K. J. Bishop

Petali e Sangue

ed. Fanucci 2005 (The Etched City - 2003)

Un uomo e una donna, sopravvissuti agli orrori di una guerra civile, sconfitti e inseguiti dal vittorioso Esercito degli Eroi, approdano nella meravigliosa e corrotta città di Ashamoil. La donna, Raule, deciderà di dedicare la propria vita e il proprio mestiere di medico ai bisognosi (anche se ama collezionare feti deformi, da cui sostiene di essere affascinata). L'uomo, Gwynn, viene assoldato come mercenario da un ricco commerciante di schiavi, ma la sua inesauribile sete di vita e di avventure lo condurrà nel mondo incantato di Beth, misteriosa artista nelle cui incisioni sembra racchiuso il mistero della città e del mondo intero. Tra sanguinosi duelli e crudeli vendette, dialoghi metafisici e raffinati accoppiamenti, i protagonisti finiranno per scoprire nuove vie verso la conoscenza, nelle quali estasi e dolore coesistono come entità indivisibili...

Un romanzo recente, che ho appena letto, e dell'ennesima esordiente australiana.

La ragione di questa presentazione risiede proprio in questo: non tutte le scrittrici australiane esordienti scrivono da esordienti. Questo e' un buon romanzo di Fantasy moderna. La presentazione propone un azzardato paragone con China Mieville, anche se solo come un richiamo di stile e di tema.... Forse si puo' intravedere una vaga similitudine nella descrizione di mondi, razze e ambienti molto diversi da quelli a noi conosciuti, ma presentati e raccontati con estrema naturalezza, come se fossero la stessa nostra realta'. Ma il paragone finisce qui. Per quanto ben congegnato e ben descritto, il mondo immaginato dalla Bishop e' un mondo di fantasia, con le sue invenzioni, e i suoi estremismi, molto evidenti. Anche i personaggi principali, in un numero estremamente ridotto, risultano si' nel loro aspetto tridimensionale, ma che e' anche abbastanza scontato. Il romanzo scorre piacevole, con poche e limitate esagerazioni e forzature, non ben giustificate nella logica, ma ancora piu' nello sviluppo dell'irrazionale che dovrebbe essere parte del mondo presentato. Siamo ben lontani dall'allucinazione, dal contorcimento di realta' che e' Perdido Street Station. Rimane un buon romanzo, eccellente per un'esordiente, anche se l'argomento mistico-religioso, lasciato giustamente ingiustificato e senza una conclusione, non e' certo dei miei preferiti, anche quando, come in questo caso, e' accompagnato da buone considerazioni di morale laica e di razionalita'.

L'aspetto avventuroso, le scene di azione, sono ben illustrati, con un adeguato controllo del linguaggio ed una piu' che buona capacita' illustrativa. Non e' scontato ci debba essere un seguito, anche se lo sforzo creativo dell'ambiente generale meriterebbe un suo uso ulteriore. Ma sicuramente non un semplice seguito.

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