COMMENTI SPARSI E DISPARATI ALLA BIBBIA

aggiornato01.10. 2011
SIGNORE DA CHI ANDREMO ?

IL FATTO è noto: Gesù moltiplica i pani, la gente lo cerca il giorno dopo perchè vuole mangiare gratis. Egli parla del cibo che è la sua carne. La gente non capisce o non vuole capire e se ne va. Gesù non fa il populista e chiede agli apostoli se vogliono andarsene anche loro e Pietro risponde:"Signore, da chi andremo? Tu solo hai parole di vita eterna".

IL COMMENTO
E' un episodio della vita di Cristo che mi ha sempre affascinato. Gesù non ha mai cercato il consenso. Dovrebbero ricordarsene i pastori che spesso annacquano il messaggio evangelico per non scontentare nessuno ed avere così la fama di essere tolleranti in modo da essere invitati nei salotti ed avere i seggi nelle sinagoghe ed i primi posti nelle piazze.
Gesù parla chiaro. Sempre. Il suo messaggio è radicale e sconvolgente.
E Pietro lo sa. Da pragmatico pescatore ha capito che Cristo ha parole di vita eterna. Ha capito, cioè, che seguirlo non significa avere il pane garantito e cioè la pancia sempre piena, ma credere in una vita che trascende il mero contingente quotidiano.
Mi rimprovero di non credere sempre, quotidianamente e totalmente a questa affermazione di Pietro.

TRASFIGURAZIONE

L'EPISODIO E' NOTO: Gesù sale sul monte Tabor con gli apostoli Pietro, Giacomo e Giovanni (gli stessi che porterà con sè nell'Orto degli Ulivi al momento della passione) e davanti a loro si trasfigurò, cioè divenne un'altra persona e gli apostoli si entusiasmarono al punto che volevano rimanere lì per sempre.

IL COMMENTO. E' vero? E' la prima domanda che viene a chiunque.
Nella sostanza, sì. Cioè potrebbe essere vero che Gesù sia salito sul monte con questi tre apostoli con i quali si trovava meglio che con gli altri (ognuno di noi ha delle amicizie, no?) e che lassù, pregando e catechizzandoli con foga, sia apparso a loro come trasfigurato. La fantasia degli apostoli, ha fatto il resto (non dimentichiamo che erano pescatori, un po 'ignoranti e forse superstiziosi).
Allora è importante il concetto: Gesù ha saputo trasmettere la verità che egli è Figlio di Dio e che il ritiro sul monte è un momento di sosta, preghiera, riflessione belli e gratificanti, ma poi bisogna scendere dal monte e tornare alla vita di ogni giorno.

BEATI...BEATI...BEATI...

L'EPISODIO è noto: Gesù sale su un colle e proclama beato, cioè felice, chi è povero, chi è perseguitato, chi è mite...Cioè sostiene che è felice chi è in situazione contraria a quello che pensa e vuole il mondo.

IL COMMENTO.
Mi sento molto vicino a Gesù. Lo condivido in tutto e devo dire che quello che mi fa tirare avanti in questa società ed anche in questa chiesa è la forza del messaggio delle beatitudini.
Ci credo, ci credo molto. Se non ci credessi probabilmente con il caratteraccio che ho sarei già da un pezzo alla macchia ad organizzare azioni sovversive contro gente perbenista, ma che si rivela dopo (molto dopo) affamata di soldi fatti senza scrupoli; contro vescovi che parlano bene, ascoltano condiscendenti, ma razzolano di un male!, contro uomini d'azienda che mentono ipocritamente e poi ti fanno la bella faccia...

QUESTI E' IL MIO FIGLIO

IL FATTO è noto: Gesù, attorno ai 30 anni, si reca dal cugino GIovanni Battista che battezza in riva al fiume Giordano. E si fa battezzare. Gli astanti assistono al un fenomeno di teofania in cui, fra l'altro, una voce proclama Gesù Figlio di Dio.

IL COMMENTO
Molte obiezioni sono sollevate su questo brano di Vangelo e sulla sua autenticità.
Per me è certo che il battesimo di Cristo fu un fenomeno strano, cioè un evento che ebbe una risonanza diversa da tutti gli altri battesimi che Giovanni andava praticando al fiume.
Perchè ebbe una risonanza diversa?
Perchè la figura del Cristo ERA DIVERSA. E si sarebbe visto nella missione pubblica.
Non capita tutti i giorni uno che ti dice che devi amare quello che ti ha fregato negli affari, che devi essere mite quando ti sorpassano e ti fregano il posto auto dopo che sei lì in colonna da dieci minuti, che sei beato se qualcuno ti irride perchè credi nei valori della Verità, dell'Onestà, del rispetto di tutti...

PREGARE NEL SEGRETO

L'EPISODIO è noto: quando vuoi pregare, dice Gesù, entra nella tua stanza e prega il Padre tuo nel segreto. E il Padre tuo che vede nel segreto, ti ascolterà.

IL COMMENTO.
Spesso questo brano veniva ricordato da chi sosteneva che non fosse importante andare a messa, ma che fosse importante pregare. In fondo è vero, mi dico in questi giorni.
Perchè?
Semplicemente perchè la messa è diventata una sequela di parole tale da meritare il rimprovero di Gesù:"...quando pregate non fate come i pagani che credono di essere ascoltati a furia di parole..." Non ce la faccio più ad andare a messa dove il sacerdote fa tutto con un dinamismo quasi ossessivo e parla, parla, parla...non ti lascia un minuto (dico un minuto) di silenzio. La mia preghiera, che spesso è ascolto del vangelo, la vivo meglio quando sono solo in treno o in ufficio e mi leggo un brano del vangelo. Lì ascolto Lui. E...mi ricompensa

ME' EPI' PORNEIA

IL FATTO.
Gesù è interpellato dai discepoli sul caso di una donna colta in adulterio. La legge di Mosè prescrive che il marito la denunci e divorzi da essa. Gesù risponde: "...chiunque abbandona la propria moglie, eccetto il caso di concubinato (mè epì pornèia)...commette adulterio". I discepoli commentano che se queste sono le condizioni...allora non conviene sposarsi.

IL COMMENTO
E' fin troppo semplice. Gesù non intende la donna come un animale da letto, ma come persona. La donna non è lo sfogo degli istinti sessuali maschili, ma persona come l'uomo, con gli stessi diritti e doveri. La mentalità occidentale fatica a capire questi concetti. L'uomo è considerato superiore e la virilità è un segno di forza. Al punto che, per prolungarla, ci siamo inventati il Viagra.
Per Gesù la donna non è oggetto di desiderio, ma persona con cui condividere un percorso di vita. Se con una donna si forma una famiglia, con essa si hanno e si educano e si crescono dei figli. Se con una donna si condivide un percorso lavorativo, non è necessario farvi sesso. Non si è più moderni se si fa sesso in ufficio. Si è solo più animali.

LA DONNA CON SETTE MARITI.

E' NOTO l'episodio: i sadducei pongono un caso a Gesù: una donna sposò un uomo che morì. Siccome la legge di Mosè prescrive che il fratello sposi la vedova, così fece. morì anche il fratello e la cosa andò avanti per sette volte.
Di chi sarà moglie la donna nella risurrezione?

IL COMMENTO
A parte il fatto che io non l'avrei sposata perchè porta male, una donna del genere, mi vien da dire che le domande-trabocchetto non hanno mai fine.
Ma Gesù non si scompone: ricorda che dopo la risurrezione non ci saranno moglie e marito, ma tutti saranno come angeli di Dio.
Il dato è importante:
- Gesù crede nella risurrezione e ci dice che anche noi risorgeremo
- ci invita a vivere quaggiù come momento di passaggio, senza preoccuparci troppo di leggine e lacci e lacciuoli
- soprattutto invita i capi a non formalizzarsi sulle cose. Dio è più grande!

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LE BEATITUDINI

L'EPISODIO è noto: Gesù sale su un colle e proclama beati i poveri, gli afflitti, gli operatori di pace, i misericordiosi, i perseguitati.

IL COMMENTO: in un mondo ebraico schiavizzato dai Romani, Dio, attraverso Cristo, annuncia qualcosa di sconvolgente. Non è felice chi è ricco, chi è soldato, chi non guarda in faccia a nessuno, chi perseguita. Non è beato chi è forte, chi conta, chi ha beni.
Lo strano caso di questo brano evangelico è che coloro che perpetuano il messaggio cristiano nel mondo continuano a proclamarlo nelle chiesa, ma a non viverlo nella vita.
Proclamano che i poveri sono beati, ma essi sono ricchi, molto ricchi.
Dicono che sono beati i pacifici, ma se ne guardano bene dal non ricevere in udienza coloro che fanno la guerra inventandosi motivi per farla.
Sostengono che sono felici i perseguitati, ma essi stessi sono persecutori di chi non la pensa come loro dicono che debba essere.

I TALENTI

L'EPISODIO: un padrone dà ai suoi servi dei soldi. A chi un soldo, a chi due, e così via.
Quando torna vuole sapere quel che hanno fatto del denaro e uno risponde che l'ha fatto fruttare, un altro che l'ha nascosto.
Il padrone si arrabbia con quello che ha nascosto il soldo e non ha rischiato.

IL COMMENTO
I talenti sono immagine delle occasioni che abbiamo nella vita. Ad uno sono offerte molte occasioni, ad una altro meno.
Tutti però - questo è il messaggio di Cristo - dobbiamo attivarci per sfruttare al meglio le occasioni.
Dio non rimprovera per quel che abbiamo fatto, ma rimprovera per quel che potevamo fare e non abbiamo fatto.
La nostra vita deve essere presa in mano e deve essere da noi gestita al meglio.

IL PADRE CHE AMA

L'EPISODIO è noto: due figli di un ricco padre. Il più giovane vuole l'eredità, se ne va da casa, spende tutto in gozzoviglie e bagordi. E' ridotto in miseria. Torna a casa e viene accolto con onore. Il figlio maggiore se la prende. Il padre rimprovera quest'ultimo perchè e gretto.

COMMENTARE quest'epidosio è semplice. Basta impostare il discorso sulla misericordia di Dio, grettezza dell'uomo,ecc.ecc.ecc.
A me interessa, da uomo della strada, sottolineare un altro aspetto che è quello del perchè il figlio cattivo se ne va di casa. Il vangelo non lo dice, ma ci sarà pure un motivo. Lo voglio scoprire perchè tutti noi siamo più figli prodighi che fratelli maggiori che stanno in casa. Finita la cresima ce ne andiamo dalla casa del Padre. Poi vi torniamo per sposarci (vuoi mettere una bella chiesa romanica con organo, violino, Ave Maria di Schubert e un bel prete che ti fa piangere alla predica?), se va bene vi torniamo per battezzare i figli e poi...ci portano supini in una bara.
La vita della maggior parte dei cosidetti cattolici è come quella del figliol prodigo: lontano dalla casa del Padre, ma con il piede pronto a tornarvi appena le cose si mettono male.
Perchè?
Il Padre si chiede perchè i suoi figli ci stanno così male in casa sua? E' colpa sua? E' colpa dei suoi "servi"?
E' un commento un po' strano...vero?

LA TEOLOGIA DEL SERPENTE

L'EPISODIO è noto: secondo il serpente dell'Eden, Dio non fa mangiare il frutto dell'albero (che la Bibbia non dice che sia una mela - quella era di Biancaneve - io propendo a pensare che sia un fico perchè poi "intrecciarono delle foglie di fico e se ne fecero delle cinture") perchè teme che gli uomini divengano come lui, conoscitori del bene e del male.

COMMENTO
Questa teologia è molto viva ancora oggi. Si pensa che Dio abbia paura di perdere il suo potere, facendosi conoscere all'uomo.
E' falso.
E' l'uomo che tende a voler essere onnipotente come quella divinità che ritiene superiore a sè sia essa Dio, Jahvè, Geova, Allah...e non capisce che questa divinità non ha di questi problemi. Anzi...questa divinità ha tale amore per quell'uomo che la vuole emulare che non esita a farsi conoscere incarnadosi.
Ma qui sta il problema: quando un Dio incarnato dice che si devono amare i nemici, aiutare i poveri, i sofferenti e i bisognosi...gli stessi sacerdoti di quella divinità lo mettono a morte.
Quando questo Dio incarnato dice che non gli interessa il colore della pelle, lo stato sociale, il censo (infatti mangia con pubblicani, sta con peccatori, perdona le prostitute), gli stessi sacerdoti di quella divinità non gli credono e fanno le loro leggi dicendo che se non si fa così,Dio non ti salva.
La morale è una sola: Dio ci vuole liberi.
So già la domanda?
Come la metti con i dogmi?
La metto su questo piano: i dogmi per me non sono una diga, ma un argine con il quale confrontarmi.

LA PORTA STRETTA

L'EPISODIO
Gesù parla ai discepoli invitandoli a riflettere che è sretta la porta per la quale si può entrare nel Regno di Dio.

IL COMMENTO
Le porte della vita sono sempre strette. Tutte le porte, non solo quella che consente di entrare nel regno di Dio.
Un giovane che si trova ad affrontare la vita dopo gli sutdi superiori o universitari deve cercare lavoro. Se non ha qualche santo protettore da qualche parte, non trova un lavoro a lui congeniale. Se intende mettersi in proprio , ma non ha soldi alle spalle, non trova qualcuno che gli dia credito (nemmeno il miglior istituto di credito).
Le porte sono sempre strette.
La saggezza di Gesù insegna anzitutto che non bisogna lamentarsi delle difficoltà della vita quotidiana. In secondo luogo fa intravedere che il messaggio che egli annuncia non è per nulla gratificante in termini umani. La salvezza dalle cose di questo mondo, la capacità di superare il contingente, è frutto di un lungo lavoro interiore di mortificazione.
Infine Gesù lascia capire un'altra cosa: quando tutto è troppo facile, c'è da spettarsi che qualcosa non funzioni. I soldi facili, per esempio, in genere sono frutto di raggiri o imbrogli. L'amore facile, per esempio, è frutto di sensazioni e piaceri che spesso si riducono alla sfera sessuale e quasi mai alla dimensione totale del partner.

GODI ANIMA MIA

L'EPISODIO.
Un uomo ricco si trova ancor più ricco e decide di godersela fino alla vecchiaia. Ma un terribile avvertimento lo blocca: stanotte morirai.

IL COMMENTO
Nella nostra sazia società, la rincorsa a fare sempre di più, ad avere sempre di più, a contare sempre più soldi in banca è irrefrenabile.
Poi succede che qualcosa ci blocca: una catastrofe, una malattia, un crollo economico...e ci troviamo nudi, come alla nascita, bisognosi di tutto.
L'avvertimento di Cristo, tramite questa parabola, è chiaro: guardare le cose di lassù. QUesto non significa rimanere inoperosi, non darsi da fare per guadagnare la vita, ma non si deve assolutizzare quel che facciamo, non si deve mettere la primo posto il denaro o le cose.
Una preghiera della domenica XI durante l'anno recita:"...inter mundanas varietates, ibi fixa sint corda nostra ubi vera sunt gaudia: fra le varie vicende del mondo, siano fissi i nostri cuori ove è la vera gioia".
Cioè: non trascurare le cose del mondo, ma tenere presente che non sono queste le vere gioie.

DIO,ABRAMO e SODOMA

E'NOTO L'EPISODIO: Dio scopre il peccato di Sodoma e Gomorra e vuole distruggerle. Ne parla con Abramo il quale, in una lunga trattativa di stile tipicamente orientale dice che forse vi saranno 50 giusti che non meritano d'essere uccisi. Dio promette che se trova 50 giusti non distruggerà. Abramo azzarda che ve ne saranno 40, 30, 20...e Dio fa la stessa promessa.

IL COMMENTO: questo brano della Genesi presenta molto antropomorficamente un Dio che scende a patti. Ma che alla fine ha ragione: a Sodoma non vi è nessuno da salvare. Abramo sembra un intercessore per i suoi simili. Il concetto da cogliere è che la misericordia di Dio è infinita come la sua pazienza, ma la sua giustizia è infinita, come la sua misericordia e pazienza.
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