Ian McDonald

Luna Nuova

Ed. Urania Mondadori 2018

 

Anno 2110. Il nostro satellite è stato colonizzato e industrializzato, e cinque potenti famiglie, i "Cinque Draghi", detengono il potere sulle preziose risorse che vengono estratte ed esportate sulla Terra: l'elio-3, il carbonio, il ghiaccio e i metalli rari. Ma il modello di governo ha riportato la società spaziale al feudalesimo, perciò ciascuno deve combattere per conquistare il proprio posto. Adriana Corta, a capo di uno dei "Cinque Draghi", ci era riuscita sottraendo il controllo dell'elio-3 alla Mackenzie Metal Corporation. Adesso, ormai anziana, deve difendere la florida azienda di famiglia da tutti i nemici che si è fatta negli anni. Per sopravvivere, però, dovranno essere i suoi cinque figli a scendere in campo contro i numerosi avversari. E per difendersi da loro stessi

Ian McDonald è sicuramente ben conosciuto da chi legge la fantascienza in modo non solo occasionale, per cui non ha bisogno di molte presentazioni. Di lui avevo letto solamente Desolation Road, il suo romanzo d'esordio, e un racconto: Forbice vince carta vince pietra, che mi ha molto colpito. Mi ero riproposto da tempo di leggere gli altri suoi romanzi più importanti, ma senza trovarne mai l'occasione. Alla fine ho incominciato da questo che è il primo romanzo di una trilogia abbastanza recente, e che da molte parti, compreso l'autore stesso, è stato definito il Games of Thrones in chiave lunare. A parte l'osservare che è il titolo della serie TV a diventare un simbolo, e non quello della serie di romanzi, che sarebbe Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, a dimostrazione che ormai l'aspetto visivo domina completamente su quello scritto, devo riconoscere che c'è molto di condivisibile in questa osservazione.
Qui le "famiglie" dominanti sono solo cinque, ma anche il mondo in cui lottano per la supremazia è, almeno al momento attuale, piuttosto ridotto, però la guerra tra di loro ha la stessa violenza e illogicità di quella del romanzo di Martin. Le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco hanno probabilmente segnato la nascita del Grimdark Fantasy, mentre questi romanzi di McDonald, che si inseriscono nello stesso filone, seguono ormai semplicemente una tradizione ormai ben consolidata, anche se, per quanto riguarda la SF, non molto ricca di esempi. Presupponendo una società lunare che ha completamente superato la differenza di genere, McDonald riesce ad eguagliare Martin sul piano dell'erotismo e della sessualità esposta, anche se, forse per la tradizionale "pruderie" fantascientifica, al livello di questo primo volume è decisamente meno esplicita, più immaginata che visualizzata.
Ma passiamo a cosa mi è piaciuto, cominciando dall'ambientazione perfettamente realistica e scientificamente ben fondata, anche se magari un poco ottimista sui tempi necessari per arrivare a quei livelli. Una Luna su cui la vita è violenta e quasi sempre senza seconde alternative, o vinci o muori, e descritta con una durezza adeguata. Viene subito alla mente il paragone con Gunpowder Moon di David Pedreira, in cui si trova un'atmosfera analoga e anche alcune definizioni della vita sulla Luna del tutto uguali, ma il romanzo di Pedreira è del 2018, mentre McDonald ha pubblicato il suo nel 2015. Vi sono diversi aspetti di questa civiltà lunare davvero apprezzabili, a cominciare dalla città di Crogiolo, base dei Mackenzie e loro principale fabbrica per la fusione dei metalli utilizzando l'energia solare concentrata, che per mantenere l'efficienza dei suoi specchi concentratori si muove su binari seguendo la posizione del sole, pur rimanendo uno degli snodi ferroviari principali della rete lunare. Senza però dimenticare che richiama molto Terminator, la città inventata da Kim Stanley Robinson in 2312, che rimane perennemente nella zona crepuscolare di Mercurio spinta automaticamente sui binari dalla dilatazione degli stessi sotto il calore del sole.
Tutti i cittadini lunari sono perennemente connessi alla rete informatica generale, ma solo nelle zone abitate, non sulla superficie aperta, con una Intelligenza Artificiale dedicata, il Famigliare, che fa da interfaccia alla rete e si manifesta come un'icona dalla forma a piacere, un oggetto o un animale, appollaiato sulla spalla di ogni cittadino, mentre in un angolo del campo visivo è perennemente mostrato il proprio bilancio di consumo dei quattro elementi fondamentali della vita sulla luna: acqua, carbonio, aria e dati. Il tutto non può non ricordare il mondo perennemente interconnesso di Vernor Vinge.

Un aspetto che caratterizza fortemente questa società è che non è retta da leggi, ma da contratti. Ugni cosa è contrattabile tra le parti, e il contratto è la legge. Questo ovviamente porta ad un alto numero di cause giudiziarie per l'interpretazione delle clausole dei contratti, cause che possono essere risolte con un duello tra gli avvocati o loro rappresentanti. Questo aspetto, qui non propriamente centrale per la vicenda, ricorda però la trilogia The Fencer di K J Parker, in cui era uno degli elementi principali.
Da quello che ho detto risulta chiaro che non ho notato particolari elementi originali in questo romanzo, ma questo non significa affatto che sia una scopiazzatura, anzi. Anche se già presenti in altre opere, questi aspetti sono inseriti in una trama accattivante, con personaggi molto ben caratterizzati e una narrazione con un ritmo sempre sostenuto. Ovviamente non ci si distacca molto da quello che ci si aspetta da un romanzo basato su una guerra tra "famiglie", e certe situazioni sembrano fin troppo scontate, ma l'ambientazione particolare fa superare questa "scontatezza", ed è di forte aiuto per rendere molto piacevole la lettura.
Quindi al momento non una storia originale, nemmeno completamente per l'ambientazione, ma gradevole da leggere. Aspettiamo i seguiti.

 

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