BICICLETTA
L’ALTRO MODO DI MUOVERSI IN CITTA’
IL CASO DI LIVORNO
Indagine sul territorio resa possibile per l’apporto di volontari di.
- Triglia in Bicicletta;
- W.W.F. – sezione di Livorno;
- U.I.SP. – Lega Ciclismo.

Luciano chirici
*
Luglio
2000
* (coordinatore del Comitato Tecnico dell’Associazione Italiana delle Città Ciclabili – A.I.C.C. e Presidente della “ Triglia in Bicicletta “ l'Associazione Livornese di Amici della Bicicletta aderente alla FIAB - Onlus)
SOMMARIO
Analisi dei dati presi a campione.
Punto 4 – Viale Carducci- Cisternone.
Nella prima
settimana di Giugno, la “Triglia in Bicicletta”, L’Associazione Livornese
di Ciclisti Urbani ha provveduto,
con la valida collaborazione dell’UISP
e del W.W.F., ad effettuare un censimento
dei cittadini livornesi che
usano la bicicletta per i loro spostamenti
diretti e provenienti dal centro della città.
Questo rilevamento si è reso necessario per confutare lo scetticismo di molti che ritengono la bicicletta un mezzo ludico anziché un mezzo di trasporto di pari dignità con gli altri e per sollecitare l’Amministrazione Comunale a prendere i provvedimenti necessari, quali “ itinerari ciclabili” e “piste ciclabili protette”, nei luoghi in cui il censimento ha evidenziato maggior densità degli spostamenti e la pericolosità degli stessi.
Insieme al conteggio numerico è stato provveduto ad effettuare un’indagine “ a campione” che ha permesso di mettere in evidenza una serie di dati altrettanto importanti sulle motivazioni degli spostamenti e sui desideri dei ciclisti urbani.
E’ da tenere conto che l’indagine riguarda solo gli spostamenti diretti e generati dal centro cittadino, quindi non rileva un’esatta indicazione di tutti gli spostamenti che avvengono in bicicletta a Livorno. In tal senso sarà opportuno che l’Amministrazione Comunale al momento del prossimo Censimento Generale della Popolazione, richieda ai cittadini dati sugli spostamenti generali in bicicletta.
Onde poter fare un confronto con i dati rilevati nel 1998, si è ritenuto di confermare i punti e gli orari, aggiungendo, in sede separata, le rilevazioni riguardanti la fascia che copre l’orario 12,15-14,30 non rilevate allora.
I dati che seguono danno una visione immediata e conclusiva di tutti gli spostamenti avvenuti in bicicletta il giorno 1 Giugno 2000.
|
3 |
Punto 1 Nautico |
Punto 2
Attias |
Punto 3
Magenta |
Punto 4
Cisternone |
Punto 5 Garibaldi |
Punto 6
Domenicani |
TOTALI |
|
|
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
|
|
|
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|
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ENTRANO |
763 |
3247 |
1029 |
1174 |
1302 |
393 |
7908 |
|
ESCONO |
737 |
3663 |
1169 |
1375 |
1296 |
470 |
8712 |
|
|
|
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|
Totali in transito |
1500 |
6910 |
2198 |
2549 |
2598 |
869 |
16620 |
|
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Percentuali |
9% |
42% |
13% |
15% |
16% |
5% |
100% |
|
Posizione |
V |
I |
IV |
III |
II |
VI |
|
(Vedere
la dislocazione sulla mappa - pag. 1)
PUNTO N° 2 -
Attias
Come nel censimento del 1998, continua ad essere il punto più transitato dai ciclisti urbani con 6910 spostamenti nelle 12 ore di rilevamento. (3247 in entrata e 3663 in uscita), il 42% di tutti gli spostamenti in bici da e verso il centro. L’incremento dei passaggi rispetto ai dati del 1998 è stato del 16% in entrata ( tab. 2 col 4 pag. 20) e del 18% in uscita. (tab. 3 col 4 pag.21) -
PUNTO N° 5
– Piazza Garibaldi
Continua ad essere il secondo punto più transitato con 2598 spostamenti (1302 in entrata e 1296 in uscita), il 16% di tutti gli spostamenti con un incremento rispetto al rilevamento del 1998 del 20% in entrata ( tab. 2 pag. 20 col 10) e del 30% in uscita( tab.3 pag. 21 col 10), il più grande di tutti i punti rilevati. E’ da tenere conto che quest’itinerario, che unisce i quartieri posti a Nord –Est, i più popolari della città, non è stato nemmeno inserito nei progetti del nuovo “ Piano del Traffico”.
PUNTO N° 4 - Viale Carducci- Cisternone.
Il punto continua ad essere in terza posizione con 2549 passaggi (1174 in entrata e 1375 in uscita), il 15% di tutti gli spostamenti con un incremento rispetto ai dati del 1998 del 28% in entrata( tab. 2 pag 20 col .8 ) e del 50% in uscita( tab. 3 pag. 21 col.8) . Il punto è inserito in una pista ciclabile costruita dal Comune di Livorno negli anni 1995-96 che unisce la parte Est della città –Stazione Ferroviaria- Ospedale- con il centro ed il porto Mediceo. La pista, comunque, è usata solo dal 75% dei ciclisti che si dirigono verso il centro. L’indagine ha appurato che il 25% dei ciclisti che non la usa viene dalla parte Nord e trova pericoloso inserirsi nella pista a doppio senso collocata a Sud attraversando un viale di circa 25 metri di larghezza, velocemente percorso da mezzi motorizzati e senza attraversamenti sicuri muniti di semaforo sia per i pedoni che per i ciclisti. La percentuale migliora di un poco per l’80% ( tab.9 pag.25 col 3-4-7-8 ) dei ciclisti che escono dalla città usando la pista ciclabile. L’incremento è dovuto dal fatto che, per quanto l’Amministrazione Comunale abbia eliminato la pista ciclabile di Via De Larderel, i ciclisti continuano a percorrere il lato conseguente alla loro direzione mentre Il 20% dei ciclisti, che non la usano, sono quelli diretti nelle strade a Nord del viale che preferiscono attraversare il viale all’inizio, usufruendo del semaforo del Cisternone già corredato di lanterna ciclabile.
PUNTO N°3 – Via Magenta
Risulta sempre in quarta posizione col 13% degli spostamenti corrispondenti a 2198 passaggi con un incremento dell’8% in entrata ( tab. 2 pag.20 col 6 )e del 15% in uscita( tab. 3 pag.21 col 6 ). L’Amministrazione Comunale dovrà tenere conto nei provvedimenti da prendere che 1029 ciclisti nelle 12 ore sono transitati nella stessa via contro il senso di marcia costituito mentre 1169 ciclisti in uscita hanno percorso tale via nel senso naturale di marcia.
Questo punto si pone al quinto posto con il 9% degli spostamenti corrispondenti a 1500 passaggi (763 in entrata e 737 in uscita). Appare strano che in un itinerario diretto e proveniente dai viali a Mare della città verso il centro, uno dei più intensi, i ciclisti lo abbiano relegato in una posizione così bassa. Il punto è risultato l’unico dove gli spostamenti in bici, ragguagliati a quelli del 1998 sono diminuiti rispettivamente dell’8% in entrata ( tab.2 pag. 20 col.2 ) e del 17% in uscita.( tab. 3 pag.21 col 2 )-
Stando sul posto ci si rende conto di quanto coraggio occorra ai ciclisti per transitare in mezzo ad un traffico intensissimo e senza alcuna protezione. Nel periodo dalle 7,30 alle 8,30 è stato provveduto ad effettuare una rilevazione di tutti i mezzi in accesso alla città.La ripartizione modale è stata la seguente:
Pedoni n° 24 - 1%
Biciclette “ 111 - 4%
Moto e motorini “ 1208 - 48%
Auto “ 1180 - 47%
I ciclisti che provengono dal mare percorrono un pezzo di pista costruita sul marciapiede al lato della piazza ma, al momento che questa cessa improvvisamente nel punto più pericoloso, alcuni continuano a transitare sul marciapiede altri preferiscono attraversare la piazza sul passo pedonale e disperdersi nelle vie cittadine secondarie.
E’ risultato nella sesta e ultima posizione con 869 passaggi (393 in entrata e 470 in uscita) con un incremento rispetto la rilevamento del 1998 del 27% in entrata ( tab.2 pag.20 col, 12) e del 30% in uscita ( tab. 3 pag.21 col 12), il secondo incremento percentuale tra tutti i punti esaminati. Forse la scelta dei ciclisti, che provengono dalla parte Nord è quella di preferire il transito in questa zona della città dove una serie di estese pedonalizzazioni ha qualificato uno dei quartieri più belli e storicamente interessanti della città e dove li pone al sicuro dai pericoli di un intenso traffico.
RIPARTIZIONE
MODALE ( Modal Split)
Tabella
8 – Entrate Generali di tutti i veicoli nel centro di Livorno
Estratte
dalla tabella 3- 3 A del Primo Volume “Indagine Diagnostica” del
Piano del Traffico
del Comune di Livorno – Gennaio 1998
|
|
Cod. |
Ubicazion |
Direzione |
7,30 8,00 |
8,00 9,00 |
9,00 10,00 |
10,00 11,00 |
11,00 12,00 |
12,00 13,00 |
13,00 14,00 |
14,00 15,00 |
15,00 16,00 |
16,00 17,00 |
17,00 18,00 |
18,00 19,00 |
19,00 20,00 |
Totali |
|
|
|
|
|
1 |
2 |
3 |
4 |
5 |
6 |
7 |
8 |
9 |
10 |
11 |
12 |
13 |
14 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
A |
5 |
S.Giovanni |
Centro |
197 |
649 |
643 |
767 |
800 |
711 |
572 |
542 |
724 |
711 |
845 |
735 |
716 |
8.928 |
|
B |
15 |
S.Cialdini |
Centro |
270 |
1247 |
1074 |
1213 |
1168 |
961 |
1026 |
1127 |
1409 |
1235 |
1326 |
1250 |
1057 |
14.736 |
|
C |
55 |
Larderell |
P.Repub |
266 |
659 |
709 |
942 |
804 |
765 |
646 |
606 |
755 |
780 |
752 |
949 |
924 |
10044 |
|
D |
185 |
c.Mazzini |
Attias |
154 |
530 |
561 |
542 |
555 |
653 |
518 |
409 |
572 |
655 |
709 |
656 |
730 |
7321 |
|
E |
240 |
v.Marradi |
Centro |
146 |
1001 |
820 |
534 |
482 |
543 |
461 |
374 |
566 |
589 |
661 |
666 |
710 |
7769 |
|
F |
295 |
v.Gramsci |
Centro |
178 |
744 |
682 |
601 |
691 |
728 |
655 |
590 |
635 |
618 |
755 |
833 |
807 |
8787 |
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
Totali |
|
1161 |
4730 |
4432 |
4672 |
4670 |
4530 |
3873 |
3801 |
5192 |
4803 |
5222 |
5322 |
5008 |
56255 |
La cifra delle sole entrate generali delle biciclette di cui alla tabella 7, pari a 7908 passaggi ragguagliati ai 56255 passaggi di sola entrata di tutti i veicoli (tab 8) rappresenta una ripartizione modale pari al 14,2%. Si deve altresì tenere conto che mentre il conteggio delle biciclette si interrompe nel periodo 14,30-15,30. il conteggio di tutte le entrate di cui alla tabella 8 contempla anche quel periodo. Eliminando i passaggi dell’ora corrispondente dei passaggi generali (colonna 8) il numero si riduce a 52454. la ripartizione del mezzo “bicicletta”, in tal caso rappresenta il 15,1 % con un aumento del 3,52 % rispetto al rilevamento del 1998.
Livorno è passata così ad un incremento nell’uso della bicicletta rilevabile nel seguente andamento: 2,3% nel censimento del 1981 , 6% nel censimento del 1991, 11,8% nel rilevamento del 1998 sino al 15,1 % attuale.

Con tali dati la città si pone al sesto posto tra le città Italiane che più usano la bicicletta quale mezzo di trasporto non inquinante.
Il confronto è stato possibile per i dati rilevati dalla Società “DATA BANK” nel Marzo del 2000 nella Regione Emilia Romagna, la regione italiana dove le biciclette sono uno dei mezzi più usati negli spostamenti giornalieri con una media del 18% contro il 7% della Lombardia.
|
|
CITTA' |
ABITANTI |
PERC.
TRANSITO BICICLETTE |
|
1 |
RAVENNA |
135.000 |
27,2 |
|
2 |
FERRARA |
137.000 |
21,2 |
|
3 |
MODENA |
177.000 |
19,2 |
|
4 |
REGGIO
EMILIA |
132.000 |
18.00 |
|
5 |
FORLI
CESENA |
109.000 |
17,6 |
|
6 |
LIVORNO |
165.000 |
15,1 |
|
7 |
PARMA |
170.000 |
14,9 |
|
8 |
BOLOGNA |
403.000 |
11,6 |
E’ da tenere conto che mentre i dati delle città della Regione Emilia- Romagna si riferiscono alla totalità degli spostamenti in bicicletta nel territorio del comune, quelli di Livorno riguardano solo gli spostamenti in bicicletta diretti e provenienti dal centro della città. Per un confronto più esatto occorrerebbe sapere, anche a Livorno, quante persone si spostano in bicicletta nell’intero territorio del Comune.
Insieme al rilevamento “ numerario” delle biciclette, nei punti già esaminati nel 1998, n° 2 -Attias e n° 4 Cisternone si è proceduto ad effettuare un’indagine “a campione” che ci ha permesso di mettere in evidenza una serie di dati altrettanto importanti sulle motivazioni degli spostamenti e sui desideri dei ciclisti urbani.
E’ stato scelto di fare un’indagine non troppo dettagliata in quanto risulta difficile intervistare i ciclisti costretti a rispondere fermandosi in mezzo al traffico. Le domande riguardavano. 1) uso della bicicletta, abituale o saltuario; 2) motivazione dell’uso; 3) tipo di lavoro svolto; 5) età; 6) sesso; 7) origine e destinazione dello spostamento; 8) indicazione ed utilità delle piste ciclabili (con suggerimento dell’eventuale dislocazione). Il questionario è stato consegnato anche in importanti punti di aggregazione delle vita cittadina quali: L’Istituto Magistrale, Le Poste Centrali, Gli Uffici Comunali, il Mercato Centrale ed una fabbrica cittadina.
L’indagine in questo punto ( 7% delle persone transitanti in entrata dalle ore 8,30 alle ore 10,30) ha dato i seguenti risultati:
Lo spostamento avviene per il 95% dal proprio domicilio, solo alcune persone, in particolare commercianti, dichiarano che una parte dello spostamento avviene in auto sino al punto di parcheggio possibile e la seconda parte dello spostamento ( Circa 1,5 km.) con una bicicletta di scarso valore lasciata in zona.
Le zone di provenienza degli spostamenti sono risultate:
- 35% dalla direzione Est - Mare. piazza Matteotti – via Montebello – S.Iacopo ( 2-3 km);
- 32% dalla direzione SUD - Viali Libertà – Fabbricotti – Marradi ( 1,5 Km. ) e dal Quartiere -La Rosa ( 3 Km.);
- 33% dalla direzione EST, Quartieri Coteto – Colline ( 2.5 km.) o dalla zona del Viale Mameli ( 1,5 Km ).
La destinazione degli spostamenti ha dato i seguenti risultati:
- il 51% verso il centro – Uffici ( 500 metri );
- il 21% verso la piazza del Municipio – via Grande ( 800 metri);
- il 16% verso il Mercato Centrale (800 metri)
- il 4 % verso C. Amedo - Cisternone (1,5 Km.);
- il 5 % verso il Porto e al zona Portuale ( 1,5 Km );
- il 3 % verso la zona Nord – Industriale ( 4-5 km.)
(per avere la distanza totale dei tratti percorsi occorrerà assommare i dati prima e dopo il punto di rilevamento).
Gli spostamenti sono risultati per il 69% abituali e per il 31% saltuari, essi avevano i seguenti scopi : il 45% per recarsi al lavoro; il 26% per acquisti, il 29% per il tempo libero.
L’indagine ha anche evidenziato che la categoria dei ciclisti più numerosa è risultata quella impiegatizia col 50 % seguita dagli insegnanti con il 24% e dai liberi professionisti con il 13%. Il 5% sono risultati i pensionati, il 2% gli studenti, il 2% operai uniti con il 2% dalle casalinghe e sempre col 2% dai commercianti. Le caratteristiche dell’utenza sono state prevalentemente di sesso maschile 54% contro il 46% delle femmine ( tab. 10 pag. 26 col 1 e 2 ) mentre il risultato per fasce d’età ha dato le seguenti ripartizioni:
- 2% sino a 20 anni
- 2% da 20 a 30 anni
- 26% da 30 a 40 anni
- 37% da 40 a 50 anni
- 26% da 50 a 60 anni
- 7% oltre i 60 anni.
Risulta quindi prevalente la fascia di età dei 30-50 anni con una percentuale del 63%, oltre la metà di tutte le percorrenze, pure alta è la fascia d’età tra i 50 ed i 60 anni mentre le fasce d’età sino ai 30 anni, evidentemente interessate ad altri veicoli, si ferma al 4% addirittura superata dal 7% degli ultrasessantenni.
Il confronto con i dati del rilevamento del 1998, ha sostanzialmente confermato le caratteristiche dell’utenza ciclistica con un cambiamento nell’uso del mezzo a favore dell’utenza maschile (8%).
PUNTO n° 4 – Viale Carducci-Cisternone
Il risultato dell’indagine a campione del punto 4 ove esiste già una pista ciclabile e dove sono stati intervistati il 10% dei ciclisti transitati dalle ore 8,30 alle ore 12,30 in entrata alla città, ha dato i seguenti risultati:
Lo spostamento avviene per il 93% dal domicilio con alcuni spostamenti dalla zona della Stazione Ferroviaria ove avviene l’intermodalità Treno +Bicicletta ( Solo IL 7%).
Le zone di provenienza degli spostamenti sono risultate le seguenti:
-39% dalla zona Est - Piazza Dante e zona Stazione ( 1,5 km. );
-20% dalla zona Nord- Est – rione Sorgenti ( 2 -3 km.)
-41% dalle zona Ospedale – rione Colline – via di Salviano (1,5 - 2 KM )
Le zone di destinazione sono risultate le seguenti:
- 68% Verso il centro della città (1 km.).- Di questi, una parte ha indicato di recarsi anche oltre sino ai viali sul mare ( 3 –4 Km.)
-17% verso il mercato centrale, quasi tutte donne;
-9% verso la parte Nord – Rione S. Marco ( 1 Km.);
-6% verso Sud- Corso Amedeo. piazza XX Settembre –mercatino Americano (0,5 Km.).-
L’uso della bicicletta ha confermato, come per il punto 2, la scelta abituale dell’uso della bicicletta per l’81% a confronto del 19% che ne fa un uso saltuario.
In controtendenza al punto 2, gli scopi degli spostamenti sono risultati i seguenti:
- 37 % dedicati al tempo libero
- 34% per acquisti;
- 29% per recarsi al lavoro.
Anche in questo punto l’indagine ha evidenziato che la categoria dei ciclisti più numerosa è risultata quella degli impiegati con il 20% degli spostamenti seguita dal 19% degli studenti e dal 19% dei commercianti, le casalinghe sono risultate il 16%, gli operai il 13%, i pensionati il 10% per concludere con un 3% che si sono dichiarati disoccupati.
La caratteristica dell’utenza, puntualmente rilevate al momento del conteggio, ha confermato la prevalenza maschile rilevata anche nel 1998 col 64% contro il 36% delle femmine( tab. 11 pag. 26 col 1 e 2 ). Il risultato per fascia di età è stato il seguente:
- 6% sino a 20 anni;
- 13% da 20 a 30 anni;
- 36% da 30 a 40 anni;
- 32% da 40 a 50 anni;
- 3 % dai 50 ai 60 anni:
- 10% oltre i 60 anni
Anche in questo caso la fascia prevalente di età è risultata quella dai 30 ai 50 anni col 68% dei passaggi mentre, contrariamente al punto 2 , la fascia sino ai 30 anni ha superato col 19% gli ultrasessantenni ( 10%).
In questo punto di rilevamento si è assistito ad un forte incremento, rispetto ai dati del 1998 dell’utenza proveniente dalla zona Ospedale - rione Colline che è salita dal 17% al 41%, forse perché la sicurezza della pista ciclabile ha convinto una utenza che prima percorreva altri itinerari per recarsi in città mentre la diminuzione delle provenienze dalla parte Nord 28% del 1998 contro il 20% di oggi è dovuto alla difficoltà di approccio di cui si è già trattato a pagina 5.-
1° posto Viale Italia –viale d’Antignano 32%
2° posto via Roma (sino all’Attias) 19%
3° posto viale Libertà – Marradi- Ricasoli 13%
4° posto via De Larderel 7%
5° posto Viale Marconi 4%
5° posto Tutte le vie del Centro 4%
6° posto via Garibaldi 3%
6° posto via Grande 3%
7° posto via Galilei – via Magenta –S. Novi Lena 2%
8 ° posto C.Amedeo- c.Mazzini – via Verdi –
Romito- via Gramsci -via Montebello
Zona Stadio – Borgo S.iacopo-
Viale Mameli 1%
Molto interessante e meritevole di essere ricordato è il risultato delle risposte al questionario distribuito in occasione di “Bicincittà”, una manifestazione nazionale organizzata dall’U.I.S.P. Lega Ciclismo in città nel 1998.
In quella occasione le risposte di desiderio date dai ciclisti livornesi, che parteciparono alla manifestazioni furono:
- 1° posto con il 32% delle risposte- “ Circolare in corsie protette dal traffico e dai veicoli a motore”;
- 2° posto col 24% - “Circolare su strade dal fondo non sconnesso “ e, a pari merito, ” Sentirsi tutelato dagli agenti che controllano il traffico “;
- 3°posto con il 18% -“Essere tutelato dagli altri utenti della strada”;
- 4° posto con il 16% “ Respirare aria pulita”;
- 5° posto con il 10% “ Essere considerato un utente privilegiato nelle strade all’interno dei centri urbani”.
Di fronte alla scelta verso il trasporto in bicicletta di una parte notevole di cittadini livornesi , L’Amministrazione Comunale di Livorno , che aveva dato chiari segni di vocazione all’uso della bicicletta al momento delle “ 10 bici blù” del Sindaco Lamberti e nella realizzazione della pista ciclabile tra la Stazione Ferroviaria e il Porto Mediceo nel 1995, non ha corrisposto concretamente per la continuità di questa politica.
Eppure sarebbe bastato un po’ di segnaletica orizzontale e qualche cartello per dare un segno di buona volontà . Il progetto della pista: Piazza Grande- Stazione Marittima che completava integrandola la pista esistente , non è stato realizzato , pur essendo la stessa Amministrazione già in possesso dei cartelli e dei cordoni di plastica., mentre la stessa Amministrazione ha provveduto, molto sollecitamente , ad eliminare il tratto di pista sul marciapiede di via De Larderel , che aveva creato pochissimi incidenti per la commistione tra pedoni e ciclisti ,senza provvedere tempestivamente alla realizzazione , magari in un primo momento provvisoria, di una pista alternativa che proteggesse i 2549 cittadini che percorrono quella strada , come si è rilevato dal conteggio.
E’ pur vero che la Regione Toscana ha prescelto Livorno tra le città Toscane meritevoli dei contributi previsti dalla legge 366 del 1998 ,ma osservando i progetti presentati e le realizzazioni si nota quanta trascuratezza è stata usata nei confronti della mobilità ciclistica.
Nel progetto di ristrutturazione del viale Italia non è stata prevista una pista ciclabile e ciò è facilmente controllabile nel tratto già costruito davanti all’albergo Palazzo. Forse i progettisti avevano previsto che la viabilità ciclabile potesse integrarsi pacificamente con quella pedonale. Tutte le esperienze Europee nel settore dimostrano l’errore di tale concetto .Le velocità di spostamento sono diverse e diversa è la maniera di muoversi dei pedoni in aree a loro destinate; inoltre , in caso d’incidente fra pedone e ciclista , la Giustizia Italiana considera la bicicletta un veicolo a tutti gli effetti, da qui l’opportunità di una sede riservata , sottratta alla circolazione dei pedoni e opportunamente segnalata. Non si riesce a capire , inoltre, perché l’Amministrazione Comunale che è stata molto severa per la commistione tra ciclisti e pedoni in via De Larderel non ha ritenuto altrettanto grave lo stesso fenomeno sul viale Italia.
Anche la ristrutturazione dei giardinetti sul viale d’Antignano non ha previsto e non ha realizzato una pista ciclabile come in tutte le strade cittadine in via di manutenzione straordinaria dove l’art. 10 della legge 366 del 19 Ottobre 1998 testualmente recita “ nelle strade di nuova costruzione come nel caso di manutenzione straordinaria di quelle esistenti l’obbligo di realizzare le piste ciclabili adiacenti”.
Nell’ultima dichiarazione ,sul giornale Il Tirreno , da parte dell’Assessore alla Mobilità si nota che la progettazione della nuova pista tra Ardenza-La Rosa ed il Centro cessa in piazza Matteotti da dove i ciclisti , per recarsi in centro debbono spostarsi verso via Marradi ,con buona pace dei 2700 ciclisti che percorrono quotidianamente la via Roma sino all’Attias ( di cui la metà ,circa 1300, contro il senso di marcia attuale dei veicoli).
La via Roma , tra l’altro, ha una sezione stradale in carreggiata di metri 9,15 , sufficiente per un senso unico ( circa tre metri ) ,per la costruzione di due piste ciclabili nei due sensi di metri 1,20 ciascuna e per la sosta dei veicoli ai due lati dei marciapiedi , di due metri , con una riduzione di appena cm 25 degli stessi.
E’ da notare che , nei desideri dei ciclisti, il Viale Italia e la via Roma sono risultati nei primi due posti nella scelta della costruzione delle piste.
La costruzione di una pista ciclabile , diretta tra “ Fiorentina” e la piazza della Repubblica , il secondo punto di transito per importanza degli spostamenti dei ciclisti non è stata nemmeno prevista nei progetti presentati dall’Amministrazione Comunale. Eppure basterebbe allargare la pista riservata ai mezzi pubblici di metri 1,50 per mettere un po’ più di tranquillità ai 1174 ciclisti che si dirigono ogni giorno verso il centro.
Così come non si è provveduto alla costruzione di una pista ciclabile nelle via Magenta da piazza della Vittoria a via E. Rossi ; bastava spostare il parcheggio di metri 1,20 verso il centro della carreggiata per mettere in sicurezza i 1029 ciclisti che la percorrono ogni giorno contro il senso unico di marcia.
Da parte degli Amministratori , spesso si sente affermare che “ il motorino” è stato l’elemento che è riuscito a moderare l’abuso dell’automobile nel traffico cittadino. In Italia questo ha corrisposto ad una effettiva realtà contrariamente al resto dell’Europa dove la bicicletta è stata l’elemento di moderazione e dove ormai rappresenta il 50% di tutti i movimenti sotto i cinque chilometri.
E’ da tenere conto , comunque, che i ” motorini” inquinano per i gas di scarico e per i rumori. Occorre evidenziare che: ciclisti , ciclomotoristi e motociclisti non sono per niente compatibili e non dovrebbero mai essere mescolati in una categoria statistica come quella delle “ due ruote “.
I dati che sono emersi dal rilevamento hanno comunque confermato una tendenza già rilevata nel 1998 , di una notevole parte di cittadini livornesi che hanno usato , in un giorno qualsiasi, la bicicletta come mezzo alternativo all’automobile e alla moto.
L’indice di spostamento in bicicletta pari al 15.1% degli spostamenti generali con l’incremento rilevato nei due anni del 3,52% è indicativo che, ancora oggi che la pubblicità dall’auto continua ad essere grande, vi siano sempre più cittadini che cominciano a capire che gli spostamenti in città sino a 3-5 Km. è preferibile farli in bicicletta anziché in auto con possibilità di associare più facilmente ai percorso d’obbligo (casa lavoro –casa scuola ) anche fermate e brevi deviazioni per acquisti , commissioni ecc.-
La risposta plebiscitaria, nell’indagine a campione, sul desiderio di transitare in sicurezza nelle piste riservate è un altro dato che emerge e che deve far riflettere le Amministrazioni che gestiscono il territorio che le infrastrutture ciclabili e pedonali possono concorrere in modo sensibile ad incrementare la sicurezza della popolazione mobile non motorizzata rilanciando la domanda di spostamenti in bicicletta presso le persone che pensano alla bicicletta ma che non osano scegliere questa soluzione.
Nella nostra città, ma è un fenomeno che riguarda tutte le città che hanno una residenzialità intorno ai 3-5 chilometri, il potenziale sviluppo della bicicletta può essere un modo di trasporto che avrà un ruolo non trascurabile per la mobilità diminuendo sostanzialmente la congestione e l’inquinamento che ormai hanno assunto proporzioni preoccupanti.
In certi momenti gli Amministratori Pubblici dovranno prendere decisioni politiche per affermare il posto che si desidera dare ai modi di trasporto rispetto all’ambiente, specialmente ai ciclisti “Anche se si possono temere vivaci reazioni di protesta da parte della lobby automobilistica, è forse più rischioso ignorare la maggioranza silenziosa che non si esprime attraverso i gruppi di pressione, ma che in occasione d’indagini rappresentative dell’insieme della popolazione evidenzia la sua attesa di una politica di mobilità meglio equilibrata”. (1)
E’ chiaro che la realizzazione di una pista ciclabile è realistica solo se si può effettuare una pianificazione rigorosa (perché in caso di scelta sbagliata le piste non sono utilizzate e lo spazio a loro riservato e gli investimenti sono perduti), (2)
Da qui la necessità di ripetere ogni due o tre anni l’indagine sugli spostamenti dei ciclisti, allargandola alle zone periferiche, magari con interviste telefoniche su un campione di popolazione.
Perché questa pianificazione sia efficiente e per lo sviluppo di una politica ciclistica realistica ed efficace, occorre che sul piano organizzativo le Amministrazioni che gestiscono il territorio si dotino di un “ Ufficio della bicicletta” che faccia da tramite tra i cittadini e le Associazioni dei ciclisti urbani con gli Amministratori a livello politico e con tutti i servizi che trattano direttamente o indirettamente la mobilità in bici (Urbanistica- Lavori Pubblici - Polizia – Trasporti - Mobilità Urbana) –
La realtà della città ha chiaramente dimostrato che in assenza di un “ ufficio della Bicicletta” (già in uso all’estero ed in alcune città del Nord Italia) non risulta possibile una vera politica tesa a tale tipo di trasporto, compreso l’importanza della manutenzione e gestione delle infrastrutture già realizzate (la segnaletica verticale e orizzontale, i semafori per ciclisti ecc. ecc.) -
Oggi le persone che circolano in bicicletta, nei centri delle città,
sono soggette a pericoli notevolissimi perché
sono l’elemento più debole nel traffico. Molti
cittadini, potenziali ciclisti attendono di ricevere dalla Pubblica
Autorità il messaggio “ Andare in bicicletta è sicuro, il vostro Comune se
ne occupa”. (3)
(1-2-3)- Villes
cyclables villes d’avenir-
Commissione Europea –anno 1999


Le
entrate dalle ore 12,15 alle ore 14,30 non furono rilevate nel 1998.

TABELLA
N° 4 CONFRONTO GENERALE
Entrate + Uscite tra 1998 e
2000 con percentuali relative
( i dati relativi dalle
12,15 alle 14,30 non furono rilevati nel 1998)
|
ANNI
DI RIFERIMENTO |
TOTALI ENTRATE |
TOTALI
USCITE |
TOTALI
ENTRATE PIU
USCITE |
|
|
|
|
|
|
1 9 9 8 |
6088 |
5493 |
11581 |
|
2 0 0 0 |
6960 |
6624 |
13584 |
|
|
|
|
|
|
DIFFERENZA
IN
PIU’ |
872 |
1131 |
2003 |
|
|
|
|
|
|
Percentuali |
15% |
21% |
18% |

ENTRATE E USCITE GENERALI AVVENUTE IN
BICICLETTA IL GIORNO 1 GIUGNO 2000.
( Tabelle 5 e 6 pag 22 e 23 col. 7 )
Risulta la netta prevalenza dell’utilizzo della bicicletta per recarsi nel centro nelle ore del mattino.
L’accentramento dei movimenti in entrata delle ore 7,30 alle ore 9,30 ha il suo motivo negli spostamenti dal domicilio per ragioni di lavoro ed acquisti ( circa il 65 % ) come risulta anche dall’ indagine dei dati presi a campione.
La piccola punta di uscita delle 11,30 è sintomatica del rientro a casa dopo gli acquisti mentre la massima punta (12,30-13,30 ) è determinata dall’uscita concomitante degli Uffici Pubblici , ad orario unico , e degli uffici privati ; questo perché a Livorno è rimasta l’abitudine di rientrare a casa per il pranzo.