RISCHIATUTTO


 (pagina realizzata da Francesco Amico)

   

Il secondo grande quiz di Mike Bongiorno

Dopo “Lascia o raddoppia?”, primo vero grande quiz della storia della Televisione italiana, il grande Mike Bongiorno aveva proposto tanti altri giochi televisivi che non sono stati in grado di sostituire il celeberrimo programma che ha lanciato la Rai: nel 1959 prende il via “Campanile sera” che si avvaleva della duplice conduzione Bongiorno – Tortora (Mike in studio e Tortora dalle piazze italiane) che contrapponeva 2 città italiane e che durò 3 anni; seguì “Caccia al numero” che non ebbe un grandissimo successo (e che venne ripreso da Mike Bongiorno dal 1981 con il quiz del mezzogiorno di Canale 5 “Bis”), in seguito “La fiera dei sogni”, che permetteva ai concorrenti di realizzare i loro sogni sempre che non superassero il “budget” di 5 milioni e “Giochi in famiglia”, che vedeva contrapposte 2 famiglie nei classici quiz nel contendersi i classici gettoni d’oro.

   

La carriera del grande Mike necessitava di una sterzata (ad iniziare da “La fiera dei sogni” era passato dal primo al secondo canale) e nel 1970 venne portato in Italia un format americano (che va in onda ancora oggi con il nome “Geopardy”) a cui furono apportate le dovute modifiche e dato un nome che da solo ne spiegava il contenuto: Rischiatutto. Il gioco consisteva in quanto segue: 3 concorrenti, ferrati in una materia di loro scelta (ci fu chi si presentava sul jazz, chi sulla storia romana, chi sulla storia del cinema, ecc., parecchi concorrenti avevano fatto la domanda anche per “Lascia o raddoppia?”) dovevano superare 3 manches di gioco per diventare campioni:

·       In primis vi erano LE DOMANDE PRELIMINARI, cioè 10 domande sulla categoria del concorrente che servivano più che altro per far ambientare lo stesso nella trasmissione. Ogni risposta esatta aveva valore di 25.000 lire

·       Seguiva poi la manches al tabellone che prese il nome di RISCHIATUTTO, che consisteva in quanto segue: il tabellone era diviso in 36 caselle, 6 per ogni argomento (si spaziava dal cinema all’arte, dai segnali stradali alle idee, dallo sport alla musica) e ognuna delle 6 caselle dell’argomento aveva un valore a crescere, dalle 10.000 alle 60.000 lire. Le domande a volte erano accompagnate da una diapositiva o da un piccolo filmato. Ad aiutare i concorrenti vi erano lungo il tabellone i JOLLY, che garantivano la vincita della casella senza rispondere ad alcuna domanda, e i RISCHIO, delle domande un po’ più complicate sulle quali il concorrente che aveva scelto la casella che lo nascondeva poteva scommettere una cifra qualsiasi (da un minimo di 100.000 lire), che gli sarebbe stata accumulata in caso di risposta esatta o sottratta in caso di risposta errata (come in tutti i quiz!!!). Di solito le categorie delle domande al tabellone riguardavano materie generalistiche di cui più o meno tutti i concorrenti sapevano qualcosa, e di solito erano garantite 2 materie per ogni concorrente.

·       Al termine della gara al tabellone seguiva la fase del RADDOPPIO, nella quale i 3 concorrenti, chiusi nelle cabine, dovevano rispondere a delle domande sulla loro materia di competenza in un tempo massimo di 1 minuto. Se il concorrente riusciva a rispondere in maniera esatta, raddoppiava il montepremi in suo possesso, ma se rispondeva in maniera errata anche ad una sola domanda posta, perdeva tutto e andava a quota zero.

Al termine del raddoppio, il concorrente che aveva accumulato più soldi veniva proclamato campione e aveva diritto a tornare la settimana successiva. Le premesse per un grande successo vi erano tutte.

Rischiatutto prese il via il 5 febbraio 1970, andò in onda tutti i giovedì alle 21.15 sul Secondo Programma (che sarebbe l’odierna Raidue, che si contrapponeva al Programma Nazionale, l’odierna Raiuno) e nelle intenzioni dei dirigenti Rai sarebbe dovuto andare in onda fino a giugno dello stesso anno per un massimo di 20 puntate: andò in onda per 5 anni, fino al 1975.  Dal 1972, visto il successo, fu trasmesso sul Primo Canale.

Conduttore, ovviamente, il re del quiz, affiancato da una giovane valletta italo-argentina, Sabina Ciuffini, studentessa universitaria a Roma. Autori del quiz Ludovico Peregrini e Paolo Limiti, regia di Piero Turchetti (altro autore del programma, che passò alla storia della Tv per una celebre frase detta da Mike: "Fiato alle trombe, Turchetti!!!").

Il quiz ha rinverdito senza ombra di dubbio la carriera di Mike Bongiorno, che si lancia nella nuova avventura con un grandissimo entusiamo e ne viene ripagato in notorietà: si calcolava che Rischiatutto fosse seguito ogni giovedì da circa 20 milioni di persone.

Tante le rubriche all’interno del quiz che servivano agli autori per ultimare le domande per i raddoppi e che vedevano concorrenti alcune persone del pubblico che davano vita ad allegri siparietti con Bongiorno e la Ciuffini: fu tra i primi programmi a portare in Tv l’oroscopo, un’altra rubrica era un giochino molte volte riproposto in tanti programmi, quello di riconoscere dei personaggi famosi attraverso delle foto di quando erano bambini. Come premi venivano donate delle medagliette con l’omino simbolo del quiz.  

 

Tanti anche i concorrenti diventati poi famosi dopo la partecipazione alla  trasmissione: tra i più noti si ricordano la signora Longari, che rispondeva a domande sulla storia romana, definita “la madre di tutti i concorrenti” e il professor Massimo Inardi, medico romano, esperto di musica classica con la passione del paranormale che vinse 48 milioni.  

Grande popolarità ebbero questi concorrenti per alcune situazioni che li videro protagonisti nell’ambito del programma: la signora Longari è passata alla storia per una celebre battuta che in realtà non fu mai detta da Bongiorno: <Ahi, ahi, ahi, signora Longari! Mi è caduta sull’uccello>; un altro campione, il signor Gentilli, esperto di storia dell’aeronautica, ricevette addirittura la proposta di un provino da parte di Federico Fellini e un posto di lavoro all’Alitalia. Ma un capitolo a parte dedica il professor Inardi: la sua passione per il paranormale scatenò una piccola polemica alimentando dei sospetti: si diceva che il professore riuscisse a vedere le risposte alle domande leggendole nella mente di Mike Bongiorno, tanto è vero che in una puntata sul copione dato a Bongiorno vi erano solo le domande, mentre le risposte vennero date alla Ciuffini, che confermava o meno la risposta. Un altro momento particolare che ebbe protagonista il professor Inardi fu in una puntata (seguita poi da 25 milioni di persone!) in cui dichiarò che la vincita della serata sarebbe stata interamente devoluta ad un bambino di 7 anni che aveva bisogno di un trapianto di rene. Memorabili anche le “storpiatura” delle domande da parte di Mike Bongiorno (un esempio: invece di dire Pio X (decimo) disse Pio ics) e le polemiche suscitate dal “succinto” (per l’epoca) abbigliamento di Sabina Ciuffini, che si presentava in minigonna, per la gioia degli adolescenti e lo scandalo degli italiani bigotti degli anni 70. Ci fu anche un critico televisivo che affermò che alla valletta del Rischiatutto “Niente stava meglio del niente”…

Rischiatutto è stato considerato da tutti il programma di Mike Bongiorno vero erede di “Lascia o raddoppia?” e il secondo grande quiz della carriera di Mike, lui stesso ha dichiarato più volte che è il programma cui è più legato e che un giorno vorrebbe chiudere la carriera presentandone in Rai una nuova edizione. Una piccola nota di cronaca: Rischiatutto andava in onda dal Teatro Delle Vittorie di Roma, dove si teneva “Canzonissima” e fu forse il primo programma ad essere interamente registrato.

Finì nel giugno del 1975, dopo che la coppia Bongiorno – Ciuffini aveva condotto anche il Festival di Sanremo. Rischiatutto fu sostituito al giovedì sera dal quiz “Spaccaquindici” condotto da Pippo Baudo che ebbe minor successo del programma di Bongiorno, che successivamente condusse “Ieri e oggi” lasciando il quiz e passando all’attualità e poi “Scommettiamo”.

Dopo il “Rischiatutto” la carriera della Ciuffini subì un blocco: dapprima protagonista di un film in cui compariva nuda (che provocò l’ira di Bongiorno), poi la maternità si tenne abbastanza lontana dal piccolo schermo, salvo tornare negli anni 80 a condurre il quiz di Rete 4 “M’ama o non m’ama”.

La formula del Rischiatutto, però, non passò di moda: Mike Bongiorno riutilizzò lo stesso meccanismo anche per “TeleMike” a partire dalla stagione 1989-90 (per Canale 5, andando per altro in onda contro il revival di “Lascia o raddoppia?” condotto da Gambarotta) e per “Telemania”, quiz sulla Tv, che andò in onda da mercoledì 11 dicembre 1996 e poi venne spostato al martedì sera  su Retequattro (durò fino a febbraio 1997).


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