Stephen R. Donaldson

Le Cronache di Thomas Covenant L'Incredulo
La Conquista dello Scettro
La Guerra dei Giganti

Thomas Covenant è un uomo dei nostri giorni, ma è un emarginato, abbandonato dalla moglie e allontanato dalla società. Thomas Covenant ha la lebbra. La sua vita è ormai un cupo susseguirsi di lotte contro l’isolamento e la pazzia. Ma un giorno si ritrova proiettato in un altro mondo, una terra minacciata dalla follia di un mostro e dai malvagi piani di conquista di un semidio, Lord Inganno. Laggiù, nella Landa, Covenant dovrà suo malgrado vestire i panni dell’eroe, onorato come la reincarnazione di un eroe leggendario, Berek Mezzamano, e armato del mistico potere dell’Oro Bianco, che da solo è in grado di proteggere i Signori della Landa dal malvagio Lord Inganno. La sua si rivelerà un’incredibile e talvolta drammatica avventura, alla riscoperta di sé stesso e dei magici poteri racchiusi nell’anello nuziale che porta ancora al dito. Tra giganti, guerrieri e creature feroci, Donaldson ci guida in uno scenario di magie e forze elementali, in un territorio fantastico dove la lotta tra il Bene e il Male non ruota più intorno a candidi eroi ma a un uomo solo, triste e pieno di rabbia, con un forte desiderio di riscatto.

Thomas Covenant ha lasciato, suo malgrado, la Landa per fare ritorno alla sua ‘realtà’ e alla sua condizione di lebbroso. La solitudine che lo opprime viene però scossa da una telefonata di sua moglie, che lo prova emotivamente al punto da renderlo nuovamente evocabile dai Signori della Rocca. Nella Landa sono trascorsi quarant’anni dalla sua precedente visita, e Covenant ritrova solo alcune delle persone che vi aveva conosciuto. Alla guida del Consiglio dei Signori c’è ora Elena, che Covenant scoprirà essere sua figlia, frutto della violenza su Lena. Ma la giovane non prova rancore verso di lui, e lo ha evocato perché salvi ancora una volta la Landa. La guerra contro Lord Inganno è infatti alle porte, e tutti sperano nell’aiuto dell’Oro Bianco per poter contrastare il potere della Pietra Portapena.

Una saga in sei volumi scritti tra il 1977 e il 1983, un mucchio di tempo fa, e di cui non sapevo nulla.
La pubblicita' lo paragona a Tolkien, e questo e' difficile da stabilire mentre sto leggendo il secondo volume. Sicuramente, rispetto al Signore degli Anelli, ha un impatto iniziale piu' "facile", non si devono superare per pura forza di volonta' le prime 100 pagine assolutamente noiose ed insopportabili del capolavoro di Tolkien, che e' stato un grande narratore, un pioniere nell'uso degli stereotipi leggendarii per creare una storia sostanzialmente moderna, ma avrebbe dovuto andare a lezione da qualche scrittore piu' "evoluto" per imparare come si inizia una storia senza perdere quasi tutti i potenziali lettori alle prime pagine, totalmente soporifere.
Questo non succede, nelle "Cronache di Thomas Covenant, L'Incredulo", ma l'approccio alla storia e' comunque un poco difficile, perche' il carattere del personaggio principale risulta inizialmente piuttosto estremizzato, anche difficile da capire. Questo sicuramente per chiara volonta' dell'autore di impostare in un certo modo i rapporti tra "realta' " e "sogno", e giustificare con la durezza di Thomas, con la sua volonta' di non accettare il mondo in cui si viene a trovare, una precisa linea di sviluppo della storia. Rimane il fatto che questo aspetto non e' facilmente integrabile come "realistico", nello sforzo che ogni lettore deve fare per immedesimarsi nella vicenda che sta leggendo. Non so se nel seguito questo carattere astioso, iracondo, che dovrebbe, ma non riesce ad esserlo, giustificato dalla malattia nel mondo reale, riuscira' a smussarsi, ad integrarsi meglio con quello che a me pare piu' "ragionevole" come comportamento di un essere umano, seppure sotto uno stress estremamente forte. Al momento, a meta' del secondo volume, ancora sembra stridere eccessivamente, troppo costruito, troppo artificiale e troppo poco adattabile, per essere un comportamento credibile.
A parte questo, la storia mi sembra molto ben impostata, con un gran numero di possibili sviluppi. Donaldson ha costruito un mondo alternativo credibile ed affascinante, con personaggi ben costruiti anche con una notevole dose di fantasia. La morale della storia per ora appare piuttosto elementare, ma c'e' ancora molto spazio per sorprese, nei prossimi volumi.
Almeno lo spero.

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