James S.A. Corey

Nemesis Games. L'Esodo

Ed. Fanucci 2016 (Nemesis Games 2015)

 

Mille nuovi mondi sono adesso raggiungibili. Il più grande esodo della storia del genere umano sta per iniziare. Mentre orde di coloni partono alla volta dei nuovi orizzonti, le vecchie strutture di potere del sistema solare sono prossime a crollare. Intere flotte scompaiono, i sistemi di difesa sono inermi di fronte alla forza degli eserciti di coloro che bramano comandare, il terrore manda a segno attacchi prima d'ora impensabili, che mettono in ginocchio i pianeti interni. È come se gli uomini dovessero scontare la colpa di essersi spinti oltre l'immaginabile, al di là delle proprie possibilità, prendendo possesso del destino dell'universo. James Holden e l'equipaggio della Rocinante dovranno lottare per sopravvivere in un mondo in cui l'ordine è mantenuto con la forza e la legge è stabilita dalla violenza. La loro missione è fare ritorno alla casa che hanno lasciato e ripercorrere a ritroso la via che li ha condotti nella nuova era, in un futuro che non avrebbero mai immaginato.

Quinto capitolo della serie Expanse, di cui avevo presentato inizialmente i primi tre volumi, e poi anche il quarto. Questo è però il primo che ho letto nella versione italiana perché quando avevo iniziato la lettura di questa serie ancora non c'era una versione tradotta, poi Fanucci ha iniziato la pubblicazione a tambur battente, probabilmente per anticipare l'uscita della serie TV che ne è stata tratta ed approfittare della notizia, e poiché io ho fatto una lunga pausa di riposo tra il quarto e questo, mi ha raggiunto e sorpassato. A questo punto, dato che leggo in ogni caso più velocemente in italiano che in inglese, ho deciso di leggere questa edizione, anche perché di lamentele sulla traduzione non ne avevo sentite.
Avevo però sentito molte lamentele sul romanzo stesso, considerato da alcuni (non pochi) decisamente inferiore ai precedenti per carenza di azione, troppe elucubrazioni e mancanza di vera avventura spaziale. È tutto vero ed è una delle ragioni che me lo ha fatto piacere diciamo molto.
Come avevo detto nei miei commenti ai primi tre volumi, un aspetto che mi ha fatto molto apprezzare questa serie è stata la sua "verosimiglianza", sempre nell'ambito di un racconto di fantascienza. Anche se invenzioni al momento non esistenti e non direttamente estrapolabili dalla nostra tecnologia attuale sono piuttosto abbondanti in questi romanzi, e se su diversi aspetti critici si sorvola allegramente, la sensazione globale è quella di uno sviluppo scientifico e tecnologico tutto sommato "possibile", con tutto il rimanente scenario scientificamente accurato senza l'eccesso spesso presente nelle opere, seppur piacevoli, di un Reynolds o di un Hamilton. Anche se questo aveva comportato un'ambientazione inizialmente contenuta nel Sistema Solare, non mi era affatto sembrato un limite significativo, visto l'attenzione e la cura posta nell'analizzare problemi e potenzialità di una società spaziale di questo tipo.
Poi c'era stata la costruzione aliena del portale e un'intera galassia a portata di mano. La trama poteva facilmente sfuggire di controllo alla coppia di scrittori che operano sotto lo pseudonimo di James S.A. Corey, ma Cibola Burn era invece stata una bella sorpresa.
Con questo quinto romanzo torniamo completamente all'interno del Sistema Solare e dei suoi problemi, seguendo gli effetti delle storie passate dei principali protagonisti, fin'ora rimaste nascoste, e che tornano di attualità anche grazie alla notorietà acquisita per le loro ultime avventure. Questa necessità di fare i conti col proprio passato, inevitabilmente pieni di rimpianti e di dolore, permette non solo una comprensione maggiore delle loro personalità ma anche un riesame completo della situazione sociopolitica della società umana dopo la creazione del portale e delle sue possibilità di colonizzazione, e a me questo è piaciuto davvero molto. Certo, avventure spaziali ce ne sono poco o niente e anche il "sense of wonder" è piuttosto carente, ma la situazione sociale sempre più difficile sulla Terra e su Marte, e le tensioni crescenti tra gli abitanti della Cintura che si sentono diventati improvvisamente inutili e fuori posto con così tanti pianeti disponibili, è davvero ben rappresentata e, a mio parere, molto interessante.
L'epilogo poi in realtà non solo non conclude niente, ma presenta una serie di incognite e di fatti non spiegati che è come se invece di Epilogo ci fosse in realtà scritto "Continua", e quindi possiamo metterci in attesa del sesto volume, con una buona speranza che anche quello non deluderà.

 

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