Larry Niven

Ringworld
I Costruttori di Ringworld
I Figli di Ringworld

ed. Ed Dall'Oglio 1971 (Ringworld-1970)
ed. Fanucci 1983 (The Ringworld Engineers-1980)
Urania 2008 (Ringworld's Children-2004)

Teela Brown: giovane, bella, frivola: la negazione dell'esploratrice. Ma possiede un'amica che non tutti hanno: la Dea Fortuna. Teela Brown parte con il piu' variopinto equipaggioche sia mai salito su un'astronave. Il Capo e' Nessus. burattinaio alien, con due teste e tre gambe, pazzo e pauroso. Poi c'e' Speaker, orso-gatto, coraggioso e feroce. E infine Luis Wu: umano, vecchio, indifferente.
I quattro esplorano un mondo fantastico, non-credibile: un immenso Anello d'acciaio che ruota attorno ad una stella. L'Anello sembra abbandonato dai suoi antichi costruttori. Sopravvive qualche tribu', tra uragani elettrici, fiori-specchio, prigioni automatiche, castelli sospesi in aria....
Un mondo da capogiro cosmico. Intanto il Nucleo della Galassia sta per esplodere.

Dieci anni dopo la pubblicazione di Ringworld, romanzo che valse a Niven l'attribuzione del premio Hugo e Nebula, e che per la verita' costituisce uno dei romanzi piu' classici e conosciuti della fantascienza moderna, ecco che l'autore si e' finalmente deciso a soddisfare le molte richieste degli appassionati che lo invitavano a dare un seguito alla vicenda che li aveva tanto affascinati.
Infatti era necessario effettuare un nuovo viaggio a quel mondo stupefacente, e non solo pe rivivere affascinanti avventure, ma sopratutto per cercare di dare una risposta all'interrogativo principale che aveva posto la scoperta di quel pianeta: chi-o che cosa-lo aveva creato?
Ed ecco che a vent'anni di distanza dalla scoperta di Ringworld, gli stessi protagonisti del precedente romanzo si trovano a dover ritoenare su quel misterioso mondo, prigionieri questa volta di un membro della razza dei Burattinai i cui scopi, come al solito, sono difficilmente comprensibili per le menti umane.
Dopo aver scoperto che Ringworld e' diventato estremamente instabile, per poter sopravvivere Luis Wu ed i suoi compagni devono cercare di localizzare il Centro di Controllo dei leggendari costruttori del pianeta.... laggiu' tra i milioni di miglia che costituiscono la superficie dello stesso.
E la loro ricerca si svolge tra le avventure piu' impreviste, costellate sapientemente di misteri e tecnologie spettacolari, quali solo Larry niven e' in grado di prospettarci.
Ringworld, il Mondo Anello: un gigantesco universo artificiale con un diametro di un milione di miglia che galleggia nello spazio remoto, e in cui vivono centinaia di razze diverse. Luis Wu e' l'uomo che l'ha scoperto e che ora e' prigioniero di una malvagia entita' aliena appartenente alla razza dei Burattinai. Questo essere imprevedibile sta per provocare una guerra di proporzioni galattiche, attaccando le astronavi di tutte le razze dello Spazio Conosciuto. Ma se la guerra ci sara', Ringworld verra' distrutto e fra le stelle non restera' che un ponte di cenere.
La recentissima pubblicazione de I Figli di Ringworld su Urania, che ho comperato per curiosita', mi ha spinto ad arrampicarmi sugli scaffali alti della mia libreria e riprendere in mano i due precedenti romanzi in mio possesso (ne esiste un altro, Il Trono di Ringworld, pubblicato pochi anni fa da Urania che pero' non ho letto, ma il suo contenuto e' brevemente riassunto nella prima parte de I Figli di Ringworld, che ne e' una continuazione). Ringworld, il primo romanzo di questa serie, e' forse quello che ha stabilito la fama di Niven, ricevendo sia il premio Hugo che il Nebula. E' in realta' il secondo romanzo che tratteggia le linee di quello Spazio Conosciuto che e' la base di quasi tutte le opere di Niven, dopo Stasi Interrotta (The World of Ptavvs), ma bisogna sempre ricordare che in quegli anni, i '60-'70, i romanzi, specialmente quelli di una certa dimensione, non erano affatto la norma della letteratura fantascientifica, ancora dominata dalle riviste e quindi dai racconti o dai romanzetti a puntate. Niven era infatti gia' ben conosciuto per i suoi racconti, che stavano gia' delineando i tratti principali dello Spazio Conosciuto. Ma sono sicuramente stati i romanzi, anche se ancora "costretti" nelle dimensioni che erano accettabili all'epoca, e Niven ha contribuito non poco all'allargamento di quei limiti, che hanno reso possibile una visione piu' ampia e globale dell'universo immaginato da Niven. In ogni caso Ringworld, preceduto si' da tanti racconti, che ne danno anche la giustificazione di base, ma solo seconda opera lunga che descrive questo universo, e', come gli altri romanzi del periodo, semplicemente un tassello molto indipendente, con labili richiami a situazioni conosciute da altri racconti. In effetti, come lo stesso Niven riconosce nelle prefazioni ai romanzi successivi, non aveva alcuna intenzione di scrivere un seguito, e quindi Ringworld termina con tante incognite lasciate senza risposta perche', al momento della scrittura del romanzo, non era stata pensata alcuna risposta. Poi, come dice Niven, il successo del romanzo ma sopratutto la creazione di diversi "siti" di discussione sulla tecnologia di Ringworld, in cui sono stati evidenziati alcuni problemi potenziali di instabilita' del sistema, hanno praticamente imposto a Niven di scrivere un seguito, quasi esclusivamente per rispondere alle molte critiche sugli aspetti strutturali di quel mondo. Il seguito, I Costruttori di Ringworld, e' di dieci anni dopo, quando diversi aspetti dello Spazio Conosciuto avevano fatto la loro apparizione, sempre a pezzetti e bocconi, ed in particolare Niven aveva scritto Il Difensore (Protector - 1973), che poteva servire come idea per risolvere l'enigma dei costruttori di un mondo del genere. Purtroppo credo che non sia stata tutto sommato una buona idea, perche' ha costretto Niven a seguire una strada pressoche' obbligata quando, sempre su pressione dei siti di appassionati, ha cercato di dare risposte ai molti quesiti che continuavano ad essere posti.
In realta' Ringworld, con la sua grandiosita', con i suoi spazi aperti, le possibilita' infinite che comporta, poteva essere una base per molte storie diverse, una specie di struttura su cui si poteva costruire qualunque cosa, sviluppare ogni possibile idea, con il vantaggio di un background solido gia' costruito. Niven invece si e' lasciato bloccare in una specie di linea di sviluppo estremamente stretta, come se fosse incapace di sfruttare la liberta' infinita che Ringworld poteva permettere. E' vero che questo non e' l'unico esempio di questa sua limitazione, perche' uno dei momenti piu' importanti e determinanti dello sviluppo dello
Spazio Conosciuto e' l'incontro/scontro tra umani e gli Kzin, ma Niven ha scritto molto poco su questo momento essenziale, lasciando sviluppare l'idea a diversi altri autori, secondo uno schema che ha avuto anche altri notevoli esempi: quello di storie diverse, scritte da altri, ma limitate e regolate dalla ambientazione di base costruita da un autore definito.
Tutto sommato, Niven sembra piu' capace di avere idee innovative che di sfruttarle completamente, ma anche in questo non e' certo l'unico, poiche' basta pensare a Farmer.
Detto questo,
Ringworld rimane una costruzione grandiosa, e il romanzo originale e' pieno di idee che potrebbero rappresentare ognuna di loro diverse storie, anche se le limitazioni di dimensioni dei romanzi dell'epoca hanno costretto Niven a farne spesso solo dei cenni, mentre l'azione, sempre molto frenetica, aveva sempre la predominanza. Un esempio tra i migliori della Hard SF degli anni '70, in cui la scienza incominciava a predominare sulla fantasia, ma il senso dell'avventura era ancora molto alto.

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