibili. Un capannone non utilizzato giacerà in stato di abbandono per anni e anni, lasciato in eredità alle generazioni future come segno del nostro barbarico approccio al luogo in cui viviamo e alla nostra incuria e del nostro menefreghismo verso chi verrà dopo di noi, quindi anche verso i nostri figli che invece della pasta e del riso dovranno adattarsi a mangiare cemento e mattoni. |
|
|
 |
|
 |
| Povertà,disoccupazione
e aumento dei prezzi:
un quadro drammatico |
|
 |
| di MARIO SCOTTI
**************************************
Sono a migliaia (si parla di oltre 4.500 persone),gli abbiatensi e magentini che nel 2010 hanno chiesto aiuto alle Caritas locali.Un esercito di nuovi poveri cresciuto del 59% dal 2002 ad oggi,e del 10% negli ultimi tre anni.Non solo disoccupati,ma anche persone che,nonostante un lavoro a tempo pieno,non riescono ad arrivare alla fine del mese.I dati li abbiamo estrapolati dal Decimo Osservatorio sulla Povertà edito dalla Caritas Ambrosiana.Spesso,sono gli eventi imprevisti a mandare in crisi il bilancio delle famiglie.Se gli stranieri chiedono incessantemente soprattutto un impiego,gli abbiatensi e magentini chiedono più spesso un sostegno personale.Un termine generico dietro al quale di frequente si nasconde la richiesta di assistenza per anziani e invalidi non autosufficienti.Crescono soprattutto i "working poors",ossia i poveri che lavorano,che rappresentano il 16,7% del totale e sono aumentati del 20% dal 2007 ad oggi.Uomini e donne che,nonostante un impiego regolare,guadagnano stipendi così bassi da non riuscire a fare la spesa o pagare le bollette.Non a caso,la maggior parte delle richieste di aiuto (il 36%) arriva da giovani con meno di 35 anni,seguita dagli adulti fra i 35 e i 44 anni (29%).I pensionati,al contrario,rappresentano solo il 3% del totale.Rimane alta la percentuale di separati e divorziati,ma ad avere più bisogno di aiuto sono le famiglie:il 35% delle domande di sostegno arriva da coppie sposate o conviventi,spesso con uno o più figli.Non solo:il 7,5% dei cittadini in difficoltà è laureato.Il lavoro che non c'è continua ad essere il problema principale per il 52% degli utenti di Bià,Magenta e territorio.Quasi un terzo di chi si rivolge alle Caritas chiede beni materiali come vestiti e alimenti,ed è raddoppiato il numero di chi fa domanda per ottenere sussidi economici (l'11,2%).
- Don Roberto Davanzo,direttore della Caritas Ambrosiana,come state combattendo l'avanzare della povertà?
"Mi permetta innanzitutto di ringraziare il vostro giornale web,sempre molto sensibile a queste problematiche sociali.Noi della Caritas abbiamo chiesto di introdurre in Lombardia il "reddito di autonomia",un sostegno economico riservato solo a chi si impegna a mandare i propri figli a scuola,a iscriversi ai centri per l'impiego e a seguire corsi di riqualificazione.E' necessario dare risposte incisive e imparare a spendere i soldi meglio.A parità di spesa per il contrasto alla povertà,noi abbiamo risultati pessimi,pari a quelli del Sud America".
- I dati che emergono dal rapporto sulla povertà ci inducono ad una riflessione sul "volto" della nuova povertà.Qual è la sua caratteristica?
"E' caratterizzata da anziani soli e,magari,con pensioni insufficienti,immigrati non integrati,famiglie con debiti che non riescono più a far fronte agli impegni assunti,ma anche giovani sotto i 35 anni e soggetti che pur occupati faticano ad arrivare alla fine del mese.Tocca indubbiamente alla politica e a chi ha responsabilità di governo del territorio interrogarsi sulle cause e sulle ragioni di tale diffusa indigenza,rispondendo con nuove e più efficaci politiche sociali individuando le possibili soluzioni".
Tempi difficili,insomma,sia per chi lavora sia per chi un lavoro non ce l'ha.Intanto la disoccupazione nel nostro territorio galoppa,soprattutto quella giovanile.Se la percentuale di chi ha perso il lavoro è infatti balzata nel mese di settembre all'8,3%,per i nostri under 25 le stime sono ancora più drammatiche.Pessime notizie anche sul fronte dei prezzi:l'inflazione ha registrato infatti un rialzo record con un aumento dello 0,6% su base mensile.E per il mese di novembre la tendenza è tutta al rialzo.Rincarano soprattutto bevande alcoliche e tabacchi (ma di questi prodotti è meglio farne a meno).Aumento dei prezzi record anche per benzina e gasolio.Povertà e disoccupazione da un lato,dunque,e aumento dei prezzi dall'altro.Un quadro a dir poco drammatico,una piaga che sta mettendo in ginocchio migliaia di famiglie. |
|
|
 |
|
 |
| Anno 4005 - La scoperta
di Abbiategrasso |
|
 |
| di ALBERTO RESSA
**************************************
Siamo nell’anno 4005.Vent’anni prima, in una zona non definita del nord Italia, in un cantiere edile, con una scavatrice laser, si stavano preparando le fondamenta per la costruzione di un grattacielo.Ad un certo punto, il raggio laser rimbalzò in modo violento su qualcosa di metallico. Subito si bloccarono i lavori e vennero chiamati gli esperti per esaminare la strana scoperta.L’oggetto venne delicatamente rimosso e accuratamente ripulito. Quello che si presentò agli occhi degli archeologi fu una grossa targa di metallo bianca con una scritta nera. Un sofisticato programma decodificò la parola e con grande stupore si scoprì che si trattava del nome di una città, esistita in quel luogo circa 2000 anni prima e scomparsa a causa di trasformazioni geologiche.Si trattava della Città di “Abbiategrasso”.Sulla targa venne inoltre rinvenuta un’altra scritta, Città slow, e un animale ancestrale. Facile ricondurre l’animale ad una lumachina, ma ben più difficile fu capire il significato del termine città slow, mai sentito prima.
Per precauzione, il cantiere venne bloccato e dopo mesi di approfonditi studi, si arrivò alla soluzione. Caratteristica di Abbiategrasso era infatti quella di essere una città a misura d’uomo, lenta e giustamente come dimostrano studi di zoologia, ben rappresentata da una lumaca.A questo punto, la costruzione del grattacielo non interessava più a nessuno, adesso la cosa primaria era capire ed approfondire il concetto di Città slow, capirne lo spirito e soprattutto le caratteristiche della Città di Abbiategrasso. Fu prelevato immediatamente un campione, analizzato in laboratorio e comparato con i dati presenti in archivio. Il risultato non lasciò dubbi: si trattava di gorgonzola, cibo della categoria formaggi, di cui si nutrivano i cittadini di Abbiategrasso e non solo.Gli scavi continuarono e pian piano emerse la pavimentazione di quella che era una via principale del centro cittadino.Dopo un lavoro di ripulitura, furono notate delle strane impronte nere, sui sassi piatti che formavano il lastricato.Da ogni angolazione vennero fotografate e prelevati dei campioni.Tutto fu elaborato a computer e dopo mesi di ricerche ed esperimenti sul materiale acquisito, si arrivò alla soluzione. Si trattava di impronte di arcaici ed ingombranti mezzi di trasporto, chiamati automobili e di altri meno voluminosi, i motocicli. Furono poi rinvenuti altri mezzi di locomozione legati con un marchingegno ai pali. Si trattava di biciclette, mezzi di trasporto, pare, molto usati in città.Questo portò a pensare che dovevano sicuramente esistere delle strade preferenziali per tali mezzi, usati a tutte le età e più lente delle automobili.Ma di queste strade riservate non si trovò traccia o quasi. Ad un livello inferiore rispetto alla strada rinvenuta in precedenza, affiorarono ancora strane cose, che verosimilmente potevano essere giochi per bambini posizionati in modo illogico in quello che doveva essere un parco. Non furono rinvenuti tutti i pezzi dei giochi e grazie a minuziose ricerche, si dedusse che probabilmente erano già incompleti all’epoca dell’uso. Qua e là sparsi per il parco, furono classificati e rimossi alcuni oggetti fossili e non, di varie forme e peso. Subito analizzati e comparati si rivelarono essere tipi diversi di carta, forse usata per avvolgere cibi e poi abbandonata, così come dovevano essere stati usati e abbandonati vari contenitori di materiale rigido trasparente, a forma cilindrica, rimasti inalterati nel tempo.Le masse fossili furono identificate come escrementi di un animale comunemente diffuso in quel tempo,il cane.Ritenendo molto interessanti le scoperte fin qui fatte, si decise di continuare gli scavi.Si cercava un luogo dove la popolazione si riuniva per divertirsi, discutere, pensare… quello che si potrebbe definire un teatro o un auditorium. Ma a scavi conclusi, di questo non si trovò traccia.L’ultima scoperta su cui si lavorò, riguardava il ritrovamento di lunghe sbarre di ferro parallele, unite tra loro da barre di legno che potevano servire per trasportare qualche cosa, ma cosa non si è capito.Gli scavi riportarono alla luce tutta la città.Dopo anni di attenti studi, ora possiamo definire con sicurezza le caratteristiche di Abbiategrasso e quindi come doveva essere una Città slow:avere un centro aperto alle automobili e ai motocicli; nessuna o pochissime strade riservate alle biciclette; giochi per bambini danneggiati; cani liberi di sporcare ovunque; immondizie qua e là nei parchi; mancanza di teatro e quindi un centro culturale; piatto preferito il gorgonzola.E le sbarre di ferro parallele? Furono battezzate “strada ferrata”, che forse serviva per far passare un qualche cosa perennemente in ritardo…Anno 4005: i lavori di costruzione del grattacielo possono riprendere. |
|
|
 |
|  |