Greg Bear

Hull Zero Three

ed Hachette 2011

A starship hurtles through the emptiness of space. Its destination - unknown. Its purpose? A mystery. Its history? Lost. Now, one man wakes up. Ripped from a dream of a new home, a new planet and the woman he was meant to love in his arms, he finds himself wet, naked, and freezing to death. The dark halls are full of monsters but trusting other survivors he meets might be the greater danger. All he has are questions: Who is he? Where are they going? What happened to the dream of a new life? What happened to the woman he loved? What happened to Hull 03? All will be answered, if he can survive. Uncover the mystery. Fix the ship. Find a way home. HULL ZERO THREE is an edge of your seat thrill ride through the darkest reaches of space.

Greg Bear è uno scrittore di hard SF, con idee sempre originali e spesso estremamente buone. Anche se la tecnologia fa sicuramente la sua parte nei romanzi che ha scritto, l'accento sostanziale è però sempre sul comportamento dei personaggi principali di fronte ai problemi che la realtà propone loro.
Avevo già presentato diverse opere di
Bear, incominciando dal binomio Ultimatum e Il Pianeta della Vendetta, in cui l'analisi della psicologia dei personaggi, della loro reazione ad avvenimenti estremi, e l'evoluzione che ne consegue è proprio l'aspetto fondamentale. Successivamente, dopo una doverosa rilettura, avevo anche presentato quello che ritengo sia ancora il suo capolavoro, Eon, e il suo primo seguito, Sfida all'Eternità. In questi romanzi quello che spicca ad una prima vista è l'idea della Strada, l'infinito percorso che partendo da un asteroide in fuga dalla Terra unisce altrettanti infiniti universi paralleli, e che può essere percorsa e controllata, gestendo gli accessi ai vari mondi possibili. Ma al di là di questa espressione di fantascienza hard, quello che poco alla volta diventa ancora dominante è il comportamento dei vari personaggi di fronte alle difficoltà e alle scelte che la realtà, anche molto diversa da quella solita, impone loro di affrontare.
Ho appena finito di leggere il suo ultimo romanzo, questo
Hull Zero Three, e mi sento di raccomandarne ampiamente la sua lettura. Si tratta in effetti di un triller spaziale, in cui bisogna barcamenarsi tra tecnologie strane e incomprensibili anche per il personaggio principale che ci guida nella storia, mentre la sua mente appena svegliata da un criosonno, o forse appena creata, cerca di ricostruire la realtà tra un insieme di ricordi che possono anche essere del tutto falsi. Una gigantesca astronave, con tre unità indipendenti collegate ad una gigantesca palla di ghiaccio recuperata ai bordi del sistema solare e che fornisce il carburante per i motori, sembra essere stata l'ultima speranza della razza umana per trasferire la propria discendenza su altri mondi, ed apparentemente è stata attaccata e semidistrutta, con strane e pericolose creature che la occupano.
Il personaggio principale del racconto, che scopre rapidamente di essere semplicemente l'ennesima replica di un formato catalogato nel database della nave, deve cercare di capire cosa è realmente successo, chi o cosa sono gli occupanti dell'astronave e dove è diretta. Su questa base
Bear è capace di costruire e dettagliare un certo numero di creature di cui cerca di definire la psicologia, specialmente di fronte al conflitto tra indipendenza dell'individuo e consapevolezza di essere una replica di un modello. Ancora una volta è l'individuo e il suo comportamento di fronte alle difficoltà e agli imprevisti che la realtà gli propone l'argomento principale del romanzo, con una visione morale finale non del tutto banale. Tutto l'impianto narrativo è però quello del triller, con momenti di azione esasperati, senza un attimo di respiro, e con personaggi di cui si può capire la natura solo seguendoli nella vicenda, senza mai potersi fidare completamente di nessuno di loro, nemmeno del personaggio principale.
Sicuramente in
Hull Zero Three manca il senso del meraviglioso che può dare il concetto stesso della Strada, e anche la melanconia e la tristezza per la consapevolezza di un mondo che muore che si può trovare in Ultimatum, ma è emozionalmente altrettanto soddisfacente, mentre si scoprono poco alla volta le ragioni della situazione critica in cui l'astronave si trova.
A mio parere un ottimo romanzo che difficilmente verrà tradotto in italiano.

Torna a: elenco mesi - SF&Fantasy - Home Page