| Lactarius deliciosus
(Linneus: Fr.) S.F. Gray |
Cappello:
5-15 cm, convesso, poi piano depresso, infine imbutiforme, leggermente viscoso, con margine involuto, lobato. Di colore iniziale arancio, poi ocraceo-arancio, con zonature concentriche che con l'età diventano verdi.
Lamelle:
leggermente decorrenti, fitte, forcate, arancio pallido, alla frattura arancio carota, poi si colorano di verde.
Gambo:
3-6 x 1,5-2,5 cm, farcito, poi cavo, glabro, pruinoso feltrato e scrobicolato. Color arancio pallido, con scrobicoli rosso-arancio.
Carne:
Soda, presto larvata nel gambo, alla frattura color arancio carota, poi molto lentamente si macchia di verde. Odore fruttato, sapore mite. Latice arancio-carota, non arrossante, poi più chiaro.
Habitat:
Cresce presso varie specie di pino, dalla primavera all'inizio dell'inverno.
Microscopia:
Spore ellissoidali, con verruche unite in spesse creste, 8-10 x 6-7 µm. Basidi tetrasporici, subclavati, 45-65 x 8,5-12 µm.
Commestibilità:
Ottimo commestibile. Ovunque raccolto ed in alcune località molto apprezzato.
(Vedi Ricette). |
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Lactarius
deliciosus |
| Note:
Si distingue per il latice arancio vivo, immutabile, il gambo corto e scrobicolato,
il cappello arancio, zonato, un leggero inverdimento e l'habitat presso pini.
Può essere confuso con Lactarius
chrysorrheus, leggermente più chiaro, con medesime zonature ma con
latice bianco ingiallente. |
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Lactarius salmonicolor
Heim & Leclair
Lactarius subsalmoneus Pouzar
Lactarius deliciosus var. salmoneus Kühner
& Romagn. |
Cappello:
4-15 cm, molto irregolare, gibboso, piano-depresso, poi imbutiforme, con bordo lobato. Cuticola viscosa, color crema pallido, rosa salmone, arancio rosato, arancio sbiadito, non inverdente o con solo lievi tracce di verde, non zonato o solo a zone sottili e con venature radiali.
Lamelle:
fitte, decorrenti con dentino, con numerose lamellule, color crema-arancio, arancio-salmone, non inverdenti ma macchiate di bruno-violaceo nelle lesioni.
Gambo:
3-6 x 1-2 cm, robusto, un po radicante, talvolta lievemente eccentrico, farcito e poi cavo, liscio, da arancione a fulvo, con scrobicoli ovali color arancione, non inverdente.
Carne:
fragile, color avorio nel cappello ed arancione nel gambo, con il tempo vira al bruno violaceo, non inverdente. Sapore leggermente amaro. Latice abbondante, color salmone, virante leggermente sul rosso vinoso solo sopra le lamelle. Sapore non acre, poi lievemente amarognolo.
Habitat:
Cresce associato ad Abete bianco (Abies alba) o rosso (Picea abies).
Microscopia:
Spore largamente ellissoidi, con creste, 9-11 x 6,5-7,5 µm. Basidi tetrasporici
subclaviformi.
Commestibilità:
Commestibile tra i meno apprezzati del gruppo Deliciosi. |
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Lactarius
salmonicolor
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| Note:
Si identifica facilmente per l'habitat, il colore arancio-salmone senza inverdimento e con deboli zonature. Specie simili sono L. deterrimus, fortemente inverdente, L. semisanguifluus, inverdente, con latice che diviene rossastro ed habitat calcareo di pinete, L. fennoscandicus, marcatamente zonato, fortemente inverdente e con latice poi rossastro. |
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Lactarius sanguifluus var. violaceus
(Barla) Basso
Lactarius vinosus
Barla ex Bataille |
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Cappello:
5-16 cm, sodo e carnoso, convesso ombelicato, poi piano depresso o imbutiforme. Cuticola liscia con margine involuto. Arancione violaceo, vinoso violaceo, ornato da zone viranti al verde blu che in vecchiaia invadono tutta la superficie.
Lamelle: fitte e sottili, leggermente decorrenti, con lamellule. Di colore ocra rosate, poi leggermente vinose, violacee, virano al tocco al verde blu assumendo spesso in vecchiaia interamente questa colorazione.
Gambo:
Cilindrico, attenuato alla base, duro e fragile, farcito. Superficie di colore violaceo, ricoperta da pruina biancastra, specialmente nella parte alta, scrobicolato.
Carne:
Soda e granulosa, di colore bianco crema, vira al taglio al rosso vinoso.
Odore fruttato. Latice rosso vinoso, sangue sin dall'inizio, acre ed immutabile.
Habitat:
Cresce dall'estate all'autunno in clima mediterraneo, presso cipressi, pini e ginepri, su terreno calcareo, in
numerosi gruppi.
Microscopia:
Spore oblunghe, crestate, 7,5-9,5 x 6-7,5 µm. Basidi tozzi, subcilindrici, retrasporici.
Commestibilità:
Buono ed apprezzato commestibile. (Vedi
Ricette). |
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Lactarius
vinosus |
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Note:
Si distingue per il latice subito rosso vinoso, il cappello zonato, con guttule, inverdente anche completamente, il gambo fortemente pruinoso, bianco, con scrobicoli rosso-violacei, l'habitat in pinete mediterranee.
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| Lactarius
chrysorrheus
Fries |
Cappello:
4-8 cm, piano-depresso, poi largamente depresso, gibboso, margine a lungo involuto, lobato, sottile. Cuticola
pruinosa, brillante, di colore carnicino-giallo, fulvo-arancio, con zonature e scrobicoli più
scuri disposti in cerchi concentrici.
Lamelle:
Lamelle fragili, da adnate a subdecorrenti, forcute o anastomosate, con lamellule, di colore crema, crema aranciato, infine ocraceo-ruggine.
Gambo:
2,5-5 x 1-2 cm, liscio o gibboso, subcilindrico, ricoperto da una pruina biancastra persistente, da color crema a bruno rosato specialmente dove manipolato, raramente scrobicolato. Inizialmente pieno, poi farcito, infine cavo.
Carne:
Biancastra, fulvo-brunastra alla base del gambo, al taglio vira rapidamente al giallo solforino.
Sapore amaro,
odore fruttato. Latice:
abbondante, bianco ma rapidamente virante al giallo solforino, sapore acre.
Habitat:
Specie comune cresce in boschi di latifoglie o misti dalla primavera all'inizio dell'inverno, dalla pianura alla montagna.
Microscopia:
Spore da subglobose ad ellissoidali, con verruche e creste, 6-8 x 5-6,5 µm. Basidi tetrasporici subclaviformi 35-55 x 8-11 µm.
Commestibilità:
Non commestibile. |
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Lactarius
chrysorrheus foto 2
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Note:
Si riconosce per la colorazione pileica su toni fulvo rosato, con zonature e guttule più scure e per il rapido ingiallimento del latice. Simile il L. mediterraneensis ha colorazione sul giallo-ocraceo, non ha vere zonature ma scrobicoli e viraggio del latice meno rapido ed intenso.
Il L. decipiens ha cappello di colore ocra-rosato, non zonato nè guttulato
ed odore intenso di pelangonio.
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Lactarius rugatus
Kühner & Romagnesi |
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Cappello:
5-7 cm, depresso al centro o imbutiforme, ondulato-lobato, rugoloso, grinzoso. Cuticola asciutta, vellutata, pruinosa, di colore bruno-aranciato, arancio-rossastro, più scuro al centro.
Lamelle:
adnate o decorrenti, forcute, con lamellule. Poco fitte, color crema, crema-giallino, crema-ocraceo, macchiate di bruno nei punti di rottura.
Gambo:
3-5 x 1,5-2,5 cm, cilindrico o attenuato alla base, farcito, poi cavo, asciutto e pruinoso, vellutato, concolore al cappello con base biancastra, nelle lesioni bruno-ruggine.
Carne:
Carne biancastra, odore leggero, gradevole, sapore di nocciola. Latice abbondante, bianco, dolce ma astringente, imbrunente sulle lamelle, immutabile isolato.
Habitat:
Poco comune, cresce in zone termofile, in boschi di latifoglie, su suolo calcareo.
Microscopia:
Spore ellittiche, con basse creste, 9-10 x 6-7 µm. Basidi claviformi tetrasporici, 45-55 x 8-10 µm.
Commestibilità:
Considerato commestibile, dopo opportuna cottura, non consigliato.
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Lactarius
rugatus |
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Note:
Simile a Lactarius volemus, si distingue per il colore fulvo-arancio brillante, le lamelle più spaziate, la cuticola con rugosità e screpolature concentriche evidenti al bordo, margine più sottile e presto disteso, odore meno intenso, carne e lamelle meno imbrunenti, assenza di cistidi, reazione al FeSO4 rosa, mentre nel
L. volemus è verde.
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Lactarius volemus
(Fr.: Fr.) Fries |
Cappello:
5-15 cm, da convesso con centro concavo a depresso. Carnoso e di grosso spessore, asciutto, opaco, pruinoso all'inizio, vellutato, spesso screpolato per il secco, di colore giallo-rossiccio, fulvo arancio.
Lamelle:
Lamelle da adnate a decorrenti, fitte, sinuose, crema, giallo-ocra pallido, macchiate di bruno nelle fratture.
Gambo:
Robusto, 3-8 cm x 15-30 mm, pieno poi farcito, cilindrico o un po panciuto, attenuato alla base, di colore uguale al cappello o più chiaro, specialmente all'apice, pruinoso, imbrunente con la manipolazione.
Carne:
Soda, spessa, biancastra, fulvo-bruna al taglio. Lattice abbondante, bianco, brunastro essiccando, dolce, denso. Reazione verde con solfato di ferro. Odore di pesce (aringa).
Habitat:
Cresce in boschi di latifoglie o di conifere, ai primi caldi della
primavera-estate.
Microscopia:
Spore da globose a sub-globose con verruche, 8-10 x 7-9 µm. Basidi bisporici o tetrasporici, subclavati.
Commestibilità:
Considerato commestibile, dopo opportuna cottura, ma di sapore non sempre gradito. |

Lactarius
volemus
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Note:
Si distingue per il cappello carnoso, vellutato, di colore
arancio-rossiccio, l'odore intenso di aringa e la reazione al verde con
solfato ferroso. Si può confondere a prima vista col L. rugatus, di colore fulvo-arancio vivace,
lamelle più spaziate, privo di macrocistidi, spore oblunghe e reazione rosa a FeSO4.
Simile anche a L. camphoratus che però ha odore di canfora, umbone e margine striato ed è più esile e con lamelle rossastre.
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Lactarius piperatus
(L.: Fr.) Persoon |
Cappello:
4-15 cm, depresso o imbutiforme, con orlo prima involuto, poi ondulato e lobato, talvolta screpolato, spesso con detriti vegetali. Cuticola asciutta, con fossette al centro e rugosità concentriche al margine, screpolata col secco, di colore bianco, poi crema e con punteggiature nocciola al centro.
Lamelle:
molto fitte, strette e sottili, da adnate a decorrenti, biforcate e con lamellule, bianche o crema, talvolta macchiate di nocciola. brunastre alla frattura.
Gambo:
3-10 x 1,5-3 cm, obeso, pieno e sodo, con base attenuata, di colore bianco con rugosità e fossette e macchie ocracee a partire dalla base.
Carne:
Dura e compatta, granulosa, bianco crema. Sapore molto acre, pepato.
Latice: abbondante, bianco, vira lentamente al
giallo-olivaceo.
Habitat:
Cresce abbondante dall'inizio estate fino a ottobre, in boschi di latifoglie ( Fagus) o di conifere.
Microscopia:
Spore subglobose, con verruche ottuse unite da creste, 7-10 x 5-7 µm. Basidi tetrasporici clavati.
Commestibilità:
Specie da considerare tossica, viene consumata in alcune località, dopo opportuni trattamenti. |

Lactarius
piperatus
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Note:
Si distingue tra i lattari bianchi per la grossa taglia, le lamelle molto fitte, il latice immutabile se isolato. |
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Lactarius bertillonii
(Neuhoff ex Schaefer) Bon
Lactarius vellereus var. bertillonii
Neuhoff |
Cappello:
7-15 cm, piano-depresso, poi imbutiforme, ondulato, con il margine a lungo involuto, lobato. Cuticola vellutata, feltrata, di colore bianco sporco, bianco-ocra, macchiata di bruno nei punti di contatto.
Lamelle:
Lamelle spaziate, spesse, forcate al gambo, da adnate a subdecorrenti, color crema, poi ocraceo, sfumate sulle facce di color acqua di mare, con macchie ocracee nelle fratture.
Gambo:
3-8 x 2-3 cm, cilindrico o leggermente obeso, vellutato, spesso bucherellato, non scrobicolato, di colore biancastro, macchiato di grigio-bruno alla base e dove manipolato.
Carne:
Soda e compatta, bianca, vira lievemente al solforino pallido, di sapore molto acre.
Latice: bianco, denso, sulle
lamelle si colora di giallo, immutabile se isolato, vira con KOH al
giallo oro, sapore fortemente acre-bruciante.
Habitat:
Cresce dall'inizio estate all'autunno in boschi di latifoglie (Quercus, Castanea, Fagus, Betula) o di conifere (Picea, Pinus, Abies).
Microscopia:
Spore bianche in massa, ellissoidali, con fitte e sottili creste, 7-10 x 6-7 µm. Basidi tetrasporici, subclavati, 50-65 x 8,5-10 µm. Cistidi cilindracei con estremità attenuata. Commestibilità:
Non commestibile.
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Lactarius
bertillonii
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Note:
Si distingue per l'orlo a lungo involuto, le lamelle piuttosto spaziate, il latice fortemente acre-bruciante, con reazione al giallo-arancio sotto l'azione del KOH al 20-30%. Tale reazione è negativa in Lactarius vellereus, la specie più simile, distinguibile per il latice pressoché mite e di cui il bertilloni era considerato varietà
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Lactarius vellereus
(Fr.: Fr.) Fries |
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Cappello:
Di grandi dimensioni, 8-22 cm, da convesso, piano-convesso a profondamente depresso, asciutto e vellutato, bianco maculato di ocraceo. Margine involuto, poi lobato-ondulato.
Lamelle:
Lamelle da adnate a poco decorrenti, abbastanza spaziate nell'adulto, fragili, con numerose lamellule, spesso forcute, bianche, poi crema-giallognolo, infine ocracee, con filo unito concolore.
Gambo:
2-5 x 2-3 cm, grosso, corto e tozzo, duro, cilindrico, con fossette, poco scrobicolato, asciutto e vellutato, bianco con macchie ocracee nelle lesioni soprattutto alla base.
Carne:
Compatta ma cassante, bianca, sapore prima amarognolo, poi molto acre. Latice bianco, virante al giallognolo seccando sulle lamelle, di sapore mite se isolato.
Habitat:
Cresce isolato o a gruppi di pochi esemplari dall'estate all'autunno, preferibilmente nei boschi di latifoglie (Faggio), ma anche sotto conifere.
Microscopia:
Spore da globose ad ellissoidali, con verruche poco evidenti, riunite a forma di reticolo, 7,5-12 x 6-9 µm. Basidi bisporici o tetrasporici,
subclavati.
Commestibilità:
Non commestibile per il sapore troppo acre. |
Lactarius
vellereus |
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Note:
Si riconosce per il latice mite che non dà nessuna reazione con KOH. Ha lamelle più spaziate e taglia più robusta di
Lactarius pergamenus e L. piperatus, possiede inoltre un gambo corto. Altra specie molto simile è
L. bertillonii dal quale si distingue per il sapore e la reazione
del latice che in L. bertillonii è acre bruciante ed assume colorazione
giallo intenso in reazione a KOH, per la taglia, che raggiunge dimensioni
maggiori e per la forma e le dimensioni delle spore. |
Per
saperne di più:
Lactarius di M. T. Basso
a prezzo scontato
I
Generi Lepista, Leccinum e Leucopaxillus alla successiva pagina:
Funghi
Le


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