DIALOGO CON CHI MI VISITA
(indirizzo e-mail: miragoli@hotmail.it)
7. SULL'IMMUNITA'

Caro sig. Ernesto,
...che ne pensa del discorso sull'immunità ai politici?
Salvatore (da L'Aquila)

Caro Salvatore,
ne penso nei termini in cui ho già scritto qualche mese fa. Angelino Alfano ci tormenta con la solita espressione in bocca a tutti i politici:"In nessun paese moderno..."
Delle due, l'una: o Alfano è disinformato (e allora è preoccupante) o è informato e mente sapendo di mentire.
In nessuna democrazia esiste immunità per il presidente del consiglio. L'immunità è prevista per i parlamentari perlopiù solo per reati di opinione, ma non per ministri e massime cariche dello stato. Ne sanno qualcosa gli ex presidenti USA Nixon e Clinton.
Per venire al nostro problema (che ci ha creato Berlusconi): a me sta bene che il Presidente della Repubblica, del Senato, della Camera e del Consiglio siano immuni "durante munuere", ma, allo scadere del mandato non possono essere giubilati senatori a vita, non possono ricandidarsi, non possono fare nulla, insomma, se non presentarsi ai giudici e mettersi sotto processo come qualunque cittadino.
6. DOMANDE BREVI E RISPOSTE BREVI

In questo agosto ho ricevuto molte lettere su vari argomenti. A tutti ho risposto personalmente, ma qui voglio sintetizzare qualche tema.

1.LA LEGA NORD
- Simone mi ha scritto dicendomi che sbaglio il mio giudizio sulla Lega e sostenendo che è l'unica forza popolare e politica seria.
- Ho risposto che non credo ad un solo progetto della Lega di Bossi. Non credo al federalismo così come lo prospetta, non credo che abbia un progetto politico. Riconosco un demerito: arruffare il popolo come seppe fare Mussolini nel dopoguerra '15-'18.

2. LA CRISI DELLA CHIESA CATTOLICA
- Marcella mi chiede un giudizio: la chiesa cattolica ce la farà ad uscire dalla crisi? Si riferisce all'abbandono della pratica religiosa, alla pedofilia, ai movimenti di destra e di sinistra che confliggono nel suo interno.
- Ho risposto: la chiesa cattolica ce la farà perchè nonostante i papi, i cardinali, i vescovi, i preti e tutti quelli che pretendono di parlare a nome di Cristo e di essere gli interpreti della sua volontà, ha dentro di sè la carica di un mistero che è la forza dello Spirito che Gesù ha lasciato come dono.

3. FINI E IL PDL
- Mario, Simone, Roberta e Marco mi chiesero a raffica pareri sulla crisi del PDL, essendone tutti convinti elettori.
- Ho risposto che ringraziavo per la richiesta di un parere proprio a me che al PDL non ho mai creduto, ma che sono convinto che il PDL non finirà subito. Finirà fra qualche anno, ma non subito. La crisi c'è stata per ragioni di potere e non di principio. Siccome il partito non è nato su basi ideologiche, ma di interesse, fino a quando ci sarà l'interesse di tutti coloro che possono salvaguardare il proprio interesse...il PDL non finirà
5. LA COMUNIONE AI DIVORZIATI

Caro Ernesto...la domanda è semplice, ma complicata: un divorziato può ricevere la comunione eucaristica se è un cattolico fervente? Tu come ti saresti comportato?
Lorenzo.

Caro Lorenzo,
ho sintetizzato la tua lettera.
La domanda non è semplice e la risposta è complicata.
Parto dalla seconda domanda: se fossi stato nel ministero e mi si fosse presentata a ricevere la comunione una persona che conosco molto bene e che so divorziata e risposata, avrei dato la comunione in base ad un principio al quale mi sono sempre attenuto:de internis praetor non curat.
Detto questo vado per sintesi:
1. il problema della comunione ai divorziati risposati è già stato risolto dalla legge canonica: se il divorziato è coniuge innocente e non si è risposato (oppure vive con una persona, ma "more uxorio" bensì "tamquam frater et soror") può ricevere la comunione.
2. Quanto esposto al punto n. 1 vedi bene che è una somma ipocrisia perchè se non hanno rapporti sessuali sono puri, se li hanno fanno schifo.
3. Come regolerei le cose. Deve rimanere il principio dell'indissolubilità matrimoniale (chi si sposa in chiesa, ma prevede il divorzio nel proprio matrimonio commette un falso nel sacro) unito al principio della propria coscienza.
Passare da un partner all'altro con molta disinvoltura (tipica della nostra società) e pretendere che si sia in comunione con il mistero di Dio, mi sembra un modo molto pilatesco di gestire la propria vita spirituale. Non è il prete o il papa che ti deve giudicare, ma Dio. E Dio, attraverso Gesù, ha posto come fondamento per un cristiano il matrimonio indissolubile.
Se succedono incidenti di percorso, prima che con il prete, i coniugi se la devono vedere con la propria coscienza.
3. Casi clamorosi: Berlusconi, Mara Venier ecc. Mi citi questi casi, ma questo non mi sconvolge. Il problema la chiesa non se lo deve porre perchè ci sono dei notabili che lo pongono, ma per il bene di tutti i credenti. E il problema va risolto come al punto n.2.
4. Su tutte le leggi esiste il primato della coscienza che deve essere formata alla luce della Parola di Dio,per chi è credente.
4. LA SINDONE

Caro Ernesto,
andrai alla ostensione della Sindone a Torino? Cosa pensi di questo lenzuolo che avvolse il corpo di Cristo? Io mi sto organizzando con la parrocchia di S.Maria qui a Teramo, ma non trovo molti partecipanti.
Michele - Atri.

Caro Michele,
la Sindone l'ho già vista 4 volte: tre volte quando ero nel ministero ed una volta quando portai la mia famiglia. Non andrò la quinta volta a meno che me lo chiedano i miei.
Della Sindone penso solo che sia un modo per riflettere sulla passione di Cristo. Che quella reliquia non sia autentica è strapacifico per tutti, credenti e non credenti. Fu sottoposta più volte, per volere di cardinali Pellegrino, Ballastrero, Saldarini, vescovi di Torino, agli esami del Carbonio 14 e risultò un falso mediovale, come il velo della Veronica ecc. Se la mettiamo sul piano della fede e cominciamo a recriminare sulla chiesa che ci fa credere alle reliquie, non ne veniamo più fuori. Anzitutto la chiesa gerarchica non ci obbliga per fede a credere alla reliquie. Siamo noi creduloni che pensiamo che la nostra fede stia in piedi con il dito che San Tommaso infilò nel costato di Cristo, con il latte della Madonna, i dentini da latte di Cristo, i chiodi della croce (ce ne sono almeno una ventina in giro per il mondo), le spine della corona (anche qui:saranno una 50ina) e via elencando.
In sintesi: se non hai mai visto la Sindone ti consiglio di andare a Torino e di non porti il problema della sua autenticità, ma di cogliere l'occasione per riflettere sul dono di un Dio crocifisso per SOLO amore per l'uomo.
3. SULLA PAR CONDICIO

Gentile Ernesto,
una perplessità: non ha mai detto una parola sulla violazione della legge sui talk show. Non pensa che chiudere i programmi con il motivo delle elezioni sia una violazione dei diritti di tutti i cittadini?
Sono passati tanti anni, non ci siamo più incontrati, ma lei con il suo carisma rimane sempre un punto di riferimento.
Luca

Caro Luca,
grazie per i complimenti che fanno bene quando si va avanti negli anni.
Sul tema mi sono pronunciato molto poco perchè ho molto poco da dire.
I talk show non li seguo quasi più. Porta a Porta ho smesso di seguirlo da quando ho degradato Vespa da maggiordomo a lacchè dopo che ho spento la Tv e me ne sono andato a letto arrabbiato: c'era Berlusconi che, senza contradditorio, aveva portato una scrivania e, dopo aver mostrato quello che avrebbe fatto (ponte sulle stretto, alta velocità, ecc.) ha firmato il contratto con gli italiani (il guaio è che ci sono ancora degli allocchi che gli credono).
Gli altri mi stuccano: tutti gli invitati si parlano addosso e si parlano sopra. C'è un argomento, ma non si riesce mai a capire la sintesi del discorso. Quelli del centro destra sembra che non abbiano opinioni fino a quando non ha pronunciato il verbo il maestro Silvio. Prendi l'ultimo caso, quello delle liste. Un partito serio avrebbe detto:
- su 13 regioni abbiamo sbagliato a presentare due liste
- i nostri uomini hanno sbagliato e chiediamo scusa prima di tutto al popolo italiano che non potrà vedere una seria competizione elttorale, poi ai nostri elettori che saranno impediti ad esprimere il voto.
- ricorriamo al TAR com'è nostro diritto e, se avremo torto, chiederemo ai nostri avversari politici di incontrarci per trovare una soluzione al problema.
Sarebbe stato un comportamento corretto. Invece, no. Prima hanno escluso il ricorso al decreto, poi hanno obbligato Napolitano a firmare e, infine, danno la colpa ai radicali ed ai giudici comunisti. Roba da dilettanti allo sbaraglio da programma "La corrida di Corrado". A volte penso che ci sia qualche laboratorio chimico dalle parti di Arcore dove la sera Berlusconi dice quello che tutti devono dire, il laboratorio sintetizza la cosa in una pillola, l'indomani tutti prendono quella pillola e, dopo averla metabolizzata, parlano come lui.
Vengo al tema.
Secondo me la questione è stata impostata male perchè si è voluto dare ragione a Berlusconi dimenticando che l'anno scorso, per le europee, ci sono stati e due anni prima, per le politiche, ci sono stati e tre anni prima, per le provinciali e comunali, ci sono stati.
Bastava appellarsi a questi precedenti per dire che il problema non si poneva neppure. Ma...contraddire il capo, non si può.
La libertà di stampa è certamente in discussione, ma non per i talk show oscurati. Trovami un giornale che sia veramente libero, dal corrierone in giù.
Trovami un TG, un radiogiornale...libero. Ma...LIBERO!
A me non mancano Anno Zero, Porta a Porta, e Ballarò. Di Anno Zero guardo, qualche giorno dopo, su Youtube, solo l'intervento di Travaglio.
I tempi sono duri, anche se non ci sembra perchè la vita va avanti.
Quando l'invasione berlusconiana finirà, allora si potrà ricominciare.
Grazie della tua lettera.
Ernesto
2. PERCHE'SONO NEGATIVO SU BERLUSCONI
Questa lettera strana a firma di Maurizio che non conosco, mi offre il destro per chiarire un poco il mio pensiero.
Riporto alcuni brani e la mia sintetica risposta.
"Caro Dr.Miragoli
per caso mi sono imbattuto nel suo sito e da qualche giorno lo visito assiduamente. Mi ha colpito la sua ottima cultura e la sua penna libera e felice.... Mi sembra persona moderata e quindi mi chiedo perchè è così negativo su Berlusconi.....Mi chiedo anche perchè sia critico sulla chiesa cattolica...Ci sono dogmi che non si possono negare..."

Caro Maurizio,
- grazie per i complimenti che fanno sempre piacere anche se vengono da uno sconosciuto.
- "ottima cultura": beh...non esageri! La mia è una buona cultura che cerco di tenere aggiornata come posso, compatibilmente ai miei impegni di famiglia e di lavoro.
- "perchè ce l'ho con Berlusconi": le dirò che molti si stupiscono di questo mio atteggiamento. Soprattutto quelli che mi conoscono da molto tempo mi riterrebbero persona con simpatie per il centrodestra. E qui preciso: io NON sono uomo di sinistra perchè NON sono mai stato comunista, nè ho mai simpatizzato per la sinistra che ho sempre criticato. NON sono mai stato neppure di destra. La mia convinzione è che non possiamo far finta di vivere in un mondo prescidendo dal capitalismo, ma non possiamo dimenticare la solidarietà con chi non ce la fa.
Sono contro i disordini, il malaffare e il crimine, ma non credo che si debellino tali cose con il manganello o la comprensione verso i disordinati, i malaffaristi o i criminali.
Berlusconi non è di destra, come non lo sono quasi tutti quelli che oggi si dicono di centro destra. Berlusconi si è messo in politica per difendere i suoi interessi, come fecero buona parte dei vecchi democristiani e fanno molti che si dicono del centro sinistra. Berlusconi, in particolare, è una iattura per l'Italia perchè è un incantatore di serpenti: riesce a far intendere che quel che è un suo bene, è un bene di tutti. E' un ottimo piazzista. Sono solito dire che sarebbe capace di vendere un bancale di Caparama al dr. Longhi che è il Capo di Caparol Italiana. Essere ottimo piazzista non è sinonimo di essere buon governante. Verifichi se qualcosa di quel che ha promesso s'è avverato seriamente e poi mi darà ragione.
- la chiesa. Sono credente e cattolico perchè sento fortemente il bisogno della Trascendenza ed essendo nato in un paese cattolico e così formato, credo e pratico la mia religione che ha dei valori per me fondamentali. Il guaio è che in Italia essere cattolico significa essere ecclesiastico. E qui non mi trovo. Quando ero nel ministero attivo sentivo ogni giorno il rimprovero di Gesù ai farisei:"Imponete pesanti fardelli sulle spalle della gente, pesi che voi non toccate nemmeno con un dito". Così continuano a fare certi preti, certi vescovi che "amano i primi posti nelle sinagoghe ed i primi seggi nelle piazze", ma non condividono nulla con i loro fratelli di fede. Essere cattolici non significa essere clericali.
Mi auguro che il dialogo fra noi continui.
1. SULLA SANTITA' di PAPA WOYTILA

Gentile Ernesto,
mi permetto di scriverle per condividere alcune mie considerazioni nate dopo la lettura dei recenti aggiornamenti sul suo sito.
Saltuariamente mi capita di leggere i suoi scritti su cui talvolta trovo interessanti spunti di riflessione, talvolta invece posizioni diametralmente opposte alle mie, ma che rispetto. Del resto è impossibile essere sempre concordi su tutto e avere lo stesso punto di vista. Credo davvero, infatti, che la ricchezza di una società stia proprio nella diversità di opinioni.
I recenti aggiornamenti sulla sua pagina di Facebook mi hanno portato ai "Fatti di Chiesa" presenti sul suo sito personale.
Potrei e vorrei approfondire diversi articoli ma mi rendo conto che la posta elettronica non sia il "terreno" migliore. Preferisco infatti sempre il "vis a vis", più amichevole e umano, e terreno più indicato all'incontro e al confronto. Mi soffermerò dunque solo su un passaggio-chiave della sua personalissima opinione sulla figura di Papa Giovanni Paolo II:
"FRA 10 ANNI DEL PAPA POLACCO NON SI RICORDERA' PIU' NESSUNO PERCHE' FU SOLO UNA LUNGA, NOIOSA, MEDIATICA, SPETTACOLARE, MA VUOTA METEORA"
Vede Ernesto, non le nascondo che sono rimasto letteralmente stupito da queste sue parole.
Premesso che anche da esponenti del mondo ebraico o musulmano ho sentito straordinarie considerazioni circa la grandezza e lo spessore umano di una figura chiave del nostro tempo come Giovanni Paolo II, trovo comunque umanamente comprensibile che tra i cristiani ci possa essere qualcuno che abbia opinioni differenti.
Anzitutto, non mi permetto di sindacare la scelta del nostro Papa Benedetto XVI circa tempi e modalità della causa di beatificazione del Servo di Dio Giovanni Paolo II.
Questo perché ho piena fiducia nella Chiesa di cui mi sento parte, ho piena fiducia nel Successore di Pietro e ho piena fiducia nell'opera dello Spirito Santo.
Spirito che, anche tra i cristiani, molti vedono come una leggenda metropolitana o una favoletta per bambini ma, lei me lo insegna, "soffia" da duemila anni sulle vite degli uomini. E se puntualmente "soffia" a ogni Conclave donando alla Sua Chiesa il Pastore più indicato per quel momento storico, credo così accompagni anche le sue azioni e scelte.
Del resto, penso, se accompagna anche il Federico (...seppur io sia spesso sordo a quel "soffio"), e ogni uomo di buona volontà, vuole che non guidi proprio Papa Ratzinger?
Diversa invece è la situazione se dovessi amichevolmente manifestare la mia personalissima opinione circa la Santità di Giovanni Paolo II.
Vede, credo che la Santità non consista nel fare cose straordinarie. Ma, come ci insegna Lourdes, consiste nel fare straordinariamente bene le cose ordinarie.
Giovanni Paolo II, Madre Teresa di Calcutta, Ghandi, Martin Luter King, Nelson Mandela, sono esempi di "Santi" nostri contemporanei che, indipendentemente dal loro culto, o dall'essere scomparsi o ancora in vita, hanno amato l'uomo. E hanno visto negli occhi dell'uomo il volto di Dio. A prescindere da tutto. Perdonando e amando proprio dove io stesso farei una fatica pazzesca.
Per un laico sono esempi da seguire. Per un cristiano sono Santi già qui in terra, indipendentemente dalle scelte della Chiesa.
E chissà quanti Santi a noi sconosciuti, figli della silenzio, sono conosciuti a Dio!
Le scrivo questo perché io stesso, che in quella Piazza San Pietro che piangeva Giovanni Paolo II c'ero, ho visto coi miei occhi conversioni e testimonianze da scrivere libri interi. Situazioni non frutto della suggestione o della commozione generale del momento, ma vite stesse cambiate.
Lei ha usato diversi aggettivi qualificativi per commentare quella che chiama "meteora" del Papa polacco.
Copio da Wikipedia: "Una meteora è un frammento di cometa o asteroide che entrando all'interno dell'atmosfera terrestre si incendia a causa dell'attrito. E' chiamata comunemente stella cadente".
Vede Ernesto, non poteva usare un termine migliore. E le spiego perchè.
Papa Wojtyla è stato davvero un dono celeste (non per il colore, ma proprio per la natura di Chi l'ha mandato). E' stato una "cometa" nelle vite degli uomini come quella assai più famosa di Betlemme che non cercava il proprio vanto dinanzi ai Magi e ai pastori, ma aveva a cuore solo una cosa: condurli al Bambino.
Da "cometa" Giovanni Paolo II è entrato proprio nell' "atmosfera terrestre" come Vicario di Cristo per tutti gli uomini, "incendiando" le vite di chi ha avuto il cuore pronto per ascoltare l'annuncio del Suo Maestro.
E anche di "attriti" ce ne sono stati parecchi. Ma Giovanni Paolo II è andato oltre anche a quelli, come fece anche Gesù, tradito proprio da Giuda, uno dei Dodici, dicendo: "Quello che devi fare fallo al più presto". Ma proprio quest' "attrito", che sappiamo bene a cosa ha condotto, è anticipo di quella Resurrezione che Wojtyla stesso annunciava.
E Giovanni Paolo II è stato anche "stella cadente", perché minato in quella malattia mai nascosta, ma testimoniata come totale affidamento a Cristo. Cadente nel fisico, ma mai nello spirito e nella mente.
Arrivo ora ai suoi aggettivi.

Meteora LUNGA
Verissimo, e ringrazio Dio per la lunghezza di quel Papato. Sa, noi 30enni che di primo acchito identifichiamo visivamente la figura del Papa proprio con Wojtyla (del resto, come darci torto?), abbiamo fondato e costruito le nostre coscienze proprio alla luce della testimonianza e dell'esempio di quell'uomo venuto da molto lontano... Grazie ai quei quasi 27 anni sul soglio Petrino oggi un regime totalitarista come il comunismo non esiste più. Molti analisti mi smentiranno, ma resto fermamente convinto che senza Wojtyla lo scacchiere internazionale oggi sarebbe assai diverso. Questo basta per giustificare Dio nell'aver concesso a Giovanni Paolo II di condurre il mondo nel terzo millennio;

Meteora MEDIATICA
Altrettanto vero. Mai nessun Papa sino ad allora ha avuto a disposizione così tanti media che parlassero di lui. E, aggiungo, attraverso lui di.. Lui: Gesù Cristo. Sono certo che se il tempo di Cristo sulla terra fosse quello attuale, anch'Egli userebbe ciò che la tecnologia e il progresso oggi offrono. Anche Gesù avrebbe il Suo sito, o la Sua paginetta su Facebook, proprio come lei e me Ernesto. Sarebbe mediatico anche Lui, proprio perché grazie a questi media si crea dibattito e confronto (e il nostro lo dimostra, no?).
Negli anni passati, inoltre, ricordo alcuni programmi televisivi che la ospitavano, nei quali ha avuto modo di esprimere il suo parere e la sua personale testimonianza circa il matrimonio dei sacerdoti: anche questo è un uso mediatico dei mezzi di comunicazione, non trova?

Meteora SPETTACOLARE
Concordo. Lo spettacolo sa quale è stato? Quello di 2.000.000 di giovani, tra cui il sottoscritto e sua moglie, alla Giornata Mondiale della Gioventù di Roma. Megaraduni, le GMG, spesso criticate anche da esponenti di Chiesa, da laici o da chi sminuiva la forza morale dei cosìddetti giornalisticamente "Papaboys". Ma hai mai vissuto una GMG Ernesto? I suoi figli hanno mai avuto il piacere di viverla? Mi creda, se il cuore è sintonizzato sulla frequenza giusta, non c'è nulla al mondo di più bello che vedere milioni di persone che chiedono a un vecchio nonno vestito di bianco: "Parlaci di Gesù...". Se non è uno spettacolo questo...!

Meteora VUOTA e NOIOSA
Ecco Ernesto, è proprio qui che mi ha lasciato l'amaro in bocca... Perché da lei mi sarei aspettato una scelta lessicale meno scontata.
Tutto si può dire del Papato di Giovanni Paolo II, ma non che sia stato vuoto e noioso. Perché, vede, non è mai noioso testimoniare Gesù. Non lo è per un laico come me che ha deciso di farlo con la musica, figuriamoci per un sacerdote. E lei Ernesto potrebbe solo insegnarmelo. Tanto per la sua esperienza di sacerdote, quanto per quella di marito e padre di famiglia che parla ai suoi figli di Gesù.
Riguardo l'aggettivo "vuoto", lascio la parola alla profondità delle Encicliche di Giovanni Paolo II. Che parlano meglio di mille mie parole e possono colmare qualsiasi vuoto.

Infine, le posso confidare che per ben due volte ho chiesto l'intercessione di Giovanni Paolo II, recandomi anche appositamente sulla sua tomba:
- la prima occasione fu nel 2006, per chiedere mediante appunto il suo sostegno, la guarigione da un tumore per la mia ragazza, operata due volte in quattro mesi. Se oggi è mia moglie significa che anche dal Cielo hanno non solo guidato la mano dei chirurghi, ma sono andati oltre... ;
- la seconda occasione risale allo scorso Agosto, quando è stata chiesta l'intercessione di Giovanni Paolo II per allargare la nostra famiglia. Come lei sa Wojtyla era molto devoto alla Divina Misericordia e a Suor Faustina Kowalska (ed è anche salito al Cielo proprio quando ricorreva la solennità della Divina Misericordia). Ci si è affidati così proprio al nostro Papa attraverso la Novena alla Divina Misericordia... Lo scorso 7 Settembre abbiamo scoperto di essere in 3, e ho il piacere di dirvi che i Colombo... diventano finalmente nonni!
Se mancassero esempi o testimonianze circa la santità di Wojtyla, devono solo farmi un fischio: e parto io per Roma con la storia delle nostre vite...
Ultimissima sensazione a pelle: mi creda Ernesto, non basteranno 10 anni a far dimenticare un grande uomo e un grande cristiano come Wojtyla.
Forse non basterà questo primo secolo degli anni 2000... Sono certo che il vento che sfogliava le pagine del Vangelo sul feretro di Giovanni Paolo II in quella Piazza San Pietro gremita per l'ultimo saluto, soffierà ancora a lungo... e forse, in fondo in fondo, è proprio quello che sta soffiando oggi fuori dalle nostre finestre...
Caro Ernesto, questo è tutto.
Federico

Caro Federico,
ti ringrazio della visita e, premessi gli auguri non di rito a te, tua moglie, Riccardo, mamma e papà, passo a rispondere alla tua gradita lettera.
Per quanto riguarda i punti di vista diversi, come ben tu scrivi, è arricchimento reciproco.
Riguardo a papa Giovanni Paolo II, ti dirò che è da tempo, molto tempo, fin da quando ero ancora nel ministero, che il mio personale giudizio è negativo.
Quando fu eletto, le seguii con molta attenzione ed entusiasmo al punto che la sua foto fu l'immaginetta di memoria della mia prima messa.
Poi, quasi subito, ebbi a ricredermi.
Vado per punti.
1. Fu pubblicato il suo libro sul matrimonio, Amore e Responsabilità. Lo comprai, lo lessi e, con stupore, mi accorsi non solo che era una raccolta di sue lezioni che aveva fatto all'Università di Cracovia, ma anche una pedissequa ripetizione di concetti teologici e filosofici che non erano nulla di nuovo. Di più. Mi capitò di sapere che il suo entourage aveva fatto pressione perchè il libro fosse pubblicato e opportunamente pubblicizzato. Ma fu una delusione che passò presto.
2. Con la parrocchia di Breccia andammo a Roma e - siccome avevo un amico in Vaticano - mi adoperai perchè avessimo posti importanti al passaggio del papa. Così fu. Lo osservai a lungo: sembrava pago di se stesso per il bagno di folla. Ma anche qui...mi colpevolizzai per la mia posizione sempre critica su tutto.
3. Quando nacque il rapporto con Paola (che vivemmo drammaticamente) pensai - in accordo con un cardinale tuttora esistente - di rivolgermi al papa per dare la nostra disponibilità a vivere un'esperienza controllata di sacerdozio uxorato. Conservo ancora la lettera di risposta: due righe scritte dal suo segretario che rispose che il papa si atteneva alle disposizioni della CEI. Se ti interessa saperlo: mi rivolsi alla CEI, colloquiai con Ruini, dopo un po' mi arrivò una lettera di Ruini che diceva che per quanto riguarda l'argomento di mio interesse, la CEI si atteneva alle disposizioni del Vaticano. E qui il papa mi sembrò proprio un po' menefreghista.
4. Vengo alla mia definizione di meteora vuota e noiosa.
Premesso che il mio giudizio sarà certamente smentito dalla storia, devo dire che il pontificato di Giovanni Paolo II è stato un po' pieno di vuoto. Tu accenni alle giornate della gioventù. Bene. Sono d'accordo che sono state una grande intuizione pastorale. Ma...Federico...ci vedi qualche frutto? Non parlo del bene che possano aver fatto a te, tua moglie, agli amici...parlo del bene che possono aver fatto all'evangelizzazione. Quali sono stati i frutti nella chiesa universale di queste giornate? Conta i milioni di giovani che vi hanno partecipato e poi guarda le nostre Eucaristie quotidiane e domenicali, la nostra capacità di evanglizzazione quotidiana, il nostro "essere seme che cade nella terra per dare frutto", il nostro "essere luce sul moggio". Convieni con me che siamo sempre più spenti, più lontani dal messaggio autenticamente evangelico?
Un pontificato che è stato anche noioso. La storia della chiesa ci insegna che tutti i pontificati lunghi sono anche noiosi, ma questo per me è stato noioso perchè ho visto un papa che ha saputo solo ripetersi. Non mi riferisco agli ultimi anni in cui, come si sa, non stava bene e le cose erano gestite in primis da don Stanislao e poi da Sodano, ma al suo essere capace di catalizzare al momento l'attenzione con messaggi forti ed importanti che poi non avevano riscontro.

Tu scrivi che eri in quella piazza dove hai visto gente piangere. Ti posso dire che io, estimatore di Paolo VI, ero nella stessa piazza e in San Pietro nei pressi del letto di morte e vidi anche allora gente piangere. La folla, Federico, è facilmente emozionabile. Scusa il paragone (si parva licet componere magnis, si direbbe in latino): anche quando lo squilibrato Tartaglia colpì Berlusconi c'era gente che piangeva.

Mi piace che credi nella santità come capacità di fare bene e con spirito di fede le ordinarie cose quotidiane come seppero fare le persone che tu hai citato.
E in questo auguro a Giovanni Paolo II di aver fatto bene, ogni giorno, per tutti gli anni del suo pontificato, le cose ordinarie e straordinarie che Dio l'ha chiamato a compiere. Ecco perchè se papa Ratzinger ha firmato il decreto del caso, lui che lo conobbe così bene, l'avrà fatto certo che papa Woytila lo meriti.
Io penso che sia la storia e non l'onda emotiva a giudicare se debba guadagnare l'onore degli altari.
Se è già nella pace di Dio e può intercedere per noi presso di Lui (come mi scrivi ha fatto per te), che c'importa se una chiesa di uomini lo proclami santo o no? Non è la chiesa di uomini che deve giudicare, ma Dio. Gli uomini come il papa possono sbagliare, i poveri "cristi" come un quidam de populo come il sottoscritto, possono scrivere fesserie...è Dio che sceglie.
Gli uomini di chiesa fecero santo il card. Bellarmino (e adesso si vergognano d'averlo fatto) e condannarono al rogo Giovanna d'Arco (e poi la santificarono).
Troppa fretta, caro Federico, soprattutto se dettata dall'onda emotiva...non giova a nessuno, nemmeno alla persona che si vuole beneficiare.

Tu hai un'esperienza positiva e gratificante del rapporto con Giovanni Paolo II. Io no. Tu lo preghi. Io no. Tu pensi che abbia segnato postivamente la chiesa del nostro tempo. Io no.
Entrambi, però, crediamo nel Dio di Cristo e nel suo Spirito che supera le contigenze di una storia che è ancora cronaca.

Complimenti per la gravidanza e tanti auguri a tua moglie perchè sia una bella gravidanza senza troppi problemi.

Ancora un saluto ed un abbraccio a tutti voi
contatore visite