Alastair Reynolds

Rivelazione

ed. Urania 2009 (Revelation Space-2000)

Giganteschi tracciati nel cosmo, macchine onnipotenti, alien dalla cultura incomprensibile. Molti sanno rimescolare ingredienti come questi, ma pochissimi autori hanno il coraggio di andare fino in fondo e domandarsi: quale macchinazione sta all’origine dell’universo?
La risposta è nel gigantesco “puzzle” cosmico che costituisce l’ardita opera prima di Alastair Reynolds.
“Urania” l’ha suddiviso in due volumi, il primo dei quali inizia con una domanda  di pura fantarcheologia: che fine hanno fatto gli Amarantini, super evoluti abitanti del pianeta Resurgam, inghiottiti nell’abisso un milione di anni fa?

Perché l’antica razza degli Amarantini si è estinta? Sylveste, l’archeologo, crede che quei provetti navigatori interstellari abbiano causato da soli la propria rovina, come potrebbe accadere oggi all’umanità. Ma le sue idee sono pericolose e Sylveste ha già rischiato la vita una volta: qualcuno ha incaricato una mano omicida di ucciderlo.
Ora che il mistero degli antichi astronauti sta per essere svelato, le tensioni della società umana non sono mai state così spaventosamente vicine alla prova della verità o, se preferite, all’olocausto.
La magnifica conclusione di un grandioso affresco galattico.

Fino ad ora non ho mai raccomandato la lettura di un romanzo apparso nella collana di Urania, ma non certo per una loro mancanza di qualità. Il fatto che Urania sia una pubblicazione che esce solo in edicola, e che ogni volumetto sia sostanzialmente introvabile sin dal mese successivo alla sua uscita fa sì che un eventuale consiglio di lettura arrivi necessariamente quando il volumetto in questione non è più disponibile. Questo è purtroppo un limite enorme di questa collana che è stata alla base della fantascienza in Italia, e che lo sta diventando nuovamente oggi, dato che la fantascienza non è più considerata un'opzione accettabile dagli editori di libri che si vendono in libreria.
Per questo, per evidenziare come la fantascienza non sia scomparsa dal mondo, ma solo dalle librerie italiane, raccomando questo mese la lettura di questo romanzo di
Reynolds, che è solo il primo di una serie di opere di alta qualità già uscite da tempo all'estero. Diviso in due parti per le sue dimensioni non compatibili con una pubblicazione da edicola, è forse ancora recuperabile nelle edicole che non fanno della "resa" immediata una politica di sopravvivenza, o magari disponibile nelle bancarelle dell'usato, anche se forse è ancora troppo presto per questo.
E' una fantascienza che ha molto della space opera classica, anche se ovviamente rivisitata alla luce delle conoscenze scientifiche odierne, che sono molto ben estrapolate fino a limiti estremi, ma ha anche un'attenzione per le problematiche sociali, per le conseguenze della tecnologia avanzata, che i classici non avevano, ed aggiunge una attenzione per le ragioni dell'universo che è un argomento di fatto molto moderno.
E' una lettura che deve essere eseguita con attenzione, perchè la trama avventurosa, gli intrighi e l'azione sempre attiva e ben descritta non devono riuscire a nascondere tutti gli altri aspetti che, seppure apparentemente minoritari e qualche volta casuali, rappresentano a mio parere il perfetto completamento di una narrazione matura, nonostante si tratti di un'opera prima.
Ho ormai l'impressione che per leggere questi livelli di fantascienza, che sono livelli di altissimo valore, non rimanga che rivolgersi alle edizioni originali inglesi e/o americane, almeno per chi è in grado di leggere l'inglese. Le librerie italiane sono ormai piene solo di pessima fantasy per ragazzi poco intelligenti, estremamente ignoranti della letteratura precedente e di bocca molto buona.
Fatte ovviamente salve le pochissime eccezioni, di cui cerco di dare notizia in queste pagine.

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