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| Si chiama Real Doria
ed è una squadra
di calcio interraziale |
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| di MARIO SCOTTI
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Il loro campo di calcio,rigorosamente "a nove",si trova in Strada Chiappana che porta al fiume Ticino,appena dopo il "discesone" che svolta a sinistra,e precisamente nel perimetro della Cascina Doria.Loro sono le vecchie glorie abbiatensi del Real Doria,la più famosa delle quali,che da dieci anni svolge la mansione di allenatore,si chiama Paolo Zorzan ).Sì,proprio lui,il mitico attaccante del Leone Calcio anni Settanta-Ottanta,ora 58enne,che gli appassionati abbiatensi ricordano ancora con grande affetto,principale artefice dell'indimenticabile promozione del Bià calcio in serie D nell'anno 1974-75.Abbandonata l'attività agonistica a causa di un ginocchio "sifulino",a Paolo non è mai venuta meno la passione e l'amore per lo sport della pelota che ha continuato a praticare a livello amatoriale."Insieme ad altre vecchie glorie del calcio abbiatense - ci spiega - dieci anni orsono ho deciso di costituire la squadra del Real Doria,il cui nome si ispira al grande Real Madrid,con le maglie di color gialloverde come la nazionale del Brasile".Ma perchè parliamo di questa squadra? Perchè sia i loro fondatori sia i giocatpri svolgono,tramite l'attività sportiva,una importante opera a livello sociale.Il Real Doria è infatti una squadra senza frontiere né distinzioni razziali, una formazione che supera le barriere geografiche e sociali e che accoglie in sè giocatori provenienti dalle nazioni più diverse.Ogni settimana almeno una trentina di giocatori si incontrano al campetto della cascina Doria per disputare una partita di calcio,e fra essi si contano atleti nordafricani che che arrivano dal Marocco, dall’Egitto e dal Senegal, ma anche albanesi.E Paolo,oltre ad allenare,gioca insieme a loro nei fine settimana."Abbiamo un'idea di sport che è tutta il contrario della competizione esasperata - ci dice ancora Zorzan -.Per i nostri giocatori sport vuol dire aggregazione,amicizia,solidarietà fra i popoli.Noi in campo ci sentiamo tutti uguali e dobbiamo fare lo stesso anche nella vita quotidiana".L'evento più importante dell'attività del Real Doria è la manifestazione denomitata "Doria Day", giornata dedicata a un torneo in cui si sfidano gli italiani e gli stranieri.Ogni anno il Doria Day viene intitolato a una nazione straniera. “Quest’anno il torneo era dedicato al Senegal - conclude Zorzan - ,con i giocatori nordafricani che sono riusciti a dare una bella lezione di calcio a noi italiani. Protagoniste dell’incontro dello scorso anno sono state invece l’Albania e l’ex Yugoslavia, arrivate seconde. Ma quello che conta, lo ripeto, è fare squadra a livello sociale, al di là delle barriere razziali e culturali. E noi ci riusciamo».Non solo opera di integrazione fra i cittadini di diverse nazionalità,ma anche organizzazione di eventi i cui ricavati sono devoluti ad associazioni ed enti di solidarietà locali,sono tra i punti fermi che il Real Doria ogni anno riesce a mettere in cantiere.La prossima primavera,ad esempio,è intenzione di Zorzan e dei suoi colleghi organizzare un torneo di calcio al "Maracanà" di Viale Sforza che verrà intitolato alla memoria di due giornalisti abbiatensi scomparsi:Dario Baroni e Giordano Tacchelli.
Nella foto: Roberto Boninsegna con Paolo Zorzan |
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| Allarme droga nel
territorio: l'eroina
potrebbe tornare |
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| di MARIO SCOTTI
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Nell'Abbiatense e Magentino si notano segnali preoccupanti.L'eroina potrebbe tornare.E sono a rischio soprattutto i ragazzi più giovani.A lanciare l'allarme è la direzione del Dipartimento Dipendenze dell'Asl di Milano al cui direttore Riccardo Gatti abbiamo chiesto lumi circa la diffusione delle sostanze stupefacenti nel nostro territorio.Ad un primo sguardo,gli ultimi dati sulla diffusione della droga in Valle Grassa e dintorni sembrerebbero incoraggianti.A gennaio,per la prima volta è stato registrato un calo dei consumatori occasionali,passati dal 20,6% del 2007 al 13,9% del 2010.Il numero degli eroinomani sembra stabile:dal 2007 al 2010,le persone che si sono rivolte ai vari Sert della provincia sono state circa 3.000 ogni anno.E la percentuale di consumatori abituali sembra essere diminuito,passando dallo 0,5% allo 0,2%.Ma questa cifre possono ingannare."In realtà - ci spiega Gatti - crescono i consumatori atipici,ovvero persone che non usano solo stupefacenti tradizionali come la cocaina,l'ecstasy ogli allucinogeni,ma che abusano di alcol,psicofarmaci,calmanti e prodotti acquistati su Internet".Se i consumatori diminuiscono e sono sempre più difficili da intercettare,i trafficanti devono mettere in campo nuove strategie."E una soluzione può essere proprio quella di promuovere l'uso dell'eroina,che fra tutte le droghe è quella che porta più velocemente alla dipendenza - aggiunge Gatti - .In media,una persona tossicodipendente impiega dai tre ai cinque anni prima di chiedere aiuto,quindi in questo momento per noi esperti è difficile riuscire a fare stime precise.Ma stiamo già registrando fenomeni inquietanti".Dati relativi al nostro territorio alla mano,forniteci dallo stesso Gatti (riportati su Prevo Lab,un osservatorio sul mondo della droga finanziato dal Pirellone),l'1,8% dei quindicenni ha ammesso di aver provato l'eroina almeno una volta.Un terzo di loro ha confessato di averla consumata più volte.E mentre gli esperti cercano di monitorare il fenomeno,per alcune strade di Magenta,della vicina Corbetta e di Vigevano sono ricomparse le siringhe.Immagini che sembrano arrivare direttamente dagli Anni Ottanta e che si pensavano dimenticate per sempre.Un segnale che non deve essere sottovalutato,insieme ad un altro dato:in Afghanistan sono aumentate le piantagioni di oppio.Se qualcuno ha ripreso a produrre eroina,questo significa che si stanno aprendo nuovi mercati. |
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| La Provincia in soccorso
di lavoratori e Pmi |
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| M.S.) - La difficile congiuntura economica ha indotto la Provincia di Milano a promuovere forti misure anticrisi per sostenere non solo le piccole e medie imprese,colpite dagli effetti prodotti dalla crisi globale,ma anche alcune categorie sociali particolarmente vulnerabili.Nell'ottica di rilanciare l'economia del Milanese,l'amministrazione ha,infatti,sottoscritto con Federfidi Lombarda l'integrazione di un accordo,stipulato nel 2009,utile a potenziare il sistema delle garanzie sul versante dell'accesso al credito da parte delle Pmi,pure allo scopo di sostenere i piani aziendali di ristrutturazione.Nell'arco di due anni,sono state oltre 300 le imprese situate in 80 Comuni della provincia (17 ad Abbiategrasso) che,a vario titolo,hanno fatto ricorso all'iniziativa promossa dall'Ente per un totale di quasi 8 milioni di euro di finanziamenti erogati,corrispondenti a quasi sei milioni di euro di garanzie (26mila euro la media degli importi erogati,per un importo massimo stabilito in 40mila euro ad azienda).La Provincia di Milano ha sottoscritto un protocollo d'intesa con Banca Popolare di Milano,Consum.it,Monte dei Paschi di Siena e Gruppo Credito Valtellinese e Credito Artigiano.L'accordo,a fronte della garanzia prestata in caso di insolvenze attraverso un apposito fondo costituito dall'Ente,consente ai tre istituti credito di erogare prestiti per 12 milioni di euro complessivi a lavoratori subordinati con contratto a tempo determinato.Una convenzione siglata da Palazzo Isimbardi,Camera di Commercio,Banca Popolare di Milano e Consum.it.,che prevede anche la possibilità di erogare prestiti per 20 milioni di euro complessivi a lavoratori non subordinati con contratto atipico.Anche nel Milanese,quindi,che rappresenta da solo il 10% del Pil nazionale,famiglie e piccole imprese risultano i soggetti che più hanno pagato la crisi economica globale. |
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| GASPARE STAMPA
colui che ha fatto
"vivere" il Palazzo |
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| I giornali della nostra città hanno scritto del via ufficiale dei lavori per il recupero del palazzo Cittadini Stampa, lo stesso sindaco Albetti ha parlato di grande valore culturale legato al palazzo, ma nessuno ha raccontato la storia di uno degli uomini più significativi della storia di Abbiategrasso, Gaspare Stampa colui che diede nome, valore e vita al palazzo. Noi abbiamo cercato di riassumere la grandezza di questo personaggio con Ermanno Bighiani, sindaco di Abbiategrasso dal 1975 al 1980, uomo di cultura e grande e vero esperto di storia della nostra città.
– Chi era Gaspare Stampa, e perchè il suo nome deve essere ricordato e legato al valore di Palazzo Stampa?
"Gaspare Stampa è stato un grande patriota, arrivò ad Abbiategrasso dopo essere fuggito da Milano perchè gli Austriaci lo avevano condannato a morte, ed è capitato nella nostra città, probabilmente anche grazie al consiglio di qualche persona a lui vicina. Una volta qui si sposò con la figlia dei Baronio, una ricchissima famiglia che possedeva moltissimi terreni tra Castelletto e Mendosio, fino arrivare alla Cascina Grande a Vermezzo. Allevavano bacchi da seta e presto Stampa divenne il responsabile dell'azienda di famiglia curando gli affari. Lo Stampa era un amico intimo e fidato di Garibaldi, tant'è che nel 1867 al “Congresso Internazionale della Lega per la Pace e la Libertà” era l'unico che poteva entrare ed uscire a piacimento dalla dimora nella quale alloggiava Garibaldi, questo per dimostrare quanto i due fossero affiatati. Nonostante tutto ciò Garibaldi non è mai stato ospite a Palazzo Stampa, altri sono stati gli illustri personaggi ospitati a casa Stampa, come Michail Bakunin, il rivoluzionario russo considerato uno dei padri fondatori dell'anarchismo moderno, dopo essere scappato dalla Russia e dalla condanna di esilio a vita in Siberia nel 1857.Lo stampa lo aiutò personalmente, soprattutto economicamente visto che gli servivano soldi per poter mantenere in vita il suo movimento che fondò proprio in Italia, chiamato “Lega Internazionale dei Lavoratori”. Stampa non era un anarchico ma lo aiutava perchè in quegli anni quello che chiamiamo “Sinistra” stava iniziando a prendere vita e c'era dunque un grande attaccamento agli ideali politico-morali alla base di questo nuovo movimento nascente. Un altro grande ospite fu Giovanni Pantaleo, un monaco e militare unitosi ai Mille di Garibaldi. Questo dopo essere stato cacciato dalla chiesa per vilipendio alla religione seguì il movimento garibaldino in ogni campagna, diventando per questo amico dello Stampa, che fortemente collaborò per la raccolta del famoso milione di fucili utili al generale Garibaldi. Oltre a tutto questo voglio ricordare che nonostante fosse un conte Stampa è stato dirigente nazionale della “Società operaia di mutuo soccorso”, e alla sua morte lasciò parte dei suoi possedimenti, che ancora oggi si possono vedere se dal naviglio si costeggia quello che è chiamato “Ticinello” a Castelletto, alla “Congregazione di Carità” di Abbiategrasso, quello che oggi è la casa pia.Voglio ricordare che dopo la Seconda Guerra Mondiale il comune diede alla famiglie in difficoltà degli alloggi proprio a Palazzo Stampa, luogo che successivamente fu protagonista anche di incresciosi atti di vandalismo tra cui i furti di alcuni camini di grande valore. Gaspare Stampa è stato una delle persone più importanti per la nostra città, una figura benemerita e di grande esempio per la collettività non solo sul piano politico per le importantissime battaglie alle quali ha preso parte ma anche su quello morale, avendo impostato la sua vita sui binari della solidarietà soprattutto verso chi aveva realmente bisogno.”
Ecco perchè è fondamentale per riconoscere la grandezza e l'importanza di Palazzo Stampa come tutti stanno giustamente facendo, non dimenticare la persona che ha reso Abbiategrasso per molti anni un fiorente centro politico, lasciando un'eredità culturale non indifferente. |
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| LA CULTURA
NON E' UN LUSSO |
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| Si e' soliti ritenere che la cultura sia in tempi di crisi e di ristrettezze economiche un lusso, di cui si deve fare a meno per risparmiare a vantaggio di altre spese per bisogni indispensabili: " con la cultura non si mangia".Questo e' stato il commento dell'ex Ministro Tremonti, uno dei maggiori responsabili del ns disastro economico, che insieme alla Lega ha diretto le sorti nel baratro del Paese, che, tra l'altro, ha la più alta percentuale al mondo di beni culturali (dati UNESCO). Tutto ciò non per polemica, ma per ricordare agli elettori in quali mani siamo stati sino a pochi mesi fa.Abbiategrasso gode della fortuna di possedere beni architettonici di grande valore, oltre che ad essere al centro di un ecosistemi di assoluto pregio. Entrambi questi elementi costituiscono un valore aggiunto anche economico, le cui potenzialità sono appena state individuate, ma non adeguatamente sviluppate.Non vi e' stata sinergia tra economia e cultura, che, invece, e' una risorsa importante per favorire lo sviluppo e la crescita della ns città, perché ciò accada e' però necessario che vadano coordinati i livelli di governo e i diversi organismi che operano in città nell'ambito delle manifestazioni culturali ed economiche.In primo luogo va concentrata in un'unica figura di assessore la competenza in materia di economia - commercio - turismo - cultura (d'altro canto la concentrazione di competenze e' imposta dalla riduzione per legge del numero degli assessori).In secondo luogo va coordinata l'attività dell'ufficio cultura comunale, della pro loco e della fondazione per la promozione dell'abbiatense, che in un'ottica moderna dovrebbe essere l'agenzia di riferimento per la sua proiezione anche sovraccomunale.La nostra proposta e' che vengano organizzate dal Comune o da soggetti del terzo settore,oppure insieme, almeno una volta all'anno mostre di alto livello (si pensi alla mostra sul Castello delle delizie che ha ricevuto il patrocinio del Presidente della Repubblica) per un periodo di alcuni mesi che con l'accordo dell'associazione dei commercianti, delle organizzazioni dell'agriturismo, costituisca un grande evento che faccia della città un punto di riferimento culturale e di vivacità economica. La collaborazione con i soggetti economici e' indispensabile per allestire nel periodo della mostra un'adeguata accoglienza dei visitatori esterni della mostra, che possono quindi visitarla con essa anche la città (ecco il ruolo della pro loco), fare acquisti, e fermarsi nei ns ristoranti.Per favorire l'afflusso di visitatori dall'esterno della città, un canale da attivare,dopo l'ottimo prova che se ne ebbe in occasione della mostra sul Rinascimento ritrovato, e' quello della collaborazione con le organizzazioni sindacali dei pensionati ed il vasto mondo delle pro loco. E' stato calcolato (fonte Fiera Milano) che un evento cultuale,una mostra, una fiera, se ben organizzato, se ben inserito in programmi di vasta scala, provinciale e regionale, produce un ritorno di dieci volte superiore ai suoi costi.A beneficiarne sarebbe il mondo del commercio locale ed anche i prodotti a km zero avrebbero uno sbocco commerciale assai maggiore di quello offerto dalla ns sola città. Perciò diciamo che la cultura non e' un lusso, ma una concreta opportunità economica.Tutto ciò però non basta, occorre rendere competitivo il nostro territorio per le imprese e per le idee con l’installazione della banda larga nella città ed il suo accesso gratuito si fornisce un concreto contributo all’interconnessione con il resto del mondo, in questa stessa logica si pone la proposta di un corso gratuito avanzato di inglese per gli studenti più meritevoli, nonché, su progetto delle singole scuole il finanziamento per l’installazione di un laboratorio scientifico (od il suo potenziamento) in tutti gli istituti scolastici cittadini. Lo scopo è quello di investire sull’innovazione e sulla conoscenza per dare alla nostra città e ai suoi giovani una marcia in più.
LISTA ARRARA SINDACO PER ABBIATEGRASSO |
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| STALKING
Crescono le denunce |
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| (M.S.) - Boom di richieste di aiuto nei centri dedicati alle donne vittime di violenza.Negli ultimi sette anni,in Lombardia sono cresciute del 70%.Gli abusi non diminuiscono,ma le vittime trovano sempre più spesso il coraggio di rivolgersi a Polizia e Carabinieri.I dati più recenti rivelano che a livello regionale,nel 2010,per il reato di stalking sono state raccolte 311 denunce (38 nel nostro territorio),quasi una al giorno,contro le 79 del 2009.Le cifre sui maltrattamenti e le violenze domestiche mostrano un andamento ancora più preoccupante.Sempre nel 2010,le denunce sono state 869 (47 nell'Abbiatense),contro le 536 del 2009.Lo studio,presentato durante un convegno organizzato dall'assessore alle Pari Opportunità della Provincia di Milano,Cristina Stancari,è servito anche a tracciare un identikit della vittima-tipo.Donna nell'87% dei casi.La fascia di età più a rischio è quella fra i 28 e i 47 anni,ma nel 16% dei casi sono giovani under 24 a subire maltrattamenti fisici e psicologici.I minori sono coinvolti anche in maniera indiretta:nel 2010,i centri hanno raccolto 3.848 figli di donne vittime di abusi.Rimane bassa,invece,la percentuale di immigrate che si rivolgono alle forze dell'ordine.Le cause? Scarse risorse economiche,mancanza del permesso di soggiorno e paura di perdere i propri figli.Così come sono cresciute le denunce,in Lombardia è aumentato anche il numero dei detenuti per stalking,passati da 52 a 66 nel periodo compreso fra marzo 2010 e agosto 2011.A questi,bisogna aggiungere 258 detenuti per maltrattamenti in famiglia,34 per riduzione in schiavitù,di cui solo 2 italiani,e 676 "sex offenders",cioè tutti i reati riconducibili alla sfera sessuale,di cui 242 italiani.Per fermare la violenza serve l'impegno delle istituzioni che devono incentivare un cambio di mentalità,come hanno spiegato l'assessore Stancari,il presidente della Provincia Guido Podestà e l'assessore alla Sicurezza del Comune Marco Granelli.Ma non solo.Nel carcere di Bollate è stata istituita un'unità di trattamento intensivo per gli autori di questi reati,e in tutti gli istituti di pena lombardi sono stati aperti sportelli per curare gli stalker. |
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| di MARIO SCOTTI
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Molti negozi,dal 2008 a oggi hanno chiuso i battenti ad Abbiategrasso e paesi limitrofi.Inoltre le famiglie hanno perso potere d'acquisto: il reddito pro capite è diminuito del 3,6 per cento e di conseguenza anche la spesa è calata del 3,5 per cento. Una fotografia impietosa del commercio locale che offre mille interpretazioni a cominciare dall'abusivismo per finire alla concorrenza sleale di tanti market e discount gestiti nel disprezzo più totale delle norme e spesso anche dell'igiene, dei mercatini improvvisati pieni di merci contraffatte, di chi vende di tutto,della malavita che comunque costringe i commercianti a spese considerevoli per la sicurezza. Ma che lascia intuire anche una polemica forte contro la burocrazia che impone perdite di tempo infinite, costa e non assiste, e contro la tassazione che - per gli onesti - grava quanto un socio inutile e spendaccione. Un quadro fosco sul quale grava, non citato, un altro elemento di rottura: l'evasione fiscale che spesso viene considerata l'unica strada per non fallire. Che cosa non funziona allora nella rete più fitta della nostra economia spicciola, quella che alimenta le famiglie, serve il turismo e offre lavoro a migliaia di persone? Sostanzialmente manca un progetto complessivo che sappia salvaguardare i piccoli dai pescecani, le botteghe dalla grande distribuzione, che impedisca la moria soprattutto nel settore alimentare. E servono delle norme che regolino il turnover delle attività. Regole generali e provvedimenti locali perché il commercio è lo specchio del territorio e dal territorio trae le sue aspirazioni. Così quel che vale sulla costiera Amalfitana non può andare bene ad Abbiategrasso e viceversa.Ragionamento che deve investire anche le grandi città e, nelle città, i quartieri e soprattutto le periferie dove il piccolo commercio è spesso sacrificato a tutto vantaggio della grande distribuzione che ormai ha accerchiato la Valle Grassa.Eppure è dai negozi e dalle botteghe, che sono poi le piccole imprese più diffuse sul territorio, che viene un considerevole apporto al Pil e all'occupazione. Un'Abbiategrasso produttiva che non ha tirato i remi in barca, ma che oggi chiede delle tutele e dei progetti. Ma soprattutto un ruolo meno passivo sia da parte del governo, sia sul piano locale. Una vecchia litania, purtroppo, che suona sempre uguale con i piccoli che nei grandi disegni strategici contano poco. Anzi meno di nulla. |
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| SCUOLE CITTADINE
edifici troppo vecchi
a rischio crollo e incendio |
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| (M.S.) - Edifici troppo vecchi,a rischio crollo e incendio.Nel nostro territorio una scuola su due cade a pezzi e vi sono 40 milioni di euro fermi dal 2005.Nei giorni scorsi in una classe di Vittuone,nel Magentino,sono caduti pezzi di intonaco grossi come fogli formato A4,e non è che nell'Abbiatense le scuole siano messe meglio.Edifici scolastici che fra un pò crollano...e non si può nemmeno dare la colpa al "peso della cultura".Aule-pollaio e pure sgangherate.In Lombardia sono circa il 15% gli edifici scolastici a rischio sismico dichiarato e ben oltre la metà (il 58,10%) quelli che non possiedono un certificato di agibilità.Preoccupante anche la percentuale delle scuole prive di impianti elettrici a norma e di certificato di prevenzione incendi (quasi il 30%).Mentre si fa un gran parlare di barriere architettoniche,stupisce osservare che solo in un misero 5% dei casi sono stati eseguiti interventi in tal senso.Ma il dato forse più significativo riguarda la manutenzione:una scuola su due necessita di una manutenzione urgente.E solo il 58% ha goduto di opere di manutenzione straordinaria negli ultimi cinque anni.Nel nostro territorio,la maggior parte delle scuole,quasi la metà,è stata realizzata tra il 1940 e il 1974.Tra il 2000 e il 2010 è stato costruito solo l' 1,8% delle scuole.Nel 2009,alla Lombardia sono stati destinati 50 milioni di euro (fondi Fas),in parte già investiti.Briciole,rispetto alle richieste.E anche qui,a dispetto del coro unanime di indignazione,i lavori procedono con l'italica calma che pervade tutta la nostra burocrazia.A meno che non succedano tragedie come quella del liceo Darwin,in provincia di Torino,dove un soffitto ha travolto un'intera scolaresca,ucciso un ragazzo e reso invalido per sempre un compagno.Morale della favola:la Lombardia avrebbe sulla carta 40 milioni di euro da destinare alle scuole fatiscenti e marce.Ma in pratica non ha neppure un centesimo.Il resto d'Italia,temiamo,sia in fotocopia.
Nella foto: le scuole elementari Umberto e Margherita di Savoia di Abbiategrasso in una foto del 1900. |
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| Furti di rame:
anche l'Abbiatense
non si salva dalle razzie |
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| Dal più pregiato e nobile metallo ha preso in prestito il nome: oro rosso.Appellativo suggestivo, coniato dagli addetti ai lavori per puntualizzare il valore di mercato del rame la cui quotazione è lievitata negli ultimi tre, quattro anni, in maniera vertiginosa.Anche e soprattutto nella cosiddetta 'filiera clandestina', cresciuta in Lombardia, come nel resto d'Italia, scatenando una sorta di gioco a guardie e ladri tra le forze dell'ordine e le bande che imperversano nelle campagne, nelle periferie urbane e nelle aree industriali per far incetta di cavi elettrici e cavi telefonici, canalette, grondaie, linee ferroviarie.Oggetti e materiali di rame o dal cuore di rame facili da trovare, semplici da rubare. Compresi gli oggetti sacri come statue e vasi di fiori a portata di mano nei cimiteri. Anche l'Abbiatense non si salva dall'onda anomala delle razzie.Il valore dell'oro rosso cambia in continuazione.Questione di mercato, di domanda e offerta. Così se alla fine della filiera il materiale finito può raggiungere i venti euro, la vendita regolare (o illegale) non supera i sei euro al chilo. Guadagno facile per chi ha necessità di liquidi immediati. Per questo anche numerosi tossicodipendenti si sono iscritti nell'elenco dei venditori clandestini di oro rosso. Un registro che annovera anche zingari ma anche disperati in cerca di guadagni facili. E facile sembra essere il metodo. Anche se riuscire a procurarsi il rame non sempre è pratica innocua. Capace, al contrario, di uccidere. |
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| L'INQUINAMENTO KILLER
NELL'ABBIATENSE E MAGENTINO |
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| i MARIO SCOTTI
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L'Oms avverte:ogni anno,l'inquinamento uccide ben 7.000 persone nella Pianura Padana.Una strage.Nel dettaglio,sono circa 1.400 le persone nei territori dell'Abbiatense,Magentino e Castanese che nel 2010 e nei primi 6 mesi del 2011 ci hanno lasciato le penne causa gravi malattie provocate da smog e inquinamenti vari.Smog che ruba nove mesi di vita ad ogni cittadino.Le malattie più frequenti provocate dalle polveri sottili sono i tumori ai polmoni,le patologie cardiocircolatorie e quelle respiratorie.Morti premature e malattie croniche e acute continuano a colpire individui e famiglie del territorio,la diminuzione dell'attesa di vita e della capacità produttiva pesa sulla società.E infine,il costo di migliaia di ricoveri ospedalieri indebolisce il sistema sanitario locale.A livello economico,l'Oms ha calcolato che la riduzione del Pm10 fino al 2020 porterebbe a un risparmio fino a 4 miliardi di euro all'anno,calcolando insieme il costo della mortalità,delle malattie e degli anni di vita persi.Intanto,a pochi chilometri di distanza dalla città del Leone sta per andare in scena una vera e propria follia ambientale:la costruzione entro tempi brevi di quattro nuove centrali termiche che dovrebbero sorgere a Vittuone,Marcallo con Casone,Boffalora e Magenta (Novaceta).Quella di Marcallo è stata progettata per produrre 500 kwatt di energia elettrica e 850 di energia calorica;quella che sorgerà fra Bernate Ticino e Boffalora rimpiazzerà l'attuale,in stato di fermo per mancanza di fondi,da 80 megawatt;infine quella della Novaceta di Magenta è progettata per il funzionamento ad olio di colza che verrà importato da Panama.E così i residui della combustione dei combustibili di queste nuove centrali termiche genereranno ulteriori enormi quantità di prodotti inquinanti come i fumi,il particolato fine,gli ossidi di zolfo e azoto e gli idrocarburi aromatici,che possono essere dispersi nell'ambiente.La combustione ad alta temperatuta,inoltre,produrrà una miniaturizzazione delle polveri emesse,proporzionale alla temperatura stessa.Ciò porterà inevitabilmente alla produzione di polveri fini,ultrafini e nanoparticelle carboniose che possono causare diverse patologie.Ci chiediamo se gli amministratori del Leone sono a conoscenza dell'impatto devastante che le nuove centrali avranno sul territorio dell'Abbiatense,soprattutto in termini di polveri sottili.Per l'Oms "è necessaria un'azione urgente della autorità locali per affrontare il problema del trasporto"...il trasporto di che,delle salme al cimitero? |
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| A Milano e provincia
comanda
la 'Ndrangheta |
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| di ALBERTO NEGRI
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Che cosa fanno gli Amministratori locali per prevenire le infiltrazioni mafiose soprattutto nel settore dell’edilizia e degli appalti pubblici? L’impressione è che molti comuni governati dalla Lega o dal centro-destra sono più occupati a dare la caccia ai clandestini, che magari non hanno commesso alcun reato, piuttosto che occuparsi del contrasto della ‘Ndrangheta, la mafia emergente nella nostra zona.Da anni si parla della presenza massiccia della ‘Ndrangheta a Buccinasco, Trezzano e Corsico.C’è un libro scritto da due giornalisti di cronaca giudiziaria, Davide Carlucci e Giuseppe Caruso, dal titolo “A Milano (e nell’hinterland:ndr) comanda la ‘Ndrangheta”, che merita di essere letto da tutti i cittadini e gli amministratori onesti che ancora abitano nella nostra regione.Purtroppo le fiaccolate si fanno contro la presenza di spacciatori, prostitute, clandestini. Mai però è stata fatta qui al Nord una fiaccolata contro la mafia e in particolare contro la presenza della ‘Ndrangheta a Milano e hinterland.Eppure oggi la mafia più potente e ricca è proprio la ‘Ndrangheta calabrese. Da qualche anno comanda a Milano e nel nord Italia. Nel 2007 ha fatturato circa 44 miliardi di euro, vale a dire quasi il 3 per cento del prodotto interno lordo italiano. Con il mercato della cocaina ormai interamente gestito dalle ‘ndrine questa organizzazione ha potuto acquistare negozi, ristoranti, discoteche, multisale, aziende impegnate nell’edilizia e nel movimento terra. Edilizia vuol dire appalti, appalti vuol dire contatti con la politica locale. E questo tipo di rapporti vuol dire potere.Secondo gli investigatori della Squadra Mobile di Milano la caratteristica della criminalità calabrese è la fortissima penetrazione nel circuito economico con interi settori nelle loro mani; basti pensare al movimento terra, alle imprese edili e di costruzione in genere. I leader sono i Barbaro, i Papalia, i Sergi, tutti originari di Platì, che comandano tra Buccinasco, Corsico e Assago nel sud-ovest di Milano con ramificazioni anche nel legnanese.La Lombardia è una delle regioni con più cave in Italia: sono 498, quasi il 10 per cento del totale nazionale. Anche nella vallata del Ticino, all’interno di quell’area che dovrebbe essere protetta, perché parco regionale, si possono trovare cave.Per esempio lungo la strada Prabalò nel territorio dell’abbiatense si può ogni giorno registrare il passaggio di decine e decine di autocarri per il movimento terra. Dalle 7 del mattino alle 19 di sera, tutti i giorni, le bettoniere, in mancanza di una circonvallazione esterna , attraversano il centro abitato di Abbiategrasso per recarsi in strada Prabalò,creando quei disagi tipici del traffico pesante a livello di inquinamento dell’aria, di inquinamento acustico e di rischi per la circolazione soprattutto delle biciclette.Non è bella l’aria che si respira intorno a Milano, ma quel che c’è sotto terra è forse peggio. Migliaia di tonnellate di veleni giacciono nel sottosuolo. Vi sono oltre 2500 cave abbandonate, utilizzate spesso come contenitori abusivi di rifiuti tossici e contaminati.Enorme è anche la cementificazione del territorio.Più del 12 per cento del territorio regionale è urbanizzato, il doppio che nel resto dell’Italia. In una pianura dove la natura è cancellata da case, impianti, capannoni il traffico di rifiuti tossici è notevole. La Lombardia è stazione di partenza e di arrivo dei traffici di veleni. Una montagna di rifiuti: plastica, cemento armato, asfalto, gomme, ferro viene portata da camion che partono dal centro di Milano o dall’hinterland brianzolo per finire nei comuni del parco lombardo del Ticino.Discariche non autorizzate colme di veleni spuntano ad Arluno, a Marcallo con Casone, A Ossona si scopre che le demolizioni fatte per far passare il treno non sono state affatto smaltite ma lasciate sul terreno.La ‘Ndrangheta a Milano e nella provincia è già in pista per il grande affare, per la madre di tutti gli affari cioè per l’Expo 2015. La grande torta ( si parla di 20 miliardi di euro) dei subappalti fa gola ai calabresi già pronti a inserirsi con le loro ditte.Il grido di allarme del sindaco Simonini non deve cadere nel vuoto e nell’indifferenza dei colleghi amministratori e dei cittadini onesti. |
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