Joe Abercrombie

Red Country

Ed. Gargoyle 2015 (Red Country- 2012)

 

Shy Sud sperava di poter seppellire il suo cruento passato e cavalcare via con un bel sorriso sulla faccia, ma prima dovrà rispolverare le maniere forti per riprendersi la sua famiglia. E lei non è certo tipo da tirarsi indietro di fronte a ciò che è necessario fare. Così si metterà sulle tracce dei rapitori con un paio di buoi e il suo codardo patrigno Agnello a farle compagnia. Ma anche lui ha seppellito un sanguinoso passato e nelle Terre Remote, dove non c’è Legge, il passato non rimane a lungo sotto terra. Il loro viaggio li porterà per aride piane fino a una città di frontiera stritolata nella morsa dell’avidità, tra faide, duelli e massacri, e poi fino in cima alle inesplorate montagne verso la resa dei conti con gli Spettri. E come se tutto questo non fosse abbastanza, saranno costretti a una scomoda alleanza con Nicomo Cosca, il famigerato mercenario, e il suo scriteriato legale Tempio, due uomini di cui nessuno dovrebbe fidarsi.

Quinto romanzo ambientato nel mondo di The First Law ma che, come il precedente Il Sapore della Vendetta, può essere letto indipendentemente anche se la conoscenza di alcuni personaggi che riappaiono dal passato è sicuramente utile per capire alcune implicazioni. Consiglierei quindi caldamente di leggere prima la trilogia originale.
The First Law era stata una sorpresa totalmente imprevista, un'opera davvero innovativa che ha giustificato la definizione di un nuovo sottogenere, la Grim Fantasy (o Grimdark Fantasy come preferisce Wikipedia), anche se si assegna l'origine del sottogenere a George R.R. Martin con il suo acclamato (e speriamo che riesca anche a finirlo) A Song of Ice and Fire, ma non credo Abercrombie protesterà troppo...
Io l'ho letta nella sua versione originale, perché la traduzione italiana è apparsa molti anni dopo, e ne sono stato davvero colpito. Quando poi ho letto Il Sapore della Vendetta nell'edizione italiana, avevo quasi avuto il sospetto che il traduttore avesse fatto un cattivo lavoro, ma invece era stato Abercrombie ad aver cambiato decisamente registro narrativo, producendo una storia che si svolgeva nello stesso mondo, anche se con personaggi quasi tutti nuovi, ma con uno spirito completamente diverso e sopratutto con un tema centrale ben definito: la vendetta. Tutto sommato, mi era sembrato un romanzo decisamente inferiore ai precedenti, nonostante alcune parti ancora all'altezza della trilogia originaria, e continuo a pensare la stessa cosa anche ora, avendo metabolizzato quella lettura e avendo affrontato la sua successiva.
Questo Red Country presenta una nuova visione, in una parte del mondo diversa, della filosofia generale che Abercrombie sta seguendo, e che sta decisamente evolvendosi. La Grim Fantasy, anche davvero Dark come evidenziato da Wikipedia, che era evidente nella trilogia della The First Law, era già diventata una cosa diversa, e non molto ben riuscita secondo me, nel Il Sapore della Vendetta, e diventa una cosa ancora più diversa in questo Red Country. Ma diventa una cosa molto bella, molto gradevole e molto leggibile. In altre parole, questo ultimo romanzo mi è piaciuto molto.
Molti degli aspetti che hanno dato origine alla definizione di Grim Fantasy sono ancora presenti, ma molto attenuati, quasi secondari al tema principale, che è, e qui forse esagero un po', il significato della propria esistenza. Ma è questa ricerca che guida le azioni dei personaggi principali, siano essi nuovi come Shy Sud o ben conosciuti cone Nicomo Cosca, per non parlare di Logen Novedita, il Sanguinario, scomparso alla fine della prima trilogia e riapparso qui con il nome di Agnello, che però non riesce a tenere nascosta la sua natura, nonostante tutta la sua volontà.
La trama del romanzo non offre particolari novità, ed è invece nell'analisi dei diversi personaggi che Abercrombie ottiene il suo risultato migliore. Questa volta viene abbandonato l'aspetto più "dark", anche se ovviamente le diverse nature dell'animo umano sono ampiamente documentate, e analizzate attraverso i comportamenti dei personaggi principali. Tutto sommato si tratta praticamente di una avventura western, in molti dei suoi aspetti, a cominciare dell'ambientazione in cui si svolge, anche se ampiamente avvolta da un velo fantasy. Ma la logica degli avvenimenti è ampiamente quella di una storia western, con tutti i suoi stereotipi e i suoi punti forti e deboli.
Una osservazione abbastanza evidente è che in questi romanzi successivi alla trilogia che lo ha reso famoso, Abercrombie sta analizzando alcuni aspetti della natura umana che offrono sicuramente elementi validi per delle storie efficaci, ma che ha ormai abbandonato la logica del mondo iniziale. Intendo dire che del mondo di magia della prima trilogia non c'è più alcun ricordo, come ancora manca un seguito dello scontro magico che aveva concluso quella storia. Le azioni presentate in queste due estensioni sembrano aver dimenticato il vero centro del conflitto.
Potrebbe essere che Abercrombie ci stia preparando una nuova vera sorpresa, o che abbia magari perso interesse alla magia che aveva guidato i suoi primi romanzi.
Rimane il fatto che Red Country è una lettura decisamente positiva, molto ben scritta, senza i punti deboli del romanzo precedente e con meno qualità totale della trilogia iniziale, ma con una struttura interna del tutto valida. Il finale è degno di Abercrombie, e chi ha letto le mie recensioni passate potrà capire meglio cosa intendo.
 

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