David Brin

Effetto Anomalia

ed. Urania 1992 (The Practice Effect - 1984)

I Mondi dell'Anomalia sono universi paralleli dove le leggi della fisica cambiano in modo imprevedibile. Il primo ad avere l'opportunità di visitarli è un fisico terrestre, Dennis Nuel, ma la scoperta che lo attende al di là della barriera dimensionale è quantomeno sconcertante. La differenza tra il nostro mondo e quello appena scoperto è solo una, ma radicale. Dennis viene accolto sul pianeta sconosciuto come un mago. Poi, affiancato da una donna dotata di poteri eccezionali, Dennis Nuel decide di scoprire il vero segreto dei Mondi dell'Anomalia, e per farlo non si ferma di fronte a niente e nessuno.

David Brin è uno dei miei autori di SF preferiti. Terra è stato uno dei primi romanzi che ho consigliato in questa rubrica, quando ancora mi limitavo a due parole di spiegazione delle ragioni, spesso molto personali, per cui ne raccomandavo la lettura. Ho poi presentato The Uplift Saga, ed in particolare i suoi due romanzi a mio parere più rappresentativi. Anche in questo caso sono stato molto breve e forse un poco criptico sia negli elogi che nelle critiche, e credo meriti di tornarci sopra con una recensione più completa dell'intera saga, magari nella rubrica apposita. Sono di recente capitato su questo vecchio romanzo, che mi era completamente sfuggito all'epoca della sua pubblicazione perchè erano tempi in cui la fantascienza di qualità veniva pubblicata in relativa abbondanza in Italia e con molta più attenzione editoriale rispetto ad Urania, che quindi evitavo con cura. L'ho letto solo ora, dopo aver letto tutti i maggiori romanzi di Brin, e lo presento non tanto perchè meriti una lettura per la sua qualità, nonostante qualche qualità la si possa anche trovare, ma più che altro come un esempio di come anche scrittori validi possano sbagliare un romanzo pur in presenza di una buona idea di partenza. E' un discorso sulla qualità di scrittura che vorrei incominciare ora con questo Effetto Anomalia, ma che spero di poter continuare a lungo con molti altri esempi.
Brin ha pubblicato questo romanzo subito dopo Le Maree di Kithrup (
Startide Rising), il suo primo vero successo, che ha riabilitato il precedente Sundiver, di qualità molto inferiore, come precursore della saga che stava prendendo quota. Questo Effetto Anomalia è del tutto separato dallo schema cosmico che Brin aveva incominciato a sviluppare, e può benissimo essere che fosse un romanzo scritto prima, in età giovanile, e che ha trovato la possibilità di pubblicazione sulla scia del grosso successo de Le Maree di Kithrup. Non sarebbe affatto la prima volta che una cosa del genere succede, per cui il dubbio mi rimane, e questo potrebbe spiegare la cattiva gestione che Brin fa di una idea piuttosto brillante. Prima di passare all'analisi del romanzo, voglio dire due parole sulla presentazione della "quarta di copertina" che come al solito ho messo a fianco dell'immagine della copertina stessa. Quelle poche frasi dimostrano che chi le ha scritte non aveva letto il romanzo, ma al massimo sfogliato un paio di pagine, perchè di Mondi dell'Anomalia e di universi paralleli nel romanzo non vi è traccia. Questo era purtroppo lo "stile Urania" che, insieme ai tagli e alle traduzioni penose mi hanno tenuto lontano da questa rivista per molti anni. Ora la situazione non è cambiata, ma purtroppo Urania è rimasta praticamente l'unica fonte di romanzi di fantascienza in Italia.
Tornando al romanzo, ci si trova in una Terra di un non meglio precisato futuro, e di cui si saprà più niente che poco, in cui è allo studio una nuova scienza: la zievatronica, che "fa apparire le realtà alternative quasi a portata di mano e rende possibile scavalcare il tempo e lo spazio...". Poi non si sa praticamente altro tranne che l'apparecchio sperimentale ha messo in contatto il laboratorio con un altro mondo particolarmente simile alla Terra anche se popolato da strani animali. Poichè l'apparecchiatura che permette il trasferimento da e verso quel nuovo mondo non funziona più nella direzione del ritorno, il geniale scienziato
Dennis Nuel, che aveva fortemente contribuito allo sviluppo dello strumento ed era stato poi allontanato per le solite gelosie professionali, viene richiamato per risolvere il problema.
Fino a questo punto il romanzo è scritto in modo leggero, con dialoghi ben fatti che danno una visione un poco umoristica della situazione generale. Nessuna drammatizzazione, ma anzi uno strizzamento d'occhio qui e là e poca immedesimazione con i personaggi. Poi Dennis decide che lo strumento di collegamento va riparato dalla parte del mondo estraneo, e decide di andarci da solo per effettuare la riparazione.
Questa è la prima situazione assurda delle molte che si incontreranno nel proseguimento della storia, perchè è assolutamente irrealistico che in una situazione in cui si stava programmando una prima "missione umana" con attenzione e sicurezza, un singolo individuo possa decidere di andare da solo, e non accompagnato da una squadra di tecnici e un nugolo di marines armati, in un mondo di cui praticamente non si sa niente tranne che, come gli viene detto in modo subdolo e solo all'ultimo momento prima del passaggio dal suo "avversario", dall'altra parte "qualche legge della fisica non funziona nel modo corretto". La verosimiglianza, ma non sarà l'unico caso, è abbandonata in funzione di uno sviluppo della storia abbastanza irrazionale. Quando
Dennis si trova dall'altra parte, scopre che il dispositivo è stato sistematicamente smontato, pezzo per pezzo, strappando tutti i collegamenti elettrici e che quindi lui non è in grado di ripararlo con i pezzi di ricambio che ha portato. Decide quindi, in tutta tranquillità, di dover aspettare aiuti dalla Terra, e nel frattempo si fa un giro intorno per cercare di sopravvivere. Questa parte è del tutto irrealistica ed è accettabile solo se considerata come una satira sulle avventure fantascientifiche in cui l'eroe di turno si ficca a capofitto e ad occhi chiusi nei pericoli peggiori senza nemmeno accorgersene. L'ipotesi che tutto il romanzo sia sostanzialmente una satira di questo tipo di fantascienza incomincia a farsi molto forte, e lo manterrebbe ad un livello di decenza.
A questo punto inizia la parte più divertente della storia, con
Dennis che si trova a dover faticosamente capire, attraverso esperienze dirette di cui capisce molto poco, quale è l'anomalia del mondo in cui è capitato, e cioè che ogni cosa, ogni oggetto, ogni macchina diventa sempre più adatta al suo compito, sempre più meccanicamente accurata tanto più è usata per il compito stesso, ed invece decade e si corrompe se non viene usata. Poco alla volta si scopre una società in cui ogni manufatto di cui si riesce ad intuire la struttura generale, ma sopratutto lo scopo, assemblato in modo rozzo da chi ha avuto l'intuizione iniziale, e continuamente praticato, cioè usato per il suo scopo, diventa via via sempre migliore e tecnicamente perfetto. Questo aspetto ha generato una società di tipo feudale molto particolare, al di là delle solite divisioni tra chi ha il potere e chi non ce l'ha. Dennis, per alcuni comportamenti che dire ingenui è troppo, ma che sembrano il solito trucco per far succedere in modo banale quello che l'autore voleva succedesse e non ha trovato un modo più intelligente di farlo succedere, si trova rapidamente nei guai. Ben presto però impara a sfruttare il meccanismo della pratica che unito alle sue conoscenze tecniche e scientifiche porta a risultati fuori dalla norma e gli procurano la fama di mago.
In poco tempo si trova a difendere una principessa, ovviamente bellissima, di cui si innamora ricambiato, e diventa il fondamentale supporto alla resistenza contro le ambizioni di egemonia di un rozzo nobile semibarbarico ma con ottime idee in campo militare, finendo inevitabilmente per sconfiggerlo. Anche l'arrivo del suo vecchio avversario accademico, mandato, sempre da solo, ad investigare sulla scomparsa di
Dennis, fa parte degli eventi assurdi, ma offre la possibilità a Dennis stesso di prendersi una specie di vendetta e rispedire a casa l'altro sconfitto moralmente ed intellettualmente, mentre lui si gode la vita con la sua bella principessa nel suo nuovo mondo. Il tutto scritto con ampie dosi di umorismo, senza prendersi mai sul serio, rendendo sempre evidente che si tratta di un gioco, e quindi da godersi per quello che è, senza pretendere di più.
Fino a questo punto
L'Effetto Anomalia era un semplice divertissment senza troppe pretese, basato su un'ottima idea, anche se non completamente sviluppata proprio per tenere il racconto a livello di puro divertimento. Poi, nelle ultimissime pagine, Brin decide di dare una spiegazione razionale alle ragioni di esistenza di quel mondo, che risulta in realtà un lontano futuro della Terra stessa, utilizzando delle presunte informazioni racconte da l'unico robot di esplorazione sopravvissuto, anch'esso reso perfetto dalla pratica, e che è anche stato motore di aereo, elica dello stesso e salvatore di Dennis in molti altri modi. Informazioni che arrivano gratuite, su problemi mai discussi in precedenza nel romanzo, un enorme e gratuito inforigurgito (infodump) del tutto inutile ai fini della storia, e che risulta completamente estraneo alla stessa, come una abnorme appendice senza alcuna funzione.
Quindi un romanzo tutto sommato gradevole e scorrevole, se interpretato come una satira del genere, non solo si ritrova un finale narrativamente osceno, ma fa anche venire il sospetto che
Brin non intendesse affatto fare della satira, e volesse invece scrivere un serio romanzo di fantascienza che però risulterebbe, nel mio parere, di molto basso livello. Rimane la possibilità detta all'inizio di un juvenile ripescato dal cassetto per sfruttare il successo recente. In ogni caso un romanzo da dimenticare nella storia narrativa di Brin.

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