David Wingrove

Chung Kuo - L'Impero di Mezzo

ed. Interno Giallo 1990 (Chung Kuo - The middle Kingdom - 1989)

L'anno e' il 2190. La Cina e' diventata una volta di nuovo il Mondo intero, e questa volta il suo unico confine e' lo spazio.... Il Mondo e' Citta' Terra, governata dai Sette, i nuovi Signori della Cina. Bella, controllata, sensuale, questa societa' tecnologicamente estremamente avanzata sta correndo verso la guerra tra le forze dell'Ovest e dell'Est, tra i ribelli desiderosi di cambiamento e i grandi feudatari che richiedono la stabilita', tra gli stessi poteri dell'oscurita' e della luce. Sara' un'era di violenti scontri destinati a far emergere gli aspetti piu' elementari della natura umana.... ed i sogni piu' elevati. Una storia epica che ci trasporta in un mondo alternativo cosi' reale, cosi' completo che veniamo naturalmente assorbiti come abitanti del nuovo Impero di Mezzo, scossi da desideri che non avevamo nemmeno mai immaginato... guidati da forze tanto antiche quanto il primo respiro dell'uomo.

Questo e' il primo di una serie di otto romanzi, ognuno di circa 600 pagine, che sono uno il seguito dell'altro, e devono quindi essere letti sequenzialmente. E' una storia sola, ma in realta' e' l'intreccio di decine e decine di storie, perche' e' la cronaca di un intero mondo e della sua crisi. In Italia credo siano stati pubblicati solo i primi tre volumi, agli inizi degli anni 90, e sono ormai esauriti. Non sono nemmeno riuscito a trovare in rete la copertina italiana del primo, per cui ho messo quella dell'edizione USA che ho io.

La societa' capitalistica occidentale e' andata incontro alla catastrofe che vediamo anche noi avvicinarsi. Nella confusione e distruzione conseguente, e' emersa una leadership cinese, basata sugli antichi principi e valori che avevano fatto grande il primo Impero di Mezzo. Anche questa nuova classe dominante e' pero' in difficolta' a gestire un mondo in gran parte distrutto ma in continua crescita demografica, alimentata anche dal familismo della nuova ideologia imperante. E' solo grazie all'incredibile sviluppo scientifico e tecnologico che vi era stato prima del collasso, ed alla scoperta di un materiale estremamente leggero ma estremamente robusto, unita alla visione di un architetto europeo che nasce Citta' Terra. Un'unica grande citta', alta molte centinaia di piani, che copre praticamente l'intero pianeta, con poche e controllate aree aperte, in cui vivono 34 miliardi di persone. In questa citta' le differenze sociali, di classe e di etnia si sviluppano in verticale, con il paradiso nei piani alti e l'inferno in quelli bassi.

Perche' ho deciso di consigliare la lettura di questi libri, nemmeno usciti tutti in italiano, e di cui, tra l'altro, sono arrivato, per ora, solo al quarto?

Le ragioni sono molteplici. Nonostante il numero impressionante di personaggi, molti dei quali con nomi (cinesi) difficili da memorizzare per un occidentale, e la quantita' di storie che si intrecciano, si separano, ne producono di nuove, l'autore tiene fermamente in mano le fila del discorso, almeno fino a dove sono arrivato io. E la storia e' complessa e avvolgente, oscillante con continuita' tra l'analisi sociale e politica e quella dei sentimenti personali. Il gioco tra la filosofia di vita cinese e quella occidentale avvolge ogni avvenimento, ed e' un elemento di originalita'. I problemi sociali, la sovrapopolazione, la mancanza di spazio individuale, l'integrazione forzata, sono analizzati con attenzione, attraverso la vita dei vari personaggi. La stratificazione sociale verticale comporta nuove situazioni che danno sugo alla storia. Poi, al livello dei dirigenti, ambizioni, idealismi, onesta' e dedizione , nonche' tradimenti ed egoismi.... tutta l'armata dei sentimenti umani in un'ambientazione globale, che coinvolge anche le prime scolonie spaziali.

Ma su tutto predomina un dissidio globale, che e' il contenitore di tutte le altre divisioni, e sorgente, insieme alla realta' che preme, di tutti i conflitti di questa strana societa'. Il dissidio e' tra l'ideale di una societa' statica, perennemente uguale a se' stessa, perseguito dalla classe dominante cinese, e che ha anche un supporto da parte di fazioni occidentali, e la richiesta di innovazione e mutamento, che e' portata avanti piu' o meno segretamente da parte del grosso della societa' europea e nordamericana.

La sovrapopolazione, le carestie, i conflitti sociali spesso innescati dalla semplice convivenza forzata, l'enorme disparita' di qualita' di vita tra i diversi livelli, richiedono, agli occhi occidentali, una nuova spinta alla ricerca, alla tecnologia, non piu' limitata a quella sotto strettissimo controllo delle autorita' che e' l'unica ancora ammessa. Si richiede anche la ripresa delle attivita' spaziali, l'apertura di nuove colonie, un'espansione nello spazio.... e contemporaneamente una limitazione della crescita demografica, lasciata senza controllo per ragioni ideologiche. Ma la leadership cinese ricorda ancora bene i disastri e le distruzioni che lo sviluppo tecnologico libero aveva generato, e che solo il nuovo ordine, con le sue limitazioni, aveva riportato sotto controllo. E' anche lo scontro di due filosofie di vita, ovviamente, e Wingrove e' abile nel mescolarle, contrapponendole senza che mai una delle due prenda il sopravvento agli occhi del lettore. Ad una cosa che appare giusta di una parte se ne contrappone una analoga dall'altra, e ad ogni evidente debolezza di una posizione, fa riscontro l'analogo dall'altra parte. Per il momento, cioe' dove sono arrivato nella lettura, non risulta alcuna predilezione per uno dei due aspetti. Ma indubbiamente la realta' preme.... e mantenere statica una societa' con evidenti aspetti di instabilita' richiede l'uso della forza. E della forza si fa uso.... ma da questo nasce ovviamente una reazione..... e l'instabilita' aumenta.....

Un bel romanzo, che nella prospettiva di questi ultimi anni, con la crescita violenta della societa' cinese, non appare nemmeno piu' del tutto di fantasia.....

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