Robin Hobb

La Saga dei Lungavista

Forse i tempi in cui sono nato aspettavano la mia nascita? Forse gli eventi si sono incastrati sferragliando come le grandi ruote dentate di legno dell’orologio di Sayntanns… sospingendomi verso la vita? Non pretendo di essere stato un grande uomo. Eppure, se io non fossi nato… tante cose sarebbero diverse… Migliori? Non penso.”

“Non fingere mai di essere qualcosa di diverso da ciò che sei. Noi siamo assassini. Non agenti misericordiosi di un re saggio. Assassini politici che infliggono la morte per sostenere la nostra monarchia.


Un’umanità di servi e signori abita un mondo pervaso da una magia sottile e inquietante, fra intrighi di corte e minacce di misteriosi pirati in grado di manipolare le loro vittime privandole di ogni forma di raziocinio e sentimento. Tra questi pericoli si aggira il giovane Fitz, un ‘bastardo’ di stirpe reale, la cui sola consolazione è un magico e tenero legame con gli animali. Accolto a corte, Fitz dovrà apprendere l’uso delle armi e le regole dell’etichetta, ma il suo destino è legato all’abilità di uccidere nell’ombra… Diventare un assassino vuol dire intraprendere un mestiere crudele e solitario, e soprattutto scoprire i propri poteri, lascito del sangue dei Lungavista…

Sospeso nella magia del mito e del romanzo cavalleresco, L’apprendista assassino racconta un universo drammatico in cui la lotta fra il Bene e il Male non è mai una prevedibile guerra tra opposti inconciliabili ma scontro umano tra fato e necessità, tra libera scelta e destino, tra personaggi la cui esistenza è sempre, inevitabilmente, imprevedibile

Sono apparsi i primi due volumi di questa trilogia. Sto leggendo il secondo.

Le indicazioni dell'editore presentano l'opera come molto originale, nel campo della Fantasy, in particolare per la caratterizzazione dei personaggi, mai completamente unipolari, ed in cui il bene ed il male si intrecciano in modo molto naturale.

Questo e' vero, ma non e' ne' una novita' ne' un esempio particolare. Ormai la Fantasy di qualita' ha abbandonato gli stereotipi del passato, ed e' diventata molto di piu' letteratura completa, anche nella complessita' dei personaggi. Comunque questa trilogia, per quanto posso vedere al momento, al punto cui sono arrivato, ha indubbiamente diversi aspetti originali, anche se non cosi' marcati come l'Editore vorrebbe far credere. E' anche scritta molto bene, come d'altronde accade sempre piu' spesso. La trama non e' facilmente prevedibile, e "deviazioni" impreviste possono ancora apparire in quello che non ho ancora letto.

Una storia piacevole, un ritmo di narrazione ben equilibrato, personaggi ben descritti e "tridimensionali". Sicuramente una soddisfacente lettura, che non richiede un particolare impegno di immedesimazione o di comprensione. Un ottimo svago, insomma.

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