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Laetiporus sulphureus
(Bull.) Murrill
Polyporus sulphureus (Bull.)
Fr. |
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Cappello:
a forma di mensole larghe fino a 20 cm, spessi, ondulati e solcati, a
forma di ventaglio. Superiormente pruinoso, con aspetto vellutato, di
colore giallo zolfo, poi rosa o giallo-arancio, alle volte zonato. Orlo
± regolare o involuto.
Imenoforo:
tubuli 5-7 mm monostratificati, pori piccoli e arrotondati, da bianco-giallino
a
giallo zolfo, alle volte emettono goccioline giallastre.
Gambo:
sessile e con un abbozzo di gambo laterale.
Carne:
succosa, tenera e compatta da giovane, giallina, poi dura,
gessosa, secca, molto leggera. Odore gradevole fungino, sgradevole nel
vecchio.
Habitat:
su piante vive o morte di latifoglie (rinvenuto su
castagno, carrubo e eucalipto) o conifere (larici). Dalla primavera all'autunno.
Microscopia:
Spore largamente ellissoidali, lisce, spesso guttulate, non
amiloidi 5,5-7,0 × 3,5-5 µm. Basidi claviformi tetrasporici, senza giunti a
fibbia. Commestibilità:
di scarsa qualità, tuttavia l'orlo dei cappelli giovani e
teneri, raccolti su carrubo, venivano consumati prevalentemente sott'olio,
nelle zone del ragusano. Inizialmente inserito tra le specie ammesse alla
raccolta in Sicilia, successivamente è stato tolto dall'elenco. |
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Laetiporus
sulphureus |
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Note:
può raggiungere nel suo insieme 50 cm di larghezza. Può essere
confuso con
Meripilus giganteus, dalla forma simile, ma con la superficie
pileica brunastra e nettamente zonata e imenoforo bianco annerente al
tocco.
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Leccinum crocipodium
(Letellier) Watling |
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Cappello:
4-15 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine convesso-guancialiforme. Cuticola eccedente il margine, inizialmente e con tempo umido, viscosa, poi finemente vellutata, spesso screpolata col secco. Colore variabile dal giallo-ocra al giallo-bruno, anche bruno-olivastro, fino a bruno-nerastro, con margine più scuro.
Imenoforo:
Tubuli lunghi, liberi al gambo, da giallo citrino a giallo olivastro, giallo brunastro, annerenti al taglio. Pori piccoli da rotondi ad angolosi, gialli concolori ai tubuli, immutabili nel giovane, poi viranti al tocco lentamente al bruno nerastro.
Gambo:
5-16 x 1-4 cm, inizialmente obeso, poi slanciato, cilindrico, assottigliato all'apice e con base affusolata rivestita di micelio giallo. Giallo pallido, poi imbrunente, con rade e minute squamule grigiastre, poi brunastre.
Carne:
Inizialmente soda, poi molle nel cappello e coriacea nel gambo, di colore giallo pallido, arrossante al taglio, poi lentamente volgente al nero.
Habitat:
Cresce dall'estate all'autunno, di solito in piccoli gruppi, in boschi di latifoglie (querce, faggi, carpini).
Microscopia:
Spore lisce, fusiformi, 12-16 x 5-6,5 µm, bruno tabacco in massa.
Commestibilità:
Commestibile non apprezzato per il colore nero alla cottura. |
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Leccinum
crocipodium
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Note:
Si distingue facilmente per i pori gialli ed il cappello vellutato e presto screpolato. Si può confondere con L. lepidum e L. corsicum con carne non annerente e cappello mai vellutato e meno screpolato; può anche essere confuso con Boletus appendiculatus che possiede reticolo e carne azzurrante. |
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Leccinum lepidum
(Bochet: Essette) Quadraccia
Boletus
lepidus Bouchet |
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Cappello:
5-15 cm, carnoso, sodo poi molle, inizialmente emisferico, poi convesso persistente, mai piano. Margine spesso eccedente, involuto da giovane. Cuticola rugosa, vischiosa ad umido, liscia a secco, mai vellutata screpolata. Colore variabile da giallo limone, giallo bruno a bruno scuro.
Imenoforo:
Tubuli lunghi, liberi, separabili,. Di colore da giallo ad olivastro, grigiastri al taglio. Pori piccoli, rotondi, angolosi, concolori ai tubuli, lentamente brunastri alla pressione.
Gambo:
6-12 x 2-4 cm, cilindrico ingrossato alla base, o sinuoso. Pieno, fibroso, con rugosità longitudinali. Giallo citrino, poi giallo scuro, bruno rossastro al tocco, alla base brunastro. Cosparso da fini squamette concolori, poi imbrunenti.
Carne:
Soda ma presto molle, fibrosa nel gambo, bianca-giallognola, al taglio vira lentamente al rosa-rossastro, poi decolora al grigio-ocra. Odore debole, gradevole, sapore dolce.
Habitat:
Cresce in quasi tutti i mesi dell'anno, in gruppi di diversi esemplari, presso
Lecci e Sughere.
Microscopia:
Spore bruno tabacco in massa, lisce o fusiformi, 15-22 x 5-7 µm.
Commestibilità:
Commestibile, è uno dei pochi ricercati tra i Leccini. |
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Leccinum
lepidum
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Note:
Leccinum crocipodium è simile ma ha la cuticola vellutata, non vischiosa e tendente a screpolarsi. Leccinum corsicum simile ma di taglia inferiore è legato a Cistus.
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Lepista caespitosa
(Bres.) Singer Rhodopaxillus caespitosus
(Bres.) Singer
Clitocybe fasciculata Bigelow & A.H. Sm. |
Cappello:
4-8 cm, carnoso, igrofano, di colore bianco sfumato di grigio, con disco giallognolo o brunastro, inizialmente convesso, poi piano convesso, infine ± depresso nel vecchio. Margine leggermente involuto, sinuoso.
Lamelle:
fitte, adnate, ± decorrenti nel vecchio, biancastre, color isabella, facilmente staccabili dalla carne.
Gambo:
3-9 x 0,8-2,5 cm, sinuoso o curvo, biancastro con base più scura, ricoperto da squame fibrose.
Carne:
biancastra, tenace. Sapore mite farinoso. Odore aromatico, farinoso rancido.
Habitat:
cresce a folti gruppi di esemplari, nelle praterie e nei bordi dei boschi di montagna.
Microscopia:
Spore rosa pallido in massa, ellissoidali, con piccole verruche, 4,5-6 x 3-4 µm. Basidi tetrasporici, clavati, con granulazioni rifrangenti poco marcate, 18-25 x 5,5-6,5 µm. Commestibilità:
Commestibile ma di sapore non molto gradevole,
sconsigliato. |
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Lepista
caespitosa
Lepista
cespitosa
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Note:
Per la crescita cespitosa può essere confusa con dei Lyophyllum. Si distingue per le lamelle facilmente staccabili, l'odore vicino a Clitocybe nebularis, le spore verrucose, rosate in massa.
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Lepista flaccida
(Sowerby: Fr.) Pat.
Clitocybe inversa (Scop.: Fr.) Kumm.
- Lepista inversa (Scop.: Fr.) Pat.
Clitocybe flaccida
(Pers.) Kumm. - Lepista gilva
(Pers.: Fr.) Roze |
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Cappello:
2-8 cm, inizialmente convesso, presto depresso al disco o nettamente imbutiforme, di rado umbonato, margine involuto poi disteso, sottile, spesso lobato. Cuticola liscia, bruno fulvo o aranciato pallido, poi ocra-giallastro.
Imenoforo:
Lamelle decorrenti, sottili, fitte, biancastre poi color crema e rosate a maturità.
Gambo:
3-7 x 0,3-1 cm, cilindrico, leggermente allargato alla sommità e con base ingrossata e inglobante il substrato, finemente
fibrilloso, bianco, poi ocra-aranciato, con base bianca per il micelio.
Carne:
Carne flaccida, elastica, biancastra, fibrosa nel gambo. Odore leggero, fungino. Sapore dolce.
Habitat:
Molto comune, cresce gregaria e cespitosa in boschi di latifoglie e di conifere dalla primavera ad inizio inverno.
Microscopia:
Spore bianche in massa, subglobose, finemente verrucose, 4-4,5 x 3,5-4,2 µm. Basidi tetrasporici, clavati, 20-30 x 6-7 µm. Commestibilità:
Commestibile discreto ma poco carnoso. Attenzione a non
confonderla con la tossica Clitocybe amoenolens
(vedi sindrome). |
Lepista
flaccida |
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Note:
Lepista flaccida qui intesa in senso largo, mentre per alcuni autori è specie separata da Lepista
inversa e per altri L. inversa è solo una varietà di L . flaccida con habitat di conifere e poche altre differenze insignificanti. Anche L. gilva è ritenuta solo una forma di L flaccida con il cappello chiazzato da macchie igrofane. (R.d.M. 2 2001 Pg. 127-132 + R.d.M. 2 2003 Pg. 145-146) |
Lepista
nuda
(Fr.: Fr.) Cooke Rhodopaxillus nudus
(Bull.: Fr.) Maire Agarico violetto |
Cappello:
5-14 cm, inizialmente emisferico, poi da convesso a spianato, con orlo involuto e spesso ondulato. Liscio, umido, untuoso, di colore viola o lilla bluastro, tendente al bruno,
specialmente al centro, con l'età decolora al viola ocraceo.
Lamelle:
adnate o appena decorrenti, fitte, con
lamellule, di colore grigio-lilla, lilla bluastre, infine tendenti
all'ocra.
Gambo:
5-9 x 1,5-3 cm, robusto, cilindrico con base bulbosa ricca di resti miceliari ed inglobante residui del substrato. Fibrilloso, di colore violetto, ricoperto da una pruina bianca, soprattutto nella parte alta.
Carne:
soda e acquosa nel
cappello, fibrosa nel gambo; di colore grigio-violetta; odore
caratteristico forte, aromatico.
Habitat:
cresce quasi tutto l'anno con preferenza per l'autunno, in
boschi di conifere o latifoglie su substrato ricco di humus.
Microscopia:
Spore rosa salmone in massa, ellittiche, con piccole verruche,
6,5-8,5 x 4-5 µm. Basidi tetrasporici, clavati, 15-25 x 5-8 µm. Giunti a fibbia abbondanti. Commestibilità:
Commestibile dal sapore aromatico non sempre gradito, si presta in quantità limitata,
ben cotta, nei misti. |
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Lepista
nuda
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Note:
Si può confondere con L. sordita, più minuta e più igrofana; con L. glaucocana di colore più pallido e con L. personata dal cappello color caffellatte e gambo violetto.
Attenzione a non confonderla col simile Cortinarius violaceus con lamelle color bruno ruggine e gambo con tracce di cortina.
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Leucopaxillus macrocephalus
(Schilzer) Bohus
Porpoloma macrocephalum (Schulzer) Bon |
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Cappello:
10-20 cm, da emisferico a piano convesso, liscio o talvolta lacerato a chiazze squamose, con orlo molto involuto, tomentoso, fibroso. Di colore biancastro, ocraceo, più scuro al disco, ocra brunastro e chiaro verso il margine.
Lamelle: fitte, attaccate al gambo, spesse, biancastre, crema-giallognole, con il tagliente un poco denticolato.
Gambo:
10-16 x 2-6 cm, grosso, tozzo, generalmente cespitoso, con base ingrossata e quasi radicante, pieno, fibrilloso, biancastro, ocraceo, brunastro, feltrato.
Carne:
dura e compatta, biancastra nel cappello, bianca a chiazze nel gambo. Odore forte come di varechina, sapore grato.
Habitat:
cresce cespitoso alla base di querce e faggi, ancorato al substrato. Dalla tarda primavera all'autunno. Rarissimo o estremamente localizzato.
Microscopia:
Spore bianche o color crema in massa, lisce, ovoidali, 5-6,5 x 3-4,5 µm, leggermente
amiloidi, con contenuto granuloso.
Commestibilità:
Commestibile mediocre. |
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Leucopaxillus
macrocephalus
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Note:
Specie rara di grandi dimensioni, compare dopo lunghi periodi per poi scomparire o con comparsa
localizzata, comune sui Monti Nebrodi.
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Limacella guttata
(Fr.) Korn. & Maublanc Limacella lenticularis
(Lasch: Fr.) Earle |
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Cappello:
8-12 cm, da emisferico-campanulato a piano-convesso, con largo umbone appianato, liscio, vischioso da giovane o ad umido, poi rugoso, margine acuto, intero. Color crema-rosato o isabella, col centro più scuro, sull' ocra-brunastro o fulvo.
Lamelle:
fitte, libere, alte e ventricose, con lamellule, bianche, spesso secernenti goccioline acquose.
Gambo:
8-15 x 1-2 cm, robusto, cilindrico con base bulbosa, bianco sopra l'anello, quasi concolore al cappello e fibrilloso-squamuloso sotto. Anello membranoso, supero, ampio e persistente, bianco, cosparso di goccioline giallastre.
Carne:
Tenera nel cappello, fibrosa nel gambo, bianca, con forte odore di farina.
Habitat:
Cresce dall'estate all'autunno a piccoli gruppi nei boschi di conifere o misti.
Microscopia:
Spore bianche in massa, lisce, sferiche, non amiloidi, 4,5-6 x 4-5,5 µm. Commestibilità:
Commestibile scadente. |
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Limacella
guttata
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Note:
Simile ad una Amanita ma priva di volva, si distingue per il cappello vischioso ad umido, l'ampio anello e per il forte odore di farina. Specie vicina è la Limacella illinita, di taglia inferiore, con cappello e gambo molto vischiosi e priva di anello. Limacella furfuracea ha un cappello da grigio-bruno a castano, gambo brunastro sotto l'anello che è dissociato in fiocchi.
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