L.E. Modesitt Jr.

Le Cronache di Corus

ed. Armenia 2004-2005 (Legacies-2003, Darknesses-2003, Scepters-2004)

Dopo un disastroso cataclisma che ha distrutto la civiltà ponendo fine all’età dell’oro, Corus è un mondo dove gli umani, gli animali e le misteriose creature soprannaturali si combattono senza tregua. La magia, ormai scomparsa da secoli, non è stata però del tutto dimenticata.

Ad Alucius, straordinariamente versato nelle arti magiche, viene imposto di celare il suo Talento per evitare che altri lo sfruttino indebitamente. Il giovane decide allora di seguire le orme paterne e si arruola nella Milizia. Sennonché un aspirante conquistatore, la Matride, riesce a risvegliare leggendarie creature affinché lo assistano nella sua impresa di riunire le terre di Corus sotto il suo dominio. Dopo l’invasione degli schiavi della Matride, Alucius viene catturato e reso schiavo. Il mondo di Corus rischia di precipitare nel caos, forse solo Alucius e il suo magico Talento potrebbero impedirlo…

Corus, dopo la caduta dell’antica civiltà e a seguito dell’invasione dei seguaci della Matride, versa in condizioni tragiche. Il  popolo delle Valli del Ferro viene invitato ad allearsi con il Signore-Protettore di Lanachrona, mentre la Ventunesima compagnia deve schierarsi contro il nemico. Ancora una volta, le speranze di vittoria e di sopravvivenza per tutti coloro che sono chiamati a combattere risiedono nel Talento di Alucius.

Alucius e l’amata Wendra vivono trepidanti l’attesa del loro primo erede, mentre il paese è invaso dalle forze nemiche. Comprensibilmente restio ad abbandonare la pace domestica, Alucius dovrà però guidare l’esercito alleato per domare una rivolta a sfondo religioso, neutralizzare le temibili armi dei seguaci della Matride e affrontare una potenza diabolica che mira a dominare il mondo di Corus. Fortunatamente Alucius dispone di un potente alleato:  il suo magico Talento …

Una triologia che non è certo un capolavoro indimenticabile, e per di più scritta da un autore piuttosto prolifico che, nella stessa ambientazione, ha scritto altri romanzi sufficientemente indipendenti da questi da poter essere letti anche separatamente e che non aggiungono niente a questa vicenda.
Ma è in ogni caso una storia che dimostra come si possa scrivere Fantasy originale, senza elfi dalle orecchie a punta, senza maghi millenari so-tutto-io, e sopratutto senza ripetere tutti gli stereotipi de
Il Signore degli Anelli, o di Dungeon & Dragons, come accade invece sistematicamente negli innumerevoli volumi che riempiono gli scaffali delle librerie italiane.
Non mancano certo difetti, in questi tre romanzi, a cominciare dalla estrema lentezza di molte, troppe scene di spostamenti di reparti di cavalleria dell'esercito. La sensazione del tempo che passa in lente cavalcate, alloggiamenti in ripari di fortuna o in caserme più o meno organizzate, con turni di guardia, problemi di approvvigionamenti e quant'altro comporta la logistica di un reparto dell'esercito in movimento è più stancante dell'azione stessa che si vuole descrivere. La magia, che qui è chiamata Talento, non è particolarmente originale, anche se non è proprio lo stereotipo più banale, e i cattivi, seppure mostrano qualche tratto innovativo, sono simili a tanti altri cattivi.
L'ambientazione è però accattivante e non banale, la storia sufficientemente complessa, logica e conseguente, i tre romanzi completano una vicenda unica, ma in ognuno la storia descritta si completa in modo soddisfacente, senza pretendere un seguito che spieghi tutto. Gli eserciti sono eserciti, anche se sono descritti fin troppo dettagliatamente, e combattono con le pistole e i fucili, non sempre e solo con spade e archi. Un aspetto che a me è piaciuto molto è la dimostrazione di come il passato, quando diventa leggenda, perde sistematicamente ogni caratteristica negativa e diviene sempre l'età dell'oro, anche quando si trattava più che altro di un inferno. Concetto che dovrebbe essere più presente anche a molti nostri contemporanei.
Una lettura diversa dal solito, scritta con competenza stilistica e tensione narrativa superiore alla media delle opere fantasy. Niente di speciale, non certo un George R.R. Martin o l'immenso Erikson, ma un poco di aria fresca nell'invasione delle banalità ripetitive, o nelle storie per ragazzi poco intelligenti scritti da ragazzi molto poco capaci apparentemente tanto amati dagli editori italiani.

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