Larry Niven - Jerry Pournelle

La Strada delle Stelle
Nell'Occhio del Gigante

ed. Nord 1975 (The Mote in God's Eyes - 1974)
ed. Nord 1994 (The Gripping Hand - 1993)

In mille anni di esplorazione spaziale, la razza umana ha colonizzato centinaia di pianeti senza incontrare nessun antagonista ed è convinta di regnare suprema sulla propria parte della Galassia.
Ma un giorno, da una zona di spazio inesplorata ai margini dell'Impero dell'Uomo, giunge una sonda spaziale, costruita da una razza totalmente aliena, che potrebbe minacciare la supremazia dell'umanità e distruggere interi pianeti.Per conoscere questa nuova civiltà, per determinare il pericolo da essa rappresentato o - come ci si augura - per stringere rapporti commerciali e culturali, l'Impero invia una spedizione oltre i propri confini, con lo scopo di trovare il mondo da cui è partita la sonda: un mondo strano e affascinante, abitato da creature intelligenti come l'uomo, o forse di più, ma estremamente diverse da lui come civiltà, cultura e valori.

La strada delle stelle di Niven e Pournelle "è il più bel romanzo di fantascienza che mi sia capitato di leggere" ha scritto il grande Robert A. Heinlein, un'opinione condivisa dai lettori di tutto il modo. Il contatto fra l'Impero dell'Uomo e la misteriosa, singolare razza dei Motie è infatti fra quelli che non si dimenticano facilmente. subito evidente che si tratta di una civiltà molto antica e tecnologcamente avanzata, nonostante ignori il segreto della Propulsione Aderson che permette all'uomo di viaggiare nello spazio. La complessa cultura dei Motie è basata su un sistema di "feudalesimo industriale" ed ogni Motie rientra in un sistema di casta in accordo alla sua configurazione fisica e psicologica. Come le formiche, i Motie sono Padroni, Mediatori, Ingegneri, Guerrieri. Una razza sconvolgente e potenzialmente assai pericolosa...
Ora Niven e Pournelle ritornano in questo universo con uno spettcolare romanzo che era atteso da tempo. Sono trascorsi venticinque anni da quando il Secondo Impero ha isolato i Motie entro i confini del loro sistema solare. Le menti più brillanti dell'umanità hanno passato un quarto di secolo a studiare la terribile minaccia rappresentata dalla sola specie aliena che l'uomo abbia mai incontrato sul proprio cammino. Magnificamente adattati per ogni compito specifico, sono tuttavia condannati da millenni di evoluzione a una feroce legge: riprodursi oppure morire. Ma nei pressi della supergigante rossa nota come l'Occhio di Murcheson, l'ultima barriera che li separa dagli spazi sconfinati della galassia sta per crollare...

Tredici anni fa, quando Nell'Occhio del Gigante fu pubblicato in Italia, lo comperai ed iniziai a leggerlo. Mi accorsi subito che, nonostante diverse note, e l'uso dei "ricordi" di questo o quel personaggio, la vicenda era troppo connessa a quella del libro precedente e ne richiedeva un ricordo chiaro. Ma io avevo letto La Strada delle Stelle venti anni prima, e seppur mi ricordassi gli aspetti generali, mi sfuggivano completamente i dettagli e in particolare i rapporti interpersonali tra i vari personaggi, e non ero quindi in grado di apprezzare adeguatamente il suo seguito. Lo misi quindi da parte in attesa di rileggere il primo romanzo. All'epoca ho avuto pero' diversi problemi personali, e di questi due romanzi me ne dimenticai completamente. Li ho ritrovati, ricordandomi che dovevo riprenderli in mano, solo 5 anni fa quando, in occasione del mio ultimo trasloco, ho rimesso in ordine tutta la biblioteca. Ma anche questa volta, travolto dai problemi del trasloco, non avendo messo questi romanzi nella sezione "da leggere", me ne sono dimenticato.
Mi sono tornati sott'occhio pochi giorni fa, ed avendo questa volta un po' di tempo, sono riuscito a rileggere
La Strada delle Stelle e a leggere per la prima volta, dopo tanto tempo, Nell'Occhio del Gigante. Ed ora eccomi qui a consigliarne fortemente la lettura.
La Strada delle Stelle e' una delle piu' belle storie di incontro con una civilta' alliena che sia mai stata scritta, sicuramente quella in cui e' stata posta la massima attenzione a tutti i dettagli sia sociali che astronomici. Nell'articolo Come Costruire un Universo (Building The Mote in God's Eye), che e' inserito come introduzione ne Nell'Occhio del Gigante, Niven e Pournelle spiegano le ragioni delle loro scelte, il lavoro preparatorio necessario per definire e dare una spiegazione razionale e scientifica alle idee che volevano proporre.
Una razza dalla vita molto breve, con un incontrollabile impulso riproduttivo che li spinge ad una crescita esponenziale, allo sviluppo di una civilta' sino all'esaurimento delle risorse, a cui fa inevitabilmente seguito un periodo di distruzione e barbarie. Un susseguirsi continuo di questi "cicli", un numero sterminato di generazioni soggette alle durissime leggi dell'evoluzione fino a sviluppare un sistema di "caste" biologiche iperpecializzate. Una razza con un potenziale di sviluppo esplosivo, e che avrebbe potuto invadere e popolare l'intero universo, ma che e' intrappolata sul suo sistema originale da una particolare configurazione cosmologica.
Un irripetibile tentativo di rompere questo isolamento li fa scoprire da un rinato Impero Terrestre, risorto dopo un periodo di guerre di separazione e tentativi di egemonia, ma ancora lontano dalle capacita' tecnologiche del passato.
Il primo volume,
La Strada delle Stelle, e' la narrazione di questo primo incontro, della lenta e difficile comprensione da parte terrestre delle potenzialita' della nuova razza, mascherate in modo quasi perfetto dall'intera societa' Motie, alla disperata ricerca del modo per rompere l'isolamento determinato dalla loro collocazione cosmologica.
L'inganno non riesce completamente per l'intrinseca debolezza della struttura sociale Motie, che va di pari passo con la sua forza, e i terrestri riescono a bloccare nuovamente i Motie nel loro sistema. Per quanto tempo non e' dato di sapere, ma sicuramente non per sempre.
Il secondo romanzo,
Nell'Occhio del Gigante, parte proprio dal momento che i terrestri scoprono l'ultimo inganno, che anticipa di molti anni la possibilita' per i Motie di lasciare il loro sistema e spandersi per tutto l'universo. Il frenetico tentativo di prevenire questo disastro, il tentativo di coinvolgere i Motie stessi in un'operazione di ingegneria genetica che risolverebbe il loro problema riproduttivo sono gli elementi abbastanza scontati e senza troppe sorprese che costituiscono la storia del secondo volume. Molto inferiore al primo come inventiva e struttura narrativa, ma tutto sommato il doveroso epilogo di una storia che era stata lasciata senza una vera conclusione.
Anche la struttura della societa' umana non e' stata una scelta casuale, ma il risultato di analisi sociologiche, indubbiamente non troppo approfondite ne' particolarmente innovative. In fin dei conti si tratta pur sempre di due autori americani dalla tipica produzione avventurosa, anche se mai banale e sempre con idee originali.

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