John Varley

Linea Calda Ophiucus

ed. Fanucci 1994 (The Ophiucus Hotline-1977)

Lilo era morta. Processata, condannata, suicida. Ma era anche viva. Anzi, c'erano molte Lilo. Negli anni della dispersione dell'umanità sugli altri pianeti del sistema solare, dopo che gli invasori ebbero conquistato la Terra, la clonazione era un sistema di sicurezza ormai comune. Clonazione, ovvero riproduzione di un essere umano completo di personalità e memoria, una tecnica rilevata ottraverso misteriose trasmissioni provenienti dallo spazio, la Linea Calda Ophiucus, appunto. Nessuno sapeva come e perchè quelle trasmissioni avvenissero, ma tutti applicavano entusiasticamente la nuova tecnica. Eppure la clonazione era anche un pericolo terribile. E quando venne nelle mani di Tweed, ex capo della Luna, il pericolo diventò realtà, e prese lo forma di un complotto contro la Terra. Finchè un nuovo messaggero giunse da Ophiucus ...

Di John Varley avevo già parlato consigliando la lettura de La Spiaggia di Acciaio, nell'ormai lontano Giugno 2005 quando, ancora all'inizio di questa rubrica di presentazioni e consigli, mi limitavo a poche parole di giustificazione della ragione del mio invito a leggere questi romanzi e non davo alcuna informazione sulla trama. Sono passati molti anni, più di quanti avrei ritenuto possibile allora, e questa rubrica si è evoluta, come pure l'intero sito che la ospita. Ora, anche senza fare un vero spoiler, entro normalmente di più nel dettaglio del romanzo che sto raccomandando, e anche se continuo a privilegiare le mie sensazioni personali, cerco anche di dare delle motivazioni oggettive, inquadrando il romanzo nel panorama generale del suo genere, sia esso la Fantascienza o uno dei diversi subgeneri del Fantasy.
Linea Calda Ophiucus è il primo romanzo di Varley, e tira le fila dei diversi racconti pubblicati in precedenza tutti ambientati nello stesso universo che verrà poi chiamato Gli Otto Mondi. E' proprio questo romanzo, con i suoi due temi principali, a definire e chiarire gli aspetti generali solo abbozzati nei racconti precedenti. Il primo tema è l'occupazione della Terra da parte dei misteriosi "invasori", che dichiarano di voler difendere i propri simili presenti, ma fino a quel momento inosservati, nelle profondità dell'atmosfera di Giove, e quelle che vengono dagli stessi invasori definite le uniche razze veramente intelligenti sulla Terra, i delfini e le balene. Gli umani, come tutti i loro simili sparsi per l'universo che costruiscono strumenti, vengono invece considerati dei parassiti violenti e messi da parte in modo che non diano fastidio.
Il secondo tema è la Linea Calda Ophiucus che dà il titolo al romanzo. Una trasmissione di dati di varia natura apparentemente proveniente dalla stella Ophiucus che giustifica il salto scientifico e tecnologico dell'umanità, altrimenti difficilemnte spiegabile. E' uno degli argomenti principali di questo romanzo, e vi trova anche la sua soluzione estemporanea ma coerente.
La Spiaggia di Acciaio, e il successivo The Golden Globe mai pubblicato in Italia, condividono l'ambientazione generale de Gli Otto Mondi, ma non ne sono parte intrinseca, in quanto non ne conservano molti dettagli anche essenziali per la storia generale.
Mentre il problema principale che viene esaminato ne
La Spiaggia di Acciaio, come ho evidenziato nella sua molto breve presentazione, è la solitudine, specialmente la solitudine che deriva da una vita quasi infinita, completamente libera nelle sue scelte, e quindi con pochi vincoli verso gli altri, solitudine che unisce umani e macchine intelligenti quasi allo stesso modo, nella Linea Calda Ophiucus il problema centrale possiamo dire che è un po' più primordiale, riguardando ancora una natura umana più vicina alla nostra. In una società dai costumi estremamente liberi, dove il cambiamento di sesso è un fatto normale e spesso ripetuto innumerevoli volte, dove il controllo genetico del corpo è praticamente totale, così come la libertà di modificare il proprio aspetto, dove la registrazione elettronica della memoria globale di un individuo, e quindi la sua stessa personalità, è una operazione di routine, rimane un unico tabù assoluto: la clonazione umana è possibile esclusivamente per sostituire un corpo distrutto, essendo ammessa una sola copia di una persona per volta. Questa regola impedisce di sfruttare completamente le informazioni ricevute dalla Linea Calda Ophiucus, il cui scopo era invece proprio quello di far moltiplicare gli umani, adattarli geneticamente ad ambienti diversi e spingerli ad espandersi verso le stelle, anche se lo spazio è estremamente affollato e l'azione degli "invasori" ha estromesso molte razze dai loro sistemi solari originali.
In realtà quello della clonazione non è l'unico problema analizzato nel romanzo, e non lo è nemmeno molto approfonditamente, perchè
Varley preferisce gettare sul tavolo quante più provocazioni può, analizzandone alcune, semplicemente lasciando evolvere altre o limitarsi a farle notare. Varley è famoso per aver "sprecato" più idee in un racconto o in un romanzo di quasi qualunque altro autore di fantascienza, eppure ogni volta ne ha di nuove. Per questo molti aspetti scientificamente o culturalmente interessanti rimangono solo accennati, e formano quel background irripetibile che si può trovare solo nei romanzi di Varley.
Ho riletto dopo molti anni questo
Linea Calda Ophiucus, e ho continuato a rimenere colpito dalla fantasia del suo autore e conquistato dal suo mondo di esseri raminghi per il sistema solare, senza patria e senza radici, ma quasi onnipotenti e immortali, succubi di problemi che loro stessi si costruiscono. E questo aspetto è quello che mi piace di più, più della storia dell'interazione con le razze aliene e la speranza di un futuro di espansione.

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