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| A tutti quelli che mi hanno scritto su problemi in edilizia (cappotto, muffa, decorazione con stucco...) vorrei dire che è meglio che mi circoscrivano il problema. Potrò rispondere personalmente in modo un po' più preciso. Grazie. | |
"Il bugiardo", fondo della scorsa settimana, ha suscitato in diversi lettori sentimenti contrastanti. Qualcuno mi ha scritto applaudendo, qualcun altro disapprovando. In qeusta linea cito una lettera di una signora di Brescia :"...ho incontrato il suo sito per caso, ma lo visito spesso. Mi piace come scrive e quel che dice. Questa volta ha scritto solo cazzate: Bossi non si tocca...."
E' la prima e l'ultima volta che riporto sostantivi volgari. A questi laudatores di Bossi rispondo solo ricordando che non ho offeso nè loro nè il loro leader.
RIvendico il mio diritto di esprimere giudizi su chi pretende di avere soluzioni a tutti i problemi, lasciandoli comunque immutati | |
Caro Signore,
il suo articolo sulla contraccezione contravviene alle più semplici norme di partecipazione alla comunione della chiesa. Se ognuno fa quello che vuole, è inutile che stia nella chiesa.
Samuele (Chieti)
Signor Samuele,
riporto solo qualche stralcio della sua corrispondenza, ma credo di aver rispettato il concetto.
Sarò breve: chi le assicura che quello che ha stabilito la gerarchia sia il pensiero di Gesù?
Penso che sia meglio riflettere sul concetto di sessualità come è stato vissuto e presentato in tutto l'Occidente e su come tale concetto sia stato preso pari, pari dalla chiesa cattolica. Solo dopo queste riflessioni si potrà formulare indicazione morale. | |
LA RISURREZIONE, GIUDA, IL MALE, LA MORTE.
Dalla metà di luglio a ieri ho ricevuto una ventina di corrispondenze via mail su questi temi con la preghiera di affrontarli. Lo faccio e lo farò nella pagina della catechesi anomala. | |
Stamattina,8 giugno 08, ho visto nella posta elettronica sette lettere provenienti da località diverse che hanno tutte la medesima richiesta:chi è il gentiluomo di sua santità.
Rispondo qui a Sergio (Sezze), Luca (Varazze), Fabia, Oriella, Martino (Conegliano), Maria (Fabriano) e Rosario.
Immagino che la curiosità sia venuta dal fatto che Gianni Letta è presentato come Gentiluomo di sua santità.
Con il motu proprio Pontificalis Domus, il papa Paolo VI attuò la riforma dei titoli pontifici. Tolse titoli come Archiatra pontificio (medico), coppiere, cameriere segreto numerario e soprannumerario, Prelato domestico ecc.
Fra i vari titoli (in genere onorificenze rilasciate ad ecclesiastici) ve n'erano anche rilasciate a laici. Abolì il cameriere segreto di spada e cappa ed altre cose del genere e definì questi soggetti Gentiluomini di Sua Santità.
C'è ancora chi crede a queste cose e briga per ottenerle. Un esempio è Gianni Letta che mi pare abbia ottenuto questa onorificenza quest'anno in gennaio o febbraio. Per me queste cose sono una grossa scemenza. In ogni caso se fossi stato nel Papa non avrei concesso questa onorificenza a Gianni Letta visti i suoi rapporti con Berlusconi. Oppure gli è stata concessa proprio per questo? | |
Marina (da Como) mi scrive:
"Cosa ne pensa di un marito che dopo solo due anni di matrimonio, tradisce la moglie?"
Cara Marina,
ne penso male. Ho già avuto modo di dire che la libertà di costumi e il poco rispetto della monogamia, sono frutto di una società che si pasce di soap opera e fiction, di talk show e format che presentano, dal punto di vista matrimoniale, molta disinvoltura nei rapporti.
Per quanto riguarda il suo caso le consiglio di parlare con suo marito e, se è cristiana, di pensare anche alla strada del perdono e della ricostruzione di un rapporto.
Va anche detto, in generale, che per tradire la moglie si deve essere in due, cioè dall'altra parte ci sarà una donna che non ha saputo stare al suo posto.
Lei mi rimprovera di pensare che la donna non è sempre vittima. E' vero: a me non piace l'immagine dell'uomo che è sempre colpevole di tradimento. Se non ci sono le occasioni ( o se queste si cercano e non si trovano) il tradimento non c'è. | |
HO RICEVUTO LA SEGUENTE LETTERA DI DON SANTE SGUOTTI.
LA PUBBLICO CON LA MIA RISPOSTA IN FONDO.
Carissimi amici,
avevo appena sistemato computer ed indirizzi per comunicare più frequentemente e regolarmente con tutti voi quando il 9 aprile 2008 è piombata la finanza nella sede dell'associazione e mi ha sequestrato l'unico computer disponibile, dono di una famiglia di Monterosso.
Ora vi scrivo grazie ad un portatile prestatomi da un carissimo amico che lo ha ricevuto in regalo per il suo compleanno e che se ne è immediatamente privato per me.
Il mio legale ha chiesto la restituzione del computer sequestrato. Non ha ricevuto una risposta negativa ma interlocutaria. La procura valuterà la richiesta dopo che il perito avrà fatto le sue indagini. Credo che il sequestro durerà ancora per parecchi mesi. Inutile chiedersi se sia giusto oppure meno. In Italia il senso di giustizia non è per nulla diffuso. Molti lavoratori stipendiati dallo Stato credono di essere dei padreterni e non si chiedono quale danno arrecano a tutti gli altri cittadini. Non resta che subire e tacere.
Ma che cosa è accaduto?
Provo ad essere sintetico anche se so che non ci riuscirò.
Da quello che posso aver capito e dagli atti che mi sono stati sottoposti sono indagato per un contributo ricevuto dalla Fondazione della Cassa di Risparmio (33.000 Euro) per il restauro integrale di 3 altari della Chiesa di San Bartolomeo di Monterosso e per un contributo ricevuto dalla Regione Veneto (20.000 Euro) per la realizzazione di gradinate per il campo sportivo parrocchiale e la sistemazione degli spazi per accedervi.
La Fondazione della Cassa di Risparmio ha già diffuso una nota in cui dichiara che i lavori sono stati eseguiti regolarmente e che sono state rispettate tutte le procedure: foto prima, durante e dopo i lavori, attestazioni del direttore dei lavori e della Sorpintendenza di Venezia, consegna degli originali delle fatture. Il giorno dell'inaugurazione degli altari, presente il vescovo Mattiazzo e il Vicepresidente della Fondazione, quest'ultimo complimentandosi per i lavori svolti ha dichiarato: "Non abbiamo mai speso così bene i nostri soldi". Se si pensa che solo di progettazione e direzione dell'intervento sono stati spesi quasi 10.000 Euro ad un esperto del settore risulta più che chiaro che questo intervento supera abbondantemente i 120.000 Euro e se è stato possibile realizzarlo con un contributo di 33.000 Euro da parte della Fondazione è solo perchè qualcuno (il sottoscritto) ha fatto i salti mortali e ha messo centinaia di ore di proprio duro lavoro.
Stessa cosa vale per le gradinate e per le opere di sistemazione degli spazi esterni: lavori realizzati, visionati dagli organi competenti e sigillati con i complimenti finali dell'Ente Contribuente.
D'altronde non si spiegherebbe perchè alla voce che Don Sante doveva lasciare la parrocchia su un paese di 800 persone siano state raccolte 750 firme di protesta in soli due giorni.
Inutile aggiungere che ho lasciato la parrocchia in attivo di 60.000 e che solo negli ultimi due mesi, prima di essere rimosso da parroco, ho commissionato e pagato lavori edili per 30.000 Euro. Inutile dire che potrei elencare decine di motivi per cui di tutto mi si potrebbe accusare ma non certo di aver sottratto soldi alla parrocchia.
Solo l'invidia, l'incapacità e l'odio cieco possono arrivare a tanto.
Che cosa è accaduto in seguito?
Provare per credere. Sapevo benissimo che il Vescovo Mattiazzo non è un padre e la Chiesa non è una famiglia, non è neppure una buona azienda (quanto mi sono speso perchè fosse almeno una buona azienda). La Chiesa è una pessima azienda. E che cosa succede in una pessima azienda? Fino al giorno prima ti fanno le moine, ti elogiano, ti incensano (così ha fatto Mattiazzo) e poi il giorno in cui non gli servi più o sei di peso ti buttano fuori senza tanti complimenti. Ti devi autolicenziare e sperare nella clemenza del padrone. Se non lo fai ti viene buttato addosso di tutto. E la prima cosa che si fa è calunniare.
Mons. Brusegan, vicario episcopale per la cultura e l'ecumenismo, nominato per la mia sostituzione, ricevette chiaramente il compito di gettare benzina sul fuoco cercando tutto quello che poteva essere detto contro di me e dando fiato e vigore alle accuse più infondate ed infamanti.
In un primo momento ha percorso la strada dell'adulterio dando adito e divulgando il più possibile (senza fare nomi e con la faccia dolorante) tutte le dicerire sul conto mio e di Tamara e ignorando volutamente la verità: Tamara era sposata solo legalmente (e quindi per la Chiesa non risulta sposata), si è legalmente e consensualmente separata (è stato il marito a voler rompere la relazione). Ha puntato il dito sul fatto che Tamara ha abbandonato (per colpa mia) i propri figli. Anche questo è assolutamente falso perchè al momento della separazione il figlio ventenne ha deciso di vivere con il padre, mentre la figlia diciasettenne ha deciso di vivere con la madre e così é. Ha cercato di mettere l'ex marito contro l'ex moglie mentre tra i due, prima e dopo la separazione, erano sempre intercorsi rapporti civili. In questa maniera Brusegan ha cercato di screditarmi il più possibile agli occhi dei benpensanti, anzi di suscitare un vero e proprio odio verso un "rovinafamiglie". Questa cosa riesce benissimo alla Chiesa Cattolica e molti di voi lo sanno fin troppo bene.
In secondo luogo il vicario episcopale cercò di suscitare odio nei miei confronti per il fatto che non lasciavo libero l'Uffico parrocchiale.
In realtà al momento del suo insediamento, l'8 ottobre 2007 gli consegnai:
- tutta la documentazione della parrocchia
- tutte le risorse finanziarie
- l'accesso a tutti i locali, tranne uno (l'ufficio)
- la disponbilità di tempo per altri tipi di consegne (gruppi, attività, ...)
- la mia parola e più testi scritti in cui dicharavo che avrei lasciato anche l'ufficio entro il 31 dicembre 2007
- la disponibilità a valutare soluzioni alternative (che mai ci furono)
- la disponibilità a saldare tutti i costi a me addebitabili (telefono, riscaldamento, ecc...)
Per farla breve, Brusegan firmò un ricorso al Tribunale di Padova che mi fu notificato la vigilia di Natale mentre stavo impacchettando le mie masserizie. Lasciai perdere solo perchè avevo dato la mia parola ai parrochiani altrimenti, se fosse stato per lui, avrebbe infognato la parrocchia in una causa lunga anche più di 5 anni (ci sono i precedenti di situazioni simili in altre parrocchie). Anche di fronte all'uffico parrocchiale completamente vuoto non volle ritirare il ricorso ma accettò, su pressione di alcuni parrocchiani, di addivenire ad una transazione che a me è costata di sole spese legali Euro 2.232,15. Questo è il modo in cui Mattiazzo e i suoi caporali esprimono il loro "senso paterno". Ovviamente usano le parole a vanvera.
Ma il Brusegan non si accontentò di questo. Essendo andate completamente a vuoto le ricerche di abusi a sfondo sessuale (la Curia è abituata a riscontrarli nei preti e sembrava impossibile che io non li avessi commessi), Brusegan diede voce a due/tre persone che malignavano sostenendo che io avevo sicuramente rubato soldi dalla cassa parrocchiale, quindi andava dicendo in giro che io sono proprietario di 5 case e che "sembra che Sante abbia rubato".
Con queste premesse è molto facile poter immaginare che abbia messo al lavoro qualche esperto della Curia sulle carte della parrocchia e che abbia (su qualche errore o manipolando le fatture) fatto ricostruire un minino di sospetto per far partire una denuncia anonima trovando magari tra il Consiglio per gli affari economici il solito apportunista che è pronto a salire sul carro del vincitore e che di midollo spinale ha solo il tacco delle scarpe.
Anche se la denuncia non porterà a nulla la Curia ha già ottenuto tutto quello che voleva:
1. Titoli sui gornali locali a tutta pagina: "Don Sante avrebbe intascato 53.000 Euro di finanziamenti pubblici", "fatture false e ditte inventate" "sequestrati 5 computer nelle abitazioni di don Sante" Tutte affermazioni assolutamente false ma si sa i giornalisti devono vendere e non guardano in faccia a nessuno. Stranamente al seguito della Finanza c'erano giornalisti e telecamere.
2. Per quanto tra 5 anni arrivi la smentita non avrà mai la stessa importanza. La gente s'è già fatta la sua idea di comodo. L'indagato è già colpevole e comunque qualcosa avrà pur fatto.
3. Vengono impauriti il mio Datore di Lavoro ("la Chiesa ha troppo potere e arriva dappertutto") perchè a nessuno fa piacere vedersi arrivare la Finanza in casa; coloro che fanno parte della mia associazione; viene bloccata e comunque pesantemente minacciata ogni mia possibile attività futura; vengono messi in imbarazzo coloro che mi vogliono invitare per conferenze ed interviste. Se domani dovessi cambiare lavoro chi mi assumerebbe?
4. Vengono ulteriormente penalizzate le mie risorse finanziarie (spese legali previste per difendersi -è obbligatorio- 10.000 Euro), dovrò perdere parecchi giorni di lavoro in tribunale e moltissimo tempo ed energie.
5. Vengono ulteriormente spaventati i pochi preti nella cui mente fosse balenata l'idea di appoggiarmi. La finanza irrompe nella sede lo stesso giorno in cui il Prefetto della congregazione per il Clero comunica al Vescovo di Padova le mie dimissioni dallo stato clericale. Chi vuol capire capisca: "Vedete la fine che fa don Sante? La Curia si dichiara estranea a tutto questo e afferma che è una iniziativa autonoma della Procura. Chi mai ha dubitato infatti che la Curia abbia bisogno di esporsi per muovere la Procura? Tutti capiscono fin troppo bene che allo Stato fa molto comodo questa Chiesa perchè entrambi parlano la stessa lingua, quella del potere e quindi interagiscono benissimo. Ed io che non mi spiegavo come mai la dimissione dallo stato clericale tardava tanto ad arrivare!
6. Sequestro del computer, di tutti i dati dell'associazione e di tanti altri documenti. L'attività associativa viene penalizzata e rallentata. Tutti i soci provano un sentimento di paura e di oppressione.
Conclusioni.
1. Amarezza per quelle persone che si fanno usare e diventano subdolo strumento della vendetta della Chiesa. Usati e poi abbandonati.
2. Fermezza. Vogliono impaurirmi, rallentarmi, demoralizzarmi. Sarà esattamente il contrario.
3. Consapevolezza. So che un attacco frontale alla Chiesa ha i suoi costi sotto tutti i punti di vista. A questo mi ero preparato e questo sto affrontando. Se qualcuno vuole comprendere ora può capire perchè prima di uscire allo scoperto e affrontare tutto quello che sto affrontando ho preferito mettere le basi essenziali alla mia famiglia. Ora non sarebbe più possibile.
4. Quando diventi prete ascoltai la chiamata di Dio (e mi dicevano che era giusto così). Ora continuo ad essere prete per la comunità che me lo chiede ascontando sempre la volontà di Dio (ma adesso non va più bene, dovrei ascoltare il papa). La Chiesa non ha il monopolio della grazia e dei sacramenti. Dio concede il suo amore e il suo Spirito a tutti. Dove c'è amore lì c'è Dio.
5. Io resto in comunione con il Vescovo e con il Papa perchè non nutro nessun sentimento negativo nei loro confronti e desidero che abbandonino la sete di potere per servire l'umanità secondo lo spirito del vangelo. Mi esortano a non celebrare i sacramenti per non rompere la comunione. Ma di che cosa è fatta la loro comunione? A me sembra che sia solo ritorsione, prepotenza, sordità, vendetta. Che me ne faccio di questa comunione? Preferiscano che me la tolgano al più presto. Preferisco molto di più la loro indifferenza o il loro odio dichiarato che non la loro falsa "comunione" (cosa cambierebbe? solo le parole: se ci pensate i fatti sarebbero i medesimi).
Note a margine:
1. Non sono riuscito a capire perchè hanno nominato il mio successore a parroco non dopo la mia rimozione -inappellabile- dall'ufficio di Parroco ma solo dopo le mie forzate dimissioni dallo stato clericale. Suppongo abbiano fatto qualcosa malamente e che fossero bloccati dentro le loro stesse regole.
2. Con la Dimissione dallo stato clericale decadono tutti i miei diritti i doveri di chierico tranne l'obbligo del celibato. Questa è una vera assurdità del provvedimento e dimostra la contorsione mentale e le turbe sessuali del legislatore. Ora per la Chiesa sono un laico ma non posso sposarmi. Per farlo devo chiedere la dispensa dall'obbligo del celibato al papa. Perchè? E' chiaro, perchè nel chiedere la dispensa mi fanno dichiarare che quando sono diventato prete ero insano di mente e quindi la mia ordinazione sacerdotale non è mai stata valida. Se sono preoccupati di ottenere questa mia dichiarazione ciò sta a dimostrare che i sacramenti che celebro sono illeciti ma validi.
3. E' incredibile come non si vergognino di ammettere che le promesse di povertà, di obbedienza e di preghiera cadono senza alcun problema mentre quella del celibato permane. Gesù ha insistito di più sulla povertà, sull'obbedienza alla volontà di Dio, sulla preghiera o sul celibato? Ma con questi pagani è inutile fare riferimento al vangelo. Non sentono. Sono contento, comunque, di averli incartati nelle loro assurde regole. Sono un laico ma mi sarebbe rimasto timbrato a fuoco non il sacramento dell'ordine ma il celibato. Per avere una relazione sessuale lecita devo chiedere il permesso dal papa dichiarando di essere stato insano di mente. Ma allora che matrimonio andrei a fare se sono insano di mente? E' difficile venirne fuori sani.
4. Durante la cerimonia di insediamento del parroco nominato a succedermi è stata letta una lettera del Vescovo in cui si diceva, riferendosi a me: "...finalmente sono state vinte le Forze del Male..."
PS:
1) Poichè mi è stato requisito il computer ho perso le mail di quel periodo e quindi coloro che mi avessero inviato mail qualche giorno prima o dopo il 9 aprile tengano presente che non le ho ricevute o dopo averle scaricate non ho avuto il tempo di rispondere.
2) Se notate qualcosa di sospetto, qualunque cosa, se ricevete comunicazioni "strane" vi prego di avvisarmi immediatamente.
CARO SANTE,
come avrai notato precedentemente io non sono stato sempre tenero nei tuoi confronti. In particolare non ho condiviso la pubblicità che hai consentito al tuo caso e le comparse in TV . Come ti sarai accorto, io ho percorso un'altra strada e continuo su questa.
Questo non toglie il rispetto per le tue scelte ed il tuo modo di porti, nè la solidarietà in questo momento per tutto quello che ho letto nella tua lettera.
Questa sì, se fossi nei tuoi panni, pubblicherei e cercherei di divulgare.
Nel mio piccolo la metto sul mio sito in home page, ma credo che adesso, se i giornalisti che allora ti hanno corteggiato e a mio avviso un po' strumentalizzato ti sono rimasti vicini, dovresti chiamare i media ed illustrare questo caso.
Naturalmente consigliati prima con l'avvocato per evitare che vi siano ulteriori complicazioni, ma se non ve ne sono, ti consiglio di rendere pubblica questa tua dolorosa vicenda.
Spiace constatare che l'unico modo per sentirsi superiori, da parte dei curiali, sia quello di ricorrere a mezzi così meschini. E dire che Gesù parla di speriorità di colui che serve, di signoria per chi sa farsi schiavo, di dono della vita solo se si sa morire!
In questa vicenda tu e Tamara, avete tutta la mia solidarietà.
Ciao. | |
Vorrei qui rispondere a:
- Mario Signori da Teramo
- Patrizia di non so dove
- Roberto di Fano
che, sostanzialmente, visitando il mio sito, mi rimproverano educatamente di anti berlusconismo.
Sì, sono antiberlusconiano perchè penso che Berlusconi sia stato una iattura per l'Italia e lo sarà fino a quando camperà.
A me Berlusconi non è mai piaciuto neppure quando era solo imprenditore perchè credo che abbia fatto i soldi sulla pelle della gente e sia talmente cinico da far credere alla gente che pela che fa il loro bene.
Mario mi scrive "...Berlusconi ha dato 5 anni di sicurezza al paese, cosa che Prodi non ha saputo fare".
Detto così, è vero. Ma Berlusconi ha saputo tenere assieme la coalizione rissosa in nome di un solo bene: il suo potere. Non il bene del Paese. Tanto è vero che abbiamo ereditato un debito altissimo che abbiamo saldato con un solo anno di governo Prodi e con la nostra preoccupante diminuzione del potere di acquisto. A Prodi interessava governare per il bene del Paese. Tanto è vero che nel primo governo andò alle Camere e cadde per un solo voto (Bertinotti), al secondo, andò alle Camere e cadde per il voto di Mastella.
Non fece rimpasti e rimpastini. In due anni e mezzo non ha sostituito nessuno. Berlusconi, dopo sei mesi, ha sostituito il ministro degli Esteri, poi quello dell'Interno, poi quello dell'economia (due volte), poi il sottosegretario agli Interni e potrei continuare. Tutto nel Sinedrio del Palazzo.
Però...però...questo è solo il mio pensiero. Il pensiero di un italiano che non conta nulla. | |
IL NUOVO CHE AVANZA.
"Lei pensa che questo nuovo governo sia attento ai problemi delle coppie di fatto, degli omosessuali, delle donne,ecc.? Pensa che finalmente si avrà qualcosa di nuovo, visto che è un governo fatto da persone che hanno saputo capire la gente?"
Gerardo di Mandello del Lario (CO)
Dissento da lei sul fatto che questo governo abbia saputo capire i problemi della gente. Per me ha saputo parlare più alla pancia che alla testa della gente e non è un governo nuovo.
Penso che sarà un governo che si occuperà poco dei problemi personali della gente, dei problemi che toccano la sfera psicologica, emotiva e personale. Penso che si occuperà delle cose, più che delle persone. In Berlusconi e in Bossi non ho mai creduto. Evidentemente mi sbaglio. | |
TEOLOGIA AVANZATA?
"La seguo attraverso il suo sito e gli scritti in altri siti. Mi sembra che sia una persona moderata ed equilibrata. Ma le sue posizioni teologiche, non sono un po' troppo di sinistra?"
Anselmo da Grottaferrata.
La ringrazio per il giudizio sull'equilibrio. No. Le mie posizioni teologiche non sono di sinistra. Anzi le dirò che questo aggettivo mi provoca l'orticaria. Sono stanco di essere etichettato di sinistra perchè dissento su certe cose, come prima ero etichettato di destra perchè dissentivo su altre cose.
Penso che la teologia sia una disciplina e non un dogma. La teologia è - letteralmente ed etimologicamente - discorso su Dio, studio su (e non di) Dio.
Mi pare di rispettare religioni diverse con i loro dogmi e le loro espressioni liturgiche. Quando si tratta di parlare della mia religione cattolica, cerco di distinguerla dalla fede. La fede è un dono di Dio, la religione è un modo di vivere la fede. A me non piace che i modi di vivere la fede vengano normati dall'alto senza discussione e, addirittura, con il lancio di anatemi. Lei mi rimprovera di non sconvolgermi se si appurasse che la Madonna non fu Vergine durante et post partum. Mi ripeto: è un problema che la chiesa delle origini non si pose. Ed è là che io voglio tornare. Se si avesse il coraggio di tornare alla chiesa delle origini, cadrebbero automaticamente anatemi e divisioni religiose. Ma cadrebbero anche privilegi e sicurezze alle quali nessuno (cattolici, protestanti, ortodossi ed anglicani) ha voglia di rinunciare. QUesto è il grande scandalo. | |
PRETI PEDOFILI
...Papa Ratzinger andrà in America e condannerà i preti pedofili. Ma sono solo là?
Lettera firmata
"Chi fermerà i preti pedofili che sono ancora nel ministero?"
Un prete.
Rispondo a queste due lettere, fra le otto che mi sono arrivate in questi giorni sul tema della pedofilia del clero.
I preti pedofili non sono solo in America, ma ci sono ovunque. Per fortuna sono pochi rispetto alla massa del clero che avrà altri peccati, ma non questo.
Nessuno, caro don..., può fermare i preti pedofili. Come ti ho già risposto l'unico modo è la denuncia senza pietà se si viene a conoscenza del caso o l'invito a lasciare il ministero se si viene a conoscenza del caso in confessionale. | |
Una lettrice mi scrive riportando una mia lettera che scrissi a Giuseppe Serrone. Mi chiede se da questo scritto siano scaturiti nuovi sviluppi.
Le rispondo, cara signora, che sviluppi non ve ne sono stati.
Riporto la lettera per i lettori.
Caro Giuseppe,
ho letto la documentazione della CEI in merito alla crisi del clero e l'appello dell'Associazione per il prossimo Conclave.
Osservo:
- le motivazioni della CEI mi sembrano in linea con l'attuale dirigenza
che è sclerotizzata (non lo scrivo in senso dispregiativo) da oltre un decennio.
Ebbi già a scrivere che, sensibilizzata a suo tempo del problema da parte
del sottoscritto che dichiarava anche una sua disponibilità alla formazione
di una commissione paritetica in tal senso, la Presidenza mi fece rispondere
(dopo tre lettere) da un Carneade che scrisse:"... per quanto lei espone
questa Presidenza si attiene alle disposizioni del Vaticano". Naturalmente
scrissi n Vaticano ed anche al Segretario personale del Papa che mi rispose:"... per
quanto lei espone dobbiamo adeguarci alle disposizioni della Conferenza
Episcopale".
- la Cei non prenderà mai iniziative in merito al celibato perché non ha
il coraggio di prenderle e "il coraggio, uno, se non ce l'ha, non se lo
può dare".
Vengo all'appello per il Conclave.
E' un'iniziativa giusta. Il problema è capire come attuarla. In questa direzione
(che è un capitolo della riforma della chiesa) si muovono tanti movimenti
(Noi siamo chiesa, le CdB, Vocatio, gruppi di preti sposati che si incontrano,
Il dialogo, ecc.). Occorre trovare un coordinamento ed una linea comune.
Lo scambio - magari personale - di concetti in rete potrebbe essere un
buon punto di partenza per un appello comune.
In effetti occorre trovare un comune denominatore che produca un documento
con idee condivise da tutti.
Posso mettere per punti le mie?
Io penso:
* che il problema del celibato vada inquadrato in un concetto teologico-spirituale
del sacerdozio ministeriale che necessita di riforma radicale. Mi spiego:
secondo me il problema non si configura ipotizzando un prete normale che
ha la parrocchia e che adesso è celibe, ma potrà vivere la stessa dimensione
di vita odierna con la propria famiglia. Anche questo potrebbe andare bene
come momento di passaggio. Ma è la figura del sacerdote come tale che va
rivisitata e riproposta. Il prete non deve essere un luogotenente di una
posizione (la parrocchia) che fa parte di un mandamento (la diocesi) che
a sua volta è porzione di un grande complesso governato da Roma. Se dal
punto di vista storico (ed anche organizzativo) tutto questo ha avuto ed
ha ancora un significato, occorre guardare avanti e pensare al sacerdote
come uomo (o donna) che sia punto di riferimento di una comunità che ha
come centro il Cristo ed il suo messaggio.
* che il sacerdozio ministeriale inteso come espresso al paragrafo precedente
non si configurerà più come un "monaco in sedicesimo" per usare un'espressione
di Jean Guitton, ma come un fratello che Dio ha chiamato ad aiutare altri
fratelli a vivere il vangelo ogni giorno. Con la propria famiglia o no.
Operaio o impiegato. A tempo pieno o a tempo parziale.
* che questo modo di vedere il sacerdozio (ho forzatamente sintetizzato,
ma sto lavorando ad un discorso più articolato) rivoluzioni anche il modo
di porre il messaggio cristiano. Si torna alla chiesa delle origini ed al
"pusillus grex" che è stato lievito che ha sconvolto la pasta corrotta dell'impero,
sale che ha dato sapore ad una società stanca e viziata, luce sul candelabro
che ha illuminato un mondo dominato dalla fede nel potere delle armi e della
politica.
Comunque...sono solo idee sparse.
Mi piacerebbe che mi aggiornassi.
Ciao
Ernesto | |
Caro sig.Miragoli,
abito in periferia di Perugia e non mi firmo con il mio vero nome. Volevo sottoporle due quesiti.
Nella mia parrocchia gira la voce che il prete più anziano abbia fatto i soldi con strani giri poco puliti. E' credibile secondo lei?
Perchè il clero è sempre più coinvolto in storie di soldi, di sesso...?
Grazie per la risposta.
Mario
Gentile sig.Mario,
le rispondo per educazione, ma avrei voluto cancellare la sua mail. Penso infatti che se qualcuno mi scrive, debba fidarsi della mia riservatezza. A me i finti nomi non piacciono. Siccome il suo argomento è attuale, lo prendo come spunto per dire:
1. che il prete della sua parrocchia sia uno che abbia fatto i soldi in modo poco pulito, mi dispiace per il prete. Ma le voci debbono essere confermate, le accuse, provate e se il soggetto è da galera, che vada in galera. Per un prete del genere, caro Mario, ci sono altri 2000 preti che non hanno fatto i soldi in modo sporco. Anzi...non li hanno fatti proprio per nulla.
2. Lo so che ultimamente il clero non sta facendo bella figura e mi spiace. Non per quelli che sono pedofili, puttanieri, uomini di malaffare ed altro, ma per gli altri che fanno salti mortali per dire due messe al giorno, insegnare, badare ai malati, ascoltare chi ha bisogno, occuparsi dei poveri, preparare la catechesi alla sera, stare in oratorio...
Io penso che si debba guardare a questi preti che non sono nessuno e non saranno mai nessuno. Non saranno delle star alla Mazzi, Gelmini, Ciotti, nè alla Vitaliano della Sala o alla Sguotti. Sono solo persone che credono nel grande messaggio dell'amore lasciatoci da Cristo. E ci credono fino in fondo. Come ci credevo io quando ero nel ministero attivo e come ci credo ora nel mio piccolo lavoro quotidiano. | |
Gentile dr.Miragoli,
il suo sito l'ho incontrato per caso: cercavo prodotti antimuffa. L'ho visitato con molta attenzione e crescente curiosità. Io la penso come lei in tutto quel che scrive sullo stato, la società, la chiesa, la religione.
Lei non pensa che siamo in molti a condividere le stesse idee. Ho solo un anno meno di lei. Perchè se è vero che siamo in molti a condividere le stesse idee vince la minoranza?
Complimenti. Vada avanti. Ha acquistato un lettore in più.
M. Sereni
Caro Sereni,
ringrazio per l'attenzione.
Una volta la pensavo anch'io come lei: ritenevo che fosse una minoranza ciarliera, ciarlatana, clientelista a guidarci. Pensavo che quella roba che continua a chiamarsi centro destra, c'è perchè c'è Berlusconi che caccia soldi per difendere i suoi interessi e quella roba che si chiama centro sinistra c'è perchè gli orfanelli del Pci e gli antiberlusconiani se non stanno di là devono per forza stare di qua.
Poi mi sono ricreduto. Da poco, s'intende. E sa perchè? Perchè ho visto che a tutti interessa il proprio tornaconto. Beh...non a tutti, ma alla stragrande maggioranza degli italiani.
Il proprio tornaconto e basta. Se qualcuno fa qualcosa lo fa solo per il proprio interesse. E quel che mi fa paura è che i giovani sono così. Un giovane non si accosta alla politica per servizio, ma perchè sa che farà carriera.
Un giovane non cerca di prepararsi bene alla vita studiando e sudando, ma cerca strade verso la visibilità mediatica...Non mi dilungo: sto diventando molto, ma molto scettico. | |
Riassumo molte lettere pervenutemi sul caso don Sante Sguotti:
- Francesco da Bologna mi rimprovera di non essere stato tenero
- Giovanni da Parma mi scrive dicendo che in sostanza don Sante fa pubblicità alla mia causa
- un anonimo che ha una mail stranissima mi scrive dicendo che non capisce perchè non capisco.
Più o meno tutti dissentono dalla posizione che ho preso.
Rispondo:
Dissento da don Sante e dalla sua comunità perchè ritengo che sia importante il dialogo, contro ogni sordità.
A me non piace la polemica, non amo i gesti teatrali, non credo che la strada del celibato facoltativo o del sacerdozio uxorato sia da aprirsi a furia di colpi di buldozer.
Lo so che i Pastori sembrano sordi ai nostri appelli. Non solo quanto lo sia lo Spirito Santo al quale credo ancora.
E qui chiudo. | |
Gentile Dottor Miragoli
vistando il suo sito ho notato una buona preparazione culturale generale e molta attenzione alle problematiche politiche ed ecclesiali.
Che mi dice della posizione della chiesa cattolica sui divorziati che hanno subito il divorzio e vogliono rifarsi una famiglia? Non è un po' restrittiva? A me sembra crudele.
(la lettrice ha chiesto l'anonimato)
Gentile Dottoressa,
per il ruolo che svolge (la lettrice è avvocato - ndr) lei dovrebbe sapere che vi è un motto:dura lex, sed lex.
In ogni società ci si deve dare una regola che favorirà molti e penalizzerà pochi, ma regola deve esserci.
Per quanto riguarda il matrimonio cattolico la regola è l'indissolubilità, la fedeltà coniugale, l'apertura alla vita.
La regola ha delle eccezioni (come tutte le regole). Nel suo caso mi sembra evidente che, essendo coniuge innocente, cioè persona che non ha mai voluto il divorzio o la separazione, ma vuole rifarsi una vita con un'altra persona...se fossi ancora nel ministero attivo le suggerirei (qualora si confessasse da me) di stare in pace. Non potrà sposarsi in chiesa (a meno che il suo matrimonio non venga annullato dalla Rota), ma viva la sua vita con il suo compagno. Se siete credenti accostatevi ai sacramenti:Dio vede con occhiali diversi da quelli da miope di molti cristiani, preti, vescovi e cardinali. | |
Caro Ernesto,
ho visitato il tuo sito che è fatto molto bene. Vorrei porti due domande: che ne pensi dell'esenzione fiscale alla chiesa e del problema nato a Padova del prete che ha dichiarato d'avere un figlio?
Ciao.
Giovanni
Caro Giovanni,
grazie per i complimenti.
Le tue due domande mi hanno sollecitato a scrivere una specie di articolo che riporto qui.
ESENZIONI FISCALI
Qualcuno ha finalmente messo mano ad un problema che da sempre affligge pochi credenti: la chiesa cattolica (ma anche le altre chiese) ha diritto ad agevolazioni o esenzioni fiscali?
La mia risposta è NO.
No perchè la religione non deve essere "supportata" da niente e nessuno e non deve avere nulla e nessuno a cui rendere conto o da ringraziare per un favore.
No perchè i fedeli di una religione debbono provvedere a quel che serve per la religione stessa per quanto attiene il ministro di culto, le strutture e via elencando.
No perchè non va bene mischiare qualsiasi chiesa con qualsiasi stato.
No perchè Qualcuno qualche anno fa ha detto:"Date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio".
Non è da oggi che dico che il 313 fu l'anno dell'abbraccio mortale dello stato con la chiesa. Vestito da mantide religiosa, Costantino s'accoppiò col papa e, dopo l'accoppiamento, l'uccise.
Detto questo non dico che non si possano dare eccezioni.
Se il papa, per esempio, parte per un viaggio pastorale, mi sembra giusto mettere a disposizione sua e del suo seguito un aereo in partenza dall'aereoporto di Ciampino. Basta che il Vaticano paghi il servizio.
Mi sembra corretto impiegare le forze dell'ordine in manifestazioni religiose di piazza (come avverrà a Loreto): è un servizio che uno stato deve dare per garantire l'ordine pubblico e l'emergenza sanitaria.
Mi sembra atto di riguardo praticare uno sconto sull'Ici di oratori (non di case parrocchiali) ed ambienti dedicati al servizio religioso che svolgono anche azione di utilità sociale. Uno sconto, ho scritto, non un'esenzione.
Ma i Pastori adesso piangono. Temono che dalle casse escano soldi non previsti. Soldi che - potranno dire - servono per la carità.
No! Non è carità finanziare auto di lusso di vescovi e cardinali. Non è carità esentare dall'Ici palazzi vescovili e canoniche a dir poco signorili. Non è carità non controllare flussi di denaro in nero che un prete percepisce per i cosidetti "diritti di Stola".
"Le volpi hanno una tana ,i piccoli della rondine un nido e il Figlio dell'Uomo non ha una pietra dove posare il capo", lamentava sconfortato un Gesù molto stanco che, anche per questo, ci appare molto umano.
I PAstori adesso invocano un concordato che stipularono con lo stato italiano. Altro abbraccio mortale le cui mantidi furono Mussolini e Craxi (due noti religiosissimi cattolici osservanti).
No. Una chiesa che ha il coraggio di tornare ad abberverarsi alle orgini deve abbandonare ogni compromesso col mondo. Ne acquista in credibilità e autenticità.
I favori degli uomini fatti ad altri uomini, non hanno mai lo slancio della totale gratuità, ma il marchio compromessistico del "do ut des". E "i desideri dello spirito, sono contrari a quelli della carne", ammoniva S.Paolo.
SANTE DE ABANO, ORA PRO NOBIS
Da prete sposato che da anni cerca di dialogare con tutti per far capire l'anodinità della consustanzialità della lex celibataria al sacerdozio maschile cattolico, devo dire che il caso di Sante Sguotti, il parroco di Monterosso (frazione di Abano Terme in diocesi di Padova) mi lascia alquanto perplesso.
Fra le molte perplessità ne cito una sola: la conferenza stampa in chiesa in cui, sotto i riflettori dei maggiori media nazionali convocati per l'occasione, il parroco ha sostenuto che un prete può amare una donna, e, alla domanda se è il padre del bambino, ha risposto che l'ha lasciato credere, ma può non essere vero. A lui, ha detto, piace scherzare.
No, Sante, su queste cose non si scherza. Non si ammicca dicendo che quel figlio potrebbe essere mio, ma forse no, fate voi.
Il merito d'aver riproposto per l'ennesima volta all'attenzione nazionale il problema del celibato obbligatorio dei preti, delle donne che silenziosamente e con infinita sofferenza vivono chiuso nel proprio cuore un dramma d'amore clandestino che le sconforta quando lo vedono impossibile per la sclerocardia di lui; il merito d'aver richiamato i Pastori sul tema... tutti questi meriti si sono infranti contro lo scoglio di una maliziosa uscita che ha fatto andare a nozze i falchi della stampa i quali si interessano poco del dramma interiore di un prete o di una donna che ama: prerfiscono la ghiotta preda del mostro in prima pagina.
E' difficle essere uomini di comunicazione oggi. Ma non impossibile.
Questa è stata una scivolata che, a molto modesto avviso di chi scrive, non ha giovato alla causa per la quale molti, silenziosamente, lottano, soffrono, pregano, sperano e dialogano da anni.
Ernesto Miragoli | |
Gentile Dottor Miragoli,
l'ho vista al programma "Incominciamo bene" su Rai tre. Io non vivo uno storia tormentata con un prete, ma vivo una storia con una suora. Sono donna e fra noi ci vogliamo bene..
E' peccato?
Cara signora,
io non faccio il moralista o il giudice. Non so la sua età, se lei è sposata o divorziata o separata, se ha mai avuto figli. Non so la storia della suora. Voglio dire che gli elementi che mi passa sono pochi per aiutarla, non per dare un giudizio.
Se le interessa sapere se l'omosessualità per la morale cattolica è ritenuta un peccato o comunque un disordine morale le dico di sì.
In ogni caso, nel rapporto con la suora, vale quello che si direbbe se l'avesse con un prete. Entrambi dovete decidervi e scegliere di vivere alla luce del sole la vostra vita affettiva. | |
FRANCESCO
Caro Ernesto,
ho 35 anni, sono un prete. Da sei anni vivo un rapporto d'amore con una donna separata, ma non voglio lasciare il ministero. La situazione è difficile. Lei mi fa scenate da un po' di tempo a questa parte e vuole che lasci il sacerdozio.
...seguono parti più riservate che non pubblico....
Caro Francesco,
la tua storia è come quella di molti altri. Se vai sul sito di donne co-si, trovi una mia risposta che è uguale a questa: devi deciderti. O la lasci o lasci il sacerdozio. Non puoi tenere il piede in due scarpe. Non è giusto che lei stia ad aspettarti, in silenzio, in attesa di rubare quei pochi minuti di felicità che tu intendi concederle.
Se vuoi...possiamo incontrarci.
MARIA
Spesso penso al conflitto fra fede e scienza e mi sembra irrisolvibile. Tu cosa diresti?
Il problema è complesso e difficile da risolvere in due parole. Posso dirti che la nostra fede non è in conflitto con la sceinza. Siamo noi cattolici che, attraverso un Magistero ottuso, abbiamo pensato che Galileo (per esempio) fosse contro Dio.
La scienza fa il suo mestiere che è quello di ricercare la Verità con dati in suo possesso.
La fede fa il suo mestiere cercando di rispondere alle esigenze ultime di Verità insite nel cuore di ogni uomo.
Oggi nessuno si sognerebbe di dire che l'episodio della creazione non è vero perchè nella Bibbia non si parla di dinosauri. Per forza non se ne parla! La ricerca sui fossili cominciò nel tardo 1700.
Fede e scienza non sono, a mio avviso in conflitto, ma se mai sono complementari.
La fede, attraverso la religione (tutte le religioni) ci aiuta a capire che il bisogno profondo che abbiamo in noi di dare risposta ai nostri problemi quotidiani trova il suo fondamento in un qualcuno che mi pare Loke o Hummes chiamassero Anima Mundi, per me cattolico è il Dio di Cristo, per un ebreo il Dio di Mosè, per un musulmano il Dio di Maometto, per un orientale il Dio di Buddha...
La scienza, incontrovertibilmente, a tutti noi cattolici, musulmani, ebrei...dice che il mondo trae le sue origini in forma evolutiva.
Scusa se ho semplificato, ma è solo una pista per poterti aiutare a riflettere.
Ernesto
FRANCESCO
Scusa se ti disturbo. Volevo farti una domanda di fede, se puoi rispondermi con parole semplici ( nel possibile):
Tu come cristiano cosa intendi per REDENZIONE, MORTO PER I NOSTRI PECCATI.SACRIFICIO.ESPIAZIONE.RISCATTO....SODDISFAZIONE DEL PADRE..
ciao spero che tu possa rispondermi Francesco
Ciao.
Provo a risponderti non facendo ricorso alla sola teologia, ma anche a mie convinzioni di vita.
Tutti i termini inseriti, hanno un denominatore comune che è REDENZIONE.
L'uomo ha sempre sentito il bisogno di riscattarsi, redimersi da qualcosa...cioè dal male che c'è nel mondo. Dal male proprio (cioè quel che riguarda la propria esperienza personale) al male generale.
Ogni filosofia e religione ha cercato, attraverso i suoi profeti...maestri...guru..., di dare una risposta a questo problema, accattivando così l'attenzione dapprima della gente del proprio paese e poi....man mano che si diffondeva la religione, del mondo.
Così è stato per la religione in cui io credo e che pratico.
Essa, come sai, affonda le sue radici nell'ebraismo.
Il primo male dal quale gli ebrei dovevano riscattarsi è stato la schiavitù egiziana. Alla luce di quella esperienza hanno letto tutta la loro storia precedente e hanno creato la storia successiva con il determinante contributo di Mosè e dei profeti, dei re e dei giudici e di figure carismatiche.
In questa linea s'è inserito il Cristo.
Che ha rivoluzionato il modo di vedere ed intendere la liberazione dal male: il male va vinto con il bene, l'odio va vinto con l'amore...diceva.
Perchè? Perchè Dio, cioè l'essere supremo del quale moltissimi uomini sentono il bisogno, è amore. Perchè Dio ha creato l'uomo buono, amorevole...non maligno, cattivo.
Questo messaggio (la buona novella) ha incontrato il favore dei poveri e non solo di essi, ma l'ostilità della classe dirigente che, per non rivoluzionare uno statu quo, ha fabbricato un falso processo e ha creduto, togliendo di mezzo il Cristo con la morte di croce, di togliere il messaggio rivoluzionario.
Ma non v'è riuscita.
Il messaggio di Cristo è penetrato e s'è diffuso rapidamente.
In questo senso il Cristo è risorto, a mio avviso.
In questo senso la sua morte ha redento l'uomo dal male, non perchè ci ha pensato lui a risolvere il problema per tutti, ma perchè ha dato a tutti la possibilità di farlo, di riscattarsi, di cambiare l'egoismo in dono, l'odio in amore.
Ogni cristiano deve sapere che se abbraccia questo credo va incontro alla sua croce quotidiana.
Cristo è morto per i nostri peccati non perchè noi non possiamo più peccare, ma perchè ci ha fatto capire che si può peccare e credere nella possibilità di riscattarsi, di migliorare, rendendo così la nostra vita gradita a Dio.
Non so se sono stato d'aiuto.
Ciao
Ernesto.
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