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| COMMENTI PERSONALI A FATTI DI POLITICA E COSTUME |
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INDICE
- buon anno? speriamolo! 5.01.11
- estradare...non estradare... 6.01.11
- la difficile ripresa. 10.01.11 | |
LA DIFFICILE RIPRESA
(11.1.11)
Riparte veramente da oggi il nuovo anno, perchè è da oggi che tutte le attività riprendono a marciare al solito ritmo.
Mi chiedo anzitutto se vacanze così lunghe abbiano giovato a chi le ha potute, volute o è stato costretto a farle. Sì, perchè c'è chi ha potuto e chi ha voluto fare le vacanze (dal 23 dicembre ad ieri) e chi è stato costretto a fare vacanza. Chi ha potuto e voluto mettersi a riposo (lavoratori dipendenti ed autonomi) si sarà organizzato per riprendere forze e programmare l'attività del 2011; chi è stato costretto (dipendenti che l'azienda ha messo in ferie a causa del poco lavoro) ritorna sul posto di lavoro con la grande incognita di come sarà il 2011, interrogandosi se, a fine anno, sarà ancora in questo posto di lavoro. In ogni caso penso che vacanze così lunghe non abbiano giovato a nessuno.
I dipendenti delle scuole (e quindi gli alunni) dopo un così lungo periodo di vacanza sono arrugginiti e ci vorrà un'altra settimana per iniziare a carburare. Idem dicasi per tutti coloro che sono rimasti fermi 17 giorni senza pensare al lavoro. Tutto questo non giova alle persone, prima che al lavoro ed all'economia. Il tema andrebbe affrontato in modo brutale: le ferie sono un diritto, ma non un dovere. Perchè nella riforma scolastica non si sono affrontati i temi delle vacanze? Se i nostri ragazzi avessero ripreso la scuola il 28,29 e 30 dicembre e il 4 e 5 gennaio, avrebbero avuto qualche nocumento? Gli insegnanti non si sarebbero riposati a sufficienza?
In sostanza: se si fosse lavorato in questo periodo o si potesse lavorare nel sacro periodo ferragostano senza bloccare inutilmente i normali ritmi in nome di miti intoccabili come quello dello ferie, cambierebbe qualcosa?
No. Non cambierebbe nulla. Le ferie si spalmerebbero durante l'anno e tutti ci abitueremmo ad essere più attenti al nostro modo di vita che, prima che festaiolo, deve essere festivo.
La rirpesa è difficile, ma non solo per le lunghe vacanze.
E' difficile per l'economia che anche quest'anno non girerà. Anche Tremonti ha dovuto ammettere che non siamo in ripresa. Del resto i facili ottimismi governativi berlusconiani si scontrano con chi ogni giorno sempre più riesce difficilmente a mettere assieme pranzo con cena.
Non sarà un anno facile. I crediti si riducono sempre di più. I saldi di fine stagione non stanno dando soddisfazione ai commercianti e la gente si sta rifugiando in un solo bene: il ristorante. Fra poco cederanno il passo anche i ristoranti a favore dei bar che si stanno sempre più organizzando con gli aperitivi "happy hour". Ma anche qui...sarà difficile reperire 5 euro per l'aperitivo.
Che fare?
Tornare all'austerità di un vivere rispettoso dell'ambiente, dei consumi e, quindi, di se stessi.
Inutile cambiare la TV se non serve, superfluo cambiare l'auto per essere alla moda, inutile cambiare la cucina e superfluo prendere le scarpe all'ultima moda. L'elenco potrebbe continuare ed ognuno può esemplificare secondo la propria esperienza.
Il concetto è che il consumismo ci ha portato a questo punto arricchendo chi ha saputo sfruttarci creandoci necessità che ci hanno solo svuotato il portafogli. | |
ESTRADARE...NON ESTRADARE...
(6.01.11)
La vicenda di Battisti ci lascia l'amaro in bocca.
Il 4 gennaio il nostro presidente del consiglio ha fatto la sua ultima stupidissma uscita: ha detto che saremo duri nel chiedere l'estradizione di Battisti, ma che i rapporti con il governo brasiliano sono saldi e che l'amicizia deve durare. Gli ha fatto eco il suo ministro della difesa La Russa il quale, facendo una cronistoria ad usum delphini, ha chiosato che il Brasile, essendo comunista, ha dato asilo politico ad un terrorista rosso, mostrando così di non capire nulla di elezioni democratiche (in Brasile ha vinto il partito dei lavoratori con elezioni democratiche) e di leggi internazionali.
Il mio parere è che Battisti debba essere estradato e giudicato e condannato in Italia. Il Brasile farebbe un gesto di alto spessore politico se non s'opponesse all'estradizione. Mostrerebbe rispetto verso una nazione democratica che ha delle leggi democraticamente approvate; sancirebbe il principio per cui nessuno può considerarsi perseguitato politico da un paese democratico; lancerebbe un messaggio di pace internazionale perchè chi delinque uccidendo per ragioni politiche (che personalmente può considerare nobili) deve sapere che non può trovare asilo da nessuna parte.
Ma per fare queste cose bisognerebbe che gli uomini politici fossero statisti e non mi sembra che Berlusconi, La Russa e Lula lo siano. Tutti costoro debbono tenere buono il proprio elettorato per mantenere il potere. Lula ha bisogno di consenso (e il consenso gli viene anche da chi simpatizza per il terrorismo di sinistra), Berlusconi prima che alla politica guarda gli affari. Suoi e dei suoi elettori che in Brasile hanno interessi economici e con il Brasile stanno intessendo rapporti d'affari.
Battisti, quindi, è solo una pedina di uno scacchiere ben più grande (non per questo importante).
Qualche giornalista ha ipotizzato che adesso ci buttano in pasto Battisti come prima ci hanno buttato in pasto Boffo, Montecarlo, le escort ecc.ecc. così parliamo di questo e non ci accorgiamo che l'economia va a rotoli.
Mi sembra una baggianata: non credo che gli italiani si scannino per far rientrare o lasciare Battisti dove si trova. Chi lo fa sono quei quattro gatti capitanati dalla Santanchè che non perde occasione per mettersi in mostra e governati da quattro sinistri che non perdono occasione per dire che il governo deve cadere.
Il resto degli italiani rimane con l'amaro in bocca per una vicenda che ha segnato pesantemente e cruentemente il nostro paese e che non accenna a chiudersi definitivamente. | |
UN BUON ANNO? SPERIAMO!
(5.01.11)
I botti di fine ed inizio d'anno sono finiti, ma non finiranno quest'anno altri botti che ci accompagneranno per dodici mesi.
Il primo botto è quello della politica. La maggioranza è divisa in almeno tre comparti: quel che resta del PdL, quel che resta dei nanetti del PdL e le colombe del FlI. Quel che resta del PdL cerca ossigeno per sopravvivere fino a fine legislatura, i nanetti si danno da fare per procurare ossigeno e i moderati finiani non sanno che pesci pigliare. Il botto arriverà con la Lega. A Bossi non interessa il bene del paese, ma il suo giocattolo che ha chiamato federalismo. Non sa nemmeno bene neppure lui come funzioni il giocattolo, ma, come un bambino capriccioso, lo vuole a tutti i costi e quindi, approvata la legge, insisterà per il ricorso alle urne. E il botto sarà forte: Berlusconi arriverà all'appuntamento come un leone ferito e, pur non avendo vita facile, ce la farà ancora non tanto per merito suo quanto per l'imperizia dei cacciatori.
Il secondo botto è quello dell'economia. Una bella notizia (lo so che canto fuori dal coro) è che l'inflazione sta salendo. Non è una bella cosa, ma è indizio di ripresa economica. Meglio l'inflazione della deflazione o della stagnazione. Ma l'economia è una macchina complicata: è fatta di denaro, di investimenti, di mercato del lavoro, di pagamenti puntuali, di ricerche di mercato. Tutte cose che un po' ci sono e un po' non ci sono in questo nostro paese e, quando ci sono, spesso sono gestite male.
Il terzo botto verrà dai giovani. Studenti universitari e giovani lavoratori hanno capito due cose: il loro futuro è nelle loro mani (per fortuna che l'hanno capito) e che la loro protesta può essere ascoltata. Non essendo più disposti a delegare agli altri il loro futuro, i giovani saranno una forza che potrebbe essere positiva se ben gestita, ma potrebbe essere espolosiva se lasciata a se stessa. Il mio parere è che i giovani non saranno coinvolti e quindi diventeranno più che un botto, una bomba.
Il quarto botto ce lo daranno i "non dipendenti". Artigiani, piccoli commercianti, lavoratori autonomi non ne possono più da un bel po' di tempo. Sono vessati da leggi, leggine e norme che li stritolano e che cambiano con la rapidità con cui il tempo dal brutto volge al bello e sono stanchi. Ieri un artigiano mi confidava che se le cose vanno avanti così, chiude e lavorerà in nero. I "non dipendenti" non faranno le barricate, semplicemente si faranno i fatti loro, fregandosene degli altri e di una politica che li lascia, da sempre, soli.
Sarà un buon anno?
Speriamolo! | |
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