TIRA E MOLLA


 (pagina dedicata a Federica Marcelli)

   

Bonolis e Laurenti gli eredi della Ruota

 

L’estate del 1996 fu quella della rivoluzione in casa Mediaset (diventata tale dall’entrata in borsa, avvenuta qualche mese prima) soprattutto per i palinsesti per due delle tre reti: Canale 5 e Rete 4. I dirigenti di Canale 5 “ripudiarono” Mike Bongiorno e Iva Zanicchi, e accusarono “La ruota della fortuna” e “Ok Il prezzo è giusto!” d’essere trasmissioni seguite principalmente da un pubblico di anziani (come poi sono stati tutti i quiz quotidiani!) e quindi furono retrocesse su Rete 4 con la seguente causa: “Vanno a rinforzare gli ascolti della rete”. Vi era praticamente da rifare l’intera fascia preserale, che durante la stagione 1995-96 aveva subito la concorrenza del “Luna park” di Raiuno. Dalle 18.00 alle 18.40 arrivò il “Verissimo” di Cristina Parodi, ma vi era da fare il classico quiz dell’ora di cena. Canale 5 aveva strappato alla Rai con un contratto miliardario Paolo Bonolis, cresciuto nella Fininvest con “Bim bum bam” e altre trasmissioni per il pubblico giovane, e gli aveva affidato la “rinascita” della fascia preserale, affidandosi ad un team di autori di grande tradizione ed esperienza: Corima (ovvero il grande Corrado), Marina Donato, Stefano Jurgens e Stefano Santucci con la collaborazione di Gian Carlo Antonini, un gruppo che aveva già dato prova di se con trasmissioni tipo “Buona domenica” nella parte condotta da Corrado, “Il pranzo è servito”, mattatore della fascia di mezzogiorno per 10 anni, “Si o no”.

 Estenuanti furono i lavori durante l’estate per proporre un gioco semplice, divertente e tagliato apposta per il conduttore. Tanti furono i bonari battibecchi soprattutto tra Bonolis e Corrado e fu lo stesso Bonolis a dirlo nel corso della serata televisiva celebrativa del personaggio nel giorno della sua morte. Racconta Bonolis: "Ma io credo che chiunque faccia questo mestiere debba sentirsi, gioco forza, erede di Corrado. Corrado ha insegnato tanto nella sua carriera e io forse ho avuto la fortuna, a differenza di altri colleghi, di conoscerlo e di poter lavorare con lui, e lavorare con Corrado è stato qualcosa di importante, non solo perché lavori con un personaggio che seguivi fin da bambino, ma perché scopri che, aldilà del palcoscenico, ci sono dei ritagli umani che diventano indimenticabili (…). Ricordo con lui la costruzione di quel progetto “delirante” che è stato per 2 anni “Tira e molla”, ricordo insieme a lui litigi e ricordo la possibilità di scherzare con lui su un argomento cui fino a 2 minuti prima avevi litigato (…). Erano i primi giorni e si lavorava sul progetto, io proponevo delle cose, e lui aveva già fatto tutto e me lo ricordava. “Non sarebbe bello, Corrado, se si facesse in questo modo…?”, e lui diceva “E – O, l’ho già fatto, io!”(…)".

E anche in questo caso le premesse per un successo vi erano tutte. A cominciare dal casting: come “valletta” venne chiamata la teutonica Ela Weber detta “la sellerona” vista la sua altezza; colonna sonora alla pianola il “maestro” Luca Laurenti e un coro di 4 ragazze e un corpo di ballo coordinato da Marco Garofalo che prese il nome di “Sellerette”. La scenografia venne curata da Stefania Conti e lo studio, a tratti, si ispirava al film “Toy story”. Regia di un veterano dei quiz quotidiani che è Stefano Vicario (sostituito nella seconda edizione da Lorenzo Lorenzini).

Come concorrenti in ogni puntata partecipavano due coppie di persone, rigorosamente un uomo e una donna, legati da un vincolo familiare (in genere si presentavano sempre mariti e mogli), e lo scopo del gioco era di vincere più soldi possibile per diventare campioni e tornare il giorno successivo. 4 erano le prove da affrontare, e si dividevano nelle seguenti:

1.   SI O NO INIZIALE – le coppie di concorrenti dovevano rispondere semplicemente si o no a delle domande poste dal conduttore schiacciando uno dei due pulsanti sulla tastiera (ogni singolo concorrente ne aveva una e nessuno poteva sapere la risposta del proprio compagno). Nel caso in cui in una coppia vi fosse disaccordo, potevano accordarsi per dare poi un’unica risposta. Le domande erano 5 ed ogni risposta esatta aveva valore di 200.000 lire.

2.   TIRA E MOLLA FOTOGRAFICO – le coppie di concorrenti dovevano indovinare il nome di un celebre personaggio che si nascondeva sotto un puzzle di svariate caselle. Ogni casella aveva un nome (DIN DON; DRIIN; CLAP; GULP; ecc) e ogni casella corrispondeva ad una domanda. Se la risposta data era esatta la coppia vinceva 200.000 lire e scopriva la casella, nel caso contrario non vincevano nulla e la casella si anneriva. Alcune domande erano dei “duelli”, cioè le due coppie si sfidavano su una domanda comune per vincere la casella. Piccola curiosità: i pulsanti, anziché essere schiacciati con le mani, erano posti a terra, quindi si schiacciavano con i piedi; terminato il tempo a disposizione si passava al duello finale, che dava la possibilità di vincere 400.000 lire e la possibilità di scoprire 2 caselle. Il gioco si concludeva quando una coppia riusciva a indovinare il personaggio misterioso (quindi in un momento qualsiasi del gioco, non necessariamente alla fine). Chi indovinava il personaggio vinceva 1.000.000 di lire. La canzoncina era "Hanno testa in giù/ la terra. Coi piedi in su, col naso in giù. Aiii na na na. E allora guardalo anche tu/di lato/ piegato/ girato."

3.   TIRA E MOLLA MUSICALE – non poteva mancare il gioco musicale, decisivo nelle sorti dei concorrenti. Scopo del gioco era quello di riuscire a conquistare delle possibilità di indovinare “Il motivo misterioso” alla conclusione del gioco. Ogni possibilità era rappresentata da ognuna delle 7 note (DO, RE MI, FA, SOL, LA, SI) alla quale si aggiungeva un jolly. La prima prova era quella del MIMO, nella quali le coppie, prenotandosi al pulsante, dovevano indovinare la parola mimata che aveva come inizio una delle 7 note. La coppia che indovinava la parola si aggiudicava 500.000 lire e la nota con la quale iniziava la parola. Dopo il mimo aveva via il gioco vero e proprio, e si procedeva lanciando un grande dado a 8 facce. Se usciva una nota che la coppia non aveva, doveva rispondere alla relativa domanda per conquistare la nota e le 500.000 lire in palio, se usciva il jolly si vincevano i soldi in palio (sempre 500.000 lire) senza rispondere alla domanda, ma se usciva una nota già in possesso, la possibilità di lanciare il dado passava alla coppia avversaria. Se poi i concorrenti non riuscivano a rispondere alla domanda, la possibilità passava al pubblico a casa. Al termine di questa frase vi era IL MOTIVO MISTERIOSO che consisteva nell’indovinare il titolo di una canzone ascoltandone solo la base musicale. Il montepremi andava a scalare a seconda di quante volte il motivo veniva fatto ascoltare (man mano diventava più semplice con l’aggiunta delle parole): 1° tentativo 4.000.000; 2° tentativo 3.000.000; 3° tentativo 2.500.000; 4° tentativo 2.000.000. I concorrenti potevano provare a rispondere tante volte quante ne avevano conquistate durante il gioco musicale. Al termine della prova, la coppia che aveva vinto di più era quella campione e poteva tornare il giorno successivo, mentre quella che aveva perso vinceva 1.000.000 di premio partita. La canzoncina era "Siamo note, tasti e note e note, siamo tutte vive più che mai, fatte per dare musica lo sai, oh oh, di canzoni e di emozioni...Fatte per giocare, con le note, ah ah ah, ah ah ah ah".

4.   SI O NO FINALE – questa prova finale non pregiudicava per nulla l’avvenuto esito del gioco, ma dava la possibilità anche a chi aveva perso di vincere dei premi di indiscusso valore. I concorrenti (uno per coppia) si accomodavano in 2 uova con indosso le classiche cuffie e, quando toccava a loro, schiacciando un pulsante i concorrenti non potevano sentire la domanda posta (a volte bislacca o a grande tradimento, del genere: “Cambia i suoi premi con quelli del suo avversario?”, “Le offro …… che fa, accetta?”, ecc.) e, quando si accendeva l’uovo, potevano rispondere o SI o NO. 12 le domande poste, 6 per concorrente, e tanti sono stati i premi messi in palio: delle automobili, dei viaggi, ma anche degli orologi a cucù, dei pupazzi, ecc. Questo gioco era stato proposto nel 1993 in "Sì o no".

Nella puntata del sabato, che iniziava alle 18.30, venne inserito un gioco per il pubblico da casa, che aveva la possibilità di vincere un montepremi massimo di 2.500.000 lire nell’indovinare “L’animale misterioso” nel meccanismo del Tira e molla fotografico.

Il programma partì un po’ in sordina, soprattutto per l’emozione di Bonolis e anche un po’ per l’impacciataggine dello stesso e gli ascolti ne risentivano: nelle prime 2 settimane di programmazione il quiz faceva 2.500.000 spettatori. Ma quando Bonolis cominciò a girare i risultati si facevano vedere e la prima edizione si chiuse con una media di 4.500.000 spettatori. E fu proprio con “Tira e molla” che Bonolis iniziò con i suoi eccessivi “aiutini” ai concorrenti da casa, dando vita a dei siparietti con il maestro Laurenti e con il concorrente da casa. Il successo fu tale che la trasmissione vinse il Telegatto come miglior quiz della stagione 1996-97 e fu proprio Corrado (autore di “Tira e molla”) a premiare Bonolis e tutto il gruppo, Telegatto bissato poi nella stagione successiva.

Nel settembre del 1997 inizia la seconda edizione del programma, con il meccanismo di gioco sostanzialmente inalterato e alcune novità a livello scenografico. Venne solo sostituito il gioco del mimo con il gioco del CORO, che vedeva appunto protagoniste le ragazze del coro, le quali dicevano delle parole contenute nel testo di una nota canzone, la quale doveva essere indovinata dai concorrenti. Altra piccola novità fu la nascita del gioco in scatola “Tira e molla” edito dalla Clementoni.

Tanti sono stati nel corso dei due anni con Bonolis i tormentoni lanciati all’interno della trasmissione: il termine “sellerona” riferito ad Ela Weber, la celebre “mossettina” legata alla frase “Elvis, the pellvis, in the Menphis”, alla quale seguì quella per le donne “Priscilla, the chicken in the kitchen”; il motivetto della sigla di testa “Eo eo na na na o. L'aquila e il leone/ sanno una canzone/ che alle sette della sera cantano così: eo eo na na na o eo eo na na na o. Il dono è/ che per follia/ non sempre il re col tesoro va via. Eo eo na na na o. eo eo na na na o"”, il cagnolino Quizzie e il pappagallo che cantava (ma non l’ha mai fatto) la sigla di “Tira e molla”. 

Il ciclo invernale del programma finì il 27 giugno 1998 con il definitivo congedo di Bonolis dal programma (dalla stagione successiva avrebbe mietito successi con “Ciao Darwin”) e l’arrivo di Giampiero Ingrassia (figlio di Ciccio) alla conduzione, Luisa Corna ad affiancarlo e il gruppo musicale “6 come 6” per condurne la versione estiva. Ma il successo non fu lo stesso dell’era Bonolis: se nelle due edizioni il programma si era attestato su una media di 3.726.000 spettatori, nel periodo estivo gli ascolti si erano più che dimezzati, scendendo ad 1.500.000 spettatori con uno share del 16 %. Il programma non sembrava più lo stesso, un po' come successe con il passaggio di testimone da Lippi a Mengacci con Il pranzo è Servito.  Piccola nota di cronaca: il primo giorno della conduzione di Ingrassia, Corrado comparve in silenzio dietro le postazioni del gioco “Si o No finale”, scatenando l’imbarazzo di Ingrassia, nonostante Corrado lo invogliasse ad andare avanti.

Finito il ciclo estivo il 12 settembre 1998 con l’abbandono di Luisa Corna, da lunedì 14 settembre il programma venne spostato nella fascia di mezzogiorno, a partire dalle 11.30, diventando il traino mattutino del Tg5 e nella speranza che possa risollevare gli ascolti del mezzogiorno di Canale 5. Arrivò una nuova valletta, Elisabetta Bellini (se non erro, ricordo che era bionda, se qualcuno sa il suo nome me lo dica), ma ciò non servì a nulla. Anche l’introduzione della diretta non evitò a “Tira e molla” quello che succede con il cambio di conduttore: la chiusura. Gli ascolti scesero a 800.000 spettatori e venne sospeso sabato 2 novembre 1998. Probabilmente con la fine di “Tira e molla” si chiude l’era dei giochi a quiz semplici per famiglie, quelli che ti danno la gioia di vincere poche centinaia di migliaia di lire, e, paradossalmente, con la fine di “Tira e molla” ebbero inizio quei quiz tipo “Passaparola”, “Chi vuol essere miliardario?”, ecc. che regalano miliardi garantendo facili ascolti.

Ringrazio Francesco Amico, Luca da Lucca e Davide84 per hanno contributo alla realizzazione di questa pagina.

 

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