CRONACA 1
Convocazione del Consiglio Comunale presso la Sala Consiliare del Castello Visconteo. Si comunica che il Consiglio Comunale si terrà in seduta di Ia convocazione giovedì 28 febbraio 2019, alle ore 21.00 con proseguimento, in caso di mancato esaurimento dell’esame degli argomenti, per lunedì 4 marzo 2019, alle ore 21.00:
ORDINE DEL GIORNO
1) Approvazione verbali seduta del 12/12/2018, 20/12/2018 e relativi verbali di trascrizione.
2) Modifica art. 16 comma 1 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale- Istituzione IV Commissione Consiliare (Cultura, Sport, Turismo, Politiche Giovanili).
3) Nomina Componenti IV Commissione Consiliare (Cultura, Sport, Turismo, Politiche Giovanili).
4) Surroghe membri Commissione Consiliare II° e III°.
5) Stipula convenzione con il Comune di Ozzero per la gestione associata del SUAP;
6) Approvazione modifiche del vigente statuto della Società Partecipata AMAGA SPA in recepimento delle indicazioni espresse dai soci in materia di controllo analogo congiunto”.
7) Approvazione convenzione ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. 267/2000 per lo svolgimento delle funzioni e dei servizi attinenti al “controllo analogo congiunto” sulla AMAGA SPA.
8) Approvazione convenzione ai sensi dell’art. 30 del d.lgs. 267/2000 per lo svolgimento delle funzioni e dei servizi attinenti al “controllo analogo congiunto” sulla NAVIGLI AMBIENTE SRL.
9) Comunicazione di prelievo dal fondo di riserva in esercizio provvisorio ai sensi dell'art.166 c. 2 del d.lgs n. 267/2000.
10) Interrogazione ai sensi art. 29 del regolamento C.C.:AMAGA SPA situazione crediti, debiti e liquidita' presentata dal Gruppo Consiliare Cambiamo Abbiategrasso.
11) Interrogazione ai sensi art. 29 del regolamento C.C.:NAVIGLI AMBIENTE SRL situazione crediti, debiti e liquidita' presentata dal Gruppo Consiliare Cambiamo Abbiategrasso.
12) Mozione Dibattito:situazione Amaga Spa e Societa' Controllate presentata dai Gruppi Consiliari Cambiamo Abbiategrasso-Ricominciamo Insieme Movimento 5 Stelle.
13) Mozione Dibattito: revoca dei Servizi Affidati ad Amaga e Trasparenza presentata dai Gruppi Consiliari Cambiamo Abbiategrasso- Ricominciamo Insieme- Movimento 5 Stelle.
14) Interrogazione: Sicurezza in città nel 2018 presentata dal Gruppo Consiliare Cambiamo Abbiategrasso.
15) Interrogazione: utilizzo da parte delle scuole cittadine dei tablet acquistati per il referendum sull’autonomia dal Gruppo Consiliare Cambiamo Abbiategrasso.
16) Interrogazione: stato delle situazioni di fragilità nel 2018 dal Gruppo Consiliare Cambiamo Abbiategrasso.
17) Interrogazione ai sensi art. 29 del Regolamento del Consiglio Comunale in merito alla diminuzione dell’organico degli Agenti di Polizia Locale presentata dal Gruppo Consiliare Partito Democratico.

IL PRESIDENTE
Marcantonio Tagliabue
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Si è conclusa la campagna di raccolta fondi per sostenere le popolazioni colpite dal terremoto del 24 agosto 2016 che ha visto il Comune di Albairate in prima linea nella campagna di solidarietà dei Comuni dell’Abbiatense e Magentino. Il sindaco Giovanni Pioltini , in merito al cofinanziamento del progetto post ricostruzione di alta valenza culturale nel comune di Accumoli, in provincia di Rieti, rileva che al 27 dicembre 2018 le comunità delle aree Abbiatense - Magentino hanno versato in totale 50.889,47 euro , di cui ben 7.487,00 euro provenienti dalle iniziative di solidarietà di Albairate . Il progetto riguarda la realizzazione ad Accumoli de “ Il Parco della Conoscenza ”, un Centro di Eccellenza e formazione per gli Studi Ecosistemici e l’Economia Circolare (C.E.S . E.E.C.) . Nel centro si terrà un corso di laurea in “ Valorizzazione e Tutela dell’Ambiente e del Territorio Montano”, capace di attrarre le nuove generazioni e di diventare, in particolare sui temi montani, un punto di riferimento per tutto il bacino Euro - Mediterraneo. Il consigliere comunale di Albairate, Salvatore Rampinelli, che ha seguito dall’ inizio questa iniziativa, ringrazia tutti i Comuni che con l’aiuto di Anci Lombardia, delle parrocchie, associazioni locali e singoli cittadini, hanno contribuito a raggiungere questo importante risultato : Albairate, Arluno, Bareggio, Besate, Binasco, Cassinetta di Lugagnano, Cusago, Zelo Surrigone, Mesero, Motta Visconti, Ozzero, Robecco sul Naviglio, Sedriano e Vermezzo. In particolare, si ricorda con affetto e gratitudine il vicesindaco di Motta Visconti Giovanni Bertolazzi, recentemente scomparso, che ha dato un grande contributo alla raccolta fondi.
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Sono 46 mila le imprese agricole in Lombardia. Prima per imprese agricole Brescia con circa 10 mila, poi Mantova con 8 mila, Pavia con 6 mila, Bergamo con 5 mila, Cremona e Milano con quasi 4 mila. A Como 2 mila imprese, a Varese quasi 2 mila imprese mentre a Lecco se ne contano oltre mille. Sono questi i numeri dell’agricoltura in Lombardia che emergono da un’analisi della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi e di Coldiretti Lombardia sugli ultimi numeri delle imprese di fine 2018. “Il settore agricolo lombardo – spiega Giovanni Benedetti, direttore di Coldiretti Lombardia e membro di giunta della Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi – da una parte conferma le produzioni tradizionali della nostra regione, che rimane al vertice in Italia per la produzione di latte, dall’altra guarda con sempre maggiore attenzione alle esigenze di benessere, qualità e sostenibilità espresse dai consumatori”. Quasi una impresa su quattro è femminile, crescono gli stranieri. Sono circa 10 mila le imprese di donne nei settori agricoli. In crescita gli stranieri, +5%, arrivano ad avere 685 imprese. Bene il lago, tra Como e Lecco, insieme a Milano e Varese. Continua l’aumento delle imprese agricole nell’area di Como, oltre 2 mila +1,4% in un anno. Bene anche Lecco con 1.126, +0,4% in un anno. Cresce in particolare la produzione di uva a Como e a Lecco, di ulivi e le spezie a Como. Stabili le imprese a Milano area metropolitana con quasi 4 mila (+0,2%), di cui 1.038 in città (+1,6%, erano 1022 nel 2017). Gli stranieri crescono di più a Como da 50 a 60, a Milano, da 62 a 71, a Pavia da 70 a 76. Gli stranieri imprenditori restano più numerosi a Brescia e Mantova, con oltre 100 imprese.
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I giovani dell'Oratorio San Gaetano sono lieti di presentare la 51ª edizione della Campanella d'Oro. Come tradizione organizzata in occasione del carnevale ambrosiano, quest'anno vedrà in gara 21 canzoni di cui 7 gruppi che nelle due serate di gara si sfideranno per passare alla finale di sabato pomeriggio. L'appuntamento è quindi al Teatro Fiera (via Ticino 72, Abbiategrasso MI) nelle date e negli orari indicati di seguito.
Giovedì 7 Marzo - Ore 20.30
Venerdì 8 Marzo - Ore 20.30
Sabato 9 Marzo - Ore 14.00
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Biglietto singolo € 5.00 - Valido per l'ingresso ad una serata o alla finale
Abbonamento € 10.00 - Valido per l'ingresso a 2 serate + la finale
I biglietti saranno disponibili, a partire dal 19 Febbraio presso la segreteria dell'Oratorio oppure presso LITTLE BAR (corso S. Martino 11, Abbiategrasso). I ragazzi iscritti al concorso riceveranno, compreso nella quota di iscrizione, un pass valido per l'ingresso alle due serate e alla finale.
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Sale a oltre 3,1 miliardi di euro la spesa degli italiani per viaggi e vacanze on line nell’ultimo anno. E’ quanto emerge da un’analisi di Uecoop Unione europea delle cooperative sul report Digital 2018 in occasione della Bit la Borsa internazionale del turismo a Milano dove Uecoop presenta “La vacanza sale in barca” con le nuove tendenze di viaggio al fianco dei pescatori sui battelli con i quali solcano il mare, nelle case dove vivono e alle tavole dove mangiano con la possibilità di aprire pescherecci e abitazioni a circa un milione di persone ogni anno. Soggiorni ed esperienze – spiega Uecoop - che si possono organizzare anche partendo da un contatto su Internet che è poi uno dei canali che si sta sviluppando di più con il turismo on line fa segnare il maggior tasso di crescita (+15%) insieme al cibo e alla cura della persone, superando mobili (+14%) e moda (+12%). Sul totale dei viaggi prenotati senza l’intermediazione dell’agenzia, il 44% delle vacanze lunghe passa per i canali web secondo l’Istat. Internet – sottolinea Uecoop – oltre che metodo di acquisto è strumento di analisi e studio per itinerari, curiosità con la visita a una o più città che si combina nel 22,6% dei viaggi con le vacanze al mare, nell’11,7% con le vacanze in campagna e nel 10,6% con quelle in montagna o collina secondo l’Istat. Il web – evidenzia Uecoop – permette di studiare le opportunità di alloggio oltre che verificare le proposte e leggere le recensioni sulla qualità dei servizi offerti con la metà degli italiani che cerca sistemazioni in abitazioni private. Il mare resta comunque al centro delle vacanze degli italiani considerato che le zone più frequentate sono proprio quelle che offrono chilometri di costa e una tradizione che ha nei pescatori i loro migliori custodi: in estate quando si concentra il 41,3% dei viaggi degli italiani – spiega un’analisi di Uecoop su dati Istat - le regioni preferite per i soggiorni lunghi sono Emilia-Romagna (13,6%) e Puglia (12,4%), cui seguono Toscana (10,2%) Sardegna (8,8%) e Sicilia (7,5%). Per le vacanze brevi al primo posto c’è la Toscana (15,0%), seguita da Lombardia e Lazio (entrambe 9,8%), Veneto (9,4%) e Liguria (9,3%), mentre in primavera in cima alla graduatoria spicca la Campania con il 18,6% delle vacanze brevi. Lunghe o corte che siano – sottolinea Uecoop – le vacanze diventano sempre più alternative per uscire dai grandi flussi del turismo di massa e scoprire angoli poco conosciuti o dimenticati in una dimensione più personale e sostenibile del viaggio come l’esperienza sui pescherecci e nei porti dei piccoli borghi marinari d’Italia per valorizzare i territori e sviluppare economia e lavoro. L'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni Unite – sottolinea Uecoop - prevede che a livello globale il settore continueràa crescere in media del 3% all'anno fino al 2030 mentre già adesso rappresenta circa il 10% del Pil mondiale e il 10% dei posti di lavoro. Infatti – sottolinea Uecoop su dati Unioncamere - fra le 32mila nuove imprese nate nel 2018 ben 1 su 4 riguarda proprio il turismo, l’alloggio e la ristorazione. Un trend confermato anche dalla crescita delle cooperative legate in modo più o meno diretto al settore turistico che negli ultimi cinque anni hanno registrato un aumento di quasi l’11% con oltre novemila realtà fra alloggio, ristorazione, servizi di viaggio, cura di edifici e paesaggio alle quali si aggiungono adesso quelle che si dedicano al “pesca turismo”. Secondo le Nazioni Unite il web e le innovazioni tecnologiche offrono al turismo l'opportunità di migliorare l'inclusività, la forza della comunità locale e una gestione efficiente delle risorse con una attenzione al sociale che – conclude Uecoop – fa parte della tradizione stessa delle cooperative italiane.
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Le telecamere della nuova edizione di Linea Verde, il programma di RaiUno che da oltre mezzo secolo racconta l’agricoltura italiana e le sue eccellenze, sono tornate per la terza volta alla cascina Caremma di Besate, dove il fondatore Gabriele Corti (nella foto) ha già ospitato nei giorni scorsi la troupe per la puntata speciale su Leonardo da Vinci, che andrà in onda domenica 24 Febbraio su RaiUno a partire dalle ore 12.20. "Mi hanno chiamato circa un mese fa dalla redazione romana del programma - racconta Corti ad HWQ - segnalato da un autore milanese di Linea Verde. La cosa mi ha stupito abbastanza perchè a quel programma ho già partecipato tre volte. Evidentemente questa azienda, la Cascina Caremma, ha la sua valenza nel territorio. Manderanno in onda una puntata legata alla figura di Leonardo da Vinci ed erano alla ricerca di una azienda che in qualche modo rappresentasse la sua filosofia legata alla natura, alla valorizzazione e allo sfruttamento corretto della stessa natura". Nel corso della puntata saranno valorizzati i prodotti del territorio come ad esempio, il pane di segale presente sulla tavola del Cenacolo e sarà illustrato, fra le altre cose, in che modo Cascina Caremma concepisce il benessere legato alla natura e ai prodotti a chilometri zero. La Cascina Caremma nasce nel 1988 con l’acquisto del fondo di 36 ettari. Immersa nel Parco del Ticino, essa insegue da sempre il sogno dell’autosufficienza alimentare realizzando tutta una serie di processi di produzione agricola e di trasformazioni che vanno dalle più tipiche culture di cereali ai tradizionali allevamenti del milanese, alla produzione in loco di numerosi salumi, alcuni dei quali in via d’estinzione. "La collocazione in una delle zone più incontaminate del Parco del Ticino e della Provincia di Milano non ci ha lasciato indifferenti e ha indotto subito una riflessione: come realizzare un’attività produttiva senza compromettere la bellezza del luogo e attuare il minor impatto ambientale possibile", conclude Gabriele Corti.
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(HWQ) - Trentacinque anni di attività per la ditta Santo Pagano Parrucchieri di via Carlo Maria Maggi 16. Attività iniziata nel lontano 7 Dicembre 1983 nel negozio di via Galilei che ha servito la propria clientela per oltre vent'anni. Nelll'anno 2002, lo spostamento del negozio nell'attuale location di via Maggi. Santo Pagano, il noto titolare, nel corso dei 35 anni di attività ha costantemente dato lavoro a 3-4-5 persone. Nel corso degli anni, il settore dei parrucchieri è cambiato, ma in quale direzione? "E' precipitato dal punto di vista qualitativo - spiega Pagano ad HWQ- : sono arrivati i cinesi e gli africani, la recessione ha portato la clientela che un tempo ci teneva a farsi servire bene, a cercare di accontentarsi pur di risparmiare. In ogni caso, la qualità del servizio viene sempre premiata". Ad Abbiategrasso, le attività commerciali che vantano una storia lunga 35 anni sono veramente poche, ma massiccia è la presenza di parrucchieri. "Il fatto si spiega con la liberarizzazione voluta da Bersani - prosegue Pagano - : prima di Bersani i parrucchieri non potevano aprire se non possedevano i requisiti e le commissioni e le consulte comunali non concedevano loro i permessi". Oltre ad offrire il servizio di parrucchiere uomo-donna, da qualche tempo a questa parte il negozio di Santo Pagano è diventato anche "barber shop". "Barber significa vecchio barbiere che, di fatto, aveva fallito trent'anni fa poichè non era in grado di seguire il taglio dei capelli - spiega ancora il titolare - . Adesso c'è una fiammata di ritorno, una nuova chanches, ma se la qualità è pessima come quella di una volta, il destino sarà analogo a quello precedente. Una rondine non fa primavera, staremo a vedere". Un augurio a Santo Pagano di un buon futuro, lavorativamente parlando. Il negozio, del resto, lavora alla grande, si sta rinnovando e cresce a vista d'occhio grazie al "barber shop" assolutamente di qualità. "Fare la barba non vuol dire essere un barbiere - conclude Santo Pagano -, ma devi essere in grado di fare soprattutto i capelli".

NELLA FOTO: Santo Pagano (terzo da destra) con il suo staff composto da Mattia, Stefania e Giulia
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Oltre 2 quintali e mezzo di cibo italiano di qualità. È questo il frutto dell’iniziativa solidale della “spesa sospesa” promossa dalla Coldiretti Lombardia al mercato agricolo coperto di Porta Romana a Milano, che è stato consegnato all’Arcivescovo Mario Delpini in occasione della sua prima visita al nuovo farmers’ market di Campagna Amica in via Friuli 10/A. Un risultato – spiega la Coldiretti regionale – raggiunto grazie alla generosità dei cittadini e dei produttori agricoli che hanno voluto dare un contributo concreto all’azione della Caritas Ambrosiana impegnata ogni giorno ad assistere le persone in difficoltà. In particolare – continua la Coldiretti – il ricavato dell’iniziativa è destinato all’attività del Refettorio Ambrosiano. Con le festività natalizie – precisa la Coldiretti Lombardia – i consumatori che frequentano il mercato di Porta Romana, hanno avuto la possibilità di fare una donazione libera grazie alla quale acquistare prodotti a favore dei più bisognosi, sul modello dell’usanza campana del “caffè sospeso”, quando al bar si lascia pagato un caffè per il cliente che verrà dopo. In questo caso si è trattato di frutta, verdura, formaggi, carne, salumi, pane, farine e riso tra quelli proposti dagli agricoltori di Campagna Amica. La spesa raccolta è stata consegnata simbolicamente all’Arcivescovo di Milano, alla presenza di Alessandro Rota, Presidente di Coldiretti Milano, Lodi, Monza Brianza: “Con questa iniziativa – spiega Rota – abbiamo voluto sensibilizzare consumatori e imprenditori agricoli su una tematica molto sentita anche nella nostra regione dove sono 1,9 milioni le persone a rischio povertà o esclusione sociale e 245mila le famiglie in povertà relativa”. Insieme a loro anche Luciano Gualzetti, Direttore di Caritas Ambrosiana e Don Walter Magnoni, Responsabile del Servizio per la pastorale sociale e del lavoro dell’Arcidiocesi di Milano e Consigliere Ecclesiastico di Coldiretti Milano, Lodi, Monza Brianza.
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Lunedì 21 Gennaio 2019 si è riunito per la prima volta il nuovo direttivo dell'Associazione Amici dell’Arte e della Cultura, associazione storica di Abbiategrasso fondata nel lontano 1947 e che riunisce pittori, scultori e critici di arte di Abbiategrasso e del territorio. Nell'ultima assemblea dei soci del 19 Novembre 2018 scorso presso la sede della associazione in Via Magenta, 8, si è eletto il nuovo direttivo: i soci hanno deciso di nominare l'ex presidente Giancarlo Torti, Presidente Onorario della associazione. Torti è stato consigliere, segretario, vice-presidente e presidente in diversi periodi della fondazione della associazione ad oggi e ultimo presidente dal 1974 al 2018. I nuovi dirigenti eletti per il periodo 2019-2021: Presidente Onorario: Giancarlo Torti. Presidente: Silvia Grassi. Vice-Presidente: Gianluigi Scotti. Segretario: Silvano Gallazzi. Consiglio Direttivo: Ernesto Achilli (Presidente del Consiglio), Julio Antonio Araya Toro (Consigliere), Giovanni De Paoli (Consigliere), Daniele De Vecchi (Consigliere), Franco Farè (Consigliere), Edmondo Masuzzi (Consigliere) e Danilo Radice (Consigliere).
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Nella libreria “Il Segnalibro” di Via Roma, 87/A, a Magenta si è svolta una presentazione e mostra letteraria del Circolo GALA 108 di Abbiategrasso. Il pomeriggio è stato introdotto da Mariachiara Rodella, presidentessa del Circolo letterario GALA 108, che ha dato il benvenuto agli autori e al pubblico presente. Poi la Rodella ha presentato otto autori. Il primo autore chiamato è stato il romanziere Alessandro De Vecchi con i suoi racconti; poi è stato il turno dell' ex-presidente del circolo Gala 108, Edmondo Masuzzi anche lui con i suoi racconti. A seguire, il poeta e Consigliere Comunale di Albairate, Giuseppe La Barbera; poi il turno di Mariachiara Rodella, poetessa e presidentessa del circolo letterario di Abbiategrasso, “Gruppo Abbiatense Lettori e Autori” (Gala 108). A seguire, il poeta Claudio Cepparulo e le sue poesie; il poeta e pittore Franco Farè; un altro autore, lo scrittore, poeta e storico cileno Julio Araya Toro, che ha letto una poesia scritta insieme alla moglie Marcela Rodríguez; e infine la poetessa Anna Leoni: le sue poesie sono state lette da Rodella e Masuzzi. Al termine della serata il rinfresco offerto dalla libreria con il gentile contributo del signor Mario e della moglie Anna proprietari della libreria da oltre quarant'anni insieme alla figlia Emanuella e alla storica dipendente la signora Carla.
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Negli ultimi dieci anni in Lombardia sono scomparsi quasi 700 mila tra mucche, maiali, pecore e capre. E’ quanto emerge da una rilevazione della Coldiretti regionale in occasione della giornata di Sant’Antonio Abate, protettore degli animali. In particolare – sottolinea la Coldiretti – dal 2008 la fattoria lombarda ha perso solo tra gli animali più grandi, circa 10 mila tra mucche e bufale, oltre 680 mila maiali, più di 8 mila tra pecore e capre. Nonostante ciò la Lombardia può contare su un patrimonio zootecnico con oltre 4 milioni di suini 1,5 milioni di bovini e oltre 200 mila ovicaprini. Con la diminuzione dei capi allevati – spiega la Coldiretti – è a rischio la biodiversità delle stalle lombarde, dove sono minacciate di estinzione 14 razze: 6 di bovini, 3 di ovini e 5 di caprini. Un patrimonio composto da veri e propri tesori della natura e della storia come la Varzese, unica razza bovina autoctona della Lombardia diffusasi probabilmente dopo l’arrivo dei Longobardi, e la capra Verzaschese dal caratteristico mantello nero. Tra i bovini a rischio ci sono poi la Cabannina, dalla caratteristica riga color crema sul dorso, la Bianca di Val Padana il cui latte è utilizzato per produrre il Parmigiano Reggiano, la Rendena razza longeva per eccellenza, la Bruna Linea Carne discendente da animali diffusi in Svizzera, Austria e Baviera, e la Grigio Alpina che può arrivare a pesare fino 650 chili. A questi – continua la Coldiretti Lombardia – si aggiungono le pecore: da quelladi Corteno diffusa nella Comunità Montana di Valle Camonica, alla Ciuta che per un periodo si è creduta estinta, fino alla pecora Brianzola. Tra le capre a rischio scomparsa in Lombardia ci sono la Orobica dalle corna imponenti e il cui latte è utilizzato per la realizzazione del Bitto Storico, la capra Frontalasca che prende il nome dal paese dell’alta Valtellina di cui è originaria, la Bionda dell’Adamello e la capra di Livo presente ancora in provincia di Como. Gli animali custoditi negli allevamenti italiani – conclude la Coldiretti Lombardia – vanno tutelati e protetti anche perché a rischio non c’è solo la biodiversità, ma anche il presidio di un territorio dove la manutenzione è garantita proprio dall’attività di allevamento, con il lavoro silenzioso di pulizia e di compattamento dei suoli svolto dagli animali. Quando una stalla chiude, infatti, si perde un intero sistema fatto di animali, di prati per il foraggio, di prodotti tipici e soprattutto di persone impegnate a preservare il territorio.
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La Lombardia si mangia 800 mila pizze al giorno. È quanto emerge da un’elaborazione della Coldiretti, sulle 14 mila imprese del comparto attive in regione, diffusa in occasione della prima giornata internazionale della pizza dopo che l’Unesco ha proclamato l’arte dei pizzaioli patrimonio immateriale dell’umanità e a 24 ore dal vile attentato con la bomba esplosa davanti all’ingresso della storica pizzeria Sorbillo di via Tribunali, nel cuore di Napoli. La pizza in Italia è il settore di punta dell’agroalimentare con un fatturato stimato in 15 miliardi, che sostiene l’occupazione di 200 mila addetti in 127 mila attività. L’impatto della produzione si fa sentire anche sugli ingredienti utilizzati tutto l’anno con circa 200 milioni di chili di farina, 225 milioni di chili di mozzarella, 30 milioni di chili di olio d’oliva e 260 milioni di chili di salsa di pomodoro. In Lombardia – continua la Coldiretti regionale sulla base degli ultimi dati della Camera di Commercio di Milano Monza Brianza Lodi – i ristoranti pizzerie sono circa 5 mila, di cui quasi 2 mila in provincia di Milano, 819 in provincia di Brescia, 517 a Bergamo, 462 a Varese e 364 a Monza Brianza. Seguono Como con 334, Pavia 304, Mantova 210, Cremona 162, Sondrio 121, Lecco 111 e Lodi 91. A questi si devono poi sommare tutti quei locali dove si può trovare anche la pizza, come ad esempio quelli da asporto, le gastronomie, le panetterie e i bar. La passione per questo piatto è planetaria – spiega la Coldiretti – con gli americani che sono i maggiori consumatori con 13 chili a testa mentre gli italiani guidano la classifica in Europa con 7,6 chili all’anno, e staccano spagnoli (4,3), francesi e tedeschi (4,2), britannici (4), belgi (3,8), portoghesi (3,6) e austriaci che, con 3,3 chili di pizza pro capite annui, chiudono la classifica. Un successo per un piatto della tradizione italiana che però moltiplica anche i rischi di utilizzo di ingredienti che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy. Infatti – continua la Coldiretti - quasi due pizze su tre servite in Italia sono ottenute da un mix di ingredienti, dalla mozzarella lituana all’olio tunisino al grano ucraino, provenienti da migliaia di chilometri di distanza senza alcuna indicazione per i consumatori. Per questo si moltiplicano le iniziative per garantire l’originalità italiana degli ingredienti e una informazione completa e trasparente ai consumatori: dall’obbligo di indicare l’origine dell’olio extravergine di oliva stabilito dall’Unione Europea a quello per i prodotti lattiero caseari e derivati che scaturisce da decreti nazionali voluti dalla Coldiretti ed entrati in vigore il 19 aprile 2017, mentre l’etichettatura dei derivati del pomodoro è scattata nel 2018. Ora l’obiettivo – conclude la Coldiretti – è portare la trasparenza dai banchi dei supermercati ai menu delle pizzerie dove occorre far conoscere ai clienti l’origine di tutti gli ingredienti impiegati.
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Boom di cani e gatti in Lombardia, che negli ultimi 5 anni sono aumentati di oltre il 60%, passando da circa 1 milione nel 2014 a 1,6 milioni a inizio 2019. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti regionale su dati del Ministero della Salute in occasione della tradizionale benedizione di Sant’Antonio Abate che si festeggia il 17 gennaio. In particolare – spiega la Coldiretti Lombardia –i cani sono un milione e mezzo, in aumento del 55% rispetto a cinque anni prima, mentre i gatti sono poco più di 160 mila, il 196% in più rispetto al 2014. In pratica – continua la Coldiretti regionale – in quasi una famiglia lombarda su 3 c’è almeno un amico a quattro zampe,tra i protagonisti delle benedizioni degli animali che si tengono ogni anno per celebrare la giornata di Sant’Antonio Abate. Antonio Abate – precisa la Coldiretti regionale – è considerato il protettore degli animali domestici e dei maiali, oltre che degli agricoltori e degli allevatori. Secondo la leggenda, l’ordine degli Antoniani ottenne il permesso di allevare maiali a spese della comunità perché il loro grasso veniva utilizzato per curare uno sfogo pruriginoso sulla pelle molto doloroso chiamato “fuoco di S. Antonio”. Il Santo, infatti, era noto anche per le sue lotte vittoriose contro il Demonio, signore del fuoco eterno. Per questo nella religiosità popolare, il maiale cominciò ad essere associato all’eremita egiziano, che divenne così patrono di tutti gli animali domestici e della stalla.
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Nel corso dei secoli, Abbiategrasso ospitò numerosi personaggi illustri, che con varie vicissitudini vissero, risedettero o solo visitarono il borgo. Esempi assai noti sono Federico I di Svevia il Barbarossa che distrusse la primitiva rocca, la Signora di Milano Bianca di Savoia moglie di Galeazzo II Visconti che lo governò saggiamente, Gian Galeazzo Visconti primo Duca di Milano, Facino Cane condottiero di ventura, Beatrice Lascaris di Tenda vedova del già citato Cane e sfortunata moglie di Filippo Maria Visconti, poi ancora Giovanni dalle Bande Nere e San Carlo Borromeo ecc.
Uno degli ultimi personaggi che hanno visitato la città e hanno lasciato un piccolo segno, fu la Principessa Maria Josè di Sassonia Coburgo Ghota del Belgio, moglie di S. M. Umberto II di Savoia. Forse a molti non è noto che Abbiategrasso fu sempre un “borgo”, si fregiò con il titolo di “città” solo con il Regio Decreto del 31 marzo 1932, con il diritto di porre la cosiddetta “corona muraria” nello stemma civico tutt’oggi visibile. Per questo la visita a Bià della “Principessa di Piemonte”, titolo dovuto al matrimonio con il Principe di Piemonte Umberto allora erede al trono. La venuta di Maria Josè avvenne per l’inaugurazione degli uffici in Piazza Vittorio Veneto, e proprio lì si trova un indizio visibile di quell’evento. Molti oggi entrando negli uffici possono notarlo, forse molti per questione di tempo o fretta non ci fanno caso, ma nell’ingresso sul pavimento si trova un busto raffigurante la Principessa. L’opera fu realizzata all’epoca per commemorarne la visita, ma con il passare del tempo nessuno volle collocarlo in una sede definitiva, infatti le varie vicissitudini e il passare degli anni l’hanno dimenticato lì dove si vede tutt’oggi. Forse un giorno potrà almeno trovare un giusto posto, o quanto meno leggendo queste poche righe molti sapranno la sua storia e entrando si accorgeranno che c’è, ricordando come Abbiategrasso è diventata città, mentre il povero busto non può fare altro che guardare le caviglie dei cittadini, come fa da ottant’anni e passa.

Articolo di: Alessio Benassi
Fotografie di: Julio Araya Toro
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UN PO' DI STORIA
Uffici Anagrafici (Ex Centro Assistenziale Infantile)
Piazza Vittorio Veneto, 7, Abbiategrasso
L'edificio di proprietà comunale e utilizzato come sede degli uffici anagrafici, venne costruito nel 1935 come asilo nido e consultorio famigliare. Il progetto degli architetti G. Mainetti e F. Tettamanzi prevedeva infatti la realizzazione di una bassa palazzina isolata, intonacata di colore arancione e con dettagli in marmo, circondata da una piccola area verde e dotata all'interno di una serie di locali per l'assistenza dei neonati e delle madri.
La palazzina è stata sistemata anni ‘90 e si conserva in buono stato come interessante esempio di architettura degli anni '30 destinata a servizi assistenziali.

Ricerca Storica di: Julio Araya Toro
Fotografie di: Julio Araya Toro
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Sharic Davids, Deb Haaland, Rashida Tlaib, Jared Polis, Ayanna Pressley, Sylvia Garcia, Beto O’Rourke, Elizabeth Warren, Alexandria Ocasio-Cortez sono solo alcuni dei nomi di spicco di queste elezioni di midterm americane che hanno riassegnato la Camera ai Democratici, facendo mantenere il Senato ai Repubblicani. Si sono spesi fiumi di parole su chi abbia vinto, chi abbia perso o se sia finito in un pareggio, ma la cosa più importante su cui riflettere trovo sia la vittoria del cambiamento all'interno del Partito Democratico, concentrandomi proprio sull'ultima delle persone citate: Alexandria Ocasio-Cortez. Giovanissima, 29 anni e persona più giovane in assoluto eletta, di origini portoricane e proveniente da una famiglia della working class. Una carriera costruita totalmente dal basso, lavorando e studiando contemporaneamente (tanto che sta ancora pagando il proprio "debito universitario). Trovo però che non sia il cv o la provenienza che abbia fatto la differenza della sua campagna elettorale, certo ne avranno temprato il carattere, ma non penso sia l'elemento determinante per sviluppare una riflessione sulla sua elezione. Politicamente è considerata l'erede di Bernie Sanders, il candidato "socialista" (così lui si definisce) che perse nelle scorse primarie contro Hillary Clinton, lei stessa intervistata dallo Jacobin Magazine si definisce "socialista democratica", definizione che si espleta nelle parole di Julia Salazar, candidata alla Camera, sempre intervistata dallo stesso giornale americano: "In generale, essere una socialista democratica significa avere una visione del mondo dove ci si prende cura di tutti e tutte. Combattiamo per una società in cui le persone valgano più dei profitti, in cui ciascuno abbia accesso alle cose di cui ha bisogno non solo per sopravvivere, ma per vivere bene. Nella mia campagna elettorale questo si traduce in specifiche prese di posizione su politiche a breve termine che includono un sistema sanitario pubblico e gratuito, l’allargamento a tutto lo Stato delle norme che stabilizzano gli affitti [...]" (Jacobin Italia, https://jacobinitalia.it/midterm-un-voto-per-la-working-class/).
Una visione che contrasta completamente con la visione trumpiana (più in generale dei repubblicani) della società americana, ma anche molto distante dalla parte più centrista e liberale del Partito Democratico. Vedendola così sembrerebbe una sfida pressoché impossibile quella intrapresa da Alexandria, ma i fatti ci smentiscono. Con una campagna elettorale di basso profilo, andando porta-porta, perseverando nel suo pensiero "eretico" rispetto all'establishment democratico è riuscita ad essere eletta. Ecco dunque il punto focale di questa riflessione: Alexandria Ocasio-Cortez nel suo essere stata radicale e determinata può rappresentare il faro per la sinistra italiana, ma non solo. Per fare un gioco di parole rappresenta "un'ocasio" per la sinistra. La sinistra italiana deve tornare ad avere un'identità propria, indipendente dal momento politico (ovvero eviti di costruire politiche da like), ma ben ancorata alle istanze provenienti dalla società, senza aver paura di essere riformisti in modo radicale, senza vergognarsi delle proprie posizioni, ma anzi perseverando. Spassionatamente dico che Alexandria rappresenta soprattutto per noi giovani, il sottoscritto ha 26 anni, un punto di riferimento, una persona da cui prendere spunto ed energie, pur magari non condividendo in toto il suo programma. Ciò che vale per l'Italia vale anche per l'Europa. Alla sinistra europea, in particolar modo al Partito Socialista Europeo, serve un candidato di rottura totale con la classe dirigente precedente, che sappia parlare al cuore (attenzione non alla pancia) del popolo europeo, che sappia riaccendere il sentimento verso l'Europa, senza vani giochi di retorica o citazioni erudite, ma con politiche serie di riforma radicale dell'UE, con programmi che vadano ad aggredire l'impoverimento cui sta andando incontro il nostro continente (un esempio potrebbe essere il salario minimo garantito a livello europeo), che sappia progettare un'Europa in cui tutti (non pochi e non molti, ma TUTTI) abbiano eque opportunità di realizzarsi, attraverso un welfare europeo, eliminazione del gap salariale di genere, l'implementazione di progetti di mobilità interna europea,etc. Vorrei chiudere questa breve riflessione ringraziando le persone citate all'inizio ed in particolare Alexandria, poichè rappresentano una speranza importante, il segnale che non tutto è perduto, ma che esiste una nuova generazione politica con la possibilità di cambiare lo status quo e rimeterre in moto ciò che negli ultimi anni andava spegnendosi: una visione e la partecipazione.

Fabio Baroni, PD Abbiategrasso
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Il Fronte del No alla superstrada Vigevano-Malpensa non molla, e nonostante l’iter amministrativo per il via libera definitivo stia procedendo speditamente utilizzano tutte le armi a loro disposizione. Da un comunicato dell’associazione Parco Agricolo Sud Milano Onlus si ricava che “Anche Città Metropolitana si unisce agli altri enti per bloccare il progetto della superstrada Vigevano Malpensa, approvato dal Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) a soli quattro giorni dalle elezioni nazionali del marzo scorso. Un fatto eclatante che non aveva comunque smontato gli animi dei cittadini e degli Amministratori pubblici. È ufficiale, infatti, che anche la Città Metropolitana si è affiancata al Parco Agricolo Sud Milano e al Parco del Ticino e hanno presentato ricorso al Tar (Tribunale amministrativo regionale). Inoltre, un ricorso contro la decisione del governo Gentiloni, fortemente sostenuta da Regione Lombardia, è stato depositato al Tar anche dai Comuni di Albairate e Cassinetta di Lugagnano. Solitario il Comune di Boffalora, che ricorre al Tar, ma in autonomia. Si rafforza così il pool degli Enti locali che puntano alla difesa del territorio. A queste decisioni non è certamente estranea la mobilitazione ultradecennale di tanti cittadini e associazioni agricole e ambientaliste. Anche in questa fase di battaglie legali, il Comitato No Tang e una quarantina di cittadini sosterranno ad adiuvandum i ricorsi degli Enti: a loro si affiancano l’Associazione per il Parco Sud Milano Onlus e Legambiente. Nel complesso, le spese legali dei cittadini e delle associazioni ammontano a circa 10mila euro. L’intenzione del Comitato è produrre tre controdeduzioni a sostegno dei ricorsi: all’agronomo Giovanni Morina è stato affidato il compito di valutare i danni provocati dalla superstrada all’agricoltura, mentre l’ingegner Vescia si occuperà di quantificare correttamente i flussi del traffico”. A questo punto, quindi, la palla passa ai giudici del Tribunale Amministrativo Regionale della Lombardia.
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Sont andai, come ogni ann,
all’inauguraziòn della Feera agricola de Bià,
perché ma pias vedella semper e vedé anca i novità.
Bella e moderna e bisògna digh bravi
a quej che, hann “fai suu i manigh”, me sa dis,
a pensalla e ciamà la cinqucent-trentacinquesima
Feera agricola de Bià: Quella del ris.
Fòrsi ga mancheva on quaicòss,
ma l’é nò giusta criticà e “saltagh adòss”
a quej che gh’han de bisògn anca
de “fass on poo anca i òss”.
Parlandes del ris, e de tutt i maneer
che inventen adess de fà i risòtt,
va disaro che a mì, ma pias quell fai all’antiga maneera,
cont “pasta de nimal” e fasoeu borlòtt.
A inauguralla, gh’é vegnuu l’Onorevol Ciocca,
che in del soo discors, l’ha anca dii,
che in del Parlament d’Europa gh’é denter dij imbecill.
E… lu l’é denter e ‘l resona inscì.
Poeu l’ha dii che in Cambogia, indove l’é stai,
campen “de media”su i sessant’ann,
rispett a num che inveci rivom anca
a vottanta e passa, ann.
E che al sarìa per la qualità men bona, rispett alla nòstra,
del ris che fann e mangen…
Ma al sa nò che in Italia mangiom
ogni vun 24 chili de pasta all’ann e domà 6 chili de ris?

Lucio Da Col
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LA FIERA AGRICOLA DI ABBIATEGRASSO

Sono andato, come ogni anno,
all‘inaugurazione della Fiera agricola di Abbiategrasso,
perché mi piace vederla sempre e vedere anche le novità.
Bella e moderna e bisogna dire bravi
a quelli che si sono impegnati, come si usa dire,
a idearla e chiamare la cinquecento trentacinquesima
Fiera agricola di Abbiategrasso: Quella del riso.
Forse mancava qualche cosa,
ma non è giusto criticare e “infierire”
Quelli che hanno bisogno anche di “farsi un po’ anche le ossa”.
Parlando del riso, e di tutti i modi
che inventano adesso di fare il risotto,
vi dirò che a me, piace quello fatto all’antica maniera,
con”impasto di maiale” e fagioli borlotti.
Ad inaugurarla, è venuto l’Onorevole Ciocca,
che nel suo discorso ha anche detto,
che nel Parlamento d’Europa ci sono dentro
degli imbecilli. E… lui ne fa parte e ragiona così.
Poi ha detto che in Cambogia, dove è stato,
vivono “di media” sui sessant’anni,
rispetto a noi che invece arriviamo
anche a ottanta e passa anni.
E che sarebbe per la qualità meno buona, rispetto alla nostra,
del riso che producono e mangiano ….
Ma non sa che in Italia mangiamo
ognuno 24 Kg. di pasta all’anno e solo 6 Kg. di riso?

Lucio Da Col
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A cinque anni dalla consacrazione (13 0ttobre 2013) della rinnovata chiesa di San Gaetano da parte del Cardinale Angelo Scola, nel giorno della “canonizzazione” di San Paolo VI, l’Arcivescovo e il Papa che ha riavvicinato la chiesa agli artisti contemporanei, domenica 14 ottobre all’inizio della santa Messa delle ore 11.00 è stato benedetto un nuovo oggetto liturgico che così entra a far parte integrante delle celebrazioni. Si tratta del leggio che sta davanti alla sede del celebrante dalla quale egli guida la preghiera di tutta l’assemblea. L’oggetto, opera unica, è dell’artista Rossana Gallo che, presente all’evento, lo ha voluto regalare a San Gaetano dopo averne ammirato la sua festosa armonia e bellezza e la sua atmosfera particolarmente capace di invitare al raccoglimento e alla preghiera. Veneta di nascita e milanese di adozione Rossana Gallo ha trascorso la sua vita tra tessuti, lane, fusi e colori del lanificio di famiglia. Fin dagli anni ’80 ha saputo trasformare filo e cotone in briglie per la sua fantasia, creando opere uniche ricche di forme, cromie ed effetti inconsueti. I tessuti ed i colori, spesso trattenuti ed esaltati dentro materiali trasparenti, giocano un ruolo fondamentale, esibendosi in una performance che accompagna gesti e parole. Il desiderio di scoprire la propria creatività artistica proponendo il filato nell’essenza della sua forma, fece nascere le sue prime opere, quadri, sculture e installazioni. Espone in diverse ed importanti gallerie d’arte, ha partecipato all’esposizione della Biennale di Venezia per l’architettura e nella scorsa primavera una sua emozionante istallazione riguardante il tema della “Croce” si è potuta ammirare nel bellissimo “battistero bramantesco” in San Satiro a Milano. Il nuovo leggio di San Gaetano, sobrio, ma elegante riprende l’dea del percorso di luce colorata che segna, al centro, il pavimento della chiesa. Nel suo materiale trasparente che ben lo inserisce nella luce, vera protagonista di tutto lo spazio sacro, è trattenuta una trama di fili bianchi di “lana di mohair” al naturale. I fili di lana richiamano un progetto di trame possibili e compito del sacerdote celebrante è proprio quello di raccogliere i fili della fede di ciascun fedele radunato in assemblea e farne un’unica trama di preghiera da elevare a Dio. Sui medesimi si intrecciano anche sottili fili dorati e l’oro è il colore di Dio (mosaici bizantini) che ne suggella la Sua presenza luminosa tra le nostre trame di uomini. Nella semplicità di una forma e con un materiale comune come il “filato” il leggio celebra così l’incontro e l’intrecciarsi tra la storia di Dio e dell’uomo che la liturgia eucaristica attualizza e rinnova ogni volta. La stessa “lana di mohair” rimanda anche agli agnelli e proprio “l’immagine dell’Agnello” è la più compiuta “figura di Cristo” nella storia dell’Arte Cristiana, ma soprattutto nelle Sacre Scritture e nella stessa liturgia che lo celebra prima sulla croce e poi come “Signore” della storia seduto sul trono della Città Santa, la Nuova Gerusalemme.

Mons. Domenico Sguaitamatti
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Il Codice dell'amministrazione digitale (CAD) impone alla Pubblica Amministrazione di aderire al nodo nazionale dei pagamenti (PagoPa) per l’effettuazione dei pagamenti telematici verso la pubblica amministrazione. L'obbligatorietà a PagoPa nasce allo scopo di incrementare l'uso delle modalità elettroniche di pagamento a livello di sistema Paese rendendo così il Cittadino libero di scegliere come pagare (dando evidenza dei costi di commissione) e di standardizzare a livello nazionale le modalità elettroniche di pagamento verso tutta la Pubblica Amministrazione. Anche il Comune di Abbiategrasso in ottemperanza a quanto disposto dal CAD partecipa al sistema nazionale dei pagamenti PagoPa attraverso il Portale Pagamenti messo a disposizione gratuitamente da Regione Lombardia. Questo strumento consentirà agli utenti (cittadini e imprese) di effettuare pagamenti elettronici relativi alla quasi totalità dei pagamenti dovuti all'Ente. Il portale dei pagamenti, dopo una fase di personalizzazione e di test, è da ora completamente attivo ed è possibile accedervi tramite il seguente link, presente sul sito del Comune, sezione "servizi comunali online". Attraverso il Portale Pagamenti potrà fare pagamenti in modalità anonima oppure accedere alle proprie posizioni debitorie precaricate dall’Ente. Per accedere al proprio archivio pagamenti sono consentiti diversi strumenti di accreditamento:
- accesso tramite SPID (sistema pubblico d'identità digitale)
- accesso tramite Smart card utilizzando la tessera CRS/ CNS carta regionale dei servizi/ carta nazionale dei servizi
- accesso tramite credenziali con codice usa e getta detto anche OTP (One Time Password)
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Valgono più di 1,5 miliardi di euro le 34 tipicità agroalimentari DOP e IGP riconosciute dall’Europa e custodite negli oltre mille piccoli comuni lombardi. È quanto afferma la Coldiretti regionale in occasione del convegno “Comunità e territori per il futuro della Lombardia: produzioni di qualità e turismo per lo sviluppo dei Piccoli Comuni” con Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia; Ermete Realacci, Presidente Fondazione Symbola; Fabio Rolfi, Assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi Verdi; Lara Magoni, Assessore regionale al Turismo, Marketing territoriale e Moda; Pietro Foroni, Assessore regionale al Territorio e Protezione Civile; Massimo Castelli, Coordinatore Nazionale ANCI Piccoli Comuni. In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale su dati Istat a gennaio 2018 – i borghi con meno di cinquemila abitanti sono 1055, pari a quasi il 70% delle amministrazioni locali, e rappresentano più del 60% del territorio. A livello provinciale, a Bergamo sono 167, a Pavia 164, a Brescia 134, a Como 117, a Cremona 103, a Varese 90, a Sondrio e Lecco 71, a Lodi 53, a Mantova 40, a Milano 35, a Monza Brianza 10. La nostra – sottolinea la Coldiretti Lombardia – è la seconda regione italiana per numero di piccoli comuni, dietro solo al Piemonte. Tutti i 34 prodotti lombardi a denominazione di origine (Dop e Igp) nascono nella rete dei piccoli comuni con 14 formaggi, 10 salumi, 2 olii extravergini di oliva, 4 prodotti ortofrutticoli e altri 4 prodotti di varia natura tra cui ad esempio i pizzoccheri della Valtellina IGP. A questi si aggiungono i prodotti agricoli tradizionali come il Fiorone della Valsassina realizzato a Morterone in provincia di Lecco, che con 35 abitanti è il più piccolo comune della Lombardia, o il riso che è coltivato anche a Villa Biscossi, 76 abitanti in provincia di Pavia. Il Fiorone della Valsassina di Morterone e il riso di Villa Biscossi sono solo alcuni dei prodotti agricoli custoditi nei piccoli comuni lombardi ed esposti a Milano in occasione del convegno su comunità e territori.All’hotel Gallia a Milano – continua la Coldiretti – in mostra anche le mele di Valtellina IGP coltivate a Sernio (474 abitanti in provincia di Sondrio) e le pere mantovane IGP cresciute a Borgofranco sul Po (759 abitanti in provincia di Mantova), il Formai de Mut dell’Alta Val Brembana DOP proveniente da Valleve (133 abitanti in provincia di Bergamo), il Bitto DOP di Pedesina (41 abitanti in provincia di Sondrio e secondo comune più piccolo della Lombardia), il miele varesino DOP di Agra (410 abitanti), il Salame di Varzi DOP di Rocca Susella (214 abitanti in provincia di Pavia), la Formaggella del Luinese di Rancio Valcuvia (937 abitanti in provincia di Varese), l’olio Laghi Lombardi DOP di Sale Marasino (3370 abitanti in provincia di Brescia), il Grana Padano DOP di Orio Litta (2056 abitanti in provincia di Lodi), il Salva Cremasco DOP di Trescore Cremasco (2870 abitanti in provincia di Cremona) e il Quartirolo Lombardo DOP di Palazzo Pignano (3786 abitanti in provincia di Cremona). A livello italiano – continua la Coldiretti regionale – il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni con meno di cinquemila abitanti, conservate nel tempo dalle 279 mila imprese agricole presenti nei piccoli borghi con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari. Un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici – conclude la Coldiretti Lombardia – che potrà essere promosso anche grazie alla legge 158/17 che mira a valorizzare i piccoli comuni attraverso misure per favorire la diffusione della banda larga, la promozione dell’agroalimentare a filiera corta, il turismo di qualità. La legge punta su una dotazione di servizi adeguata, sulla cultura, sulla manutenzione del territorio, sulla tutela dell’ambiente, sulla messa in sicurezza di strade, scuole e del patrimonio edilizio pubblico.
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Vanno bloccate con norme nazionali le aste capestro on line al doppio ribasso che strangolano gli agricoltori con prezzi al di sotto dei costi di produzione. E’ quanto afferma la Coldiretti in merito alle pratiche commerciali sleali che danneggiano gli agricoltori nonostante il codice etico firmato l’anno scorso fra il Mipaaf e le principali catene della grande distribuzione che avrebbe dovuto evitare questo fenomeno ma che purtroppo non ci è riuscito. Occorre intervenire al più presto – spiega Ettore Prandini Vice Presidente nazionale di Coldiretti - con un quadro di regole condivise a livello italiano che blocchino questo meccanismo e favoriscano invece lo sforzo di una ridistribuzione di valore lungo la filiera. L'asta elettronica al doppio ribasso – spiega la Coldiretti - prevede che i fornitori di un prodotto facciano una prima offerta di prezzo di vendita e che poi quel valore diventi la base per una seconda asta on line dove i partecipanti devono scendere ancora per aggiudicarsi la commessa. In questo modo – rileva la Coldiretti – non si tiene conto in alcun modo della qualità e delle differenze produttive con prezzo finale arriva al di sotto dei costi di produzione mandando in perdita a cascata agricoltori e trasformatori. Si aggravano così - sostiene la Coldiretti - i pesanti squilibri di filiera della distribuzione del valore visto che per ogni euro di spesa in prodotti agroalimentari freschi come frutta e verdura solo 22 centesimi arrivano al produttore agricolo ma il valore scende addirittura a 2 centesimi nel caso di quelli trasformati dal pane ai salumi fino ai formaggi, secondo Ismea. Le aste on line al doppio ribasso – sottolinea Prandini – danneggiano tutte le filiere produttive compresa quella lattiero casearia che ha subito una frenata nel primo trimestre del 2018 sia per il latte che per burro e formaggi. I meccanismi perversi delle doppie aste on line al ribasso – afferma Prandini – schiacciano le aziende agricole, devastano i bilanci, deprimono produzioni e lavoro, creano una giungla che dal campo alla tavola favorisce solo i guadagni della grande distribuzione, causando un calo della qualità che danneggia sia i consumatori per quello che portano in tavola sia i redditi dei produttori. Con il coinvolgimento del Ministero delle Politiche Agricole e del Ministero dello Sviluppo economico – conclude Prandini – bisogna fermare queste speculazioni legalizzate che colpiscono produttori, trasformatori e consumatori.
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I voucher ritornano, dopo la loro abrogazione nel 2017, a quasi dieci anni dalla loro prima introduzione in Italia avvenuta nell’agosto 2008 con un decreto ministeriale che per la prima volta autorizzava la raccolta dell’uva attraverso voucher con l’obiettivo di ridurre burocrazia, portare alla luce il lavoro dei pensionati tutelandone i diritti e certamente riconoscendo la specificità del lavoro agricolo. E’ quanto afferma la Coldiretti in merito all’approvazione dell' emendamento sui voucher nel DL Dignita’ che riapre le porte al loro utilizzo proprio a partire dall’ imminente vendemmia che resta l’attività agricola dove sono più utilizzati. Con i voucher - sottolinea la Coldiretti - circa 50mila posti di lavoro occasionale possono essere riportati in trasparenza nelle attività stagionali in agricoltura. Con il loro ritorno in agricoltura – precisa Coldiretti – si riaffermano i principi originari senza gli abusi che si sono verificati in altri settori, anche perché nelle campagne i beneficiari erano e restano soltanto disoccupati, cassintegrati, pensionati e giovani studenti che non siano stati operai agricoli l’anno precedente, tra l’altro impiegati esclusivamente in attività stagionali. E’ importante assicurare al settore uno strumento che semplifichi, sia agile e flessibile rispondendo soprattutto ad un criterio di tempestiva e disponibilità all’impiego e dall’altra sia capace – continua Coldiretti - di garantire forme di tutela dei lavoratori ed integrazione del reddito alle categorie più deboli in un momento in cui se ne sente particolare bisogno. La riforma dello scorso anno – precisa Coldiretti – è stata un vero flop in agricoltura dove ha fatto crollare del 98% in valore l’uso dei buoni lavoro per effetto di in primis di un eccesso di inutile burocrazia. Nel corso degli anni successivi all’introduzione nel 2008 è stata allargata la possibilità di utilizzo alle altre attività non agricole ed a qualsiasi tipologia di prestatore ma – sottolinea la Coldiretti – il settore è rimasto fedele all’originaria disciplina “sperimentale” con tutte le iniziali limitazioni (solo lavoro stagionale e solo pensionati, studenti, cassintegrati e disoccupati) a differenza degli altri comparti produttivi. Non è un caso – precisa la Coldiretti – che il numero di voucher impiegati in agricoltura sia praticamente rimasto stabile dal 2011 in avanti senza gli abusi che si sono verificati in altri comparti. In agricoltura sono stati venduti negli ultimi cinque anni prima dell’”abrogazione” poco più di 2 milioni di voucher all’anno, pari all’incirca a 350mila giornate/anno di lavoro. Il valore complessivo delle integrazioni di reddito cui hanno potuto beneficiare pensionati, studenti, cassintegrati e disoccupati ammonta – conclude la Coldiretti - a circa 22 milioni di Euro all’anno mentre la regione dove sono stati più impiegati è il Veneto con poco più di ¼ del totale agricolo. Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixè il 68% dei giovani italiani sarebbe disponibile a partecipare alla vendemmia o alla raccolta della frutta.
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Conoscere per non dimenticare le vittime del nazismo. “Ricordi di Kahla”, è il titolo del partecipato evento che si è svolto lo scorso 21 luglio nell’aula consiliare di Robecco sul Naviglio, nell’ambito delle numerose iniziative per la commemorazione delle vittime della rappresaglia nazifascista del 20-21 luglio 1944, organizzate dall’Amministrazione comunale, con l’Associazione Combattenti e Reduci e ANPI (Associazione nazionale partigiani d’Italia). Nella sala consiliare gli studenti della classe 3ª G della scuola secondaria di primo grado “Don Lorenzo Milani”, plesso dell’istituto Comprensivo “Carlo Fontana”, anno scolastico 2017 - 2018, hanno portato la loro testimonianza del viaggio della memoria che hanno compiuto lo scorso maggio a Kahla, in Germania, luogo dove nel 1944 furono deportati dai nazisti decine di concittadini robecchesi. Un viaggio questo che rientra in un progetto educativo di alto valore sociale, storico e linguistico voluto dall’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Fortunata Barni e dal dirigente scolastico Davide Basano, con il supporto fondamentale degli insegnanti Martina Baroni, Vincenzo Sorrentino, Gabriele Infante e Paola Cerini e la stretta collaborazione dei familiari dei deportati. Comune e Istituzione scolastica hanno lavorato in sinergia per permettere agli studenti di compiere al meglio il viaggio e in particolare per favorire gli scambi linguistici, anche grazie alla collaborazione con le Istituzioni tedesche: la municipalità di Kahla, l’associazione Walpersberger, la scuola tedesca partner del gemellaggio. Gli studenti, che hanno appena completato il primo ciclo triennale in cui è stata introdotta la lingua tedesca, hanno vissuto una importante esperienza formativa con visite culturali, momenti di condivisione con i loro coetanei tedeschi ma anche attimi di viva commozione nel corso delle cerimonie in ricordo delle vittime. Sono stati ospitati dal 9 al 13 maggio, presso famiglie di studenti di Kahla e in primavera i ragazzi tedeschi saranno ospitati a Robecco. «Mi auguro che lo scambio in atto sia solo la prima tappa di un percorso strutturato di condivisione culturale e umana con le famiglie di Kahla: i nostri ragazzi, per maturare un’idea di cittadinanza inclusiva, hanno un bisogno vitale di stimoli interculturali, tanto più se coniugati, come in questo caso, a una riflessione sulla nostra storia. Sono fermamente convinto che un popolo incapace di guardare al di là dei propri confini non abbia futuro», afferma il dirigente scolastico Davide Basano. In aula consiliare lo scorso 21 luglio gli studenti della 3ª G hanno potuto raccontare la loro esperienza in Germania e poi ricevere ciascuno una pergamena e un segnalibro in ricordo dalle mani degli amministratori e dei familiari dei deportati. «Abbiamo capito che un pezzo della nostra storia, una parte del nostro piccolo paese e dei nostri concittadini è lì, a Kahla, un luogo in cui, nonostante la distanza, ci sentivamo “a casa” perché era viva la presenza di Robecco. - hanno affermato i ragazzi - Al Walpersberg c’è una targa posta dal Comune di Robecco con la scritta “Perdonare ma non dimenticare”. Sono parole forti che ci hanno colpito: dopo tutto quello che è successo il perdono non è facile e scontato, a volte quasi incomprensibile, ma è importante per guardare al futuro in modo consapevole; non dimenticare è un invito alle nuove generazioni perché solo conoscendo, scoprendo e raccontando si può davvero tenere viva la memoria». E proprio sulla memoria e il ruolo delle nuove generazioni si è focalizzato l’intervento del sindaco Fortunata Barni: «Con questo progetto è stata scritta una nuova e importante pagina nella storia della nostra comunità. È stato compiuto un passo in avanti, andando oltre al ricordo dei fatti storici e alle commemorazioni rendendo protagonisti responsabili e propositivi i nostri studenti. Questa esperienza maturata dai ragazzi, lo scambio culturale e linguistico con i loro coetanei tedeschi, l’impegno a tramandare il ricordo di quanto è accaduto permettono di realizzare in modo concreto il desiderio dei nostri deportati e delle loro famiglie di mantenere viva la memoria attraverso i giovani che si sono attivati con successo. Credono nella pace, nella tolleranza, nella possibilità di costruire un mondo migliore per tutti, un mondo giusto senza barriere materiali o ideologiche. Questo è un progetto di grande valore che deve continuare a crescere, anno dopo anno. Un grazie di cuore a quanti lo hanno reso possibile». L’insegnante Martina Baroni ha aggiunto: «Il viaggio a Kahla è stato intenso e non facile, una grande esperienza di vita per i ragazzi. Hanno visto di presenza cose studiate nei libri di storia, i luoghi della deportazione e della sofferenza. Si sono messi in gioco e sono stati bravissimi». In aula consiliare erano presenti, tra gli altri, il vicesindaco Enzo Giovanni Barenghi e la consigliera comunale Alessandra Maltagliati che ha fattivamente collaborato alla stesura e realizzazione del progetto educativo con il sindaco Fortunata Barni e la professoressa Itala Ceruti, nipote di un deportato robecchese. «Ci sentiamo carici di una responsabilità grande: raccontare e testimoniare quello che abbiamo imparato e che nei giorni a Kahla abbiamo scoperto, visto e vissuto. Non è facile, ma ce l’abbiamo messa tutta. Ringraziamo coloro che ci hanno permesso di vivere questa grande esperienza di cui facciamo tesoro e che porteremo per sempre nei nostri cuori», hanno concluso i ragazzi che in maniera matura e spontanea hanno già iniziato, giorno dopo giorno, a dare il loro contributo per tenere viva la memoria sui tragici fatti del 1944 e le deportazioni di decine di robecchesi in Germania.
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Parte dal cuore verde di Milano la grande sfida contro l’abbandono dei rifiuti, attraverso processi di monitoraggio Web-Gis (sistema informativo geografico pubblicato sul web), controlli mirati e operazioni di pulizia che mettono in rete enti, cittadini e forze dell’ordine. Il Consorzio dei Comuni dei Navigli, nell’ambito della “Campagna di comunicazione e sensibilizzazione ambientale 2018”, ha presentato un sistema innovativo ed efficace per contrastare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti che potrebbe diventare un modello da seguire su scala nazionale. Il Consorzio, costituito da 21 Comuni, gestisce il ciclo integrato dei rifiuti in 20 Comuni consorziati dell’Ovest Milanese interessando le aree denominate Abbiatense, Magentino e Castanese per un bacino di circa 120 mila abitanti. Ne fanno parte: Albairate, Arluno, Bernate Ticino, Besate, Bubbiano, Busto Garolfo, Calvignasco, Casorate Primo, Cassinetta di Lugagnano, Castano Primo, Cisliano, Corbetta, Cusago, Inveruno, Mesero, Morimondo, Nosate, Ozzero, Vanzaghello e Vittuone. Nella sala consiliare del Municipio di Albairate lo scorso 26 giugno si è tenuto un tavolo tecnico, in cui ai sindaci dei comuni consorziati sono stati presentati tre progetti: il primo sul tema dell’abbandono dei rifiuti e del littering curato dalla società ARS Ambiente S.r.l. (Analisi, Ricerche e Servizi per l’Ambiente), il secondo e il terzo dalla società Ideal Service che riguardano rispettivamente la campagna contro le deiezioni canine nei luoghi pubblici e quella contro la dispersione dei mozziconi di sigaretta nell’ambiente che prevedono pure sentinelle ecologiche per il monitoraggio del territorio, con il compito di sorvegliare e proteggere lo spazio urbano dall’incuria, anche grazie al posizionamento e gestione di sistemi mobili di videosorveglianza. All’evento, oltre ai saluti portati da Giovanni Pioltini (Sindaco di Albairate), sono intervenuti, tra gli altri: Carlo Ferrè (Presidente del Consorzio dei Comuni dei Navigli); Giorgio Ghiringhelli (Presidente di ARS Ambiente S.r.l.); Gabriele Verona (Vice Direttore Divisione Servizi Ambientali di Idealservice Soc. Coop.); Christian Migliorati (Direttore del Consorzio dei Comuni dei Navigli). «Il Consorzio continua a sviluppare e innovare il sistema di gestione integrata dei rifiuti urbani nell’Ovest Milanese, con risultati che lo stanno imponendo a livello nazionale tra le migliori realtà del settore. - ha affermato il presidente Carlo Ferrè - È stata predisposta una campagna di comunicazione e sensibilizzazione con dei progetti che hanno lo scopo di contrastare in maniera efficace l’abbandono dei rifiuti, di formare gli operatori ed educare i cittadini al rispetto dell’ambiente. Anche in questo caso il Consorzio sta facendo da apripista elaborando un modello che potrebbe essere adottato su scala nazionale, essendo quello dell’abbandono dei rifiuti un gravoso problema che interessa tutte le comunità». Con il termine inglese “littering” si indica un comportamento scorretto che vede i rifiuti di piccole dimensioni gettati o abbandonati con noncuranza nelle aree pubbliche, anziché negli appositi bidoni o cestini dell’immondizia, con gravi conseguenze sull’ecosistema, la salute dei cittadini e anche sui conti pubblici. L’abbandono dei rifiuti, per esempio, incide per lo 0,82 % sui costi complessivi del Consorzio per la gestione dei rifiuti (dato da consuntivo 2017). Il Consorzio dei Comuni dei Navigli ha espresso l’esigenza di costruire un progetto dedicato al monitoraggio, la prevenzione e il contrasto al fenomeno dell’abbandono rifiuti nelle sue diverse forme che prevede: attivazione sistema informativo (web + app) di monitoraggio da impiegare nelle aree geografiche di competenza che permette di segnalare tempestivamente micro discariche e di intervenire in maniera adeguata; ricognizione annuale delle modalità di gestione dei rifiuti abbandonati; verifica delle norme e della giurisprudenza applicabili alle differenti tipologie di abbandono; specifiche modalità di intervento per contrastare le principali fattispecie di abbandoni; razionalizzazione delle modalità di gestione dei rifiuti rinvenuti; costituzione “tavolo abbandono rifiuti” tra Consorzio e Amministrazioni comunali; azioni di formazione, sensibilizzazione e comunicazione. Giorgio Ghiringhelli ha rilevato che l’abbandono dei rifiuti si affronta con la testa (comunicazione e informazione), il cuore (educazione e cultura ambientale, senso civico) e la pancia (controllo e sanzioni). Nell’Ovest Milanese, attraverso le azioni del Consorzio dei Comuni dei Navigli, è stato compiuto un altro importante passo per rispettare l’ambiente e salvaguardare la salute dei cittadini.
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Una nuova specie di grande interesse ha fatto la sua comparsa nelle scorse settimane nella Valle del Ticino: lo Storno roseo. Si tratta di un lontano parente dello Storno, specie da noi molto comune e frequentemente nidificante sugli edifici e nelle cavità degli alberi. Questa specie ha però la caratteristica di vivere abitualmente in Russia ed Asia centrale, e solo raramente nidifica in Unione Europea, in particolare in Ungheria e Bulgaria. Ogni tanto però (non tutti gli anni) questa specie orientale tende ad “invadere” l’Europa con migliaia di individui, per lo più alla ricerca di cibo, rappresentato in particolare dai frutti dei gelsi. In questi giorni numerosi storni rosei stanno comparendo qua e là sul territorio italiano, non succedeva da decenni, e per la prima volta sono apparsi anche nel Parco della Valle del Ticino. Il loro piumaggio è decisamente inconfondibile per la tinta generale rosa vivace alternato a un nero lucente e per una distintiva cresta, non presente nello Storno comune. “L’impegno speso nella conservazione del patrimonio naturale e nella sostenibilità degli interventi ha reso questo territorio protagonista, contribuendo concretamente alla protezione della natura– commenta il presidente Gian Pietro Beltrami -. L’individuazione dei siti di interesse comunitario, finalizzati a garantire la conservazione degli habitat e delle specie animali e vegetali tutelate dalle normative europee, hanno consentito l’equilibrio tra sviluppo economico e qualità ambientale del territorio. Fattore indispensabile per il mantenimento di tale equilibrio è la salvaguardia del patrimonio di biodiversità, la sua trasformazione in un grande valore naturale e culturale rende possibile la conservazione di questo prezioso patrimonio naturale”. La prima comparsa dello Storno roseo nel Parco del Ticino è stata documentata nell’ambito delle attività di monitoraggio ornitologico del Progetto LIFE “Ticino Biosource”, co-finanziato da Commissione Europea e Fondazione Cariplo, che vede il Parco del Ticino come ente capofila e Fondazione Lombardia Ambiente e Graia quali partner scientifici. “La scelta di implementare in modo importante l’attività di monitoraggio, operata dall’Ente alcuni anni fa, è stata più volte premiata da osservazioni particolarmente significative, che confermano ogni volta di più il ruolo del Parco dl Ticino come corridoio ecologico ma anche come area in cui nuove specie possono trascorre parte dei loro cicli vitali – aggiunge il consigliere Fabrizio Fracassi -.Ciò sottolinea l’estrema valenza naturalistica del nostro Parco per la cui analisi non si deve trascurare il contesto territoriale in cui è inserito: siamo nel pieno della industrializzata e agricola pianura padana, a pochi chilometri da Milano e dal suo hinterland . Tutto ciò depone assolutamente a favore della gestione operata dal Parco nei suoi oltre 40 anni di vita”.
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Gli animali domestici sono fedeli compagni di vita. Entrano nella nostra casa da piccoli o addirittura ci sono nati. Nel corso degli anni, giorno dopo giorno, condividono tutte le nostre gioie e dolori e non fanno mancare mai il loro supporto. Il grande filosofo tedesco Arthur Schopenhauer disse che “Chi non ha avuto un cane non sa cosa significhi essere amato”. Esiste un legame forte con l’uomo. L’animale domestico è parte integrante della propria famiglia e fedele compagno, soprattutto quando si vive da soli. Ecco perché la morte del proprio animale è sempre un evento drammatico. E al momento della sua dipartita, diventa naturale dare dignità all’ultimo saluto. Tante persone soffrono, come se a venir meno fosse un proprio caro. «Sono più di 20.000 anni che condividiamo la nostra vita con i cani e negli ultimi anni questo legame è diventato sempre più stretto. - sottolinea Michele Caricato, istruttore cinofilo ed esperto di livello internazionale della relazione tra uomo cane - Pertanto, è molto più naturale di quello che pensiamo desiderare il massimo e avere la possibilità di elaborare il distacco nella maniera più vicina al nostro modo di essere». Il punto è sapere bene che cosa si deve fare dopo la dipartita del nostro animale, come affrontare questo infelice evento. Una cosa è certa: la carcassa non può essere smaltita in maniera illegale. Ci sono adempimenti burocratici da rispettare, come la denuncia di morte presso l’anagrafe canina regionale. Una delle pratiche è, affrontandone i relativi costi, quella di dargli una degna sepoltura in un cimitero per cani (se esiste nel proprio comune o nelle zone circostanti) oppure, in un terreno di proprietà o nel giardino (se abbastanza grande), previa autorizzazione delle competenti autorità e seguendo poi precise modalità. Occorrerà il certificato del veterinario che ne attesti la morte e l’assenza di malattie infettive e, inoltre, dovrà essere disattivato il microchip. La fossa dovrà essere delle dimensioni adatte a ricevere il corpo del cane e neanche troppo profonda. Altra soluzione è di affidarsi al proprio veterinario (o a una clinica per animali), dandogli l’incarico di occuparsene destinando la carcassa a una delle ditte che effettuano la cremazione a fronte del pagamento di una modesta somma. Ma non tutti sanno che, spesso, in questo casi il nostro amato Fido andrebbe incontro a una cremazione collettiva, cioè insieme a tante altre carcasse di animali. Non sarà possibile, quindi, chiedere la restituzione delle ceneri e conservarle in un’urna. «È sempre toccante vedere quanto amore ci sia nei proprietari di cani e quanto tengano a darne prova rendendo la sua dipartita degna della devozione che il compagno peloso ha dimostrato loro per tanti anni», afferma Mattia Rossi, responsabile del servizio cremazione e cremazione singola presso il moderno e attrezzato Centro Cinofilo della Viola di Marcallo con Casone (http://centrocinofilodellaviola.com), alle porte di Milano. Questa realtà, che rappresenta un valido punto di riferimento per l’area Sud Ovest della Città Metropolitana di Milano, può garantire, al modico costo di 250 euro, un servizio completo e dignitoso per dare l’ultimo saluto a Fido che include una vera e propria cerimonia funeraria alla quale assistono i proprietari, parenti e amici, la cremazione singola dell’animale e la consegna delle ceneri in un’urna (anche questa scelta dai proprietari). Nel suo libro “Pets - Come gli animali domestici hanno invaso le nostre case e i nostri cuori”, Guido Guerzoni, docente dell’Università Bocconi di Milano, ha posto l’accento sul radicale cambio di atteggiamento dell’uomo nei confronti degli animali domestici, complice anche l’evoluzione culturale della società. Una volta i cadaveri degli animali venivano abbandonati, gettati tra i rifiuti o, nella migliore delle ipotesi, seppelliti da qualche parte. Tutte forme illegali che attualmente avrebbero gravi conseguenze penali ed economiche. Oggi la dipartita del proprio animale domestico è un evento funesto, una perdita dolorosa e nel rispetto della legge si possono adottare diverse soluzioni. Negli Stati Uniti le cerimonie funebri per animali ammontavano già a 500.000 mila nel 2013. La cremazione comunque resta a livello mondiale la pratica più diffusa, soprattutto se fatta in maniera singola all’interno di una dignitosa e discreta cerimonia di addio, come accade nel Centro Cinofilo della Viola. È quello che meritano i nostri cari animali domestici che, oltre alla compagnia e all’affetto, come dimostrato da studi scientifici, possono aiutare solo con la loro affettuosa presenza, a superare disturbi cronici e svariate patologie.
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Alcune alterazioni congenite alterano la conduzione dell’impulso elettrico cardiaco e possono causare aritmie molto pericolose. Altre anomalie dello sviluppo di strutture cardiache possono rimanere silenti alla nascita ma possono determinare patologie nell’età adulta. Nella grande maggioranza dei casi il semplice elettrocardiogramma (ecg), la visita specialistica cardiologica, la misurazione della pressione arteriosa può mettere in evidenza queste patologie e/o identificare soggetti a rischio. Il progetto prevede la valutazione dei bambini all’età di 9 anni (IV anno della scuola primaria) mediante l’esecuzione di un elettrocardiogramma, misurazione della pressione arteriosa e valutazione specialistica cardiologica, e un successivo ed eventuale completamento diagnostico di secondo livello in ambiente ospedaliero nei bambini risultati positivi. Si considera questa età della vita del bambino in quanto spesso ha inizio un’attività semi-agonistica. Inoltre, presumibilmente, sono passati alcuni anni dall’ultima valutazione cardiologica pediatrica (ECG al momento della nascita). L’elettrocardiogramma a riposo, la determinazione della pressione arteriosa e la visita cardiologica viene svolta nelle scuole di Legnano da parte di uno specialista cardiologo e di un infermiere, previo consenso scritto da parte dei genitori. L’ecg permette di valutare aritmie cardiache, situazioni pro-aritmiche, presenza di cardiopatie congenite. La misurazione della pressione arteriosa di intercettare la presenza di eventuali alterazioni distrettuali come nel caso della coartazione aortica, valori alterati nei bambini obesi. La visita specialistica cardiologica, infine, può indagare l’eventuale presenza di soffi cardiaci e le caratteristiche dei polsi periferici. Da questa indagine ci si aspetta che una percentuale intorno al 3% dei bambini possa essere avviata a esami di secondo livello da effettuare presso la struttura ospedaliera (ecocardiogramma, ecg sec Holter, test ergometrico, RMN-cardiaca). Personale coinvolto. Medici specialisti: dottor Maurizio D’Urbano (Direttore Unità operativa di Cardiologia ASST Ovest Milanese); dottor Paolo Vicinelli (Dirigente Medico Unità operativa Cardiologia Magenta). Personale infermieristico degli ambulatori di Cardiologia di Legnano: Amelia Zava, Elena Bollati, Simona Salmoiraghi, Adele Bocchino, Roberta Podda. L’attività ha preso il via a fine marzo 2018. Attraverso il Comune di Legnano sono state interessate le scuole elementari presenti sul territorio cittadino: 11 scuole, 27 classi, per un totale di 584 bambini. A oggi hanno aderito 5 scuole primarie: Arca dell’Istituto Tirinnanzi, Manzoni, Pascoli, Mazzini e Deledda. I bambini esaminati sono 63 (le tre classi quarte dell’Arca): nessun bambino ha richiesto approfondimenti clinici di secondo livello. Il Progetto è realizzato con il contributo economico della Fondazione Ticino Olona (che ha donato 4mila euro), della Fondazione degli Ospedali di Abbiategrasso, Cuggiono, Legnano, Magenta onlus (che ha donato 4mila euro) e dell’Associazione Amici del cuore Altomilanese (800 euro). L’associazione Collaboratrici volontarie dell’Ospedale di Legnano ha donato un elettrocardiografo specificatamente per l’indagine.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Da 10 anni FIAB Abbiategrasso Abbiateinbici, in occasione della settimana europea della mobilità sostenibile che si tiene a settembre, effettua il censimento dei ciclisti, e ancora una volta abbiamo avuto conferma della passione dei cittadini abbiatensi per la bicicletta, con circa il 15% della popolazione attiva che si muove abitualmente a pedali. Inoltre quest'anno abbiamo voluto capire meglio i flussi di traffico nel centro storico: a questo scopo abbiamo contato quante persone a piedi, in bici o in auto sono transitate dalle quattro direttrici da cui i veicoli entrano/escono dal centro (via Negri/piazza Castello, via Annoni, via XX settembre, ponte di San Pietro), tra le 10 e le 11 del mattino di un giorno di mercato; abbiamo anche calcolato il tempo medio di permanenza dei veicoli in centro, e il numero di auto in sosta nel periodo monitorato. Il conteggio è stato ripetuto più volte in diversi giorni di mercato sempre con tempo soleggiato e clima mite (temperature tra 16 e 22 °C), fornendo dati molto simili e confermando quindi la attendibilità del monitoraggio. Una prima verifica dell'impatto sul traffico in centro del doppio senso di circolazione sul ponte di San Pietro, fatta venerdì 10 novembre dopo circa tre settimane di sperimentazione, ha mostrato un significativo aumento del numero totale di veicoli in transito. Presentando il nostro lavoro al sindaco Nai e al vicesindaco Albetti una settimana fa, abbiamo evidenziato come, secondo noi, per risolvere il problema del traffico in centro sarebbe meglio scoraggiare l'ingresso delle auto piuttosto che facilitarne il deflusso aprendo altre vie di uscita, e abbiamo suggerito di avviare una sperimentazione che preveda la attivazione della ZTL dalle 9 alle 12 del martedì e venerdì, in concomitanza con la massima affluenza di pedoni e ciclisti verso il mercato; abbiamo anche segnalato la necessità di provvedimenti di moderazione del traffico in via Leonardo da Vinci e di attività di controllo da parte della polizia urbana nella zona 30 di corso san Pietro/ via Legnano.

Il Consiglio Direttivo di
FIAB Abbiategrasso Abbiateinbici
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VALUTAZIONE DEL TRAFFICO NEL CENTRO STORICO DI ABBIATEGRASSO

A completamento dei dati raccolti nella Settimana europea della mobilità sostenibile e con la volontà di collaborare alla miglior conoscenza del traffico nel centro storico, abbiamo monitorato i passaggi di pedoni, biciclette ed autoveicoli nelle mattinate di alcuni giorni di mercato di fine settembre/inizio ottobre 2017 (sempre in giornate di bel tempo). Nei giorni di rilevamento l’uscita degli autoveicoli dal centro era possibile solo da via XX Settembre, mentre gli ingressi erano da via Negri, via Annoni e dal ponte di San Pietro. La situazione rilevata può servire da confronto per valutare gli effetti della modifica viabilistica di Corso Italia. I dati raccolti ci hanno permesso di rispondere in modo quantitativo alle domande che abbiamo qui sotto riportato. Tutti i dati riportati sono relativi ai passaggi tra le 10 e le 11 del mattino di un giorno di mercato, salvo diversa indicazione.
Quanti pedoni /biciclette/autoveicoli entrano e escono in un'ora, tra le 10 e le 11, nel centro storico?
° oltre 3000 pedoni, quasi 1600 biciclette e 307 autoveicoli. Ogni 100 automezzi transitano più di 500 biciclette e 1000 pedoni; i pedoni sono 10 volte e i ciclisti 5 volte più numerosi delle auto;
° le auto per lo più hanno a bordo solo il guidatore; una su dieci ha anche un passeggero;
° in sintesi: delle circa 4900 persone che si muovono in un'ora nel centro storico, 4600 sono a piedi o in bici e solo 300 in auto.
I furgoni, quanti sono?
° i mezzi che trasportano merci più quelli di servizio (Comune, trasporto disabili, scuolabus, spazzatura, ecc.) creano dal 10 al 15% del traffico, pur considerando che alcuni entrano ed escono ripetutamente dal centro per le proprie funzioni;
° il 90% del traffico è dato dalle auto.
E le moto?
° Il traffico di motociclette e motorini è irrilevante
Da dove passano i ciclisti e i pedoni?
° 2500 pedoni e 1300 bici si suddividono equamente tra tre direttrici: ponte di San Pietro, via XX Settembre/via Annoni, piazza Samek/Corso San Martino.
° 500 pedoni e 250 biciclette transitano da piazza Castello
Quanti sono gli autoveicoli e da dove entrano nel centro?
Tra le 10 e le 11 sono entrati 307 veicoli:
° la metà (47%) arrivano da via Negri, dirigendosi in eguale proporzione verso via Cantù e via Matteotti;
° poco più di un quarto (28%) entrano dal ponte di San Pietro, quasi tutti svoltano a sinistra in via San Carlo in cerca di un parcheggio; questi automezzi escono da via XX settembre un po' più velocemente (5-7 minuti in meno) di chi entra dagli altri accessi;
° da via Annoni entra il rimanente 25%, 1 su 5 di questi veicoli svolta in via Solferino e quindi in via XX Settembre per uscire subito dal centro.
Quanto tempo restano nel centro?
Ogni 10 veicoli che entrano in centro 8 ne escono entro mezz'ora, con tempi di permanenza riportati qui sotto:
° 3 attraversano il centro in meno di 10 minuti, ciò significa che in un'ora 90 veicoli passano senza fermarsi;
° 3 se ne vanno in meno di 20 minuti;
° 2 escono entro mezz’ora;
° nel complesso, l'80% delle vetture (circa 250 automezzi in un'ora) si ferma in centro meno di 30 minuti, cioè quanto basta per bere rapidamente un caffè, considerando che un po' di tempo viene impiegato per cercare parcheggio;
Tutti quelli che entrano escono in tempi brevi?
° No, alcuni si fermano anche più due ore: 55 degli oltre 300 veicoli entrati tra le 10 e le 11 non sono usciti entro mezzogiorno; dunque, una piccola quota (il 18%) degli automezzi entrati il centro durante il nostro campionamento vi è rimasta a lungo; verosimilmente, si tratta di residenti o lavoratori che dispongono di parcheggio riservato.
Quante sono e dove vengono parcheggiate le auto in sosta?
° Gli automezzi in sosta regolare lungo strade e piazze sono risultati 119, altri 57 erano in zone vietate, cioè ogni tre veicoli parcheggiati uno avrebbe dovuto essere multato. Nel conteggio non sono compresi i veicoli in aree private o garage interrati, né quelli in piazza Cavour.
E’ di più il traffico dei pedoni, delle bici o delle auto?
Nelle vie a traffico promiscuo i pedoni e ciclisti sono molto più numerosi delle auto:
° sul ponte di San Pietro in un'ora abbiamo contato 1139 persone in movimento attivo (714 pedoni, 425 bici) e 86 automezzi: ci sono quindi 13 persone a piedi o in bici per ogni auto, ovvero 8 pedoni e 5 ciclisti per veicolo;
° in via XX Settembre i 936 passanti (621 pedoni, 315 bici) sono stati il triplo dei veicoli (302), ovvero ci sono 3 persone a piedi o in bici (2 pedoni e 1 ciclista) per ogni auto.
Quanto è il traffico di automezzi in corso XX Settembre?
° Tra le 10 e le 12, sono transitati 595 autoveicoli, cioè circa 5 al minuto, per la quasi totalità provenienti da via Piatti (il 5% provengono da via Solferino e pochissimi dalla direzione di piazza Marconi).
° Abbiamo inoltre rilevato che il traffico è particolarmente intenso tra le 12.15 e le 13.30 quando in poco più di un'ora passano quasi 500 auto, pari a 7 al minuto (ovvero una ogni 9 secondi), con una frequenza dei passaggi del 50% più alta di quanto osservato nelle ore precedenti.
° L’attesa al semaforo di Piazza Cavour genera una coda che raggiunge via Piatti per complessivi 21 minuti su 2 ore. Sottolineiamo nuovamente che tutti i dati qui sopra presentati sono relativi all’ora tra le 10 e le 11 del mattino di un giorno di mercato; solo per le auto in corso XX settembre sono riportati anche alcuni dati ottenuti dal monitoraggio che lì si è prolungato fino alle 13:30
Come si è modificato il traffico con l'introduzione del doppio senso di circolazione sul ponte di san Pietro?
° Venerdì 10 us tra le 10 e le 11 (leggera foschia, temperatura attorno ai 10 °C) da via XX settembre e dal ponte di San Pietro in direzione via Manzoni sono transitati in totale 349 veicoli, ripartiti in egual misura tra le due vie, con un aumento di quasi il 20% del traffico in uscita e dunque con un netto peggioramento dell'inquinamento urbano.

Il Consiglio Direttivo di FIAB Abbiategrasso Abbiateinbici
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5^giornata di ritorno
HR SOLUTIONS USSGB Abbiategrasso 71
Progetto CBC Basketschool 63
(23-15; 24-16; 12-14; 12-18)
HR SOLUTIONS Ussgb: Restelli ne, Sacchi 13, Marcone 20, Facchi G. ne, Comelli ne, Invernizzi B. 18, Orlandi 8, Facchi M. ne, Lonati ne, Mangiarotti, Muzio 6, Invernizzi G. 6, All.re Gerosa E. vice Morone D.
Show Camp Basketschool: Gorlezza ne, Chiesa ne, Ragazzoni, Meda 6, Varliero 18, Maltagliati 2, Banfi 8, Cagner 14, Parini 6, Carnevale 2, Castiglioni 3, Beppato 4. All.re Annese
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Conquistati 2 punti importanti: in primis in ottica salvezza e, pur rimanendo con i piedi saldamente per terra, anche in ottica playoff. Con una bella prova di squadra e di orgoglio, in uno scontro sempre acceso, l’USSGB si prende una vittoria di carattere, determinazione, voglia contro lo Show Camp Basketschool Corbetta. Il successo abbiatense è maturato sostanzialmente nei primi venti minuti, resistendo poi con qualche patema d’animo al forcing finale degli ospiti. Gli abbiatensi entrano bene in partita, mostrando subito gli “occhi della tigre” (12-4 a 6:43) e costringendo ad un time out obbligatorio gli ospiti; Varliero con 5 punti filati porta Corbetta a contatto (12-10 a 4:30), ma c’è subito la pronta risposta di Marcone, già a quota 10 alla prima sirena e vantaggio ristabilito (23-15). Pirotecnico inizio di secondo quarto: Abbiategrasso non fa segnare gli avversari per 3 minuti, (15-0 il parziale) e la 4 bomba di Marcone dà il massimo vantaggio interno (38-15 a 7:05). Ci prova sempre Varliero a scuotere i suoi; Corbetta recupera (41-25 a 4:02), ma un buon Sacchi uscendo dalla panchina (7 punti), un ottimo Bruno Invernizzi (8 pt e 9 rimb) e il bomber Marcone (20 punti in 20 minuti) mantengono il vantaggio ben oltre la doppia cifra 47-31 all’intervallo lungo. Ancora Varliero (il migliore tra gli ospiti) e Banfi con due bombe consecutive ricuciono, complice anche l’infortunio alla caviglia di Marcone, out per il resto del match, che priva coach Gerosa di uno dei terminali offensivi di riferimento (51-41 a 4:00). Il terzo parziale si chiude poi con 2 siluri di Bruno Invernizzi e un canestro di Sacchi, 59-47 al 30′. Nell’ultimo quarto si accende Cagner (9 pt) che con Beppato (2 viaggi pieni in lunetta) rimettono in discussione la partita, 61-58 a 4:27, (parziale 2-13) con l’Ussgb autrice di tanti errori al tiro, palle perse, mancate rotazioni difensive; ad interrompere il momento negativo ci pensa Orlandi, che sale in cattedra con una penetrazione mancina e 2-2 ai liberi, dando fiato ai suoi 65-58 a 3:06 dal termine. Ultimo brivido con la bomba di Castiglioni, ancora colpevolmente troppo libero (65-61 a 1:40); la partita si decide con il rimbalzo d’attacco e fallo subito sul suo errore del capitano Giovanni Invernizzi, mentre Bruno Invernizzi ancora con penetrazione mancina segna il canestro della staffa (67-61 a 40 secondi dalla sirena). Il fallo sistematico su Mattia Sacchi non dà frutti, 4-4 dalla linea della carità e partita chiusa sul 71-63. Mvp Bruno Invernizzi, una partita di grande sostanza: doppia doppia da 18 punti e 15 rimbalzi, 7-13 dal campo, 4 assist per un sontuoso 30 di valutazione! Muzio (6 punti, 6 rimbalzi, 2 stoppate) e Giovanni Invernizzi (6 punti, 5 rimbalzi e 1 stoppata) si battono alla pari con i lunghi ospiti mettendo fieno in cascina, mentre Marcone è un rebus irrisolto per Corbetta nei primi venti minuti (20 punti con 3-6 da 2, 4-7 da 3, 2-2 ai liberi). Ottimo, infine, l’impatto di Sacchi, che da vero elemento di rottura esce dalla panchina ed è subito on fire con 7 punti nel secondo quarto, finisce in doppia doppia da 13 punti e ben 10 rimbalzi, e nonostante qualche errore di troppo dal campo (3-11), con il suo 6-6 ai liberi chiude la partita. Prossimo appuntamento: domenica 24 febbraio a Rho per la sfida contro la Leoniana, con palla a due alle 20.30.
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La polizia locale di Magenta, nella relazione sulla attività 2018, indica quante denunce per maltrattamento agli animali ha ricevuto mentre non riporta nulla sui pedoni e ciclisti coinvolti in incidenti stradali. Mi auguro che sia perché non ce n’è stato nessuno. Temo invece che sia per quel diffuso atteggiamento mentale secondo il quale gli incidenti stradali che coinvolgono persone a piedi o in bici sono eventi sporadici, non prevenibili e casuali per i quali non c’è nulla da fare. Nel 2017 in Italia oltre 40mila pedoni e ciclisti sono stati feriti e 852 sono morti. Nello stesso anno ci sono stati 123 femminicidi, 234 omicidi di uomini, 294 morti per droga -anche questi morti evitabili- per prevenire i quali l'opinione pubblica chiede giustamente interventi efficaci. Gli “utenti fragili” vittime della strada sembrano invece essere un trascurabile danno collaterale del traffico. Muore un ciclista ogni 32 ore, quasi uno al giorno, e il 60% degli incidenti mortali avvengono in città. La maggior parte degli incidenti (quasi il 90%) avviene di giorno, per lo più a causa della distrazione dell'autista del mezzo investitore; eppure troppo spesso la cronaca riporta che il ciclista “non era ben visibile” e “non aveva il casco, il giubbotto ad alta visibilità, lo specchietto retrovisore o altro”. Ma quando 2 tonnellate di lamiera, vetro e plastica impattano contro una bicicletta non esiste attrezzatura di sicurezza che possa evitare danni al ciclista. E cosa suggerire ai pedoni per evitare lesioni da incidente stradale: state in casa e uscite solo in auto? Ad Abbiategrasso, in gennaio 2019, sono stati investiti 4 pedoni (il 15 gennaio ben due in via Cavallotti e uno in via Novara; il 25 gennaio un altro in via Pavia), tutti stavano attraversando la strada sul passaggio pedonale e tutti gli automobilisti si sono giustificati dicendo ”non mi sono accorto!”. A chi va in bici o a piedi va garantita la massima sicurezza e riconosciuto il merito di ridurre l’inquinamento e di consentire agli automobilisti di poter circolare: se tutti i pedoni e i ciclisti decidessero di muoversi in auto il traffico sarebbe perennemente bloccato.

Abbiateinbici Fiab
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Sono trascorsi ormai più di quattro mesi da quando l'Amministrazione Comunale ha istituito il Nucleo Osservatori Civici; il Comune di Abbiategrasso ha selezionato i cittadini idonei, che hanno poi partecipato ad alcune sedute formative presso il Comando di Polizia Locale. Ora il Nucleo è nel pieno della sua l’attività per cui è stato istituito, ovvero individuare e segnalare eventuali problemi e necessità di intervento, assistenza, tutela e sorveglianza ambientale (prevenzione atti di vandalismo, salvaguardia del territorio, segnalazione danni, segnalazioni situazioni di disagio), monitoraggio del decoro e dell’arredo urbano, informazione e orientamento ai passanti e ai turisti soprattutto in occasione di eventi culturali o sociali. Risalgono ormai a giovedì 11 ottobre 2018 le prime uscite, che si svolgono principalmente nelle zone centrali della città, nei parchi pubblici ed al cimitero. "La squadra è attualmente composta da 8-9 persone - spiega l'osservatore civico Giosofatte Cavallaro (nella foto a destra) - effettuiamo la turnazione, siamo persone di una certa età, ma lo facciamo con molto entusiasmo. I risultati li vediamo perchè i cittadini ci ascoltano. La gente quando ci incontra, ci gratifica: gli abbiatensi hanno capito cos'è l'osservatore civico, vale a dire una persona che controlla il territorio e che avverte le forze dell'ordine se c'è qualcosa che non va. Le zone che controlliamo sono quelle del centro città, Piazza Castello, il parco della Fossa e il cimitero. Siamo attivi in città quasi tutti i giorni e la nostra presenza è molto importante".
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In bicicletta Sabato 6 e Domenica 7 aprile, Ciclovia Vicenza, Treviso, Jesolo. FIAB Abbiateinbici organizza, nel primo fine settimana di aprile, una gita di due giorni sulle più belle ciclovie del Veneto. Si percorreranno circa 60 Km al giorno, tutti in piano, quasi completamente su percorsi senza traffico veicolare. Sabato mattina, in autobus con rimorchio portabici, si raggiunge Vicenza dove si visita il Teatro Olimpico. Pedaleremo lungo la bella ciclabile che segue il fiume Bacchiglione e poi la nuovissima pista ciclabile sul percorso della ferrovia dismessa Ostiglia – Treviso dove si cena e pernotta. La Domenica mattina, visita al centro storico di Treviso e quindi partenza lungo la ciclabile del fiume Sile in un ambiente verdissimo ed affascinante. Con un’altra ciclabile si segue poi il canale Taglio del Sile, realizzato quattro secoli fa dalla Serenissima per difendere la laguna dall’insabbiamento. A Jesolo riprendiamo l’autobus per il ritorno. Informazioni per telefono (o sms) al 349 4629942 o mail a fiababbiateinbici@gmail.com oppure il mercoledì sera presso la sede FIAB Abbiateinbici al Bar Marta in via Gian Galeazzo Sforza 76. Iscrizioni entro il 10 Febbraio.
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“Trenord ha finalmente aperto un bando per l’assunzione di 200 fra macchinisti e capitreno, iniziando quindi ad affrontare la criticità della cronica assenza di personale. Era ora che Trenord, come chiediamo da tempo con atti istituzionali in Consiglio, iniziasse ad affrontare questa grave lacuna che, purtroppo, la maggioranza ha sottovalutato per molti mesi”. E’ quanto ha affermato il consigliere del M5S Lombardia Nicola Di Marco, che già a novembre scorso nel corso della discussione della risoluzione sul trasporto ferroviario aveva portato all`attenzione del Consiglio regionale la problematica, con un emendamento approvato dall`aula contenente la richiesta di un nuovo piano assunzioni straordinario. “Oltre alla vetustà di una parte del parco rotabile, infatti, la maggior causa di ritardi e soppressioni è legato proprio la carenza di personale e questo ‘bando’ per l’assunzione di di personale lo attesta nuovamente” ha proseguito Di Marco, ricondando che “nel 2016, dopo l`intervento dell`Agenzia nazionale per la sicurezza ferroviaria che segnalò uno spropositato utilizzo dell`istituto dello straordinario, ci fu un vero e proprio boom di soppressioni e ritardi in tutta la Lombardia”. “Quindi, possiamo dire ‘meglio tardi che mai’ ma ora l`azienda deve proseguire ancora con questa linea, tenendo anche in considerazione le possibili evoluzioni normative che tra qualche mese potrebbero portare alla pensione numerosi dipendenti” ha continuato il consigliere pentastellato, annunciando che “come M5S continueremo a monitorare la situazione per assicurare che il potenziamento del personale si traduca effettivamente in un miglioramento del servizio”. “In questi mesi però non siamo stati a guardare – ha concluso – attivando fin da subito una interlocuzione con il ministro alle Infrastrutture e Trasporti, Danilo Toninelli, che successivamente ha portato alla decisione condivisa con il gruppo FS per il distacco da Trenitalia a Trenord di circa 20 lavoratori oltre che alla consegna, fino ad oggi, di circa 15 treni che sono attualmente in servizio sulla rete ferroviaria della Lombardia”.
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Il 4 Novembre cade l'anniversario della morte di San Carlo Borromeo nel 1584, la storia racconta che il cardinale, malato e moribondo, stava scendendo sul barcone del Naviglio verso Milano. Raggiunta la località di Castelletto, una folla di fedeli si apprestò alla riva per salutare l'Arcivescovo, già in odore di santità. I fedeli colta l'occasione, domandarono al Borromeo di elevare la chiesa a Parrocchia, visto che all'epoca dipendeva da Vermezzo. Sua Eminenza acconsentì alla richiesta, e sempre secondo da quanto tramandato, come pegno della nobile promessa diede il suo berretto cardinalizio alla chiesa di Sant'Antonio. Successivamente il Borromeo morì a Milano, ma fu il nobile cardinale Federico Borromeo ad elevare Castelletto a parrocchia nel 1609. Da allora si conserva la veneratissima reliquia del Berretto di San Carlo, che accompagna la storia di Castelletto e della sua chiesa. Quando nel secolo XVII imperversava la peste detta del Manzoni, si fece una solenne processione per scongiurare il morbo mortale, e anche nel 1918 quando, dopo la Grande Guerra, l'Europa fu colta dalla terribile epidemia di "spagnola", si fece una grande e solenne celebrazione per scongiurare il temibile contagio, che a Castelletto colpì solo quindici persone. Oggi, come allora, ogni ricorrenza del 4 Novembre viene esposta la suddetta reliquia, in ricordo di San Carlo e della storia di Castelletto.

Articolo di: Alessio Benassi
Fotografie di: Julio Araya Toro
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UN PO' DI STORIA

San Carlo Borromeo (Arona, 2 Ottobre 1538 – Milano, 3 Novembre 1584) è stato un cardinale e arcivescovo cattolico italiano, venerato come santo dalla Chiesa Cattolica. Canonizzato nel 1610 da Papa Paolo V a soli 26 anni dalla sua morte, San Carlo è considerato tra i massimi riformatori della Chiesa Cattolico-Romana nel XVI secolo, assieme a sant'Ignazio di Loyola e san Filippo Neri, nonché anima e guida della Controriforma Cattolica. Tra le riforme di maggior importanza da lui proposte e accettate dal Concilio di Trento, vi fu l'istituzione dei seminari per la formazione dei presbiteri e la loro educazione. Era nipote, per parte di madre, di Papa Pio IV.

Ricerca Storica di: Julio Araya Toro
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Dalla metà di gennaio anziani in condizioni di fragilità e disabili in possesso dei requisiti previsti potranno presentare domanda per ottenere un voucher che può migliorare la loro qualità della vita. La disponibilità complessiva delle risorse messe a disposizione dalla Regione Lombardia è di 6.480.000 euro: 3 milioni per gli over 65 anni, altrettanti per i disabili e 480.000 per gli anziani che vivono nell’Area interna dell”Appennino Lombardo, Alto Oltrepò pavese’. “I voucher – spiega l’assessore alle Politiche per la famiglia, Genitorialità e Pari opportunità, Silvia Piani – vengono riconosciuti tramite gli enti capofila dei 96 Ambiti lombardi: comuni, comunità montane, consorzi e aziende speciali. Quindi sono molto mirati. Sono finalizzati all’attivazione di servizi nei settori casa, rete familiare e comunità, intesa come ambiente di vita. Perciò consentono, secondo modalità innovative, una presa in carico che mira al benessere psicofisico dei beneficiari così da rendere più vivibili le loro giornate. Il che significa poi garantirne l’autonomia, facilitarne il movimento e la socializzazione”. La prima linea d’intervento, da 3 milioni di euro, è rivolta a quanti hanno più di 65 anni, con Isee non superiore a 20.000 euro, che vivono nel proprio domicilio, con condizioni di compromissione funzionale lieve o che causa una minore cura di sé e dell’ambiente domestico. Ma anche di povertà relazionale, intesa come rarefazione delle relazioni familiari e dei rapporti di amicizia. “Possono beneficiare della misura – aggiunge l’assessore Piani – anche gli anziani che si occupano di familiari non autosufficienti con necessità di sollievo e di supporto. La finalità principale è garantire agli anziani che vivono in condizione di vulnerabilità la possibilità di rimanere al loro domicilio consolidando o sviluppando l’autonomia personale e relazionale”. Per l’Area interna ‘Appennino Lombardo, Alto Oltrepò pavese, Regione Lombardia ha previsto una dotazione aggiuntiva, di 480.000 euro (100 voucher) per contrastare i fenomeni dello spopolamento e marginalità. “In considerazione – dice Silvia Piani – della specificità del territorio”. Una seconda linea d’intervento, sempre con una dotazione di 3 milioni di euro, si rivolge a giovani e adulti con disabilità a forte rischio di esclusione sociale, di età pari o superiore a 16 anni e con Isee non superiore a 20.000 euro. “Questa misura – continua l’assessore Piani – è rivolta a coloro che presentano un livello di compromissione funzionale che consenta tuttavia un percorso di acquisizione di abilità sociali e relative all’autonomia nella cura di sé e dell’ambiente di vita, nonché nella vita di relazione”. Ai destinatari, in coerenza con le aree individuate nel Progetto individuale (Pi), verrà assegnato un voucher nominativo di 4.800 euro a copertura delle azioni di presa in carico, gestione e prestazioni/servizi ricevuti direttamente, in un’ottica multidimensionale. “Già dal 2 gennaio (data di pubblicazione dell’Avviso) – continua l’assessore – gli Enti capofila degli Ambiti hanno potuto avviare le procedure di diffusione e pubblicizzazione delle opportunità di accesso così da predisporre le procedure per la raccolta delle domande. Chi ha i requisiti può presentare domanda al Comune/Ambito di appartenenza, a partire dal 15° giorno dalla data di pubblicazione dell’Avviso, per i dodici mesi seguenti, salvo proroghe. Le richieste verranno valutate secondo una procedura ‘a sportello’, cioè fino ad esaurimento delle risorse disponibili per ciascun Ambito”. “Gli Enti capofila – conclude Silvia Piani – raccoglieranno le domande in base all’ordine cronologico di presentazione e procederanno quindi alla verifica dei criteri di ammissibilità. All’esito positivo effettueranno la valutazione multidimensionale del richiedente, individuando un responsabile (case manager) e predisponendo la proposta di Progetto individuale (Pi). In seguito all’istruttoria, la documentazione verrà trasmessa alla nostra direzione ‘Politiche per la Famiglia, Genitorialità e Pari Opportunità’, che procederà alla sua validazione. Successivamente, l’Ente capofila provvederà a fare sottoscrivere il Progetto individuale al destinatario dell’intervento e avvierà le attività secondo quanto definito nel Progetto”. Di seguito le risorse per anziani (voucher anziani) e per disabili (voucher disabili) negli Ambiti dell’Ats della Citta’ Metropolitana di Milano:
– Abbiategrasso: 24.000 euro (5 voucher) – 24.000 euro (5 voucher)
– Binasco: 14.400 euro (3 voucher) – 14.400 euro (3 voucher),
– Castano Primo: 19.200 euro (4 voucher) – 19.200 euro
(4 voucher)
– Cernusco sul Naviglio: 33.600 euro (7 voucher) – 33.600 euro
(7 voucher)
– Cinisello Balsamo: 48.000 euro (10 voucher) – 43.200 euro
(9 voucher)
– Corsico: 38.400 euro (8 voucher) – 33.600 euro
(7 voucher),
– Garbagnate Milanese: 57.600 euro (12 voucher) – 57.600 euro
(12 voucher)
– Legnano: 57.600 euro (12 voucher) – 57.600 euro (12 voucher)
– Lodi: 67.200 euro (14 voucher) – 72.000 euro (15 voucher)
– Magenta: 38.400 euro (8 voucher) – 38.400 (8 voucher)
– Melzo: 24.000 euro (5 voucher) – 24.000 euro (5 voucher)
– Milano: 422.400 euro (88 voucher) – 412.800 euro (86 voucher)
– Paullo: 14.400 euro (3 voucher) – 14.400 euro (3 voucher)
– Pioltello: 28.800 euro (6 voucher) – 28.800 euro (6 voucher)
– Rho: 52.800 euro (11 voucher) – 52.800 euro (11 voucher)
– Rozzano: 19.200 euro (4 voucher) – 24.000 euro (5 voucher)
– San Giuliano Milanese: 33.600 euro (7 voucher) – 33.600 euro (7 voucher)
– Sesto San Giovanni: 43.200 euro (9 voucher) – 38.400 (8 voucher)
– Trezzo sull’Adda: 9.600 euro (2 voucher) – 14.400 euro (3 voucher).
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Nella Biblioteca Civica “Lino Germani” di Via Cesare Battisti, 2, Albairate si è svolto l'evento “Poesie e Racconti di Natale” del Comitato di Utenti della Biblioteca. La serata è stata introdotta di Maria Pustorino, presidentessa del Comitato della Biblioteca, che ha dato il benvenuto agli autori e al pubblico presente. Poi la parola è passata al presentatore ufficiale dell'iniziativa, lo scrittore Massimo Colombo, che ha presentato i dieci autori della serata. Il primo autore chiamato è stato il poeta albairatese Paolo Sartori, che ha letto alcune delle sue poesie, poi è stato il turno di Maria Chiara Rodella, scrittrice abbiatense e presidentessa del circolo letterario di Abbiategrasso, “Gruppo Abbiatense Lettori e Autori” (Gala 108). A seguire, il poeta albairatese e Consigliere Comunale di Albairate, Giuseppe La Barbera, il poeta e pittore abbiatense Franco Farè; un altro autore abbiatense, il romanziere Alessandro De Vecchi con i suoi racconti; l'ex-presidente del circolo Gala 108, Edmondo Masuzzi anche lui con i suoi racconti; il poeta dialettale (meneghino abbiatense) Guido Ranzani con le poesie in dialetto; lo scrittore, poeta e storico cileno Julio Araya Toro, che ha letto le sue poesie e anche un scritta insieme alla moglie Marcela Rodríguez; l'importante poeta siciliano-abbiatense Filippo Amato con le sue poesie e infine lo scrittore albairatese Massimo Colombo, che ha letto delle poesie del poeta abbiatense Renato Sassi e del poeta albairatese Carlo Mereghetti. Al termine della serata lo scambio di auguri e il rinfresco offerto della biblioteca con il contributo della responsabile Pamela Rizzi e suo gentile staff.
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Si è svolta, presso la Sala Eventi del Centro Mater Misericordiae in Via Piatti 12, Abbiategrasso, la conferenza dello scrittore e storico cileno Julio Araya Toro, “Il Cile Ieri e Oggi” 3° e ultima parte, organizzata dal Movimento della Terza Età (MTE “San Riccardo Pampuri”) della Parrocchia di Santa Maria Nuova ad Abbiategrasso. L’iniziativa ha registrato anche questa volta un grande successo e interesse da parte del pubblico, che ha seguito attentamente la conferenza. Ha introdotto e presentato il pomeriggio Cesare Giocondi, vicepresidente del Movimento della Terza Età. La parola è passata successivamente allo scrittore e storico Araya Toro, che ha salutato i presenti e ringraziato chi ha reso possibile l’evento, tra i quali Giovanbattista Nano, Cesare Giocondi e Piero Cucchi. Araya ha trattato in modo meticoloso, vivace e coinvolgente il tema del pomeriggio, “Il Cile Ieri e Oggi”, raccontando: Il governo di Salvador Allende (1970-1973, Il Colpo di Stato del 11 Settembre 1973, la Dittatura di Augusto Pinochet (1973-1990) e la nuova “Pseudo Democrazia Cilena” dal 1990 ad oggi. e in conclusione la vita e l’opera di Mateo de Toro Zambrano y Ureta (1727-1811), che fu Conte de la Conquista e Cavaliere di L'Ordine di Santiago, Governatore Reale del Cile (16 Luglio 1810-18 Settembre 1810) e Presidente della Prima Giunta di Governo del Cile (18 Settembre 1810-26 Febbraio 1811). Mateo de Toro Zambrano y Ureta fu il bisarcavolo di Julio Araya Toro da parte di madre. Infine le domande del pubblico allo storico Araya. E' stato un bellissimo pomeriggio all’insegna delle tradizioni e della cultura di un paese ricco di storia come il Cile. Lo storico Araya Toro ha posto due bandiere sul tavolo della conferenza: la Bandiera del Popolo Indiano del Cile (i Mapuche) e la Bandiera della Repubblica del Cile: quest'ultima è stata posta al rovescio come forma di protesta contro i governi del Cile, la sua Pseudo Democrazia dal 1990 ad oggi e i crimini e le ruberie della terra al popolo Mapuche.
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Regione Lombardia ha stanziato 4 milioni di euro per rafforzare l’attività dei pronto soccorso lombardi e ridurne il sovraffollamento nel periodo invernale, causato dalle condizioni climatiche e dalle possibili epidemie influenzali. “Ancora una volta – ha commentato l’assessore regionale Giulio Gallera – Regione mette al primo posto le esigenze dei cittadini, investendo risorse importanti per migliorare l’offerta dei servizi. Dal 1 dicembre al 31 marzo 2019 tutte le strutture dotate di PS potranno utilizzare i 4 milioni di euro messi stanziati da Regione Lombardia per ampliare il numero di posti letto a disposizione per la degenza. Potranno, inoltre, nel rispetto della normativa vigente, incrementare il personale sanitario necessario per far fronte a un maggior carico di lavoro”. “Questo provvedimento – ha sottolineato Gallera – ci permetterà innanzitutto di ridurre i tempi di permanenza dell’utenza in attesa di ricovero. Consentirà inoltre di evitare che il personale dedicato all’emergenza-urgenza svolga un’attività assistenziale aggiuntiva e non specifica, che comporta un importante sovraccarico lavorativo ed eviterà che, a cascata, si producano ritardi nell’accoglienza e nella gestione dei nuovi arrivi in PS”. “Un provvedimento – ha concluso l’assessore – che dimostra la grande attenzione della Regione per il problema del sovraffollamento dei pronto soccorso, affrontato in maniera sistematica, utilizzando strategie organizzative condivise tra ospedale e territorio. Il temporaneo ampliamento dei posti letto riguarderà infatti tutte le strutture pubbliche e private accreditate sede di PS e Dipartimento di emergenza urgenza e accettazione (DEA), subacuti attraverso la messa a disposizione dei posti letto per subacuti. Riguarderà inoltre tutte le strutture accreditate, sia pubbliche che private, attraverso l’attivazione di convenzioni con strutture sanitarie e unità d’offerta sociosanitarie di RSA o cure intermedie che convertano temporaneamente parte dei posti accreditati in degenze”. L’evidenza di sovraffollamento del PS dovrà essere documentata da un’analisi dell’attività del periodo invernale 2017-18 da parte delle Ats, che dovranno autorizzare, sulla base delle evidenze, la possibilità di attivare posti letto aggiuntivi in modo proporzionale tra le strutture, anche in funzione del numero assoluto di accessi ai pronto soccorso. Per la realizzazione del provvedimento sono messi a disposizione 4 milioni di euro, 500.000 euro per il 2018 e 3,5 milioni per il 2019, da ripartirsi tra le Ats in proporzione al numero degli accessi in Pronto Soccorso del 2017 negli ambiti territoriali di riferimento, secondo questo schema: – ATS Milano, accessi 1.413.594, risorse 1.440.452 euro; – ATS Insubria, accessi 543.246, risorse 553.567 euro; – ATS Montagna accessi 142.954, risorse 145.670 euro; – ATS Brianza, accessi 403.389, risorse 411.053 euro; – ATS Bergamo, accessi 413.347, risorse 421.200 euro; – ATS Brescia, accessi 494.158, risorse 503.547 euro; – ATS Val Padana, accessi 294.129, risorse 299.717 euro; – ATS Pavia, accessi 220.599, risorse 224.790 euro.
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“Per capire la situazione attuale non si può ignorare quanto è avvenuto in passato, dato che i mancati investimenti si ripercuotono sul presente. Per quanto riguarda le affermazioni dei colleghi del PD, credo sia troppo facile puntare il dito contro Regione Lombardia omettendo però quanto fatto dai Governi che si sono succeduti negli ultimi anni”. Così Silvia Scurati, consigliere regionale della Lega, è intervenuta oggi in aula nel dibattito sul servizio ferroviario in Lombardia. “Lo Stato e la Regione sono soci al 50% di Trenord, ma il comportamento negli ultimi anni è stato ben differente. Un esempio concreto è dato dalla flotta di Trenord: 390 treni, di cui 200 di proprietà Ferrovie Nord e 190 di Ferrovie dello Stato. Si tratta di una flotta disomogenea, con un età media di 9 anni per i treni di FNM e 32 anni per i treni messi a girare sulla rete lombarda da FS. Una situazione estremamente penalizzante per la Lombardia, confermata dalla mancanza di investimenti da parte statale. Dal 2010 al 2018 la Regione ha investito 3 miliardi di euro per l’acquisto di nuovo materiale rotabile contro appena 170 milioni messi dallo Stato. Le Ferrovie dello Stato hanno consegnato 480 nuovi treni a tutte le Regioni italiani ad esclusione della Lombardia che teoricamente, facendo la media, avrebbe dovuto ricevere 110 treni”. “Gran parte delle scelte che hanno svantaggiato Trenord – prosegue Scurati – sono state compiute da Renato Mazzoncini, che dopo mirabolanti imprese compiute a Firenze, fu premiato da Matteo Renzi con la nomina di AD di Ferrovie dello Stato e poi riconfermato dal governo Gentiloni, sempre a guida PD. Per poter investire in Lombardia, Mazzoncini pretendeva di avere il 51% di Trenord: un vero ricatto ai danni dei pendolari lombardi”. “E’ urgente lavorare per il raddoppio della linea Milano Mortara. Il Ministro Toninelli tenga fede all’accordo di programma con RFI” così il magentino Luca Del Gobbo consigliere regionale di Noi con l’Italia. “Durante il mio intervento in aula, dedicato al servizio ferroviario regionale, ho richiamato il ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, ad agire con urgenza per dare attuazione all’Accordo di Programma sottoscritto da Ministero e RFI, per il raddoppio della linea Milano-Mortara”. Lo ha riferito il consigliere regionale di Noi con l’Italia, Luca Del Gobbo, al termine dei lavori mattutini in aula consiliare. “La tratta in questione, che va da Cascina Bruciata di Albairate a Mortara, è una delle più disagiate nel panorama regionale. Non è più sostenibile che i suoi passeggeri (ormai oltre 20.000 giornalieri) si muovano su materiale rotabile vecchio, treni in perenne ritardo, sporcizia sulle carrozze, mancanza di sicurezza con aumento di casi di molestie. La situazione va invertita nel più breve tempo possibile e il raddoppio dei binari è tra le soluzioni che certamente potranno migliorarla”.
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Una tariffa unica per i comuni d’ambito Gruppo CAP, gestore del servizio idrico integrato della Città metropolitana di Milano, calcolata sulla base di quella attualmente più bassa, invece degli attuali 141 bacini tariffari differenti. Una quota fissa calcolata pro-capite, in modo da minimizzarne l’impatto sulle fasce più deboli della popolazione. E i primi 33 metri cubi d’acqua saranno a tariffa agevolata a persona, in coerenza con la nuova direttiva europea, approvata lo scorso 23 ottobre, che impone a tutti i paesi di promuovere l’uso attento dell’acqua potabile. Sono questi i principi della nuova tariffa del servizio idrico della Città metropolitana di Milano,che è stata approvata ieri dalla Conferenza dei Sindaci dell’Autorità d’Ambito della Città metropolitana ed entrerà in vigore dal prossimo gennaio 2019 con applicazione anche per l’anno 2018. La nuova tariffa prevede una quota fissa di euro 0,60 euro al mese per persona e sarà calcolata per un massimo di tre persone. Questo consente di alleggerire l’impatto per le persone sole, ma anche per le famiglie numerose che pagheranno al massimo 1,80 euro al mese. Per i condomini si applicherà uno standard di 3 persone per appartamento, salvo che non vengano comunicati l’esatto numero di residenti di ogni unità immobiliare. Nuova anche la tariffa non residenti, leggermente più cara di quella per i residenti e che non prevede agevolazioni. La tariffa dell’acqua potabile sarà articolata in fasce. La prima agevolata per i primi 33 metri cubi all’anno a persona, oltre 90 litri al giorno, a seguire la fascia base e tre fasce per consumi superiori, in modo da consentire una modulazione della spesa in base alla quantità di acqua consumata, mentre le tariffe per depurazione e fognatura rimangono proporzionali al consumo senza fasce differenziate. Nel complesso la nuova tariffa per uso residente sarà proporzionale al numero di componenti del nucleo famigliare e si attesterà tutto compreso intorno a 1 euro (1,06) per metro cubo, 1000 litri di acqua e si stima che per circa l’80% degli utenti ci sarà anche un risparmio in bolletta. La Conferenza dei Sindaci dell’Autorità d’Ambito della Città metropolitana ha approvato la tariffa anche per la Città di Milano – ambito MM S.p.A. La nuova articolazione tariffaria vede l’introduzione di una tariffa agevolata pari a circa 0,11 € a metro cubo per la componente acquedotto per singolo residente su di un consumo di 90 litri/giorno, ossia 33 metri cubi all’anno pro capite. La tariffa agevolata si applicherà sia alle utenze domestiche residenti che alle utenze condominiali, con una riduzione attesa degli importi in bolletta per oltre il 50% di esse. L’introduzione di una tariffa agevolata di importo particolarmente contenuto va a beneficio dell’equità sociale, in linea con la recente introduzione del bonus idrico.La tariffa sarà strutturata secondo importi unitari crescenti per disincentivare consumi eccessivi, al fine di preservare la risorsa idrica e sostenerne un uso consapevole. Novità anche sul fronte delle utenze non domestiche, la cui classificazione cambia anche per venire incontro ai bisogni del territorio e ai principi di sostenibilità. Nasce infatti la tariffa per usi pubblici e sociali e la tariffa per usi non potabili, con lo scopo di promuovere l’uso dell’acqua di prima falda e il riuso di acqua depurata, in ottica di economia circolare. Cambia anche la tariffa per la raccolta e depurazione delle acque reflue industriali, mirata a semplificare la modalità di determinazione dei corrispettivi e a meglio allocare i costi secondo il principio di “chi inquina paga”.
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di JULIO ARAYA TORO
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All’interno della Basilica di Santa Maria Nuova in via Borsani, si è svolta di fronte a un pubblico curioso, attento, interessato e appassionato di storia, la riconsegna alla comunità di quattro quadri restaurati. Si tratta dei ritratti dei Prevosti Flaminio Piatti, Carlo Biffi, Stefano Balconi e Francesco Barbieri, rinati grazie al progetto “Imagines Memoriae”. Queste opere sono parte della Quadreria della Chiesa di Santa Maria Nuova di Abbiategrasso, che raffigurano a i parroci e i prevosti della chiesa. La cerimonia è iniziata con una omelia liturgica dedicata alla Beata Vergine della Madonna Addolorata presieduta di Mons. Innocente Binda. Ha poi preso la parola la Dott.ssa Jlenia Selis, Art Director del progetto “Imagines Memoriae”, che ha spiegato il percorso dei restauri e presentato la Dott.ssa Anna Valeria Soragna dell’Équipe delle Restauratrici composta da Veronica Sfondrini e Giovanna Colombo. Soragna ha fornito importati notizie storiche sulle tele restaurate: il ritratto di mons. Flaminio Piatti, una tela datata nel secolo XVII e di un autore ignoto. Il ritratto di mons. Carlo Biffi, una tela datata nel secolo XIX e di un autore ignoto. Il ritratto di mons. Stefano Balconi, una tela datata nel secolo XX e di un autore ignoto e mons. Francesco Barbieri, una tela datata nel secolo XX (1953) dell'autore Umberto Brambilla. Il momento più atteso: è stato mostrato il primo quadro raffigurante mons. Biffi, restaurato grazie al gentile contributo economico della Gruppo La Cappelletta di Abbiategrasso. E' seguita la sacra benedizione da parte di Mons. Innocente Binda. Poi il secondo quadro raffigurante mons. Balconi, restaurato grazie al gentile contributo economico della Famiglia Bonetti. E' seguita la sacra benedizione da parte di Mons. Innocente Binda. Poi il terzo quadro raffigurante mons. Barbieri, restaurato grazie al gentile contributo economico della Famiglia Guazzotti in memoria di Mario Amodeo. E' seguita la sacra benedizione da parte di Mons. Innocente Binda. E il quarto e ultimo quadro raffigurante mons. Piatti, restaurato grazie al gentile contributo economico di un Gruppo di Fedele e Offerente. E' seguita la sacra benedizione da parte di Mons. Innocente Binda. Purtroppo era presente durante la serata il Dott. Mario Comincini, storico locale che avrebbe dovuto parlare della vita e delle opere dei prevosti, il dottor Comincini ha avuto un lutto in famiglia. In conclusione di serata è intervenuta ancora la dottoressa Selis, Art Director del progetto “Imagines Memoriae”, e ha invitato a continuare a sostenere il progetto.
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Nella Settimana Europea della Mobilità Sostenibile, già da dieci anni, i soci di FIAB Abbiateinbici contano le biciclette che si muovono in Abbiategrasso. Venerdì 14 settembre dalle 7.30 alle 13.30 sono transitate 6.219 biciclette per il Centro Storico. Probabilmente altrettante, o forse di più, hanno circolato nelle vie fuori dal centro storico e nel resto della giornata. Senza rischiare di esagerare, possiamo affermare che un quarto dei 30.000 abbiatensi ha usato la bicicletta. Ma moltissime sono anche le persone che si muovono a piedi e FIAB Abbiateinbici si è domandata quanti sono i pedoni? E, vista la grande attenzione della nostra Amministrazione comunale per la viabilità automobilistica, quante sono le auto? Così da un anno, in alcuni punti ed orari campione, li abbiamo contati. I pedoni che passano in centro sono quasi il doppio dei ciclisti e i ciclisti sono il quadruplo delle automobili. In definitiva per ogni auto che attraversa il centro storico ci sono 10 passaggi di pedoni e ciclisti. Si tratta quasi sempre di automobili con una sola persona a bordo (furgoni e mezzi di servizio sono meno del 10%). Provate a immaginare cosa succederebbe se tutta questa gente decidesse di di muoversi in macchina! Abbiamo calcolato che nelle 4 ore di una mattinata di venerdì nel centro storico si muovono circa 10'000 persone. Di queste 1’600 lo fanno in macchina, intasando le strette strade del centro ed obbligando oltre 8’000 persone a piedi o in bicicletta ad uno slalom pericolosissimo tra auto alla ricerca del parcheggio o in sosta vietata, spesso sui marciapiedi, o semplicemente in transito per accorciare (?!) il percorso. In Corso Italia e via Cantù, in particolare, si assiste ad una sosta sempre in divieto ma evidentemente “tollerata”. Ci è capitato di vedere anche polizia urbana, carabinieri ed assessori doversi districare tra mezzi in sosta vietata, senza che nessuno intervenisse. Non è anche questa “illegalità diffusa” contro la quale giustamente tuona il ministro dell’Interno? Il vero impatto del traffico viene però sottovalutato quando semplicemente si confronta il numero di pedoni e ciclisti con quello dei veicoli, perché non si dà peso alla quantità di spazio che le auto- in sosta, in movimento o in coda- sottraggono alla collettività, mentre la bici non ingombra e restituisce spazio e vivibilità alle persone oltre che aria pulita. Durante il censimento molte persone si sono rivolte ai nostri rilevatori domandando perché non si fa l’isola pedonale del centro storico. I nostri rilevamenti confermano una realtà stabile fatta da cittadini che vanno a piedi e sempre di più in bici, e una minoranza in auto e giustificano le ripetute sollecitazioni, accompagnate da segnalazioni, indagini sui flussi di traffico e idee per migliorare la vivibilità di Abbiategrasso che FIAB Abbiateinbici sta facendo all’Amministrazione Comunale, rimasta finora molto silenziosa.
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Come ogni anno il Comune di Abbiategrasso ha diffuso l’avviso pubblico testo a finanziare le attività delle associazioni culturali cittadine. Il regolamento prevede infatti che annualmente l’Amministrazione comunale possa erogare contributi ad enti e ne disciplina le modalità di erogazione, predisponendo un apposito avviso pubblico relativo alla concessione di contributi in ambito culturale per l’anno 2018 e rendendo quanto più possibile oggettive le procedure e le modalità di erogazione di tali contributi mediante l’indicazione di criteri di valutazione e la formazione di apposita graduatoria. Il Comune di Abbiategrasso riconosce il ruolo fondamentale delle associazioni affinchè la cultura sia fermento e stimolo nella promozione e nello sviluppo del territorio e della qualità della vita. A tale scopo concede appositi contributi finalizzati al sostegno delle loro attività e dei progetti annuali Per l’anno 2018 le risorse che il Comune di Abbiategrasso intende destinare a contributi saranno finalizzate al parziale sostegno di progetti, adeguatamente documentati, che le associazioni regolarmente iscritte all'albo comunale intendono attivare nel corso dell’anno corrente e che comunque dovranno essere completati entro il 31 gennaio 2019. Tali progetti saranno valutati sulla base dei criteri sotto esposti. In ogni caso la richiesta di contributo non potrà superare il 70% della spesa prevista per ogni singolo progetto. Sarà inoltre facoltà dell’Amministrazione Comunale sostenere i progetti delle associazioni anche mediante la concessione gratuita di spazi ed attrezzature di proprietà comunale. Le associazioni che intendono accedere ai contributi previsti devono presentare domanda compilando la modulistica on line (per info www.comune.abbiategrasso.mi.it) entro il 7 Settembre 2018. Il personale del Servizio Cultura, in caso di necessità, fornirà tutta l’assistenza necessaria per la compilazione della domanda. Le domande presentate saranno valutate da un’apposita commissione la quale avrà il compito di:
– esaminare le domande pervenute ed i progetti relativi;
– predisporre la proposta di punteggio, la conseguente graduatoria e la proposta di importo
assegnato ai singoli progetti;
– trasmettere tale proposta all’ufficio competente per la predisposizione degli atti relativi.
Il progetto dovrà avere un evidente carattere culturale e pertanto riguardare gli ambiti artistici, musicali, letterari, cinematografici; un valore per la collettività ed un ampio rilievo pubblico; non saranno presi in considerazione progetti rivolti in via esclusiva agli associati o a ristretti target di riferimento; il progetto dev’essere articolato in modo chiaro e definito nelle sue parti, anche in relazione al bilancio, che dimostri la sua sostenibilità economica.
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Sono già più di 800 i giovani che negli ultimi due anni e mezzo hanno presentato domanda in Lombardia per l’insediamento in agricoltura del Programma di sviluppo rurale (PSR). In pratica è come se fosse stata inoltrata quasi una domanda ogni giorno. È quanto emerge da un’analisi della Coldiretti regionale svolta in occasione del salone della creatività agricola per la consegna dei premi all’innovazione giovane nei campi. Il mestiere della terra – spiega la Coldiretti Lombardia – non è più visto come l’ultima spiaggia di chi non ha un’istruzione e ha paura di aprirsi al mondo, ma è considerata una nuova opportunità anche da giovani generazioni istruite e con voglia di fare. Secondo un recente sondaggio Coldiretti/Ixè, il 57% degli intervistati oggi preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che un lavoro in una multinazionale (18%) o l’impiegato in banca (18%). In Lombardia – spiega la Coldiretti regionale in base ai dati della Camera di Commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi – a fine 2017 le imprese giovanili in agricoltura guidate da giovani con meno di 35 anni, erano 3.498 in aumento del 5% rispetto all’anno prima. Tra gli ostacoli maggiori per chi vuole aprire un’azienda agricola – conclude la Coldiretti regionale – oltre alla burocrazia, che ruba almeno 100 giorni di lavoro ogni anno, c’è anche il costo elevato della terra visto che, secondo un’analisi di Coldiretti su dati Eurostat, quella arabile in Italia è la più cara in Europa con un prezzo medio di 40.153 euro all’ettaro che in Lombardia diventano 65.759 euro all’ettaro.
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“La Regione Lombardia vuole essere concretamente al fianco degli agricoltori che subiscono danni alle coltivazioni”. Lo ha detto Fabio Rolfi, assessore all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi di Regione Lombardia, annunciando la riapertura del bando per la presentazione delle domande di indennizzo per danni derivanti dall’applicazione di misure fitosanitarie per Anoplophora chinensis, Anoplophora glabrippennis, Aromia bungii, Popillia japonica ed Erwinia amylovora. “Mettiamo a disposizione 330mila euro. Il bando sara’ pubblicato sul sito www.ersaf.lombardia.it L’erogazione degli indennizzi avverra’ fino a esaurimento delle risorse disponibili seguendo l’ordine di arrivo delle domande” ha aggiunto Rolfi. La possibilita’ di indennizzo e’ prevista per le perdite di produzione e i costi aggiuntivi derivanti dalla esecuzione delle misure obbligatorie imposte dal Servizio fitosanitario negli anni 2017 e 2018 per la lotta contro gli organismi nocivi: Anoplophora chinensis, Anoplophora glabripennis, Aromia bungii, Erwinia amylovora e Popillia japonica.
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Vittorio Conversano è il titolare dello storico negozio Anac di via Correnti 12 ad Abbiategrasso, una attività commerciale che esiste (e resiste bene) da oltre 50 anni. I motti del negozio sono "Il posto giusto al momento giusto" e "Con la persona giusta, quello che si rompe l'Anac l'aggiusta", tanto per rendere bene l'idea di cosa si tratta. All'Anac, in effetti,si aggiusta un pò di tutto e si vendono pezzi di ricambio per ogni tipo di elettrodomestico e macchinario. Ma non solo, il signor Vittorio da due anni a questa parte si è inventato una attività parallela a quella di gestore-titolare del negozio Anac: produce quadretti in legno che raffigurano i fumetti e la vecchia Abbiategrasso di quando sferragliava il tram, di quando c'era la darsena...Per non parlare dei paesaggi, delle vecchie pubblicità,dei personaggi famosi. In questi quadretti in legno si può trovare davvero di tutto. "Di quello che c'è, non manca niente" è lo slogan di Vittorio Conversano che ha recentemente ampliato i suoi orizzonti commerciali partecipando alla notte rosa di Rimini, a quella blu di Livorno, Lugano, Bellinzona, Ginevra... Prossimamente si recherà a Vinci, in Toscana, alla Festa dell'Unicorno. Una piccola eccellenza abbiatense, Vittorio Conversano, un personaggio con una doppia attività che sta andando molto bene a livello di soddisfazione personale e soprattutto a livello economico.
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Caccia alla Popillia Japonica in Lombardia, il coleottero giapponese che si sta diffondendo sui nostri territori: tra zone focolaio e aree cuscinetto sono cinque le province coinvolte nell’opera di contenimento (Milano, Pavia, Varese, Como e Monza Brianza) per un totale di circa 280 Comuni. Emerge – spiega la Coldiretti Lombardia – dagli ultimi dati pubblicati dalla Regione. Tra i territori in cui si applicano le misure promosse dall’Ersaf – precisa la Coldiretti – c’è anche la città di Milano dove questo insetto è stato rinvenuto nella zona 7 a ovest dell’A50, mentre le attività di monitoraggio sono attive nelle zone 1, 5, 6, 7 a Est della tangenziale, 8 e 9. La Popillia – continua la Coldiretti regionale – è uno dei parassiti più pericolosi arrivati di recente sui nostri territori: il primo ritrovamento risale all’estate del 2014 nella zona di Turbigo, in provincia di Milano. È in grado di colpire centinaia di specie vegetali, dai prati alle piante ornamentali, dagli alberi da frutto ai vigneti. I rischi maggiori li corrono il pesco, il melo, la vite e la soia. Attualmente – precisa la Coldiretti alla luce degli ultimi dati disponibili – i Comuni in cui è presente questo coleottero sono 113, contro i 5 registrati nel marzo 2015. Quelli che invece rientrano nella cosiddetta zona cuscinetto, che è confinante con quella infestata e nella quale vengono applicate per precauzione le misure di contenimento, sono 170. Per contrastare l’avanzata del coleottero – spiega ancora la Coldiretti – il servizio fitosanitario regionale prosegue con il monitoraggio, le operazioni di controllo e la cattura, anche attraverso l’utilizzo di nuove tecniche sempre più efficaci. “Purtroppo – commenta Ettore Prandini, Presidente di Coldiretti Lombardia – le specie straniere che si diffondono nei nostri territori non hanno antagonisti naturali che invece trovano nei loro paesi d’origine. Di fronte a questo fenomeno diventano quindi strategiche la prevenzione e la tempestiva comunicazione ai servizi fitosanitari regionali. L’invito agli agricoltori e ai consumatori è duplice: da una parte segnalare eventuali avvistamenti, dall’altra non toccare le trappole posizionate dai tecnici Ersaf”. La Popillia – conclude la Coldiretti regionale – è solo uno degli alieni che minacciano la biodiversità della Lombardia, che può contare su un tesoro di oltre 20 mila specie animali e vegetali. Tra gli invasori più pericolosi, infatti, oltre alla Popillia Japonica figurano: tarlo asiatico, vespa del castagno, pesce siluro, scoiattolo grigio nordamericano, gambero della Louisiana, minilepre, diabrotica e nutria.
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E' stato siglato il rinnovo della convenzione fra il Comune di Abbiategrasso rappresentato dal Sindaco Cesare Nai e la Associazione per lo Sviluppo delle Agenzie di Conciliazione (A.S.A.C.) rappresentata dal Presidente Marcello Guadalupi, per l'erogazione dei servizi di mediazione civile e commerciale. Tramite questa convenzione, che scadrà a fine 2019, A.S.A.C. garantirà la presenza presso le sedi comunali, di mediatori riconosciuti dal Ministero della Giustizia che forniranno ai privati cittadini, a titolo gratuito, mediazione al fine di risolvere controversie. Presentato lo scorso mese di maggio, in una conferenza stampa pubblica, è ora operativo il progetto sperimentale dal titolo “ La mediazione come strumento per la risoluzione delle controversie al servizio dei privati cittadini”, frutto della collaborazione e della sottoscrizione delle relativa convenzione tra il Comune di Abbiategrasso e A.S.A.C. (Associazione per lo Sviluppo delle Agenzie di Conciliazione). Il progetto, già attivo in altri Comuni ad esempio Magenta, si propone di fornire, attraverso un servizio gratuito a cura di A.S.A.C. rivolto ai privati cittadini, una mediazione civile e commerciale per la risoluzione dei conflitti. A.S.A.C. si è impegnata a gestire il servizio di mediazione, a titolo sperimentale, per un periodo di un anno, organizzando dei turni che garantiscano la presenza di mediatori volontari, riconosciuti dal Ministero della Giustizia, per fornire ai privati cittadini servizi di mediazione civile e commerciale presso gli Uffici del Comune che ha messo a disposizione i locali e il supporto del personale dell’URP (Ufficio Relazioni con il Pubblico) sito nel Palazzo Comunale con accesso sotto i portici in piazza Marconi 1. Il servizio di mediazione fornito sarà gratuito ai privati cittadini che ne faranno richiesta, come pure l’attività professionale del mediatore, mentre le eventuali spese vive per le comunicazioni di legge saranno addebitate alla parte, al valore di costo. Ai cittadini verrà reso un servizio di orientamento alla mediazione e, più specificatamente:
a. indicazioni sui costi e tempi della giustizia;
b. indicazioni sulle materie che possono essere oggetto della mediazione civile e commerciale;
c. indicazioni sugli adempimenti necessari per avviare una mediazione;
d. informazioni relative ai vantaggi della mediazione civile e commerciale;
e. informazioni relative ai vantaggi fiscali che derivano dall’utilizzo della mediazione civile e commerciale.
Per informazioni sul servizio ci si può rivolgere a urp@comune.abbiategrasso.mi.it - Tel. 02 946 92 215.
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ASSEMBLAGGIO SCHEDE ELETTRONICHE
Obiettivo del corso è fare acquisire agli allievi le principali differenze tra le schede elettroniche e la modalità di stampaggio. Gli allievi a fine corso conosceranno le principali tecniche di stampaggio e assemblaggio delle schede elettroniche dalle più semplici ai sistemi embedeed. A completamento del percorso formativo, verranno trasferite ai discenti le nozioni sui Diritti e Doveri dei Lavoratori Temporanei (come da allegato 12 del Vademecum FormaTemp) e le norme in materia di Sicurezza Generale secondo l’Accordo Stato - Regioni.
CORSO CONFEZIONAMENTO ALIMENTARE
Il percorso si pone l’obiettivo di trasferire al partecipante le competenze di base, sia teoriche che pratiche, inerenti il corretto svolgimento della mansione di “Addetto al Confezionamento Alimentare” seguendo le specifiche, gli obblighi normativi ed i parametri di qualità vigenti all’interno delle aziende del settore. A completamento del percorso formativo, verranno trasferite ai discenti le nozioni sui Diritti e Doveri dei Lavoratori Temporanei (come da allegato 12 del Vademecum FormaTemp) e le norme in materia di Sicurezza Generale secondo l’Accordo Stato - Regioni.
SALDATURA
Obiettivo del corso è fare acquisire agli allievi le principali basi del processo di saldatura TIG con o senza materiale d'apporto. Gli allievi a fine corso saranno in grado di preparare i pezzi per la saldatura, di utilizzare la saldatrice in modo corretto e di riconoscere e correggere gli errori. A completamento del percorso formativo, verranno trasferite ai discenti le nozioni sui Diritti e Doveri dei Lavoratori Temporanei (come da allegato 12 del Vademecum FormaTemp) e le norme in materia di Sicurezza Generale secondo l’Accordo Stato - Regioni.
MULETTO
Far acquisire ai partecipanti le conoscenze e le competenze legate all’utilizzo del muletto in sicurezza. Verranno fornite anche le informazioni legate alla sicurezza generale, conformi a quanto previsto dalle prescrizioni normative di cui all'art. 37 del D. Lgs. 81/08 attuate con l'Accordo Stato Regioni sulla Sicurezza dei Lavoratori. Nello specifico saranno trattati i temi previsti nel paragrafo 4 "Formazione Generale".
MANUTENTORE MECCANICO
La formazione è dedicata all’acquisizione di competenze specialistiche e tecniche. L’obiettivo è l’acquisizione delle competenze fondamentali legate al ruolo di operatore meccanico, con capacità di lettura del disegno e utilizzo degli strumenti di misura. A completamento del percorso formativo, verranno trasferite ai discenti le nozioni sui Diritti e Doveri dei Lavoratori Temporanei (come da allegato 12 del Vademecum FormaTemp) e le norme in materia di Sicurezza Generale secondo l’Accordo Stato - Regioni.
MODALITA’ DI EROGAZIONE DELLA FORMAZIONE
Tutti i corsi prevedono lezioni teoriche ed esercitazioni pratiche. I docenti sono professionisti del settore ed esperti tecnici per la parte dedicata alle prove pratiche/esercitazioni.
LOCATION: Abbiategrasso/ Magenta/ Corbetta
Prevediamo di inserire all’interno di ogni corso (gratuiti per i candidati disoccupati e finanziati da Forma.Temp) circa 15 partecipanti, che consideriamo un numero congruo affinché la formazione sia davvero efficace e possa svolgersi nel migliore dei modi. Non escludiamo di avviare più di un corso per tipologia per dar seguito a tutte le dimostrazioni di interesse. Questi corsi hanno l’obiettivo di dare ai disoccupati nozioni ed attestati i che possano aiutarli ad ampliare le opportunità di lavoro e facilitare la ricollocazione, facendo seguito al corso con la proposta dei candidati alle aziende del territorio, sfruttando anche la capillarità delle nostre filiali.
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Nell’ultimo periodo il social più popolare del mondo, con oltre un miliardo di utenti, è stato travolto da scandali che lo stanno minando dalle fondamenta. Il sito web creato da Zuckerberg nel 2004 è infatti nell’occhio del ciclone per uno scandalo che riguarda soprattutto l’uso dei dati personali degli utenti, il cosiddetto caso “Cambridge Analytica”. Ma facciamo un passo indietro. Il 1° dicembre 2015 Mark Zuckerberg, fondatore e amministratore delegato di Facebook scosse il mondo con l’annuncio, che coincideva con la nascita della figlia Maxima, di aver donato il 99% delle azioni della società (pari a 45 miliardi di dollari) a una organizzazione a sfondo benefico e filantropico intestata alla moglie Priscilla Chang e a se stesso. Con il passare dei giorni l’operazione cominciò a creare qualche dubbio sia di natura economica, sia sul tipo di generosità a cui miravano Mark e Priscilla. La “Chan-Zuckerberg Initiative” non è infatti una fondazione classica, ma una Limited Liability Company (Llc), una sorta di società privata che può finanziare attività no profit, ma anche profit (ad esempio start up di altri Paesi) e che nel proprio statuto dichiara di mirare anche all’acquisizione di spazi per interventi di carattere politico. Questa Llc, inoltre, ha sede nel Delaware, piccolo Stato degli USA considerato una sorta di paradiso fiscale perché le società non pagano praticamente tasse, ma solo un tributo per l’acquisizione ed il rinnovo della licenza. E non è un caso se il Delaware con soli 920 mila abitanti possa contare su oltre un milione di imprese. Il dubbio, insomma, è che Zuckerberg abbia sottratto progressivamente il 99% del proprio capitale al fisco americano per gestirlo per un altro tipo di “investimenti” ed il suo interesse verso la politica, rimarcato nello statuto della sua Llc, ci riconduce ai giorni nostri e al caso “Cambridge Analytica”. La società Cambridge Analytica, infatti, è una società in mano ad un uomo molto potente della destra USA. A causa delle norme non rispettate sulla privacy da parte di Facebook, questa azienda è stata in grado di ottenere, tramite sondaggi rivolti agli ignari utenti del social, moltissime informazioni sensibili sugli utenti stessi. Ma per farci cosa? A quanto pare per dirottare, guarda caso, alcuni eventi politici importanti degli ultimi anni, tra cui l’elezione di Trump e l’esito della Brexit. Questo è avvenuto soprattutto tramite delle pubblicità e delle news spesso prive di ogni fondamento. Gli utenti, un po’ per ingenuità, un po’ per pigrizia sull’informarsi a dovere, hanno creduto spesso a queste bufale, alimentando con la condivisione online gli affari quasi sempre loschi di questi generatori di notizie false. Ciò dimostra non solo che Facebook sia un’azienda antietica che può fare il male dei suoi utenti, ma che sia persino in grado di trasformarli nel prodotto che desidera. Il nesso tra Facebook, “Chan-Zuckerberg Initiative” e Cambridge Analytica ci mostra la reale missione di Zuckerberg e dei suoi collaboratori, creare il “pensiero unico della rete” basato sostanzialmente su due elementi:
1) Il primo elemento è economico-finanziario ed è il liberismo dogmatico, il dominio indiscusso del capitalismo finanziario internazionale e dei suoi agenti, il primato del profitto e il mercatismo come orizzonte globale.
2) Il secondo elemento è il dominio planetario della tecnica, l’avvento della tecnocrazia e dello scientismo, la tecno-dipendenza dei soggetti e la riduzione dell’umano a nativo digitale o adottivo digitale.
In soldoni, il controllo sociale sui nostri profili, l’invasione della privacy e dei nostri dati, la degenerazione dei rapporti sociali reali e le fake news dilaganti sono tutti tasselli di un puzzle che prende forma e che può essere fermato solo dagli utenti con la cancellazione definitiva dal social.
Dobbiamo renderci conto che mentre noi siamo allo schermo a leggere, spiare e commentare, a consumare la tastiera o a perdere diottrie, fuori dalla porta c'è un mondo che scorre. C'è, infatti, gente che organizza eventi, ci sono piazze dove incontrare amici veri, luoghi d'aggregazione nei quali si potrebbe parlare di tutto, crescere e maturare. Smettiamo, allora, di vivere con le teste chine sui cellulari o sui tablet, di fare le cose solo per mostrarle, e spalanchiamo le porte alla realtà.

Andrea Zorza
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Nella Sala delle Vetrate della Famiglia Legnanese, la Fondazione Ticino Olona ha invitato, per una cena conviviale, ospiti di varia estrazione: dai soci fondatori ai sindaci di Legnano e dei comuni del territorio, dai rappresentanti delle associazioni di volontariato al mondo dell’impresa, della Chiesa e del Palio di Legnano. Un piacevole incontro, aperto dal presidente Salvatore Forte, che ha voluto ringraziare tutti per quanto sin qui fatto, per l’impegno comune che ha permesso il raggiungimento di importanti obiettivi. Supportato da una serie di slide con dati e statistiche, è passato a raccontare come sia stato possibile, in questi dodici anni “sostenere più di ottocento progetti, che hanno mosso dodici milioni di euro, dietro cui sta un percorso di contributi non solo economici ma anche, soprattutto, di idee che, anche grazie al nostro lavoro, hanno potuto concretizzarsi.” Ticino Olona è una fondazione di comunità, che non si limita all’erogazione di contributi, ma lavora sulla base del meccanismo virtuoso che funge da moltiplicatore e mette in moto nuove energie: “se noi decidiamo di finanziare un progetto, il nostro cinquanta per cento implica che anche i promotori si attivino per reperire la propria quota e, nel contempo, ci devono ritornare una parte tramite gli sponsor che debbono sostenere a loro volta l’iniziativa promossa.” Ma, aldilà dei numeri e dei bilanci, pur sempre importantissimi, Forte ha messo in evidenza ancora una volta la filosofia che sostiene le attività della Fondazione: “la cultura del dono, di una comunità che nel dare si riscopre capace di fare. In questo cammino noi siamo ‘intermediari di filantropia’, nel supportare interventi nel sociale e nella cultura, nell’ambiente e nelle situazioni di fragilità. Per migliorare la qualità della vita del nostro territorio e delle persone che ci vivono, grazie anche alla rete di volontariato che fortunatamente è ampia e diffusa e sempre al nostro fianco.” La parola è poi passata a due testimonianze dei risultati ottenuti grazie al supporto della Fondazione. Il Dott. Piermarco Locati è intervenuto sugli esiti più che positivi della campagna sulla conoscenza e prevenzione delle malattie vascolari portata avanti dall’associazione Adiva-Onlus, con più di ventimila visite gratuite volte a generare una maggior cultura ed educazione sanitaria. La prof.ssa Annalisa Wagner, dirigente scolastico, e Franco Di Iesu, insegnante di tecnologia dell’Isis Bernocchi di Legnano, hanno illustrato gli effetti positivi degli interventi sul laboratorio macchine a controllo numerico, sviluppato sia dal punto di vista “virtuale” della progettazione che di quello pratico con l’installazione di macchine e computer. Il dott. Filippo Petrolati, responsabile del progetto “Fondazioni di comunità” di Fondazione Cariplo, ha portato i saluti del Presidente Guzzetti e il suo augurio alla Ticino Olona, “ultima nata tra le nostre fondazioni che si sono dimostrate preziose per le aree in cui lavorano, vere e proprie antenne capaci di captare le problematiche e al tempo stesso di cercare vie comuni, sinergie che possano portare alla loro soluzione, non in nome di uno sterile assistenzialismo ma pronte ad accettare la sfida che mette in gioco sia chi dona che chi riceve.” Nelle conclusioni, Salvatore Forte, dopo aver ricordato le modalità di donazione e invitato a ritirare il folder col materiale informativo sulle iniziative in corso, ha sottolineato come “il futuro, all'inizio, è sempre un cantiere” e ha proposto due chiavi di lettura della cultura del dono e della sinergia, prendendole dalla letteratura e dal cinema. Con la massima di Harvey B. Mackay “Ciò che abbiamo fatto per noi stessi muore con noi. Ciò che abbiamo fatto per gli altri dura per sempre” e con la riproposizione della scena, dal film Mary Poppins, in cui gli spazzacamini ballano sui tetti di Londra cantando “Tutti insieme!”, a dimostrazione di come, se ci crediamo, tutto può succedere!
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Aslam Cooperativa Sociale, ente di formazione professionale, organizza un percorso professionalizzante gratuito con l’obiettivo di integrare persone disoccupate nel mercato del lavoro, offrendo loro l’opportunità di essere formate per un mestiere particolarmente ricercato dalle aziende. Il corso si concentra sulla figura del “Welding coordinator – gestore di processi delle lavorazioni meccaniche e metalliche”, è destinato ai giovani disoccupati tra i 16 e i 35 anni, in possesso di una qualifica o di un diploma, ed è previsto in due edizioni: la prima partirà a fine marzo e la seconda a fine aprile presso la sede Aslam di Magenta. Ancora una volta Aslam conferma la propria vocazione a mettere in collegamento, tramite la formazione, persone che cercano un lavoro, anche le più svantaggiate, e aziende, secondo una formula capace di rispondere alle necessità di tutti gli interessati per il bene del Sistema Paese.
UN CORSO A MISURA DI MERCATO
La figura che Aslam intende formare in questo corso nasce dall’analisi delle necessità di diverse tipologie di imprese presenti sul territorio lombardo, in particolare nell’alto milanese: dalla meccanica, passando per la saldocarpenteria, per arrivare fino alle costruzioni. Si tratta di realtà, in pratica, che realizzano i prodotti mediante lavorazione meccanica di metalli e saldatura. Tali aziende hanno manifestato l’esigenza di avere nel proprio staff un coordinatore in grado di presiedere il processo di saldatura, e che nel contempo sia preparato e, meglio ancora, certificato, in merito alle normative e ai controlli accurati sui componenti saldati. Una figura trasversale, dunque, destinata a essere di grande aiuto allo sviluppo del business. Particolarmente interessante e importante è poi il fatto che le aziende del settore sono tenute a dotarsi della figura del Welding coordinator, e quasi la metà di esse ne è al momento sprovvista. Il corso intende proprio dare una risposta concreta a questa esigenza.
MATERIE TRASVERSALI PER UNA FIGURA POLIEDRICA
Data la trasversalità della figura che si intende formare, le 600 ore di corso (di cui 240 di tirocinio formativo) avranno l’obiettivo di preparare gli studenti su molteplici aspetti: l’approfondimento dei principi di saldatura e metallurgia, delle metodologie di controllo, della qualità dei processi produttivi, delle normative di settore UNI EN ISO. Verranno inoltre analizzate tecniche e metodi di controllo non distruttivo: visivo (VT) e con liquidi penetranti (PT). Tali contenuti saranno erogati e ufficialmente controfirmati da esperti in possesso di certificazione, proprio come richiesto dalle imprese. Per quanto riguarda la saldatura è previsto anche l’utilizzo di un sistema virtuale (virtual welding) che permette la simulazione del processo esecutivo e può essere utilizzato in qualsiasi ambiente senza che, chiaramente, si creino rumori, fumi o gas. I docenti selezionati da Aslam sono tutti professionisti nei vari settori, che di volta in volta trasmetteranno agli studenti le loro conoscenze specifiche e li metteranno alla prova sulle competenze acquisite.
TIROCINIO SUL CAMPO
I giovani inoltre saranno accompagnati da un tutor dedicato, che li seguirà sia nelle ore d’aula sia nella fase più importante e delicata del corso: il tirocinio formativo. Si tratta dell’esperienza più significativa, perché consente agli studenti di mettere alla prova le competenze acquisite e di sperimentare fin da subito le dinamiche del lavoro in azienda. Per questo motivo al tirocinio è destinato più di un terzo delle ore previste. Aslam è in contatto con imprese che hanno già manifestato la loro disponibilità ad accogliere in stage gli allievi del corso. Il tutor accompagnerà gli allievi anche dopo il termine degli studi, in particolare nella delicata la fase di inserimento nel mondo del lavoro. Il corso di Aslam si inserisce nell’iniziativa “Lombardia Plus 2016-2018”, promossa dalla Regione Lombardia con l’obiettivo di sostenere azioni di formazione capaci di costruire professionalità rispondenti alle esigenze del contesto produttivo regionale e che, nel contempo, siano destinate ai target più “sensibili”.
Per informazioni sul corso e iscrizioni:
Anna Luisa Crespi - Tel. 371.1648913 - E-mail: annaluisa.crespi@aslam.it
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Aslam Cooperativa Sociale Ente di Formazione Professionale nasce nel 1996 a Busto Arsizio. Tappa fondamentale della sua storia, insieme al passaggio ad Associazione riconosciuta (2006) e quello a Cooperativa Sociale (2015), che le conferiscono piena titolarità di soggetto competente nel sistema IeFP della Lombardia (Istruzione e Formazione), è l’accreditamento presso la Regione Lombardia per i servizi formativi e orientativi (2002) e per i servizi al lavoro (2007). Aslam ha come scopo primario di insegnare un mestiere, una professione, nella consapevolezza che attraverso il lavoro la persona esprime tutta la propria originalità. Persegue tale obiettivo attraverso la gestione di servizi educativi e sociali nei settori dell’istruzione e formazione professionale, con fini di solidarietà sociale e di sostegno delle persone e delle famiglie. Aslam è presente sul il territorio lombardo in quattro sedi operative che recepiscono i fabbisogni occupazionali del tessuto produttivo e li traducono in offerte formative innovative e efficaci:
- Magenta (Mi) settori: impiantistica termoidraulica e saldatura;
- San Macario di Samarate (Va) settori: lavorazione macchine utensili e vendite;
- Case Nuove di Somma Lombardo (Va) settori: manutenzione di aeromobili e logistica dei trasporti;
- Camnago di Lentate sul Seveso (Mb): filiera del legno-arredo
Aslam è direttamente coinvolta anche con la realizzazione di percorsi formativi rivolti a tutti gli apprendisti assunti in Regione Lombardia con un contratto di apprendistato di primo livello per l’acquisizione di un titolo di studio ai sensi dell’art. 43 D:LGS.81/2015. Questo rende finalmente possibile il dialogo tra scuola e lavoro, tra istituzione formativa Aslam e imprese, sensibili e disponibili nel sostenere questa opportunità di introdurre i ragazzi nell’esperienza diretta del lavoro. Lo staff di Aslam è composto da professionisti specializzati in diversi ambiti di esperienza e legati al mondo della Formazione Professionale e dell’Orientamento. In particolare ASLAM si avvale di esperti nel campo della progettazione dell’orientamento e dell’educazione in generale.

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di CLAUDIO PIROLA
pendolare per www.lombardiasostenibile.eu
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UNA VISIONE METROPOLITANA
L’istituzione della Città Metropolitana associata, solo qualche tempo dopo, con la creazione della grande area attrezzata per EXPO 2015, erano state viste come grandi opportunità per adeguare in primis un servizio di trasporto pubblico che dalla Grande Città potesse servire una periferia densamente popolata mediante un coinvolgimento attivo dei Comuni di Milano e di quelli della sua provincia. Auspicio era quello di poter procedere allastrutturazione di una grande aggregazione policentrica che potesse andare al di là di un semplice allargamento urbanistico come somma di abitazioni ma che prevedesse anche una serie di servizi integrati tali da far sentire Milano e quella che era la sua provincia come una realtà che, grazie anche a una rete di trasporto pubblico rinnovata ed integrata, potesse contribuire ad una miglior qualità della vita sull’esempio di molti modelli già esistenti in ambito europeo.
L’ESEMPIO DELLA FERROVIA MILANO-MORTARA-ALESSANDRIA (MiMoAl)
Abbiategrasso è notoriamente il Comune che, tra quelli della provincia milanese, ha la maggior estensione territoriale. Un tempo con agricoltura florida e presidiato da una significativa presenza industriale, ha nel corso degli anni conosciuto un incremento del “pendolarismo” verso la Grande Città di Milano a causa di profonde trasformazioni produttive. Attualmente la città di Abbiategrasso (ca. 35.000 abitanti, 6.000 pendolari, 21 km da Milano) è servita da una linea ferroviaria, la cosiddetta “Milano-Mortara” (che in realtà sarebbe più corretto definire come “Milano-Mortara-Alessandria” - in sintesi MiMoAl - considerato che una quantità ancorché non maggioritaria di treni vede come capolinea proprio la città di Alessandria) in parte ancora a binario unico. Tale linea serve nel suo percorso anche altre città importanti fra cui Vigevano (ca. 60.000 abitanti, 8.000 pendolari, 31 km da Milano) nota per le sue bellezze artistiche ed architettoniche e per una florida attività industriale e commerciale che tuttavia incontra oggi severe difficoltà e Mortara nel cuore della Lomellina (ca. 17.00 abitanti, 6.00 pendolari, 45 km da Milano) divenuto fra l’altro crocevia importante di interscambio per treni merci che conducono direttamente in Cina. Lasciamo all’interpretazione dei dati statistici ed alle notizie, riportate con ricorrente puntualità dai giornali nazionali e locali, la documentazione dei disagi che in più di una circostanza hanno sfiorato la tragedia. Dettagli a disposizione. Il dato di fatto che risulta pertanto evidente è un’inadeguatezza strutturale e cronica di un collegamento su ferro che non garantisce anzitutto dignità ad almeno 20.000 pendolari entro un raggio di meno di 50 km dalla grande Città di Milano. Ne consegue che l’assenza di un mezzo sicuro, affidabile, al di là del disagio che procura ai pendolari, non incentiva neppure chi dalla grande Città potrebbe provare interesse a recarsi in una zona che, per le ricchezze offerte dai Navigli (si pensi agli scorci di Cassinetta di Lugagnano e Robecco sul Naviglio, solo per citare esempi), dalle bellezze artistiche da copertina (la famosa piazza Ducale di Vigevano), dall’estro enogastronomico (presenza di ristoranti stellati e di cascine-agriturismo considerate di eccellenza) e dalle strutture di ricchezza architettonica di rilievo (dall’Annunciata al Castello visconteo ad Abbiategrasso) può diventare elemento di attrattiva per famiglie da un lato ma anche centro strategico di riferimento direzionale esterno e/o universitario, a soli 10 minuti di percorrenza tecnica ferroviaria da Milano. Cosa impensabile oggi. Contribuendo, come conseguenza, ad uno stato di depressione “periferico” che marginalizza i Comuni periferici e non fa onore alla stessa Città metropolitana.
SERVIZI COLLATERALI
Va altresì considerato che, in aggiunta all’inaffidabiltà dei treni, il resto dei servizi è sostanzialmente inesistente. Stazioni chiuse alle ore 20.00, banchine inadeguate, mancanza di sorveglianza, barriere architettoniche estremamente limitanti per salire sui treni, assenza di biglietti integrati autobus-treni-parcheggi-citybikes o di car sharing nei pressi delle stazioni, inadeguatezza di parcheggi, fermate dove, soprattutto per un anziano, un genitore con bambini in carrozzina, un disabile o più semplicemente una persona con difficoltà di mobilità temporanea, risulta praticamente impossibile salire su un treno a causa di banchine non all’altezza dei predellini. Si aggiunga che in molte stazioni non esiste alcun presidio stabile che possa all’occorrenza essere d’aiuto. Per non parlare degli aspetti informativi, a partire dalle segnalazioni e motivazioni dei ritardi che consentirebbero all’occorrenza un’organizzazione alternativa.
UN SERVIZIO “ONEROSO”
Last, but not least, il servizio qui sopra illustrato inerente alla MiMoAl è offerto agli utenti a condizioni tutt’altro che economiche rispetto alla media europea in rapporto alla quantità ed alla qualità dei servizi che vengono ordinariamente offerti.
Alcune cifre:
- Un abbonamento mensile integrato (treno+mezzi ATM una volta arrivati a Milano) costa 84 Euro
- Non esiste un mensile integrato bus+treno per coloro che provengono da comuni limitrofi (Morimondo, Gudo, Zelo, Cassinetta ecc.). Nessuna convenzione con parcheggi o car sharing.
Si noti che all’estero, in Francia ad esempio, i costi sono i seguenti
- Un abbonamento mensile “Parigi et banlieue” per un pendolare-lavoratore consente di usufruire di RER o Transilien nelle zone da 1 a 5 - andando per intenderci a coprire distanze ben oltre Mortara – comprendendo l’utilizzo sistematico di tutti i mezzi in sotterranea o di superficie entro queste zone al costo di 75,20 Euro mensili di cui il 50% viene rimborsato in busta paga dal datore di lavoro all’utente indipendentemente dal fatto che lavori in Parigi città o in un Comune nel territorio compreso fra le zone da 1 a 5. Servizio funzionante 24/7, compresi i bus “Noctilien” che in modo efficiente collegano la Gare Saint-Lazare alla periferia durante tutta la notte. Tradotto, con meno di 38 Euro (fra l’altro si paga per 11 mesi, il dodicesimo è gratuito) si viaggia 365 giorni l’anno a Parigi e provincia notte e giorno con livelli di sicurezza ed una qualità di servizio incomparabili rispetto alla nostra linea MiMoAl.. Ciò impone una riflessione.
PROSPETTIVA
Diverse sono le filosofie di pensiero rispetto ad un’efficientizzazione da un lato della linea MiMoAl e dall’altro o del potenziamente della linea S9 a doppio binario (che, notoriamente, serve da Saronno ad Albairate-capolinea, a 5km da Abbiategrasso).
Una linea di pensiero ritiene che sia necessario prevedere un prolungamento sic et simpliciter di una fermata della S9 da Albairate ad Abbiategrasso che diventerebbe così il nuovo capolinea della linea. Una seconda linea di pensiero ritiene al contrario che sia indispensabile indirizzare i non più dilazionabili investimenti a favore di un raddoppio della linea da Abbiategrasso almeno sino a Mortara via Vigevano rappresentando questi 2 ultimi Comuni la parte ampiamente maggioritaria di pendolari tra Abbiategrasso e Mortara. Ciò facendo si consentirebbe peraltro di mantenere un collegamento attivo con la Lomellina, oltre che con Abbiategrasso, con tutto quanto ne consegue in chiave di integrazione con Milano e di valorizzazione del territorio con bassissimo impatto ambientale. Personalmente ritengo che questa seconda ipotesi – di cui si parla peraltro da lunghissimo tempo - dia senza dubbio un maggior valore aggiunto in quanto di visione più ampia e più moderna, in linea con gli ormai sperimentati e consolidati standard europei. Questa convinzione muove anche dal fatto che, dopo molti anni di discussione, si sta finalmente vedendo la ormai definitiva realizzazione del nuovo ponteche sovrappassa il fiume Ticino in Vigevano (lavori già in fase di esecuzione e che verranno ultimati entro fine 2018, un tempo considerata “la strozzatura” che impediva io raddoppio) “liberando” il vecchio ponte automobilistico che, collocandosi esattamente in parallelo rispetto al binario unico del treno, potrà essere utilizzato come doppio binario ferroviario.Si noti che ciò era stato sempre preso come motivo di ostruzione rispetto alla fattibilità del progetto di prolungamento. Tralascio ogni approfondimento sul valore aggiunto che tutto ciò consentirebbe a Comuni dunque come Mortara (che ha da qualche mese, paradossalmente, aperto un canale diretto di comunicazione ferroviaria con la Cina) e Vigevano per le ragioni sopra esposte.
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Prosegue la rassegna teatrale per bambini, AssaggiAMO IL TEATRO, organizzata da Centro Teatro dei Navigli, con il sostegno e il contributo del Comune di Abbiategrasso e dei Comuni aderenti al circuito. Il prossimo appuntamento si terrà questo sabato, 23 febbraio h.16.00, presso il Cineteatro al Corso di Abbiategrasso (Corso San Pietro 62) con la compagnia Viandanti Teatranti in Storia di uno scrittore e di una macchina che gli insegnò a scrivere. Inizio spettacolo: ore 16.00. Biglietto unico: € 5,00. Spettacolo in abbonamento AssaggiAMO IL TEATRO – Abbiategrasso. Per info e prevendita contattare Teatro dei Navigli ai numeri 348 0136683 / 324 6067434 oppure scrivere a info@teatrodeinavigli.com. L’Ufficio (sito all’ex Convento dell’Annunciata di Abbiategrasso, Via Pontida) è aperto al pubblico dal martedì al sabato dalle ore 15.00 alle ore 19.00. Biglietti acquistabili anche online su www.vivaticket.it
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Ona vòlta quand sa sentva dì ona ròbba,
cont al dubbi se l’eva ‘na “balla” o vera de bòn,
sa diseva che l’eva dìi “Radio Rongia”,
dove andeven a lavà i pagn i dònn.
Adess, sa podarìa dì: “Radio Piazza del Comun”,
“Radio Allea”, “Radio mercaa”,
“Radio banchetta de San Peder”,”Radio Bar”;
e indeppertutt indove sa va ciciarà.
On proverbi, al dis che la vos del pòpol
l’é la vos del Signor,
ma tanti ròbb, chissà de indove salten foeura.
Al sann domà lor.
Peroo hin ròbb che de sòlit fann nient de mal
e con pòca malizia,
che per passà al temp sa parla, sa slonga,
sa scurta o sa inventa la notizia.
Quej che inveci hinn de mett in presòn,
hinn quej che ga cunten i ball alla gent
per robagh i ròbb d’òr o i danée ai pòri crist
che ga borlen denter innocentement.
E allora; viva indove sa poeu trovass
a passà al temp a cuntassela suu,
anca se dj vòlt vegna al ciar di ròbb
che de sòlit sa tegnen sconduu.

Lucio Da Col
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"RADIO ROGGIA"
Una volta quando si sentiva una notizia
col dubbio se fosse una Frottola o vera,
si diceva che l’aveva detto “Radio Roggia”,
dove andavano a lavarei panni le donne.
Adesso si potrebbe dire: “Radio Piazza del Comune”,
“Radio Allea”.”Radio Mercato”,
“Radio panchina di San Pietro”, “Radio Bar”
e dovunque si va a chiacchierare.
Un proverbio dice che la voce del popolo
è la voce di Dio,
ma tante cose da dove provengono.
Lo sanno solo loro.
Però sono cose che di solito non fanno niente di male
e con poca malizia,
che per passare il tempo si parla, si allunga,
si accorcia o si inventa la notizia.
Quelli che invece sono da mettere in prigione
sono quelli che raccontano falsità alla gente
per rubargli oggetti d’oro o i soldi ai poveri cristi
che ci cascano innocentemente.
E allora; evviva dove si può trovarsi
a passare il tempo a raccontarsela,
anche se delle volte vengono alla luce cose
che di solito si tengono nascoste.

Lucio Da Col
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Una leggera pioggia ha accompagnato la ripresa delle attività della Banda Filarmonica; come di tradizione infatti, all’inizio di Febbraio, bandisti consiglieri e amici dello storico complesso si sono ritrovati presso la sede vi Via Alfieri per poi sfilare fino al cimitero ove, di fronte alla lapide commemorativa di “tutti coloro che hanno fatto parte della grande famiglia della banda”, ha eseguito il toccante “Signore delle cime”. Una sfilata per le vie del centro l’ha poi portata in piazza Marconi prima, ed in Piazza San Pietro poi; qui la Filarmonica ha poi partecipato alla S.Messa delle ore 11.00, durante la quale si è pregato anche per i defunti del bandon. Significative le parole di Don Leandro, riferite anche alla liturgia, al termine della Messa: perché ci sia armonica, anche musicale, è indispensabile che nel gruppo (nella comunità) ci sia fiducia reciproca. Al termine della funzione, la banda ha poi raggiunto, sempre suonando, la sede ove consigliere e mamme avevano allestito i tavoli e portato vassoi di ottime pietanze per i circa 100 commensali tra bandisti e familiari. La giornata è così proseguita, tra un manicaretto e l’altro, in un’atmosfera molto conviviale e festosa fino alla tombolata di rito. Nel frattempo i bandisti hanno già ripreso le prove per preparare i brani che il Maestro Dario Garegnani e la commissione artistica hanno selezionato per i prossimi impegni, tra i quali i consueti concerti del 25 Aprile e di Giugno.
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SEGUE DALLA HOME PAGE

Se possiamo chiudere un occhio sulla spiacevole e riprovevole dimenticanza di un pensiero personale del Sindaco sulla Shoah (è il secondo anno che esce un manifesto sterile, con le sole iniziative, per di più organizzate solo da ANPI, non dal Comune), non possiamo chiudere un occhio quando, in una ricorrenza riconosciuta ormai a livello internazionale, viene autorizzata l'installazione di un gazebo proprio davanti al Municipio e da parte di gruppi apparentati con "Lealtà e Azione", gli stessi che a luglio hanno vergognosamente fatto parlare di Abbiategrasso per la famigerata Festa del Sole in fiera, evento di chiara ispirazione neofascista e neonazista. Da questi eventi capiamo con chiarezza che: il Sindaco Nai forse non si è ancora lasciato alle spalle i suoi trascorsi politici; il Sindaco Nai, con molta incoerenza, ha avuto il coraggio, qui dentro, di parlare contro le leggi razziali ai ragazzi delle scuole per poi autorizzare la Festa del Sole appena citata; lo stesso Sindaco Nai, sempre qui dentro e con la stessa incoerenza, ha giurato sulla Costituzione; lo stesso Sindaco Nai si è dimenticato, come primo cittadino di Abbiategrasso, che la nostra città in passato ha già pagato un doloroso tributo alla tirannide nazifascista. Davvero sconcertante l'affermazione del Sindaco di essere totalmente all'oscuro di tutto; stessa versione da parte del suo assessore alla sicurezza Mercanti. E intanto qui si verificava uno strappo difficile da ricucire, un insulto a quanti, a milioni, per motivi diversi, ma tutti ugualmente assurdi e criminali, sono "volati nel vento". Ma non stupisce: Nai non sa mai nulla di nulla, solo lui non sa neppure chi sono questi gruppi, non li inquadra fra i gruppi neofascisti e neonazisti che seminano odio e violenza, che vogliono diffondere nuovamente valori razzisti e xenofobi, che portano la morte negli stadi. "Aspettiamo di vedere come si comportano", disse quest'estate, "di vedere se mineranno davvero la nostra sicurezza". "Non possiamo giudicarli a priori e poi non tocca a me", e questo nonostante avessero bellamente raggirato il Comune anche nel fare la richiesta dello spazio fiera. Ebbene, in questa occasione hanno davvero superato il limite, hanno oltraggiato milioni di vittime dello sterminio nazista, hanno minato la nostra sicurezza e ferito la nostra memoria e il nostro orgoglio di cittadini antifascisti. E il Sindaco Nai con loro, ancora una volta complice! Adesso si dice "incazzato", scarica su altri le sue responsabilità di primo cittadino, cerca di correre ai ripari e dichiara alla stampa che con lui hanno chiuso, ammettendo quindi che un rapporto esisteva. Eccome se esisteva! Ma non hanno chiuso perché purtroppo è stato proprio lui ad aprire le porte del nostro territorio, nonostante diversi altri Sindaci gli avessero chiesto di non farlo. Ma lui l'ha fatto ugualmente, con la testardaggine che cela una forte convinzione. L'ha fatto anche per opportunismo politico, per non dispiacere a qualcuno che dall'alto tira i fili del suo agire e partecipa di buon grado alle feste del sole. Bene, Sindaco Nai, ci ha fatto capire a chiare lettere di che pasta è fatto; ancora una volta ha riconfermato che la nostra città si meritava ben altro sindaco e che deve stare in guardia da lei e dal suo operato perché il "bravo ragazzo", di cui si parlava fino a giugno 2017, si è tolto definitivamente la maschera e il suo passato è tristemente riaffiorato. La sua maggioranza tace, ma vale sempre il detto "chi tace acconsente". Altre voci di destra hanno avuto addirittura la sfrontatezza di parlare di "vergognosa strumentalizzazione"; sarebbe meglio per il futuro che dimostrassero un po' di pudore prima di aprire la bocca. Noi continueranno a vigilare e a denunciare ogni passo falso, suo e della sua squadra, ogni tentativo di minare la nostra libertà tanto faticosamente conquistata nel tempo, di turbare quell'antifascismo che ci ispira e che almeno a noi dà la dignità di essere cittadini.

Graziella Cameroni
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Venerdì 22 Febbraio 2019 alle 21.00 ore si terrà presso la Sala Consiliare del Castello Visconteo di Abbiategrasso un incontro chiamato “Leonardo: L'ultima Cena” a cura di Don Domenico Sguaitamatti, responsabile del’Ufficio Beni Culturali della Diocesi di Milano. L'evento è organizato della Comunità Pastorale San Carlo (Pastorale Scolastica) e il Patrocinato dal Comune di Abbiategrasso. Un'occasione per lasciarsi stupire dalla bellezza, la genialità di Leonardo Da Vinci e incuriosire dall'intelligenza, interpellare dal senso profondo racchiuso nel dipinto. Una serata a cui non mancare e alla quale invitare studenti, inseganti, genitori e appassionati di arte e storia. Entrata Libera.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Si è costituito il Comitato “Abbiatense per Zingaretti”, che nel territorio dell’Abbiatense sosterrà la candidatura di Nicola Zingaretti alla carica di segretario del Partito Democratico. “Il domani appartiene a chi ha il coraggio di inventarlo”. In questa frase sono contenute le parole-chiave della visione politica e dei valori che Nicola Zingaretti ha fatto propri e che vuole condividere con tutti coloro che possono riconoscersi nella sua proposta di un riformismo illuminato e inclusivo.
“Domani”, perché un Paese che non guarda al domani e non si attrezza per le sfide di una società sempre più globalizzata e competitiva, non ha futuro;
“Appartenere”, perché solo il senso di far parte di una comunità solidale ed equa può essere il collante in una società che sempre più tende a disgregarsi sotto la spinta di forze isolazioniste e xenofobe;
“Coraggio”, perché in un momento in cui l’onda dei populismi e dei sovranismi sembra crescere inarrestabile, solo scelte coraggiose possono fare da argine e far riguadagnare alla politica la dignità di luogo di elaborazione e di proposta di governo e il rispetto delle persone;
“Inventare”, perché di fronte al disorientamento provocato da nuovi e talvolta non sempre trasparenti modi di elaborazione della proposta politica e della stessa rappresentatività, occorrerà immaginare e attuare nuovi percorsi di inclusione, rivolti in modo particolare alle nuove generazioni.
A tutti coloro che pensano di riconoscersi in questi valori, il Comitato “Abbiatense per Zingaretti” rivolge l’invito a sostenere Nicola Zingaretti e a votarlo all’elezione congressuale del prossimo 3 marzo.
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Si può aderire al Comitato scrivendo a: abbiatensexzingaretti@gmail.com
inviandoci nome, cognome, indirizzo, nr. cellulare, e-mail.
oppure telefonando: 347 2570555 – 349 1706048
Altre info su: https://piazzagrande.nicolazingaretti.it/
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Nella giornata di giovedì 24 gennaio si sono tenute le votazioni per eleggere il nuovo consiglio direttivo dell’ASD, Associazione Sportiva Dilettantistica, società che gestisce tutte le infrastrutture del TC Boschetto storico club abbiatense che ha di recente compiuto 50 anni. Alla presenza di una vasta assemblea composta dai soci frequentatori del sodalizio, si sono svolte le operazioni di voto che hanno visto l’elezione del nuovo consiglio così composto: Massari Maurizio che assume il ruolo di presidente, in continuità con il mandato precedente; Lovati Mario vicepresidente; Ferrario Marco responsabile area eventi; Mirigliani Domenico responsabile del welfare; Seghezzi Marco alle infrastrutture e impianti. Le elezioni hanno seguito la presentazione del programma che nel triennio 2019-2021 ha come punti cardine le seguenti iniziative: Bar-Tavola fredda, la cui gestione e conduzione per la prima volta sarà affidata a personale alle dipendenze del TC Boschetto, personale di cui attualmente è ancora alla ricerca e ne valuta eventuali candidature che potranno essere inviate insieme al curriculum al seguente indirizzo E-mail: AS@tcboschetto.it. Tavola calda: è stato dato mandato al consiglio di valutarne nel triennio, la possibile introduzione per dare ai soci un servizio sempre più confortevole. Segreteria: 2 aree con competenze ben distinte, la prima dedicata alla Federazione Italiana Tennis in carico a Alessandro De Priori, giudice arbitro federale, la seconda, affidata a Cinzia Monzani, che avrà la gestione della parte economica e amministrativa. Il programma che sarà portato avanti nel triennio avrà un obiettivo ben preciso, riassunto in un unica parola con la quale si è chiusa l’assemblea: soddisfare.
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di FABIO BARONI
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E' di questi giorni la pubblicazione del rapporto OXFAM 2019, in occasione della vigilia del meeting di Davos. Il dato principale cui è stato dato risalto dai giornali, ovviamente per sintesi giornalistica, è il seguente: nel 2018 26 miliardari (dunque 26 persone) possedevano da soli l'equivalente ricchezza della metà più povera del pianeta. E' un dato che per le proporzioni messe in campo farebbe girare la testa a chiunque e lascerebbe con la bocca aperta. Andando però ancora più a fonda in questo rapporto che è ben più vasto di un semplice titolo emergono altri spunti di riflessione alquanto significativi, soprattutto per una politica che deve ancora affrontare con decisione (poiché a mio avviso non è ancora stato fatto) il tema della globalizzazione con tutte le sue distorsioni e problemi che devono essere aggrediti. Partendo dal fatto che i cosiddetti "super-ricchi" hanno visto aumentare sensibilmente (+12%) il proprio patrimonio, mentre i "super-poveri" hanno visto decrescere il proprio (-11%) emerge chiaro come il problema alla base sia innanzitutto un problema fiscale. Negli ultimi anni, infatti, alcune delle più gradi compagnie mondiali hanno visto calare la propria aliquota dal 34% al 24% a fronte di profitti e dividenti moltiplicati. Perché avvantaggiare dunque una grande corporation invece di adoperarsi in modo incisivo per la grande maggiornaza? La risposta è semplice: non ci sono regole. Con regole, ovviamente, non si intende una forma di protezionismo Ottocentesco, ma un sistema di tassazione che eviti ai paesi di essere ricattati da queste grandi aziende sulla base del fisco. Serve un sistema di regole globali anche per temi fondamentali nel mercato del lavoro: salari adeguati, norme di sicurezza adeguate, diritti riconosciuti. Già solo queste regole permetterebbero ai governi di muoversi con minor pressione sulle tematiche fiscali, applicando una giusta, sacrosanta e democratica proporzionalità delle tasse. Questo discorso non vedrebbe un rapporto positivo "in verticale" (aziende-lavoratori), ma anche "in orizzontale" (azienda-azienda), poiché queste grandi compagnie godono troppo spesso di benefici cui una piccola o media impresa non possono usufruire. Spostando la questione sul campo fisico delle persone è interessante notare come, secondo il rapporto se l'1% dei più ricchi pagasse appena lo 0,5% in imposte sul proprio patrimonio, si avrebbero risorse sufficienti per mandare a scuola 262 milioni di bambini e salvare la vita a 100 milioni di persone nel prossimo decennio. Sentendo e leggendo queste parole vengono in mente le proposte portate avanti da miliardari americani come Bill Gates e Warren Buffett, i quali si sono sempre detti disponibili a pagare di più, affinché quei soldi venissero utilizzati dallo Stato per garantire servizi alle persone meno abbienti. Altri due punti fondamentali su cui ci si vorrebeb soffermare sono la disuguaglianza di genere e la questione sanitaria. Il tema della diseguaglianza di genere è letteralmente una spina nel fianco delle nostre società "democratiche" (nonché in tutto il mondo). E' impensabile che nel XXI secolo, a parità di mansione, una donna abbia un divario retributivo in media pari al 23% in suo sfavore. Su quale base civile fondiamo questa assurdità? E' giunto il momento che i paesi europei, in primis, si battano affinché questo "gender gap" sia cancellato, poichè non vi è democrazia vera finché vi sia una seppur minima forma di discriminazione. I diritti delle donne, inoltre, stanno vivendo una stagione traumatica nel mondo, invece di espandersi, vengono presi come capro espiatorio per tornare ad una società "felice". Alle donne in molti paesi è impedito studiare, è impedito viaggiare, è impedito il fare politica, il battersi per il proprio futuro. Politicamente parlando, le forze europee socialdemocratiche e social liberali devono battersi, partendo dal gender gap, affinché ogni persona fin dalla nascita abbia la possibilità di partire dallo stesso punto rispetto al vicino di culla. Una società che non discrimina sulla base del sesso, della religione o dal luogo di provenienza, che non , che non discrimina o esclude dal sistema educativo le persone, una società che cura tutti i suoi cittadini ammalati è una società virtuosa, felice e realmente libera. E' incredibile, giungendo quindi alla questione sanitaria, come negli Stati Uniti ci si debba battere ancora affinché ogni persona possa avere garantito il diritto alla sanità (la famosa "Medicare for all" per cui si battono Bernie Sanders e i Democratic Socialist of America), che se non si paga un'assicurazione si viene lasciati per strada o in una sala d'attesa a morire. Domandiamoci se questo sia un esempio od un vanto per un paese che si definisce civile. Ho voluto porre esempi che riguardano le società che vengono definite "a sviluppo avanzato", tralasciando le società più in difficoltà, poiché troppo spesso sappiamo bene le difficoltà degli altri, ma non conosciamo le nostre: come possiamo dunque risolvere i problemi del mondo se noi stessi non riusciamo a risolvere i nostri? Riflettiamoci e andiamo avanti, sempre pensando che c'è sempre da lavorare e battersi per qualcosa o qualcuno, affinché la globalizzazione non sia un pranzo di gala di per pochi, ma sia effettivamente una festa popolare per tutti, nessuno escluso.
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Ciao amici del Cineteatro Al Corso, vogliamo ringraziarvi per aver dato, anche in questi anni, la vostra preferenza all' unico cinema della vostra città. Siamo orgogliosi di potervi comunicare che in questa prima parte della stagione cinematografica abbiamo avuto un incremento di spettatori di quasi il 30% in più rispetto al 2017 - 18, grazie ad una programmazione più mirata verso film d’animazione e per famiglie,come: Hotel Transilvania - Incredibili 2 - Mamma Mia - Schiaccianoci - Animali Fantastici e il film natalizio Il ritorno di Mary Poppins. Ma parliamo dei prossimi arrivi: ci saranno altri film di successo che sapranno entusiasmare il nostro pubblico come I Moschettieri del Re - Aquamen - e il campione d’incassi Bohemian Rhapsody, già vincitore di due Golden Globe e con diverse candidature per i premi Oscar che si terranno il 25 Febbraio. Inoltre comunichiamo ai nostri amici sostenitori e spettatori che avranno modo di vedere anche nella seconda parte della stagione cinematografica ottimi film di sicura qualità come : Il Leone Bianco- Remi - Spider Man - Toy Story 4- Cattivissimo Me - ed altri ancora. Approfitto di questa occasione per ringraziare Don Giuseppe che con il suo intervento ha permesso che tutto ciò sia potuto accadere qualche anno fa con il passaggio dalla proiezione in pellicola al digitale e un grazie ai ragazzi”collaboratori”del Cineteatro Al Corso, che ogni fine settimana, con la loro presenza e professionalità rendono possibile questo fantastico spettacolo. Entrando in sala si sente la loro presenza che dà sicurezza quando si spengono le luci e si dà iniziò sullo schermo ad una nuova avventura, che affascina e ci fa viaggiare con la fantasia in posti che non avremmo mai potuto raggiungere. Quindi, evviva il cinema!

Claudio Bollati
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Il capoluogo piemontese e quello lombardo saranno uniti da una nuova pista ciclabile di 82 chilometri. La pista ciclabile Torino-Milano sarà pronta dal 2020 e correrà accanto al Canale Cavour. Il protocollo d’intesa per la realizzazione dell’opera è stato firmato dalle varie parti interessate nel progetto di realizzazione della pista: la Regione Piemonte, le province piemontesi di Novara e Vercelli, i proprietari dei parchi del Po, del Ticino e della Collina torinese e quelli dell’area interessata del Lago Maggiore. Tra i firmatari del protocollo ci sono anche la Coutenza del Canale Cavour, il Consorzio ovest e il Consorzio est. La pista sarà realizzata seguendo il Canale Cavour per circa 80 chilometri. Il punto di partenza di questa futura “alta velocità delle bici” sarà tra Chivasso e Crescentino. La nuova pista (da non confondere con VenTo, l’altro progetto di ciclabile che collegherà Torino con Venezia) correrà lungo il Canale Cavour e raggiungerà Galliate e il Ticino. All’altezza di Turbigo, permetterà ai ciclisti di entrare nell’attuale pista che da Sesto Calende arriva fino ad Abbiategrasso e da lì di arrivare, percorrendo i Navigli, nella città di Milano. La fine dei lavori è fissata, se tutto andrà come programmato, per la fine del 2020. Il protocollo affida alla Città Metropolitana di Torino. La nuova pista ciclabile che collegherà Torino con Milano è un altro grande progetto che tende la mano al cicloturismo, settore in cui la regione Piemonte e la città di Torino stanno spingendo e continuando ad investire. Un modo per attrarre turisti appassionati di bici e percorsi naturali, ma anche per cercare di limitare gli spostamenti con mezzi inquinanti che danneggiano la salute e l’ambiente.
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Nel 2018 sulle strade della Lombardia sono morte 140 persone, con un aumento del 33% sul 2017, in 123 incidenti, cresciuti del 24%. Delle vittime 37 sono decedute in incidenti autostradali e 103 sulla viabilità ordinaria. Sono alcuni dei dati diffusi dalla polizia stradale della Lombardia. Nel 2018 sono stati rilevati 9.524 incidenti (+1,8%). Sulle autostradale regionali sono stati 4.544 (-2,24%), ma sono aumentati del 5,8% sulla viabilità ordinaria, a quota 4.980. I sinistri con lesioni nel corso dell’anno scorso 4.697, in aumento del 4,5%. Nel 2018 sono state contestate 6.689 violazioni per uso del telefono alla guida. Sono stati inoltre effettuati 765 servizi con misuratori di velocità e sono state accertate 13.079 violazioni per superamento del limite di velocità consentito. Complessivamente sono stati sottoposti a controllo con etilometro quasi 129mila conducenti e sono state elevate 4.743 verbalizzazioni per guida in stato di ebbrezza e 306 per guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti. Contro le cosiddette stragi del sabato sera lo scorso anno la polizia stradale ha impiegato nei posti di controllo 1.304 pattuglie, rilevando 154 incidenti (11 in meno rispetto al 2017) che hanno provocato cinque vittime, una in più rispetto al 2017. I conducenti controllati con etilometri e precursori sono stati 22.158 (-20%), il 7,1% dei quali, pari a 1.321 uomini e 245 donne, è risultato positivo al test di verifica al tasso alcolemico. I veicoli sequestrati per la confisca 82.
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Constatato il sostanziale miglioramento delle raccolta differenziata e la significativa diminuzione della frazione “Resto”, l’Amministrazione Comunale ha dato mandato ad Amaga e Navigli Ambiente di pianificare ed implementare un modello sperimentale per la gestione dei rifiuti solidi urbani. Tale modello ha come obiettivo il progressivo miglioramento delle performance di raccolta e promuove un modello virtuoso verso cui tendere: la progressiva riduzione della frazione non riciclabile. Al fine di ottimizzare la raccolta differenziata dei rifiuti, Navigli Ambiente introdurrà alcune modifiche alle modalità di raccolta a partire da lunedì 7 gennaio 2019, ovvero:
- Modifica zonizzazione delle vie del Centro Storico - La zona Centro Storico viene conglobata nella “zona 3”
- Modifica ritiro e frequenza frazione «Resto» da bisettimanale a mono-settimanale
- Modifica servizio e frequenza raccolta pannolini con secondo ritiro settimanale su prenotazione senza aggravio di spesa sulla bolletta.
- Modifica per alcuni servizi del giorno di ritiro rifiuti porta-porta - vedi lo stradario allegato
- Servizio integrativo raccolta Carta per utenze attività su prenotazione compilando l'apposito modulo
Si segnala infine la nuova app "Riciclario" per mezzo della quale l'utente attraverso il proprio smartphone può ricevere informazioni e aggiornamenti relativi al servizio di raccolta rifiuti, compresi i giorni di ritiro, ed inviare segnalazioni e foto su abbandoni di rifiuti nel territorio urbano. Ulteriori precisazioni e dettagli sono riportate nell’allegato Manifesto. Nei prossimi giorni verranno distribuiti porta a porta i volantini che spiegano puntualmente agli utenti le nuove modalità di raccolta. Il Comune di Abbiategrasso ha già programmato in collaborazione con Amaga e Navigli Ambiente diversi incontri rivolti ai cittadini per la prossima campagna di in-formazione del 2019. Il primo appuntamento è fissato per il 12 febbraio ore 21, presso l’Annunciata.
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Altri tre treni per il trasporto regionale e metropolitano della Lombardia sono stati consegnati da Trenitalia (Gruppo FS Italiane) a Trenord. E’ quanto si legge in una nota di FS. I tre treni, un Vivalto, un Treno Alta Frequentazione (TAF) e un’ALe582, si aggiungono agli otto già consegnati da settembre ad oggi. Diventano così 11, ricorda la nota, i treni perfettamente funzionanti messi a disposizione da Trenitalia per consentire il rilancio del trasporto ferroviario regionale. Insieme ai treni, venti risorse di Trenitalia, fra macchinisti e personale di bordo, hanno già iniziato a lavorare in service per Trenord, garantendo 22 servizi giornalieri. “Trenitalia, nella piena consapevolezza della delicata situazione del trasporto in Lombardia, ha messo in campo il massimo sforzo per garantire a Trenord treni utili a migliorare le condizioni di viaggio dei pendolari”, conclude la nota.
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Continuano a crescere gli italiani che vengono aiutati da Caritas Ambrosiana. L’ultimo report “La povertà nella diocesi ambrosiana”, pubblicato oggi sul sito di Caritas Ambrosiana, mette in luce un ulteriore incremento dei nostri connazionali nella rete di assistenza ecclesiale. Pur rimanendo maggioritari gli stranieri, gli assistiti di nazionalità italiana sono passati dal 36,6% del 2016 al 39,7% del 2017. L’aumento di 3 punti percentuali in un anno conferma una tendenza iniziata con la crisi economica che ha colpito anche il territorio della diocesi milanese (Milano, Varese, Lecco, Monza, relative provincie, e una parte dei comuni del Comasco). Significativo il confronto dei dati negli ultimi dieci anni. Gli utenti di nazionalità italiana che si sono rivolti al campione dei centri di ascolto Caritas presi in esame dalla ricerca sono aumentati sia in termini di incidenza percentuale, passando dal 24,5% del 2008 al 39,7% del 2017, sia in valori assoluti, passando da 3.879 a 4.499. Nei 54 centri di ascolto del campione (un settimo del totale) su cui ogni anno viene condotta la ricerca si sono recati dunque in 10 anni 620 utenti in più di nazionalità italiana. Considerando il numero complessivo dei centri di ascolto presenti in diocesi (380), si può stimare che circa 3.500 connazionali si siano aggiunti agli assistiti di Caritas Ambrosiana. Il dato riflette il peggioramento delle condizioni di vita di molti italiani a seguito della crisi economica. Non è un caso che il principale bisogno rilevato sia il lavoro. D’altro canto, la minore presenza in termini percentuali degli stranieri nei centri di ascolto è stata resa possibile dalla creazione dei centri di accoglienza prefettizi e comunali di cui fa parte il sistema di accoglienza diffusa creato in Diocesi dalle prime avvisaglie della crisi migratoria e che ora rischia complessivamente di essere colpito dai nuovi orientamenti del governo, a partire dal Decreto Sicurezza. Gli italiani sono in genere i più anziani tra gli assistiti (solo il 15,6% ha meno di 34 anni, a fronte del 29,2% degli stranieri comunitari e il 40,6% degli extra-Ue) e possiedono un titolo di studio inferiore (il 14,2% ha un diploma a fronte del 24,4% dei comunitari e del 20,4% degli extracomunitari e del 32% degli irregolari). «Indubbiamente gli italiani impoveriti sono i soggetti più deboli, che hanno maggiori difficoltà a reinserirsi nel mercato del lavoro e quindi rischiano più facilmente di diventare cronici e di accumulare frustrazione e rancore nei confronti dei nuovi venuti. Non serve mettere gli uni contro gli altri: occorre una politica di contrasto alla povertà. Per evitare che italiani impoveriti e stranieri poveri competano per la sopravvivenza; non servono slogan o misure ad effetto, ma una seria politica di contrasto alla povertà», commenta Luciano Gualzetti, direttore di Caritas Ambrosiana.
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Risultato che sfiora il record per l’edizione 2018 di «L’avete fatto a me», l'iniziativa caritativa per l’Avvento realizzata dai giovani della Comunità pastorale San Carlo Borromeo per raccogliere cibo e prodotti per l’igiene da destinare al Portico della Solidarietà. 7.5 le tonnellate di aiuti raccolte in otto serate di visita porta a porta alle famiglie della comunità pastorale che andranno a riempire gli scaffali dell’emporio realizzato per aiutare le famiglie bisognose della città. Tutto quello che è stato raccolto è stato consegnato nel pomeriggio di domenica 9 dicembre al Portico della Solidarietà grazie ad una lunga catena umana che ha collegato la sede dell’associazione con l’oratorio San Gaetano dove erano stati stoccati gli aiuti arrivati grazie alla generosità degli abbiatensi e all’impegno di tutti i volontari. Quasi trecento le persone coinvolte tra ragazzi, adolescenti, giovani e adulti. I volontari hanno girato la città prima per recapitare gli avvisi poi per raccogliere aiuti: volantinaggio affidato ai ragazzi delle medie, raccolta ad adolescenti, giovani e adulti. Otto giorni di raccolta porta a porta in 8mila famiglie. Ogni sera, dalle 18 alle 21, giovani e adulti hanno suonato alla porta delle famiglie abbiatensi per raccogliere generi alimentari e prodotti per l’igiene. E al termine della raccolta porta a porta, ogni sera, il lavoro di smistamento e stoccaggio. Per dieci giorni la cucina dell'Oratorio San Gaetano, punto di stoccaggio del cibo, si è trasformata in una macchina della solidarietà dai grandi numeri. Raccolti ben 1800 chilogrammi di pasta stoccata in 180 scatoloni, 560 di riso, 995 di legumi e 760 di conserva di pomodoro. Oltre 330 i chilogrammi di cibo inscatolato. E poi 200 chilogrammi di prodotti per bambini. La generosità degli abbiatensi ha permesso anche di raccogliere caffè e zucchero, farina e biscotti, dadi e sottaceti. E ancora saponi, detersivi, pannolini, prodotti per l’igiene personale. Tutto materiale che sugli scaffali del Portico della solidarietà aiuterà molti. Un grazie a chi ha contribuito donando alimenti, a chi ha aperto la propria casa, a chi ha preparato manifesti e volantini, a chi ha volantinato, a chi ha raccolto il cibo nelle case, a chi ha inscatolato e smistato gli aiuti, a chi ha consegnato tutto quanto è stato raccolto.
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“Quello della sicurezza delle nostre alzaie è un tema centrale sul quale il Consorzio ETVilloresi è in prima fila da anni. Ma la questione prima di tutto è di natura culturale ed educativa. Si tratta di una sfida che intendiamo affrontare insieme alle amministrazioni locali”. E’ quanto ha detto il Presidente del Consorzio ETVilloresi Alessandro Folli intervenuto ieri mattina, presso il Municipio di Robecco sul Naviglio, dove è stata organizzata una riunione alla quale sono stati invitate tutte le amministrazioni locali dei Comuni rivieraschi che insistono sull’asta del Naviglio Grande (da Turbigo a Corsico). “Questo – ha spiegato Folli – è il primo di una serie di incontri che sarà successivamente promosso anche sulle altre aste del Sistema Navigli: Bereguardo, Pavese e Martesana”. Nel corso del confronto sono stati presentati in anteprima anche i nuovi cartelli in quattro lingue che saranno affissi dal prossimo mese di gennaio lungo l’Alzaia del Naviglio Grande e che andranno a sostituire gli attuali. “Si tratta – ha detto il Presidente di ETVilloresi – di un ennesimo tentativo per ribadire una volta di più che le alzaie non sono piste ciclabili. Chi fruisce di questi percorsi ciclo-pedonali lo deve fare osservando precise regole e, soprattutto, nel rispetto della sicurezza propria e altrui”. “Ogni anno – ha ricordato Folli – nei canali di nostra competenza registriamo una media di 13/14 decessi. Si tratta di morti assurde dovute nella stragrande maggioranza dei casi a comportamenti avventati. Come Consorzio, però, il tema della sicurezza e quello della vita delle persone viene prima di qualsiasi altra cosa perché quando muore qualcuno è sempre un dramma. C’è una questione culturale ed educativa che come Consorzio siamo determinati a portare avanti”. “Con un territorio che ricomprende 435 Comuni, dislocati in 7 province e con oltre 200 Km solo di rete principale da gestire, è praticamente impossibile sorvegliare le alzaie. C’è però un tema di responsabilità generale da affrontare insieme”. “Da qui – ha rimarcato Folli – l’idea di organizzare nella prossima primavera una serie di iniziative di sensibilizzazione. Come Consorzio, già da tempo siamo impegnati in campagne educative all’interno delle scuole”. Durante l’incontro odierno al quale, tra gli altri, erano presenti i Sindaci di Robecco sul Naviglio, Magenta e Abbiategrasso e i rappresentanti dei Comuni di Cuggiono, Boffalora sopra Ticino e Cassinetta di Lugagnano, è emersa la volontà condivisa di proseguire su questa strada. “Siamo tutti impegnati nella stessa direzione – ha detto Fortunata Barni Sindaco di Robecco sul Naviglio – in quanto, la fruizione turistica che ha un ritorno rilevante anche in termini economici per il nostro territorio, deve andare di pari passo con il tema dell’utilizzo responsabile delle alzaie”. Il Presidente Folli e il Direttore Generale di ETVilloresi Laura Burzilleri hanno colto l’occasione per ricordare anche gli interventi che partiranno sull’asta del Naviglio Grande con la prossima primavera, con uno stanziamento complessivo di un milione e 350 mila euro, che consentirà d’intervenire nei Comuni di Robecco sul Naviglio, Boffalora sopra Ticino, Cassinetta, Bernate Ticino, Cuggiono, Albairate, Robecchetto.
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Il primo cittadino di Abbiategrasso Cesare Nai presente in Regione con gli altri Sindaci della tratta ferroviaria Milano-Mortara dall’Assessore Regionale ai Trasporti per chiedere l’estensione della linea S9 da Albairate a Mortara, La proposta del territorio di estendere la linea suburbana può essere utile per ottenere il raddoppio dei binari.
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Continua l’attività del Consorzio dei Comuni dei Navigli per arginare il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti nei luoghi pubblici. Entra, infatti, nella fase operativa l’innovativo progetto, apripista su scala nazionale, che interessa i 20 comuni consorziati dell’Ovest Milanese (Abbiatense, Castanese e Magentino). Il Consorzio, infatti, gestisce il ciclo integrato dei rifiuti nei seguenti comuni: Albairate, Arluno, Bernate Ticino, Besate, Bubbiano, Busto Garolfo, Calvignasco, Casorate Primo, Cassinetta di Lugagnano, Castano Primo, Cisliano, Corbetta, Cusago, Inveruno, Mesero, Morimondo, Nosate, Ozzero, Vanzaghello e Vittuone. Il progetto, attraverso processi di monitoraggio Web-Gis (sistema informativo geografico pubblicato sul web), permette controlli mirati e operazioni di pulizia che mettono in rete enti, cittadini e forze dell’ordine. È quanto rileva il presidente del Consorzio Carlo Ferrè, il quale nei giorni scorsi, con il supporto del direttore Christian Migliorati e di esperto della materia, Giorgio Ghiringhelli, titolare di ARS Ambiente S.r.l. e docente alla LIUC di Castellanza, ha illustrato agli amministratori dei 20 comuni, in particolare il funzionamento dell’Applicazione e del cruscotto web che sono stati realizzati e attivati per il monitoraggio e la gestione dei rifiuti abbandonati sul territorio. «Questo sistema consente un controllo accurato mettendo in rete più soggetti: dal Consorzio ai Comuni fino alle associazioni ambientaliste e di volontariato più autorevoli che operano per la difesa e valorizzazione di questo territorio verde e pregiato. - afferma il presidente Ferrè - Gli strumenti informatici permettono la creazione di una mappa aggiornata e dinamica dei luoghi dell’abbandono, un sistema di reportistica automatico per la valutazione sulle recidività delle micro-discariche e il monitoraggio dei costi di pulizia e rimozione, nonché di avviare anche procedure di carattere repressivo. È in corso da mesi una campagna di comunicazione e sensibilizzazione nei nostri 20 comuni contro l’abbandono dei rifiuti. È un gravoso problema che interessa tutte le comunità e le nostre azioni mirano soprattutto a prevenire e, quindi, a contenerne lo sviluppo in maniera efficace». L’abbandono dei rifiuti e il littering sono problemi che quotidianamente investono ogni comunità del territorio. Con il termine inglese “littering” si indica un comportamento scorretto che vede i rifiuti di piccole dimensioni gettati o abbandonati con noncuranza nelle aree pubbliche, anziché negli appositi bidoni o cestini dell’immondizia, con conseguenze molto negative sull’ecosistema, la salute dei cittadini ed i conti pubblici. L’abbandono dei rifiuti, per esempio, incide per lo 0,82 % sui costi complessivi del Consorzio per la gestione dei rifiuti (dato da consuntivo 2017). Nei prossimi mesi si svolgeranno diversi incontri pubblici con amministratori e tecnici comunali, associazioni ambientaliste, cittadini e stakeholder del territorio. Saranno rivolti anche agli ecovolontari, ai docenti delle scuole, alla Polizia Locale e alla Protezione Civile.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

All'attenzione della Dirigente dell'Istituto Aldo Moro di Abbiategrasso
C.p c all'ufficio tecnico del comune di Abbiategrasso
C.p c. Al Sindaco Nai e al vicesindaco Albetti
C.p.c all'assessore Comelli
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Gentile dottoressa, com'era purtroppo prevedibile l'allagamento della mensa di via Colombo ha sollevato molte discussioni e preoccupazioni fra i genitori degli alunni, ma grazie al rilievo mediatico, anche nella comunità abbiatense. In particolare dobbiamo informarla che vari genitori ci hanno contattati per iscritto e di persona per chiederci informazioni ed esprimere i loro dubbi, in merito alla comunicazione del 31/10, in cui si diceva che l'ufficio tecnico aveva dato il parere favorevole alla riammissione dei bambini nel locale mensa a partire da lunedì 5 (a tal proposito suggeriamo di non inviare solo via registro elettronico le varie comunicazioni, ma di pubblicarle anche sul sito web). Dubbi che purtroppo condividiamo anche noi del direttivo Ages, in quanto non sappiamo con chiarezza:
1) se e quando l'ufficio tecnico abbia fatto uno o più sopralluoghi nella struttura e se la verifica sia stata a tetto asciutto per rilevare eventuali danni/cedimenti/fori nella soletta del locale;
2) se l'ufficio tecnico si sia pronunciato in merito alla scrupolosita' e tenuta dei lavori già eseguiti 3 anni fa nel medesimo punto;
3) se l'ufficio tecnico abbia redatto un documento di agibilità e tale documento sia consultabile ed eventualmente pubblicabile per trasparenza;
4) se soprattutto le nuove piogge abbiano causato nuove infiltrazioni e quindi reso nuovamente inagibile il locale.
Condividiamo infatti il parere di molti genitori che chiedono nuovi controlli e preferiscono che i propri figli continuino a pranzare in classe per non correre rischi e consentire un'istruttoria dettagliata. Restiamo disponibili ad ogni confronto, anche in questo weekend, per garantire la sicurezza e incolumità dei bambini e del personale della scuola.

Il direttivo dell'Ages
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Al termine di una settimana che ha visto i pendolari vittime degli ennesimi ritardi e soppressioni (una straordinaria ordinarietà che non stupisce più!), apprendiamo con sdegno e rabbia la notizia che ha visto una ragazza di 21 anni,vittima di aggressione sessuale su un treno della linea S9, tra la stazione di Albairate e quella di Gaggiano. Nonostante il terrore e lo shock, solo la prontezza e la determinazione le hanno consentito di divincolarsi ed allertare i carabinieri, i quali sono riusciti a bloccare l’aggressore e ad ammanettarlo. La Consulta esprime solidarietà e vicinanza alla vittima di questo episodio richiedendo a Trenord ed RFI un intervento urgente ed immediato per la messa in sicurezza dei treni e delle stazioni che sempre più spesso diventano terreno dove prolifera lo spaccio di stupefacenti e la violenza. Da ultimo, la Consulta, che dal suo insediamento in rappresentanza dei Comuni degli oltre 20mila pendolari che quotidianamente utilizzano la tratta Milano-Mortara, ha sempre cercato di promuovere in tutte le sedi (tra le altre cose) il miglioramento del materiale rotabile e del raddoppio della linea S9, attende delucidazioni dagli organi competenti in merito a rumors di stampa che in merito all’Accordo di Programma tra Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ed RFI il quale prevedrebbe uno slittamento del raddoppio al 2026!

La Consulta Intercomunale dei Trasporti
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COMUNICATO MOBILITA' METROPOLI INSUBRIA

Spettabile Redazione, dopo l'ennesimo caso di tentata violenza sulla linea Milano-Albairate-Alessandria, dove in questo caso la brutta avventura è toccata ad una studentessa alla Stazione S9 di Albairate-Vermezzo. Il Comitato Metropoli Mobilità Insubria chiede agli enti preposti e alle autorità di mettere un presidio permanente di Polfer alla stazione Marcatutto. La linea in questione è da anni che non ha più una stazione con un presidio permanente se non quelle di Alessandria e Mortara. La Stazione di Albairate che negli anni è diventata la stazione principale dell'abbiatense ha il dovere di tutelare le migliaia di utenti che il treno porta al lavoro, a scuola o per altre destinazioni quotidianamente. Garantiamo la sicurezza in primis senza proclami, ma con i fatti. Cordiali Saluti

CO.M.M.I.
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RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO

Domenica 28 ottobre, autorizzata dal Prefetto, si è svolta la vergognosa manifestazione a Predappio per ricordare l’infausta data che nel 1922 diede inizio al ventennio fascista. E, tanto per essere in sintonia con il clima adottato dall’attuale compagine che ci governa, i fascisti vorrebbero anche avere l’autorizzazione per una manifestazione al campo “X” a Musocco di Milano, dove ci sono i morti della “repubblichetta” di Salò. Non è la prima volta ma, grazie al disinteresse istituzionale, anche senza autorizzazione da diversi anni fanno ciò che vogliono. Ma stiamo ad Abbiategrasso dopo che l’attuale giunta di destra ha bocciato un documento presentato da “Cambiamo Abbiategrasso” per vietare iniziative di stampo fascista nella nostra città. Niente di nuovo. Però credo sia giusto ricordare che quando il gruppo nazifascista “Lealtà Azione” aprì una sede qui da noi, ANPI, Associazioni democratiche e partiti antifascisti decisero un presidio serale in p.zza Marconi e in quell’occasione fu data la parola al da poco (e per pochi voti) eletto sindaco Nai. Concordò con la preoccupazione che aveva dato il via al presidio antifascista. Ma anche l’ultimo 25 aprile ascoltai con molta attenzione il discorso del Sindaco ed i riferimenti alla Costituzione Repubblicana nata dalla vittoriosa guerra di Liberazione dai nazifascisti. Purtroppo dopo pochi mesi ecco il ritorno al passato del Sindaco e la concessione ad una emanazione di “Lealtà Azione” dello spazio fiera per tre giorni. In quest’occasione non risulta che in fiera siano stati ammessi giornalisti e fotografi. Infatti non si videro fotografie ma si seppe che ci furono saluti romani e anche peggio. Il sindaco si preoccupò solo dei presunti danni arrecati, ma non di condannare quei gesti. Occorre fare chiarezza perché c’è anche chi dice che in democrazia chiunque ha il diritto di pensarla come vuole; invece NO perché la Costituzione, sulla quale anche il Sindaco ha giurato, è ANTIFASCISTA ed io aggiungo che IL FASCISMO NON E’ UN’OPINIONE MA UN CRIMINE. Ed è per questo che costoro si mimetizzano quando possono, perché oltre alla Costituzione sono state emanate alcune Leggi: n. 465/1952 e 205/1993 che proibiscono sia la ricostituzione del partito che l’apologia del fascismo. Purtroppo non sempre le autorità competenti fanno il loro dovere e tra queste anche il Sindaco che, in barba a tutto quanto, ha fatto diventare Abbiategrasso il centro dei fascionazisti che con le loro iniziative offendono la storia antifascista, e i nostri concittadini morti nei campi di sterminio nazisti. Fortunatamente non sempre la mimetizzazione funziona e il 25 aprile 2016 una delle tante manifestazioni fasciste, non autorizzata, è stata fotografata nei viali del Cimitero di Musocco. Era un folto gruppo (pare oltre 300) che come si vede dalle foto è inquadrato in chiaro stile militaresco che si è recato a commemorare i fascisti al “campo X” dove vi fu il solito sventolio di bandiere con l’aquila della “repubblichetta di Salò”, saluti romani, il “rito” del presente. ecc. ecc. Gli organizzatori di questa provocatoria e offensiva manifestazione avvenuta nel giorno della Liberazione, sono di “Lealtà Azione” e saranno processati il 17 gennaio 2019. Non possiamo sapere se tra quei “300” ci fossero anche quelli locali che poi hanno organizzato le manifestazioni ad Abbiategrasso, ma credo utile ricordare che quella manifestazione non era autorizzata e viene processata, invece quelle fatte da noi sono state autorizzate dal sindaco. Cosa facciamo, dobbiamo denunciare il Sindaco?? Anche perché l’atteggiamento non è cambiato e c’è stata la bocciatura della Mozione antifascista. Finisco col dire che senza una seria autocritica di Sindaco e maggioranza non credo che il prossimo 25 aprile assisterò ad un nuovo falso discorso. Anzi non escludo che ci possa essere una manifestazione alternativa con cittadini democratici e sinceri antifascisti, in memoria dei martiri e dei caduti nella guerra di Liberazione dai nazifascisti. Non vorrei sbagliare ma forse non sarebbe la prima volta. Vicino a noi, forse nel 1994, fu decisa una Manifestazione e corteo in alternativa a quella dell’amministrazione di destra che governava Magenta. Vedremo…!

Carlo Amodeo – Rifondazione Comunista
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“L’attenzione di questa segreteria per quello che rappresentano Legnano e Magenta è strategica. Vogliamo rafforzare la nostra presenza in una delle zone più significative del sistema economico-industriale del milanese. E per far questo abbiamo individuato in Giuseppe Oliva il punto di riferimento in qualità di responsabile politico della Cisl per tutto l’Alto milanese” Carlo Gerla, da pochi mesi segretario generale di Cisl Milano Metropoli prosegue. “ Non a caso La persona e il lavoro è stato il titolo, l’anno scorso, del nostro ultimo congresso. Molto più di uno slogan, un programma di lavoro per avvicinare sempre di più la nostra organizzazione alle persone, dentro e fuori i luoghi di lavoro”. Da qui la scelta della Cisl milanese d’investire sui territori, attraverso dirigenti preparati, che conoscono bene le dinamiche locali. “Come nel caso di Beppe per Legnano e l’intera zona. Un investimento – come lo definisce Gerla - per rafforzare le relazioni istituzionali, i rapporti con il ‘sistema impresa’, il mondo dell’associazionismo. In una parola, incrementare la rete”. E poi: “ è arrivato il momento di liberare un po’ le nostre sacrestie e fare in modo che i nostri militanti siano sempre più nei luoghi di lavoro e abitino il territorio”. Un esempio concreto della rinnovata attenzione al territorio “è il protocollo sugli appaltiche come Cisl – ricorda il segretario generale abbiamo sottoscritto con il Comune di Milano e che Oliva ha saputo tradurre in uno specifico accordo a livello locale”. L’ Alto Milanese, dunque, inteso come laboratorio della futura organizzazione della Cisl milanese incentrata sulle cosiddette macrozone, porzioni omogenee di territorio da affidare ad altrettanti responsabili che fanno riferimento alla segreteria. “Sono contento e ringrazio per questo nuovo incarico. – è il commento di Oliva – I cinque anni ‘milanesi’ hanno rappresentato per me un’esperienza importante che cercherò di mettere a frutto nel territorio, in cui vivo e sono cresciuto come sindacalista, e con il quale ho sempre mantenuto saldi rapporti, dentro e all’esterno della mia organizzazione. Le cose da fare sono tante e già abbiamo messo in cantiere alcune importanti iniziative: il confronto con le amministrazioni locali sul tema degli appalti, l’ accordo sul welfare che stiamo portando avanti con i Comuni, Azienda socio sanitaria, associazioni di categoria e imprese”.

NELLE FOTO - Da sinistra: Giuseppe Oliva e Carlo Gerla
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Come previsto dalla normativa (Decreto del Ministero dell’Interno del 23/12/2015) il documento d'identità deve essere rilasciato dai Comuni esclusivamente in formato elettronico. Anche ad Abbiategrasso a partire da lunedì 1 ottobre, in tutti i casi - primo rilascio, rinnovo, deterioramento,furto o smarrimento - il documento sarà rilasciato con questa modalità: è necessario, innanzitutto, fissare un appuntamento online, collegandosi e registrandosi al portale predisposto dal Ministero dell'Interno (https://agendacie.interno.gov.it/). Gli appuntamenti potranno essere fissati scegliendo all'interno delle fasce orarie di apertura dell'ufficio Anagrafe, ovvero lunedì, giovedì e venerdì dalle 9.15 alle 12.45, martedì dalle 9.15 alle 13.45, mercoledì dalle 16 alle 18 e sabato dalle 9 alle 12. Inoltre, è prevista anche l'apertura straordinaria degli sportelli dedicati al rilascio delle carte d'identità elettroniche al mercoledì mattina, in modo da gestire al meglio il numero delle richieste. Quindi, il richiedente dovrà presentarsi nel giorno e nell'orario stabilito all’ufficio Anagrafe di piazza Vittorio Veneto 7: per il rilascio del documento a favore di maggiorenni, è necessario avere una fotografia in formato cartaceo conforme agli standard ICAO e undocumento d’identità. In caso di furto o smarrimento, è necessario portare la denuncia resa presso l'Autorità di Pubblica Sicurezza. Per il rilascio del documento a favore di minorenni,è sempre necessaria la presenza del minore e una sua fotografia in formato cartaceo conforme agli standard ICAO. Inoltre, deve essere accompagnato da entrambi i genitori muniti di documento d’identità valido. In alternativa, è sufficiente la presenza di un solo genitore con un testimone maggiorenne, entrambi muniti di documenti d’identità validi, e con il modulo di assenso all’espatriofirmato dal genitore assente, con copia del documento d’identità di quest’ultimo. In mancanza di assenso all’espatrio del genitore assente, occorre il nulla osta del Giudice Tutelare. Dopo l'inserimento da parte dell'operatore di tutti i dati e la rilevazione delle impronte digitali,la carta d'identità sarà spedita tramite posta raccomandata, entro sei giorni lavorativi dalla richiesta, direttamente dal Poligrafico dello Stato all'indirizzo indicato dal cittadino, oppure ai servizi demografici del Comune,dove l'interessato o un suo delegato potranno ritirarla. Il costo della carta d’identità elettronica è in tutti i casi di 22 euro, da pagare in contanti (16,79 euro sono il corrispettivo per le spese di emissione sostenute dal Ministero dell’Interno, mentre 5,21 euro sono i diritti fissi e di segreteria comunali). In alcuni casi particolari, potrà ancora essere richiesta la carta d’identità in formato cartaceo(circolare del Ministero dell’Interno n° 4 del 3 aprile 2017), ovvero casi di documentata urgenza segnalati dal richiedente per motivi di salute, viaggio, consultazione elettorale, partecipazione a concorsi o gare pubbliche ed in generale in ogni ipotesi di eventuale pregiudizio/danno economico (ad esempio: stipule, contratti, atti notarili ecc). La carta d'identità in formato cartaceo potrà essere rilasciata anche nel caso in cui il cittadino sia iscritto nell' Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero (AIRE).
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Ad Abbiategrasso, in via Ada Negri 2, da sette anni è in attività Big Gym Fitness, la società sportiva dilettantistica affiliata N.S.I. che ormai da anni si dedica al fitness e al benessere dei suoi soci a 360°. Il centro fitness non è più solo un luogo dove si fatica ma anche un’area in cui ci si prende cura di sé, si socializza, ci si rilassa, ci si rimette in forma. Per questo è stata introdotta un’area beauty ed una spa, e si è pensato ad eventi coinvolgenti per gli amanti del fitness e del benessere. BigGym è dunque per tutti e per tutte le età a partire dai 14 anni. 4 ampie sale per ogni tipo di attività sportiva e riguardante il benessere, e una sala pesi di 900mq, per allenare il corpo, senza lo stress di una sala sovraffollata. Istruttori preparati accompagnano nel percorso verso un miglioramento costante e significativo. Ma non solo: una nuova area pensata appositamente per migliorare lo stile di vita ed l'aspetto fisico. Una moderna spa con sauna, bagno turco, doccia emozionale e idromassaggio, il solarium ed il team di esperte estetiste sono a disposizione per garantire il meglio in sicurezza. Big Gym impiega solo i migliori macchinari e professionisti certificati per garantire grandi prestazioni e nessun rischio. Tutto ciò unito a prezzi chiari e convenienti supporta la crescita costante del centro. Esempio ne sono gli oltre 2000 soci tesserati. Per quanto riguarda gli abbonamenti su misura, Big Gym ha pensato a tante soluzioni diverse, create proprio attorno alle specifiche esigenze di ciascun tesserato. Basta esporre le preferenze in termini di orari e tipologia di attività e Big Gym troverà il giusto abbonamento. Insomma, quale che sia il tuo desiderio, BigGym saprà esaudirlo. Davide Ferriani, titolare della palestra insieme al padre Nicola e al socio Corrado Contini spiega le novità del 2018: "Abbiamo introdotto 17 nuovi corsi e l'ampliamento dell'area funzionale all'interno della sala pesi che raddoppia,passando da 70 metri quadrati a 150. Il centro benessere è completo di centro estetico in grado di effettuare tutti i trattamenti relativi alla bellezza, mentre la spa è composta da bagno turco, sauna, doccia emozionale ed idromassaggio con cromoterapia". Possiamo quindi dire che nel territorio dell'Abbiatense, Big Gym è la palestra leader. "Quel che ci differenzia dalla palestra low-coast - spiega ancora Davide Ferriani - è il fatto che nel costo dell'abbonamento sono compresi tutti i servizi, a 360 gradi, della nostra palestra. Chi si iscrive, può disporre di tutto quel che offre il nostro centro". Il giorno 13 ottobre ci sarà la festa della palestra, il cosiddetto Open Day. Solo per quel giorno Big Gym praticherà il prezzo più basso di tutto l'anno. Il giorno 22 settembre, nell'ambito di "Abbiategrasso Sport Show", Big Gym sarà presente sia con lo stand promozionale, sia con una esibizione.

NELLE FOTO: Uno scorcio della palestra e i titolari di Big Gym
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Sevi in montagna e renta al bosch,
hoo vist dòpo tanto temp, ona vipera piscinina,
e per la contentezza de veden anmo,
vegneva squasi voeuja de basagh la crapina.
Allora m’hé vegnuu in la ment
de quanti bestioeur adess sa na veda puu.
Sa veda puu de “ghesc”, de “còrnabo”,
e anca de “biss “e “rann” ga n’é squasi puu.
Gh’é cambiaa tuscòss. Borlen gio i montagn de giazz,
l’acqua o l’é pòcca o la fa dagn,
de nev na vegna pòcca e la dura pòcch anca suu i montagn.
Gh’é in gir montagn de rugh,
bordegom on poo depertutt; ròbba de matt,
l’aria l’é semper pussee grama,
che resisten e fann festa hinn domà i ratt.
Sa dis nò de fermà al mond o al progress,
ga mancarìa anca quell,
ma l’é nò al caso de fermass on moment
a ragionà per fà on mond pussée bell?

Lucio Da Col
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Ero in montagna e vicino al bosco
ho visto dopo tanto tempo una vipera piccolina,
e per la contentezza di vederne ancora,
veniva quasi voglia di baciarle la testolina.
Allora mi è venuto in mente
di quante bestiole adesso non se ne vedono più.
Non si vedono più ramarri, cervi volanti,
e anche bisce e rane non ce ne sono quasi più.
E’ cambiato tutto. Franano le montagne di ghiaccio
l’acqua è poca o fa danno,
di neve ne cade poca e dura poco anche sulle montagne.
Ci sono in giro montagne di rifiuti
sporchiamo un po’ in ogni luogo; roba da matti,
l’aria è sempre più cattiva,
che resistono e fanno festa sono solo i ratti.
Non si dice di fermare il mondo o il progresso,
ci mancherebbe anche quello,
ma non è il caso di fermarci un momento
a ragionare per fare un mondo più bello?

Lucio Da Col
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Fondazione Per Leggere svolge sul territorio un fondamentale ruolo per la gestione di alcuni servizi a favore delle biblioteche del territorio, e riveste un’importanza rilevante nell’ambito della promozione culturale; eroga servizi a supporto dell’attività e dei progetti delle biblioteche che ne fanno parte. Dal momento che gli accordi fra l'Amministrazione Comunale e la Fondazione per Leggere approvati con atti sopra scadranno il 31/12/2018 si è ritenuto necessario procedere alla stipula di un nuovo accordo, al fine di permettere alla Fondazione per Leggere di programmare adeguatamente le attività ed i progetti per i prossimi anni. Fondazione Per Leggere intende erogare a favore dell’amministrazione comunale di Abbiategrasso una serie di servizi così riassumibili: Apertura e gestione di un punto prestito bibliotecario decentrato e punto di informazione turistica, per un totale di 33 ore settimanali; Apertura, sorveglianza e chiusura degli spazi espositivi o del cortile di Palazzo Stampa per eventi programmati fino ad un massimo di 300 ore annue aggiuntive rispetto alle 33 ore settimanali; Predisposizione, entro il 30/06/2019, di un progetto per la valorizzazione dell’intero complesso di Palazzo Stampa; la predisposizione del progetto non dovrà comportare né oneri né vincoli per l’Amministrazione Comunale. La Giunta Comunale ha così ritenuto di concedere alla Fondazione per Leggere i locali al piano terra di Palazzo Stampa per un periodo di dieci anni e le spese di consumo (riscaldamento, acqua, energia elettrica), manutenzione ordinaria, pulizia, smaltimento rifiuti, saranno a carico della Fondazione.
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Nel 2016 Assolombarda Milano Monza e Brianza e i sindacati CGIL, CISL e UIL Territoriali hanno stipulato un accordo in tema di molestie e violenza di genere: grazie a questa intesa sono state realizzate importanti iniziative di informazione e sensibilizzazione su questo delicato tema nei confronti di aziende e lavoratori. Il progetto è proseguito poi quest’anno anche su altri fronti, con il sostegno concreto alle donne vittime di violenza: in aggiunta a quanto già contenuto nell’accordo, Assolombarda e le rappresentanze sindacali hanno identificato come ulteriore destinataria della raccolta fondi anche la Rete Antiviolenza Ticino Olona. I lavoratori che lo desiderano, quindi, fino al 30 giugno prossimo potranno aderire devolvendoun contributo volontario - pari indicativamente ad un’ora di lavoro; una quota equivalente sarà inoltre versata da parte delle imprese associate ad Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza. Le somme vengono raccolte sul conto corrente bancario attivato ad hoc presso Banca Intesa Sanpaolo, denominato “Fondo 8 marzo”: gli importi saranno poi assegnati alle reti territoriali in base alle necessità e alla popolazione residente. “Siamo soddisfatti di questa collaborazione tra le realtà industriali e sindacali del territorio - osserva l’assessore Rilancio economico delle Attività e delle Imprese Francesco Bottene – E’ notevole che l’impegno delle attività produttive non sia finalizzato solo al raggiungimento degli obiettivi economici e di profitto, ma anche alla valorizzazione dell’impegno sociale e alla costituzione di un fondo di solidarietà di cui potrà beneficiare anche l’Abbiatense.” “Questa iniziativa, unica nel suo genere, e deve vedere l'impegno di tutti per una sua piena riuscita. Anche nei luoghi di lavoro, così come nell’intera società, molestie, ricatti sessuali e discriminazioni sono fenomeni che vanno combattuti con tutti i mezzi necessari - dichiarano Jorge Torre, Segretario Generale della Cgil Ticino Olona, Giuseppe Oliva della Cisl Milano Metropoli e Stefano Dell’Acqua della Uil Milano e Lombardia - Per il superamento del fenomeno occorre un cambiamento culturale anche attraverso l'azione congiunta delle parti sociali, come dimostra questo accordo. Il sostegno alle attività di prevenzione e di contrasto delle violenze di genere, con la raccolta fondi destinata alle reti antiviolenza e in particolare a quella del nostro territorio Ticino Olona, rappresenta una risposta concreta per proseguire progetti e iniziative a sostegno delle donne in difficoltà”. “Un’opportunità interessante per la Rete Antiviolenza, attiva da tempo anche sul nostro territorio grazie allo Sportello Antenna di via Novara – aggiunge l’assessore al Welfare Locale Eleonora Comelli – In questi casi è importante, infatti, offrire innanzitutto alle vittime un primo aiuto nella fase di emergenza, e poi proseguire con ulteriori risorse per attivare percorsi formativi e psicologici che possano permettere a queste donne di trovare una nuova autonomia.”
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di ALESSANDRO PECORARO
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E’ notizia di questi mesi che un Fondo Comune d’Investimenti con sede negli USA ha acquisito i diritti di proprietà della compagnia privata ferroviaria NTV Italo. Un’azienda avente soci azionisti italiani e capitali internazionali, nata in conseguenza del recepimento delle norme comunitarie che hanno consentito la liberalizzazione dal monopolio delle linee ferroviarie ad Alta Velocità. Un’innovazione che ha reso in breve tempo l’Italia leader in questo campo in Europa dove, al contrario, le percorrenze a lungo raggio rimangono a tutt’oggi nella quasi totalità monopolio delle compagnie ferroviarie nazionali. L’ingresso nel settore trasporti ferroviari di un concorrente che ha di fatto tolto il monopolio a Trenitalia ha consentito nel breve di abbassare i prezzi, migliorare la qualità del servizio e nel contempo offerto ai viaggiatori una possibile seconda possibilità riferita ad orari e destinazioni. Il rinnovato recente interesse a finanziare con capitali stranieri le nostre aziende, grazie ai fondi comuni d’investimento internazionali, è la dimostrazione che quando in Italia si mettono gli operatori economici nelle condizioni di competere con regole eque e certe senza vincoli pregiudiziali o corporativi, i risultati arrivano a beneficio degli investitori, che ovviamente non sono enti caritatevoli, ma anche per i viaggiatori che pagano il biglietto. Incrociando i dati di Ntv e Trenitalia in sette anni di concorrenza il mercato di utenza è quasi raddoppiato con aumento medio del 10% all’anno. Questo è successo per l’Alta Velocità a lungo raggio, ma un modello di sviluppo simile potrebbe funzionare anche per i trasporti regionali a carattere pendolare? E sarebbe possibile applicarlo laddove vi è una massa di persone che prendono il treno quotidianamente sempre in una ristretta fascia di orario riducendo in modo drastico le opzioni ed andando quindi a costituire quello che in economia viene chiamato “monopolio naturale”? Sono domande più che ovvie e legittime alle quali tenteremo di dare risposta fra poche righe. Diamo prima uno sguardo alla situazione attuale. Ad oggi, in Lombardia, il servizio ferroviario è gestito da Trenord, società Srl partecipata 50/50 tra Ferrovie Nord Spa e Trenitalia. Dal punto di vista giuridico è di fatto una società privata plurima con capitali pubblici. Ma cosa avviene in pratica? Quando Trenord non rispetta i suoi obblighi contrattuali si comporta da azienda pubblica scaricando le responsabilità sulla politica che non garantirebbe, a suo dire, le risorse mentre quando le si chiede di migliorare il servizio od aumentare le corse, con la cinica freddezza di un’azienda privata, risponde che l’offerta (treni) corrisponde alla domanda (pendolari) e che aumentare l’offerta produrrebbe una perdita economica. Insomma, per dirla in modo semplice: Trenord è pubblica e privata al tempo stesso a seconda delle situazioni e di come alla dirigenza fa più comodo atteggiarsi. Nonostante i mille ostacoli messi dal Sindaco Virginia Raggi, a Roma dopo i disastri palesati dell’azienda municipale dei trasporti, l’ATAC, su iniziativa del Partito Radicale si terrà il referendum per la liberalizzazione del trasporto pubblico cittadino. Se passerà tale iniziativa e verranno indette gare d’appalto serie e trasparenti, ad ogni scadenza contrattuale si dovrà indire una nuova gara e l’azienda che offrirà a minor costo pari servizi otterrà il nuovo appalto. Se l’azienda vincente non rispetterà il contratto dovrà risarcisce per i danni procurati e ci si rivolgerà alla concorrenza. Facile in teoria, ma purtroppo in Italia non abbiamo maturato esperienze positive con le gare di appalto pubbliche, del resto Le numerose vicende giudiziarie sono lì a dimostrarlo. Non possiamo neanche però rassegnarci dinanzi a quanto finora non ha funzionato ritenendo l’illecito e la corruzione problemi insormontabili. Semplicemente dobbiamo impegnarci maggiormente affinché le cose cambino. Quando si parla di liberalizzazioni e/o privatizzazioni (non sono necessariamente la stessa cosa) le prime immagini che vengono alla mente sono gli infidi finanzieri di Wall Street, la signora Thatcher ed i film di Ken Loch sui minatori inglesi. E’ interessante osservare alcune esperienze nel resto d’Europa a proposito di liberalizzazioni del servizio pubblico ferroviario. Giusto per non deludere i pregiudizi di molti partiamo dall’esempio più controverso ed inizialmente mal riuscito: la privatizzazione delle ferrovie britanniche ad opera della Lady di ferro. I conservatori inglesi fecero il grande errore di prendere la British Railways così com’era e privatizzarla nella sua interezza. Non fu liberalizzazione, in questo caso e infatti non venne mantenuta in vita una impresa pubblica con cui i privati avrebbero dovuto confrontarsi e dimostrare maggiore efficienza facendole leale concorrenza. Una situazione molto diversa da come deve oggi agire Italo nei confronti di Trenitalia. Questo veloce ma solo apparente processo di modernizzazione, nei primi anni 90, creò una sorta di far-west delle compagnie ferroviarie e confusione nell’utenza. L’errore più grande però fu di privatizzare oltre ai anche tutta la logistica comprendente le infrastrutture, i binari e le stazioni. Essendo le infrastrutture, per loro natura, a basso rendimento economico, le imprese che ne ebbero il controllo entrarono ben presto in crisi e fu palese il contrasto, divenuto ben presto conflitto di interesse tra azienda detentrice dei binari e il diritto di accesso dei treni alla linea medesima. Sorsero dubbi ed interrogativi anche sul livello di sicurezza delle infrastrutture. All’inizio degli anni 2000 dovette intervenire il governo laburista di Tony Blair che per prima cosa si preoccupò di nazionalizzare nuovamente le infrastrutture, mise ordine nei servizi ferroviari, diede loro una nuova e più moderna regolamentazione accertandosi che fosse allettante anche per le compagnie private favorendone gli investimenti. Oggi le ferrovie inglesi sono strutturate su due livelli di competenza. Il primo: le infrastrutture come ferrovie e binari, di proprietà dello stato. Il secondo: i treni, affidati a compagnie private che pagano allo stato il diritto alla circolazione. Dall’utile di quest’ultime si finanzia il primo livello, ovvero le infrastrutture ed i binari che vengono considerati servizi basilari “no profit”. I treni con percorrenze a lungo raggio sono in genere in libera concorrenza mentre i servizi regionali sono affidati, con gare di appalto a scadenza, ad una sola compagnia per ogni area geografica. Nell’Europa continentale, salvo poche eccezioni la liberalizzazione del servizio ferroviario sta procedendo molto lentamente nonostante le Direttive Europee imporrebbero a tutti i paesi dell’Unione di liberalizzare i servizi ferroviari. Oltre al Regno Unito ad oggi, ad aver liberalizzato alcuni dei servizi ferroviari, ci sono la Svezia per la medio e lunga distanza, la Danimarca e la Germania per i treni locali e l’Italia per quanto riguarda l’alta velocità. Vediamo un attimo la loro situazione. La Germania ha affidato il processo di liberalizzazione ai Lander, l’equivalente delle nostre regioni. Fino ad ora sono stati messi a gara circa 200 milioni di treno/chilometro, la maggior parte sono aziende od operatori diversi da Deutsche Bahn, l’equivalente delle nostre FS, l’ex monopolista nazionale. Il noto operatore autobus Flixbus ha lanciato servizi ferroviari analoghi e simili a quelli operati su gomma, con biglietti a partire da 10 euro per le lunghe percorrenze. La Svezia ha liberalizzato alcune tratte, la Danimarca alcuni servizi regionali. Emmanuel Macron in Francia sta provando tra mille proteste e veti dei sindacati ad accennare ad una timida liberalizzazione, cosa ardua in un paese tra i più statalisti e centralisti del mondo occidentale. Dato che in questi paesi il processo è iniziato in tempi molto recenti, bisognerà ritornare all’esempio britannico per capire, sul lungo termine, gli effetti della liberalizzazione del servizio ferroviario, qui infatti la riforma ferroviaria ha ormai più di vent’anni. Malgrado ci siano molti soggetti critici che annotano che in questi anni molte compagnie sono entrate in crisi e lo Stato ha dovuto intervenire, dopo le manovre correttive prima esposte, stando alle statistiche ufficiali e di molti altri commentatori, il bilancio è molto positivo. Anche un’indagine della Commissione Europea che comparava i diversi servizi ferroviari ha messo l’esempio britannico al primo posto di soddisfazione dell’utenza. Le ferrovie britanniche risultano anche le più sicure d’Europa, sempre stando ai dati ufficiali. Dall’inizio della riforma la quota di passeggeri fruitori del servizio ferroviario ad oggi è quasi raddoppiata. Quando nei primi anni 90 la riforma ebbe inizio il trasporto passeggeri era in una fase di forte declino. Si era infatti passati da 1,1 miliardi di passeggeri nel 1957 a un minimo di 630 milioni nel 1982 per poi evolversi in modo altalenante. Dai 735 milioni raggiunto nel biennio 1994-95, la domanda è progressivamente cresciuta a 1,3 miliardi nell’ultimo biennio con un aumento complessivo di oltre il 70%. tornando a superare i numeri del 1953. La liberalizzazione ha portato a una crescita complessiva dei pendolari/kilometro dell’85% e media annua del +3,9%. Nello stesso periodo la domanda in Italia è cresciuta di meno del 10% in regime di monopolio pubblico. Sul fronte economico il meccanismo della liberalizzazione ha portato l’ammontare del denaro pagato con la fiscalità generale a soli 990 milioni di sterline nel 2000. Bisogna tener conto che si partiva da una situazione in cui il sistema pubblico finanziava il sistema ferroviario per più di 2 miliardi di sterline. Come ricordato sopra, nel Regno Unito chi ottiene una concessione per i servizi ferroviari <deve> pagare per l’utilizzo della rete. Nel 2009 lo stato britannico ha così incassato 380 milioni di sterline di utenze. Soldi che in Italia potrebbero essere favorevolmente utilizzati per finanziare biglietti ridotti per studenti o per pendolari a basso reddito nell’ottica di una più equa giustizia sociale. Al contrario nel nostro paese i prezzi dei biglietti hanno continuato a lievitare senza che ne corrispondesse un reale aumento della qualità nel servizio offerto, anzi. Un risultato non proprio edificante per il nostro paese. Quindi perché non proporre anche in Regione Lombardia delle VERE “gare aperte” a cui possano partecipare più operatori, anche internazionali, come vorrebbero le direttive europee? Lo sappiamo, rimane il solito italico problema delle gare poco trasparenti a volte costruite su misura per i soliti noti. Da qualche parte però dovremo pur cominciare ed a Roma il referendum ATAC potrebbe fare da apripista. Attenzione, in una vera gara aperta e trasparente non è detto che debba essere per forza il privato a vincere; potrebbe darsi che l’attuale azienda controllata dal pubblico risulti la più adatta e faccia l’offerta migliore. Per esempio Ferrovie dello Stato, già presente in Francia, Germania e Grecia, tramite la sua controllata “Trenitalia UK” ha raggiunto un accordo con National Express Group Plc che prevede l’acquisizione da parte di Trenitalia, per circa 70 milioni di sterline, della totalità delle azioni della società Nxet (National Express Essex Thameside) e gestirà i collegamenti tra la capitale inglese e Shoesburyness, sulla costa orientale nella regione del South Essex. Sempre oltre Manica FS ha gareggiato contro il magnate Richard Branson per sottrargli la prestigiosa linea Londra-Edimburgo controllata dalla Virgin. Trenitalia è stata l'unica impresa non inglese ad avere l'abilitazione alla gara in Inghilterra. Questo vuol dire che anche le nostre imprese pubbliche, se messe in condizione di competere, possono dare ottimi risultati a livello internazionale. Il Giappone addirittura anticipando il Regno Unito ha seguito il percorso analogo a quello britannico per scongiurare il collasso finanziario della rete ferroviaria a fine anni 80. Peccato che in Italia i nostri gestori, senza il pungolo della onesta competizione, si adagiano ed i scarsi risultati li vediamo tutti i giorni come pendolari. Immaginatevi una gara in Lombardia; se vincesse TreNord vorrebbe dire che abbiamo già il miglior servizio ferroviario possibile. I pendolari lombardi non ne sono però così convinti, forse varrebbe la pena di provare qualcos’altro.

Alessandro Pecoraro (consulta trasporti Sud Ovest Milano)
Pubblicato per la rivista “Strade-Il Magazine”
http://stradeonline.it/innovazione-e-mercato/3399-libero-treno-in-libero-stato-i-vantaggi-della-liberalizzazione
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(HWQ) - L'azienda agricola Cascina Cirenaica è una piccola realtà con indirizzo cerealicolo e suinicolo a ciclo chiuso, con circa 40 riproduttori, ed applica i concetti di agricoltura ecocompatibile. Si trova a Robecchetto con Induno, in privincia di Milano. Da 20 anni la Cirenaica è impegnata a produrre suini pesanti, destinati al salumificio: vengono macellati ad almeno dieci mesi di vita ed un peso di circa 165 Kg. L'allevamento è iscritto e riconosciuto dal Consorzio del prosciutto di Parma, e ha recentemente ottenuto il "Marchio Parco Ticino Produzione Controllata". Questo vuol dire che l'azienda è sottoposta a controlli e al rispetto di un disciplinare di produzione rigido. Sulle cosce di tutti i suinetti viene tatuato il codice dell' allevamento, (MI 145 più una lettera indicante il mese di nascita), codice sempre visibile sulla cotenna anche quando il prosciutto è pronto al consumo. Nell'allevamento viene applicato il concetto "The five freedoms" (le cinque libertà): libertà dalla sete e dalla fame; libertà da malattie e ferite; libertà di poter avere comportamenti normali; libertà di avere confort;libertà dal timore e paura. Questo grazie ad una attenta gestione famigliare, all'utilizzo di cereali di produzione aziendale con qualità controllata, dell'allevamento dei suinetti e magroni su paglia che permette maggiore libertà, movimento e tranquillità, evitare maltrattamenti, evitare il più possibile entrate di persone e animali esterni per ridurre il rischio di infezioni e malattie. Per quqnto riguarda i prodotti della terra, il ciclo produttivo è il classico ciclo agricolo-suinicolo che si effettua in questa zona, soggetto a variazioni a seconda delle condizioni pedoclimatiche, l’andamento stagionale ed alle esigenze d’allevamento e di mercato. Circa l’85% della produzione agraria è destinata all’alimentazione degli animali allevati, ovvero una media di 2 bovini e 40 suini riproduttori in ciclo chiuso, con un produzione di circa 850 suini annui, i reflui zootecnici vengono stoccati e utilizzati come da P.U.A.S. (Piano Utilizzazione Agronomica Semplificato) approvato. Per l’alimentazione animale si acquista solamente la farina di estrazione di soia, crusca di grano tenero e gli integratori vitaminico-minerali, per un’integrazione totale nella razione di circa il 25%. Il riscaldamento invernale della sala parto viene effettuato adottando esclusivamente combustibili derivanti dal ciclo del legno, ottenendo risparmio energetico e minor inquinamento ambientale. Inoltre i maialini svezzati vengono lasciati sulla paglia, che mantiene un equilibrio termico naturale perfetto per gli animali. La dotazione dei macchinari al servizio dell'azienda è molto completa, non vengono fatti eseguire lavori a conto terzi. Cereali e farine vengono stoccati in silos della capacità di circa 500mc. Tutte queste continue attenzioni hanno permesso all'azienda di essere classificata indenne da alcune principali malattie dei suini oramai da molto tempo; è tra i primi allevamenti negativi alla Malattia di Aujeszky e alla PRRS. Questo permette di ridurre quasi a zero l' utilizzo di vaccini e medicinali, in caso di necessità vengono usati medicinali naturali, a vantaggio della qualità della carne. Anche i parassiti e gli insetti vengono combattuti utilizzando il più possibile metodi naturali e lotta integrata. Attualmente gran parte della produzione commerciale di maiali è basata su animali frutto di incroci tra le varie razze, per migliorarne le caratteristiche. Sono molto adatti alla produzione di carne di altissima qualità, magre, gustose e con poco colesterolo. I suini sono particolarmente adatti alla salatura e stagionatura, quindi alla produzione dei salumi e prosciutti italiani di altissima qualità. L'allevamento è composto da 40 suini riproduttori che generano un ciclo di circa 850 suini all'anno. La gestazione delle scrofe ha una durata di circa 114 giorni, i maialini vengono allattati dalla madre fino a circa 35-40 giorni, dopo 15 giorni l'alimentazione viene gradualmente integrata con acqua e mangime. I suini svezzati vengono portati nei recinti con lettiere in paglia, a 5 mesi vengono suddivisi in piccoli gruppi (8 capi) e spostati nei box per l'ingrasso. L'impiego delle lettiere risulta particolarmente interessante perchè consente, tra l'altro la creazione di un ambiente d'allevamento meno stressante, nel quale gli animali possono manifestare appieno comportamenti naturali quali il grufolamento, l'esplorazione, la masticazione e la pulizia del corpo. Anche la maggior superficie a disposizione di ciascun suino contribuisce a creare un habitat più rispettoso delle esigenze di benessere degli animali allevati. Questa tecnica di allevamento comporta un forte impiego di manodopera per le operazioni di distribuzione della paglia e di rimozione della lettiera a fine ciclo, oltre alla necessità di una elevata superficie a disposizione per ciascun capo allevato. Il mangime è composto da mais, orzo, frumento, pisello proteico, soia, crusca, integratore vitaminico-minerale e derivati del latte in quantità variabili in funzione del peso e dell'età dell'animale, delle variazioni stagionali, stabulazione e microclima ambientale. Sono completamente escluse le farine di carne e di pesce e tutti i prodotti contenenti O.G.M. (Organismi Geneticamente Modificati). Normalmente i suini vengono macellati a 10-12 mesi di vita, un suino di 10 mesi ha consumato in media 630Kg. di mangime. La struttura del salumificio è tale da garantire l'igienicità del prodotto lungo tutta la filiera produttiva. Per questo motivo la Cirenaica ha ottenuto il Bollo CEE. Dal Produttore al Consumatore: è possibile acquistare i prodotti dell'azienda agricola allo spaccio (Gio-Ven-Sab 09:30-19:00) annesso allo stabilimento, dove si effettua vendita all'ingrosso e al dettaglio. Qui troverete anche: miele, vino, riso e altro.... tutto rigorosamente proveniente da agricoltura biologia o integrata e da Aziende di selezione e fiducia di Cirenaica.
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