Ayerdhal
J.C. Dunyach

Stelle Morenti

ed. Fanucci 2000 (Étoiles Mourantes - 1999)

Una cattedrale in carne e ossa va alla deriva nello spazio. Le vie inaridite si riempiono di fessure, le cupole esplose si screpolano dolcemente e i quartieri periferici si solidificano col passare degli anni... Stelle morenti afferra il lettore e lo conduce in un lontano futuro. L’umanità, sotto le gelide cure materne di immense creature cosmiche, gli AnimaliCittà, si è dispersa nello spazio divisa in quattro  sottospecie. Quattro rami, ognuno dotato di sistemi politici, credi religiosi, costumi e ritmi sociologici diversi. Su richiesta degli AnimaliCittà, i rami si apprestano ormai a convergere, a riunirsi, a ritrovarsi nuovamente.
Il luogo del ricongiungimento: una stella prossima all’esplosione, una supernova. Tale è la volontà degli AnimaliCittà. La domanda è: perché lo vogliono? Vincitore del Prix Tour Eiffel e del Prix Ozone immediatamente dopo l’uscita, Stelle morenti è un romanzo originale e complesso, in cui la riflessione filosofica si unisce al meraviglioso, l’epopea spaziale alla speculazione sul destino dell’umanità.

Un'altra ristampa che mi ha permesso, come per Lo Specchio di Dio, di leggere un buon romanzo che mi era sfuggito nella sua prima edizione. Credo l'avessi ignorato un po' per essere di autori francesi, e un po' per la presentazione che potete leggere sopra, che sicuramente non è fatta per attirare chi ha già qualche dubbio.
Invece, senza essere un capolavoro, è un romanzo godibile, con diversi spunti interessanti, anche se la struttura narrativa, pur non avendo difetti evidenti, è stata per me un poco "dura", nel senso che a parte alcuni sprazzi qua e là, mi veniva spesso a mancare la "necessità" di continuare la lettura. Questo significa solo che, nonostante le tante buone idee, o forse perchè sono troppe e richiedono lo spazio per essere esposte, la tensione narrativa non è sempre tenuta sufficientemente alta.
Ma a parte questo difetto che mi impedisce di poterlo giudicare un romanzo ottimo, è una lettura più che soddisfacente, e molti aspetti che vi vengono illustrati potrebbero essere spunto per elaborazioni successive.
La suddivisione dell'umanità in diversi "rami" per sviluppare tendenze specifiche, permessa da una espansione spaziale, non è una idea nuova nella SF, e basti pensare alla serie dei Dorsai di
Gordon Dickson dove tre "rami" umani si separano per sviluppare le proprie specifiche tendenze, quella militare, quella religiosa e quella filosofica-scientifica. In concorrenza e contrapposizione, anche violenta, tra di loro, raggiungono un livello che rappresenta una specie di vicolo cieco evolutivo, che solo la riunificazione può far superare.
Molto analogamente, ma con un taglio scientifico più moderno, con una visione più "globale" dovuta alle nuove ipotesi sulla struttura dell'universo, di cui viene fatto un uso molto intelligente, in
Stelle Morenti viene ripetuto lo stesso schema. I "rami" sono ora diversi, perchè la scienza ha fatto tanta strada dall'epoca di Dickson, e perchè Ayerdhal e Dunyach si sono informati meglio sulle ipotesi più estreme a riguardo della struttura dell'universo. L'elemento più originale sono però gli Animali-Città, esseri organici giganteschi, capaci di navigare le strutture dello spazio, e quindi di rendere possibile l'espansione umana a velocità estremamente superiori a quelle della luce, che sono al contempo possibili sedi di insediamenti umani e anche una raffinata intelligenza che cerca una coesistenza con l'umanità e al contempo di esserne una guida.
Anche se le estrapolazioni scientifiche sono qualche volta un poco esagerate, la struttura narrativa è del tutto solida. Unico elemento negativo, come ho già detto, è la difficoltà a mantenere la tensione di lettura, dovuta alla struttura stessa del racconto, che salta da un personaggio all'altro in un modo che almeno a me è risultato non immediato da seguire. Nel senso che ogni volta che riparte un nuovo "Punto Di Vista", dovevo faticare a ritrovare la concentrazione narrativa. Non nego che potrebbe essere più banalmente una mia idiosincrasia.
Complessivamente ritengo che
Stelle Morenti sia un romanzo che merita una lettura non superficiale, perchè nasconde molti elementi degni di considerazioni meditate. La fisica dell'universo che viene esposta è una versione non esageratamente incredibile di teorie veramente esistenti senza troppe estrapolazioni.
Tutto sommato veramente un buon romanzo.

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