Nancy Kress

I Mendicanti di Spagna

ed Urania 2008 (Beggers in Spain - 1993)

Gli insonni sono una casta di mutanti che non hanno bisogno di riposo. Con la loro inesauribile energia governano la Terra e gli uomini normali, che definiscono Mendicanti. Ma l'odio e la diffidenza serpeggiano appesi a un filo: gli sforzi disperati di Leisha Camden, avventuriera del futuro.

Il primo romanzo di una serie che non ho ancora continuato a leggere. Come spesso nelle opere della Kress, lo spunto di partenza è biologico, o meglio un'estrapolazione più o meno ragionevole di un argomento scientifico in campo biologico. In questo caso si tratta della possibilità di ridurre con una modifica genetica la necessità del sonno negli essere umani. Sulla credibilità anche solo dal punto di vista di possibilità fantascientifica delle conseguenze sull'efficienza del cervello umano di questa modifica, che è alla base di tutto il romanzo, non mi pronuncio per totale ignoranza dell'argomento, ma devo confessare che ho parecchie perplessità sulla sua valitità anche solo come ipotesi. Ma una volta accettata questa condizione narrativa, il romanzo scorre tutto sommato in modo sufficientemente ragionevole, con pochi punti appesantiti dal tentativo della Kress di sviluppare troppo accuratamente e con troppi dettagli le conseguenze psicologiche della convivenza tra insonni e normali. Non sempre questo elemento, sicuramente essenziale per lo sviluppo della storia, le riesce narrativamente bene, ma questi momenti di difficoltà si superano facilmente.
Ci troviamo a questo punto di fronte ad un romanzo essenzialmente sociologico, con l'elemento centrale, a parte l'ambientazione in un futuro prossimo molto ben descritto con pochi ma efficaci tratti, il problema del tutto universale del diverso e della sua accettazione o rifiuto da parte di una società in cui gli elementi di paura per la sua diversità vengono facilmente esaltati, a torto o a ragione. I torti e le ragioni sono molto ben descritti, anche se inseriti in una società piuttosto difficile da prevedere, opulenta oltre ogni limite ora ragionevole grazie alla disponibilità di energia quasi gratuita, e quindi meno concorrenziale e affamata di quanto sarebbe prevedibile da una normale estrapolazione della nostra realtà. Nonostante la mancanza di concorrenza di base per la sopravvivenza, il rifiuto del diverso diventa ugualmente la norma, anche perché i diversi, nell'illusione di difendersi, si isolano sempre di più contribuendo non sempre involontariamente alla crescita dell'odio reciproco.
Un buon romanzo, forse eccessivamente lungo per il suo contenuto, con alcune parti trascinate con lentezza e con troppi dettagli inessenziali, come avevo detto prima. Ma la
Kress sa come far scorrere una storia, e si arriva in fondo piuttosto gradevolmente.
Mi chiedo però come sia possibile aver scritto ben due seguiti a questo romanzo. Mi sa che prima o poi mi toccherà leggerli.

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