David Brin

Terra

ed. Interno Giallo 1991 (Earth - 1990)

In un futuro lontano cinquant'anni, un mini-buco nero cade accidentalmente nel nucleo terrestre. Durante le ricerche, un gruppo di scienziati scopre un secondo buco nero, piu' grande, in grado di divorare la Terra entro un paio d'anni. Ma mentre gli scienziati cercano una soluzione, alcuni gruppi estremisti pensano che l'unica salvezza del pianeta sia l'estinzione dell'umanita'.

Ma Terra e' molto di piu' di un thriller "sull'orlo dell'abisso". E' un romanzo che descrive un futuro incredibilmente realistico: una rete computerizzata globale che mette a disposizione di tutti una quantita' enorme di informazioni; una popolazione animale in via di estinzione che sopravvive solo nei laboratori genetici e nelle arche-vita; un ambiente compromesso, dove si puo' uscire all'aperto solo con occhiali da sole e creme anticancro; una strisciante rivolta degli anziani; nuove e radicali leggi antispreco.... che forse arrivano troppo tardi.

Sopra ogni cosa, pero', il romanzo e' un veemente atto d'accusa sulle responsabilita' dell'oumo nei confronti del nostro povero pianeta, un messaggio drammatico e coinvolgente. E un grande atto d'amore verso la Terra.

Questo e' un romanzo che ho suggerito a molti. Specialmente a chi mostrava un sincero interesse ecologista, non dogmatico, e non conosceva, o ne aveva addirittura una cattiva opinione, la fantascienza.

Leggete questo romanzo, e capirete perche' l'ho sempre scelto per questo scopo.

Due parole anche sull'autore, uno dei miei preferiti (ed e' molto, molto in alto nella lista) di cui spero di tornare a parlarne per la sua splendida serie... ma non anticipiamo i tempi. David Brin ha un Dottorato in astrofisica, ha lavorato (brevemente) per la NASA, poi ha avuto un tale successo con i suoi primi romanzi, da farlo decidere a dedicarsi a tempo pieno alla scrittura. Ma e' uno scienziato, e si vede in quello che scrive. Nel senso che non potete prendere tutta la fisica che c'e' in Terra (e ce ne e' moltissima) come oro colato, ma potete anche considerarlo un buon libro di divulgazione scientifica, le "esagerazioni" e le "fantasie" sono sicuramente inferiori a quelle contenute in un qualunque "buon" libro di divulgazione seria, scritto da qualche giornalista. Ma e' un vero scienziato sopratutto quando affronta il tema principale del romanzo, cioe' il degrado della Terra, il veloce esaurimento delle sue risorse. E l'agitarsi informe e incompetente dell'umanita', con solo poche persone che capiscono e cercano di fare qualcosa. Ma e' anche un romanzo ottimista, in fondo, perche' una speranza che i "buoni", cioe' quelli che capiscono in che direzione va il mondo, quali sono le sue leggi, e quindi come si puo', forse, intervenire, possano alla fine prevalere riesce pure a trasmetterla.

Se e' un ottimismo mal riposto o ecessivo, lo vedremo presto, temo. Perche' si tratta veramente di una "fantascienza di domani". I temi che tanto affascinano i nostri "no(new) global" sono trattati piu' o meno tutti, romanzati, ma con l'occhio di chi la scienza la conosce davvero, e non puo' mai affidarsi a soluzioni miracolistiche.

Insomma, un libro splendido per avvicinarsi alla fantascienza, ed un libro splendido per chi la fantascienza gia' la conosce.

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