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Crisi, si torna a rubare
il cibo nei campi
Con la crisi si torna a rubare cibo sui campi. Nell’ultimo mese attorno a Bergamo – spiega la Coldiretti Lombardia – sono avvenuti dieci raid in serre e terreni dove stavano crescendo insalate e zucchine. “In alcuni casi – spiega Ettore Prandini, Presidente della Coldiretti Lombardia – i prodotti sono stati raccolti anche se non erano pronti, mentre diverse strutture sono state danneggiate, con ulteriori problemi per i nostri agricoltori che già vivono una situazione difficile sul fronte dei costi di gestione”. In un Paese come l’Italia dove l’alimentazione rappresenta quasi il 19 per cento della spesa totale - rileva la Coldiretti – la crisi sta cambiando le attitudini dei ladri: prima nel mirino c’erano i trattori, adesso tocca a verdure, frutta e formaggi.Nelle scorse settimane – spiega la Coldiretti Lombardia – è stato colpito uno dei più famosi formaggi Made in Italy: 500 forme di Grana Padano sono state rubate da un caseificio di Curtatone, nel Mantovano. Mentre il 15 marzo scorso la “banda del grana” aveva colpito poco più in là, appena oltre il confine lombardo, razziando quasi 300 forme di Parmigiano in provincia di Reggio Emilia. Sempre a marzo, ma stavolta in provincia di Latina era toccato a un raccolto di carciofi, poi a una piantagione di insalata scarola nell’area di Afragola e a una coltivazione di fragole a Caserta. L’anno scorso, invece, a Campospinoso, fra Pavia e Broni, si portarono via 60 fra angurie e meloni, in campi limitrofi sparirono aglio e insalate, mentre a Breme (sempre in provincia di Pavia) toccò alle tipiche cipolle rosse della zona.Con la crisi l’interesse per i prodotti alimentari da parte della piccola criminalità va dal campo alla tavola ed è confermato dai dati del “Barometro dei furti nella vendita al dettaglio” del Centre for Retail Research nei paesi europei che registra una crescita record del 7,8 per cento dei furti nei supermercati che superano il valore di 3 miliardi in Italia nel 2011, il più elevato degli ultimi 5 anni. Nella lista dei prodotti che scompaiono più di frequente dagli scaffali ci sono, fra gli altri - conclude la Coldiretti – proprio i formaggi, la carne, i vini e gli alcolici.
Coldiretti Lombardia,
Ettore Pradini eletto
Presidente regionale
Passaggio di consegne al vertice della Coldiretti Lombardia, che rappresenta oltre 33 mila aziende agricole sul territorio regionale.A Milano, in via Filzi 27, l’assemblea dell’associazione ha eletto Ettore Prandini, 40 anni, bresciano, nuovo presidente regionale per i prossimi 4 anni di mandato. Prandini raccoglie il testimone da Nino Andena che ha guidato la Coldiretti Lombardia dal 1997 a oggi.Il nuovo Presidente della Coldiretti Lombardia, è laureato in giurisprudenza, guida un’azienda zootecnica di bovini da latte, gestisce anche un’impresa vitivinicola con produzione di Lugana ed è Presidente della Federazione Provinciale della Coldiretti di Brescia dal 2006. Attualmente è consigliere del CALV, Consorzio Agrario Lombardo Veneto dal 2006 struttura nata dalla fusione del Consorzio Agrario di Brescia, di Mantova, di Verona e di Vicenza.Prandini è stato anche consigliere della Coop. CO.BRE.CA carni dall’aprile 2002 al 2007 Cooperativa operante nel comparto delle carni bovine, con oltre 800 allevatori soci e 15000 capi commercializzati all’anno, consigliere da luglio 2005 al 2007 del Consorzio Carni Bovine Scelte e consigliere della Associazione Produttori Latte (APL) della provincia di Brescia da aprile 2001 a dicembre 2006 struttura che associa 2100 produttori di latte della provincia di Brescia, fino a dicembre 2006. “Il rinnovamento è un valore aggiunto e bisogna sempre guardare avanti. Tanti problemi ancora aperti, dall’erosione del suolo alla gestione delle acque, dai prezzi ai rapporti di filiera, ma sono sicuro che la Coldiretti con tutti i suoi rappresentanti continuerà a dare un apporto importante alla loro soluzione” ha detto il Presidente uscente, Nino Andena.“E’ un momento particolare per le aziende agricole e per il Paese – ha spiegato il neo Presidente Ettore Prandini – bisogna concentrarsi su tutti i settori produttivi per le sfide che ci attendono sia a livello sindacale che economico. Non dimentichiamoci che l’IMU è un tema importante per il futuro delle imprese. Sono convinto che molte risposte possano arrivare dal progetto di Coldiretti a livello nazionale e dal un ruolo sempre più importante dell’impresa agricola nella filiera economica agroalimentare”.Insieme al Presidente Prandini è stato eletto anche il nuovo Consiglio della Federazione Coldiretti Lombardia composto da: Fabrizio Fumagalli (Bergamo), Michelangelo Zucchi (Brescia), Paolo Rosa (Mantova) e Matteo Berneri (Milano-Lodi).
Gioco d'azzardo, in Lombardia
1.400 persone in cura nelle Asl
Ogni slot machine dovrebbe essere dotata di un lettore capace di leggere la banda magnetica della tessera sanitaria per impedire l'accesso al gioco d'azzardo ai minori. E' l'obbligo previsto da un progetto di legge regionale presentato in Lombardia dal Partito democratico, che chiede anche di istituire un osservatorio e unità operative territoriali specializzate nelle Asl per trattare la dipendenza da gioco.Il Pd ha presentato la sua iniziativa in una conferenza stampa al Pirellone, nella quale ha fornito alcuni dati sul gioco d'azzardo in Lombardia. Nella regione sono 700mila i giocatori d'azzardo: il 54 per cento dei maschi sotto i 24 anni gioca almeno una volta a settimana e il 30 per cento delle donne "sente occasionalmente il richiamo della vincita". In generale, hanno spiegato i consiglieri del Pd, la Lombardia detiene il primato di incassi dell'industria legale del gioco (Milano è la terza città in Italia per numero di giocate), mentre attualmente sono 1.400 i pazienti in cura presso le Asl per malattie legate all'azzardo.
Non solo cotoletta,
i milanesi mangiano
involtini primavera,
sushi e kebab
di GIGI OMATI
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Cotoletta, polenta e pizza ma anche involtini primavera, tabouli, sushi, enchiladas e kebab, la dieta dei milanesi diventa sempre più varia ed internazionale. In una città in cui circa un residente su sette ormai è di origine straniera anche la cucina si apre alle culture dei suoi nuovi cittadini. Un fenomeno quello della ristorazione straniera che, tra ristoranti veri e propri e bar, in città cresce del 14,3% in un anno a fronte di una crescita complessiva del settore del 4,3%. Solo le imprese individuali con titolare straniero attive a Milano nel 2011 superano le 1.250 attività ed in oltre un caso su tre (36%) il titolare è donna. La ristorazione etnica meneghina parla soprattutto cinese, con il 57% delle imprese individuali con titolare straniero attive nel settore, pari a 709 ditte, anche se è libanese il ristorante etnico ancora attivo più antico della città, aperto dal 1974. Sulla ristorazione “etnica” il “contingente arabo” pesa complessivamente il 26,4% (pari a 330 imprese di cui 241 con titolare egiziano) mentre sono oltre 50 i latino americani (4,4% del totale stranieri). Una ristorazione che sul territorio ama soprattutto la parte est della città, tra la zona che dalla stazione centrale va a Turro e Precotto fino a città Studi e Lambrate. Hanno sede infatti qui complessivamente il 31% dei ristoranti e bar attivi in città con titolare cinese ed il 34,1% degli egiziani. La storica zona intorno alla via Sarpi resta comunque tra le preferite dalla comunità cinese che concentra qui il 15,5% dei propri ristoranti e bar. Emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati del registro imprese 2011 e 2010 sui dati relativi a Milano città.
Milano e provincia e la Lombardia. La ristorazione etnica lombarda in oltre un caso su tre parla cinese, (il 37,5% delle imprese individuali con titolare straniero attive nel settore, pari a quasi 1.600 ditte) ma si difende anche il contingente arabo con, tra le varie nazionalità, oltre 1.300 imprese attive, di cui quasi mille egiziani. 230 i ristoratori latinoamericani. La ristorazione straniera ama soprattutto Milano, con 1914 imprese individuali attive nel settore, il 45,6% del totale regionale, Brescia (574 imprese, 13,7%) e Bergamo (371, 8,8%). Tra le province dove mangiare etnico è più facile, Milano è anche prima in Italia con il 12,2% del totale degli stranieri ristoratori, seguita da Roma (8%) e Torino (4,3%). E se in Lombardia Milano è prima per ogni nazionalità di imprenditori, Monza e Brianza è seconda per presenza di ristoratori arabi (12,4% del totale attivo in regione), Brescia è seconda per cinesi (8,8%) e per latinoamericani (16,1%) seguita da Bergamo (15,2%). Anche se in un anno crescono soprattutto Varese (+22,9%), Lodi (+20,5%) e Mantova (+18,4%).
Aria, nasce l'asse delle
Regioni del bacino padano
Un'agenda fitta di impegni quella emersa a conclusione del vertice delle Regioni, Province e Comuni capoluogo del Bacino padano, svoltosi con il ministro dell'Ambiente Corrado Clini, a Palazzo Lombardia. I principali impegni, annunciati dal ministro stesso e dal presidente Roberto Formigoni nella conferenza stampa conclusiva, insieme al presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, al sindaco Giuliano Pisapia, agli assessori di Emilia Romagna, Piemonte e Veneto, e di Lombardia (Raffaele Cattaneo e Marcello Raimondi), sono: la preparazione di un Piano nazionale sull'aria; la richiesta all'Unione europea di riconoscere la particolarissima situazione orografica e meteo-climatica del bacino padano; l'attenzione privilegiata al trasporto pubblico locale e al trasporto merci su ferro. Grande apprezzamento per "le azioni di sostegno e di affiancamento che il ministro Clini ci ha presentato" è stata espressa dal presidente Formigoni che un Piano nazionale sull'aria chiede da anni e che intende la richiesta all'Europa di "riconoscere" le particolari condizioni padane come premessa che consenta "iniziative europee e programmi di finanziamento ad hoc per sperimentare anche ulteriori soluzioni innovative". Lo stesso ministro ha ricordato che in Lombardia le emissioni pro-capite sono tra le più basse in Europa.
TRASPORTO PUBBLICO - Soddisfazione di tutti i partecipanti al Tavolo è stata espressa per l'annuncio dato da Clini dello stanziamento per le Regioni padane di 40 milioni di euro per il trasporto pubblico locale. Si tratta del finanziamento al 50% di progetti di sostituzione di autobus con modelli Euro 6 o elettrici (alla Lombardia toccano 11,2 milioni). Formigoni ha ricordato che la politica lombarda per favorire la mobilità sui mezzi pubblici ha portato un incremento dei pendolari da 430.000 a 680.000. "Mercoledì - ha fatto sapere Formigoni - ci incontreremo con il Governo per cercare di recuperare i 400-500 milioni che, a livello nazionale, dopo i tagli delle precedenti manovre, mancano al Tpl. E sappiamo quanto trasporto pubblico e trasporto merci su ferro siano un contributo irrinunciabile per migliorare la qualità dell'aria".
ALTRI PROGETTI - Altri punti chiesti dalla Lombardia riguardano "l'adozione a livello nazionale della direttiva UE relativa alle emissioni industriali", come ha ricordato Formigoni; l'emanazione della circolare attuativa prevista dal decreto Fondo Kyoto per la riduzione dei gas serra; il coinvolgimento del ministero nel progetto di mobilità elettrica nell'area di Expo 2015; il sostegno delle iniziative europee dell'Air Quality Group, composto dalle 4 Regioni del bacino padano e da altre 10 di vari Paesi dell'Europa.
PROSSIMO APPUNTAMENTO - Già messo in programma per il 16 gennaio, sempre a Milano, un Tavolo tecnico delle 4 Regioni con il ministero, per cominciare a concretizzare gli impegni assunti.
Cerba, un altro
anno di ritardo
di ANNA SUARDI
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Quando la giunta firmò l’ultimo atto, lo scorso aprile, l’obiettivo era chiaro: iniziare già a luglio con quei lavori attesi a lungo, al massimo entro settembre. Ma il cantiere del Cerba, ormai, non riuscirà ad aprire che prima dell’autunno del 2012. Uno slittamento di oltre un anno per colpa del grande gelo calato sulla disponibilità finanziaria degli sponsor che dovrebbero finanziare il sogno della cittadella della scienza inseguita fin dagli anni Novanta da Umberto Veronesi. Un progetto complesso, quello del Centro per la ricerca biomedica avanzata. Che l’oncologo ha definito come «apripista di Expo», ma che adesso non riuscirà a inaugurare insieme ai padiglioni di Rho-Pero. I primi edifici, a maggio del 2015, saranno stati costruiti anche se per vederli in funzione si dovrà aspettare la fine dell’anno. La caccia ai finanziamenti privati è partita ufficialmente ad aprile, con l’approvazione in extremis — di lì a poco si sarebbe votato — da parte della giunta Moratti del piano integrato d’intervento che sorgerà all’interno del Parco Sud, su terreni di Salvatore Ligresti. Da quel momento si è passati alla fase operativa e il Cerba si è potuto presentare ai “mecenati” con la certezza di un atto amministrativo definitivo. Per ora sono stati raccolti quasi 200 milioni, ma per partire ne servono altrettanti (in tutto 400 milioni) per presentarsi alle banche ed aggiungerne altri 300-400 di prestito.Una ricerca che, ora, si trasforma in una corsa contro il tempo. Il primo traguardo dovrà essere raggiunto entro il prossimo maggio, la data limite per firmare con il Comune la convenzione che darà il via alle gru. Il momento non è facile, anche se il direttore Maurizio Mauri è fiducioso: «Personalmente sono preoccupato per il momento generale che stiamo vivendo in tutta Europa. Sono convinto, però, che per rilanciare questo Paese servano grandi progetti e sia necessario guardare in alto, verso le stelle. Il Cerba è proprio uno di questi progetti». La caccia, appunto, è partita. Non è sempre stato facile, il cammino di questa cittadella della cura e della ricerca (dall’oncologia alla neurologia, dalla radioterapia allo studio del Dna) immaginata da Veronesi su un’area di 620mila metri quadrati destinata per metà a parco. Tanto che, tra ostacoli burocratici e crisi economica, i cantieri sono stati rimandati di anno in anno. Inizialmente sarebbero dovuti partire nel 2009 per terminare nel 2012 (la seconda fase nel 2017). Poi, dopo la firma dell’accordo di programma tra tutti gli enti interessati, alla fine del 2010. Ma anche in Comune la pratica non ha viaggiato alla velocità sperata. Fino all’ultimo annuncio del cantiere per l’estate del 2011. Ancora rimandato al 2012. Gli 800 milioni — tra fondi degli investitori e prestiti — serviranno per far partire la prima parte del piano, quella più corposa. Anche se le strutture, a questo punto, non potranno essere operative prima della fine del 2015. L’intero disegno, che prevede un campus per far lavorare e vivere i cervelli di tutto il mondo e luoghi dove accogliere i familiari dei pazienti, prevede una “fase 2” e costerebbe 1 miliardo e 226 milioni.
Green Hill, in duemila
a Brescia:"Il canile è
un lager e va chiuso"
di ANNA SUARDI
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Il tam tam sulla rete parlava di 5mila persone e della partecipazione dell'ex ministro Michela Vittoria Brambilla.Lei, che durante il corteo è stata pure contestata, c'era. Ma a Montichiari, città della Bassa bresciana, sono arrivate circa metà delle persone previste, stando alle prime stime.Decine di pullman sono giunti da mezza Italia per sostenere la causa del 'Coordinamento fermare Green Hill'.Obiettivo: far chiudere l'allevamento di 2.500 cani beagle destinati alla vivisezione e agli esperimenti in decine di laboratori europei e statunitensi.C'è chi è partito da Roma, Napoli, Firenze, chi dalla Puglia, dall'Emilia Romagna e da tutta la Lombardia. Dalle 14 i partecipanti al corteo nazionale si sono trovati fuori dal palazzetto dello sport di Montichiari. Alle 15.30 il serpentone di manifestanti, tantissimi con cani al seguito, si è mosso dirigendosi verso il centro storico scortato da polizia, carabinieri e polizia locale. "Un lager", "un olocausto", hanno detto i manifestanti riferendosi alle condizioni di vita in cui vengono cresciute nell'allevamento Green Hill quelle che a tutti gli effetti sono cavie da laboratorio. Attimi di disordine si sono avuti quando, lungo il serpentone di striscioni, si è diffusa la notizia della presenza dell'ex ministro Brambilla, che da tempo ha fatto della lotta contro questo allevamento uno dei suoi cavalli di battaglia. Ma c'è stato chi non ha gradito la sua, seppur defilata, presenza: "Ha un salumificio - hanno gridato alcuni attivisti - e ha adottato la causa animalista solo per raccogliere voti e consensi".Arrivati in via Battisti, all'altezza del commercialista di Green Hill, alcuni manifestanti hanno estratto bombolette spray con le quali hanno imbrattato le porte d'ingresso con la scritta "assassini". Qualche tensione si è verificata, infine, quando il corteo è arrivato nella piazza del municipio, transennata e presidiata. Alcuni tra i manifestanti hanno tentato inutilmente di entrare nella piazza: un paio di transenne sono cadute. Anche il primo cittadino di Montichiari, Elena Zanola, per i manifestanti è tra le persone responsabili della mancata chiusura dell'allevamento. Sentita al telefono, il sindaco ha ribadito quanto affermato nei giorni scorsi: "Green Hilll è a norma, lo ha certificato la Asl. E' operativo da ben 25 anni, non posso intervenire per chiudere un'azienda in regola".
Auto gratis agli assessori
il Pirellone dice no ai tagli
di ANNA SUARDI
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Nuova bagarre in consiglio regionale sui costi delle auto blu. Questa volta nel mirino dell’opposizione erano finite quelle degli assessori del Pirellone. La maggioranza ha bocciato una mozione presentata dal dipietrista Stefano Zamponi, che chiedeva di abolire il rimborso sostitutivo di 43mila euro di cui usufruiscono cinque assessori e due sottosegretari della squadra di Roberto Formigoni, che hanno rinunciato all’auto di servizio con autista per utilizzare il contributo in denaro per acquistare un’auto di proprietà. In altre parole, si chiedeva alla giunta regionale di seguire l’esempio dell’ufficio di presidenza del consiglio regionale che ha appena abolito questo privilegio.«Se vogliamo imporre sacrifici ai cittadini — ha spiegato Zamponi — dobbiamo dare il buon esempio». Non solo non è stato così, ma durante la discussione si è addirittura sfiorata la rissa. «Il rimborso sostitutivo fa risparmiare — si è giustificato l’assessore alle Finanze, il ciellino Romano Colozzi — chi usa l’auto blu costa 89mila euro l’anno». L’assessore alla Cultura, il pdl Massimo Buscemi, è andato oltre. Insultando l’opposizione e facendosi allontanare dall’aula. Alla fine tutto il centrodestra più l’Udc ha votato contro, nonostante il pd Enrico Brambilla avesse ottenuto di aggiungere al testo della mozione che il taglio dei rimborsi «non avrebbe dovuto avere alcun aggravio sul bilancio regionale».Amaro
il commento del capogruppo del Pd in Regione, Luca Gaffuri: «Mentre il consiglio regionale discute su come tagliare i costi della politica — ha rimarcato — la giunta Formigoni tiene ben stretti i propri privilegi». Secca la replica del governatore: «Abbiamo evitato che si scambiassero per sprechi delle bandierine puramente demagogiche». Qualcuno nella Lega è imbarazzato. Il voto palese permette infatti di individuare i consiglieri leghisti che hanno bocciato la mozione. Ma alla fine l’ordine di scuderia viene rispettato. Chiara Cremonesi, di Sinistra ecologia e libertà, ha chiesto che comunque che «si regolamenti l’utilizzo delle auto di servizio solo per gli usi istituzionali».
l Duomo di Pavia
rinasce da
Sant'Agostino
È dalla cripta romanica che Pavia inizierà, il prossimo 12 novembre, a riaprire il suo Duomo dopo 22 anni di chiusura. È in questa data, infatti, che partirà la mostra a ingresso libero dedicata a Sant'Agostino dal titolo 'Sant'Agostino, si conosce solo ciò che si ama'. È stato il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni - assieme al sindaco di Pavia Alessandro Cattaneo, al presidente della Provincia di Pavia Daniele Bosone e al curatore dell'evento don Giuseppe Bolis - a presentare l'evento speciale, che durerà fino al 18 dicembre. A conclusione dei 37 giorni della mostra il Duomo accoglierà infatti i fedeli per la celebrazione della messa di Natale.Riferendosi alla mostra, Formigoni parla di "evento di importanza straordinaria", che ha visto collaborare tantissime istituzioni: Regione Lombardia lo patrocina insieme al Ministero per i Beni e le Attività Culturali, alla Provincia Agostiniana d'Italia, alla diocesi di Pavia, all'Ufficio scolastico regionale per la Lombardia e all'Associazione Pavia Città internazionale dei saperi. Organizzata dalla Provincia e dal Comune di Pavia, in collaborazione con il Meeting di Rimini e il Comitato Pavia Città internazionale dei saperi, la mostra - ha aggiunto Formigoni - "illustra una parte fondamentale della nostra storia. Parlare di Sant'Agostino significa parlare di Pavia, in virtù del legame che unisce questo personaggio al nostro territorio".Suddivisa in cinque parti, la mostra presenta una serie di pannelli che raccontano la vita del santo, esponendo manoscritti e opere antiche custodite a Roma nella biblioteca Angelica e proponendo l'ascolto della "voce" del santo attraverso la lettura dal vivo di alcuni testi da parte di 70 guide (per lo più studenti universitari): sarà visitabile dal martedì alla domenica dalle ore 9 alle 13 e dalle 15.30 alle 18. "La presenza di tanti giovani - ha commentato Formigoni - è positiva perché permette il loro avvicinamento alla conoscenza della storia. L'investimento in cultura e l'attenzione alla bellezza permettono di andare più nel profondo delle risorse che sono nel fondo del cuore dell'uomo, capaci di portare anche al superamento dell'attuale crisi".Le ricorrenze di quest'anno, legate ad Agostino d'Ippona, sono molteplici. Il 13 novembre, infatti, si celebra il genetliaco del santo nato 1657 anni fa e le cui spoglie sono conservate nella basilica pavese di San Pietro in ciel d'oro. Quest'anno ricorre anche il 650° anniversario della fondazione dell'Università di Pavia di cui Sant'Agostino è patrono assieme a Santa Caterina d'Alessandria: lo Studium generale, voluto da Galeazzo II Visconti, fu infatti istituito il 13 aprile 1361 con decreto dell'imperatore Carlo IV di Lussemburgo e il 27 ottobre 1361 Galeazzo II Visconti proclamò l'avvio del primo anno di studi. Proprio per celebrare l'anniversario dell'ateneo è stato costituito un comitato d'onore di cui fa parte anche il presidente della Regione Lombardia.
Vino, l’88% della produzione
lombarda dedicata a
bottiglie DOCG, DOC e IGT
In Lombardia, nel 2011, sono stati prodotti oltre un milione e 409 mila ettolitri di vino, dei quali l’88 per cento per DOC, DOCG e IGT su una superficie a vigneto che supera i 18 mila ettari, in particolare nelle province di Pavia e di Brescia. E’ quanto emerge da un’analisi di Coldiretti sui dati diffusi oggi dalla Regione Lombardia in vista della prossima edizione del Vinitaly di Verona che si terrà dal 25 al 28 marzo.Presidi enologici di prestigio – aggiune la Coldiretti Lombardia – si trovano anche in Valtellina, nella Bergamasca, fra Milano e Lodi (le colline di San Colombano), nel Mantovano e sulle sponde del lago di Como.Nel 2011– continua la Coldiretti - si è registrato il record storico delle esportazioni di vino italiano nel mondo dove le aziende italiane hanno realizzato un fatturato stimato in 4 miliardi di euro, in aumento del 14 per cento rispetto all’anno prima.La Germania è tra i paesi comunitari che apprezzano di più il vino Made in Italy. Poco meno di un quarto del fatturato estero viene invece ottenuto negli Stati Uniti con un aumento record in valore del 17 per cento nel 2011. Nei paesi asiatici, Cina compresa, le esportazioni di vino sono quasi raddoppiate (+87 per cento).
La Regione vara
le maxiscuole
La Regione brucia le tappe approvando il piano di accorpamento delle scuole lombarde imposto dalla manovra di luglio del governo, ma facendo slittare di un anno l’entrata in vigore della riorganizzazione, come chiesto, tra gli altri, dal Comune di Milano.La Regione, infatti, prevede che le Province abbiano tempo «fino al 10 settembre per completare la raccolta dei dati». Gli accorpamenti dovranno realizzarsi nell’anno scolastico 2013-2014, anche se già ora diversi Comuni hanno già deliberato l’accorpamento e sono pronti a partire già da questo settembre. Solo a Milano il progetto iniziale prevedeva la fusione di 75 autonomie scolastiche in soli 19 maxiistituti. Con un solo preside a dover gestire fino a sei plessi anche lontani fra di loro. Una prospettiva che aveva messo in allarme tutto il mondo della scuola.Restano però i paletti governativi che sono stati recepiti interamente. Il limite per evitare l’accorpamento di asili, scuole primarie e secondarie di primo grado in istituti comprensivi è di almeno 1000 studenti, ridotto a 500 per le scuole nei piccoli centri. Quello per evitare la nomina di un preside in condivisione, invece, è fino a 600 studenti, ridotto a 400 per le scuole dei piccoli centri o nelle comunità montane. La delibera prende atto del numero del centri territoriali permanenti esistenti (i Ctp) ma stabilisce anche che le scuole per gli adulti (le Cpia) in Lombardia non potranno essere più di 14.Negativo il commento dell’opposizione. «Prima del via libera — dice il consigliere regionale del Pd Fabio Pizzul — avremmo preferito confrontarci in commissione, ora il caos rischia di aumentare.Non è detto che le Province siano riuscite a recepire le criticità sul territorio: da un lato la giunta approva un piano, ma dall’altro rinvia di un anno l’entrata in vigore». Il provvedimento del Pirellone sarà poi trasmesso all’Ufficio scolastico regionale per gli adempimenti di competenza, all’Anci e quindi pubblicato sul sito della Regione e sul bollettino ufficiale.
Lombardia, al via
il fattore famiglia
Con una legge, la Regione Lombardia introduce per la prima volta in Italia il fattore famiglia: un parametro che, a regime, mira a legare il costo per i cittadini dei servizi sociali e sanitari non più solo al reddito e al patrimonio, ma anche al numero di figli minori, anziani non autosufficienti e disabili a carico del nucleo familiare. La novità sarà sperimentata per un anno solo in alcuni comuni individuati da una delibera della giunta, ma intanto una prima applicazione rigurda tutto il territorio regionale.Si tratta dei nuovi parametri per il calcolo del reddito che dà diritto al 'buono scuola', il contributo per chi sceglie l'iscrizione in istituti non statali. L'introduzione di una tabella di coefficienti di equivalenza rivede la vecchie fasce di reddito tenendo maggiormente conto del numero di figli, della presenza di invalidi e della condizione di famiglia monogenitoriale: il risultato è che il numero dei beneficiari passerà da 52.000 a 60.000.Per l'intera 'dote scuola', di cui il 'buono scuola' è solo una delle componenti, lo stanziamento per il prossimo anno scolastico è di 81 milioni di euro per 300.000 beneficiari, circa il 30 per cento degli studenti fra i sei e i 18 anni. Per il governatore lombardo Roberto Formigoni le novità "confermano ed esaltano l'attenzione che la Regione Lombardia dà alla famiglia e alle sue specificità, spingendoci a dare a ciascuno la sua risposta. La famiglia rimane l'elemento fondamentale anche per superare la crisi economica".L'assessore regionale alla Famiglia, Giulio Boscagli, ha detto che la sperimentazione del fattore famiglia costerà 1,5 milioni di euro. "In questo periodo particolare - ha commentato - chiediamo qualcosa di più a chi ha un reddito più alto e meno a chi fa fatica". La giunta rimarca infine che la nuova legge regionale non tocca i Livelli essenziali di assistenza (Lea), che sono di competenza nazionale.
Cultura, svago, ambiente:
parte la nuova Minitalia
Minitalia si prepara a tornare ai fasti del passato quando riusciva ad attrarre circa un milione di visitatori l'anno. E, grazie all'Accordo di Programma sottoscritto a Palazzo Lombardia dal presidente della Regione Roberto Formigoni, dall'assessore al Commercio e Turismo Stefano Maullu con Silvia Lanzani, assessore alle Infrastrutture della Provincia di Bergamo, Cristiano Esposito, sindaco di Capriate, Angelo Bonetti, sindaco di Brembate e Agostino Tironi, presidente della società Thorus Leolandia Spa, la strada è definitivamente spianata.
L'ACCORDO: IL PARK E IL VILLAGE - Minitalia ha una caratteristica che lo contraddistingue dagli altri parchi: si pone cioè l'obiettivo sia di educare sia di divertire. Per fare questo la società Thorus-Leolandia si è impegnata a mettere a disposizione 90 milioni di euro: 40 per rinnovare il Park, cioè l'area dei divertimenti (Leolandia), il diorama (Italia in miniatura, già restaurato) e per realizzare il "Borgo di Leonardo" e 50 per il Village, la nuova struttura commerciale e ricettiva con un hotel realizzato in una torre da 95 metri. In totale saranno 255.000 i metri quadri occupati dalla nuova struttura. Il Testo prevede anche il completamento di tutte le opere infrastrutturali di supporto (alcune delle quali già iniziate) come strade, parcheggi, specchi d'acqua, impiantistica, reti, aree tecniche e altro.
L'IMPORTANZA DELL'INIZIATIVA - "E' un accordo nel quale Regione Lombardia crede molto - ha detto Formigoni - soprattutto per le numerose ricadute positive che il territorio si aspetta. Non solo su turismo ed economia, ma anche da un punto di vista culturale-educativo e di sviluppo dell'attrattività del territorio". "Minitalia - ha aggiunto - sta nell'infanzia di tanti di noi e, oggi, grazie a questo Accordo, tornerà ad attirare tanti e tanti turisti".
L'IMPULSO AL TURISMO - Il parco, come ha sottolineato l'assessore Maullu, "si trova al centro di un territorio già ben infrastrutturato. Ora è importante che si faccia rete sfruttando a pieno ciò che già c'è, come l'aeroporto di Orio al Serio che rappresenta una porta privilegiata di ingresso nella nostra regione". Maullu ha anche sottolineato che "l'Accordo di programma è lo strumento che, meglio di qualunque altro, sarà in grado di garantire anche tempi rapidi". Per questo potenziarne la capacità ricettiva è una scelta lungimirante, anche in vista di Expo 2015. All'appuntamento dell'esposizione milanese, la Minitalia potrà essere pronta per raccogliere un'occasione economica importante, offrendo un servizio moderno e di qualità ai potenziali visitatori.
LAVORO E CULTURA - Il rilancio del parco potrà creare numerosi posti di lavoro sia durante le fasi di ristrutturazione e rinnovo, sia in quelle di funzionamento a regime del parco. Oltre al polo museale Leonardo Da Vinci, interessante in questa prospettiva è anche l'acquario che illustra l'ecosistema dell'Adda. Queste e altre attrazioni scientifiche, insieme al famoso diorama dell'Italia e dei suoi monumenti, incrementeranno ancor di più il già alto interesse che le scuole e le famiglie da sempre dedicano alla Minitalia.
IL RUOLO DELLE ISTITUZIONI - Si occuperanno di coordinare l'intervento, di condurre tutte le necessarie verifiche di compatibilità ambientale, di permetterne - con le opportune varianti urbanistiche - l'inserimento più adeguato nei piani territoriali e, infine, di collaborare a una rapida esecuzione del programma degli interventi, affinché il progetto cominci, sin da subito, ad avere ricadute economiche positive e sia definitivamente pronto per l'Expo del 2015.
La crisi colpisce i vivai
e dimezza il fatturato
Tante piante in serra e pochi soldi in cassa, la crisi sta colpendo i vivai lombardi. Secondo le ultime stime – spiega Coldiretti Lombardia – dal 2007 a oggi il settore ha perso quasi il 50 per cento del giro d’affari passando da una produzione lorda vendibile di 720 milioni di euro a meno di 400 milioni di euro (secondo le ultime proiezioni a cavallo fra 2011 e 2012). Solo nel 2009 il fatturato si è perso quasi il 25 per cento del fatturato e l’anno dopo il calo è proseguito a due cifre: fra il 15 e il 20 per cento.“Per il 2012 le aziende hanno paura e temono il peggio, mentre gli istituti di credito hanno stretto i cordoni della borsa: sulle fidejussioni ci vengono chiesti interessi del 17 per cento e per concedere i fidi ho saputo di funzionari di banca che hanno chiesto la firma di cambiali in bianco come garanzia. Inoltre per vedersi pagati i lavori dalle amministrazioni locali bisogna aspettare mesi, a volte anche più di un anno” spiega Fulvio Saldini, imprenditore agricolo di Novate Milanese e Presidente dell’Assofloro regionale.“Molti vivai sono pieni di piante invendute e fra il 2010 e il 2011 in Lombardia hanno chiuso 50 realtà di dimensioni medio grandi – dice Angelo Vavassori, Direttore di Assofloro – Intanto comincia a bloccarsi anche il passaggio generazionale: i figli non vedono prospettive per il futuro e non rilevano più le aziende dei padri, preferiscono mollare e cercare altri lavori”.Se poi – sostiene Coldiretti – consideriamo l’aumento record del 58 per cento in un anno del costo del gasolio, per riscaldare serre e stalle e far muovere i mezzi agricoli, allora il quadro è completo. Si tratta – afferma Coldiretti Lombardia - di una situazione preoccupante per un settore che da sempre è un bacino di opportunità occupazionali, considerato che coinvolge direttamente circa 15 mila addetti, che raddoppiano con gli stagionali e che arrivano a 50 mila se si conta l’indotto generato con macchinari, vasi, trasporti, arredi da giardino, concimi, terriccio e molto altro ancora.A fronte di tutto questo – conclude la Coldiretti Lombardia – è necessario che le opere di mitigazione ambientale delle grandi infrastrutture vengano assegnate ad aziende del territorio sulla base dei fondi stanziati dalla Regione (e non con mega subappalti suicidi al massimo ribasso da parte dei costruttori privati), che vengano usate essenze autoctone di qualità e che siano previsti contratti di coltivazione, consegna e manutenzione del verde che valorizzino anche le piccole e medie aziende florovivaistiche.
REGIONE LOMBARDIA
Il 2012 si presenta alle
imprese con 500 milioni
Impresa, lavoro, sanità e trasporti sono le quattro priorità di Regione Lombardia per l'inizio del 2012. Alle quali corrispondono altrettante notizie positive.La prima riguarda una forte boccata di ossigeno per le imprese. Fra pochi giorni, infatti, subito dopo il periodo delle festività, inizierà la messa a disposizione di ben 500 milioni di euro, frutto dell'accordo Regione Lombardia/Banca Europea di Investimento (BEI) e reso attuativo con un'iniziativa che vede protagonisti la finanziaria regionale, Finlombarda, insieme ai più importanti istituti di credito attivi sul nostro territorio.Regione Lombardia ha messo in campo ogni risorsa finanziaria, organizzativa e creativa per affrontare l'emergenza e per sostenere i lavoratori e le imprese lombarde.Ricordiamo il pacchetto delle 12 sferzate per la competitività, il progetto Raid, cioè la rete di assistenza alle aziende in difficoltà per prevenire le crisi, la riduzione dei tempi di pagamento dei nostri fornitori a 60 giorni, il progetto per la diffusione della banda larga in tutti i territori della Lombardia, il sostegno allo start-up d'impresa per il giovani, e quest'ultima iniziativa, 500 milioni di aiuti alle imprese.Per accompagnare i lavoratori in questo momento di crisi, Regione Lombardia ha già garantito - ecco la seconda buona notizia - gli ammortizzatori sociali in deroga per il 2012, prevedendo le piene risorse di protezione sociale per chi è colpito da cessazioni e da sospensioni dell'attività produttiva.La terza priorità riguarda la sanità."Garantiamo tutti i servizi nella loro eccellenza - assicura Formigoni -". L'aumento dei ticket voluto dal governo presenta una sfida importante "ma abbiamo esentato le prestazioni più frequenti con una particolare attenzione alle categorie economiche più svantaggiate. Abbiamo triplicato, nonostante tutto, i fondi per la ricerca, perché uno dei nostri principali obiettivi è continuare investire sulla salute dei cittadini. Inoltre, abbiamo aperto la nuova fondazione di Nerviano per la ricerca sul cancro - la più importante dal punto di vista farmacologico d'Europa, che darà lavoro a tanti ricercatori e attirerà capitali dall'estero. Proprio nella Giunta di fine 2011 abbiamo deliberato un finanziamento di 300.000 euro per l'avvio del nuovo ciclo di attività della Fondazione".Quarta notizia: i trasporti. "Abbiamo vinto la battaglia con il Governo, recuperando buona parte dei fondi - fa sapere Formigoni -. Nonostante siano inferiori rispetto agli anni passati, non aumentiamo le tariffe, garantiamo tutte le corse e, ancora, stiamo per immettere nuovi treni".
L’agenzia di Formigoni
costa 1,7 milioni l’anno
di FLORIANA RUSSO
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Più di tre milioni per campagne di comunicazione, materiali promozionali, eventi e partecipazioni a fiere, ma soprattutto (oltre la metà) per Lombardia Notizie, l’agenzia stampa del Pirellone. È quanto la Regione ha speso nel 2011 per la sua «comunicazione istituzionale»: per la precisione, 3.180.103 euro. Meno rispetto al 2010 e al 2009, ma una cifra ancora lontana dal taglio dell’80 per cento chiesto dalla legge 122 dell’anno scorso che ha imposto alla pubblica amministrazione un colpo di scure proprio sulle spese della comunicazione.Dai sette milioni del 2009 si è passati ai cinque dell’anno scorso, poi appunto a tre abbondanti: il taglio dell’80 per cento, insomma, è ancora lontano. E non si può parlare di risparmio soprattutto per Lombardia Notizie, l’agenzia ufficiale della Regione, caso quasi unico in Italia.L’agenzia si è mangiata anche quest’anno quasi il 53 per cento del budget, spendendo un milione e 675mila euro anche per pagare i 12 giornalisti e il direttore responsabile che stendono e diffondono ogni giorno decine di comunicati che raccontano i fasti di Formigoni e della sua giunta. «Oltre tremila lanci solo nell’ultimo anno» è scritto nel piano che sarà approvato dalla giunta regionale: nella cifra sono comprese le fotografie con il governatore sempre bene a fuoco e in primo piano, le schede informative su un’attenta selezione delle decisioni della giunta, le repliche più o meno stizzite agli articoli dei quotidiani. Ma nel budget dell’agenzia regionale c’è una serie di contratti per fornire servizi come «Lombardia Notizie 7» al costo di 350mila euro, «ApriRegione» (interviste per tv locali) a 300mila, il «monitoraggio radio e agenzia» (330mila) o la rassegna stampa (300mila). Formigoni non si ferma qui: per il 2012 ci sono precise direttive, come «il linguaggio e la grafica sempre più adeguati anche all’utilizzo e alla lettura in web o sui social network».Una versione newsletter delle notizie della giornata viene realizzata e distribuita via mail tutti i giorni, tranne i festivi, in due edizioni.L’evoluzione prevista per il prossimo anno consiste nell’aggiungere servizi comprensivi di speaker e interviste in formato adatto a una facile pubblicazione via internet. Già oggi, a circa una quarantina di radio private, viene fornito un notiziario radiofonico immediatamente leggibile, scritto e in voce: praticamente “chiavi in mano”. Capitolo a parte è riservato, come sempre, al portavoce: nel 2012, altra direttiva, dovrà «rafforzare l’immagine del Presidente sugli organi di stampa nazionale», visto che l’anno prossimo per Formigoni potrebbe essere decisivo per il trasloco a Roma.Per il resto, il «piano comunicazione» è a metà strada tra una sorta di libro dei sogni e un vero e proprio programma politico. Quest’anno l’11 per cento del budget è stato speso per acquistare spazi pubblicitari, quasi il 10 per eventi e mostre e circa l’8 per finanziare il call center: percentuale appena inferiore, quella per le «campagne di comunicazione».
Agricoltura, 9 milioni per
mais, riso e biodiversità
Con un nuovo decreto (n. 12503 del 19 dicembre 2011) la Direzione generale Agricoltura ha disposto uno scorrimento delle graduatorie della misura 214 'Pagamenti agro-ambientali' del Psr (Programma di sviluppo rurale). Si tratta, nello specifico, del bando - finanziato con 8.975.383 euro - attraverso il quale, oltre alla possibilità di accesso a tutte le azioni già previste, sono state introdotte tre nuove azioni: l'azione B - mais e riso, che promuove l'adozione di tecniche di agricoltura integrata per le colture del mais e del riso; l'azione L, che promuove la conservazione della biodiversità delle praterie ad alto valore naturalistico (prati e pascoli di montagna); l'azione M, che incentiva l'introduzione di tecniche di agricoltura conservativa (semina su sodo o 'agricoltura blu' e minima lavorazione).In seguito alle istruttorie delle domande ammesse in ottobre, tra rinunce, rettifiche e istruttorie parzialmente negative, in alcune province si sono infatti liberate risorse, che hanno consentito lo scorrimento parziale o totale delle loro graduatorie. Di seguito il dettaglio con il numero dei nuovi beneficiari suddivisi per province:
- Brescia: scorre parzialmente la graduatoria con 18 nuovi beneficiari, per un totale complessivo di 99.088 euro;
- Como: scorre totalmente la graduatoria con 39 nuovi beneficiari, per un totale complessivo di 15.580 euro;
- Lecco: scorre parzialmente la graduatoria con 5 nuovi beneficiari, per un totale complessivo di 10.832 euro;
- Sondrio: scorre totalmente la graduatoria con 48 nuovi beneficiari, per un totale complessivo di 298.725,92 euro. Con lo stesso decreto vengono inoltre reintegrate 5 domande dalla provincia di Pavia e 1 domanda dalla provincia di Varese. Il decreto sarà pubblicato sul Burl.
Le nuove regole della Regione
contro i parrucchieri low cost
di ANNA SUARDI
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La Regione dichiara guerra ai parrucchieri low cost, con una serie di paletti che dovrebbero disciplinare soprattutto Lombardia gli esercenti cinesi, e in generale quelli stranieri, che praticano prezzi stracciati. E quindi: stop ai laboratori in casa o nei seminterrati. Obbligo di presenza nel locale di personale diplomato e di un rappresentante tecnico in ogni momento. Garanzia sull’utilizzo di materiale sempre sterilizzato e disinfettato e norme più stringenti per il passaggio della licenza tra eredi o familiari. Pena la sospensione dell’attività per almeno venti giorni, e in caso di recidiva, la chiusura senza appello.La giunta di Palazzo Lombardia approva definitivamente il nuovo regolamento che disciplina l’attività degli acconciatori. Un cavallo di battaglia dapprima dell’assessore regionale Domenico Zambetti del Pdl (quando dirigeva l’Artigianato prima di passare alla Casa), ma poi soprattutto del vicegovernatore Andrea Gibelli della Lega. L’obbiettivo sono gli stranieri: a Milano sono duecentosessantadue su un totale di 2180 saloni di acconciatura ed estetica. Solo quest’anno sono cresciuti del 19 per cento rispetto a una media generale di solo l’1,4. Gli acconciatori cinesi sono aumentati in particolare da 69 a 104 (più 43%). Seguiti dai marocchini che rappresentano l’8,5% del totale. Dai domenicani (5%) dagli egiziani e dai francesi (che si immagina siano di livello medioalto), che rappresentano insieme il 5 per cento del riparto.Le nuove norme, quattordici articoli,
entreranno in vigore dopo la pubblicazione sul bollettino regionale. Tra le nuove regole, quella che prevede che i parrucchieri possano esercitare oltre al servizio di acconciatura solo quelli di manicure e pedicure estetico (sono escluse le case di riposo, le sfilate di moda, le carceri e le caserme). I parrucchieri avranno 12 mesi per mettersi in regola (con possibile proroga di ulteriori dodici, ma solo per cause di forza maggiore). Spetterà in ogni caso ai Comuni applicare le nuove regole.Il segretario generale dell’Unione artigiani, Marco Accornero, è soddisfatto: «Ora queste norme andranno fatte rispettare. Finora su questo tema non abbiamo visto particolare impegno né dell’ex giunta di Letizia Moratti e nemmeno di questa. Staremo a vedere». Meno favorevoli gli avvocati dell’Asgi, l’associazione degli studi giuridici sull’immigrazione che preannunciano di ricorrere al Tar come è già accaduto per la legge contro i phone center. Il vicecoordinatore e assessore regionale alle Attività produttive, Andrea Gibelli, si difende: «Il nuovo regolamento — dice — non è contro gli stranieri, ma contro la concorrenza sleale. Il nostro scopo è quello di costringere a rispettare delle norme anche chi finora ha prosperato in un libero mercato selvaggio che spesso non ha rispettato la professionalità. Presto interverremo anche per mettere un freno al proliferare di centri massaggi ed estetici. Alla fine saranno i cittadini a giudicare come i comuni applicheranno le nuove norme».
Sfratti, più 30% in un anno
"La situazione è esplosiva"
di PAOLA CISLAGHI
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Gli sfratti a Milano pendenti: erano 6.416 nel 2010, sono diventati oltre 9.500. E si tratta in nove casi su dieci di sfratti per morosità, perché le famiglie, dopo aver perso il lavoro, non hanno più reddito per pagare l’affitto di casa. Infatti l’80 per cento degli sfrattati e degli occupanti abusivi sono seguiti dai servizi sociali. Non sono banditi, ma famiglie sul lastrico», denunciano Francesco Di Gregorio del Sunia e Leo Spinelli del Sicet, sindacati inquilini di Cgil e Cisl. L’allarme arriva durante una tavola rotonda alla Casa della carità, dove don Virginio Colmegna presenta un "Piano dell’abitare" per superare l’emergenza sfratti concordato con l’assessore alla Casa, Lucia Castellano, e appoggiato dagli assessori Pierfrancesco Majorino (Politiche sociali), Marco Granelli (Sicurezza) e Daniela Benelli (Decentramento).Colmegna propone un osservatorio sulle 3.800 famiglie che occupano alloggi pubblici con un’«analisi dettagliata delle diverse situazioni, per distinguere i criminali e i furbi dai casi sociali, che meritano attenzione e aiuto». Colmegna ha messo attorno a un tavolo Comune, sindacati, università Bicocca e Politecnico, gli Avvocati per niente e urbanisti come Giorgio Ferraresi, per studiare un piano. «L’occupazione abusiva è un reato e nessuno pensa a una sanatoria generalizzata — spiega l’assessore Castellano — Ma si deve evitare di trasformare in marginalità sociale la piaga delle occupazioni per necessità».
Il problema è affrontabile, assicura Colmegna: «Stiamo parlando di poche migliaia di persone su un patrimonio di edilizia pubblica di 100mila alloggi. Servono percorsi di reinserimento sociale e lavorativo individualizzati, borse lavoro finanziate dal Comune e un fondo di garanzia pubblico, che rassicuri i proprietari di case sfitte sulla capacità di pagare il canone da parte degli inquilini. L’obiettivo finale è un’Agenzia per la casa che permetta di incrociare domanda e offerta di case a prezzi equi».La Casa della carità ha cominciato ad occuparsi di case popolari da quando ha inserito in alloggi Aler 25 famiglie rom: «I quartieri popolari sono i nuovi campi rom — dice don Massimo Mapelli — Come si è affrontato il caso Triboniano, può essere gestito anche il tema degli sfratti». E Colmegna aggiunge: «Occorre rapidamente realizzare una struttura d’emergenza e una casa albergo per accogliere chi finisce in strada dopo un’occupazione per necessità. E poi serve un programma di politiche abitative di lunga durata. Il diritto alla casa va garantito a tutti, con attenzione ai più deboli. Non è un problema di ordine pubblico, ma una questione sociale che pubblico e privato sociale devono affrontare assieme, con la verifica continua degli obiettivi in base ai fondi spesi». Il primo passo sarà la ristrutturazione di 2mila case popolari sfitte, che, promette Castellano «verranno assegnate a chi ha bisogno».
Il progetto di legge
‘Crescita e Sviluppo’
Crescita, Sviluppo e Occupazione. Sono queste le priorità del progetto di legge ‘Crescita e Sviluppo’ approvato dopo giorni di serrato confronto in Consiglio Regionale.“Si tratta di uno strumento utile e necessario in un momento di crisi” commenta il Consigliere regionale Sante Zuffada, componente della Commissione IV° Attività Produttive e Occupazione “inoltre, questa legge è il frutto di un articolato percorso che ha coinvolto tutte le Commissioni regionali, grazie anche a numerosi incontri con il mondo imprenditoriale, sindacale e istituzionale così da trovare il massimo accordo attorno a questa legge”. Sostegno del capitale umano, sviluppo del territorio, ambiente; trasporti e infrastrutture banda ultralarga, competitività, semplificazioni.
Queste gli ambiti principali in cui si articola il documento approvato a maggioranza dall’aula del Pirellone.“Il nostro obiettivo – continua il Consigliere Zuffada – è di mettere imprese, lavoratori, soggetti economici e sociali nelle condizioni di potersi esprimere al meglio togliendo molto di quella burocrazia che, sovente, limita la libera intrapresa”.“Questo documento, in ultima analisi – conclude Zuffada – testimonia la vicinanza del mondo istituzionale alle imprese in un momento economico delicato. Non è un libro dei sogni, semmai, rappresenta un passo importante nella direzione giusta, che è quella della crescita e dello sviluppo della Lombardia”.
LOMBARDIA
La riforma del
trasporto pubblico
"Una riforma innovativa, vantaggiosa per i cittadini, a costo zero per la Regione, e votata all'unanimità da tutte le forze politiche presenti in Consiglio regionale". Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, ha commentato il voto dell'Aula che rende legge la riforma del trasporto pubblico locale lombardo voluta dalla Giunta regionale. Lo ha fatto in una conferenza stampa insieme all'assessore alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo. "La legge - ha spiegato Formigoni - razionalizza la rete del tpl, semplifica la gestione con l'istituzione di 5 Agenzie corrispondenti a 5 Bacini (al posto dei 22 enti precedenti), punta all'efficienza del servizio e riduce i costi". Una stima sugli effetti delle sinergie e delle razionalizzazioni prevede un risparmio fino a 145 milioni di euro, a regime, rispetto a un servizio che attualmente impegna 1.100 milioni di risorse pubbliche all'anno.L'assessore Cattaneo ha spiegato i compiti delle 5 Agenzie (corrispondenti ai 5 Bacini di: Bergamo; Brescia; Como, Lecco, Sondrio e Varese; Cremona e Mantova; Milano, Monza e Brianza, Lodi e Pavia): "Indire le gare, anche unitarie per ferro e gomma, massimizzare l'integrazione del trasporto pubblico su ambiti vasti in modo da rendere l'uso del mezzo pubblico facile per il cittadino, evitando sovrapposizioni e realizzando un coordinamento unitario tra corse urbane e corse interurbane". Altra grande novità, l'abolizione del criterio della spesa storica e l'introduzione dei costi standard e del fabbisogno di mobilità.Come ha voluto sottolineare il presidente Formigoni, negli ultimi 8 anni è cresciuto del 50% il numero degli utenti del trasporto pubblico: dai 430.000 del 2004 ai 670.000 attuali. E per il 2015 è in campo l'obiettivo ambizioso di un ulteriore balzo del 50%, sfondando il tetto del milione di passeggeri al giorno.Altra importante novità è che per la prima volta vengono scritte in legge tutta una serie di misure e di indicazioni orientate ad affermare un modello di mobilità sostenibile, non solo di trasporto pubblico: ad esempio uso della bicicletta e incentivi per veicoli a basso impatto.
A Valmadrera 19 alloggi
moderni per fasce deboli
Più di una consegna di case: un vero e proprio paradigma della filosofia di Regione Lombardia nell'azione di risposta ai bisogni abitativi e nella riqualificazione del territorio. Gli assessori regionali alla Casa Domenico Zambetti e alla Famiglia, Conciliazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli, hanno consegnato questa mattina le chiavi di 19 alloggi realizzati dall'Aler di Lecco in piazza monsignor Citterio-via Stoppani a Valmadrera, ristrutturando la centralissima villa Ciceri.
L'INTERVENTO - Il progetto, inserito nell'Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (Aqst) di Lecco, è stato finanziato con 2,2 milioni di euro da Regione Lombardia e con 902.997 euro dall'Aler. Tramite i lavori iniziati a fine agosto 2009 e ultimati lo scorso 30 dicembre, è stato recuperato l'intero immobile, all'interno del quale sono stati ricavati 19 alloggi e altrettanti box che saranno assegnati a canone sociale a giovani coppie, anziani, cittadini stranieri. Nel complesso c'è spazio anche per un centro diurno per anziani e un negozio oltre a un bel parco pubblico. Da parte del Comune c'è anche l'intenzione di aprire, proprio qui, alcuni sportelli di servizio alla cittadinanza.
UN RECUPERO MODELLO - "Oggi inauguriamo alloggi moderni - ha sottolineato Zambetti -, razionali, al passo coi tempi e che nulla hanno da invidiare a quelli dell'edilizia privata, grazie all'utilizzo di soluzioni tecnologiche tese al risparmio energetico e alla sostenibilità ambientale. Non va poi trascurato il recupero di un immobile esistente, che Regione Lombardia incoraggia prima che venga consumato altro suolo, preziosa risorsa per le future generazioni".
SOLUZIONE ABITATIVA E SOCIALE - La realizzazione del centro diurno anziani per l'assessore Boscagli è "un segnale evidente dell'attenzione della Regione alla persona e alle dinamiche di socializzazione, che sono un patrimonio delle comunità locali e che appartengono a pieno titolo al nuovo modello di welfare che stiamo attuando in Lombardia".Zambetti e Boscagli hanno voluto sottolineare come "un intervento come questo è ben più che una creazione di case, è la dimostrazione, concretissima, che la strategia regionale mette la persona, la famiglia, al centro di tutto". "Crescono i bisogni e aumentano le povertà - ha aggiunto Zambetti -, ma Regione Lombardia si è dotata di uno strumento innovativo, quale il 'Patto per la Casa', che rappresenta un sistema integrato di interventi che interessano il mondo dell'abitare e che è destinato a dare impulso a questo settore e alle relative politiche per i prossimi anni. A giorni, poi, porteremo in Consiglio regionale anche nuove misure per l'housing sociale".
PROGETTO CHE RISPONDE A DIVERSI BISOGNI - Non solo casa, dunque, ma attenzione, da parte della Regione, alle esigenze dei cittadini, ai loro bisogni e, in particolare, a quelli dei soggetti fragili o deboli. "La casa è un elemento importante - ha sottolineato Boscagli -, ma non dobbiamo dimenticare le tante fragilità e i tanti bisogni che quotidianamente interpellano la Regione, che già sta lavorando fattivamente a un nuovo e più sostenibile modello di alloggi popolari, come questi, che nulla hanno da invidiare a quelli sul libero mercato. Quello che possiamo vedere qui a Valmadrera è un esempio lampante di un intervento curato, organico e ben inserito nel territorio, per il quale propone risposte ai bisogni abitativi, ma anche a quelli aggregativi come dimostra il centro diurno anziani". L'attenzione ai bisogni e alle persone è anche confermata dal fatto che chi alloggerà negli appartamenti avrà da sostenere un canone proporzionato alla sua condizione economica reale dei nuclei familiari. "Un canone - ha rimarcato Zambetti - assolutamente sostenibile dagli assegnatari".
PIÙ EDILIZIA PUBBLICA - "Incrementare il patrimonio di edilizia pubblica in Lombardia è possibile - ha concluso Zambetti - e Regione Lombardia ne è consapevole così come sa che, pur a fronte di un maggiore disagio abitativo nelle grandi città, non si devono trascurare le realtà più piccole e periferiche. Grazie alle Aler intendiamo offrire risposte sempre più di qualità e immediate ai bisogni abitativi e alle emergenze di quella cosiddetta 'fascia grigia', che oggi ha i nomi di giovani coppie con difficoltà ad accendere mutui o sostenere affitti, gli studenti universitari o ancora anziani e persone senza lavoro senza dimenticare le famiglie monoparentali. Chi abita negli alloggi popolari non ha solo un tetto, ma una casa di alta qualità".
Piacciono le specialità
lombarde nel mondo
Crescono nel 2010 le esportazioni lombarde di alimenti e bevande, +7,9% in un anno, superando i 3,2 miliardi di euro nei primi nove mesi del 2011 (stimabile a circa 4 miliardi il dato annuale e circa 30 miliardi a livello nazionale). Principali destinazioni sono Francia (15,5%), Germania (13,4%) e Stati Uniti (8,6%). Tra le province lombarde Milano copre il 28,9% delle esportazioni regionali e il 41,4% delle importazioni per un interscambio che complessivamente supera i 3 miliardi. Seguono Pavia e Brescia per le esportazioni (rispettivamente 11,6% e 10,4%) e Lodi e Brescia per le importazioni (10,5% e 8,3%). La Lombardia nel 2011 ha rappresentato il 15,7% delle esportazioni italiane alimentari verso il mondo e quasi un quinto di tutto l’interscambio (19,1%). I prodotti lombardi sono apprezzati soprattutto in Europa che assorbe da sola il 78,9% dell’export per un valore di circa 2,6 miliardi di euro, ma anche dal continente americano (12% del totale) e dall’Asia (6,2%). In crescita dal 2010 soprattutto le esportazioni verso l’Oceania, che passano da 54,2 a 61 milioni di euro, +12,9%. Tra i beni più esportati, quelli lattiero-caseari (21,7%), gli alimentari generici (18,4%), le bevande (14,8%) e i prodotti da forno (12,3%). Resta però il problema – spiega Coldiretti – dei falsi Made in Italy che all’estero hanno raggiunto un fatturato di 60 miliardi di euro sottratti alle imprese agroalimentari italiane, una ferita profonda al nostro sistema produttivo che, come dimostrano i dati della Camera di commercio di Milano, nonostante mille difficoltà riesce a operare in mercati importanti come quello nord europeo e negli Stati Uniti.“Il tema dell’alimentazione - ha dichiarato Carlo Franciosi, Presidente di Coldiretti di Milano e Lodi e consigliere della Camera di commercio di Milano - tocca in modo diffuso le abitudini quotidiane dei cittadini e la qualità della vita e assume una rilevanza ancora maggiore in vista della Expo 2015”.Le imprese lombarde. Sono quasi 6.000 le imprese attive come industrie alimentari e delle bevande in Lombardia, il 10% del comparto italiano. A Milano ha sede circa una impresa su cinque (26,5%), una su sette a Brescia (14,7%), una su nove a Bergamo (11,3%). Rispetto all’anno scorso le città che crescono di più sono Brescia (+4,2%) e Monza e Brianza (+1,9%). Il tutto emerge da un’elaborazione della Camera di commercio di Milano su dati Istat relativi ai primi nove mesi del 2010 e 2011 e su dati registro imprese al quarto trimestre 2010 e 2011.
Nasce il gigante del
pomodoro lombardo
Nasce il colosso del pomodoro lombardo. E’ stata firmata in questi giorni la fusione fra il Consorzio del Casalasco di Rivarolo del Re (Cremona) e la Boschi Food&Beverage di Fontanellato (Parma). Il primo è il regno dell’oro rosso, mentre la seconda è specializzata anche nella produzione di zuppe e bevande.Con la fusione fra le due realtà si crea un gigante da oltre 200 milioni di euro di fatturato, attivo fra le province di Cremona, Mantova, Parma e Piacenza, con 4 stabilimenti, 40 linee di produzione, 600 dipendenti diretti e quasi duemila addetti se si considera l’indotto.“Il Casalasco – spiega la Coldiretti Lombardia – è una realtà importante sia per quanto riguarda la dimensione industriale che il legame che ha sempre tenuto con il territorio, valorizzando il vero pomodoro italiano in una logica di filiera agricola italiana che porta il prodotto dal campo alla tavola, avvicinando agricoltori e consumatori in un circuito virtuoso basato sulla qualità e sulla sicurezza alimentare”.Con 340 mila tonnellate di pomodoro trasformato e oltre 300 aziende agricole associate che coltivano quasi 4.500 ettari di terreni – spiega ancora la Coldiretti Lombardia – rappresenta quindi uno dei poli dell’oro rosso a livello nazionale. Fra i suoi prodotti ci sono anche le salse Pomì ad alto contenuto di licopene (un antiossidante naturale).In Italia nel 2011 la produzione di pomodoro da industria si è assestata su 4 milioni e 950 mila tonnellate, rispetto agli oltre 5 milioni e 700 mila tonnellate del 2009. In Lombardia l’anno scorso il raccolto ha raggiunto il mezzo milione di tonnellate.
ANIMALI
Stop al randagismo
e nuovi sportelli
Grazie ad un finanziamento complessivo di 1,9 milioni di euro Regione Lombardia sosterrà, attraverso due diversi bandi, progetti per il controllo demografico della popolazione animale e la prevenzione del randagismo (1,4 milioni) e per lo sviluppo, presso le Province e i Comuni, degli Uffici Diritti Animali (500.000 euro). E' quanto prevede una delibera approvata dalla Giunta regionale, su proposta dell'assessore alla Sanità, Luciano Bresciani.Il primo bando ha una dotazione di 1,4 milioni, di cui 900.000 per la sterilizzazione di cani ospitati presso i canili sanitari o i rifugi, 400.000 per la sterilizzazione di gatti di colonia e 100.000 per la sterilizzazione di cani e gatti di proprietà. Diversi gli obiettivo di questo bando, cui possono partecipare ASL, Comuni e Comunità montane per progetti da realizzare entro il 1 dicembre 2013: ottimizzare la gestione dei cani senza proprietario accolti presso i canili o i rifugi, per incentivarne l'adozione; assicurare condizioni di benessere alle colonie feline; evitare che proprietari di cani e gatti in condizioni di povertà possano abbandonare o cedere in maniera non corretta eventuali cucciolate.Il secondo bando mette a disposizione di Province, Comuni e Comunità montane una somma complessiva di 500.000 euro per nuovi Uffici Diritti Animali (UDA) provinciali (100.000 euro) o per UDA comunali nuovi o già esistenti. Questi uffici normalmente sono da organizzare con una attività di front office (sportello per i cittadini per fornire informazioni, accogliere domande, attivare procedure o spiegare opportunità) e una di back office (preparazione della modulistica, raccolta, gestione e organizzazione delle informazioni). Chi vorrà partecipare la bando dovrà impegnarsi a tenere aperti gli UDA per almeno cinque anni e a formare il personale che vi lavorerà.
Zingonia, 5 milioni per
avviare la rinascita
del quartiere
La rinascita di Zingonia, giorno dopo giorno, comincia a prendere forma. Dopo il primo incontro con gli imprenditori dello scorso aprile, si è fatto un passo avanti decisivo. Regione Lombardia ha infatti annunciato lo stanziamento di 5 milioni di euro che, insieme a quelli che potrà mettere a disposizione l'Aler di Bergamo, porterà a conseguire i primi obiettivi del progetto. La conferma è arrivata dall'assessore regionale alla Casa Domenico Zambetti che, insieme ai colleghi di Giunta Daniele Belotti (Territorio) e Marcello Raimondi (Ambiente, Energia e Reti) e ai tecnici di Infrastrutture Lombarde, ha presentato la prima fase del Masterplan per il recupero del quartiere. Folta la schiera di sindaci, amministratori e imprenditori della zona, che ha riempito la sala del centro civico di Ciserano. Presenti anche il presidente dell'Aler di Bergamo Narno Poli e l'assessore provinciale Silvia Lanzani.
IL PRESENTE E IL FUTURO - Progetto urbano degli anni '60, realizzato a cavallo dei territori dei Comuni di Ciserano, Verdellino, Boltiere, Osio sotto e Verdello, Zingonia rappresenta un'area a forte valenza strategica, sia in termini di accessibilità sia per la presenza di centri produttivi di eccellenza. La zona è però da tempo afflitta da gravi problematiche dal punto di vista della sicurezza, dell'integrazione sociale, del degrado urbano e delle costruzioni e dalla carenza di servizi. Quattro sono i fronti su cui si comincerà a lavorare, appena possibile, grazie allo stanziamento annunciato oggi: - l'acquisto delle 6 Torri di Piazza Moro (Anna 1, 2 e 3 e Athena 1, 2 e 3); - il potenziamento economico della zona di Zingonia, attraverso insediamenti di terziario/commerciale a supporto delle Imprese locali; - il recupero urbanistico di Corso Europa; - un intervento di Housing Sociale a Verdellino a cura di Aler.
DAL METODO LA SVOLTA - "La capacità di instaurare tale rapporto interistituzionale partendo dal basso - ha detto Zambetti - sta dando i suoi frutti. Abbiamo trovato i fondi, che saranno ufficialmente disponibili fra qualche giorno dopo l'approvazione del bilancio da parte del Consiglio regionale. Ora bisogna darsi ancora più da fare ed, entro marzo, dare la certezza che si parte anche come garanzia per lo sviluppo del territorio". Anche l'assessore Belotti ha voluto sottolineare l'importanza del Tavolo odierno ricordando che "ci sono voluti 3 anni per essere qui oggi. E questo è stato possibile perché si é voluto davvero collaborare a tutti i livelli, andando aldilà degli schieramenti politici. Abbiamo detto no alla propaganda e sì alla concretezza". "Ora però - ha aggiunto - è quanto mai necessario che i privati entrino in gioco a tutti gli effetti. Con questi 5 milioni possiamo veramente dare il via al rilancio concreto di Zingonia, una realtà che, anche grazie alle nuove infrastrutture Brebemi e Pedemontana, diventa assolutamente strategica". Raimondi, dal canto suo, evidenziando come "da qui stia per partire una ricostruzione storica", non ha nascosto la propria soddisfazione per come l'iniziativa sia partita dal basso, "dal territorio che ha capito perfettamente che questa é l'unica strada che permette poi alla Regione di intervenire". Concetto che ha sintetizzato in uno slogan: "Aiutati, che la Regione ti aiuta".
LE FASI - Il percorso attualmente ipotizzato prevede, successivamente alla promozione di un Accordo di Programma tra tutti i soggetti interessati, l'acquisto delle 6 torri di piazza Moro a Ciserano da parte dell'Aler di Bergamo. Successivamente, attraverso un'apposita gara, l'azienda individuerà un operatore economico che acquisterà l'area e i relativi diritti volumetrici (a destinazione direzionale e commerciale), necessari ad avviare il progetto di trasformazione e, con i proventi, potrà realizzare un intervento di housing sociale a Verdellino. Il programma, inoltre, prevede che sia garantita una soluzione alternativa per chi è attualmente residente nelle 6 torri, attraverso la messa a disposizione di alloggi disponibili dell'Aler (con la collaborazione della Prefettura) o tramite il supporto del sistema bancario, che sarà invitato anche a supportare il trasferimento dei nuclei familiari proprietari degli alloggi, rinegoziando i mutui in essere con condizioni di favore.
L'HOUSING SOCIALE - "Nessuno sarà messo in strada - ha spiegato chiaramente Zambetti - desideriamo garantire a ciascuno una casa più che dignitosa". Questo passaggio ha anche permesso all'assessore di rimarcare come l'Housing sociale non sia edilizia di serie B. Al contrario é oggi la nuova frontiera "per riqualificare interi quartieri, per farli crescere, per aumentare la sicurezza e per garantire quel mix abitativo che evita la ghettizzazione". Da qui parte il riscatto di un'area che ne ha tutte le facoltà e capacità e che ha solo bisogno di essere aiutata a metterle in pratica.
Ordini forensi con
la Regione per sanità
e semplificazione
Nei Paesi del Nord Europa il 90 per cento delle controversie nel campo della sanità è risolto per via extragiudiziale. In Germania il 50 per cento. In Italia il 18 per cento. La Lombardia punta a trainare una forte risalita, favorendo i servizi di conciliazione per pazienti, medici e strutture sanitarie. Con risparmio di tempi e costi: per i cittadini, per il sistema sanitario, per la giustizia. Per farlo, si avvale della collaborazione del mondo delle professioni: passo decisivo, la firma del Protocollo d'Intesa con l'Unione lombarda degli ordini forensi,a Palazzo Lombardia. Firmato anche un secondo Protocollo, che sancisce la stretta collaborazione nel percorso di semplificazione delle pratiche burocratiche, con l'obiettivo si sgravare sempre più cittadini e imprese di inutili fardelli, anche in questo caso di costi e tempi. I due Protocolli sono stati siglati dal presidente Roberto Formigoni, affiancato dagli assessori Luciano Bresciani (Sanità) e Carlo Maccari (Semplificazione e Digitalizzazione) e dal presidente dell'Unione lombarda degli ordini forensi Paolo Giuggioli."Con l'Unione Lombarda degli Ordini Forensi - ha spiegato Formigoni - già da alcuni anni, nel rispetto dei reciproci ruoli istituzionali, stiamo sviluppando azioni e progetti finalizzati a offrire servizi sempre più efficienti e trasparenti ai nostri cittadini". "Regione Lombardia - ha proseguito Formigoni - ha infatti investito molto nel rapporto con le istituzioni deputate alla funzione di Giustizia, fornendo un apporto significativo alla creazione di una rete di fattiva collaborazione: già da tempo infatti stiamo realizzando interventi volti a semplificare e qualificare l'accesso e la fruizione dei servizi della giustizia (progetti per l'informatizzazione e l'utilizzo di servizi telematici, formazione, giustizia alternativa, forniture di materiali informatici o azioni per favorire la mobilità del personale)". Il presidente ha anche sottolineato l'impegno di Regione Lombardia sul fronte della semplificazione: "Con la nascita di un Assessorato specifico stiamo alleggerendo la burocrazia e disboscando tutto il disboscabile"."Con i due Protocolli sottoscritti oggi dall'Unione Lombarda degli Ordini Forensi e dalla Regione Lombardia - ha detto Giuggioli - l'Avvocatura lombarda si pone al servizio della collettività, mettendo in campo la competenza e la professionalità che le sono proprie sia nell'azione di semplificazione e digitalizzazione del rapporto tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese, sia nell'impegno di Regione Lombardia diretto alla gestione efficace della conflittualità in ambito sanitario. In questo contesto gli Ordini forensi aderenti all'Unione assolvono a un ruolo di garanzia della qualificazione del servizio che, sul territorio, sarà offerto in attuazione degli obiettivi sui quali sono stati conclusi gli accordi".Saranno attivati dunque in Lombardia servizi di conciliazione rivolti al settore della sanità, per risolvere le controversie tra pazienti, medici e strutture sanitarie, a tutela dei diritti dei cittadini. Questi servizi saranno avviati e gestiti dai diversi Ordini Forensi, secondo le competenze territoriali. Con il Decreto Legislativo 28/2010 è stata infatti introdotta la mediazione finalizzata alla conciliazione delle controversie civili, procedimento necessario per poter avviare le richieste di risarcimento del danno da responsabilità medica. Gli Ordini Forensi della Lombardia si sono fin da subito attivati per promuovere lo strumento della mediazione, costituendo presso il Tribunale appositi Organismi di Conciliazione.
Una regione
malata di traffico
di FLORIANA RUSSO
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L'aria della Pianura Padana è una delle più inquinate d’Europa. Anche quest’anno l’inquinamento ha sfondato i limiti consentiti dalla normativa. In questo primo mese d’autunno l’aria è mediocre (www.arpa.emr.it/aria). Nei prossimi giorni, con l’arrivo delle prime nebbie, la qualità diverrà pessima, mentre su giornali e Tv torneranno puntuali gli allarmi per lo smog padano.Il trasporto stradale è il settore maggiormente responsabile dell’inquinamento atmosferico; i tubi di scappamento emettono più dei camini: polveri sottili, ossidi di azoto e gas serra. E la situazione atmosferica peggiora sempre più, da decenni ormai.La normativa sull’efficienza dei motori ha migliorato un po’ le prestazioni dei trasporti, ma non è bastato: i veicoli nuovi sono troppo potenti e veloci. Le amministrazioni pubbliche padane da anni cercano di risolvere il problema, ma senza successo. L’Unione europea ha già inviato diversi ultimatum alle amministrazioni pubbliche che non fanno abbastanza.Gli enti pubblici preposti alla tutela dell’aria non hanno il coraggio di prendere il toro per le corna, fanno piani inadeguati e non riducono le sorgenti d’emissione principali, quelle che inquinano di più; nell’attuale frangente di crisi economica ci sono troppe incertezze politiche per porre serie limitazioni ambientali alle attività economiche. Ad esempio in tutte le Provincie dell’Emilia-Romagna sono stati approvati piani di risanamento atmosferico, ma le azioni di risanamento seguono il famosissimo detto “facimme ammuina”, cioè facciamo confusione per far credere che siamo attivi e operosi. Tutti conosciamo l’inutilità delle domeniche senza auto, che hanno esasperato i cittadini con limiti inutili e che, anche per questa riconosciuta inutilità, hanno sviluppato dannose reazioni di rigetto. In Emilia-Romagna l’ultima chicca è stata l’emanazione in agosto di una delibera regionale che blocca le piccole centrali a biomassa.Invece di regolare le vere cause d’inquinamento si agisce con palliativi del tutto marginali, forse per ossequiare le associazioni produttive più importanti. Per ridurre l’inquinamento atmosferico padano sarebbero necessarie ben altre limitazioni, molto più efficaci. Innanzitutto si dovrebbero abbassare i limiti di velocità su tutte le autostrade e le superstrade, almeno a 110 e 70 km/h rispettivamente; e poi si dovrebbero istituire zone a bassa velocità in corrispondenza di ogni zona troppo inquinata, così come accade nelle nazioni europee più avanzate.L’equazione è semplice: velocità inferiori riducono i consumi di combustibile e quindi le emissioni inquinanti. Velocità limitate, unite a stili di guida dolci, con accelerazioni e frenate attenuate, possono abbassare i consumi e le emissioni dei veicoli fino al 20%.Certo sarebbero contrarie le potenti lobby dei petrolieri, ed anche alcuni leghisti emuli dell’ex-ministro Pietro Lunardi, che aveva tentato di alzare i limiti autostradali fino a 160 km/h, o di Francesco Speroni, sorpreso alla folle velocità di 316 km/h. Le limitazioni della velocità sarebbero misure davvero convenienti sotto diversi punti di vista: sanitari, ambientali, economici. Limitare la velocità autostradale da 130 km/h a 110 km/h su un percorso di 100 km comporterebbe un ritardo di poco più di 8 minuti: il rapporto costi-benefici sarebbe assai positivo. L’Emilia-Romagna è una regione da sempre molto trafficata; prende il nome da una strada, la Via Emilia. Qui tutti sono consapevoli dei problemi del traffico: congestione, incidenti, inquinamento, rumore. Molta gente sarebbe pronta ad accettare un piccolo aggravio di tempo per migliorare la propria salute e l’ambiente.
    
       
    
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