Antonio Lanzetta

Warrior - La Vendetta del Guerriero

Ed. La Corte 2014

 

 

Darius ha perso tutto.
La sua terra, Andurian, è caduta sotto la dominazione dell’Impero di Caio Settimo, sua madre è stata messa al rogo per aver guidato la resistenza e sua moglie e suo figlio sono state vittime di uno spaventoso incidente.
Così, in un mondo postmoderno soggiogato da un regime sanguinario che unisce tecnologie avanzate e schiavismo e nel quale gli umani si sono evoluti in nuove razze, Darius, ridotto in catene, si troverà costretto a combattere per puro spettacolo nelle arene di Xendria.
Ma quando non sembra esserci più speranza e il destino di tutta l’umanità pare ormai segnato, Darius troverà la forza per ribellarsi e, insieme ad alleati inaspettati, cercherà di trovare un modo per realizzare quella che sembra un’impresa impossibile: vendicarsi di Caio Settimo e liberare il mondo dalla sua tirannia.
Un romanzo adrenalinico che vi farà vivere un’avventura indimenticabile e che vi farà sentire partecipi della battaglia più importante di tutte: quella per la libertà.

Avevo letto l'opera prima di questo autore, Ulthamar, e al di là della collezione di cliché dell'High Fantasy alla Tolkien o Brooks (che Lanzetta ringrazia come suo ispiratore), mi aveva colpito favorevolmente il ritmo narrativo sostenuto, la capacità di gestire i dialoghi in modo adeguato e di rendere logica una trama anche se banale e del tutto stereotipata, e ne avevo dato un giudizio modesto ma ottimista per possibili miglioramenti.
Con questo Warrior, sua seconda opera, rimango allo stesso livello di giudizio, ma per ragioni del tutto differenti.
Qui la storia non è una rimasticatura ingenua dell'High Fantasy, bensì una Science Fantasy con qualche aspetto decisamente fantascientifico, ma la tendenza a ripetere stereotipi, a richiamarsi in modo palese a modelli esistenti, in questo caso più cinematografici che letterari, Lanzetta non riesce ancora a superarla. La vicenda è sicuramente più complessa della precedente, ma gli aspetti davvero originali sono ancora molto pochi, e credo che Lanzetta debba porre più attenzione a questo aspetto nel futuro.
Lo stile di scrittura si mantiene sostanzalmente allo stesso livello: molta azione, descrizioni ridotte all'osso, dialoghi ragionevolmente equilibrati e ritmo sistematicamente sostenuto. Era l'unico aspetto positivo nella sua prima opera, e non ha fatto alcun passo avanti in questa seconda, nel senso che rimane la frenesia dell'azione ma non migliora la sua descrizione, i personaggi si muovono spinti da emozioni che sono quasi sempre esagerate, ma sempre appena accennate. In altre parole, manca una vera descrizione dei personaggi, che attraverso le loro azioni (che non mancano) li facciano diventare delle figure complete e credibili. Anche l'ambientazione e la storia stessa presentano gli stessi difetti: poca descrizione, troppo asciutta, e quando c'è anche troppo ripetitiva.
In conclusione, dei buoni passi avanti nell'originalità della storia, ma ancora insufficienti per meritare un giudizio del tutto positivo
, mentre lo stile di scrittura non mostra miglioramenti, che sarebbero davvero necessari. Continuo a pensare che manchi un editing professionale, che diventa sempre più necessario, a meno che non ci sia una maturazione autonoma, che però vedo molto improbabile senza eventi straordinari. Quindi ancora tre stellette per la speranza di futuri miglioramenti.

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