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Il primo film di un ciclo di successi |
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Pregi: Carino, originale, simpatico.
Difetti: Sono passati tanti anni ormai e quell’Italia, forse, non c’è più.
“Vacanze di Natale” è tra i primi film del grande Carlo Vanzina, figlio di Stefano Vanzina (in arte Steno, uno dei più famosi registi della commedia all’italiana) e, assieme al fratello Enrico- sceneggiatore- tra gli artefici della commedia all’italiana anni ’80-’90, che è il mio genere cinematografico preferito. Sono un vero e proprio cultore di questo genere di film, spesso disprezzato dai critici, ma amato dal pubblico con successi commerciali incredibili: tutti gli anni i Vanzina, da più di 15 anni, fanno incassare al produttore De Laurentis decine di miliardi. E’ da dire, infatti, che le pellicole del regista si impongono a livello commerciale con risultati eccezionali. A partire dal 1976, anno d’esordio con il film “Luna di miele in tre”, Carlo Vanzina ha diretto circa quaranta film, interpretati dai più popolari e apprezzati comici italiani: dai Gatti di Vicolo Miracolo a Diego Abatantuono, da Ezio Greggio a Massimo Boldi, da Enrico Montesano a Renato Pozzetto, passando attraverso Paolo Villaggio, Christian De Sica,Guido Nicheli…..insomma: tutti i miei miti!!
Ma veniamo alla pellicola in questione, che risale al 1983: un film davvero molto bello, carino e originale. Innanzi tutto il cast, direi ottimi: un grande Jerry Calà (nel suo periodo d’oro- purtroppo questo simpatico attore è stato poi disprezzato dai produttori romani- dopo il suo rifiuto a fare “Vacanze di Natale ‘90”, preferendo “Occhio alla Perestrojka”, con Ezio Greggio, che fu un flop), Christian de Sica (nella sua classica parte del figlio di papà ricco e stressato) e la bellissima Karina Huff (che ho rivisto recentemente nella trasmissione televisiva di Italia1 “Meteore”: è davvero ancora bella). Accanto a loro un giovanissimo Claudio Amendola e due comprimari d’eccezione: Mario Brega (il romano che tutti ricorderanno per la parte del padre di Verdone in “Un sacco bello”) e, soprattutto, il mitico Guido Nicheli, che è il mio attore preferito (amici, fondiamo un fun club di Guido Nicheli? Eccezionali le sue interpretazioni in “Viuulentemente mia”, “Montecarlo Gran Casinò”, “Panarea” o, per passare ai telefilm “I ragazzi della terza C- Zampetti”, incredibile il suo accento milanese, il suo inglese e il suo atteggiamento).
La trama è nota a tutti: le avventure a Cortina D’Ampezzo di italiani in vacanza per Natale, tra amori, tradimenti, delusioni……I Vanzina sono molto abili nel ritrarre l’Italia del tempo, con i suoi vizi e virtù. Il film è molto comico, ma è una commedia: secondo me ci sono parecchi spunti di riflessione, dal rapporto genitori- figli (e quindi lo scontro generazionale), al tema “ricchi e poveri”, e dunque il confronto sociale che spesso i Vanzina trattano nei loro film, ai problemi di coppia, l’amore,…..certo, tutti temi trattati con una certa superficialità, visto che il film è comico, ma non affatto banale. Poi la colonna sonora anni ’80 è fantastica per gli appassionati e i nostalgici, con la sigla “Moonlight shadow” e tanti altri brani dell’epoca, da “I like Chopen” a “Teorema”.Insomma, davvero un gran bel film, che ha avuto tanti fratellini (vedi “Vacanze in America”), oltre che i seguiti ufficiali: “Vacanze di Natale 90”, “Vacanze di Natale 91”, “Vacanze di Natale 95” e “Vacanze di Natale 2000”, che però sono più comici e meno sentimentali, affidati fondamentalmente alla coppia Massimo Boldi- Christian De Sica. Tante le scene che mi hanno colpito: tra queste ricordo una in particolare, quando un’amica di Ivana- Stefania Sandrelli- le chiede se tradirebbe suo marito, e lei dice che non cerca un uomo, ma vorrebbe essere felice, ed è molto triste della sua vita di coppia, visto che il marito (Guido Nicheli) è un pantofolaio, gli interessa solo il lavoro, la televisione, il calcio e le automobili (“Cambiare car è una scelta di vita, believe me”, dice lui ad un suo amico): insomma lui crede di fare felice la moglie con automobili e pellicce, lei vorrebbe l’amore, qualche attenzione in più, che spesso gli uomini non sanno dare alle proprie mogli.
Un film, in conclusione, che mi sento ancora di consigliare agli amanti del genere, con un occhio per i temi trattati, ripeto non banali.
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