Charles Stross

L'Alba del Disastro

ed. Armenia 2008 (Iron Sunrise- 2004)

Tutto comincia con una tragedia di immani proporzioni: la distruzione di un intero pianeta. I sopravvissuti al genocidio di Nuova Mosca, inizialmente, ne attribuiscono la colpa al vicino sistema di Nuova Dresda, e lanciano un contrattacco missilistico. Ma la responsabilità non è loro, nonostante la rivalità commerciale. In gioco c’è molto di più, un mistero cosmico che riguarda gli equilibri di potere che sostengono l’universo. E mentre i missili si avvicinano al bersaglio, occorre risolvere un dilemma la cui chiave risiede forse nei ricordi di un’adolescente chiamata Wednesday Shadowmist.
Da molto tempo, la vita nella galassia è stata sconvolta dai piani di una misteriosa Intelligenza Artificiale, che ha trasferito gran parte dell’umanità via dalla Vecchia Terra, imponendo una sorta di benevola dittatura universale e, al tempo stesso, ordendo minacciose  trame per mantenere il controllo totale.
In un universo in cui la consapevolezza delle macchine pensanti ha creato un’entità dalle ambizioni semidivine, mentre il conto alla rovescia verso il disastro sembra inarrestabile,  l’agente della Vecchia Terra Rachel Mansour deve acquisire la conoscenza per dare nuova speranza al mondo, evitando la distruzione di miliardi di persone.

Come avevo detto commentando il racconto Universo Distorto, questo sembra un momento d'oro per Charles Stross presso l'editoria italiana, poiche' dopo Accelerando appare anche questo suo ulteriore romanzo, ma bisogna anche convenire che vi sono ben fondate ragioni. Iron Sunrise e' stato pubblicato prima di Accelerando, ma quest'ultima opera e' in realta' il collage di storie scritte in precedenza, per cui e' altamente probabile che sia Iron Sunrise a rappresentare l'evoluzione di Stross, e non il viceversa, come le date di stampa potrebbero far credere.
Se questo e' vero, e' una buona notizia, perche'
Iron Sunrise ha una struttura molto piu' solida di Accelerando e, pur proponendosi obiettivi molto meno ambiziosi, riesce a dare una visione forse piu' chiara di quel mondo futuro, di dopo la singolarita', che Stross cerca di descrivere. Vinge, il primo che ha messo in evidenza l'esistenza di questa possibilita', e che ne ha coniato il termine, si e' invece sempre rifiutato di scrivere estrapolazioni di cosa potrebbe succedere dopo, perche', a ragione, ritiene tali estrapolazioni del tutto non credibili.
Stross invece non solo cerca di descrivere come potrebbe essere il mondo dopo questo evento, e cioe' la formazione di intelligenze artificiali o semi artificiali (potenziamento artificiale della mente umana), che porterebbe lo sviluppo tecnologico e scientifico a livelli che noi, umani normali, non possiamo capire, ma in
Accelerando ha avuto anche l'ambizione di decrivere il come questo puo' avvenire. La difficolta' dell'impresa si riflette nella struttura complessa e non sempre convincente della narrazione, come avevo gia' detto a suo tempo. Iron Sunrise supera invece il problema ipotizzando un mondo umano che rimane praticamente immutato, anche se molto cambiato, rispetto a quello della unica Intelligenza Artificiale che, nel momento stesso della sua nascita, si e' sviluppata cosi' tanto e cosi' velocemente (la singolarita' di Vinge) da diventare una specie di supervisore dell'umanita'. Senza che i suoi veri scopi ed obiettivi possano essere conosciuti. Una ipotesi brillante che evita l'impresa di dover descrivere degli umani che non sono piu' tali, e che gia' gli aveva creato dei grossi problemi in Accelerando.
Inoltre in
Iron Sunrise il linguaggio e' decisamente piu' normale, anche se rimane abbastanza pirotecnico. Le parole inventate per cercare di rendere l'idea di concetti ancora sconosciuti, o semplicemente per rendere emotivamente comprensibile l'atmosfera della vicenda, di cui aveva forse abusato in Accelerando, sono qui in numero molto minore e piu' giustificato. Anche la trama ha una consistenza solida, pur non offrendo spunti particolarmente innovativi, essendo una buona storia di spionaggio ed investigazione di cui l'ambientazione fantascientifica e' la parte sostanziale. Ma e' proprio nell'ambientazione che le idee di Stross trovano terreno estremamente fertile per presentare la sua visione del futuro, spargendo idee innovative a piene mani, anche se spesso senza nemmeno spiegare di cosa si tratti. L'aspetto scientifico e' ben trattato, con accenni alle teorie piu' fantasiose attualmente allo studio, ed e' anche quello in cui la capacita' di Stross di inventare parole nuove trova piu' applicazione.
Un romanzo che e' uno sviluppo positivo rispetto ad un passato gia' notevole. Speriamo continui cosi' ancora per un poco.

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