Vernor Vinge

Universo Incostante

Edizioni Nord - 1993 (A Fire Upon the Deep - 1992)

Chi può dire se l'universo sia sempre e ovunque uguale a se stesso? E potremmo immaginarne uno dove le leggi fisiche non siano costanti?
Nello spettacolare scenario di questo romanzo la nostra galassia è divisa in quattro zone: in quella più interna la velocità della luce è un limite invalicabile che non permette lo sviluppo di alcuna civiltà tecnologica. Attorno a questa vi è una zona "lenta", dove persiste il medesimo limite ma è possibile lo sviluppo di tecnologie più avazate a causa della particolare natura della materia. All'esterno vi è una dimensione ancora più vasta, dove la velocità della luce non è più assoluta e dove infatti si sono sviluppate civiltà avanzatissime. Infine, vi è una zona "trascendente", dai contorni indefiniti, dove l'universo in quanto sistema di informazione può raggiungere uno stato di auto-consapevolezza attraverso i Poteri. Ed è qui che una civiltà interstellare scopre un pianeta-archivio che non cela solamente un bagaglio illimitato di conoscenze, ma una perversa entità che atende da milioni di anni di essere riattivata per scatenare su razze e civiltà il suo potere distruttivo. Solo un'astronave riesce a sfuggire all'apocalisse, dirigendosi verso l'unico pianeta dove potrà essere elborata la contromisura in grado fermare l'avanzata che sta inghiotendo nel nulla l'universo...
Una formidabile avventura in un universo mai immaginato prima d'ora, firmato da un astro nascente della fantascienza contemporanea.
Perche' inizio questa rubrica di presentazioni con questo romanzo, che puo' sembrare "vecchio", essendo stato scritto 22 anni fa?

Prima di tutto perche' e' un bellissimo romanzo, un esempio tra i migliori di cosa sia la "vera fantascienza", in cui veramente Scienza e Fantasia si intrecciano e si potenziano reciprocamente, fornendo sempre nuovi argomenti di riflessione. E poi perche', dal mio punto di vista, non e' certo un romanzo vecchio, risultando anzi nella parte piu' "giovane" della mia biblioteca. Prima o poi vi parlero' anche di altri libri di questo autore, che amo molto, per la sua cultura scientifica (e' professore di matematica) che si traduce in una visione del mondo molto razionale, anche quando e' un mondo di pura fantasia. L'idea di base di questo romanzo e' completamente originale, per quanto ne so io. La possibilita' che la velocita' della luce non sia una costante universale e' stata esaminata non solo scientificamente, ma anche in molti romanzi di fantascienza, in cui le conseguenze sono state analizzate con maggiore "fantasia". La possibilita' che tale limitazione possa essere collegata alla densita' gravitazionale credo sia stata gia' proposta, ma non mi sovviene alcun lavoro scientifico, e nessun romanzo di SF, a riguardo. La novita' proposta in questo romanzo e' la dipendenza dello sviluppo tecnologico dalla limitazione di velocita, che, a ben penserci, non e' poi difficile da credere. Abbiamo quindi diversi livelli di sviluppo in dipendenza dalla distanza del nucleo galattico (ma sara' poi cosi' per tutte le galassie? Il romanzo non lo spiega), con un enigmatico e sconosciuto mondo trascendente nello spazio intergalattico.

Un altro aspetto studiato sempre con molta attenzione nei lavori di Vinge e' quello della comunicazione. La rete di comunicazione diventa sostanzialmente la Cultura. Lui ha scritto certe cose piu' di 20 anni fa... alla luce di quanto vediamo oggi, gli possiamo dare torto?

Come credo faro' per tutti gli altri suggerimenti, non entro nei dettagli della trama. Chi vuole vada a leggersi il romanzo, e non avra' di che pentirsene. La trama e' una cosa che deve essere scoperta passo passo solo da chi ha interesse, ed inoltre... non e' che mi ricordi piu' tutti i dettagli

PS - Di Vinge ho poi presentato anche Tutti i Racconti

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