In questa sezione spero riusciranno a trovare posto due argomenti diversi ma legati alla Scienza.

Da un lato delle considerazioni riguardo all'interazione della Scienza con la Societa', e di come si condizionano reciprocamente, mentre da un'altra parte spero di trovare il tempo per inserire qui qualche descrizione, possibilmente trattata in modo semplice e senza eccesso di formalismo matematico, di alcuni aspetti di Fisica di cui mi occupo, o che mi hanno interessato di piu'. Ho incominciato a mettere il primo argomento, ma per non sconvolgere questa pagina, rimando gli interessati alla pagina di Fisica.

Per incominciare,ho scritto delle brevi considerazioni, su cosa significa, ed e' realmente richiesto, il puntare su un aumentato sviluppo della Ricerca Scientifica per incrementare il livello di innovazione della nostra produzione industriale, e ridurre quindi la troppo diretta competitivita' con i paesi emergenti. La mia opinione e' che non basta aumentare i fondi per la Ricerca, del tutto necessari come punto di partenza, ma serve altro, piu' difficile da ottenere, ma altrettanto fondamentale.

Ho aggiunto alcune considerazioni sul problemi che incontra in Italia il livello di istruzione del Dottorato di Ricerca, la sua scarsa importanza nel mercato del lavoro e l'ingolfamento nel mondo della ricerca dovuto alle scelte scellerate dell'attuale governo (autunno 2005 - governo Berlusconi)

La lettura del libro "Fardelli d'Italia" di Roberto Napoletano, vicedirettore de Il Sole 24 Ore, con le sue critiche condivisibili, ma il suo entusiasmo per le soluzioni liberiste del ministero Moratti per quanto riguarda l'Universita', mi ha spinto a scrivere Universita' e Ricerca: Le Soluzioni peggiori del Problema, in cui cerco di contestare la precarizzazione selvaggia che si vuole introdurre nell'Universita', senza ottenere alcun risultato in termini di efficienza delle stesse ne' di un miglioramento della Ricerca Scientifica, e senza ovviamente intaccare i poteri delle corporazioni professionali, lo smantellamento dei quali, in tutto il paese, e' una priorita' assoluta per la ripresa economica italiana, ammesso che tale ripresa sia ancora possibile.

La pubblicazione della Relazione del Comitato per l'Indirizzo della Valutazione della Ricerca (CIVR) per il triennio 2001-2003 mi ha portato a scrivere un primo commento: La Valutazione della Ricerca - La Relazione del CIVR, cui spero di far seguire un'analisi piu' completa sulle valutazioni di tutte le Aree di Ricerca.

Sono alla fine riuscito a finire il commento sulla relazione del CIVR relativo a tutte le aree di ricerca: La Valutazione della Ricerca - I Panel di Area, che credo renda abbastanza l'idea di cosa sia la ricerca scientifica in Italia e dia indicazioni su come svilupparla. I miei commenti personali sono questa volta un poco piu' abbondanti. Ora bisogna vedere come si evolvera' l'idea dell'Agenzia per la Valutazione, presentata come disegno di legge dall'attuale governo (ottobre 2006). Credo sia importante anche proporre soluzioni particolari da parte degli addetti ai lavori.
All'inizio del 2007 e' finalmente stata pubblicata la Relazione Finale del CIVR, un poderoso volume di 812 pagine contenente un maggior numero di tabelle e confronti, compresa l'analisi Istituzione per Istituzione. Un mio commento, non molto lungo, e' leggibile in La Valutazione della Ricerca - La Relazione Finale.

Nella discussione sulla Legge Finanziaria 2007, sui quotidiani italiani sono apparsi alcuni articoli riguardanti veri o presunti problemi dell'Universita'. Questi articoli mi hanno portato a scrivere una nota su Universita' di massa e centri di eccellenza, in cui cerco di riassumere la mia visione del fatto che l'universita' e' solo una parte della societa' italiana, ed i suoi problemi sono principalmente derivati da quelli piu' generali della societa' stessa.

La pubblicazione del Rapporto "Condizione Occupazionale dei laureati italiani" presentato dal Consorzio di universita' AlmaLaurea, in cui si evidenzia la difficolta' dei laureati italiani a trovare un adeguato inserimento lavorativo in tempi brevi, mi ha spinto a precisare meglio alcune valutazioni su L'Italia e l'innovazione tecnologica che avevo in parte gia' accennato in altri articoli, unendo le considerazioni che mi derivavano dalla lettura di due libri: "La scomparsa dell'Italia industriale" di Luciano Gallino, letto molto tempo fa, ma che e' diventato ormai un classico, e "Innovazione cercasi", di Francesco Daveri, molto piu' recente.

Uno scambio di opinioni, su un quotidiano, tra il Prof Rizzolatti ed il Ministro Mussi sulla riduzione, estremamente fievole, dell'eta' in cui i Professori universitari devono effettivamente lasciare il ruolo e la progressione economica, mi ha spinto a scrivere una breve nota: L'Universita' invecchia e i giovani rimangono fuori, in cui propongo una uniformita' di trattamento pensionistico tra universitari e ricercatori degli Enti di Ricerca, con possibilita' di continuare l'attivita' di ricerca ufficialmente anche durante la pensione ma in modo gratuito e senza ricoprire cariche di responsabilita'. Temo che la resistenza corporativa sara' troppo difficile da superare, ma la strada logica dovrebbe essere questa.

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