Daniel Abraham

The Price of Spring

ed Tor Books 2009

Fifteen years have passed since the devastating war between the Galt Empire and the cities of the Khaiem in which the Khaiem’s poets and their magical power known as “andat” were destroyed, leaving the women of the Khaiem and the men of Galt infertile.
The emperor of the Khaiem tries to form a marriage alliance between his son and the daughter of a Galtic lord, hoping the Khaiem men and Galtic women will produce a new generation to help create a peaceful future.
But Maati, a poet who has been in hiding for years, driven by guilt over his part in the disastrous end of the war, defies tradition and begins training female poets. With Eiah, the emperor’s daughter, helping him, he intends to create andat, to restore the world as it was before the war.
Vanjit, a woman haunted by her family’s death in the war, creates a new andat. But hope turns to ashes as her creation unleashes a power that cripples all she touches.
As the prospect of peace dims under the lash of Vanjit’s creation, Maati and Eiah try to end her reign of terror. But time is running out for both the Galts and the Khaiem.

Dopo A Shadow in Summer, A Betrayal in Winter e An Autumn War, con questo ultimo romanzo arriva a conclusione la quadrologia The Long Price Quartet di Abraham. Una conclusione completa, logica e soddisfacente, perchè niente di importante nella complessa vicenda che Abraham ha gestito con maestria è lasciato senza un punto finale. Che sicuramente, come in ogni storia reale, può benissimo essere il punto di partenza di qualcosa di nuovo, perchè la storia reale non si arresta mai, specialmente non si arresta nei momenti che vorremmo noi. Ma in una storia di fantasia un punto finale ci deve essere, a meno che non nasca un seguito, e il punto finale scelto da Abraham è sicuramente uno di quelli che lascia il lettore più soddisfatto per le vicende andate a buon fine che deluso per quelle naturalmente finite male o in modo diverso da come il lettore avrebbe gradito.
Anche in questo ultimo atto quasi nessuna delle azioni fatte dai protagonisti per cercare di migliorare il mondo in cui vivono si traduce realmente in un miglioramento, e spesso causa semplicemente una situazione di maggiore dolore, più complicata da risolvere, più politicamente intricata. Ma è proprio la sofferenza personale che
Maati e Otah sentono nel loro intimo, per le colpe reali o immaginarie che pensano di avere, per la loro responsabilità di aver creato la realtà con cui devono confrontarsi, che li spinge anche a superare i limiti della sopportazione umana. E alla fine è la determinazione di Eiah, la figlia di Otah, che riesce ad avere ragione di tutte le avversità via via accumulate, portando la vicenda verso un finale in cui il prezzo da pagare per l'onestà delle proprie azioni incomincia ad essere meno pesante, e finalmente la speranza di un futuro migliore acquista concretezza.
Abrahm chiude le fila del suo lungo racconto in modo molto efficace, senza dimenticare anche aspetti minori delle molte storie che si sono sviluppate in questi quattro capitoli. La conclusione finale è un inno alla speranza che anche da situazioni molto compromesse si possa riuscire ad ottenere un futuro migliore. Una degna conclusione di una quadrologia tutta di alto livello e molto diversa dal concetto di Fantasy che predomina dalle nostre parti. E che per questa ragione sarà difficilmente tradotta in italiano.

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