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Servirsi
di funghi che siano stati "visitati" da un Ispettore Micologo. |
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Cucinare
e consumare i funghi entro breve termine dalla raccolta, e comunque non più
dopo due o più giorni di conservazione. |
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Non
lavarli profusamente ma pulirli il più possibile senza aiuto di acqua. Nel
caso siano molto sporchi lavarli sotto un getto di acqua forte e rapido o
con una rapida immersione. Se invasi da larve immergerli per breve tempo in una soluzione di
acqua e sale, con le lamelle o i tubuli rivolti verso il basso. |
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Asportare
la pellicola del cappello in quelle specie più o meno vischiose (Suillus),
eliminare i gambi in quelle specie per le quali è prescritto ed a gambo
legnoso (Chiodini,
Xerocomus,
Mazze
di tamburo, ecc.),
eliminare l'involucro esterno ed il piede stopposo nelle vesce (Lycoperdon). |
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Una
preventiva sbollentatura in acqua riservarla a quelle specie un po' amare,
resinose, acri o acide (Hygrophorus, alcuni Boleti, alcune Russule e Lattari).
La sbollentatura e l'eliminazione dell'acqua di cottura è invece necessaria
per alcune specie che hanno un principio tossico termolabile
e che, quindi, con la cottura a fondo diventano
commestibili. |
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In
genere i funghi non vanno cotti a lungo, salvo, come detto, quelle specie
che contengono principi tossici e le specie a consistenza fibrosa. |
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Non
togliere lamelle o tubuli, salvo non siano molto sviluppati e quindi vecchi. |
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Nel
caso di specie a carne viscida o spugnosa (Vesce) dopo averli tagliati a
pezzettini friggerli violentemente e per brevissimo tempo in olio
caldissimo. |
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Alcune
specie fungine vogliono essere fritte (Macrolepiote,
Lattari, Russule). |
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Tutti
i funghi a sapore "fungino" pronunciato (Boleti, Lattari, Russule)
desiderano nell'essere cucinati l'accompagnamento dell'aglio. |
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Le
specie fungine a sapore "mite" (particolarmente quelle con sapore
di farina) non gradiscono molto l'aglio ed il prezzemolo. |
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Per
tutti i funghi, nel cucinarli ricordarsi che la cipolla smorza il sapore del
fungo, pertanto bisogna cercare di evitarla. |
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Le
specie fungine a sapore aromatico cedono tale aroma al piatto e pertanto
vanno cucinati con pietanze a sapore mite per evitare accozzaglie di sapori. |
 | Le
specie fungine a sapore "mite" devono ricevere sapore da cibi
gustosi, se non si vuole preparare una pietanza insulsa. Preferire,
comunque, cotture semplici per valorizzarne il sapore. |
 | Nel
cucinare i funghi evitare, quali recipienti di cottura, pentole in
alluminio, rame o ferro. |
 | Se
si desidera conservare dei quantitativi di funghi rimasti cotti, preferire
stoviglie in vetro, porcellana o cotto. |
 | Evitare
di riscaldare due volte dei quantitativi di funghi già cotti. |
 | Nei
"misti" utilizzare i funghi lasciando interi i più piccoli e
tagliando gli altri in modo da creare un insieme proporzionato ed omogeneo
per la cottura. |
 | Si
consideri che la cottura alla "griglia" non è una cottura
ottimale per i funghi, essendo questi alimenti poco digeribili. Si cerchi di
ovviare alla cottura veloce e superficiale, che la brace può dare,
incidendo i funghi in più punti e permettendo così al calore di penetrare
all'interno. I più grossi devono essere tagliati in fette dello spessore di
circa un dito. |
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Non
abbondare nel consumare piatti a base di funghi, specialmente a pranzi
ravvicinati, data la loro scarsa digeribilità. |