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| EDILIZIA: QUALCHE NOTA TECNICA |
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In questa pagina non ho nessuna pretesa di impancarmi a maestro di alcuno. Metto per iscritto, a volte con una vena polemica, esperienze fatte e problemi riscontrati in 20 anni di lavoro.
-La casa ideale
- La muffa
- il cappotto termico | |
AGEVOLAZIONI FISCALI FINO AL 31 DICEMBRE 2010
L'Agenzia delle Entrate ha pubblicato la nuova guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico, che descrive gli interventi per i quali si può fruire del beneficio e gli adempimenti necessari per ottenerlo.
Fino al 31 dicembre 2010, si può usufruire di un'agevolazione fiscale per le spese sostenute in relazione ad interventi finalizzati al risparmio di energia.
Le modifiche si riferiscono in particolare alle procedure da seguire per usufruire correttamente delle agevolazioni: è stata introdotta una apposita comunicazione da inviare all'Agenzia delle Entrate (quando i lavori proseguono oltre un periodo d'imposta), è stata fissata una ripartizione unica, del totale della spesa sostenuta, in cinque rate annuali di pari importo ed infine è stata sostituita, con effetto retroattivo, la tabella dei valori limite della trasmittanza termica.
In sintesi, i benefici di cui ci si può avvalere sono:
- detrazione dalle imposte sui redditi (Irpef o Ires) del 55% delle spese sostenute, entro un limite massimo che varia a seconda della tipologia dell'intervento eseguito;
- esonero dalla presentazione della certificazione per la sostituzione di finestre e per l'installazione di pannelli solari;
- ripartizione in cinque rate annuali di pari importo per gli interventi eseguiti a decorrere dall'anno d'imposta 2009 (per il 2008 andava da un minimo di tre ad un massimo di 10 anni mentre solo per l'anno 2007 c'era l'obbligo di ripartire la spesa in 3 rate annuali uguali);
- possibilità di utilizzare l'agevolazione anche per l'installazione di altri tipi di impianto di riscaldamento. | |
LA NANOTECNOLOGIA NELLE PITTURE
Le facciate hanno molti nemici. Sporco, polvere e depositi rovinano notevolmente l’aspetto estetico delle facciate. Alghe e funghi possono danneggiare in maniera considerevole le facciate mal protette, richiedendo spesso complessi interventi di risanamento. Il sole, la pioggia, il gelo e il vento agiscono in continuazione e mettono a dura prova le finiture delle facciate. L’obiettivo più importante per una protezione durevole è tenere lontano dalle murature l’acqua piovana e l’umidità, ma allo stesso tempo assicurare un’elevata traspirabilità.
La Nano-Quartz Technology unisce i pregi della pittura a base di resina silossanica con i vantaggi della pittura al silicato. Da un lato un elevato effetto idrorepellente, sfarinamento ridotto, campo di utilizzo molto ampio e facile applicazione, dall’altro una forte capacità di adesione al supporto e di resistenza minerale, con conseguente bassa tendenza alla contaminazione. Inoltre le microscopiche particelle di quarzo creano una superficie ruvida su scala nanometrica e favoriscono la formazione di una sottile pellicola d’acqua su tutta la superficie. Il risultato? Assoluta pulizia. Rapida asciugatura.
Le pitture Nano-Quartz Technology appartengono a una categoria speciale. Di questo si accorge ogni applicatore già al momento dell‘utilizzo e naturalmente anche dalla facilità nei ritocchi. I proprietari e i progettisti vedranno le loro facciate restare belle, pulite e protette per lunghi anni. | |
SUL CAPPOTTO TERMICO
IL CAPPOTTO TERMICO
Nozioni generali sull'isolamento verticale di parete opaca noto come "cappotto termico"
1. Cos'è il cappotto termico.
Il Cappotto Termico è un isolamento verticale che mette in quiete termica un edificio facendosi carico di ogni tensione alla quale l'edificio medesimo è sottoposto dovuta a sbalzi termici, ad aggressione di acque meteoriche e via dicendo.
2. In che consiste.
Consiste nella posa di materiale isolante (polistirene a cellule aperte noto come EPS 80 o 100 – MAI a cellule chiuse e MAI poliuretano – fibre minerale, legno, canapa, lana di pecora…) mediante collante cementizio o (meglio) minerale che DEVE essere applicato in cordolo sui pannelli e in due o tre punti centrali. I pannelli vanno posati sfalsati e, se incollati su intonaco, vanno anche tassellati con appositi tasselli a fungo a taglio termico. Si procede quindi con una rasatura armata (che non significa appoggiare la rete all'EPS, ma affogare la rete in una prima rasatura e poi procedere a rasatura di pareggio) e, a supporto asciutto, alla stesura di rivestimento di gr.1,5 o superiore. Il rivestimento può essere:
- ai silicati
- ai silossani
- acrilsilossanico (in questo caso DEVE essere antimuffa dichiarato).
Una ditta che fornisce materiale per cappotto deve saper produrre su richiesta le certificazioni ETA sul pacchetto che dà. Non basta prendere dell'EPS da una parte, una colla cementizia da un'altra, una rete in fibra di vetro da una terza e un plastico da una quarta parte, metterle assieme e fare il cappotto termico. L'EPS deve essere a norma con stabilità dimensionale specifica a norme UNI, così il collante ecc.ecc.
3. Benefici del cappotto:
- risparmio energetico
- comfort abitativo
- eliminazione di lesioni nella parete
- eliminazione di muffe e condense interne ed esterne
4. Risparmio fiscale
Per ottemperare al protocollo di Kyoto anche l'Italia, che a suo tempo si era data una legge nota come legge 10/91, ha fissato dei parametri da rispettare dapprima nel DPR 412/93 e quindi nel DLgs 311 OBBLIGANDO a mettere in quiete termica edifici:
- di nuova costruzione
- in cui si ritruttura parzialmente o integralmente l'involucro.
Il protocollo di Kyoto prevede che gli stati che NON rispettano una percentuale ben determinata di emissioni di gas, PAGHINO multe salate alla Comunità Europea e quindi I governi dei singoli stati hanno capito che è meglio offrire benefici fiscali a chi interviene per mettere in quiete termica la propria abitazione piuttosto che pagare multe.
Ecco perchè in Italia il governo PRODI ha offerto la possibilità di detrazione fiscale del 55% in TRE anni della spesa affrontata per isolare termicamente il proprio edificio (ma non solo: anche per cambio di serramenti, di impiante termico ed elettrico….). Con la Finanziaria di quest'anno, dopo il ballo dell'annullamento del beneficio fiscale, del tetto del beneficio fiscale e via dicendo, si è arrivati a mantenere tale beneficio MA diluibile in CINQUE anni. Esempio: se spendo euro 10.000,00 per fare un cappotto termico a casa mia, potrò detrarre euro 5.500,00 complessivamente, non più in tre anni, ma in cinque (euro 1.100,00 all'anno).
Ma…c'è un MA.
Il Governo PRODI ha recepito la normativa Europea che ha individuato zone che consumano di più per il riscaldamento e zone che consumano meno. L'Italia è stata divisa in 6 ZONE dalla A alla F tenendo conto dei GRADI GIORNO. I Gradi Giorno sono il fabbisogno termico di una determinata area geografica relativa alle normative sul riscaldamento delle abitazioni. Indicano la somma, estesa a tutti i giorni di un periodo annuale convenzionale di riscaldamento, delle sole differenze positive giornaliere tra la temperatura convenzionale, fissata a 20 °C, e la temperatura media esterna giornaliera.
Esempio: in base ai gradi giorno Milano è in zona E (2404 gradi giorno), Firenze in zona D (1881 gradi giorno), Napoli in zona C (1034 gradi giorno).
A seconda dei gradi giorno alle zone climatiche sono stati attribuiti dei coefficienti di trasmittanza (la trasmittanza è il flusso di calore che attraversa una superficie unitaria sottoposta a differenza di temperatura pari ad 1°C) che nella zona E (quella che a noi interessa) è fissata gradualmente.
Altro MA…
La Legge 311, che prevede che si arrivi gradualmente a tale trasmittanza (nel 2006 doveva essere 0,46; nel 2008 doveva essere 0,37 e nel 2010 0,34), è stata SUPERATA dalla LEGGE REGIONALE della LOMBARDIA che nel settembre 2007 ha prescritto che per ottenere i BENEFICI FISCALI si debba essere a norma di trasmittanza fissata per il 2010 (cioè 0,34). In Piemonte, per esempio, si può ancora lavorare mettendo un isolamento termico che arrivi a trasmittanza 0,37.
5.Come si calcola lo spessore dell'isolamento per ottenere i benefici fiscali?
Dovrebbe farlo il termotecnico che poi certificherà, ma esistono dei programmi che, ottenuti dei dati, calcolano lo spessore di EPS o di Fibra Minerale o di Legno….per essere a norma.
Occorre sapere:
- ove è ubicato l'edificio (es. Varese, viale Borri)
- la struttura (es. travi portanti in c.a. con tamponamenti in laterizio pieno del 25)
- gli accessori (es. camera d'aria di cm 10 isolata o no, intonaco di cm 2 all'interno e cm 2 all'esterno…)
Ottenute queste informazioni si può procedere al calcolo.
6. Se per ottenere i benefici fiscali dovessi mettere un isolamento EPS di cm 10 e non voglio per la spesa o non posso per altri motivi, ma voglio ugualmente fare il cappotto termico, per esempio, di cm 4, cosa mi succede?
Nulla.
Metterò comunque in quiete termica il mio edificio, avrò comunque un risparmio energetico (evidentemente inferiore, cioè consumerò più gas o gasolio che se isolassi con cm 10, ma sempre meno che se non isolassi), scongiurerò fenomeni di muffa e condensa, ecc.ecc.
SOLO NON potrò aprire la pratica per la detrazione fiscale del 55% e MI ACCONTENTERO' della classificazione energetica minore (vedi punto 7)
7. Classificazione energetica
La legge prevede che i comuni attuino il censimento energetico degli edifici. Questo significa che fra un po' di tempo un tecnico verrà a casa mia, valuterà con uno strumento le dispersioni di calore e di energia della mia casa e mi assegnerà una lettera che va dalla A alla G. Detta lettera sarò obbligato a porla su un'apposita targhetta fornita dal comune all'ingresso della casa.
A= casa in perfettissime condizioni (cioè una casa Klima)
G= casa in orrende condizioni di risparmio energetico.
Questo che significa?
Significa che se la mia casa è in classe G se devo venderla o affittarla diminuirà notevolmente il proprio valore e significa anche che in ogni caso io sono reso edotto che spendo una fortuna per riscaldarla o raffrescarla e sono un buon INQUINATORE.
ALCUNE NOZIONI DI POSA
Venti anni fa giravo i professionisti della mia zona e parlavo di Cappotto Termico.
Mi guardavano come un marziano.
Da due anni a questa parte è scoppiato il cappotto termico e tutti stanno diventando i più bravi della classe.
Vediamo alcune caratteristiche
COMINCIAMO DALL'ISOLANTE
Approfondiamo il discorso su un aspetto particolare del cappotto termico, l'isolante.
Esistono vari tipi di isolanti che isolano l'abitazione dall'esterno. Prima di addentrarmi a presentarli, seppure sommariamente, vorrei rispondere ad un'obiezione che mi è stata posta dopo la lettura dell'articolo precedente. Perché, mi è stato chiesto, lei parla solo di isolamento esterno? Non si può isolare all'interno? Certo che si può? C'è solo un problema: attenzione ai ponti termici! Se l'isolante non prende tutta la parete e la soletta c'è il rischio che si formi ponte termico dove non è isolato e quindi…conseguente formazione di muffe.
Veniamo agli isolanti.
a)Polistirene o polistirolo.
E' il più usato, il più diffuso, il più collaudato. Bianco di colore, in lastre da cm 50 per cm 100, deve corrispondere a norme precise: EPS 100 che non è altro che la vecchia densità di kg 20 o 25 al metro cubo. Vi è una variante molto interessante che miscela il polistirolo bianco al 50 per cento con grafite(noto come Dalmatiner), aumentando così del 12,5 per cento la capacità di isolazione a parità di spessore. Vi è poi la variante abbastanza utilizzata che è solo grafite (la lastra è grigia) ed isola circa il 20 per cento in più, sempre a parità di spessore.
Personalmente propendo per il polistirolo : non crea problemi, sopporta l'umidità di risalita o di perdita interna, non consente l'annidamento di animaletti e, soprattutto, ha una storia ultraquarantennale.
Controindicazioni?
Non ne conosco.
b Poliuretano.
Anch'esso è usato e proposto da tempo in lastre di vario colore (verdino, rosino, blu…) sempre nelle dimensioni di cm. 50 per cm 100. Ha una densità al metro cubo maggiore e si presenta più resistente del polistirolo alla pressione.
Controindicazioni?
Essendo molto rigido sopporta di meno le dilatazioni e le contrazioni provocate dagli sbalzi termici e può, nel tempo, segnare la parete.
c)Lana di roccia o lana minerale.
Oltre a potere isolante ha anche potere fonoassorbente. E' anch'esso collaudato da almeno 15-20 anni. Controindicazioni?
Non va posato in condizioni di umidità ascendente e, se per caso vi fossero perdite d'acqua interne che vanno ad intaccare l'isolante, si presenta il problema del rifacimento. Ha un vantaggio notevole: è assolutamente incombustibile. In Germania è prescritto obbligatoriamente in edifici che superano i sei piani per rispondere a norme antincendio
d)Lo spazio è tiranno per cui parlerò a volo d'uccello di:
a.Legno: isolante assolutamente naturale molto usato in Trentino Alto Adige.Si trova in varie proposte e dimensioni: legno pressato, trucioli assemblati…
b.Lana di vetro: assolutamente naturale, di poco uso
c.Sughero: abbastanza naturale, ha una storia che non presenta controindicazioni
Il carattere naturale di questi isolanti, fa spesso propendere il professionista verso di essi. E va bene. I miei dubbi riguardano i costi (che sono più alti) e il rischio che in interstizi s'annidino animaletti che poi possono provocare danni. Sia chiaro: non ho esperienza diretta di quest'ultima mia affermazione, ma è comunque un argomento che adduco quando mi chiedono consiglio.
PROSEGUIAMO COL COLLANTE
L'isolante va incollato sul muro. In genere si usa un collante minerale o cementizio, in polvere da miscelare con acqua. AKTUNG: esso va posato in cordolo alla lastra e in due o tre punti centrali. NON si deve porlo sul muro e poi incollare la lastra. Si può fare, ma poi i problemi sono di chi rimane in quella casa malcappottata.
PROSEGUIAMO CON LE FINITURE
- i tasselli vanno posati, se necessitano, in ragione di almeno 6 al metro quadro
- la rete va posata traversalmente alle aperture e quella verticale va sovrapposta di almeno cm 5
- la rasatura deve essere doppia: la rete deve essere affogata e poi risata a pareggio.
- la finitura deve essere SEMPRE in rivestimento a struttura. Non basta imbiancare. | |
Le cicche di sigaretta: un rifiuto tossico dimenticato
L’inquinamento è un’alterazione dell’ambiente che produce disagi o danni più o meno permanenti. Contribuisce all’inquinamento tutto ciò che è pericoloso o altera in modo significativo le caratteristiche chimico fisiche dell’acqua, dell’aria e del suolo.
La combustione del tabacco produce più di 4500 sostanze chimiche ad azione irritante, nociva, tossica, mutagena e cancerogena. Una quota di queste sostanze resta imprigionata nel filtro e nella porzione di tabacco non consumato (cicca di sigaretta). Il carico nocivo di tale prodotto è rilevante: infatti, ogni giorno i fumatori immettono nell’ambiente del territorio nazionale circa 195 milioni di cicche.
Il fumo di tabacco è stato classificato come cancerogeno di Classe 1 dallo IARC, nonché inquinante tossico per l’aria. Poiché le cicche contengono gli stessi agenti chimici del fumo sarebbe opportuno considerarle come un rifiuto tossico per l’ambiente e come tale andrebbero trattate. Contrariamente a tale principio, le cicche vengono abbandonate nell’ambiente in modo selvaggio e senza alcuna attenzione.
Al di là delle strategie generali di controllo del tabagismo, la giornata di studio pone il focus sul potenziale impatto ambientale del tabacco e sulle problematiche connesse al corretto smaltimento delle cicche. | |
LA CASA IDEALE
C'è un gran parlare di ecologia, rispetto dell'ambiente, riduzione emissioni gas, valorizzazione dei rifiuti.
Vado per punti:
- non tutti possono costruire la casa ideale con pannelli solari, cappotto termico, sonda termica, pannelli fotovoltaici, ventilazione interna, vetri atermici ecc
- tutti possono, però, contribuire ad inquinare di meno:
a) praticando la raccolta differenziata, b) cambiando i rubinetti e gli sciacquoni del water,
c) inserendo negli scarichi i tritatutto, d) controllando le luci di casa,
e) acquistando lampadine a basso consumo,
f)usando la lavatrice e la lavastoviglie in momenti indicati per il risparmio,
g)non abusando del condizionatore o del riscaldamento
I piccoli accorgimenti che si possono mettere in atto non costano molto in termini di soldi, aiutano l'ambiente e consentono di risparmiare un po' di soldi sulle bollette | |
LA MUFFA
E' uno dei problemi più ricorrenti. Si forma a causa di ponte termico, fra caldo e freddo perchè le mura non sono adeguatamente isolate.
La vera soluzione è il capotto termico (vedi sotto e descrizioni nella scheda edilizia professionale), ma ve ne possono essere altre:
- cartongesso accoppiato
- ciclo antimuffa (consiglio Capatox e Indeko W) | |
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