Orson Scott Card

Il Gioco di Ender

ed. Nord 1987 (Ender's Game - 1986)

Gli alieni, minacciosi esseri dall'aspetto insettoide, hanno attaccato due volte la Terra e hanno quasi distrutto la specie umana. Per assicurarsi la vittoria nel successivo scontro di questa guerra il governo del mondo ha deciso di creare una razza di genii militari, di allevare bambini al di fuori del mondo normale e istruirli nelle arti marziali tramite una serie di "giochi di guerra" e di combattimenti simulati basati sull'uso del computer.
Ender Wiggin, l'eroe di questo magnifico romanzo, è un genio tra i genii: nato con le doti di un superbo comandante e condottiero di uomini, viene forzato a una precoce maturità attraverso un addestramento continuo e pressante. Toccherà a lui, unico a vincere tutti i "giochi", assumere il comando, al momento opportuno, delle forze terrestri effettive: sarà lui a guidare le astronavi umane e i computer che dirigono la gittata dei missili contro il nemico.
Con questo Il gioco di Ender, Orson Scott Card, uno dei migliori autori della fantascienza moderna, è riuscito a rinnovare uno dei temi più classici di questo genere letterario, quello dell'addestramento dei cadetti spaziali, e si è imposto, vincendo tutti i maggiori premi del 1986, a fianco dei Dickson e degli Heinlein e di tutti i grandi maestri di questo filone narrativo.

Questo e' un ottimo romanzo, non per niente ha vinto i maggiori premi di SF. E' fantascienza, nei suoi aspetti tecnologici e militari, oltre che di ambientazione, ma e' anche analisi dell'uomo, del suo porsi rispetto al "peccato", delle ragioni della "colpa", della responsabilita' personale, e dei suoi limiti. La possibilita' di introdurre variabili estreme (una razza aliena aggressiva e feroce, almeno in apparenza) permette alla SF di esplorare le emozioni e le possibili reazioni umane in modo piu' completo di quello che la letteratura normale puo' fare.

E' un romanzo piuttosto "vecchio", che ho letto al suo apparire in Italia. Perche' non ne ho parlato prima?

Perche' Card scrive molto bene, e ha delle ottime idee, ma poi tende a rimuginarci intorno, a prolungare il discorso finendo inevitabilmente in un misticismo complicatissimo e in arrovellamenti religiosi che non solo perdono di vista il tema iniziale, ma sono anche pesanti da leggere (non e' un caso che sia, o sia stato, un Mormone). Questo romanzo e' un ampliamento di un racconto, che in questa operazione ha guadagnato moltissimo in profondita' di analisi dei personaggi, appena abbozzati nel racconto, tutto centrato sull'elemento sorpresa. La dimensione del romanzo e' quella giusta per un'idea del genere. Solo che poi ne sono apparsi altri quattro. Il secondo ha ancora una sua validita' (ha a sua volta vinto l'Hugo) anche se l'aspetto mistico incomincia a predominare, e a me personalmente non e' piaciuto poi tanto. Gli altri sono, per me, illeggibili. Sempre scritti bene, ovviamente, ma si perde la linearita' del tema, e l'aspetto dell'angoscia religiosa, di chi crede ma teme di credere qualcosa di sbagliato, e spera che ci sia la cosa giusta da credere, predomina sul racconto di quello che succede ai vari personaggi.... e spesso succede poco.

Non e' solo per questo ciclo di romanzi, ma sembra una costante di Card, ampiamente visibile nella serie Homecoming, composta di cinque volumi di cui, direi giustamente, in Italia e' apparso solo il primo, e anche in quella di Alvin, il Settimo Figlio.

Card non sembra in grado di regolare una narrazione in modo che abbia un inizio, uno svolgimento ed una fine limitati da u piano logico di sviluppo. Si lascia trascinare, forse dai problemi religiosi che lui stesso prova, in ingorghi logico/mistici piu' o meno sempre uguali. E' un ottimo scrittore, ma dovrebbe limitarsi al primo o al massimo secondo volume per ogni storia.

Questa e' la sola ragione per cui non avevo mai consigliato prima questo romanzo, che ha rappresentato invece molto nella storia della SF, perche' ha introdotto un aspetto apparentemente religioso, ma di fatto molto personale quale il senso di colpa e la responsabilita' dell'individuo, contrapposta alla responsabilita' verso la comunita'. E' un romanzo che va letto, possibilmente da solo. Poi se vi viene la tentazione di scoprire come va a finire la storia.... sappiate che l'avete voluto voi.

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