Ben H. Winters

Un Omicidio alla Fine del Mondo

Ed. Piemme 2016 (The Last Policeman 2012)

 

Il detective Hank Palace è un poliziotto ostinato. Il più ostinato di tutti, a quanto pare. Anche adesso che la Terra è in rotta di collisione con un asteroide che, tempo sei mesi, la distruggerà completamente, Hank non rinuncia a fare il suo dovere. Così, davanti a quello che a prima vista sembra l'ennesimo caso di suicidio a Concord, nel New Hampshire - perché ognuno, di fronte alla fine del mondo, reagisce a modo suo -, il detective decide che vale la pena saperne di più. E ben presto scoprirà che sì, c'è ancora gente che ha voglia di ammazzare anche in un mondo in cui tutto sembra finito. Un mondo in cui i mercati finanziari sono da tempo crollati, la maggior parte delle persone non va neanche più a lavorare, gli ospedali hanno smesso di funzionare, non si comprano né vendono case, non si celebrano più matrimoni. Molti passano le loro giornate a pregare qualunque dio gli venga in mente. Altri si dedicano al sesso, che in fondo non è mai troppo. E il Dipartimento di Polizia di Concord può contare su un solo uomo: perché per Hank Palace vale ancora la pena di compiere il proprio dovere. Con senso della suspense, Ben Winters crea un mondo assolutamente credibile, in cui tutti sono di fronte alla domanda straziante: cosa faremmo se i nostri giorni su questo pianeta fossero davvero contati?

Un romanzo delizioso un poco al limite del tipo di romanzi di genere che normalmente presento, ma che credo meriti davvero la lettura. È al limite perché di fantascienza c'è davvero poco, ed è difficile farlo rientrare in qualunque sottoclassificazione della SF. Tutto sommato l'idea che un gigantesco asteroide stia per colpire la Terra non è tanto di fantasia, perché rientra ampiamente nelle cose del tutto possibili, se non oggi in un giorno qualunque da domani in poi. Ma fa sicuramente parte del campo vasto del fantastico, dello speculativo, del "cosa succederebbe se..." che è poi all'origine della stessa fantascienza, quando accompagnato da una base razionale e scientificamente fondata, anche se estrapolata a risultati "non ancora" disponibili oggi. In ogni caso a me questo romanzo è piaciuto molto, e lo considero tutto sommato di fantascienza, anche se è sostanzialmente un giallo.
Considerato semplicemente come giallo non sarebbe nemmeno granché, non ha un intreccio particolarmente innovativo, non è un mistero complesso ed intelligente, e non è nemmeno un "hard boiled" con un investigatore problematico e violento. Può essere facilmente ascrivibile alla categoria dei "gialli di atmosfera", dove è l'ambientazione, sono le persone e i loro rapporti che costruiscono il romanzo stesso. E in questo caso l'ambientazione è davvero particolare e domina su tutto, costringendo le persone a confrontarsi, ognuna come può e come riesce, con una realtà esasperata e predominante.
Nell'attesa di sapere con precisione dove l'asteroide colpirà la Terra, ma nella consapevolezza delle inevitabili conseguenze globali, la società occidentale, che è quella che il romanzo osserva, lentamente si sgretola. Non ci sono violenze collettive, se non marginali, perché l'evento è ancora lontano seppure inevitabile, e le sue conseguenze non ancora precisate, anche se necessariamente fatali. C'è invece un lento sfaldarsi della struttura sociale, con qualcuno che decide di godersi questo ultimo periodo di vita a modo suo, qualcuno che si limita a smettere di fare qualsiasi cosa, pochi altri, ma in aumento, che scelgono di porre fine allo stress insopportabile togliendosi la vita, ma qualcuno che, per ragioni sempre personali, cerca invece di continuare come niente fosse.
Tra questi ultimi c'è il Detective Hanck Palace, promosso al ruolo di investigatore da Agente di Strada per l'improvviso calo di organico dovuto alle scelte personali di altri suoi colleghi. Promozione ampiamente prevista, ma anticipata proprio per l'emergenza. E forse per il sentirsi in obbligo di onorare per almeno un certo tempo il suo nuovo ruolo, o forse per un innato senso del dovere, Hanck Palace non ritiene giusto ignorare le stranezze che nota in un apparente caso di suicidio, come ce ne sono tanti nella zona.
Non entro nei dettagli del caso, anche se come ho detto non offre particolari elementi di novità, ma è solo una scusa per analizzare i comportamenti individuali e collettivi di fronte ad una tragedia annunciata.
Un romanzo che invito davvero a leggere (ci sono anche due seguiti, e spero che appaiano anche in italiano).
 

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