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MICOTOSSICOLOGIA

Funghi tossici e velenosi

 

Sono considerati tossici e velenosi quei funghi che anche dopo prolungata cottura provocano effetti tossici di varie entità. Pur se la delimitazione tra funghi tossici e velenosi non è netta, si usa indicare come velenosi quelli che, anche in piccole dosi, dopo le cure mediche conseguenti all'ingestione lasciano comunque gravi conseguenze per tutta la vita e alle volte portano alla morte. Quelli tossici dopo le cure ospedaliere consentono, nella maggior parte dei casi, una normale ripresa dello stato di salute, ma non sono da sottovalutare in quanto la loro pericolosità dipende dalle quantità ingerite e dallo stato di salute generale, tanto che anche questi nei casi più gravi possono portare alla morte.

I funghi possono provocare due tipi di sindromi: sindromi a lunga e sindromi a breve latenza.

Le sindromi a breve latenza sono quelle che si manifestano subito dopo l'ingestione e fino a sei ore dopo. Queste sindromi precoci sono le meno pericolose in quanto consentono un rapido ricorso alle cure mediche ed una precoce espulsione delle sostanze tossiche non ancora completamente assimilate.

I primi interventi in caso di sindromi a breve incubazione consistono nel far procurare il vomito. Dovranno evitarsi bevande alcooliche o che abbiano incidenza sul sistema nervoso.

Le sindromi a lunga latenza sono quelle che si manifestano dopo almeno sei ore dall'ingestione e fino a oltre 24-32 ore, sono le più pericolose perchè l'insorgenza ritardata della sintomatologia posticipa l'intervento medico che spesso arriva quando i principi tossici hanno causato già gravi danni.

Quanto sopra fa capire che è di estrema importanza un rapido ricorso alle cure ospedaliere nei casi di intossicazioni da funghi, soprattutto nei casi di insorgenza dei sintomi dopo molte ore dall'ingestione. Questi casi devono essere trattati il più precocemente possibile con la lavanda gastrica, carbone a dosi ripetute e con un’infusione di liquidi, in considerazione del fatto che il trattamento è tanto più efficace quanto più è precoce.

 

Sindromi a lunga LATENZA

Funghi velenosi mortali

Sindrome falloidea  

La tossicità è legata alla presenza di amatossine, è sufficiente anche un solo cappello, pari a circa 20 gr, a determinare gravi intossicazioni;

Specie responsabili : Amanita phalloides, Amanita verna, A. virosa, A. porrinensis, Galerina marginata, G. autunnalis, G. badipes, Conocybe filaris, Lepiota helveola, L. josserandii, L. brunneoincarnata, L. castanea, L. clypeolariodes e la maggior parte delle piccole Lepiota delle Sez. Ovisporeae e Lilaceae;

Latenza dalle 6 alle 24-30 ore (quando non ingerita in commistione con altre specie).

Principali sintomi : sono caratterizzati da frequenti episodi di vomito alimentare poi biliare e diarrea coleriforme che portano rapidamente a gravi stati di disidratazione e squilibri elettrolitici. L’organo bersaglio è il fegato con il blocco della sintesi delle proteine  e conseguente morte cellulare; il danno può portare a insufficienza epatica acuta e quindi al trapianto del fegato o alla morte.

Sindrome orellanica :

La tossicità è causata da orellanina una sostanza tossica che non si inattiva con l'ebollizione o l'essiccamento. La dose letale è di circa 40 g. di fungo fresco.

Specie responsabili : Cortinarius orellanus, C. speciosissimus, C. fluorescens.

Latenza : 4-48 ore, fino a 20 giorni, eccezionalmente anche di più.

Principali sintomi : disturbi gastrointestinali con nausea, vomito alimentare, diarrea, dolori epigastrici, spesso è presente un sapore metallico in bocca. Questi disturbi possono non manifestarsi o essere intervallati da un periodo di latenza di 36 ore, o a volte con intervalli di settimane, dopodichè compaiono dolori muscolari e lombari, cefalea, brividi, inappetenza, seguiti da riduzione della quantità di urina, vomito biliare, iperazotemia, uremia, coma e possibile decesso; l’evoluzione verso un’insufficienza renale è  spesso irreversibile.

Per questo tipo di intossicazione l’unica terapia a disposizione è la dialisi, di supporto durante il periodo di sofferenza renale ed è previsto il trapianto di rene nei casi in cui l’insufficienza renale è irreversibile.

Sindrome giromitrica :

Il principio attivo tossico è la giromitrina, sostanza parzialmente solubile e sensibile all'essiccazione in quanto volatile. La tossina provoca azione emolitica, epatotossica, nefrotossica ed agisce sul sistema nervoso centrale.

Specie responsabili : Gyromitra esculenta, G. gigas, G. infula, Helvella crispa, H. lacunosa, H. elastica, Cudonia circinans.

Latenza : da 6 a 24 ore e più.

Principali sintomi : si caratterizza per la comparsa di sonnolenza, contratture muscolari, emolisi, anemia emolitica, e nefropatia, danno al fegato e reni con comparsa di ittero e insufficienza epatica, disturbi neuropsichici, agitazione psicomotoria, convulsioni, midriasi. Questi disturbi compaiono dopo ingestioni ripetute e di notevole quantità, comunque variabili da individuo a individuo ma che nei casi più gravi possono portare ad arresto cardiaco e morte.

Sindrome rabdomiolitica

Specie responsabile: Tricholoma equestre , Tricholoma auratum e Russula subnigricans.

Latenza : da 24 a 72 ore.

Principali sintomi: marcata astenia, mialgia prevalentemente alle cosce, eritema al volto, sudorazione, nausea modesta senza vomito, non febbre, urine scure, rossastre. L'evoluzione porta a iperpiressia (oltre 42° C), artimie cardiache, miocardite acuta, aumento della dispnea, grave alterazione della funzione renale. In seguito alla lesione e distruzione delle fibre muscolari del diaframma e del miocardio avviene il decesso. Le cure ospedaliere riescono a risolvere positivamente l'intossicazione se l'intervento avviene nelle prime fasi.

Sindrome acromelalgica

Il quadro clinico consiste in una vasodilatazione parossistica bilaterale prevalentemente agli arti inferiori, accompagnati da rossore, aumento della temperatura e dolori urenti.

Specie responsabili : Clitocybe acromelalga (segnalato solo in Giappone e Corea del Sud) e Clitocybe amoenolens (segnalato in cedrete marocchine, in Francia, Spagna e Italia), questa specie è stata confusa per Lepista inversa e/o Clitocybe gibba.

Latenza : a distanza di oltre 48-72 ore, talvolta 4-6 giorni.

Principali sintomi : dolori parossistici alle estremità degli arti, soprattutto le gambe, di tipo urente ed aumento del rossore e della temperatura della cute; oppure dolore di tipo scossa elettrica o di puntura di spillo. I disturbi si possono presentare anche alla gola, al naso, ai padiglioni auriculari. Non sintomi gastrointestinali. I dolori vengono leniti dal freddo, soprattutto con bagni prolungati in acqua gelida, mentre si accentuano con il caldo e possono perdurare da 2 a 4 mesi, quindi si affievoliscono fino alla totale guarigione.

Sindromi a breve latenza

Funghi tossici e velenosi

 

Sindrome muscarinica (Sindrome sudoripara) :

Il principio attivo tossico è la Muscarina una sostanza idrosolubile e resistente al calore simile all'acetilcolina un mediatore del SNP.

Specie responsabili : Clitocybe della Sez. Candicantes e Lignatiles tra cui, Clitocybe dealbata, C. cerussata, C. rivulosa, C. fragrans numerose Inocybe, tra cui I. asterospora, I. cervicolor, I. praetervisa, I. geophylla, I. rimosa (= I. fastigiata); Mycena pura, M. rosea, M. pelianthina. Vanno comunque considerate tossiche tutte le Clitocybe bianche di piccola taglia e tutte le Inocybe. La muscarina pur se è stata isolata su Amanita muscaria si trova in quantità insignificanti in tale fungo.

Latenza : 15-180 minuti dall'ingestione.

Principali sintomi: cefalea, dolori addominali, ipersalivazione, intensa sudorazione cutanea, nasale e bronchiale, lacrimazione, tremori e bradicardia, miosi pupillare, broncocostrizione. L'intensa perdita di liquidi può portare a disidratazione.

La terapia, oltre alla decontaminazione gastrica, prevede l’uso di atropina.

Sindrome panterinica o mico-atropinica :

I principi attivi tossici sono: acido ibotenico, muscimolo e muscazone, sostanze tossiche con effetti eccitatori ed inibitori che determinano un quadro clinico complesso.

Specie responsabili : Amanita pantherina,  Amanita  muscaria e loro varietà e forme; è sospetta anche Amanita junquillea (= Amanita gemmata).

Latenza : da 30 a 180 minuti.

Principali sintomi : disturbi digestivi alle volte assenti, disturbi neuropsichici che vanno dal capogiro, barcollamento, euforia, collera, tremori, stato confusionale, dilatazione e restringimento della pupilla, incoordinazione dei movimenti, eccitazione o depressione, sino alle crisi convulsive, allucinazioni e sopore, coma, raramente anche morte.

Sindrome paxillica (Sindrome citotossica-allergica) :

Tossine principali individuate sono la involutina e la paxillina ma non si conosce esattamente quale componente agisca da antigene.

Specie responsabili : Paxillus involutus, P. atrotomentosus, Paxillus rubicundulus (= P. filamentosus).

Latenza : da 1 a 3 ore e più, talvolta soltanto a seguito di ingestioni successive ravvicinate.

Principali sintomi: alla prima assunzione un antigene provoca la formazione di anticorpi tali da sensibilizzare i globuli rossi del sangue, senza dare ulteriori sintomi o solo lievi disturbi intestinali.   Dopo le assunzioni successive, soprattutto dopo un lasso di tempo ravvicinato, può manifestarsi una gastroenterite acuta seguita da una grave reazione immunoemolitica, con rottura dei globuli rossi e fuoruscita dell'emoglobina in essi contenuta. Cio porta a ittero, emoglobinuria, oliguria, grave anemia, insufficienza renale, collasso shock e possibile morte se non vengono praticate cure adeguate. La reazione è individuale e colpisce solo le persone predisposte.

 

Sindrome psilocibinica e psicotropa :

Principio attivo: psilocibina, baerocistina, norbaeocistina.

Specie responsabili: Inocybe aeruginascens, I. calamistrata numerose specie dei generi Panaeolus, Psilocybe fimetaria, P. semilanceolata, P. cyanescens; Mycena pura, alcune Stropharia, Conocybe cyanopus, Hygrophoropsis aurantiaca e Cortinarius infractus.

Latenza : da 30 minuti a 60 minuti circa.

Principali sintomi : disturbi gastrointestinali quali nausea, vomito, crampi addominali, cefalea, brividi, formicolio, delirio, allucinazioni uditive, visive con colori molto vivi e olfattive, midriasi, depersonalizzazione, sensazione di sognare (stato onirico), depressione, talvolta agitazione psicomotoria, perdita della nozione del tempo.

Due diverse tecniche di imaging a risonanza magnetica funzionale hanno permesso di evidenziare che la psilocibina, il principio psicoattivo contenuto nei funghi allucinogeni, agisce diminuendo l'attività e le connessioni tra i principali centri di comunicazione del cervello, lasciando spazio a contenuti cognitivi scollegati tra loro. In particolare, la sostanza induce una significativa diminuzione del flusso sanguigno e dell'ossigenazione venosa sia nelle strutture subcorticali sia in quelle corticali, principalmente nelle regioni del talamo e delle porzioni anteriore e posteriore della corteccia cingolata. I ricercatori sottolineano che, malgrado in genere si presuma che le sostanze psichedeliche agiscano incrementando l'attività neurale, i loro risultati mettono in forse questa convinzione. (Pubblicato su: Le Scienze "L'azione celebrale delle sostanze allucinogene").

Sindrome coprinica (effetto antabuse)

Specie responsabili : Coprinus atramentarius, Coprinus micaceus e C. alopecia, Pholiota squarrosa; sono sospette Clitocybe clavipes, Boletus luridus, Verpa bohemica.

Latenza : quasi istantanea in concomitanza con l’assunzione di bevande alcoliche, l'effetto può durare più giorni.

Principali sintomi : congestione con arrossamento del collo e del viso, vampe di calore, cefalea, tachicardia, aritmia, ipotensione, vertigini, perdita delle forze, sudorazione e stordimento. I sintomi possono ricomparire nei giorni successivi all'assunzione di sostanze alcoliche. La sintomatologia regredisce spontaneamente o con l'assunzione di farmaci specifici.

   Sindrome gastroenterica e lassativa

 

Numerosi i principi attivi identificati che causano le più frequenti intossicazioni da funghi.

Specie responsabili : Entoloma sinuatum (= E. lividum), E. vernum, E. rhodopolium, E. nidorosum; Tricholoma pardinum (= tigrinum), T. groanense, T. sulphureum; Omphalotus olearius; Macrolepiota venenata; Boletus satanas; Hypholoma fasciculare e H. sublateritium; Hebeloma sinapizans, H. crustuliniforme, Agaricus romagnesii, A. moelleri e tutti gli Agaricus del gruppo xanthodermus; Russula emetica, R. sardonia e Lactarius vellereus e altri acri; Ramaria pallida e Ramaria formosa; Scleroderma verrucosum, S. citrinum, Sarcosphaera crassa, Clitocybe nebularis. Sono molte altre le specie quanto meno sospette.

Sindromi gastrointestinali si sono riscontrate anche in seguito al consumo di specie normalmente dichiarate commestibili come:  Armillaria mellea s.l.Macrolepiota del gruppo rhacodes e persino i Boletus Sezione edules.

Latenza : talvolta già alla fine del pasto, di norma entro 6-8 ore, ma per Armillaria mellea s.l. e Clitocybe nebularis, la latenza può raggiungere le 10-12 ore.

Principali sintomi:  la sintomatologia varia al variare della specie responsabile:  nausea, vomito, diarrea, cefalea, vertigini, sudorazione, dolori epigastrici, prostrazione etc.

La terapia consiste nella decontaminazione gastrica ed il ripristino delle quantità di acqua e sali persi con il vomito e la diarrea. E' opportuno accertarsi che non siano stati assunti contemporaneamente anche funghi tossici a lunga latenza.

 

Sindrome di Szechwan

 

Specie responsabili : Auricularia polytricha (=Hirneola polytricha), sospetta Auricularia auricula-judae.

Principali sintomi : provoca porpore emorragiche cutanee ed emorragie interne ed esterne più o meno gravi  Le sostanze responsabili di questa sindrome, non sono ancora state identificate.

Questa sindrome, poco conosciuta anche se è stata individuata fin dal 1980 dal Dr. Hammerschmidt, si è sviluppata con il diffondersi dei ristoranti cinesi. Infatti  l'Auricularia è un fungo largamente consumato in oriente soprattutto per le sue proprietà medicinali.

Sembra che a provocare la sindrome sia il consumo di Auricularia in quantità eccessive o associato ad aromi tipici della cucina cinese, quali lo zenzero, o a farmaci antiaggreganti piastrinici quali l'aspirina.

 

Funghi tossici allo stato crudo

 

Un certo numero di funghi risultano tossici allo stato crudo e diventano ottimi commestibili dopo una idonea cottura.

Sono responsabili le EMOLISINE, composti tossici di natura proteica, termolabili a 60- 65 °C in 30 minuti, è quindi sufficiente una buona cottura per rendere queste tossine inoffensive e il fungo può essere tranquillamente consumato.

La latenza è in genere breve, ma in alcuni casi anche lunga.

LE SPECIE RESPONSABILI SONO NUMEROSE E COMPRENDONO LA GRAN PARTE DELLE SPECIE COMMESTIBILI COTTE.

La cottura è quindi e comunque sempre raccomandabile anche per rendere inattivi i batteri, microbi, larve ecc.

 

Funghi con effetti cancerogeni

La presenza di sostanza cancerogene viene segnalata anche nei funghi, siano essi commestibili o velenosi. In particolare conterrebbero N-alchilnitrosammine, sostanze cancerogene, l'Armillaria mellea (chiodini), il Leccinum scaber, il Polyporus ovinus, l'Amanita muscaria, la Russula emetica e la Gyromitra esculenta.

Nel campo dei microfunghi troviamo al primo posto l'Aspergillus flavus, che infesta i semi di soia, di arachide, ecc. e che è in grado di elaborare numerosi composti tossici, tra cui l'aflatossina B ritenuto un potente cancerogeno epatico.

La Claviceps purpurea (Segala cornuta), parassita della segala, responsabile della grave intossicazione nota come Ergotismo o fuoco di S. Antonio, produce degli alcaloidi con effetto cancerogeno.

 

SINDROME CRIPTO-MANICA –Funghi avariati

LATENZA: breve

TOSSINA RESPONSABILE: ptamine e criptomaine e principi emolitici della putrefazione .

SPECIE RESPONSABILI: tutti i funghi risultano alterati se vecchi, marci o mal conservati.

SINTOMATOLOGIA: di tipo gastrointestinale con fenomeni nervosi e cardiaci.

 

 

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