Ann Leckie

Ancillary Justice

Ed. Orbit (2013)

 

The Radch are conquerors to be feared - resist and they'll turn you into a 'corpse soldier' - one of an army of dead prisoners animated by a warship's AI mind. Whole planets are conquered by their own people.
The colossal warship called The Justice of Toren has been destroyed - but one ship-possessed soldier has escaped the devastation. Used to controlling thousands of hands, thousands of mouths, The Justice now has only two hands, and one mouth with which to tell her tale.
But one fragile, human body might just be enough to take revenge against those who destroyed her.

Un romanzo di una esordiente che ha vinto praticamente tutti i premi che poteva vincere, dall'Hugo al Nebula, e che forse per questa ragione ha ricevuto anche più critiche di quante ne avrebbe avute se non avesse vinto tutto. Ma è il destino di chi capita improvvisamente ed inaspettatamente sotto i riflettori principali.
L'ho letto dopo la proclamazione dei premi, quindi con un'aspettativa piuttosto alta, e dopo aver letto molte delle critiche cui accennavo, e devo dire che se anche riconosco che alcuni aspetti delle critiche sono corretti, non posso concordare con il loro elemento di base. A mio parere si tratta di un romanzo molto buono, primo capitolo di una trilogia (il secondo volume è già apparso) ma con un finale tutto sommato emotivamente soddisfacente. Nel senso che ci sono ancora molti aspetti da sviluppare e da chiarire, ma i principali conflitti presenti nel romanzo hanno trovato una soluzione, magari parziale o temporanea, ma adeguata. Una delle critiche lette è fondata: se si considera il romanzo come space opera, allora c'è troppa poca azione. È vero, ma il problema non credo sia la troppo poca azione, ma la definizione di Space Opera nella sua accezione più diffusa. In realtà è una Space Opera, ma che sposta l'attenzione su aspetti diversi da quelli di viaggi e/o battaglie spaziali che dovrebbero ormai aver saturato l'interesse dei lettori, in attesa speranzosa di qualcosa di nuovo e di innovativo.
In Ancillary Justice l'ambientazione è estremamente accurata, così come sono curati gli aspetti psicologici dei diversi personaggi principali, in una società che ignora completamente la differenza tra maschi e femmine, che pure è presente nel concreto. Anche se questo è forse uno dei particolari che colpiscono di più, ci sono altre particolarità di questa società che meritano di essere analizzate con attenzione. Ma l'elemento principale, che domina l'intera storia, è il ruolo delle potenti AI (Artificial Intelligence) che gestiscono le grandi astronavi, in particolare quelle della classe Justice, gigantesche navi di trasporto truppe, le più grandi della flotta Radchai. Una particolarità di queste AI è di poter gestire un gran numero di Ancillary, individui umani leggermente potenziati fisicamente, e completamente connessi mentalmente alla AI, che ne controlla direttamente ogni azione e ogni emozione. Delle vere e proprie estensioni organiche dell'intelligenza centrale, con ogni Ancillary sempre in grado di essere cosciente, tramite la connessione con l'AI, di ogni sensazione, e di ogni esperienza, di tutte le altre Ancillary come se fossero proprie, pur mantenendo una parziale coscienza della propria individualità. Anche se l'uso delle Ancillary, che comporta la requisizione e trasformazione di esseri umani, sta lentamente scomparendo nell'ambito dell'Impero Radch, la gigantesca Justice of Toren ha ancora questo tipo di truppe, e per questo è anche più efficiente ed affidabile nelle operazioni di occupazione e pacificazione delle nuove conquiste imperiali. Ma quando un tradimento dovuto alla guerra intestina ai più alti gradi dell'impero porta alla distruzione dell'astronave e di tutte le sue componenti, un solo Ancillary, diventato improvvisamente un individuo singolo, si pone un obiettivo di vendetta, anche se apparentemente senza speranza. Questo suo obiettivo è il tema principale del romanzo, ed è diventato anche il sottotitolo dell'edizione italiana, per la difficoltà di rendere comprensibile la complessità di quello originale, e si scontrerà con alcuni problemi derivanti dall'uso della clonazione di interi individui e dalla condivisione mentale.
Ma andare oltre sarebbe uno spoiler eccessivo, per cui mi limito a fare dei commenti a due aspetti molto criticati dei lettori.
Il primo appunto che viene fatto è che la società dell'Impero Radch è descritta molto poco, si ignorano gli aspetti più importanti, si vedono solo parzialmente delle strutture sociali imponenti, dei rapporti complessi tra ceti sociali diversi, ma nulla di chiaro ed esplicito. In particolare risulta oscuro il ruolo generale delle potentissime AI delle astronavi più grandi, ed il loro rapporto con il potere imperiale. Questa è una critica che mi sento di condividere completamente, anche se tutto sommato questa reticenza, questo lasciare capire poco per volta attraverso eventi occasionali e casi personali la complessità di questa società mi piace. Ma vorrei che fosse un fatto voluto, che deve necessariamente evolvere verso una continua chiarificazione del problema, e non una sua sottovalutazione ingenua da parte di un'autrice alle prime armi. Vedremo con il seguito, che è già stato pubblicato.
Il secondo aspetto molto criticato di cui vorrei parlare è quello della distinzione, o meglio non-distinzione, di genere che sembra aver creato problemi di comprensione specialmente nella traduzione italiana. Come è evidente dalla copertina e dalla sinossi che presento in questa pagina, io ho letto questo romanzo nella versione originale, prima che apparisse l'edizione italiana, di cui non so nulla. Nella versione originale il problema della confusione di genere è presente ma in modo direi abbastanza comprensibile e anche interessante. Come l'ho capito io, o meglio, come ho interpretato e generalizzato gli spunti presenti nel romanzo, è che la società Radchai è assolutamente e totalmente priva di distinzione di genere. Ovviamente ci sono maschi e femmine, e fanno sesso tra di loro come tutti gli umani, ma a parte questo aspetto, tra i due sessi non c'è altra differenza. La loro lingua non contempla la differenza di genere, e la loro cultura li ha portati a non essere in grado di cogliere a prima vista nemmeno le differenze fisiche che caratterizzano i due sessi. Più semplicemente, mentre nella nostra società ci sono aspetti come il vestire, il trucco facciale, il taglio dei capelli, che tendono ad evidenziare la differenza sessuale, e noi siamo psicologicamente preparati a cogliere queste differenze insieme agli aspetti fisici che distinguono i due sessi, nella società Radchai le differenze formali non esistono, e psicologicamente sono fortemente inibiti a cogliere le differenze fisiche, dato che per loro non è importante. Questo spiega perché quando un personaggio Radchai deve parlare in una lingua diversa dalla propria, in cui invece è prevista la differenza di genere, può trovarsi in difficoltà ad identificare istantaneamente e semplicemente a vista il sesso della persona cui si vuole riferire. In alcuni passi del romanzo ci sono esplicite confusioni, momenti di indecisione, mentre è continuo l'ignorare il sesso dei vari personaggi, utilizzando però sistematicamente il genere femminile come termine neutro. Questo aspetto, che è contrario al nostro uso normale, in cui il termine neutro è eventualmente il maschile, rende subito chiaro al lettore che c'è un problema aperto nell'identificazione di genere in quella società, e lo aiuta ad entrare nel problema e capirlo. Sembra invece, ma non ne posso essere sicuro perché non l'ho letta personalmente, che nell'edizione italiana questo uso del femminile come genere neutro non venga fatto, creando una grande confusione. Se questo è vero, un aspetto del romanzo molto interessante e che spero venga ulteriormente sviluppato nei suoi seguiti, ma che è già ora fondamentale per capire i rapporti tra i vari personaggi, viene del tutto cancellato.
In conclusione, a me Ancillary Justice è piaciuto e anche molto. Sicuramente la presentazione della società al centro del racconto è per lo meno lacunosa, anche se i diversi sprazzi di informazione la rendono potenzialmente molto interessante e mi fanno aspettare il seguito. Sperando di non essere deluso.

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