ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA

GRUPPO DI MESSINA

Specie M


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Macrolepiota excoriata (Schaeff.: Fr.) Wasser

Bubbola minore

Cappello: 5-10 cm. Da emisferico a conico-campanulato, infine espanso umbonato, di color crema paglierino o nocciola pallido, con disco più scuro. Pellicola dissociata in squamette e scorticata all'orlo.

Lamelle: libere, fitte, con taglio frangiato, di colore bianco.

Gambo: 3-7 x 1 cm, cilindrico, assolutamente glabro, bianco, cavo, leggermente bulboso, diritto o curvo. Anello: membranoso, ripiegato due volte, mobile, persistente o fugace, con bordo frangiato.

Carne: bianca, di odore e sapore gradevole di nocciola.

Habitat: cresce nei pascoli, nei prati, al margine dei boschi, dalla primavera all'autunno, isolata o gregaria. Diffusa nelle praterie dei Nebrodi meno sui Peloritani.

Microscopia: Spore lisce, jaline, ellissoidi, con poro germinativo, 15-17 x 8-9 micron. Basidi claviformi, 35-40 x 10-12 micron, tetrasporici. Senza giunti a fibbia.

Commestibilità: Buon commestibile ma di scarsa carnosità. Da non confondere con le piccole e tossiche Lepiote.

Macrolepiota excoriata

Note: Si riconosce per il cappello di piccole o medie dimensioni (max 10-12 cm), bruno-nocciola chiaro, con cuticola liscia o appena feltrata, presto tipicamente fessurata a stella su sfondo crema; il gambo bianco, nudo o appena feltrato, l'anello semplice, ripiegato. Specie simile M. konradii di taglia maggiore, con desquamazione più evidente e gambo screziato da bande brune e con anello largo.

 

Macrolepiota konradii (Huijsman ex Orton) Moser

Cappello: 5-13 cm, inizialmente conico-convesso, emisferico, poi campanulato, infine piano-convesso, con umbone pronunciato. Cuticola di colore bruno-grigiastra, più carico al disco, dissociata a stella in grosse squame facilmente separabili dal fondo biancastro, feltrato-irsuto, in evidente contrasto.

Lamelle: libere, separate dal gambo da un collarium, fitte, biancastro-crema, imbrunenti con l'età.

Gambo: 7-15 x 0,6-1,5 cm, claviforme con base bulbosa, liscio e bianco sopra l'anello, al disotto con superficie screpolata in fini squamette appressate di colore nocciola. Anello semplice, membranoso, con margine doppio, grigio-bruno nella faccia inferiore.

Carne: soda, bianca, alle volte leggermente arrossante nella corteccia del gambo. Odore e sapore gradevoli.

Habitat: cresce dalla tarda estate all'autunno, isolata o in gruppi, nei pascoli o ai bordi dei boschi aperti di latifoglie o misti. Trovata sui Nebrodi.

Microscopia: Spore biancastre in massa, ellittiche od ovoidali, lisce con poro germinativo prominente, 12-16,5 x 7,5-9 µm. Cheilocistidi clavati o subfusiformi, anche settati.

Commestibilità: Buon commestibile.

Ingrandisci Macrolepiota konradii

Macrolepiota konradii

Note: Si distingue per il contrasto della desquamazione del cappello a forma di stella e facilmente staccabile; per il gambo brunastro pallido con anello con bordo bruno grigio. Specie simili: M. excoriata di taglia inferiore, con desquamazione del cappello meno scura ed evidente e gambo solo pruinoso feltrato; M. mastoidea con squame del cappello molto fitte e con umbone acuto persistente.

 

Macrolepiota procera var. pseudoolivascens Bellù & Lanzoni

Mazza di  tamburo - Bubbola maggiore

Cappello: 10-20 cm, inizialmente conico-campanulato poi da convesso a ± piano, con l'umbone assente o appena accennato. Cuticola negli esemplari chiusi unita, liscia, di colore ocra-bruno, poi bruno fuligginoso. Fuori dell'area discale dissociata in grosse squame di colore ocra-bruno, bruno verde su fondo biancastro, fortemente diradate verso il margine. L'umbone fuligginoso verdastro sbiadisce su toni bruno ocracei ± estesi in vetustà.

Lamelle: alte abbastanza fitte con numerose lamellule provviste di collarium. Inizialmente bianche poi leggermente crema. Filo intero concolore.

Gambo: 18-25 x 1,5-2 cm, cilindrico con base bulbosa di 2,5-3,5 cm, separabile, all'inizio biancastro soffuso di bruno fuligginoso che imbrunisce con la manipolazione, poi striato da squame fibrillose brune-ocracee, più scure e di maggiori dimensioni nel terzo inferiore. Anello doppio, mobile con il margine lacerato, all'esterno bruno ocraceo, all'interno biancastro.

Carne: Abbastanza spessa, soffice, nel cappello bianca, quella corticale del gambo soffusa di ocra rossastro con tonalità più cariche verso la base, inodore.

Habitat: cresce presso Lecci ma anche in boschi misti con pino, corbezzolo ed erica arborea. Comune sui Monti Peloritani cresce differenziata rispetto alla var. procera in periodi più siccitosi.

Microscopia: Spore color crema in massa.

Commestibilità: Buon commestibile ben cotto.

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Macrolepiota procera v. pseudoolivascens

Note: Differisce dalla Var. procera per il gambo ed il cappello che si macchiano di verdastro e per il viraggio della carne al rosso-rosato. Distinguibile da M. olivascens per l'arrossamento che accompagna il viraggio ai toni verdastri, per le lamelle bianche o debolmente rosate (mai inverdenti) e la sporata color crema e non rosa. Inoltre l'areale di crescita è quello mediterraneo (Quercus ilex), mentre quello della M. olivascens è alpino.

 

Macrolepiota heimii  Locquin ex Bon in Bellù

Lepiota naucina
Leucocoprinus heimii

Cappello: 5-12 cm, inizialmente globoso, poi convesso ed infine piano, con umbone centrale, ocraceo-pallido, poco pronunciato. Cuticola liscia, leggermente feltrata nel giovane, bianca, bianco-crema, ocra chiaro in vecchiaia, talora con maculature brunastre sparse in periferia; con l'età lacerata, in senso radiale, in squamosità che le danno un aspetto tomentoso-irsuto, specie al margine che è spesso lacerato e molo frangiato.

Lamelle: libere, piuttosto fitte, con collarium, bianche, poi bianco-crema, con filo lievemente crenato o imbrunente a maturità.

Gambo: 6-12 x 1-1,4 cm, cilindrico, con base progressivamente bulbosa, bianco, bianco-sporco, liscio sopra l'anello, lievemente tomentoso-pubescente al di sotto, a manipolazione si macchia di ocra-brunastro. Anello semplice, ascendente, mobile, bianco, con il bordo sfrangiato.

Carne: Consistente, bianca immutabile, appena ocra-rossastra alla base. Odore e sapore leggero di nocciole.

Habitat: Specie graminicola, rara, cresce a gruppi, in autunno in prati e pascoli. [Floresta (ME) - Nebrodi]

Microscopia: Spore 12-16 x 7-10 µm, ellittico-allungate, poro germinativo prominente, destrinoidi, endoperidio metacromatico, con blu di cresile. Basidi tetrasporici, claviformi. Cheilocistidi difformi, fusiformi o sub-lageniformi. Epicute formata da fasci di ife claviformi; giunti a fibbia assenti o rari a livello dell'anello.

Commestibilità: Non nota, può essere stata consumata scambiata per Lepiota naucina.

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Macrolepiota heimii

Note: Differisce da Leucoagaricus leucothites (Lepiota naucina) per le spore molto più grandi, per il poro germinativo evidente e per il cappello finemente squamuloso, molto pallido, il margine nettamente fimbriato, il lieve imbrunimento al tocco e per non avere mai dei riflessi o toni rosati.

 

 

Macrolepiota venenata  Bon (1979)

Chlorophyllum rhacodes (Vittad.) Vellinga (2002)

Macrolepiota rhacodes var. venenata (Bon) Gminder (2003)

Chlorophyllum venenatum (Bon) Lange & Vellinga (2008)

Cappello: 6-15 cm, da semisferico a convesso, poi spianato, con largo umbone poco pronunciato. Cuticola inizialmente liscia, rosato brunastra, presto lacerata in grosse squame, disposte disordinatamente, poi radiali e parzialmente concentriche, di colore brunastro con zone di lacerazione bianche, lanuginose. Zona discale intera, ben delimitata, concolore alle squame ma con toni più carichi. Margine debordante, fimbriato.

Gambo: 6-12 x 1-2,5 cm, tarchiato, cilindrico o clavato, anche flessuoso, liscio, in vecchiaia finemente striato, bianco, virante al bruno-rossastro alla manipolazione, fistoloso, con un grosso bulbo basale da turbinato a sferico, sub-marginato. Anello semplice, infero, biancastro, macchiato di bruno nelle zone di separazione, con bordo lanuginoso.

Lamelle: libere, fitte, ampie, bianche, poi crema, arrossanti al tocco.

Carne: compatta, pesante, bianca, leggermente rosso-vinosa al taglio, soprattutto nel gambo, presto brunastra. Odore cattivo.

Habitat: poco comune, cresce cespitosa o in numerosi gruppi, spesso associata ad Ortica e Falsa Ortica. Esemplari in foto rinvenuti in un bosco diradato di querce in un una depressione concimata, nei pressi di Patti (ME) a 250 m. s.l.m. Trovata anche sui Peloritani.

Microscopia: Spore ovoidali, con parete spessa, con poro germinativo nettamente tronco, metacromatiche, 9-12 µm. Basidi tetrasporici,clavati.

Commestibilità: SERIAMENTE TOSSICA provoca disturbi di tipo gastrointestinali, anche gravi.

Macrolepiota venenata

Note: a prima vista può essere scambiata per M. procera o simili più note come Mazze di tamburo. Da una osservazione più attenta si notano subito le differenze consistenti nel cappello lanuginoso con squame più irsute, gambo liscio e non zebrato, più corto del diametro del cappello, l'anello semplice e la carne arrossante.  Simile a M. rhacodes var. bohemica [= Chlorophyllum brunneum (Farl. & Burt) Vellinga] dalla quale si differenzia per le squame, inizialmente fessurate radialmente, poi fibrilloso-fimbriate, appressate; per il margine debordante e fimbriato, per un anello più semplice, per l'arrossamento della carne  brunastro pallido più lieve di quello rosso-arancio della  bohemica.

 

Scarica calendario Macrolepiote 2010

 

Marasmius oreades(Bolt.: Fr.) Fries

Gambesecche

Cappello: 2-7 cm, emisferico, campanulato, presto piano con umbone largo non acuminato e margine acuto, ondulato. Cuticola liscia ed igrofana, ocra, bruno arancio se imbevuta, beige-nocciola, crema-biancastra se disidratata.

Lamelle: spaziate, adnate, alte e carnose, sinuose, con lamellule, da biancastre a crema-beige.

Gambo: 4-8 x 0,2-0,5 cm, sottile e slanciato, cilindrico, tenace-elastico, liscio o finemente pruinoso, biancastro, poi imbrunente nella parte inferiore, con micelio basale brunastro.

Carne: Compatta, igrofana, bianca, con odore di mandorle amare e sapore dolciastro di nocciole.

Habitat: Cresce in gruppi numerosi dalla primavera all'autunno, nei prati, nei pascoli, dalla pianura alla montagna. Specie comune nei pascoli dei Nebrodi.

Microscopia: Spore bianche in massa, lisce, ellittiche, 7-9 x 4-5,5 µm. Basidi tetrasporici, strettamente clavati.

Commestibilità: Buon commestibile dal sapore aromatico, adatto ad essere essiccato, gambo da scartare.

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Marasmius oreades

Marasmius oreades 2

Note: Si riconosce per il cappello liscio non acuminato, le lamelle spaziate sempre chiare, l'odore di mandorle amare, il gambo tenace senza alcun tipo di ornamentazione. Simile M. collinus con lamelle fitte. Attenzione anche alla possibile confusione con Inocybe lanuginella con cappello ornato da fibrille, lamelle ocra a maturità e consistenza tenera.

 

Meripilus giganteus (Pers.: Fr.) Karsten

Fungo enorme largo 50-100 cm. Formato da numerosi cappelli a forma di ventaglio, sovrapposti, disposti intorno ad una base comune. Decorati da fibrille radiali sulla faccia superiore, zonate di bruno chiaro e bruno scuro.

Imenoforo: liscio e privo di tubuli fino a completa maturazione del fungo, poi tubuli lunghi 4-6 mm, bianchi. Pori piccoli, subcircolari, biancastri, nerastri al tatto.

Gambo: Breve, di forma irregolare formato dalla base dei cappelli stessi.

Carne: Molle e fibrosa da giovane, coriacea a maturazione, bianca, rossa al taglio, poi nerastra. Sapore aspro, odore gradevole.

Habitat: Su ceppi di latifoglie (Faggi o querce), anche distanti dal tronco. In autunno, annuale. Rivenuto sui Nebrodi ed i Peloritani.

Microscopia: Spore ialine, lisce, non amiloidi, largamente ellissoidali, 5-7 x 4,5-5,5 µm. Basidi cilindrico claviformi, tetrasporici, assoluta assenza di giunti a fibbia.

Commestibilità: Non commestibile. Tuttavia le cime tenere, di esemplari giovani, sono state consumate, conservato sott'olio.

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Meripilus giganteus 2

 

Note: Simile a Grifola frondosa ma con spatole meno numerose e più ampie. L'imenoforo si macchia vistosamente di nero al tocco.

 

Morchella conica var. costata Venturi

Mitra: di medie dimensioni, conica ottusa alla sommità. Di colore fulvo brunastro, poi bruno o nerastro.

Imenoforo: Alveoli primari allungati, stretti, delimitati da costolature allungate dalla sommità alla base, rettilinee e parallele, spesse e presto nerastre. Alveoli trasversali più piccoli e poco profondi.

Gambo: 5-12 cm, cilindrico regolare, leggermente ingrossato alla base, forforaceo, internamente cavo, di colore bianco.

Carne: Tenace, biancastra, odore spermatico.

Habitat: Cresce sia sotto conifere che latifoglie, su substrati ricchi di sostanze organiche. Trovata sui Nebrodi ed Etna.

Microscopia: Spore bianco crema in massa 20x15 µm. Aschi 300x22 µm.

Commestibilità: Buon commestibile, da consumare dopo precottura con eliminazione dell'acqua di ebollizione, in quanto da cruda causa sindrome emolitica.

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Morchella conica v. costata

Note: Si riconosce facilmente per la mitra bruna con costolature allungate, parallele e annerenti.

 

Morchella esculenta var. esculenta  (L.) Persoon

Spugnola

Mitra: di dimensioni medio grandi, 10-20 cm di altezza e 5-8 cm di diametro, ovoidale o leggermente conica, con sommità arrotondata. Di colore giallo, ocra chiaro o arancio pallido.

Imenoforo: Alveoli irregolari, poligonali, corti, delimitati da costolature disordinate,  concolori o ferruginose in vecchiaia.

Gambo: Grosso, raramente cilindrico, spesso ingrossato alla base, cavo con parete interna fioccosa ed esterna pruinosa, di colore bianco o con macchie ocracee.

Carne:  ceracea, tenace ma fragile in vecchiaia, bianca, dolce, con leggero odore spermatico.

Habitat: Cresce in primavera, singola o in piccoli gruppi, in boschi freschi e umidi di latifoglie. Trovata sui Nebrodi ed i Peloritani.

Microscopia: Spore ellissoidali, lisce con piccole guttule alle estremità, 18-25 x 14-16 µm.

Commestibilità: Ottima, da consumare dopo precottura con eliminazione dell'acqua di ebollizione, in quanto da cruda causa sindrome emolitica.

Morchella esculenta

Note: si distingue per la mitra sferica o ovoidale con alveoli grandi, irregolari e con costolature disordinate. Numerose le varietà di Morchella esculenta, spesso difficili da delimitare:
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var. rigida con mitra grande, ovoidale o leggermente conica, giallo uovo, alveoli corti a fondo piatto, gambo grosso;

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var. rotunda con mitra grande, rotonda o ovoidale, giallo paglierino, alveoli profondi e irregolari;

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var. vulgaris con mitra di medie dimensioni, ovoidale o conica ottusa, grigio brunastra;

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var. crassipes con mitra grande, ovoidale, bruno giallastra, gambo molto allungato, ingrossato alla base;

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var umbrina di piccole dimensioni, di forma sferica, nero carbone, alveoli rotondi e profondi, gambobianco bulboso.

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