John Brunner

Il Gregge Alza la Testa

ed. Nord 1975 (The Sheep Look up - 1972)

Tutti a Zanzibar

ed. Nord 1977 (Stand on Zanzibar - 1968)

Ecco tutta la verità su un futuro possibile. L'esportazione del sistema di vita americano incontra ampi ostacoli tutt'intorno al globo, ma è stato appena eletto un nuovo Presidente, simpatico, piacevole, di una rassicurante stupidità, e capace di pronunciare giudizi lapidari e orecchiabili. Spetta a lui portare il popolo degli Stati Uniti alle soglie dell'anno 2000: "Padre Nostro che sei a Washington..." Le grandi società industriali e finanziarie, ivi compreso il Sindacato (che ricicla in attività lecite il denaro accumulato un tempo con il gangsterismo), tengono saldamente le leve del potere.
I giovanotti di buona famiglia, usciti brillantemente dall'accademia militare fanno rapida carriera presso i generali che formano la "diga del Pacifico", cioè un'alleanza bianca, comprendente l'Australia, la Nuova Zelanda e le superstiti dittature di destra dell'America Latina. La popolazione americana continua ad adattarsi alla normalità di condizioni di vita sempre meno, nonostante i cibi adulterati, l
'insicurezza drammatica dell'ordine pubblico, l'aria e il mare e il suolo inquinati, la brusca caduta dell'indice medio della durata della vita, l'alta percentuale di neonati malformati. Ma altrove, specialmente nei paesi sottosviluppati, la situazione precipita. Sulle rive del Mediteraneo, ridotto a una fogna, è scoppiata una crisi che tra l'altro ha spinto le popolazioni dell'Africa settentrionale a una disastrosa guerra con i vicini a sud.
In questo mondo che diventa, con progressione geometrica, sempre più ingovernabile, i fatti privati e quelli pubblici s'intrecciano in una fitta rete d'influssi reciproci, di corresponsabilità, di errori di giudzio, in cui persino alle vittime ed agli alleati accade di sterminarsi fra loro, in cui le verità sono, a conti fatti, delle bugie e in cui certe menzogne sono tuttavia. Il cataclisma è clamoroso, inarrestabile, un vero crepuscolo degli dèi che travolge i duecento milioni di esemplari più stravaganti e nocivi della nostra specie. [la copertina si riferisce ad una ristampa successiva]

Fantastico come la realtà. Scientifico come la fisica e la filosofia, come la musica e la matematica, come la sociologia e il sogno. Imprudente e intransigente. Estremista, esoterico, eccessivo, rivoluzionario come la rivoluzione di domani. Profondamente umano.
Questo è Zanzibar, il mitico "Zanzibar" - libro segreto della fantascienza moderna.
I protagonisti più diretti della vicenda, Hogan e House, hanno in comune qualcosa di più che l'appartamento in cui coabitano, la sequela di "sfinfie" che passano per i loro letti, e la H iniziale del nome. Sono due giovani che, scavalcando i propri problemi personali, vengono travolti ai due capi del mondo dai destini rispettivi, positivo per l'uno, negativo per l'altro, ma entrambi su scala globale e drammaticamente condizionati dalle strutture del potere.
Intorno a loro si frantumano le storie private e struggenti d'innumerevoli persone d'ogni genere e tipo: è tutto un mondo futuro visto da dentro, nei suoi tic, nei suoi costumi, nel suo linguaggio, nella sua fiera delle vanità, nella sua sopraffazione televisiva, nella sua condizione d'incomunicabilità.
L'idolo e l'oracolo di questo mondo è Shalmanéser, il supercervello elettronico che acquista autocoscienza NON come i suoi creatori forse speravano, bensi nella salutare semplicità della logica. Il suo colloquio con Chad Mulligan - barbone milionario, scrittore disperato per l'impossibilità di parlare la lingua del semplice buonsenso senza sembrare paradossale - è un momento di grande e civile emozione.
Su tutto incombe l'esplosione demografica. All'inizio, l'intera umanità potrebbe stare, ritta in piedi, sull'isola di Zanzibar; alla fine è con i piedi nell'acqua.
Il mondo di "Zanzibar" si è già in parte avverato: le multinazionali la guerriglia urbana, il terrorismo, l'"amplificazione" militare, persino una specie di Papa Eglantine... A quando la politica di selezione eugenetica?

Questo mese ho deciso di presentare un "invito alla lettura" di due romanzi,

Il perche' di questa decisione e' semplice. Molte volte uno o piu' romanzi sono uniti in maniera forte da qualche elemento. Spesso e' la storia che continua da uno all'altro, ma qualche volta e' un legame tematico, un comune obiettivo, anche se le narrazioni sono completamente scollegate, ed e' questo il caso in questione. Come si puo' sceglierne uno solo? Come si puo' consigliarne uno senza parlare dell'altro, o degli altri? Nel caso poi che non rappresentino un'unica storia, l'unico modo e' di presentarli contemporaneamente.

Perche' poi la scelta di questi due vecchi romanzi? (sono anche purtroppo di difficile reperimento, nonostante le varie ristampe, nessuna pero' recente).

Le ragioni sono molte, e molte sono personali, ma in fin dei conti, questi sono miei consigli...

Prima di tutto, Brunner e' uno scrittore vero. Ha scritto molto, e di tutto. Nella fantascienza ha scritto un notevole numero di romanzi di avventure spaziali, mai banali. Storie sempre piacevoli da leggere. Queste storie le ha scritte sia prima che dopo i due romanzi che presento. Questi due romanzi, forse insieme ad altri due, sucessivi, che pero' mi sembrano leggermente di tono minore, sono una specie di mondo a parte.

Sono stati scritti tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70, e risentono ovviamente del clima, delle aspirazioni, degli obiettivi, e delle sconfitte, di quel periodo che noi riassumiamo, forse troppo brevemente, come "il '68", ma che incomincia con il "free speech movement" di Berkely del 1964. Interpretato da un vero scrittore, quei temi diventano non solo l'anteprima del filone che si chiamera' "ciberpunk", ma anche una vera anticipazione dei temi "no-global", perche' questi sono dei veri romanzi globali. E' l'intero mondo, il vero protagonista, o meglio, l'intera umanita', essendo il mondo lo spettatore innocente, che diventa la vittima. Anche lo stile e' molto particolare, ed e' stato usato da Brunner solo per questi due romanzi. Piu' che ad una storia, il lettore si trova davanti ad un giornale, in cui si alternano brevi notizie di agenzia, articoli generali, approfondimenti su qualche personaggio, il tutto intrecciato con la narrazione dei molti rivoli di cui la storia consiste. L'insieme abbraccia di fatto il mondo intero.

Il tema centrale dei due romanzi e' diverso. Ne "Il gregge alza la testa" il problema analizzato e' l'inquinamento. Inquinamento del mondo e dell'animo umano. In "Tutti a Zanzibar" viene esaminato l'effetto della sovrapopolazione, e lo stress che deriva dal vivere continuamente in stretto contatto gli uni agli altri. Il titolo in effetti deriva dalla considerazione che all'inizio del romanzo l'intera popolazione umana potrebbe stare, ben stretta, sull'isola di Zanzibar, mentre alla sua fine tutto intorno all'isola moltissime persone sarebbero ormai con l'acqua alle ginocchia.

In realta' non mi ricordo molto bene la trama di nessuno dei due. Quando, per scrivere questa presentazione, e controllare gli anni di pubblicazione, sono salito sull'ultimo gradino della scala per raggiungere gli scaffali piu' alti della mia libreria principale dove i due volumi giacevano, mi sono posto il problema se rileggerli o meno. Ogni tanto rileggo qualcuno dei libri piu' vecchi, di cui ho perso quasi completamente la memoria. Questa volta ho deciso di no, almeno per il momento, e li ho riposti sul loro scaffale, posto "nobile", ma un po' fuori portata, dedicato ai libri importanti ma che non voglio, o non mi interessa, avere sottomano. Non so se riusciro' a spiegare perche' non li ho riletti, ne' li ho messi nel pacco dei "da leggere" che ormai supera la ventina di volumi, ma ci provero'.

Li ho letti, nell'edizione italiana e quindi nell'ordine in cui li ho proposti, diverso da quello della loro apparizione in lingua originale, appena pubblicati. Era il periodo in cui, lasciata da qualche anno la partecipazione attiva ad un gruppo extraparlamentare, stavo ancora cercando di mettere ordine nelle mie motivazioni politiche, pressato inoltre dalle esigenze della mia attivita' lavorativa, iniziata da poco, e dal resto della vita privata, che si stava consolidando. Le perplessita', i dubbi che avevano causato il mio allontanamento dal gruppo cui avevo fatto parte per tutto il periodo universitario, stavano trovando, lentamente, una giustificazione logica, ma ancora a volte mi chiedevo se la rigidita' mentale, l'incapacita' di vedere l'incongruenza di certe posizioni, od il trovarvi giustificazioni del tutto astratte, che mi sembravano l'aspetto dominante dell'ideologia del gruppo, molto razionale invece per altri aspetti, era vera o solo una mia impressione, una mia incapacita' a capirne la ragione. Questi romanzi, insieme ovviamente a tante altre letture, hanno contribuito a chiarirmi definitivamente le idee. A farmi comprendere che esistono molti modi diversi di osservare la stessa realta' e di cercare di controllarla. Modi non necessariamente escludentesi, ma non necessariamente in grado di ottenere il risultato auspicato. E anche i risultati auspicati devono essere valutati con estrema attenzione, per valutarne la realizzabilita'. Sono stati due romanzi che mi sono rimasti impressi, anche se non mi ricordo piu' la trama. Rileggerli ora, a distanza di tanto tempo, con i cambiamenti avvenuti, sia in me che nel mondo, poteva portare ad una delusione, come quando si rivede da grandi qualcosa che da piccoli ci aveva lasciato una grande impressione. In me ora rimane la sensazione di qualcosa di bello ed importante, rileggendoli forse sarebbero apparsi molto piu' banali. Non ho avuto il coraggio di correre questo rischio, non ancora.

Pero', nonostante tutto, credo meritino di essere letti.

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