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ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA GRUPPO DI MESSINA
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Isola di SALINA La più verde delle Isole Eolie Riconfermata col massimo riconoscimento delle “cinque vele”, nella Guida Blu 2011 di Legambiente L'isola per chi ha dubbi tra vacanze ai Monti o al Mare Santa Marina Salina vista dal porto © 2006 F. Mondello L'isola di Salina si trova al centro dell'Arcipelago delle Isole Eolie ed è seconda per dimensioni (26,8 Kmq), è invece la più alta per le vette che le danno la forma di una gobba di cammello: “Fossa delle Felci” (962 m.) e “Monte dei Porri” (860 m.), vulcani ormai spenti e ammantati di una fitta vegetazione. Per la sua posizione centrale consente spostamenti rapidi in tutte le altre isole dell'arcipelago. E' ben collegata con numerose corse giornaliere di aliscafi e navi a Milazzo da dove partono navette (Vedi) per gli aeroporti di Catania e Palermo. Altri collegamenti marittimi giornalieri si hanno con Palermo, Napoli, Messina e Reggio Cal. (vedi orari Siremar e UsticaLines) La nascita dell'isola di Salina si è svolta attraverso due periodi ben distinti di attività vulcanica: - nel primo periodo si formarono due isole poste vicine tra di loro. Una era costituita dal Vulcano del Corvo e l'altra più ad Est, era costituita dal Vulcano del Capo, all'estremità Nord Est dell'isola attuale, e dal Vulcano del Monte Rivi a Sud Ovest di esso. Successivamente a Sud del Monte Rivi si è formato il Vulcano della Fossa delle Felci, di dimensioni superiori ai precedenti con un cratere di circa 500 m. - In un secondo periodo si è formato il Vulcano dei Porri, che ricoprì quasi interamente con le sue colate laviche il vecchio Vulcano del Corvo e congiunse le due isole. Per ultimo si aprì a bassa quota il vastissimo cratere di Pollara che distrusse il fianco Nord Ovest del Vulcano dei Porri e parte del Vulcano del Corvo, di cui resta, ancora, il nucleo basaltico originario. L'attività di tale cratere fu prevalentemente esplosiva e produsse grande quantità di pomice. Col cratere di Pollara si concluse la formazione dell’isola di Salina che, nel corso dei secoli, l'erosione delle acque piovane e di quelle marine ha modellato nella forma attuale, scavando profondi valloni, erodendo le coste e distruggendo tutta la metà occidentale del vulcano di Pollara, di cui rimane solo un faraglione. Complessivamente, quindi, l’isola di Salina è formata da sei vulcani ormai completamente spenti, di cui alcuni difficili da individuare, e di cui l’unica attività vulcanica rimasta consiste solo nelle manifestazioni fumaroliche sottomarine, presenti soprattutto nella baia di Pollara e nei pressi di Rinella. Mappa Isola di Salina L’isola è la più verde delle Eolie grazie all’umidità dei suoi terreni, alla fertilità del suolo, e alla ricchezza della flora. Nel 1981 è stata istituita una riserva naturale, dell’estensione di 1521 ettari, che abbraccia i due monti arrivando, in alcuni tratti, fino al mare.
Il nome dell’isola deriva da un'antica salina posta nel
laghetto di Lingua
Suggestivo e di grande attrattiva è lo scenario naturale offerto dalle sue innumerevoli insenature, dalle grotte e dagli scogli che circondano l'isola stagliandosi sul mare colore zaffiro, ma non meno affascinanti sono i fondali sottomarini, blu, puliti e trasparenti fino ad alta profondità, di grande attrattiva per i subacquei ma anche per chi prova la maschera subacquea per la prima volta ed ammira l’inabissamento delle rocce nell’azzurro dei fondali, oppure a riva le Donzelle pavonine che girano tra i piedi appena si smuove qualche pietra. Riservata a pochi esperti la vasta Secca del Capo, posta tra Salina e Panarea, col culmine visibile a circa otto metri di profondità. Nei suoi mari capita spesso di vedere affiorare Delfini, Pesci spada, e Tonni o di fare incontri subacquei con Ricciole Aguglie e Tartarughe, mentre la Foca, un tempo nidificante a Filicudi, è ormai scomparsa. Naturalmente non possono mancare gli avvistamenti di Cernie, Saraghi, Orate, Corvine e degli immancabili Polipi. La ricchezza dei fondali delle Eolie ne ha fatto per anni la sede dei campionati nazionali di pesca subacquea. Poi la disorganizzazione ha fatto si che la manifestazione venisse spostata in altri mari. In questi anni i tre comuni di Santa Marina Salina, Leni e Malfa in cui è divisa l’isola hanno lavorato per rendere il territorio sempre più accogliente vietando comunque le cementificazioni. Il risultato è stato la conservazione della fisionomia di un tempo, con le antiche stradine in pietra, strette e tortuose e le case di una volta, circondate da un giardinetto, basse, colorate o almeno con il tetto bianco, poste in posizione sempre più elevata per poter comunque ammirare il mare. L’accoglienza è stata migliorata con la ristrutturazione in albergo di antiche case e le case vacanza private, diversi ristoranti di qualità, e con la costruzione di un porticciolo turistico che può prestare adeguata assistenza alle numerose imbarcazioni che affollano le isole e consentire manifestazioni velistiche come . E' anche possibile affittare barche e gommoni per escursioni o pesca, oppure affidarsi ad imbarcazioni più grandi per una visita guidata alle località più suggestive. Il lavoro è stato premiato col massimo riconoscimento delle “cinque vele”, nella Guida Blu di Legambiente, le cui valutazioni non riguardano solo la qualità delle acque di balneazione ma tengono conto anche della qualità delle strutture ricettive, della presenza di un centro storico ben conservato, di un'offerta enogastronomica di pregio, della vicinanza a luoghi di interesse storico artistico o naturalistico, ecc. Il riconoscimento è stato riconfermato a Santa Marina Salina anche per il 2008, 2009, 2010 e 2011 con il secondo posto nazionale nella Guida Blu, e fa preferire l'isola alle altre dell'arcipelago, che comunque possono contare sulle due vele assegnate a Lipari. (Vedi video assegnazione 2007) Santa Marina Salina è il centro più movimentato, col porto commerciale che garantisce l’approdo a navi ed aliscafi anche con mare molto mosso e con l’accogliente porticciolo turistico. Tanti i negozi lungo la via principale in cui è possibile trovare tutto ciò che serve.
Baia di Santa Marina Salina Il porticciolo turistico di Salina A circa 3 Km a sud, in una vera e propria lingua di terra con un faro all’estremità, troviamo la frazione di Lingua, con l'antica salina, dove è possibile gustare del pesce fresco oppure “u pani cunzatu” seduti all’aria aperta della piazzetta. Squisite e genuine le granite prodotte artigianalmente. Il primo insediamento a Santa Marina risale al periodo della cultura milazzese, XV - XIII secolo a.C. di tale insediamento è stato rinvenuto un sito archeologico formato da una quindicina di capanne circolari testimonianze della presenza di popolazioni residenti. Il sito si trova su una cresta in località Portella, sulla strada dalla quale inizia la discesa per la frazione di Capo. La visita al sito permette anche di risalire parte della montagna e di ammirare la sua conformazione, l'asprezza dei suoi terreni e un magnifico panorama. Proprio sotto il sito archeologico, quasi sulla spiaggia, ormai separata da un alto dirupo, si può ancora notare una flebile sorgente d'acqua, ormai appena sufficiente ad abbeverare i colombi che la visitano. La sorgente poteva consentire alle antiche popolazioni di sopravvivere alla siccità estiva. A pochi metri di distanza una costruzione in pietra, forse una cisterna, semidistrutta dal mare, in un posto così isolato, può essere legata solo al sito archeologico. Malfa adagiata sulla Valle di Giovi e dominata dalle verdi pendici del Monte Rivi. Prende il nome da una colonia di Amalfitani insediatasi nell'isola nel XII secolo. Caratteristica è la sua baia di Punta Scario, circondata da scogliere e protesa sull'azzurro mare aperto. Tipiche le sue stradine, le case circondate dal verde, la sua tranquillità. Prevalentemente agricola la prima domenica di giugno vi si svolge la Sagra del cappero. Separata da tortuosi tornanti ad alcuni chilometri di distanza, adagiata al centro di un antico cratere, troviamo la frazione di Pollara che si può ammirare appena giunti all'orlo del cratere. Da tale punto panoramico è d’obbligo osservare il tramonto del sole che sparisce nell'azzurro del mare. Da visitare la sua caratteristica baia con i rifugi per le barche dei pescatori scavati nella roccia, l'arco naturale del "perciato" ed i suoi affascinanti fondali. Pollara Leni a metà costa è l'unico paese a non trovarsi sul mare. Chiamata dai greci Lenoi, che deriva dal nome dei contenitori per la pigiatura dell’uva, che già allora veniva coltivata. Infatti è circondata da filari di vigneti misti con piantagioni di capperi e uliveti nelle zone più scoscese. Più in alto al centro della sella tra i due monti sorge la sua frazione Valdichiesa col Santuario della Madonna del Terzito risalente al 1630. Sul mare si trova Rinella il paesino con l’unica spiaggia di sabbia fine, l’altro porto commerciale e un campeggio a pochi passi dal mare. Le coltivazioni sono costituite da terrazzamenti di vigneti, in prevalenza di malvasia, che calano dai monti al mare e da cui si ricava il prezioso vino dolce “Malvasia delle Lipari” D.O.C. e da piantagioni di cappero, pianta che produce un fiore bellissimo e dal profumo intenso ed il cui bocciolo viene conservato sotto sale ed aggiunto alle pietanze per renderle gustose ed aromatiche. Altre coltivazioni tipiche, che oggi stanno scomparendo sono quelle dei Fichi, del Mandorlo, del Melograno e dell’Ulivo di cui si possono ancora ammirare i terrazzamenti in pietra basaltica che raggiungono anche i più irti e pietrosi pendii. La vegetazione tipica è costituita da macchia mediterranea di cui in primavera salta all’occhio la colorazione gialla della ginestra di spagna (Spartium junceum). Seguono i cespugli di colore verde del lentisco che, in estate, spiccano in contrasto col secco delle erbe ed il rosso dell’ Euphorbia arborea. Fin dalle basse quote Erica arborea e Ginestra spinosa (Calicotome spinosa) formano una fitta ed impenetrabile macchia, cui si aggiunge più in alto il corbezzolo (Arbutus unedu) e il cisto (Cistus salvifolius). Immancabili i ficodindia di cui è possibile assaggiarne i colorati frutti fin da agosto. Ad alto fusto troviamo infestanti piante di Ailanto molto diffuse nelle fresche vallate insieme ai rovi, poche querce da sughero (in località Serro dell'acqua sopra il bivio per Malfa) e più in alto qualche leccio ed i castagni di cui, al centro del cratere della Fossa delle felci, alcuni secolari. Il cratere prende il nome proprio dalle felci di cui è ricoperto. L'intervento del Corpo Forestale, con rimboschimenti protratti per anni ha creato oltre quota 600 m. una notevole fascia forestale costituita da magnifiche pinete di pino domestico (Pinus pinea), Pino marittimo (Pinus pinaster), Pino d'Aleppo (Pinus halepensis) e boschi di Castagno, Pioppo, Ontani napoletani (Alnus cordata) ed Eucalipto. FOSSA DELLE FELCI (962 m.) Il magnifico bosco misto su Monte Fossa delle felci ideale per chi cerca funghi Sullo sfondo Lipari e Vulcano Tutta questa vegetazione in un clima mite anche in inverno favorisce la crescita di molte specie fungine di cui molti Boletus, Suillus, Lactarius, Russula, Cantharellus, Macrolepiota, Clitocybe, Tricholoma ed anche il raro Pleurotus opuntiae. La stagione migliore per la crescita fungina va da ottobre a dicembre ma spesso si protrae anche a gennaio. Anche in primavera possono trovarsi numerose specie ma l’asciutto fa presto ad arrivare. La primavera resta comunque da preferire per le escursioni a piedi per i vari sentieri che raggiungono la vetta della Fossa delle Felci e che permettono di attraversarla da una parte all’altra. Occorre comunque un buon allenamento, buoni scarponi, un berretto ed una borraccia d’acqua. Gli itinerari principali sono:
Tempo di percorrenza:
2 h. circa.
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Isola di Salina
Affittasi per vacanze nell'Isola di Salina
Casa vacanze a Santa Marina Salina
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