Frank Herbert

Dune

ed. Nord 1973 (Dune - 1965)

Quest'opera eccezionale, vincitrice sia del Premio Hugo sia del Premio Nebula come miglior romanzo di fantascienza dell'anno, presenta gli indimenticabili ritratti di un'intera civiltà galattica, del suo profeta e del pianeta da cui partirà la crociata rinnovatrice contro una cultura feudale arroccata intorno ai suoi privilegi.
Dune è il pianeta delle sabbie, spazzato da grandi tempeste e percorso da creature gigantesche, più grandi perfino delle più grandi navi spaziali.
La popolazione di Dune basa tutte le sue usanze sulla scarsità d'acqua, e affronta il deserto indossando tute distillanti che recuperano l'umidità del corpo. Ma Dune è anche l'unica fonte della "spezia", la droga che prolunga la vita e che permette di prevedere il futuro, e a Dune fanno capo le millenarie cospirazioni delle religiose Bene Gesserit, il monopolio della Gilda Spaziale sui trasporti interstellari, gli interessi delle Grandi Case che reggono il commercio tra i pianeti, e in sostanza tutta l'economia dell'Impero galattico.

Parlare oggi di Dune e' difficile, e presentarlo come un invito di lettura e' probabilmente incomprensibile.
E' stato un grande successo editoriale, ne e' stato tratto un film abbastanza spettacolare, anche se non completamente riuscito, se ne e' parlato sui giornali ed e' diventato un caso che ha ampiamente travalicato il ristretto settore della fantascienza.
Ma da questi avvenimenti sono passati anni, perche' ne parlo solo ora?
Sostanzialmente per due ragioni: la prima e' che non sto leggendo molta fantascienza e fantasy, in questi giorni, e quello che leggo sono sostanzialmente i seguiti di romanzi di cui ho gia' parlato, come I Giardini della Luna, Argento Vivo e La Nave della Magia, per cui ho poche novita' da presentare. La seconda e' che mi sono chiesto perche', in queste presentazioni mensili, devo sempre ignorare dei classici che hanno il solo difetto di essere vecchi, magari introvabili, e anche molto discutibili. Classici di cui e' piena la mia biblioteca.
Ho quindi deciso di invitarvi a leggere Dune, se riuscite a trovarlo.
Parlo pero' esclusivamente di questo romanzo, e non dei suoi molti seguiti. Non che non ci sia del buono, nel seguito della storia, specialmente ne
I figli di Dune, il terzo volume, che mi e' piaciuto molto di piu' de Il Messia di Dune, il secondo. I successivi sono la forzata estensione di una storia oltre i suoi limiti naturali. Scritti da una persona che sapeva scrivere, ovviamente, e con qualche spunto intelligente, ma non sono Dune, e a me non piacciono i misticismi esasperati.
Dune e' prima di tutto un ecosistema estremo perfettamente immaginato e descritto. Un ecosistema apparentemente invivibile per l'uomo, ma che offre una ricchezza unica, e che merita quindi ogni sacrificio per essere domato. Alcune delle invenzioni di Herbert, come i vermi della sabbia, e i Freemen, gli uomini del deserto, sono entrati nell'immaginario collettivo degli appassionati di fantascienza, e non solo di loro. Ma Dune e' anche una partita di scacchi sulla scacchiera della politica interplanetaria, ed inizia con una classica mossa di "gambetto". E' una onesta illustrazione di come il potere richiede inevitabilmente di continuare a crescere, pena la sua distruzione, e che i monopoli sono la naturale fine di ogni economia, ed anche il suo strangolamento, perche' l'equilibrio dei poteri e' sempre un equilibrio instabile.
Dune e' tante cose insieme, ed ognuno puo' vederci l'aspetto che piu' gli piace, anche farsi conquistare dal misticismo delle Bene Gesserit, cosi' perfettamente inserito nei giochi di potere di quella societa'. Ma Dune rimane sostanzialmente un mirabile affresco di un pianeta impossibile eppure perfettamente logico, un pianeta di fantasia ma cosi' vivo ed affascinante che poi si finisce sempre per vederne una parte, una piccola imitazione, in questo o quel luogo della terra, fatti salvi quei formidabili ed irripetibili vermi delle sabbie.
Dune e' un romanzo che meriterebbe una ristampa.

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