ASSOCIAZIONE MICOLOGICA BRESADOLA

GRUPPO DI MESSINA

Specie C


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Calocybe gambosa (Fr.) Donk

Lyophyllum gambosum  (Fr.) Singer
Tricholoma georgii  (L.) Quélet

Cappello: 5-12 cm, carnoso, emisferico, poi convesso, infine piano-convesso, con il margine liscio, prima involuto poi regolare, ondulato. Cuticola asciutta, liscia e opaca, talvolta screpolata, da bianco-crema a giallo, talvolta grigio-nocciola.

Lamelle: fittissime, strette, adnate o smarginate, diritte, bianche o crema pallido.

Gambo: 5-8 x 1-3 cm, slanciato o tozzo, cilindrico o leggermente clavato, asciutto, pruinoso, pieno poi farcito, bianco poi color crema, ocraceo al piede.

Carne: Spessa e soda, bianca o crema, immutabile, con odore e sapore forte e caratteristico di farina o pane fresco.

Habitat: Cresce nei luoghi erbosi in primavera, sia nei prati che nei boschi.

Microscopia: Spore bianche in massa, ovoidali, lisce, 4-6 x 2-4 µm. Basidi 20-25 x 3-5 µm, tetrasporici, con giunti a fibbia.

Commestibilità: Commestibile e ricercato anche se non da tutti gradito, si presta alla conservazione essiccato o sott'olio. Attenzione a non confonderlo con Inocybe patouillardi specie velenosa.

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Calocybe gambosa

Note: Alcuni AA considerano la specie appartenente al genere Lyophyllum, Sez. Calocybe, altri considerano il genere separato. Si distingue per il periodo di crescita, il cappello carnoso, le lamelle fittissime e diritte, il forte odore e sapore di farina fresca.

 

Calocybe ionides (Bull.: Fr.) Donk

Lyophyllum ionides (Bull.: Fr.) Kühn. & Romagn.
Rugosomyces ionides (Bull.: Fr.) Bon

Cappello: 2-6 cm, poco carnoso, convesso, poi spianato con centro leggermente depresso, pulvinato, secco, glabro, di colore viola bluastro, viola ametista, più scuro al disco.

Lamelle: fitte, sottili, uncinate adnate o leggermente decorrenti, bianche o biancastre.

Gambo: 3-6 x 0,2-0,7 cm, cilindrico, attenuato in alto, fibrilloso-striato, concolore al cappello o più pallido, con feltro basale biancastro.

Carne: Bianca immutabile. Odore e sapore leggeri, farinosi.

Habitat: Cresce gregario o cespitoso in boschi umidi e ricchi di humus, preferibilmente di conifere ma anche di latifoglie, da fine estate all'autunno. Poco comune.

Microscopia: Spore ellissoidali o subfusiformi- allungate, pluriguttulate, 5-6 x 2,5-3,5 µm. Basidi tetrasporici, con giunti a fibbia, 18-22 x 4,5-5,5 µm.

Commestibilità: Senza valore alimentare.

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Calocybe ionides

Note: Si distingue facilmente per il colore violaceo del cappello e del gambo, in contrasto col colore bianco delle lamelle. Gli esemplari più grossi possono essere scambiati a prima vista con la Lepista nuda dalla quale differiscono per le lamelle crema chiaro ansichè rosa-lilla e per l'odore farinaceo.

 

 

Calvatia utriformis (Bull.: Pers.) Jaap

Lycoperdon caelatum  Bull.: Pers.

Corpo fruttifero: Fino a 18 cm, subglogoso o subellissoidale, poi largamente convesso, infine appianato. Superficie esterna dell'esoperidio increspata, cesellata, poi dissociata in areole poligonali. Da bianco latte a grigio bruno, infine bruno. A maturazione il peridio si lacera per la dispersione delle spore.

Gleba bianca, poi giallognola, verdastra, infine bruno cioccolato, dapprima compatta poi pulverulenta. Subgleba separata dalla gleba da uno pseudodiaframma.

Gambo: Breve pseudogambo consistente in una base sterile di consistenza spugnosa.

Carne: Di consistenza molle, dopo la maturazione, delle spore, secca, polverosa. 

Habitat: Nei prati e nei pascoli di montagna dalla primavera all'autunno.

Microscopia: Spore bruno oliva in massa, globose, verrucose, 4-5 µm.

Commestibilità: Commestibile da giovane prima che diventi molle.

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Calvatia utriformis

 

Note: Si riconosce per il l'esoperidio che sembra cesellato.

 

 

Cantharellus cibarius (Fr.: Fr.) Fries

Cappello: 3-10 cm, carnoso irregolare, inizialmente convesso, poi aperto con lobature e orlo a lungo involuto, infine disteso e ± depresso al centro fino a imbutiforme. Liscio glassato, brillante, di colore giallo, giallo pallido, giallo uovo.

Lamelle: Pseudolamelle più simili a nervature, poco profonde, decorrenti al gambo, gialle, giallo-crema.

Gambo: 3-7 x 1-2,5 cm, corto, sodo, cilindrico attenuato verso la base, pieno, a maturità gommoso, giallo come il cappello. 

Carne: Compatta, fibrosa nel gambo, bianca ma gialla sotto le superfici. Odore e sapore gradevole, fruttato, di albicocca. 

Habitat: Cresce a gruppi di vari esemplari sia presso latifoglie che presso conifere, dalla primavera all'autunno.

Microscopia: Spore da ovoidali a ellittiche, lisce o granulose, 7,5-10 x 4,6-5,6 µm.

Commestibilità: Ottimo commestibile, ricercato ed apprezzato.

(Vedi ricette)

 

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Cantharellus cibarius foto 2

Note: attenzione a non confonderlo col tossico Omphalotus olearius, che possiede vere lamelle e cresce cespitoso alla base di ceppi o su radici interrate (Vedi scheda).
 

Cantharellus alborufescens (Malencon) Papetti & Alberti

Cantharellus cibarius var. alborufescens

Note: Di recente elevato dagli Autori al rango di specie, da varietà del Cantharellus cibarius, di cui conserva le principali caratteristiche. Si differenzia per il colore molto chiaro, biancastro, del cappello e del gambo e per il viraggio alla manipolazione al giallo e poi lentamente al rosso-bruno.

Habitat: Cresce in boschi termofili preferibilmente di Leccio ma è stato ritrovato (Monti Peloritani) anche associato ad altre latifoglie (Quercus e Castanea) ed aghifoglie (Cedrus misto con Pinus).

Commestibilità: Ottimo commestibile.

Ingrandisci Cantharellus alborufescens

Cantharellus alborufescens

 

Chroogomphus rutilus (Sch.: Fr:) Miller

Gomphidius viscidus (Fr.)

Cappello:  5-12 cm, conico campanulato, poi convesso, infine piano, umbonato papillato, con il margine involuto. Cuticola nettamente viscosa con l'umidità, glabro e brillante per il secco. Di colore variante, arancio grigio, laterizio, bruno, bruno fulvo, ocra olivastro.

Lamelle: Lamelle spaziate, spesse, arcuate e decorrenti, da ocra giallastre, oliva, a bruno nerastre.

Gambo:  Cilindrico regolare o sinuoso, attenuato-affusolato alla base, viscido se umido, pieno. Del medesimo colore del cappello, con superficie finemente scagliosa, viscida, con resti di velo in forma di anello fugace nella parte superiore, con macchie o zebrature più chiare.

Carne: Compatta, presto molle, fibrosa nel gambo, di colore giallognolo, ocraceo, rosa salmone, vinaccia, più scuro alla base del gambo. Inodore e insapore.

Habitat: Nei boschi di Pinus a due aghi dall'estate al tardo autunno.

Microscopia: Spore bruno nerastre in massa, fusiformi ellissoidali e lisce, 18-24 x 6-7 µm.

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Chroogomphus rutilus

Note: Confondibile solo con Chroogomphus helveticus che ha cappello secco, vellutato, lamelle più chiare e taglia minore.

Commestibilità: Commestibile.

 

Clathrus ruber (Mich.: Pers.) Pers.

Clathrus cancellatus

Ascocarpo da giovane a forma di ovulo rotondeggiante, internamente gelatinoso, esternamente bianco livido, con superficie fragile, ceracea. A maturazione l'ovulo si apre lasciando fuoriuscire il fungo a forma di gabbia a maglie poligonali di colore rosso vivo, largo fino a 7 cm.

Imenoforo: Gleba, di colore verde-olivastro, formata da piccoli granuli mucillaginosi, cola all'interno delle maglie poligonali.

Gambo:  La base dell'ovulo, formante a maturità una specie di volva, possiede una radichetta bianca, spesso ramificata, formata da ife rizomorfe allungate.

Carne: di consistenza fragile, spugnosa. Odore: forte e repellente, simile a quello del Phallus impudicus.

Habitat: Cresce dall'estate all'autunno in boschi umidi, in terreni ricchi di sostanze organiche.

Commestibilità: Non commestibile.

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Clathrus ruber

Microscopia: Spore bianco-brunastre in massa, ellissoidali, 5 x 6 µm.

 

Clitocybe geotropa (Bulliard) Quélet

Cimballo

Cappello: 5-18 cm, da conico a piano depresso, presto imbutiforme, sempre umbonato, con il margine a lungo involuto. Di colore biancastro-ocra, beige o caffellatte chiaro, asciutto e liscio, sericeo pruinoso, infine gabro e finemente feltrato.

Lamelle: spesse, fitte, molto decorrenti, bifide, più chiare del cappello, da bianche a color crema con riflessi rosati, con filo intero concolore.

Gambo: 6-15 x 1-2 cm, da cilindrico a leggermente clavato, pieno, concolore al cappello, ornato da fibrille bianche longitudinali. Base con tomento bianco.

Carne: bianca o biancastra, soda, stopposa, gommosa nel gambo degli esemplari vecchi.

Habitat: Cresce gregaria, spesso in cerchi nei prati boschivi, su pascoli boschivi, nelle radure dei boschi, in autunno anche inoltrato.

Microscopia: Spore bianche in massa, ellissoidali, lisce, 6-7 x 5-6 µm. Basidi 40-45 x 7-9 µm, tetrasporici.

Commestibilità: Ottimo commestibile.

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Clitocybe geotropa

Note: Specie carnosa si distingue per il cappello sempre umbonato (basta toccare in fondo all'imbuto) e per il lungo gambo rispetto alla larghezza del cappello (1,5:1). Clitocybe maxima (Clitocibe geotropa var. massima)  è simile, ha però cappello largo, enorme, privo di umbone e gambo corto (1:3).

 

Clitocybe nebularis (Batsch: Fr.) Kummer

Lepista nebularis (Batsch: Fr.) Harmaja

Cappello: 10-20 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine depresso, con margine leggermente involuto, biancastro, grigio cenere, grigio-bruno. Cuticola liscia, radialmente fibrillosa, spesso ricoperta da una pruina forforacea asportabile.

Lamelle: Lamelle da adnate a decisamente decorrenti, fitte, facilmente separabili dalla carne del cappello, bianche o crema pallido.

Gambo: 6-10 x 1-3 cm, cilindrico o clavato, con base ingrossata ricoperta da un abbondante tomento biancastro, pieno, poi farcito, fibrilloso, bianco-crema, crema-grigiastro.

Carne: Soda, bianca, con odore e sapore forte, aromatico caratteristico, anche sgradevole.

Habitat: Cresce a gruppi, in cerchi o file, dall'autunno all'inverno, in boschi di latifoglie o di conifere.

Microscopia: Spore µm 5-7 x 3,5-5, ellittiche, ornate con le verruche amyloidi;

Commestibilità: Non commestibile, possiede tossine termolabili. Abbondantemente consumato, negli anni passati, è stato causa di numerosi effetti tossici da accumulo e intolleranze.

Clitocybe nebularis

Note: Si distingue per il colore bianco-grigiastro, le lamelle decorrenti ed il forte odore aromatico. Può essere confusa con Entoloma sinuatum che possiede però lamelle non decorrenti, inizialmente gialle, poi rosate.

 

 

Clitopilus prunulus  (Scop.: Fr.) Kummer

Cappello:  3-10 cm, convesso, con orlo a lungo involuto, poi appianato ed anche depresso con margine irregolare. Tenero e friabile, liscio e asciutto, biancastro, bianco grigiastro.

Lamelle: Lamelle fitte e decorrenti, con numerose lamellule, bianche, poi con tonalità rosa, infine rosa bruniccio.

Gambo: 2-5 x 0,6-1,2 cm, cilindrico, corto e spesso eccentrico, pruinoso, bianco, pieno, poi midolloso.

Carne: Tenera e friabile, molle, bianca, con intenso. Odore di farina lievitata. Sapore gradevole, farinaceo. 

Habitat: Cresce in tutti i boschi dalla primavera all'autunno.

Microscopia: Spore rosa in massa, lungamente ellissoidali, costolate longitudinalmente, 10-13 x 5-6 µm.

Commestibilità: Ottimo commestibile, attenzione però alla confusione, possibile, con le TOSSICHE Clitocybe bianche.

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Clitopilus prunulus

Note: Clitopilus prunulus si distingue per la fragilità della carne friabile-gessoso, per l'odore di farina impastata fresca, per il colore delle lamelle, con tonalità rose come le spore.
Le Clitocybe bianche con cui può essere confuso presentano carne elastica, fibrosa, odore terroso-rancido, lamelle bianche come le spore e con l'attaccatura al gambo più netta e regolare.

 

Coltricia perennis (L.: Fr.) Murr.

Cappello: 2-9 cm, rotondo, spianato o depresso al centro, con margine molto sottile spesso ondulato, finemente vellutato da giovane. Decorato da zonature concentriche giallo-ocra, bruno-ocracee, bruno-rossiccio o rugginoso.

Imenoforo: Tubuli molto corti e decorrenti, grigiastri. Pori tondeggianti e piccoli da giovane, poi più grandi e angolosi, irregolari, da grigio chiari a giallo bruni.

Gambo: Corto, 2-5 x 0,3-1 cm, centrale, bulboso, clavato, pieno, fibroso, leggermente vellutato. Da giallo a bruno rossiccio.

Carne: Sottile e coriacea, bruna. Sapore e odore insignificanti.

Habitat: A gruppetti su terreno nudo o detriti legnosi. Durevole anche molti anni.

Commestibilità: Non commestibile.

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Coltricia perennis

Microscopia: Spore ocracee in massa, lisce, ellittiche, 6-8 x 4-5 µm.

 

Coprinus comatus  (Mull.: Fr.) Gray

Cappello:  inizialmente ghiandiforme rinchiuso sul gambo, poi cilindrico alto 6-15 cm, Ø 3-7 cm, a maturità da campanulato a conico. Cuticola che si lacera in larghe scaglie biancastre, ocracee al margine e con disco che permane beige-ocraceo. Con l'età deliquescente a partire dal margine insieme alle sottostanti lamelle.

Imenoforo: lamelle fittissime, larghe, libere, inizialmente bianche, poi rosa-viola, infine scure fino a ridursi ad un liquido nero.

Gambo: 10-25 x 1-2 cm separabile dal cappello, cilindrico, slanciato, ingrossato al piede, cavo da adulto, bianco con fini fibrille bianche. Anello a braccialetto che tiene socchiuso il cappello sul gambo, poi scorre verso il basso, tendente a scomparire, bianco o macchiato di nero.

Carne: scarsa, tenera nel cappello e fibrosa nel gambo, bianca. Odore e sapore gradevoli.

Habitat: nei prati e nei pascoli di pianura, singoli o a gruppi numerosi, dalla primavera all'autunno inoltrato.

Microscopia: Spore nere in massa, da ellittiche a ovoidali, lisce, con poro germinativo centrale, 11-15 x 6-9 µm. Basidi tetrasporici.

Commestibilità: commestibile eccellente va però consumato da giovane ed a breve tempo dalla raccolta, con le lamelle ancora bianche. Buono in insalata o a breve cottura al burro. Si consiglia alla raccolta di staccare il gambo dal cappello per rallentarne la maturazione.

Coprinus comatus

Note: caratteristiche le squame sul cappello. Simile Coprinus sterquilinus cresce su sterco ed è più piccolo ed esile. Coprinus picaceus è' caratterizzato da un cappello a superficie più liscia, ricoperta da un velo biancastro che presto si dissocia in placche nere, cresce nei boschi. Coprinus atramentarius si distingue per la cuticola scanalata in senso radiale, squamosa all'apice, di colore tenue ma non bianco, da grigio argento a grigio brunastro; cresce a gruppi cespitosi. Da tenere presente che quest'ultimo Coprinus provoca sindrome coprinica.

 

 

Coprinus micaceus (Bull.: Fr.) Fr.

Cappello:  1-4 cm di altezza, inizialmente ovoidale, poi conico campanulato, solcato longitudinalmente, con il margine sottile, frangiato. Coperto da un velo farinoso ocraceo, facilmente detersile. Cuticola un po' igrofana, da giallo ruggine a fulvo, più scura al centro.

Lamelle: Lamelle fittissime, strettamente adnate, bianco grigiastre, poi bruno porpora, infine nere e deliquescenti.

Gambo: 6-10 x 0,2-0,5 cm, cilindrico, fragile, con base ingrossata e spesso con fioccosità ocracea, presto cavo. Bianco, asciutto, da giovane coperto da pruina bianca, poi liscio.

Carne: sottilissima, acquosa, biancastra. Senza odore e con sapore dolce.

Habitat: Terricolo, cresce cespitoso intorno a ceppaie putrescenti o su residui legnosi anche bruciati, dalla primavera all'autunno.

Microscopia: Sporata nera, spore mitriformi, lisce, con poro germinativo ben evidente, 7-10 x 4,5-6 µm. Velo formato da cellule globose ialine.

Commestibilità: Tossico, provoca sindrome coprinica.

 

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Coprinus micaceus

Note: Identico a Coprinus truncorum che possiede cappello sempre con fiocchettature brunastre e gambo liscio, spore più ovali, frontalmente non mitriformi. Molto simile anche a Coprinus domesticus che possiede spore ellittiche e depresse da un lato, cheilocistidi subsferici e vescicolari ed ha il velo del rivestimento pileico formato da cellule fusiformi e catenulate. Altra specie simile è Coprinus saccharinus, si distingue per il velo che gli da un aspetto inzuccherato che persiste di più, gambo liscio e spore ovoidali.

 

Cortinarius herculeus Malencon

Cappello:  4-12 cm, inizialmente emisferico, poi convesso, infine espanso irregolarmente gibboso e lobato. Rivestimento pileico viscoso, lucente e con riflessi metallici col secco, inizialmente giallo-bruno, più scuro al centro, poi tutto bruno, coperto densamente da fini fibrille innate brune, talvolta pruinoso o con resti del velo viscoso secco, bianco o ocra-giallastro, al bordo.

Lamelle: Lamelle smarginate, strette e moderatamente fitte, con lamellule, prima grigio-biancastre, poi ocracee, infine colorate di ruggine dalle spore. Filo piuttosto dentato, concolore.

Gambo: 5-12 x 2-4 cm, fibroso, pieno, clavato, spesso con base subradicante, senza bulbo marginale. Bianco, ricoperto dai resti del velo che disegnano rapidamente delle zone anulari incomplete bianche e superiormente bruno-ocra, annerente in vecchiaia.

Carne: Consistente e soda, bianca, giallastra sotto la cuticola, vira se maneggiata o in vecchiaia al giallastro, poi al rossastro ed infine al nerastro. Reazione gialla con KOH. Odore forte e sgradevole di terra o di mais.

Habitat: Specie esclusiva del cedro in zona mediterranea. E' stata probabilmente introdotta nell'Europa del sud dal Marocco, sulle radici di cedro, da dove originariamente è descritto. (Ritrovato sull'Etna e sui Nebrodi, presso Cedrus atlantica).

Microscopia: Spore color ruggine in massa, ellittiche, verrucose, amigdaliformi, 10-15 x 5-7 µm.

Commestibilità: Non commestibile.

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Cortinarius herculeus

Note: Specie simili possono esere Cortinarius argutus ma con tonalità più chiare ed habitat presso latifoglie e Cortinarius fraudolosus, da ocra a fulvo e con habitat presso peccio.
 

Cortinarius orellanus Fries

Cappello: 4-10 cm campanulato, poi piano convesso, un po' gibboso, senza o con umbone largo e ottuso; margine involuto, poi diritto, lobato e fessurato. Asciutto, feltrato, non igrofano, fulvo o bruno-rossiccio, coperto da finissime squame concolori.

Lamelle: ventricose, spaziate, spesse, adnate ed a volte un po' decorrenti, da color zafferano a color ruggine con filo giallastro alle volte eroso.

Gambo: 5-10 x 1-2 cm. cilindrico o poco panciuto, attenuato alla base, asciutto, giallastro nella parte alta e con base biancastra, interamente  ricoperto da fini fibrille concolori o rossastre. Cortina effimera, presto assente.

Carne: soda, crema-paglierina, fulvo-giallastra, color ruggine sotto la cuticola. Odore rafanoide, sapore amarognolo.

Habitatcresce isolato o a gruppi di numerosi esemplari in autunno, nei boschi di latifoglie o misti. Raro nei nostri boschi.

Microscopia: Spore ellittiche, amigdaliformi 9-12 x 5-7 µm. finemente verrucose.

Commestibilità: velenoso mortale. Causa sindrome orellanica che provoca insufficienza renale acuta grave, a lunga incubazione.

Cortinarius orellanus

Note: altra specie delle medesime colorazioni ed altrettanto tossica è Cortinarius speciosissimus con cappello conico umbonato e gambo ricoperto da bande giallastre.

 

Craterellus cornucopioides  (L.: Fr.) Persoon

Trombetta da morto

Corno dell'abbondanza

Cappello: 2-8 cm, a forma di piccola trombetta, profondamente imbutiforme e cava, con orlo inizialmente arrotolato che poi si allarga a grandi lobi irregolari. Di colore nero, bistro, alle volte ametistino, più chiaro, grigio-bruno e squamuloso col secco ed in vecchiaia.

Imenoforo: liscio-pruinoso, decorrente sul gambo, squamato, con rugosità longitudinali grigio-cenere, più chiaro con l'età ed il secco.

Gambo: 4-8 x 0-6-2 cm, fusiforme, finemente rugoloso, cavo, grigio scuro o nerastro.

Carne: Sottilissima ed elastica da giovane, friabile a maturazione, grigia, con odore gradevole e sapore dolce.

Habitat: Cresce dalla tarda estate all'autunno in gruppi di numerosi esemplari in boschi umidi di conifere o di latifoglie (castagni, querce, nocciole).

Microscopia: spore bianche in massa, lisce, ellittiche, 10-14 x 6-8 µm.

Commestibilità: Buono e gustoso commestibile da fresco, è anche utilizzato essiccato e ridotto in polvere come condimento aromatico.

 

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Craterellus cornucopioides

Note: Si distingue per il colore nero del cappello e per l'imenoforo liscio. Può essere confuso con Cantharellus cinereus che ha un imenoforo anastomizzato pseudo-lamellare ben evidente ed è di colore grigio uniforme.

 

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